quando i gusti sono gusti te li gusti

curiosità 23 Commenti »

Vivere in Giappone significa anche questo: gustare sempre delle cose nuove e/o strane. Chi è stato in Giappone sicuramente avrà notato come certi prodotti che si trovano in Europa esistono pure in Giappone ma in diversi gusti e formati. Molti turisti li comprano e se li portano in Italia per sbalordire i propri amici mentre altri ne fanno la collezione… nessuno riesce a far finta di nulla quando entra in un supermercato o in un kombini (Convenient Store).
Il Giappone riesce a stupire anche in queste piccole cose quotidiane e cerca sempre, talvolta anche in modo morboso, di andare incontro ai gusti dei clienti… di soddisfare la clientela maggiormente di quanto possa fare la concorrenza.
Tra i prodotti maggiormente gettonati sicuramente quelli legati alla Nestlè e in particolar modo i famigerati e gustosissimi KIT-KAT (li adoro :-D ).
I Kit-Kat in Giappone vengono prodotti usando i gusti popolari delle varie città, regioni o zone… troviamo quindi i Kit-Kat al gusto “budino di Kobe“, gusto famoso e riconosciuto, oppure il Kit-Kat al the verde. L’anno scorso ho fatto la scorta di Kit-Kat al gusto sakura e al gusto salsa di soya.
Qualche settimana fa sono stato a Sapporo dove ho avuto modo di scoprire i Kit-Kat tipici di Hokkaido, guardate un po’ quì che delizia:

Kit-Kat Jagaimo                             Kit-Kat al gusto di patate Jagaimo di Hokkaido
Kit-Kat al mais                             Kit-Kat al gusto di mais

Queste confezioni si trovano solamente nella regione di Hokkaido e diventano quindi una buona idea regalo per chi si reca a Sapporo e dintorni.
Esiste già da tempo anche il Kit-Kat per gli italiani presenti in Giappone: il Kit-Kat al gusto di caffè espresso :-P

Kit-Kat Espresso                               per chi non può farne a meno…
Kit-Kat                               altri due gusti che credo in Italia non si trovano

Gusto the al jasmin e all’aceto di mele? Comunque ottimi ambedue… notate come nell’angolo in alto a sinistra ci stà scritto il numero di calorie presenti  :-D

             Kit-Kat Kinoko                  Kit-Kat al kinako
   Kit-Kat                            Anche questo l’ho scoperto per caso solo pochi giorni fa

Kit-Kat al miso                               Kit-kat al miso – si può trovare a Nagoya

kit-kat-yuzu-kosho Kit Kat in edizione limitata per la regione del Kyushu

Kit-Kat al gusto wasabi Kit-kat al gusto Wasabi – trovato a Shizuoka

Kit-Kat al gusto biscotti

Kit-Kat al gusto biscotti Kit-Kat al gusto di biscotti

Kit-Kat al gusto di Ginger Ale Kit-kat al gusto Ginger Ale

Kit-Kat al gusto verdure Al gusto verdure (bibita della Itoen)

Lunedì scorso (l’altro ieri per la precisione) è uscita anche la coca-Cola nuova di cui già diversi blog ne hanno parlato. La Coca-Cola Plus Catechin al gusto di tè verde. Inutile dire che non ho potuto resistere nel provarla subito. Al supermercato in cui mi reco di solito non la vendevano ma non perdendomi d’animo l’ho trovata e acquistata in un kombini non lontano da casa mia. Di questa Coca-cola ne avevo parlato su GiapponeNews.com (questa notizia) e oggi l’ho provata. Si parla di retrogusto al gusto di the verde ma personalmente mi sembra il semplice gusto della Coca-cola “Zero”… mah, niente di particolare ma dato che voglio anch’io dimagrire e questa Coca-cola contiene la catechina, beh, proviamola.

Coca-cola Plus Catechin                               le 4 bottigliette di Coca-Cola

Coca-Cola Plus Fiber Un’altra nuova Coca-Cola, senza calorie

OK, c’è anche una lattina di birra…  si tratta dela Yebisu, una birra ottima (costa di più delle altre) in una edizione limitata. Ne ho comprate due: una me la bevo per cena e l’altra andrà a fare compagnia alle centinaia di altre lattine che colleziono… tutte diverse una dall’altra, tutte giapponesi, praticamente uno spettacolo  :-D

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I miei viaggi – Kanazawa, la piccola Kyoto

viaggi 10 Commenti »

Continuando con “i miei viaggi“…
Una cittadina snobbata dal turismo straniero forse anche a causa del mancato collegamento “shinkansen”, Kanazawa è la “piccola Kyoto” (meno di 500.000 abitanti) e come Kyoto non è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale.
Ieri sono tornato da Kanazawa (capitale della prefettura di Ishikawa) dove sono rimasto per 5 giorni, tre giorni di lavoro e due giorni per vedere la città. Andando subito alle impressioni che ho avuto devo dire che nel suo piccolo ha maggior fascino di Kyoto e si avvicina alle ottime impressioni che ho avuto un anno fa visitando la cittadina di Matsue.
Moltissimi giapponesi visitano questa città e arrivano praticamente ogni giorno con file di autobus. Grazie anche alle numerosissime terme situate in ottimi alberghi il turismo è assicurato.
Per chi desiderasse visitare una delle città giapponesi maggiormente preservate del periodo Edo Kanazawa è difficile da battere (assieme alla città di Takayama). La “piccola Kyoto” offre ai propri visitatori i simboli del passato legati ai samurai, le geisha, i mercanti e i feudatari, il tutto in una zona compatta del centro.

Dimentica il tuo o-bento ma non dimenticare l’ombrello” è un proverbio che a Kanazawa tutti conoscono e tengono ben in mente. La città si trova nella parte “nevosa” del Giappone, sulla costa del Mare del Giappone e l’inverno è molto freddo.

   Giardino Kenrokuen a Kanazawa                              Giardino Kenrokuen a Kanazawa
     Giardino Kenrokuen a Kanazawa                            Kasumigaike
   Giardino Kenrokuen a Kanazawa
    Giardino Kenrokuen a Kanazawa
Giardino Kenrokuen a Kanazawa                              alcune parti del giardino

Da Osaka ho usato la linea ferroviaria JR e ci ho messo meno di tre ore per arrivare alla stazione  di Kanazawa, un edificio grande e moderno e con due relativamente grandi stazioni autobus adiacenti (est e ovest, quindi da far attenzione :-D .
Tra le attrazioni maggiori sicuramente il Giardino Kenrokuen (vedi galleria fotografica), un giardino creato tra gli anni 1620 e 1840 dalla famiglia Maeda, i Daimyo del feudo Kaga. Assieme ai giardini Kairaku-en e Koraku-en, il Kenrokuen è uno dei tre grandi giardini del Giappone. Aperto durante tutto l’anno nelle ore diurne e famoso per le meraviglie stagionali, il biglietto d’entrata è richiesto per visitarlo (300 Yen).
Il giardino si trova appena  fuori del castello di Kanazawa e faceva originariamente parte dei giardini esterni del castello; i metri quadri sono ben 114,436.65. Il giardino ospita circa 8.750 alberi e 183 specie di piante e i principali punti di interesse sono

  • la più vecchia fontana del Giappone (grazie alla pressione dell’acqua presente in due stagni situati in quote diverse)
  • Yugao-tei, una casa da te, l’edificio più vecchio del giardino costruito nel 1774
  • il pino Karasaki piantato dai semi trovati a Karasaki presso il lago Biwa dal 13esimo feudatario Nariyasu
  • La pagoda Kaiseki. Si dice che fu donata da Toyotomi Hideyoshi alla famiglia Maeda

In inverno il giardino è caratterizzato dal yukitsuri, delle corde attaccate ai rami degli alberi in forma conica per supportare i rami nella posizione desiderata evitando di essere danneggiati dal peso della neve.
Adiacente al giardino si può visitare (per 700 Yen) la villa Seison-kaku (vedi galleria fotografica), costruita da Maeda Nariyasu per sua madre in modo che potesse vivere gli ultimi anni della sua vita in modo confortevole. Assieme ad alcune strutture architettoniche samurai costruite negli ultimi anni del periodo Tokugawa, la villa si distingue per raffinatezza ed eleganza.

Villa Seisonkaku a Kanazawa                               vista dalla villa Seisonkaku

Come scritto sopra, il giardino si tova subito fuori il castello di Kanazawa (vedi galleria fotografica). Del castello comunque rimane solo il parco ed alcuni edifici e le alte mura sono veramente ammirevole ed imponenti. Fino al 1989, l’Università di Kanazawa era era ospitata all’interno del castello. Alcuni punti del parco sono perfetti per avere una bella panoramica sulla città e sul giardino Kenrokuen.

  Castello di Kanazawa                                entrata Ishikawamon del castello
  Castello di Kanazawa                                la torretta
Castello di Kanazawa                               panoramica

Per chi ama il Giappone di una volta e andando in Giappone desidera vedere proprio il Giappone di una volta, Kanazawa offre qualcosa di particolare: il distretto samurai e delle geisha. Quasi unico in Giappone il distretto samurai “Nagamachi“, un area con alcune stradine dove molta energia è stata spesa per ricreare lo stile delle case che ospitavano i samurai. La casa Nomura è aperta al pubblico per 500 Yen e ha un piccolo grazioso giardino e poco distante si trovano due case samurai (classe ashigaru, la classe samurai più bassa) che sono aperte al pubblico gratuitamente. camminando verso nord si possono notare altre case samurai ma sono attualmente abitate e quindi non aperte a visite.

Andando nel quartiere Higashi-Chayamachi si trova il distretto geisha principale di Kanazawa. Molti edifici sono ancora oggi luoghi di intrattenimento d’alta classe ma Casa Shima è aperta al pubblico e merita una visita. E’ raro o quasi impossibile poter visitare la casa di una geisha e, sempre che la possibilità si manifesti, la casa di una geisha ha comunque delle camere che l’ospite o cliente non può vedere. Casa Shima offre la possibilità di vedere anche le stanze private.

Prima di ritornare a Osaka non poteva mancare l’acquisto di alcune specialità del posto. Alla stazione di Kanazawa si trova il Omiyage-kan, un centro commerciale specializzato nella vendita di prelibatezze del posto.

Link di interesse: città di Kanazawa (in inglese)

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Viaggio a Nagahama presso il lago Biwa

viaggi 5 Commenti »

Quest’ultimo febbraio è stato il mese dei piccoli viaggi… uno di questi vale la pena menzionare perché è stato molto piacevole e rilassante. Nonostante il mese invernale le due giornate di viaggio erano a temperatura ideale e il cielo era sereno.
La meta del mio viaggio una piccola cittadina della prefettura di Shiga situata presso il lago di Biwa.
La cittadina è bella e richiama il Giappone di una volta. Gente cordiale e stradine piene di piccoli negozi con antichità e curiosità. Arrivo a Nagahama con la linea JR verso mezzogiorno… l’edificio della stazione pare essere la stazione più vecchia del Giappone (costruita nel 1882). Prima dell’arrivo mi ero preparato la lista delle cose da vedere in modo da non andare alla cieca.
In cima alla lista una mostra dei bonsai: la Nagahama Bonbaiten 2009 (dal 10 gennaio al 30 marzo). La mostra si trova vicinissima alla stazione e quindi ci si arriva a piedi. Essendo abituato alla città di Osaka noto subito lo spazio “libero” che mi circonda. Le strade e gli edifici attorno mi sembrano nuovissimi e… pochissima gente in giro.

Bonbaiten a Nagahama 2009 il poster della Nagahama Bonbaiten
mostra Bonsai a Nagahama              uno degli splendidi esemplari

La mostra richiama tantissima gente ogni anno ed è veramente uno spettacolo ammirare gli esemplari esposti al pubblico. Vedi piccola galleria fotografica
anche per il pranzo ci avevo pensato in precedenza… da buon amante della birra la sorpresa è arrivata quando ho scoperto che a Nagahama si trova un famoso ristorante: il Roman Beer. E’ un po’ costosetto ma vale comunque la pena passarci… si trova a pochi passi dall’esibizione bonsai.

Roman Beer - ristorante a Nagahama                      Il Nagahama Roman Beer

Diversi tipi di birra e piatti tipici germanici. Il locale è tipico e sembra ben frequentato, specialmente durante il fine-settimana.
il centro storico di Nagahama è vicino e viene chiamato “Nagahama Kurokabe square“, una serie di negozietti piccoli, alla buona… rende l’idea di come era il Giappone tempo addietro.

Kurokabe a Nagahama                          il Kurokabe

Questo negozio vende vetri ed entrandoci sembra di essere a venezia o a Murano  :-) Dietro questo edificio c’è un laboratorio dove è possibile vedere artigiani all’operano mentre soffiano il vetro per creare dei vasi.

Kaiyodo Figure Museum a Nagahama                               Kaiyodo Figure Museum a Nagahama

Passando per i portici (shoutengai) non si può non notare il Kaiyodo Figure Museum sulla sinistra. Noto comuque che diversi negozi sono chiusi e vengo a sapere che gli orari d’apertura sono veramente molto brevi. C’è chi chiude alle 17!
Il tempo per dare un’occhiata in giro prima di andare in albergo e fare il Check-in. Avevo prenotato al Nagahama Royal Hotel (stessa catena dell’alberghi che avevo usato nel mio viaggio all’isola di Awaji poche settimane prima).

cena Nagahama Royal hotel
Cena “giapponese” elegantissima al Royal Hotel di Nagahama

La vista dalla camera d’albergo era sul lago di Biwa e si vedeva anche il castello di Nagahama. Data la stagione gli ospiti dell’albergo non erano molti, inoltre era un giorno feriale… l’onsen dell’albergo era quindi quasi deserto e la cosa non mi dispiaceva :-D

           Castello di Nagahama                    il castello di Nagahama

La mattina seguente faccio il check-out dopo il buffet di colazione e passo per il castello di Nagahama che si trova a pochi passi dall’albergo.
Essendo alleato di Oda Nobunaga, Hashiba (Toyotomi) Hideyoshi ricevette il castello Odani-jo. Trovandosi in una zona difficile da governare decise di trasferirsi nel villaggio di Kunitomo e costruì il suo nuovo castello nel 1575. Prendendo in prestito l’ideogramma che sta per “naga” (da Nobunaga) rinominò il villaggio in Nagahama.
Il castello fu infine demolito nel 1615 in quanto le nuove leggi di Tokugawa permettevano solo un castello per provincia. Il castello è stato poi ricostruito nel 1983.
Ritorno nel centro storico per delle piccole spese e seguire i consigli di mia moglie… in particolar modo del pane buonissimo preparato al forno a legna. Arrivo al negozio ma apprendo dal panettiere che non apre prima delle 11 e decido di passare al consiglio “b” di mia moglie: assaggiare il macha con un manju al “Cafe Kano Shoju An“.

il maccha con un Yuukimanju

il maccha con un Yuukimanju

Il locale è abbastanza buio a dir la verità ma è elegante e accogliente. ritorno poi dal panettiere e prendo un paio di pani @ 630 Yen cadauno.
Noto come viaggiando per il Giappone i colori italiani non mancano praticamente mai. Al Kurokabe si teneva una sorta di fiera italiana dei vetri e poco più dietro un vecchio edificio ospita un ristorante italiano.

Ristorante italiano nel centro di Nagahama                Ristorante italiano “Verita”

Camminando per le stradine di Nagahama trovo un negozietto di oggettistica antica. Il locale di per sè era già antico di suo  :-D e gli oggetti in vendita erano interessanti assai. tra gli oggetti maggiormente da notare dei vecchi fucili e degli elmi da samurai! Un po’ costosi per le mie tasche mi accontento di una vecchia ciotola per il maccha contenuta in una scatoletta di legno e avvolta in una vecchia stoffa di seta. Essendo difettosa il prezzo era di 7000 Yen ma nessuno (manco il proprietario) è riuscito a trovare il difetto. Buon per me, ovvero per mia moglie a cui ho regalato la ciotola.

Stradina a Nagahama una stradina di Nagahama

Una cittadina molto carina ma molto piccola che mi ricorda la cittadina di Matsue che avevo visitato circa un anno fa.
Tornando da Nagahama mi fermo alla stazione JR di Kyoto e faccio un ennesimo salto al padiglione d’oro (dovrebbe essere la mia settima visita al Kinkakuji negli ultimi 14 anni), neanche una nuvola e temperature decisamente primaverili. Finisce così questo breve viaggetto a Nagahama.


cartina di Nagahama

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Quando i musi gialli giapponesi sono in realtà bianchi che più bianchi non si può

Attualità, riflessioni 8 Commenti »

Molti blog italiani sul Giappone hanno riportato la vicenda che vede protagonista un noto quotidiano italiano e in particolar modo l’articolo apparso poi anche on-line: “il Giornale.it” che ha come direttore responsabile Mario Giordano.
La notizia riportata riguarda un premio attribuito a stranieri da parte del Giappone: “il Gran cordone dell’Ordine del sol levante“. Il beneficiario in questo premio è un italiano e il titolo della notizia è “Lambertow premiato dai giapponesi“; e fin qui niente di particolare ma basta leggere la prima riga per capire il perché di tanti risentimenti da parte degli amanti del Giappone presenti in Italia.
riporto parte della notizia:

Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi. Va infatti a Lamberto Dini (nella foto) un premio che Tokyo riserva ai cittadini stranieri: il Gran cordone dell’Ordine del sol levante. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 giugno nella residenza dell’ambasciatore giapponese in Italia Hirosyasu Ando. I meriti di Dini? «Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia impegnandosi, durante il suo mandato al ministero degli esteri, alla realizzazione di eventi culturali tra 2001-2002».

consensi tra i musi gialli giapponesi“, i giapponesi vengono semplicemente definiti dei musi gialli da un noto quotidiano a tiratura nazionale? Personalmente non credo all’intento razziale da parte dell’ignoto giornalista, tanto meno credo a voluta discriminazione… è semplicemente impensabile che un giornalista de “il Giornale” possa essere razzista o uno che discrimina cittadini di altri paesi. Sicuramente non è una persona stupida… anzi suppongo si tratti di una persona intelligente con un certo bagaglio culturale alle spalle! E come farebbe a diventare giornalista di un quotidiano a tiratura nazionale? Ma allora mi chiedo: come fa una persona intelligente, acculturata e in una posizione responsabile quale dare informazione ad una vasta massa di lettori a definire “musi gialli” il popolo giapponese? Ripeto, secondo me non era volutamente razziale o discriminatorio e quindi sotto questo punto di vista gliela do pure buona ma… e i ma sono due:

  1. il giornalista, che si suppone abbia un certo livello di studio alle sue spalle nonché un certo bagaglio culturale che gli permetta di fare la professione che fa, come può non essere a conoscenza delle connotazioni negative, razziali e discriminatorie di ciò che ha scritto? Questo non è assolutamente perdonabile, una leggerezza che un giornalista di tale statura non può assolutamente permettersi.
  2. “musi gialli” anche nel miglior dei casi risulta comunque in un certo modo ridicolizzare i giapponesi (o la razza asiatica)… cosa che “volendo” si può anche fare in certi casi particolari… MA (il “ma” tutto in maiuscolo) che bisogno c’era di ridicolizzare un popolo che ha premiato un proprio concittadino? Il Giappone premia uno di noi italiani e noi li ringraziamo con un’offesa del tutto gratuita?

L’ambasciata giapponese non ha resistito e ha prontamente chiesto delle spiegazioni al “il Giornale” in una lettera poi apparsa anche online sul sito dell’ambasciata.
Ne riporto una parte:

Egregio Direttore,

ci riferiamo all’articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato “Lambertow premiato dai giapponesi”. Nel medesimo si legge “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”.

E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli”, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.

Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi” come apparsa sul Vostro giornale.

Vediamo come e se ci sarà una risposta da parte del quotidiano… ad oggi non ho ancora avuto notizia.
Resta comunque triste il fatto che un premio inteso anche per il miglioramento dei rapporti diplomatici tra il Giappone e altri Paesi venga riportato in questo modo e che debba quindi arrivare all’attenzione dell’ambasciata giapponese.
I rapporti diplomatici con il Giappone non sono mai stati migliori, non siamo in guerra da oltre 60 anni (e quando lo eravamo i giapponesi erano nostri alleati!)ma ci pensano persone che hanno anche certe responsabilità a peggiorare ciò che di buono si è costruito. Dini lo fa e il giornalista intelligente lo distrugge, il tutto senza alcun motivo apparente.
Ironia della sorte il motivo del premio era “Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia…“, che il giornalista si aspetti un premio simile per “Il PEGGIORAMENTO delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia“? I premi si danno per meriti e un buon posto di lavoro si potrebbe anche perdere…
Oggi torno da un soggiorno a Sapporo e un altro a Hiroshima e decido di controllare di persona la veridicità sul fatto, o presunto tale, che i giapponesi siano dei “musi gialli”. Da oltre 11 anni di permanenza in Giappone mi sono sempre chiesto sul perché di tale aggettivo. Non mi pare abbiano la pelle gialla e con il tempo non ho più dato importanza alla cosa ma oggi ho voluto approfondire la cosa di persona. Sono arrivato alla conclusione (supportata da inequivocabile prova fotografica!) che i giapponesi hanno il “muso” bianco… ma non bianco come uno nostro, italiano! Sono ancora più bianchi!

musi gialli giapponesi

più bianchi di così… :twisted:

Arrivato a Osaka noto come oltre la metà dei passeggeri nei treni portano la mascherina BIANCA  :-D   (ad occhio e croce un buon 70%) per difendersi dal virus H1N1 (238 casi mentre scrivo). In effetti tutte le scuole delle prefetture di Osaka e Hyogo sono chiuse fino lunedì (causando non pochi problemi per le mamme che lavorano) a causa dei contagi specialmente tra gli studenti. Nonostante le vacanze forzate i parchi sono praticamente vuoti e non si trovano bambini che vi giocano. “la maestra si è arrabbiata con dei bambini che giocavano al parco e li ha mandati a casa” afferma mia figlia che adesso frequenta la terza elementare. Grande allarme e calma solo apparente nonostante notizie che affermano il contrario. Lo noto nei bar e per le strade… gente che non parla d’altro che non dell’influenza H1N1. Le mascherine non si trovano più… impossibile trovarle. Le ho cercate in numerosi negozi e farmacia… niente da fare e i commercianti sono visibilmente stufi di sentirsi chiedere se ce ne sono ancora. Mia moglie ha prenotato alcune decine di mascherine di scorta; non appena arrivano saremo maggiormente al sicuro  :-D
Nei negozi il personale è costretto ad usare la mascherina, il personale dei ristoranti e dei bar pure. Mi pare comunque strano che le mascherine siano andate a ruba e che non ci siano scorte sufficienti per la richiesta della gente. Un Giappone così sicuro ed attento alla salute non riesce a fornire le mascherine? O forse le scorte che uno cerca di fare è talmente esagerata da svuotare le scorte che comunque dovrebbero essere più che sufficienti per ogni evenienza?

Se volete scrivere al quotidiano una protesta scrivete a E-MAIL: redazione.web@ilgiornale.it (Direttore responsabile Mario Giordano direttoreweb@ilgiornale.it)

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ad aprile non deve mancare: il Miyako Odori nella Gion di Kyoto

Cultura 9 Commenti »

Dopo la parentesi del guest post rieccomi per raccontarvi brevemente della 137-esima edizione del Miyako Odori che si svolge fino alla fine del mese al Gionkobu Kaburenjo, il teatro costruito appositamente per la rappresentazione del Miyako Odori. Dovrebbe, se non sbaglio, essere la mia settima visita alla “danza dei ciliegi” e come ogni anno lo spettacolo non mi delude, anzi. Ne avevo parlato qua (2007) e qua (2008).

                               l’entrata della via che porta al teatro

Anche quest’anno ci sono andato da solo cosi posso muovermi meglio :-D   Da Osaka uso prendere la linea Hankyu che parte da Umeda per arrivare alla stazione finale di Kawaramachi ma è possibile usare anche la linea Keian che parte dalla stazione di Yodoyabashi. Da Kawaramachi la strada è breve… una decina di minuti durante i quali si può vedere la sempre presente massa di gente. Come gli altri anni ripiego per una piccola stradina laterale per ritirare il mio biglietto dalla solita signora. La cosa che mi affascina è proprio il trovarmi nel centro di Gion, in una casa tipica e parlando con una signora in kimono che non finisce di ringraziare e di inchinarsi (anche se questi continui ringraziamenti mi mettono leggermente a disagio).

Miyako Odori 2009                           questo lampione attira la mia attenzione praticamente ogni anno

                                 entrando per la stradina che porta al teatro, sulla sinistra si trova il Kentos di cui vi ho scritto poco tempo addietro

Quattro spettacoli giornalieri, io ho scelto quello che si svolge dalle ore 14:00. Tanta gente e corriere parcheggiate sul piazzale di fronte al teatro Kaburenjo di Gion. Inutile sottolineare che la stragrande maggioranza era composta da anziani. I posti sono riservati quindi ognuno ha il suo posto assicurato ma pare che le vecchiette presenti quel giorno non se lo ricordassero! Una fretta di entrare non appena hanno aperto, paura di essere sorpassate… eppure si era in abbondante anticipo. Alcune vecchiette veramente scortesi avrebbero meritato qualche piccola lezione di educazione. Sarà stato un caso ma non ricordo che negli altri anni era così.
Con un piccolo sovrapprezzo si può assistere alla cerimonia del te’.

                               una buona occasione da non perdere

Miyako-Odori preparazione del te verde        è possibile fotografare la maiko alla cerimonia del te

Bisogna ovviamente fare la coda ma si può poi vedere una maiko preparare il macha gustandone il sapore assieme ad un pasticcino (manju) e il piattino è un souvenir che si può portare a casa. A casa ne ho non pochi ormai  :-P

                               i ciliegi erano in piena fioritura

                               l’interno del teatro prima dello spettacolo

E’ concesso di fotografare l’interno del teatro prima dell’inizio. Sulla sinistra ci saranno le giovani maiko con il flauto e i tamburi mentre sulla destra ci saranno le anziane che accompagnano lo spettacolo con lo shamisen e il canto.

                               poster che pubblicizzano il Kyo Odori e il Miyako Odori

Il tema dell’anno scorso era incentrato su luoghi nel centro di Kyoto per commemorare il millesimo anniversario del Genji Monogatari. Il tema di quest’anno si incentra su luoghi a nord, sud, est e ovest del centro di Kyoto rappresentando le stagioni. Ulteriori informazioni e approfondimenti sull’edizione Miyako Odori si possono trovare in questo completissimo post. In fondo al post un piccolo video dello spettacolo… è fatto con una macchina fotografica digitale quindi la qualità non è buona… inoltre il video si interrompe quando poi mi hanno beccato  :-D

Lo spettacolo termina alle 15 in punto e la giornata era splendida. Decido di vedere i luoghi adiacenti e di fare qualche foto ai ciliegi in fiore.

                               souvenir particolari :-P

Arrivo alla pagoda di Yasaka e poi al Ryozen Kwannon, una grande statua in calcestruzzo raffigurante il bodhisattva Avalokitesvara alta 24 metri con un peso di 500 tonnellate. Eretto nel 1955 in commemorazione per quei giapponesi che si sono sacrificati durante la seconda guerra mondiale.

Ryozen Kwannon a Kyoto             Ryozen Kwannon a Kyoto

                               non mancano i ciliegi in fiore

Non può mancare una visita al Maruyama Koen. Il Maruyama Koen si trova subito poco sopra il Yasaka Jinja ed è particolarmente famoso per il shidarezakura, un tipo di ciliegio piangente.

Sakura al Maruyama Koen di Kyoto                  il simbolo centrale del parco

Per altre immagini di ciliegi in fiore clicca qui.
Un post un po’ corto giusto per rifarmi vivo dopo diverso tempo ormai… il prossimo post forse da Sapporo :-D


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