Ma
allora non tutti i morti sono uguali?
18 agosto 2003
Quando si parla del presunto e sacro diritto del primo
ministro Koizumi di visitare Yasukuni per ricordare i caduti
di tutte le guerre nel nome dell'imperatore si cerca di
sottolineare la giusta importanza di ogni caduto in guerra.
Certi personaggi vicini alla destra e certi conservatori,
(oppure quegli Occidentali che amano tanto difendere sempre
e comunque ogni scelta presa dal Giappone) dimenticano (o
non sanno) invece che molte migliaia di altri caduti di
guerra aspettano quello stesso e identico diritto che viene
riservato a quelli ricordati a Yasukuni.
Mi chiedo che cosa possano avere di superiore i caduti ricordati
a Yasukuni rispetto agli altri cimiteri nazionali dedicati
ai caduti della guerra. Non sara' anche la presenza di alcuni
"fedeli" del criminale santificato che si nasconde
sotto il nome di Hirohito oppure il grande Showa Tenno?
Non vi hanno forse portato i nomi di criminali di guerra
di Classe "A" come ad esempio il generale e primo
ministro Hideki Tojo? E perche' hanno aggiunto il suo nome?
E chi lo ha deciso?
Di fatto e' anche un simbolo imperiale, e basta una semplice
visita al museo adiacente per rendersene conto.
Il tutto e' frutto di un Giappone che purtroppo, di fatto,
e' ancora in mano a politici di destra (ben nascosti sotto
una maschera da "moderati"), nazionalistici e
politici che conoscono solo la lingua del dio denaro o guardano
alla propria poltrona piuttosto che ai sentimenti dei propri
concittadini... per non parlare di quelli dei "fratelli
cinesi" o altri "inferiori" asiatici. Un
aspetto del Giappone che non si conosce bene, anzi... la diplomazia e i media nascondono per bene questi aspetti
reali ma molto imbarazzanti.
L'estate in Giappone, oltre al gran caldo umido, conosce
un gran brutto ricordo. La resa del 15 agosto 1945, una
guerra che costo' la vita a milioni e che lascio' diverse
citta' rase al suolo.
Nonostante il tutto, 58 anni dopo, un cimitero nazionale
nel centro di Tokyo che ospita i resti di 350,000 vittime
della guerra non ha ancora ricevuto gli onori di cui ha
diritto, onori che i giapponesi dichiarano essere tanto
sacri. Ma allora perche' questi caduti di serie "B" (eppure sono uguali se non migliori) non hanno gli onori
che i caduti giapponesi meritano? Qui qualcosa non quadra
con le tradizioni tanto applaudite da certi occidentali
nippofili!
Il governo pare essere ostile nell'organizzare visite da
parte di personalita' straniere al cimitero nazionale di
Chidorigafuchi e nessun rito ufficiale viene offerto nel
giorno dell'anniversario.
Invece decine di politici e membri del Gabinetto fanno visite
al vicino Yasukuni che onora, oltre i caduti della guerra,
anche vari criminali di guerra. Quest'ultimo 15 agosto ben
4 ministri, sotto una pioggia abbastanza fitta, hanno fatto
visita a Yasukuni dichiarando che grazie ai caduti in guerra
il Giappone del giorno d'oggi gode di prosperita' e ricchezza.
Si dimentica che tra questi stessi caduti vi e' la causa
della guerra stessa e che questi hanno causato anche tanti
dolori e sofferenze a innocenti che con la guerra e con
il Giappone stesso non avrebbero aver nulla a che fare.
Questi criminali di guerra non hanno solo commesso crimini
contro i diritti dell'uomo e contro la pace ma anche crimini
contro gli stessi giapponesi. Il cimitero di Chidorigafuchi
e' stato costruito nel 1959 appena fuori dal palazzo imperiale
ed e' uno dei soli 2 luoghi nazionali in cui i resti cremati
delle vittime militari e civili della guerra e del dopoguerra
vengono raccolti. L'altro sito si trova a Okinawa, isola
che da molti giapponesi non viene manco vista come giapponese.
Varie annotazioni ci dicono che forze politiche conservatrici
negli anni '50 fecero il possibile per far si che Yasukuni
non venga messo in ombra dal cimitero "non religioso" di Chidorigafuchi.
Il pensionato Koji Aoyagi di anni 70 rimase sbalordito nell'apprendere
che il governo ha costruito un ulteriore camera sotterranea
nel 1990, senza informare i parenti delle vittime, quando
quel sito ha raggiunto la sua capacita' massima a causa
dei continui nuovi arrivi dall'estero.
La superficie della camera sotterranea sembrava un semplice
contenitore per la purificazione dell'acqua e alcuni visitatori
si sedevano sopra per "contemplare" i fiori del
ciliegio senza rendersi conto che sotto stavano migliaia
di caduti in cenere. "I parenti usavano pregare nella
direzione della camera madre mostrando il 'sedere' al nuovo
sito dove magari giacevano i resti dei veri e propri parenti!" aggiunge giustamente Koji.
Per molti parenti, memorie della guerra rimangono vive e
i piu' di 1000 resti portati in Giappone ogni anno servono
da ricordo.
Da una stima si evince che 2,4 milioni di giapponesi morirono
durante o subito dopo la guerra all'estero ma solo 1,24
milioni sono tornati in Giappone.
Ogni anno, a partire dal 1952, il governo ha compiuto missioni
all'estero per recuperare i resti dei propri defunti. La
maggioranza dei resti sono e rimangono non identificati
e vengono inceneriti nel cimitero di Chidorigafuchi durante
una cerimonia effettuata ogni maggio.
Il ministro della Sanita', che si occupa del cimitero, ha
porto le scuse ad Aoyagi e altre famiglie e si e' preoccupato
nel deporre pietre levigate e segni che evidenziano la presenza
di resti di vittime di guerra.
Comunque sia, Aoyagi e altri membri del suo gruppo (gruppo
di circa 30 membri che chiedono al governo maggior cura
del cimitero) sono ben lontani dall'essere soddisfatti.
La camera maggiore, che misura 8,4 X 8,4 metri per 2 metri
di profondita', contiene le ceneri di ben 330.000 persone!
Tutte le ossa vengono incenerite in un forno ad alta potenza.
Aoyagi dice che il governo dovrebbe creare un cimitero con
tombe individuali come segno di rispetto. Un monumento senza
attributi religiosi dovrebbe essere eretto in modo che tutti
i giapponesi, ma anche gli stranieri, possano portare rispetto
ai caduti.
Cio' che viene chiesto da Aoyagi puo' sembrare poco e facile
da assecondare ma gli sforzi postbellici nel creare un monumento
ai caduti in guerra paiono essere una causa assai sensibile.
Nobuto Hosaka, membro del partito Social-Democratico, afferma
che il governo abbia messo il cimitero di Chidorigafuchi
in secondo piano per motivi prettamente politici.
"Da quando il governo ha intrapreso la costruzione
del cimitero di Chidorigafuchi, la questione e' divenuta
da subito una questione di vis-a-vis con Yasukuni" afferma Hosaka che ha studiato documenti decennali sulle
varie dispute tra i due siti.
Yasukuni, santuario scintoista distante soli 5 minuti a
piedi da cimitero di Chidorigafuchi onora 2,46 milioni di
giapponesi che combatterono e morirono per la patria dalla
meta' del 19esimo secolo nonche' diversi criminali di guerra
come il primo ministro Tojo Hideki che fu impiccato dopo
essere stato giudicato colpevole dal tribunale "farsa" di Tokyo nel 1948. E' bene ricordare, nonche' sottolineare,
che Yasukuni e' un santuario scintoista, quindi religioso.
Le continue visite del primo ministro e vari membri del
governo sono di fatto visite di stato a siti religiosi,
quindi lo Stato che ufficialmente si collega ad una ben
precisa religione quando invece dovrebbe essere due cose
ben definite, distinte e non collegabili.
Il santuario e' da sempre un motivo di controversia in quanto
alcuni politici lo ritengono un simbolo patriottico da rafforzare
quando altre parti dell'Asia hanno sofferto l'aggressione
e occupazione nipponica durante i tempi di guerra e altri
giapponesi lo vedono come un simbolo del passato militarismo
giapponese.
Hosaka sottolinea che al cimitero di Chidorigafuchi fu intenzionalmente
data poca importanza da parte del governo e dai politici
conservativi temendo che questo possa scavalcare Yasukuni.
Nel 1956, Shigemasa Sunada, l'allora "Chief Cabinet
Secretary" e l'associazione dei famigliari dei caduti
in guerra si scambiarono un memorandum d'intesa sullo status
di Chidorigafuchi, che era ancora in stato di progettazione.
Quest'associazione, il maggior gruppo nazionale di parenti
dei caduti di guerra, era ed e' tuttora uno dei gruppi piu'
forti per l'elettorato del partito al potere, il partito
Liberal-Democratico. Questo gruppo e' intenzionato nel fare
di Yasukuni il centro di patriottismo e di dare maggior
privilegi e benifici ai famigliari sopravissuti.
Il memorandum afferma che il governo vorra' prendere misure
atte ad assicurare il futuro e dignita' di Yasukuni e che
nessun effetto spirituale ed economico verra' tolto al santuario.
Questo stando ad un libro dell'associazione pubblicato nel
1976.
Il memorandum inoltre dice che il governo, in base ad' un'intesa
con l'associazione, non effetuera' inviti ufficiali ad ospiti
stranieri per il cimitero di Chidorigafuchi.
Durante una sessione della camera bassa del dicembre del
1956, il ministero della Sanita' conferma tali promesse
da parte del governo.
Mi chiedo se allora le visite del Pinocchio giapponese a
Yasukuni non sia piu' un atto politico (per accertarsi voti)
che non una sincera visita ai caduti in guerra. E in caso
contrario non sarebbe piu' appropriato onorare il 15 agosto
i caduti della seconda guerra mondiale al posto di tutti?
Allora le proteste e i sentimenti contano poco quando in
gioco ci sta' una poltrona? E che cosa dicono coloro che
gridano al sacro diritto da parte del governo giapponese
di tenere visite ufficiali a Yasukuni per commemorare le
vittime delle guerre? Forse non conoscono i veri motivi
di tali visite? Forse non conoscono il cimitero di Chidorigafuchi
che e' destinato a rimanere in ombra a causa di puttanate
governative? Non e' forse ora di indignarsi a tali atti
falsi? (scusate lo sfogo)
Fatto sta' che da allora uno status soddisfacente di Chidorigafuchi
e' praticamente taboo anche se non si puo' confermare che
cio' era una politica intrapresa dal governo.
Delle controversie si innescarono quando la regina Elisabetta
II d'Inghilterra visito' il Giappone nel 1975. Nei piani
iniziali ci stava una visita a Yasukuni ma a causa di numerose
proteste di studiosi "di sinistra" e attivisti
che che volevano invece una visita a Chidorigafuchi si arrivo'
ad una visita al santuario di Ise nella prefettura di Mie.
Un' altra bella storiella avviene nel 1998 quando il presidente
cinese Jiang Zemin visito' il Giappone. Come risposta diplomatica
a visite passate del primo ministro giapponese a monumenti
ai caduti cinesi, Pechino propose una visita a Chidorigafuchi
durante la sua permanenza a Tokyo, stando ad un resoconto
del Mainichi Shinbun.
Il Giappone invece non accetto' la proposta perche' tale
atto potrebbe essere un messaggio politico nel non riconoscere
il santuario di Yasukuni. Inutile ulteriori commenti.
Sul come i giapponesi debbano portare rispetto ai propri
caduti rimane un problema del tutto politicoc nient'altro
che politico.
L'ultimo dicembre, un consigliere del "Chief Cabinet
Secretary" Yasuo Fukuda propose che il governo, dopo
le continue proteste a visite ufficiali di Koizumi a Yasukuni,
costruisse un monumento non-religioso ai caduti in guerra
dove sia i giapponesi che gli stranierei possano portare
rispetto ai caduti.
Makoto Koga, presidente dell'associazione dei famigliari
dei caduti in guerra esercito' grande pressione al governo
per non costruire tale monumento in quanto quest'ultimo
potrebbe sminuire il ruolo di Yasukuni.
Ironia della sorte: fu proprio un missionario cristiano
ed esperto della religione in Giappone a risparmiare la
distruzione da parte di GHQ di Yasukuni. Di fatto Yasukuni
e' un simbolo al militarismo e come tale doveva essere distrutto
nel periodo di occupazione (probabilmente nel 1947) ma i
documenti scritti da William Woodard hanno fatto cambiare
idea. L'argomentazione era che con la distruzione del santuario
si ricavava poco e si creavano ulteriori attriti. Woodart
inoltre consigliava il ridimensionamento del santuario e
di rinominarlo nel nome originale "Tokyo Shokonsha".
Nel dicembre del 1945, 4 mesi dopo la resa, si ordino' la
separazione tra Stato e religionec cosa che nel 2003
non si e' ancora riusciti a fare.
Il 13 agosto 2003 il governo ha deciso di non stanziare
fondi per l'anno fiscale del 2004 per la costruzione di
un nuovo monumento dedicato ai caduti.
Stando alla proposta di Fukuda, si richiama al bisogno di
avere un luogo per un monumento e per coloro che chiedono
pace a Tokyo e dintorni. Questo nuovo monumento dovrebbe
coesistere sia con Yasukuni, santuario scintoista, sia con
il cimitero di Chidorigafuchi. La proposta non specifica
comunque se ci debba o meno aver posto anche coloro che
furono dichiarati criminali di classe "A".
Pare che Koizumi abbia "ufficialmente" approvato
la proposta come lo ha fatto anche la Soka Gakkai, maggior
organizzazione buddhista che supporta la "New Komeito" della coalizione di governo.
Fatto sta che, nonostante tutto, diversi politici della
LPD insistono che Yasukuni rimane il punto chiave per coloro
che desiderano pregare ai cadutic tra questi anche
il sopraccitato Makoto Koga, ex-segretario generale della
LPD.
E ancora una volta ben 4 ministri (Yoshitada Konoike, ministro
alla prevenzione di disastri; Yoshiyuki Kamei, ministro
dell'agricoltura, foreste e pesca; Takeo Hiranuma, ministro
dell'Economia, commercio e industria; Sadazaku Tanigaki,
della commissione della sicurezza pubblica nazionale) hanno
visitato Yasukuni nel giorno della "resa" nonostante
la pioggia torrenziale dimostrando ancora una volta la evidente
volonta' di provocazione o se proprio non tale hanno dimostrato
di tenerci molto alla propria poltrona... questo nei
giorni in qui il Giappone e' stato accettato nel partecipare
ai colloqui per il problema legato alla Corea Del Nord.
Mentre il governatore di Tokyo Shintaro Ishihara sottolinea
alla TV che le visite a Yasukuni non sono un fatto che deve
interessare i gaikokujin (stranieri) , non si e' parlato
di alcuna visita ufficiale al cimitero di Chidorigafuchi.
Spunti e fonti presi dal Japan Times del 19 luglio - 14
- 15 agosto 2003, e dal Daily Yomiuri del 16 agosto 2003.
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