Essere
piu' giapponesi dei giapponesi...
agosto 2003
Essere piu' giapponesi dei giapponesi...
Mi e' capitato di frequente di meditare su questa cosa.
Chi di noi non si sente o si e' sentito un po' "giapponese"
quando magari assaggia del sake' oppure veste un yukata
oppure ancora quando veste uno judogi?
Il semplice saluto (inchino) o un sushi al ristorante giapponese
ci fa sembrare piu' giapponesi. Ma cosa significa sentirsi
giapponesi?
Per taluni magari un momento di "saggezza orientale",
un senso di calma interiore. Anche se solo per un istante.
L'imitare gesti e usanze nipponiche sembra avere l'effetto
di sentirsi meglio, di sentirsi migliori e forse pure un
po' superiori a coloro che non sanno cogliere queste "finezze".
Tutto questo per dire che spesso le informazioni e gli stereotipi
che ci arrivano dal Sol Levante tendono ad idealizzare una
perfezione che di fatto non esiste. Il vecchio saggio (ma
chi l'ha visto?), il salariman leale alla
ditta (ma non si parla dei problemi che comporta e tantomeno
dello sfruttamento che si cela dietro), la donna sempre
gentile e carina (beh, questo forse si :P )... figure che esistono
prevalentemente nell'immaginazione.
Una cosa abbastanza buffa (e ridicola) e' trovare in Giappone
degli Occidentali che vogliono essere piu' giapponesi dei
giapponesi stessi.
Arredamento rigidamente "giapponese", cucina giapponese
sempre e comunque, vestiti giapponesi e modi di fare "giapponesi".
Questo per quei occidentali arrivati in Giappone con una
certa preparazione accademica stereotipata e che di fatto
dimostrano una visione molto limitata della realta' giapponese.
Inutile aggiungere che si rendono ridicoli non solo agli
altri "gaijin" residenti in Giappone ma agli stessi
giapponesi, giapponesi che si chiedono se tali atteggiamenti
siano onesti (e quindi superficiali, passati e
irreali) oppure provocatori e atti a prendere in giro.
Quale giapponese "vero" si comporta come questi
"gaikokujin trasformati" nella vita reale?
Eppure capita ognitanto di vedere occidentali (spesso donne)
vestite in kimono (che orrore!!!) nel tentativo invano di
comportarsi con la grazia innata delle controparti giapponesi.
Catalogare i giapponesi come quelli di qualche secolo fa
di certo non rende giustizia ad un popolo che invece ha
saputo guardare al futuro e adeguarsi alle usanze che prevalgono.
Un popolo che sa accettare i cambiamenti meglio di qualunque
altro, un popolo che della propria tradizione guarda prevalentemente
quella proposta dalla propaganda di governo (se si tolgono
le festivita' di quartiere che rimangano una delle poche
cose genuine della vera tradizione giapponese).
Anche tecnologia, manga e anime, ore di "finto"
lavoro, dedizione alla ditta, perversione, violenze, consumismo,
mode occidentali (spesso copiate male) fanno parte della
vita giapponese. Ma per certi occidentali, il Giappone e'
ancora quello dei samurai e delle geisha.
Buffo proprio il fatto che questi occidentali cosi "giapponesi"
non si rendono conto di essere semplicemente ridicoli di
fronte a tutti ad eccezione, al quanto pare, a se stessi
(e forse ai loro simili).
Ve la immaginate una "grassa" oppure alta e ben
messa americana vestita di kimono cercare di imitare i movimenti
graziosi di cui siamo abituati dai film, documentari e dalle
leggende? Per me sembra una presa per il "sedere"
vera e propria. Se veramente ami il Giappone almeno resta
te stesso e impara ad ammirarlo per quello che e' e non
per quello che speri che sia! Chi di noi, che amiamo il
Giappone, non vorrebbe vedere il Giappone nello splendore
della nostra immaginazione? Ma il Giappone ha molti aspetti
anche ben
diversi alla nostra limitata immaginazione derivata da qualche
documentario, manga o breve visita in loco (dove spesso
si gira a bocca spalancata ad ammirare cio' a cui abbiamo
accesso e cio' "che vogliamo vedere").
Perche' non partire dall'idea che il Giappone e' popolato
da persone (e non miti) e che e' un Paese catapultato nel
futuro (e non nel passato; tra l' altro miticizzato)?
Perche' non cercare di essere se stessi anche quando siamo
in Giappone o quando abbiamo a che fare con giapponesi?
Nessun giapponese si aspetta da noi "gaikoku no kata"
di parlare un giapponese perfetto, di conoscere le loro
usanze e "regole". Anzi, ci stimano maggiormente
se dimostriamo di essere noi stessi. A meno di non essere
dei criminali, cosa abbiamo da nascondere della nostra tradizione
e cultura? Alcuni paiono voler vendere le proprie radici
per tentare di essere maggiormente accettati da una societa'
che guarda comunque allo straniero con una certa diffidenza.
note:
gaijin: termine usato per identificare stranieri oppure
"non giapponesi". Tra i tre che ho usato e' il
meno formale.
gaikokujin: termine usato per identificare straniero...
formale
gaikoku no kata: il piu' formale dei termini per identificare
uno straniero
yukata: si potrebbe tradurre con "kimono estivo",
leggero di cotone che si
usa prevalentemente la sera.
judogi: capo d' abbigliamento (sportivo) usato per praticare
il Judo.
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