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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanPaul Tibbets - un uomo con una missione

13 dicembre 2007
di: Robert Demetz

Una figura discussa e spesso contestata, Paul Tibbets è il pilota dell' Enola Gay, il bombardiere B-29 che lanciò la prima bomba atomica su un target nemico. Deceduto il primo novembre scorso all'eta di 92 anni, in quel 6 agosto 1945 Tibbets era un trentenne colonnello dell'aereonautica militare americana.
Maggiormente preoccupato per le critiche che riceveva che non per la morte di 140.000 vite (cifra a fine dicembre 1945), Tibbets, in diverse occasioni, dimostrava fierezza in ciò che definiva professionalità nell'eseguire il suo compito.

"Quello che a loro serviva era qualcuno che potesse farlo senza errori, e quel qualcuno ero io"
(What they needed was someone who could do this and not flinch — and that was me)

Tibbets è divenuto il simbolo di colui che riesce a mettere da parte ogni tipo di morale quando ordini vengono dati. In questo contesto l'uso della bomba atomica su Hiroshima viene messo in cattiva luce. Coloro che supportano la decisione sull'uso atomico sul Giappone devono argomentare come la morte di decine di migliaia di persone abbiano di fatto salvato la vita a moltissime di più grazie alla fine della guerra. Un precedente allarmante che giustifica l'uccisione di un certo numero di persone per un ipotetico vantaggio.
Ipotesi lanciate che vedono un Giappone comunque pronto alla resa oppure un'eventuale dimostrazione della forza nucleare su una parte disabitata del Giappone sono ipotesi che possono essere fatte solo con il conflitto mondiale alle spalle. Ipotesi che ignorano le vere ragioni sul perchè Tibbets ha fatto quello che ha fatto e perchè tragedie come quella di Hiroshima avvengono. Tibbets sapeva cosa trasportava e cosa doveva fare; sapeva pilotare il B-29. Sapeva anche che le questioni morali non erano questioni che dovevano riguardarlo.
Al 60-esimo anniversario dei bombardamenti Tibbets affermava che "Avevamo sentimenti ma dovevamo metterli da parte. Sapevamo che si sarebbe ucciso a destra e a manca ma nel mio interesse principale era fare del mio meglio in modo da poter finire il più presto possibile le uccisioni."
In generale la nostra società possiede sufficienti conoscenze ed esperienza per prendere la decisione giusta ma più spesso che non, ci si ritrova ad avere diverse "decisioni giuste" da cui dover scegliere. Ed è in questo caso che la decisione scelta è quella che maggiormente riflette gli animi e l'istinto del momento. Dopo quattro anni di una guerra sanguinosa e brutale, e con questa una propaganda atta a deumanizzare il nemico per tener alta la morale, gli animi degli Stati Uniti non erano poi tanto particolari sul modo in cui impiegare la nuova carta. Il fatto che sia stata scelta Hiroshima e non Tokyo (oppure Kyoto) indica che gli americani non erano completamente accecati dalla guerra. La preservazione dell'imperatore e del governo che potrà firmare la resa nel nome di tutta la nazione era una scelta del tutto razionale.
Il vero valore dei bombardamenti atomici era il modo in cui ha dato la possibilità al Giappone di accettare la disonorevole resa incondizionale con onore. Per colui che era motivato dal codice Bushido, come la maggior parte dell'elite militare giapponese di quel tempo, la resa era semplicemetne impensabile.
Dando alla propria vita alcun valore, l'unico modo per far accettare loro l'idea di arrendersi era minacciare loro la completa distruzione di tutto ciò che amavano: le loro familie, case, templi e la nazione intera. Il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki ha portato questa possibilità nelle loro menti; una cosa che bombardamenti di massa o una dimostrazione su qualche roccia isolata non avrebbe potuto dare.
Tibbets, dal canto suo, avrà preferito essere la pedina del governo, brutale e istintivo che può far terminare la guerra come niente e nessuno poteva altrimenti fare.


Paul Tibbets parla del bombardamento atomico in un'intervista

 

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