Ijime:
violenze nel mondo giovanile
Uno dei proverbi piu' conosciuti in Giappone va all
incirca cosi: "il chiodo che fuoriesce sara' martellato".
Si riferisce al fatto che chiunque pensa o si comporta in
modo diverso dalla storica e santificata norma giapponese
verra' forzato nella conformita'. La cultura tradizionale
giapponese era una quasi assoluta confomita' in tutti i modi
immaginabili, non solo negli atteggiamenti e nei comportamenti
ma anche nell'apparenza. Le variazioni che esistevano (e che
erano permesse) erano basate sulle differenze di classe, posizione,
sesso ed eta e non legate a carattere individuale, preferenze
personali o esperienze.
Le motivazioni che stanno dietro a questo imperativo era ordine
ed armonia che erano ispirate non solo da considerazioni politiche
ma anche da un forte elemento spirituale tipico e caratteristico
delle antiche societa tribali.
Omogeneizzazione dei giapponesi prese la via in una propria
religione con propri sacramenti. Conformita non era
da cambiare! Ogni individuo era deliberatamente condizionato
psicologicamente, intellettualmente e spiritualmente nei modi
ed atteggiamenti che erano predisposti per la sua posizione
e ruolo nella vita.
A causa dellisolamento dei giapponesi da altri popoli
per una gran parte della loro storia e per il fatto che furono
governati per quasi un millennio da una dittatura militare
che rafforzo sia la conformita politica che culturale,
essi acquisirono una sensibilita estrema ad ogni minima
variazione della Via Giapponese.
Qualsiasi comportamento, atteggiamento o apparenza che variava
anche solo minimamente da quello che ci si aspettava automaticamente,
veniva visto come anti-sociale e non-giapponese.
Persone colpevoli di tali infrazioni venivano in qualche modo
punite; da criticismo ad esclusione
o peggio.
Nel periodo Edo (1603-1868) si e diffuso il sistema
feudale e il sistema dei 4 ceti sociali (samurai, contadini,
artigiani e commercianti). Le persone emarginate da queste
classi sociali hanno dato origine a villaggi discriminanti
buraku i cui abitanti sono diventati oggetto di
discriminazione.
La storia giapponese dalla fine dellera feudale nel
1868 e piena di incidenti di seria discriminazione contro
persone che si comportavano o sembravano in modo diverso dal
giapponese tradizionale. La discriminazione rimane
un problema serio nonostante la metamorfosi culturale che
il Paese ha subito nel frattempo.
La maggior parte del comportamento pregiudizievole al giorno
doggi viene chiamato iijime ed e diretto
contro studenti delle elementari e delle medie che hanno passato
del tempo allestero con i suoi genitori e che sono stati
influenzati da atteggiamenti stranieri e hanno
modi di fare non tipicamente giapponesi. Il molestare questi
giovani ed alterati studenti da parte dei puri
giapponesi e cosi serio che alcuni commettono suicidio.
Molti si arrendono nel tentativo di reintegrarsi nel mondo
scolastico giapponese e ritornano allestero. Altri frequentano
scuole speciali atte a proteggerli da queste molestie. Non
tutte le violenze sono da attribuire ad altri studenti. Denunce
contro professori non sono rare. Nelle scuole dove casi di
iijime sono frequenti, uno o piu professori sono sicuramente
responsabili per aver incoraggiato tali incidenti. Data la
profondita e la forza della cultura giapponese saranno
necessari diversi decenni prima che il problema dell
iijime possa definirsi risolto.
L iijime consiste anche nel maltrattare in continuita,
fisicamente e psicologicamente chi e piu debole
e si verificano sia dentro che fuori dalla scuola.
Secondo un documento del 1996 del Management and Coordination
Agency, Youth Administration, il numero dei giovani
messi in istituti di correzione e aumentato del 43,5%
rispetto al 1995. In modo analogo il Ministero dellEducazione
in unindagine del 1996 rivela che i casi di iijime e
aumentato di 3495 unita rispetto allanno precedente.
Analizzando tale indagine risulta che lisolamento e
lemarginazione dal gruppo sono le forme piu diffuse.
Sempre nel 1996 la societa Shinkenzemi ha
interrogato oltre 300 studenti di scuola media sulle ragioni
dell iijime. Le risposte furono nellordine:
1- si mette in mostre, si da delle arie
2- e un egoista
3- e un debole, chiuso
4- e sporco, vestito male
5- non mi piace
6- non lo faccio spontaneamente ma perche lo fanno gli
altri
7- perche sono insoddisfatto
8- perche non riesce allo studio o riesce molto bene
Si noti che alcune risposte sono del tutto irrazionali.
Che il piu forte maltratti il piu debole e
unazione che non supera il livello animalesco. Manca
oltrettutto la consapevolezza che si sta facendo del male.
Esiste la sensazione che chi maltratta si senta vittima
perche ritiene che il torto sia dalla parte da chi
e maltrattato.
Da materiale fornito dal Ministero dellEducazione
del 1995 si scopre che i casi di iijime sono stati 39.922
suddivisi in 16.192 scuole (40,6%).
I casi di suicidio di bambini e studenti sono:
1990: 141
1991: 123
1992: 159
1993: 131
1994: 166
1995: 251
Uno dei problemi per il ragazzo che subisce maltrattamenti
e la mancanza di fiducia nel proprio insegnante e
leventuale accusa di essere una spia nel caso in cui
si confidi. Solo quando e ormai tardi ci si rende
conto della gravita della cosa. Interessante comunque
e il fatto che in giappone non esistono le bocciature!
Servono le presenze alle lezioni e al 100% si e promossi
alla classe successiva. Se il ragazzo maltrattato tiene
duro arrivera alla fine e concludera la scuola
ma i casi di ragazzi che si rifiutano di andare a scuola
aumentano vertiginosamente.
In Giappone, tradizionalmente, i contadini si aiutano a
vicenda. Se uno non era daccordo con le regole o con
il capogruppo iniziava lemarginare questa persona
dal gruppo e dalla comunita. Questo fatto e
chiamato murahacibu e puo essere comparato
al fenomeno delliijime.
Anche nellambito lavorativo allontanarsi dal gruppo
significa perdere ogni possibilita di essere soccorsi
in casi di bisogno. Grande attenzione viene data a non guastare
i rapporti reciproci. Pur di non separarsi dal gruppo si
e disposti ad adulare, a morire pur di non contraddire
nessuno e mostrarsi daccordo su tutto. In caso di
opposizione alle regole, al potere, allopinione comune
del gruppo inizia la persecuzione, lallontanamento
dal gruppo.
Riflettendo su questi punti si possono trovare le radici
per lo scarso sviluppo delle capacita despressione,
scarsa personalita
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