Dal
bagno pubblico all'industria della pornografia.
luglio 2003
Pare che nei bagni pubblici (furoya) di Tokyo sia ben visibile
un'insegna che dice suppergiu: introdurre telefonini e altri
apparecchi elettronici e' proibito in quanto potrebbe dare
problemi e portare a incomprensioni tra gli altri ospiti.
La scritta e' abbastanza buffa in quanto si cerca di vietare
una cosa con delle "parole dolci" per non rischiare
di offendere qualche cliente "appassionato" di
telefonini e, vedremo poi di cos'altro.
Il messaggio e' contenuto in un poster che e' stato affisso
in circa 1000 tra sento e onsen della capitale. Pare che
l'iniziativa sia un seguito di un incidente dell'ultimo
autunno, stando alla dichiarazione di un operatore del settore.
"Ci fu un cliente che usava la macchina fotografica
implementata nel telefonino per scattare delle foto ad altri
clienti nudi".
E' abbastanza chiaro che questo incidente e' solamente la
cima di un iceberg. Il "Sunday Mainichi" afferma
che la prolificazione di telefonini con macchine fotografiche
implementate sempre migliori e' stato da trampolino per
dei "nuovi" amatori della fotografia.
Pare che simulano la lettura di semplici ed innocue e-mail
per fotografare donne nude. Questi ottimi fotografi possono
facilmente allontanarsi dal bagno pubblico con le loro foto
illegali in quanto anche loro sono donne e le colleghe presenti
nel bagno abbassano ovviamente la guardia.
Ma questi fotografi non sono certo degli amatori: il loro
scopo e' di vendere le loro immagini e filmatini all'industria
pornografica.
Il mercato per questo tipo di materiale e' grande e in continua
crescita (e poi c'e' chi dice che in Giappone non ci sono
poi tanti pervertiti). Una semplice visita alla videoteca
sotto casa (per chi abita in Giappone) e l'immancabile angolo
dedicato alla pornografia (ma di questi angoli li trovi
dappertutto) e' pieno di titoli del tipo "Bathing in
Broad Daylight", "Snooping Heaven" oppure
"Toilet Trap".
Pare che il 10 % dei titoli in video e DVD sono di questo
genere. L'incapacita' del pinco pallino maschio giapponese
di conoscere a fondo una ragazza puo' essere un motivo valido
per cui egli si eccita nel vedere anche solo semplici corpi
nudi di ragazze.
Se il 10 % puo' sembrare minima, semplici calcoli dimostrano
che il valore di tale percentuale e' di diversi bilioni
di Yen. Semplicemente teniamo conto che in Giappone girano
oltre 20 milioni tra cassette e dischi con contenuto pornografico
ogni anno e ogni articolo vale diverse migliaia di Yen.
Con tutti questi soldi che girano non c'e' da stupirsi se
alcuni fotografi sono diventati dei veri e propri professionisti.
Se pensiamo al compenso per del materiale che sembrerebbe
poter vendere bene si va dalle 500,000 alle 1,000,000 di
Yen, afferma un rappresentante di produzione pornografica
specializzata nel campo dei video nascosti (hidden cameras).
Materiale appena sufficiente sfrutterebbe dalle 50,000 alle
70,000 Yen.
Il materiale migliore e' quello che viene fotografato/filmato
da diverse angolazioni simultaneamente.
Bisognerebbe, a questo punto, sottolineare che questi professionisti
stanno andando contro alcune serie leggi per avere delle
immagini sempre migliori. "E' un'invasione sul nostro
diritto di privacy e costituisce una condotta illegale"
afferma Jiro Makino, un avvocato specializzato in privacy
e internet.
Rimane dubbioso se le eventuali pene giudiziarie possano
essere da deterrente per il futuro di questi fotografi.
Un ufficiale della polizia metropolitana afferma che con
la prolificazione di telefonini equipaggiati di macchine
fotografiche e video vorra' incrementare notevolmente questo
tipo di casi giudiziari.
Quello che mi chiedo e' cosa possa eccitare tanto il maschio
giapponese nel vedere dei semplici nudi di donne inconsapevoli
di essere nel mirino. Mi chiedo come sia possibile che anche
nel fare un bagno o andare in un bagno pubblico per la donna
giapponese significa rischiare di mettere a nudo, nel vero
senso della parola, la propria persona. Nonostante diversi
documentari televisivi su questo fenomeno il pericolo continua
ad esistere, anzi diventa ancora piu' lucroso. Diverse donne,
dovendo per forza usufruire talvolta dei bagni pubblici,
usano controllare a fondo la toilet prima di usarla.
Mi chiedo perche' il solito governo giapponese maschilita
(e le ultime notizie sulle "gaffe" lo sottolineano
ancora una volta) invece di far usare mosaici su parti intime
nei film a contenuto pornografico non vieti invece del tutto
i tipi di filmati che ledono la privacy della persona! Essendo
gli uomini che di fatto fanno la legge ed essendo questi
dei "maiali" non c'e' da stupirsi che le cose
vanno come vanno. E ancora una volta la vittima e' la donna
che non riesce a ribellarsi a questa societa' maschilistac
anzi, e' costretta a subire in silenzio e pure a vergognarsi
in eterno per essere stata "lei" tanto ingenua
da non capire di essere caduta vittima degli malintenzionati
che popolano il meraviglioso Giappone.
Spunti presi dal Japan Times del 20 luglio 2003.
|