15
agosto, giorno della resac ma non solo...
agosto 2003
Stando al Japan Times del 6 agosto ben 3 ministri hanno
annunciato il 5 agosto l'intenzione di far visita al santuario
di Yasukuni il giorno della resa giapponese. Un quarto ministro
(Toranosuke Katayama, ministro agli affari interni e delle
poste e telecomunicazioni) parla di una sua visita nel caso
si trovi a Tokyo. Altri 2 ministri (Masajuro Shiokawa, ministro
alla Finanza; Heizo Takenaka, ministro dei servizi finanziari
e ministro di Stato per le politiche economiche e fiscali)
hanno espresso la volonta di visitare Yasukuni ma non hanno
ancora deciso il giorno.
Il direttore generale dell'agenzia di difesa Shigeru Ishiba
e' ancora indeciso sul da farsi. L'anno scorso furono 5
i ministri a visitare Yasukuni il giorno della resa.
Ricordiamo ancora una volta che Yasukuni onora i caduti
nel nome dell'imperatore, inclusi criminali di classe "A".
Ad ogni visita da parte di personalita' politiche si hanno
vive proteste dalle 2 Coree e dalla Cina. A queste proteste
si aggiungono di fatto le proteste di quei giapponesi che
sono contrari ad un eventuale ritorno al militarismo e coloro
che sono contrari al collegamento tra Stato e Religione.
Koizumi, che visito' Yasukuni il 14 gennaio non intende
visitare Yasukuni una seconda volta quest'anno.
Sette membri del cabinetto, tra cui il segretario capo Yasuo
Fukuda e il ministro agli Esteri Yoriko Kawaguchi (per ovvi
motivi tecnici) e Nobuteru Ishibara, ministro di Stato per
le riforme amministrative hanno espresso la volonta' di
non visitare il santuario.
Agli annunciati ministri di cui sopra che visiteranno Yasukuni
il 15 agosto si e' aggiunto Sadazaku Tanigaki della commissione
della sicurezza pubblica nazionale (i timori di una Corea
del Nord "nucleare" che condanna tali visite non
preoccupano tanto il ministro che dovrebbe salvaguardare
proprio la sicurezza nazionalec interessante, non
c'e' che dire).
Il primo ministro Junichiro Koizumi, che visito' il santuario
il 14 gennaio (che causo' la cancellazione di un meeting
con il presidente cinese Hu Jintao) non ha visitato nuovamente
il santuario.
I 4 ministri sono Yoshitada Konoike, ministro alla prevenzione
di disastri; Yoshiyuki Kamei, ministro dell'agricoltura,
foreste e pesca; Takeo Hiranuma, ministro dell'Economia,
commercio e industria; Sadazaku Tanigaki, della commissione
della sicurezza pubblica nazionale.
"Dobbiamo apprezzare l'attuale pace e mai piu' iniziare
una guerra" afferma Konoike aggiungendo di aver fatto
un'offerta con soldi propri.
Kamei invece ha deciso il "no comment" ai giornalisti
presenti (e ha fatto benec il tutto si commenta da
se).
Il ministro Masajuro Shiokawa ha visitato Yasukuni lunedi
11 agosto mentre Toranosuke Katayama ci e' andato martedi
13 agosto in quanto presumibilmente il 15 non si trovava
a Tokyo.
Sette ministri hanno affermato di non aver intenzione alcuna
di visitare il santuario questo anno. Tra questi Yasuo Fukuda
che propose a dicembre la costruzione di un monumento non
religioso dove onorare tutti i caduti in guerra.
Nelle notizie alla TV ho visto persone che stavano sull'attenti
durante i vari discorsi a Yasukuni!
Questo 15 agosto assume un'importanza particolare. Il presentimento
palpabile di un ritorno al militarismo, la giustificazione
al riarmo, il problema legato alle forze di autodifesa da
usare in Iraq in aiuto ad un'occupazione, di fatto, ancora
illegale da parte degli americani e degli inglesi, problemi
legati al presunto riarmo nucleare da parte della Corea
Del Nordc la nostalgia all'era Showa, sono segni che
qualcosa sta' cambiando.
Diverse persone e organizzazioni sono affluite a Yasukuni
in una giornata piovosa per onorare i caduti al 58-esimo
anniversario della resa. Trovandomi a Tokyo la mia sveglia
era sintonizzata per le 07:30 ma il ritmo lavorativo e la
pioggia ha contribuito a far si che l'unica cosa che son
riuscito a fare era di spostare le lancetta della sveglia
di 2 ore. Un appuntamento che aspettavo da settimane si
e' quindi sciolto sotto stanchezza e cattivo tempo... il
resto della giornata era pieno di impegni di lavoro e il
mio 15 agosto si e' concluso con un'appezzatissima ed inaspettata
visita di un caro "collega di NG" (news:it.cultura.orientale.giappone).
Questo 58-esimo anniversario ha una nuova risonanza con
la recente legge sull'eventualita' di guerra e la legge
che autorizza l'uso delle forze di autodifesa in Iraq.
Il Japan Times del 16 agosto prende in considerazione 3
persone intervistate a Yasukuni:
Yoshikatsu Miyakawa di 24 anni del gruppo "Eirei-Ni
Kotaeru-Kai", gruppo che onora le anime degli eroi
di guerra, dice che e' strano che il Giappone non abbia
finora una legge su eventualita' alla guerra dato l'attacco
missilistico dalla Corea Del Nord. Miyakawa stava collezionando
firme per una petizione contro la proposta per la costruzione
di un nuovo monumento separato da Yasukuni per onorare i
caduti. Il problema maggiore, infatti, sta proprio nei giovani
che non conoscono ne il passato ne cosa significa una guerra.
Si dimentica o non si sa proprio cosa ci fu' nel periodo
bellico, periodo in cui manco i padri di questi nuovi "eroi"
erano ancora nati.
"E' la nostra responsabilita' di dimostrare al mondo
che siamo pronti nello spedire truppe delle forze di autodifesa
in Iraq. Ma prima bisogna aggiustare le leggic nel
caso in cui alcune persone verranno uccise, queste dovranno
essere onorate come martiri o come eroi di guerra"
aggiunge il membro del "gruppo che onora le anime degli
eroi di guerra" Miyakawa. Inutile aggiungere commentic
anzi sarebbe piu' opportuno fargli vedere meglio gli orrori
della guerrac orrori che al giorno d'oggi sono troppo
lontani per essere compresi. Scene di guerra e di sofferenza
ci appaiono come semplici informazioni, oppure dei semplici
dati su cui semplicemente "riflettere". La storia
non appartiene solo al passato. Anche oggi un domani sara'
storia.
Matthew Carlsen, 36-enne antropologista americano risponde:
"quello che succede negli States e' il peggiore sviluppo
al mondo. Con la guerra illegale di Bush contro l'Iraq,
come se l'America fosse l'unica superpotenza al mondo. C'e'
il pericolo potenziale che il Giappone possa dirigersi nella
direzione sbagliata e diventare un alleato militare degli
Stati Uniti".
Una studentessa 17-enne, Seiko Hamosawa, membro di un gruppo
religioso dichiara di essere venuta a Yasukuni per onorare
le persone che morirono in guerra perche' e' l'anniversario
della fine della guerra. Aggiunge che onora l'imperatore
come fosse un dio.
Se queste dichiarazioni vanno prese seriamente c'e' da preoccuparsi
non poco.
Un ex-chirurgo dell'esercito imperiale che partecipo' alla
vivisezione di persone in Cina durante la seconda guerra
mondiale avverte che il Giappone sta prendendo la stessa
piega che lo porto' nell'ultima guerra.
Il signor Ken Yuasa di 86 anni afferma che la peggior cosa
della guerra e' che questa ferma i sentimenti di rimorso
tra i soldati nel uccidere altre persone e che la beatificazione
alla guerra sta riprendendo piede in Giappone.
Yuasa dice che durante la guerra non si sentiva affatto
colpevole di esperimentare vivisezione su cinesi ancora
vivi e di essersi praticamente dimenticato di tali azioni
fin dopo la guerra quando fu imprigionato ed ebbe tempo
di riflettere sulle sue azioni. Documenti del dopoguerra
testimoniano vivisezioni da parte dell'esercito imperiale
durante il periodo di guerra su militari e civili cinesi.
"Io divenni involontariamente un giovane militare che
fedelmente lavoro' per l'imperatore" aggiunge Yuasa.
Yuasa ricorda il motto che diceva che la Manchuria e la
Mongolia sono la ragion di vita nel senso che il Giappone
necessitava di un'espansione territoriale per la propria
sopravivenza. Yuasa credeva in questo slogan come tutti
gli altri militari in un periodo dove ogni voce di opposizione
veniva soppressa.
Constatando gli ultimi avvenimenti e ammendamenti nelle
leggi sulle forze di autodifesa e prevenzione, il Giappone
pare andare incontro alla stessa giustificazione alla guerra
come allora. Credo che le parole di Yuasa necessitano di
riflessione. Si cerca di giustificare o di accettare certe
decisioni senza guardare a fondo. Siamo sicuri che gli ultimi
segnali non siano proprio come ce li elenca Yuasa? Tutto
avanza a piccoli passi e sembra che siamo a buon punto per
un ritorno effettivo alla giustificazione alla guerra preventiva
e al riarmo giustificato.
Yuasa afferma che la sua particolare preoccupazione e' l'implicita
assunzione che la Corea Del Nord e' un male il che' esclude
ogni possibilita' alla gente di dire qualsiasi cosa di positivo
a riguardo. Il governo giapponese e i media si concentra
sul presunto riarmo nucleare e sui rapimenti escludendo
ogni tipo di discussione sulla questione.
Yuasa, all'eta' di 26 anni fu mandato nella provincia di
Shanxi per lavorare in un ospedale militare. Qui partecipo'
in ben 14 vivisezioni. Dopo la resa giapponese fu trattenuto
come prigioniero di guerra e poi come criminale di guerra
per 5 ? anni in una prigione cinese. Gli fu garantito il
rimpatrio dopo una confessione. Yuasa confronto' le sue
azioni durante le detenzione e quando il governo cinese
apprese che Yuasa si rammaricava delle sue azioni lo rispedi
in patria nel 1956 senza incriminarlo.
Yuasa continuo' a parlare delle sue esperienze il 17 agosto
a Space Zero nel quartiere di Shibuya come parte integrante
a "Heiwa No Tame No Sensouten" (War exhibition
for peace).
Tornando al 15 agosto e' utile ricordare l'evento sponsorizzato
dal governo alla Nippon Budokan Hall di Tokyo. Il primo
ministro Koizumi onora qualcosa come 3 milioni di giapponesi
che morirono in guerra affermando l'intenzione di non iniziare
mai piu' una guerra.
"Noi non potremmo mai dimenticare che la pace e la
prosperita' che conosciamo oggi fu costruita tramite coloro
che morirono in guerra" annuncia Koizumi senza ricordare
che gli stessi che morirono in guerra furono anche tra quelli
che portarono il Giappone in guerra e in rovina, che violentarono
e derubarono gran parte dell'Asia.
Questa fu la terza presenza del primo ministro a tale cerimonia.
Continua nel affermare (come fece l'anno scorso) che la
nazione deve rimaner fedele alla rinuncia alla guerra.
Quest'anniversario ricade in un periodo dove le relazioni
con la Cina non sono tra le migliori proprio a causa dello
stesso Koizumi che continua le sue visite a Yasukuni.
Il governo ha tentato di avvicinare Koizumi al nuovo presidente
cinese ma proprio poco tempo fa la Cina espresse sentimenti
negativi in relazione alle visite a Yasukuni di Koizumi
durante la visita del segretario di Cabinetto Yasuo Fukuda
in Cina e quando il ministro agli Esteri cinese Li Zhaoxing
visito' il Giappone.
Alla cerimonia Koizumi si rammarica per le atrocita' giapponesi
in tempo di guerra: "Durante l'ultima guerra, la nostra
nazione ha causato tremendi danni e sofferenze in molti
Paesi, specialmente tra la gente in Asiac rappresentando
la nostra gente, esprimo nuovamente sincero rimorso e condoglianze
per coloro che ne furono vittime".
Akihiko Kumashiro, un politico della LPD che ha espresso
la volonta' di candidarsi alle presidenziali di settembre
afferma di non credere in un nuovo monumento per onorare
i caduti perche' di fatto e' Yasukuni il posto giusto in
cui onorare i caduti. "Non c'e' alcun bisogno in un
nuovo monumento ai cadutic noi dobbiamo far intendere
al mondo intero che noi rispettiamo i nostri caduti a Yasukuni
e che cio' non e' un luogo dove glorifichiamo il militarismo".
Basta una visita a Yasukuni per scoprire che cio' non corrisponde
alla completa realta' dei fatti. Per onorare i caduti non
ci sarebbe certo il bisogno di esposizione di armi, divise,
sciabole etcc
Da aggiungere che il partito Social-Democratico afferma
che negli ultimi 58 anni il Giappone ha guadagnato credibilita'
come una nazione pacifista. Personale delle forze di autodifesa
potrebbe comunque uccidere o essere ucciso nel collaborare
all'illegale occupazione dell'Iraq da parte degli stati
Uniti.
Alla cerimonia della Nippon Budokan Hall (vicina a Yasukuni
e al palazzo imperiale) circa 5000 famigliari dei caduti
in guerra e altri 1000 persone hanno partecipato al tributo
dei 3,1 milioni di caduti in guerra.
A mezzogiorno ci fu un minuto di silenzio dinnanzi alla
scritta "Zenkoku Senbotsusha no Rei" (gli spiriti
dei caduti in guerra di tutta la nazione).
Fu la volta che l'imperatore in persona fece il suo discorso
(con a fianco l'imperatrice Michiko): "Insieme a tutte
le persone della nazione sono in lutto per tutti coloro
che persero la vita nei campi di battaglia e chiedo in desiderio
un mondo in pace e una nazione in continuo sviluppo".
Il numero di parenti che hanno pianificato la loro presenza
alla cerimonia e' di 5199, 128 in piu' rispetto all'anno
scorso. Di questi, 163 hanno 85 o piu' anni, il numero piu'
alto mai raggiunto finora.
Sempre in tema di imperatore non bisogna dimenticare che
il giorno della resa, cioe' il 15 agosto, e' il giorno in
cui la registrazione del famoso discorso di Hirohito fu
trasmesso alla nazione.
Il discorso mise la parola fine ad una guerra che gia' durava
troppo ma pochi furono in grado di capire completamente
le sue parole. Il discorso di 58 anni fa conteneva molti
vocaboli incomprensibili per i piu'. Ma tutti riuscirono
a capirne il significato: la seconda guerra mondiale e'
finita e il Giappone e' stato sconfitto.
Con l'aiuto della tecnologia digitale, la voce di Hirohito,
ovvero l'imperatore Showa, e' riemersa quest'estate. La
Gogatsu Shobo Co. ha pubblicato il libro "The Emperor's
Imperial Voice Broadcast" che contiene un cd con la
registrazione in cui accetta la Dichiarazione di Potsdam.
La registrazione dura 4 minuti e 42 secondi.
Il libro con il cd e' stato talmente apprezzato che fu subito
esaurito afferma il presidente Minoru Tsuruta della Gogatsu
Shobo. La trasmissione fu originalmente registrata su dischi
analogici e messi sul mercato 32 anni fa ma questa e' stata
la prima volta che si entra nei media digitali continua
Tsuruta.
Molte persone conoscono solo un famoso passaggio del famoso
discorso: "sopporta l'insopportabile e accetta l' inaccettabile".
Questo ha di fatto prevenuto la gente a valutare l'intero
messaggio e il ruolo dell'imperatore nella guerra.
Il professore dell'Universita' di Tokyo Yoichi Komori, autore
del libro, critica aspramente l'imperatore Showa e lo ritiene
responsabile per la guerra. Nel libro, Komori afferma che
la prima priorita' dell'imperatore e dei suoi fedeli era
di proteggere il sistema imperiale, non la vita della gente.
E su questo il signor Komori non e' certo il solo, anzi,
ogni studioso che si rispetti ne e' cosciente.
Spunti e fonti: Japan Times in diverse edizioni di agosto
2003 e del Daily Yomiuri del 16 agosto.
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