Sesso,
droga ed economia clandestina
20 agosto 2003
Faccio ancora riferimento ad articoli letti su "Kansai
Time Out" (aprile 2003). Questa volta su un tema abbastanza
taciuto e/o sconosciuto.
Ha certamente richiamato attenzione il lavoro di Kadokura
Takashi, un giovane economista giapponese della Dai-Ichi
life Research Institute di Tokyo che l'hanno scorso ha pubblicato
le sue ricerche sull'economia clandestina giapponese.
Eric Johnston, che ha esperienze dirette con la "underground
economy" della regione del Kansai, ci suggerisce che
Kadokura sa bene di cosa sta parlando. Di Johnston e' firmato
l'articolo che sto cercando di sintetizzare.
Johnston ci dice che siamo fortunati se una volta o due
ogni decennio qualcuno pubblica un lavoro che cattura o
espone il "vero Giappone" in un modo che fa forse
arricciare il naso agli appassionati del Giappone piu' superficiali
ma che da a quelli piu' intelligenti pane per i loro denti
per capire il Giappone per quello che in definitiva e'.
Nel 1986, David Caplan e Alec Dubro pubblicarono il libro
dal titolo "Yakuza" in cui denunciavano il vergognoso
coccolamento di criminali di classe "A" durante
il periodo della guerra fredda da parte degli Stati Uniti
rilevando ad un'audience non-giapponese il "bargain"
fatto per portare il Giappone in una potenza economica.
Nel 1989, il giornalista olandese Karl Van Wolfren pubblico'
"The Enigma of Japanese Power" che offri un'analisi
sul sistema politico giapponese fuori controllo, un'analisi
che ancora oggi e' causa di infuocati dibattiti.
Piu' recentemente abbiamo il lavoro di Alex Kerr intitolato
"Dogs and Demons" che prende in considerazione
cio' che e' sbagliato nella societa' giapponese durante
gli scorsi decenni, e come gli altri due lavori, questo
e' criticato da alcuni in senso negativo (struzzi) e da
altri in modo positivo (mentalmente piu' elastici).
Se tradotto in inglese, il lavoro di Takashi (White Paper
on Japan's Underground Economy) verrebbe ad essere altrettanto
controverso come i lavori degli altri scrittori internazionali.
Altri paesi hanno studiato la propria economia clandestina
ma tale studio mancava in Giappone.. Kadokura afferma che
diverse persone hanno stime diverse sull'economia clandestina
ma nessuno si e' mai preoccupato di usare teorie economiche
per arrivare ad uno studio quantitativo.
L'economia clandestina e' praticamente ogni economia al
di fuori della legge. Tasse personali e aziendali non pagate,
le entrate della yakuza dalla vendita di stupefacenti, giochi
d'azzardo e altre truffe, entrate illegali legate al mercato
del sesso, il mercato delle auto rubate e le entrate non
dichiarate dal business legato al Pachino sono i capitoli
fondamentali dell'opera di Kadokura.
Rovistando tra gli archivi dei rapporti governativi della
"National Police Agency" e del ministero di Giustizia,
dati delle autorita' relative alle tasse e da investigazioni
personali, Kadokura cerca di stimare un minimo e un massimo
delle attivita' illecite e conclude che nel anno fiscale
del 2000 (che termina nel marzo 2001) il totale del valore
dell'economia clandestina e' stato qualcosa tra 11,3 trilioni
di Yen e 19,3 trilioni di Yen.
Questo e' un po' meno rispetto all'anno precedente dove
il totale massimo era circa 23 triilioni di Yen. Questo
dimostra che, (dice Kadokura) come l'economia globale, anche
quella clandestina e' in recesso.
Il totale degli incassi non dichiarati che derivano dall'industria
del sesso e' stimato dai 1,5 ai 1,6 trilioni di Yen. Queste
cifre paiono essere solamente una porzione del gran totale
del denaro che passa tra le mani nella forma di "quota
di ingresso".
I tabloid giapponesi hanno scritto sui tempi duri per i
gangster ma le loro entrate sono stimate intorno ai 1 e
2 trilioni di Yen.
Perche' questa grande differenza fra le stime? Probabilmente
perche' nessuno sa a quanto ammonta il valore del mercato
illegale legato alla droga per la yakuza.
Tra tutti i settori dell'economia "in nero", quello
legato alla droga e' quello che ha riscosso maggior attenzione
da parte della polizia, politici e tutti i bravi cittadini
che si preoccupano dell'aumento di criminalita' legato all'illegale
vendita di stupefacenti.
Kadokura calcola che la yakuza guadagna tra i 600 bilioni
di yen e i 1,4 trilioni di yen dalle vendite relative all'anno
2000: circa il 75% del loro totale di 2 trilioni di yen.
"predico un aumento delle vendite di stupefacenti"
afferma Kadokura, "a causa della quasi totale impossibilita'
da parte delle autorita' giudiziarie di rilevare vendite
di stupefacenti tramite internet e telefonini cellulari".
Mentre statistiche su quanto i maschi "maiali"
giapponesi spendono nei soapland oppure le cifre sul racket
della yakuza fanno notizia sui media e attirano l'attenzione
dei politici, il maggiore e piu' importante settore dell'economia
in nero e' qualcosa di piu' mondano: le tasse non pagate.
La stagnazione e crisi economica decennale che attanaglia
il Giappone ha fatto si che imprese e individui nascondono
le entrate il piu' possibile. Sembra inoltre che il numero
di giapponesi che usano banche estere siano in aumento.
La maggior parte degli introiti che finiscono in banche
estere e' un'evasione fiscale.
Questo potrebbe essere uno dei motivi per qui esperti non
riescono a capire perche' individui continuano a comperare
beni di lusso e passare costosi soggiorni all'estero mentre
banche non hanno soldi per prestiti e la percentuale di
disoccupati e' in aumento.
"Con l'economia generale che peggiora, sono sicuro
che l'evasione fiscale aumenti, anche se altri settori dell'economia
clandestina peggiora," dice Kadokura.
La domanda che potrebbe nascere e' come capire bene le stime
di Kadokura. Sono risultati di ricerche rigorose e analisi
da dati sicuri? Pare che non vi sono dubbi che Kadokura
prenda il tutto seriamente!
Quello che ha intrapreso va ben oltre le statistiche "ufficiali"
che piacciono tanto a certi occidentali.
Parlare e discutere con esperti, studio razionale del fenomeno
e assemblare i vari pezzi del mosaico per darci un buon
punto di partenza per considerare meglio l'economia clandestina.
Il modo in cui la polizia, certi politici e i media di destra
hanno manipolato i risultati statistici vi farebbe credere
che gli stranieri stanno violentando e derubando il Paese.
Di fatto, la maggior parte dei crimini commessi da stranieri
sta in problemi legati al semplice visto di soggiorno.
Aggiungi a questo dato di fatto che crimini commessi da
giapponesi come stupri e violenze domestiche sono spesso
non denunciati e capirai cosa significa porre troppa fede
nelle statistiche "ufficiali" giapponesi inerenti
all'economia clandestina. Le stime di Kadokura sono almeno
tanto oneste come quelle degli sbirri, Ministero della giustizia,
Ministero della Finanza e le agenzie di governo che le hanno
stilate.
Johnson, che ha scritto l'articolo da cui ho tratto, ha
esperienze dirette con l'economia clandestina del Kansai
e ci assicura che Kadokura sa bene di cio' che parla. Sfortunatamente
il suo libro non e' (ancora?) disponibile in inglese.
Alcune cifre:
totale massimo per l'economia clandestina nel 1999: 19,3
trilioni di Yen
Stima dell'evasione fiscale nel 2000: 13,8 trilioni di Yen
Stima del totale massimo generato da introiti illegali dalle
bande criminali nel 2000: 2,3 trilioni di Yen
Stima sugli introiti massimi generati dall'industria del
sesso nel 2000: 1,64 trilioni di Yen
Pagamento per ora medio per attrici di video per adulti
nel 1999: 24.000 Yen
Pagamento per ora medio per una lavoratrice in un "pink
salon" nel 1999: 2.500 Yen
Numero di soapland nel 1995: 1276
La prefettura con maggior numero di soapland per abitante:
Gifu con 75 soapland per 1.000.000 di uomini
Stima del valore massimo nel mercato delle automobili rubate
nel 2000: 111 bilioni di Yen
(fonte: Nihon Chika Keizai Hakusho di Kadokura Takashi)
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