1,5 – 2,5 i blog sul Giappone servono ancora?

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E’ passato circa un anno e mezzo dal mio ultimo post… 2 anni e mezzo dal penultimo! Come media sono messo veramente male!
Ma vale ancora la pena avere un blog sul Giappone al giorno d’oggi? Ce ne sono a centinaia! Uno più “formidabile dell’altro”! C’è chi conosce tutto perché ha visto “Mazzinga Z“, l’altro dà consigli “pratici” pur non essendoci mai stato… l’altro va in Giappone e perde il suo tempo a fotografare e fare video piuttosto di gustarsi il “momento” :-) . Uno critica tutto e tutti, l’altro non permette critiche al proprio modo di vedere il Giappone e poi c’è chi vi fa sapere proprio tutto quello che c’è da sapere sul Giappone! … ce n’è di ogni tipo :-D

Per un italiano che vive in Giappone avere un blog conta ormai quanto un due di picche… diventa un semplice e noioso diario (un blog dovrebbe comunque essere tale secondo me, e quindi Facebook diventa a questo punto la scelta migliore) e quindi obsoleto in questi tempi. Ecco che da diversi anni il mio blog rimane intatto, fermo ed inutilizzabile. Poi se aggiungiamo la pigrizia che mi segue dappertutto, il tempo che impiega un post, la voglia che manca…
Oggi, un po tutti usiamo Facebook per rimanere in contatto con coloro che ci vogliono seguire.

Arrivato in Giappone quasi 15 anni fa, Facebook non esisteva ancora come lo vediamo al giorno d’oggi e con un blog amatoriale come il mio riuscivo ad interagire con persone che avevano lo stesso interesse: il Giappone.

Sin dall’inizio ho cercato di essere neutrale sulle varie realtà che circondano questo Paese e ho avuto la fortuna di non avvicinarmi a quest’ultimo grazie alle realtà parallele che vengono inculcate tramite manga, anime e videogiochi. Mezza generazione di italiani (e non solo) si è scemenzita “studiando” il tanto amato Giappone praticamente solo tramite manga e anime… magari qualche videogioco e nei miglior dei casi ANCHE con qualcosa di Banana Yoshimoto… il tutto come unico ponte tra di loro e questo tanto misterioso Sol Levante. Chi poi ha raggiunto il Giappone si è poi ritrovato in una realtà alquanto diversa e, a seconda dei casi, si è trovato bene oppure si è trovato male e deluso.
Negli ultimi anni le informazioni su questo Paese non mancano e chi si avvicina per la prima volta riesce a farsi un’idea abbastanza veritiera su ciò che un giorno incontrerà durante il suo viaggio in Estremo Oriente. Le capacità critiche dei giovani d’oggi sono un vero asso nella manica per poter affrontare diversità culturali che inevitabilmente si incontreranno. Capacità di adattamento, rispetto per il “diverso” giocano punti decisivi per chi decide di vivere in Giappone. Chi ci riesce bene, chi meno e chi proprio non ci riesce più… tra questi ultimi spesso ritroviamo coloro che amavano il Giappone incondizionatamente dopo “il primo manga” che hanno letto.

Il boom “Giappone” si è spento da alcuni anni ormai, per fortuna! Internet e informazioni girano meglio e gente sveglia potrà capire che il Giappone non è mai stato, e non lo è tuttora quello che tanto si è cercato di far credere. Dare un’immagine positiva al Giappone era ed è tuttora una priorità assoluta per un Paese che vive sull’export. Quale miglior export per un Paese senza materie prime se non quello invisibile come software (videogiochi per esempio), anime, manga e aggiungiamo pure tutta la mercanzia prodotta a basso costo come i vari peluche di Pikachu e Candy Candy. Per vendere ciò all’estero l’immagine Giappone doveva per forza essere positiva, amichevole e kawaii…
Grazie anche agli Stati Uniti, nel dopoguerra un’immagine positiva di un Giappone altrimenti conosciuto come aggressivo e brutale era di vitale importanza per una crescita globale. I robot giapponesi che salvano il nostro pianeta dai cattivi alieni (nel periodo bellico il Giappone salvava l’Asia dai cattivi occidentali!), poi il kawaii di Candy Candy e la forza di spirito di Attack No. 1 per dare sempre e comunque un’immagine più che positiva di un Giappone appena uscito dal medioevo. Insomma, un Giappone sempre e comunque vincente :)
Realtà parallela perché si tratta di un Paese… se si trattasse di un individuo si userebbe il termine “problemi di identità psicologica“. Il Giappone è bello anche per questo! Gente ancora genuina e incontaminata se ne trova… si trova pure l’esatto contrario, che nulla ha da invidiare con le truffe ed il marcio che tanto spesso attribuiamo a fenomeni italiani. La politica giapponese e il sistema bancario ne sono esempio lampante.

Il sistema Giappone che tanto ha fatto scalpore negli anni ’70 e ’80 si è rivelato una bolla… che prontamente è esplosa lasciando tanti “feriti” tra le famiglie giapponesi. Tutto ciò che era nipponico era “cool“, nessun spazio a critiche negative che prontamente venivano etichettate come semplice “Japan Bashing” nel miglior dei casi, e/o di razzismo nel peggiore.

In questo lungo periodo di assenza dal mio blog cosa è successo?
Abbiamo avuto e continuiamo ad avere (subire) il problema “Fukushima“. Meriterebbe un libro per esprimere le mie opinioni ma non sono un giornalista che dopo poche settimane ne pubblica uno mentre molte (troppe) cose sono ancora aperte e il più non si conosceva ancora. La mia esperienza personale racconta che quel giorno ero tranquillamente nel mio ufficio di casa a Osaka… sento un tremolio ma non ci faccio caso per nulla. Al rientro di mia figlia da scuola lei mi chiede se ho sentito il terremoto. Poi aggiunge che tra poco arriverà uno tsunami a Osaka e che nella loro scuola tutti sono usciti nel cortile. Resto leggermente sbalordito dalle precauzioni che hanno preso e decido di vedere le ultime notizie su internet…. queste mi affermano che onde alte fino a 7 metri colpiranno la zona di Fukushima mentre altre alte circa 50 centimetri colpiranno Osaka. La prima cosa a cui ho pensato è che si sono sbagliati nello scrivere i 7 metri! Per il resto rimane storia e chi mi legge conosce meglio di me come poi è andata. Da quel primo giorno, il 11 marzo del 2011, ogni giorno sembrava peggiorare, nulla si sapeva di preciso sennonché le informazioni erano sicuramente “sgonfiate” per evitare panico e per far sembrare un po’ meno peggio il tutto alle altre Nazioni.
Il non visibile, quello che non riusciamo a vedere, preoccupa quanto il “nessun pericolo immediato!” riportato costantemente dal governo giapponese. Preoccupava il non sapere l’intensità non tanto del terremoto (che ormai si conosceva bene), non dello tsunami (anzi, preoccupava non poco in quanto nei primi giorni migliaia e migliaia furono i dispersi) ma piuttosto delle radiazioni che potrebbero essere state liberate ai quattro venti… e di quelle che potranno seguire, la contaminazione radioattiva… un’eventuale nube radioattiva, la vegetazione, l’acqua… l’oceano!

Molti sdrammatizzavano il fenomeno; forse per farsi forza o per sembrare forti e coraggiosi quando magari allontanarsi da Tokyo non sarebbe stata una scelta del tutto sbagliata!
Lo stress maggiore lo ho avuto dai miei famigliari e amici che mi volevano via dal Giappone! L’ambasciata, che tramite l’Alitalia, dava a disposizione biglietti liberi fino a Roma… cosa dovevo fare? Stare qui e rischiare non tanto la mia di salute ma quella sacrosanta dei miei figli? Mia moglie non mi seguiva perché doveva stare con i suoi genitori (nella sua ditta mi hanno dato del pazzo solo all’idea di allontanarmi da Osaka!) e così ho scelto di rimanere con mia moglie ad eventuale discapito dei miei figli… non potevo allontanarmi da lei in quel preciso periodo sapendo che forse non l’avrei mai più incontrata! Oggi come oggi mi darete del pazzo ma in quei giorni, subito dopo lo tsunami nulla si sapeva su cosa sarebbe stato il giorno successivo! Mio fratello dall’Europa era pronto per pagarmi i biglietti per il rientro citando la radioattività degli aerei provenienti da Tokyo.
Molto è stato nascosto, taciuto e posticipato dalla TEPCO e governo giapponese… questo era ovvio a chiunque e ciò spaventava; non poco. Le responsabilità cominciano nel nostro piccolo, dal nostro nucleo famigliare… ma prendersi responsabilità non è mai stata una delle doti dei giapponesi e ciò si respira quotidianamente.

Quanto grave sia stato e quanto lo è tuttora lo sapremo solo tra diversi anni… forse…

 

Per quanto riguarda me personalmente? Tutto continua normalmente :-) I miei viaggi per il Giappone continuano e quest’anno ho visitato Sendai, Okinawa, Kumamoto e Yokohama per una settimana ciascuno poi Okayama per 12 giorni, Tokyo per 15 giorni, qualche giorno nella bellissima Kurashiki… 7 giorni a Kobe a novembre e ritorno a Yokohama per una settimana a dicembre. Ho passato due mesi in Italia durante il caldo estivo giapponese :-)
Le mie gite ai templi e luoghi di interesse non sono mancati…

Ieri ho ri-visitato il museo dell’Instant Ramen ad Ikeda (dopo oltre 4 anni), il Momofuku Ando Intant Ramen Museum.

…e poi la Fabbrica della birra Asahi a Suita. E’ la seconda volta che visito una fabbrica di birra Asahi qui in Giappone. Le visite sono guidate e sono gratuite ma bisogna prenotarsi in anticipo. Il tour dura circa 40 minuti e alla fine si può degustare fino a tre bicchieri di ottima birra fresca appena uscita dalla spina.
Se solo ci penso…. quasi 15 anni di residenza in Giappone… e non mi annoio ancora :D

 

All’arrivo viene consegnato il barattolo vuoto dell’instant Ramen su cui disegnare/dipingere ciò che si vuole aggiungendo poi la data. Poi si consegna e parte “la produzione” del nostro instant ramen personalizzato! Si sceglie tra 4 gusti per il sapore del brodo e poi 4 ingredienti a scelta (se con il vostro cellulare potete confermare di aver sottoscritto alla loro newsletter potete sceglierne 5 di ingredienti da aggiungere!). Io ho disegnato un bicchiere di birra :-) Si può facilmente dedurre dove avevo la mia mente! Dopo il ramen infatti, si visitava la fabbrica di birra Asahi.

Il periodo in cui non scrivevo più è stato lungo, quindi oggi tante cose, tanti pensieri buttati giù alla rinfusa in un post unico quando magari ne servivano di più… ma per il prossimo post quanto dobbiamo aspettare? Solo il tempo conosce la risposta :-D

Ps: se anche solo condividete questo post in parte, condividetelo su Facebook :-)
Ormai mi trovate solo li!

 

 

E il tempo passa…

curiosità 21 Commenti »

Ormai quasi 2 anni che non mi faccio vivo su questo blog. Di cose da scrivere e da raccontare ce ne sarebbero tante ma purtroppo non sempre si riesce a trovare il tempo e la voglia di seguire il proprio blog.

Ormai sono passati 13 anni da quando mi sono definitivamente trasferito in Giappone, erano gli inizi di gennaio 1998.
Chi seguiva questo blog saprà che sono spesso in viaggio per il Giappone (non da turista purtroppo) e questo non è variato. Ad aprile sarò una settimana a Sendai, poi un’altra settimana a Tokyo e poi una decina di giorni a Naha (Okinawa). Per maggio è previsto un soggiorno di 10 giorni a Okayama e 6 giorni a Hiroshima e infine a giugno una decina di giorni a Nagasaki. Altre mete possono aggiungersi e cercherò di illustrare i miei viaggi con questo blog un po’ come facevo tempo addietro.

Arriva la primavera e con questa anche la ricerca quasi morbosa per tutto quello che possa ricordare i fiori e/o petali di ciliegio. Negli scaffali del supermercato il colore diventa rosa

Stimando in particolar modo le “bionde” giapponesi non ho potuto non notare come le lattine di birra si sono adeguate alle celebrazioni “sakuranensi”
Le varie case produttrici hanno infatti aggiunto alla grafica delle lattine petali e fiori di ciliegio; un’ idea simpatica per rallegrare l’atmosfera primaverile.

 

Birre giapponesi per la primavera

Asahi, Sapporo, Kirin e Suntory... le bionde cambiano look

La birra Asahi per celebrare lo shinkansen nel Kyushu

La birra proiettile per celebrare il nuovo tratto di shinkansen in Kyushu

quando i gusti sono gusti te li gusti

curiosità 39 Commenti »

Vivere in Giappone significa anche questo: gustare sempre delle cose nuove e/o strane. Chi è stato in Giappone sicuramente avrà notato come certi prodotti che si trovano in Europa esistono pure in Giappone ma in diversi gusti e formati. Molti turisti li comprano e se li portano in Italia per sbalordire i propri amici mentre altri ne fanno la collezione… nessuno riesce a far finta di nulla quando entra in un supermercato o in un kombini (Convenient Store).
Il Giappone riesce a stupire anche in queste piccole cose quotidiane e cerca sempre, talvolta anche in modo morboso, di andare incontro ai gusti dei clienti… di soddisfare la clientela maggiormente di quanto possa fare la concorrenza.
Tra i prodotti maggiormente gettonati sicuramente quelli legati alla Nestlè e in particolar modo i famigerati e gustosissimi KIT-KAT (li adoro :-D ).
I Kit-Kat in Giappone vengono prodotti usando i gusti popolari delle varie città, regioni o zone… troviamo quindi i Kit-Kat al gusto “budino di Kobe“, gusto famoso e riconosciuto, oppure il Kit-Kat al the verde. L’anno scorso ho fatto la scorta di Kit-Kat al gusto sakura e al gusto salsa di soya.
Qualche settimana fa sono stato a Sapporo dove ho avuto modo di scoprire i Kit-Kat tipici di Hokkaido, guardate un po’ quì che delizia:

Kit-Kat Jagaimo                             Kit-Kat al gusto di patate Jagaimo di Hokkaido
Kit-Kat al mais                             Kit-Kat al gusto di mais

Queste confezioni si trovano solamente nella regione di Hokkaido e diventano quindi una buona idea regalo per chi si reca a Sapporo e dintorni.
Esiste già da tempo anche il Kit-Kat per gli italiani presenti in Giappone: il Kit-Kat al gusto di caffè espresso :-P

Kit-Kat Espresso                               per chi non può farne a meno…
Kit-Kat                               altri due gusti che credo in Italia non si trovano

Gusto the al jasmin e all’aceto di mele? Comunque ottimi ambedue… notate come nell’angolo in alto a sinistra ci stà scritto il numero di calorie presenti  :-D

             Kit-Kat Kinoko                  Kit-Kat al kinako
   Kit-Kat                            Anche questo l’ho scoperto per caso solo pochi giorni fa

Kit-Kat al miso                               Kit-kat al miso – si può trovare a Nagoya

kit-kat-yuzu-kosho Kit Kat in edizione limitata per la regione del Kyushu

Kit-Kat al gusto wasabi Kit-kat al gusto Wasabi – trovato a Shizuoka

Kit-Kat al gusto biscotti

Kit-Kat al gusto biscotti Kit-Kat al gusto di biscotti

Kit-Kat al gusto di Ginger Ale Kit-kat al gusto Ginger Ale

Kit-Kat al gusto verdure Al gusto verdure (bibita della Itoen)

Kit-Kat al gusto Bitter Almond Bitter Almond

Kit-Kat al gusto framboise

Kit-Kat al gusto mais di Hokkaido Al mais di Hokkaido

Kit-Kat al gusto melone Al melone

Kit-Kat al gusto milk-caffe Al caffe-latte

Kit-Kat al gusto royal-milk-tea il preferito di mia mglie: Royal Milk Tea

semisweet

Kit-Kat al gusto sparkling-strawberry

Kit-Kat al gusto te verde

Kit-Kat al gusto the

Lunedì scorso (l’altro ieri per la precisione) è uscita anche la coca-Cola nuova di cui già diversi blog ne hanno parlato. La Coca-Cola Plus Catechin al gusto di tè verde. Inutile dire che non ho potuto resistere nel provarla subito. Al supermercato in cui mi reco di solito non la vendevano ma non perdendomi d’animo l’ho trovata e acquistata in un kombini non lontano da casa mia. Di questa Coca-cola ne avevo parlato su GiapponeNews.com (questa notizia) e oggi l’ho provata. Si parla di retrogusto al gusto di the verde ma personalmente mi sembra il semplice gusto della Coca-cola “Zero”… mah, niente di particolare ma dato che voglio anch’io dimagrire e questa Coca-cola contiene la catechina, beh, proviamola.

Coca-cola Plus Catechin                               le 4 bottigliette di Coca-Cola

Coca-Cola Plus Fiber Un’altra nuova Coca-Cola, senza calorie

Coca-cola in occasione dei mondiali 2010 Per i mondiali di calcio del 2010 la Coca-Cola dedicata all’Italia

Green Coc-Cola e Pepsi Coca-Cola Green e una Pepsi niente male :-P

OK, c’è anche una lattina di birra…  si tratta dela Yebisu, una birra ottima (costa di più delle altre) in una edizione limitata. Ne ho comprate due: una me la bevo per cena e l’altra andrà a fare compagnia alle centinaia di altre lattine che colleziono… tutte diverse una dall’altra, tutte giapponesi, praticamente uno spettacolo  :-D

I miei viaggi – Kanazawa, la piccola Kyoto

viaggi 17 Commenti »

Continuando con “i miei viaggi“…
Una cittadina snobbata dal turismo straniero forse anche a causa del mancato collegamento “shinkansen”, Kanazawa è la “piccola Kyoto” (meno di 500.000 abitanti) e come Kyoto non è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale.
Ieri sono tornato da Kanazawa (capitale della prefettura di Ishikawa) dove sono rimasto per 5 giorni, tre giorni di lavoro e due giorni per vedere la città. Andando subito alle impressioni che ho avuto devo dire che nel suo piccolo ha maggior fascino di Kyoto e si avvicina alle ottime impressioni che ho avuto un anno fa visitando la cittadina di Matsue.
Moltissimi giapponesi visitano questa città e arrivano praticamente ogni giorno con file di autobus. Grazie anche alle numerosissime terme situate in ottimi alberghi il turismo è assicurato.
Per chi desiderasse visitare una delle città giapponesi maggiormente preservate del periodo Edo Kanazawa è difficile da battere (assieme alla città di Takayama). La “piccola Kyoto” offre ai propri visitatori i simboli del passato legati ai samurai, le geisha, i mercanti e i feudatari, il tutto in una zona compatta del centro.

Dimentica il tuo o-bento ma non dimenticare l’ombrello” è un proverbio che a Kanazawa tutti conoscono e tengono ben in mente. La città si trova nella parte “nevosa” del Giappone, sulla costa del Mare del Giappone e l’inverno è molto freddo.

   Giardino Kenrokuen a Kanazawa                              Giardino Kenrokuen a Kanazawa
     Giardino Kenrokuen a Kanazawa                            Kasumigaike
   Giardino Kenrokuen a Kanazawa
    Giardino Kenrokuen a Kanazawa
Giardino Kenrokuen a Kanazawa                              alcune parti del giardino

Da Osaka ho usato la linea ferroviaria JR e ci ho messo meno di tre ore per arrivare alla stazione  di Kanazawa, un edificio grande e moderno e con due relativamente grandi stazioni autobus adiacenti (est e ovest, quindi da far attenzione :-D .
Tra le attrazioni maggiori sicuramente il Giardino Kenrokuen (vedi galleria fotografica), un giardino creato tra gli anni 1620 e 1840 dalla famiglia Maeda, i Daimyo del feudo Kaga. Assieme ai giardini Kairaku-en e Koraku-en, il Kenrokuen è uno dei tre grandi giardini del Giappone. Aperto durante tutto l’anno nelle ore diurne e famoso per le meraviglie stagionali, il biglietto d’entrata è richiesto per visitarlo (300 Yen).
Il giardino si trova appena  fuori del castello di Kanazawa e faceva originariamente parte dei giardini esterni del castello; i metri quadri sono ben 114,436.65. Il giardino ospita circa 8.750 alberi e 183 specie di piante e i principali punti di interesse sono

  • la più vecchia fontana del Giappone (grazie alla pressione dell’acqua presente in due stagni situati in quote diverse)
  • Yugao-tei, una casa da te, l’edificio più vecchio del giardino costruito nel 1774
  • il pino Karasaki piantato dai semi trovati a Karasaki presso il lago Biwa dal 13esimo feudatario Nariyasu
  • La pagoda Kaiseki. Si dice che fu donata da Toyotomi Hideyoshi alla famiglia Maeda

In inverno il giardino è caratterizzato dal yukitsuri, delle corde attaccate ai rami degli alberi in forma conica per supportare i rami nella posizione desiderata evitando di essere danneggiati dal peso della neve.
Adiacente al giardino si può visitare (per 700 Yen) la villa Seison-kaku (vedi galleria fotografica), costruita da Maeda Nariyasu per sua madre in modo che potesse vivere gli ultimi anni della sua vita in modo confortevole. Assieme ad alcune strutture architettoniche samurai costruite negli ultimi anni del periodo Tokugawa, la villa si distingue per raffinatezza ed eleganza.

Villa Seisonkaku a Kanazawa                               vista dalla villa Seisonkaku

Come scritto sopra, il giardino si tova subito fuori il castello di Kanazawa (vedi galleria fotografica). Del castello comunque rimane solo il parco ed alcuni edifici e le alte mura sono veramente ammirevole ed imponenti. Fino al 1989, l’Università di Kanazawa era era ospitata all’interno del castello. Alcuni punti del parco sono perfetti per avere una bella panoramica sulla città e sul giardino Kenrokuen.

  Castello di Kanazawa                                entrata Ishikawamon del castello
  Castello di Kanazawa                                la torretta
Castello di Kanazawa                               panoramica

Per chi ama il Giappone di una volta e andando in Giappone desidera vedere proprio il Giappone di una volta, Kanazawa offre qualcosa di particolare: il distretto samurai e delle geisha. Quasi unico in Giappone il distretto samurai “Nagamachi“, un area con alcune stradine dove molta energia è stata spesa per ricreare lo stile delle case che ospitavano i samurai. La casa Nomura è aperta al pubblico per 500 Yen e ha un piccolo grazioso giardino e poco distante si trovano due case samurai (classe ashigaru, la classe samurai più bassa) che sono aperte al pubblico gratuitamente. camminando verso nord si possono notare altre case samurai ma sono attualmente abitate e quindi non aperte a visite.

Andando nel quartiere Higashi-Chayamachi si trova il distretto geisha principale di Kanazawa. Molti edifici sono ancora oggi luoghi di intrattenimento d’alta classe ma Casa Shima è aperta al pubblico e merita una visita. E’ raro o quasi impossibile poter visitare la casa di una geisha e, sempre che la possibilità si manifesti, la casa di una geisha ha comunque delle camere che l’ospite o cliente non può vedere. Casa Shima offre la possibilità di vedere anche le stanze private.

Prima di ritornare a Osaka non poteva mancare l’acquisto di alcune specialità del posto. Alla stazione di Kanazawa si trova il Omiyage-kan, un centro commerciale specializzato nella vendita di prelibatezze del posto.

Link di interesse: città di Kanazawa (in inglese)

Viaggio a Nagahama presso il lago Biwa

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Quest’ultimo febbraio è stato il mese dei piccoli viaggi… uno di questi vale la pena menzionare perché è stato molto piacevole e rilassante. Nonostante il mese invernale le due giornate di viaggio erano a temperatura ideale e il cielo era sereno.
La meta del mio viaggio una piccola cittadina della prefettura di Shiga situata presso il lago di Biwa.
La cittadina è bella e richiama il Giappone di una volta. Gente cordiale e stradine piene di piccoli negozi con antichità e curiosità. Arrivo a Nagahama con la linea JR verso mezzogiorno… l’edificio della stazione pare essere la stazione più vecchia del Giappone (costruita nel 1882). Prima dell’arrivo mi ero preparato la lista delle cose da vedere in modo da non andare alla cieca.
In cima alla lista una mostra dei bonsai: la Nagahama Bonbaiten 2009 (dal 10 gennaio al 30 marzo). La mostra si trova vicinissima alla stazione e quindi ci si arriva a piedi. Essendo abituato alla città di Osaka noto subito lo spazio “libero” che mi circonda. Le strade e gli edifici attorno mi sembrano nuovissimi e… pochissima gente in giro.

Bonbaiten a Nagahama 2009 il poster della Nagahama Bonbaiten
mostra Bonsai a Nagahama              uno degli splendidi esemplari

La mostra richiama tantissima gente ogni anno ed è veramente uno spettacolo ammirare gli esemplari esposti al pubblico. Vedi piccola galleria fotografica
anche per il pranzo ci avevo pensato in precedenza… da buon amante della birra la sorpresa è arrivata quando ho scoperto che a Nagahama si trova un famoso ristorante: il Roman Beer. E’ un po’ costosetto ma vale comunque la pena passarci… si trova a pochi passi dall’esibizione bonsai.

Roman Beer - ristorante a Nagahama                      Il Nagahama Roman Beer

Diversi tipi di birra e piatti tipici germanici. Il locale è tipico e sembra ben frequentato, specialmente durante il fine-settimana.
il centro storico di Nagahama è vicino e viene chiamato “Nagahama Kurokabe square“, una serie di negozietti piccoli, alla buona… rende l’idea di come era il Giappone tempo addietro.

Kurokabe a Nagahama                          il Kurokabe

Questo negozio vende vetri ed entrandoci sembra di essere a venezia o a Murano  :-) Dietro questo edificio c’è un laboratorio dove è possibile vedere artigiani all’operano mentre soffiano il vetro per creare dei vasi.

Kaiyodo Figure Museum a Nagahama                               Kaiyodo Figure Museum a Nagahama

Passando per i portici (shoutengai) non si può non notare il Kaiyodo Figure Museum sulla sinistra. Noto comuque che diversi negozi sono chiusi e vengo a sapere che gli orari d’apertura sono veramente molto brevi. C’è chi chiude alle 17!
Il tempo per dare un’occhiata in giro prima di andare in albergo e fare il Check-in. Avevo prenotato al Nagahama Royal Hotel (stessa catena dell’alberghi che avevo usato nel mio viaggio all’isola di Awaji poche settimane prima).

cena Nagahama Royal hotel
Cena “giapponese” elegantissima al Royal Hotel di Nagahama

La vista dalla camera d’albergo era sul lago di Biwa e si vedeva anche il castello di Nagahama. Data la stagione gli ospiti dell’albergo non erano molti, inoltre era un giorno feriale… l’onsen dell’albergo era quindi quasi deserto e la cosa non mi dispiaceva :-D

           Castello di Nagahama                    il castello di Nagahama

La mattina seguente faccio il check-out dopo il buffet di colazione e passo per il castello di Nagahama che si trova a pochi passi dall’albergo.
Essendo alleato di Oda Nobunaga, Hashiba (Toyotomi) Hideyoshi ricevette il castello Odani-jo. Trovandosi in una zona difficile da governare decise di trasferirsi nel villaggio di Kunitomo e costruì il suo nuovo castello nel 1575. Prendendo in prestito l’ideogramma che sta per “naga” (da Nobunaga) rinominò il villaggio in Nagahama.
Il castello fu infine demolito nel 1615 in quanto le nuove leggi di Tokugawa permettevano solo un castello per provincia. Il castello è stato poi ricostruito nel 1983.
Ritorno nel centro storico per delle piccole spese e seguire i consigli di mia moglie… in particolar modo del pane buonissimo preparato al forno a legna. Arrivo al negozio ma apprendo dal panettiere che non apre prima delle 11 e decido di passare al consiglio “b” di mia moglie: assaggiare il macha con un manju al “Cafe Kano Shoju An“.

il maccha con un Yuukimanju

il maccha con un Yuukimanju

Il locale è abbastanza buio a dir la verità ma è elegante e accogliente. ritorno poi dal panettiere e prendo un paio di pani @ 630 Yen cadauno.
Noto come viaggiando per il Giappone i colori italiani non mancano praticamente mai. Al Kurokabe si teneva una sorta di fiera italiana dei vetri e poco più dietro un vecchio edificio ospita un ristorante italiano.

Ristorante italiano nel centro di Nagahama                Ristorante italiano “Verita”

Camminando per le stradine di Nagahama trovo un negozietto di oggettistica antica. Il locale di per sè era già antico di suo  :-D e gli oggetti in vendita erano interessanti assai. tra gli oggetti maggiormente da notare dei vecchi fucili e degli elmi da samurai! Un po’ costosi per le mie tasche mi accontento di una vecchia ciotola per il maccha contenuta in una scatoletta di legno e avvolta in una vecchia stoffa di seta. Essendo difettosa il prezzo era di 7000 Yen ma nessuno (manco il proprietario) è riuscito a trovare il difetto. Buon per me, ovvero per mia moglie a cui ho regalato la ciotola.

Stradina a Nagahama una stradina di Nagahama

Una cittadina molto carina ma molto piccola che mi ricorda la cittadina di Matsue che avevo visitato circa un anno fa.
Tornando da Nagahama mi fermo alla stazione JR di Kyoto e faccio un ennesimo salto al padiglione d’oro (dovrebbe essere la mia settima visita al Kinkakuji negli ultimi 14 anni), neanche una nuvola e temperature decisamente primaverili. Finisce così questo breve viaggetto a Nagahama.


cartina di Nagahama

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