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Da un libro abbastanza interessante intitolato “Behind Japan’s Surrender” di Lester Brooks (pubblicato nel 1968) leggevo oggi il capitolo dedicato alla risposta del governo giapponese sulla dichiarazione di Potsdam. Oltre alla presa di posizione controversa e ambigua (mi riferisco all’uso poco fortunato del termine mokusatsu) si legge su come il Giappone ha reagito subito dopo aver saputo della distruzione di Hiroshima. Mi soffermo su quelle che mi hanno fatto un po’ sorridere.
Prime impressioni degne di nota, se non per meriti scientifici, quelle del maresciallo Shunroku Hata (comandante del distretto militare occidentale con sede a Hiroshima) sono alquanto particolari. Il giorno 8 di agosto invia il suo rapporto riguardante la devastazione avvenuta in cui si legge: “le ustioni sofferte da coloro che vestivano vestiti bianchi sono leggere mentre coloro che si trovavano al riparo hanno avuto ustioni relativamente leggere. La cosa più importante è che la bomba è esplosa intorno alle 08:00, quando molte famiglie usano il fuoco per preparare la colazione. Questa probabilmente la causa per il diffondere delle fiamme e le ustioni segnalate.”
- Il maresciallo Hata
Il generale Arisue, arrivato a Hiroshima prima del dottor Nishina, nota su come la città è rasa al suolo. “L’ufficiale di servizio avanzava verso di noi e aveva il viso ustionato solo da una parte. Ci ha detto che ogni cosa esposta è soggetta a bruciature mentre qualunque cosa coperta anche solo leggermente può evitare ustioni. Non si può quindi affermare che non ci siano contromisure.” Il rapporto del generale arrivava a tre conclusioni base: (1) una bomba speciale è stata usata; (2) ustioni possono essere evitate nel coprire il corpo (3) voci corrono che una bomba dello stesso tipo verrà sganciata su Tokyo il 12 agosto.
Ovviamente non stiamo parlando del signor Tanaka qualunque ma di persone che fanno parte dell’élite militare nipponica! Non intendo ridicolizzare le loro tesi nonostante siano alquanto discutibili ma desidero puntare sul fatto che stiamo parlando di persone ritenute intelligenti, persone che ricoprono incarichi di importanza indescrivibile. Parziale giustificazione può essere concessa dal fatto che pochi conoscevano l’esistenza di armi nucleari ma associare le mogli che preparano la colazione alla divagazione dei fuochi oppure affermare che basta coprirsi per evitare scottature va ben oltre alla decenza. Una teoria che potrebbe giustificare tali dichiarazioni sarebbe che codesti personaggi cercavano di sminuire l’importanza dei fatti di fronte ad un popolo che aveva estremo bisogno di aiuto morale. Cercare di tenere alta la morale era più che mai importante; anche a costo di mentire… a questo serviva, e ancora oggi serve, l’arte che i giapponesi ben conoscono: la propaganda!
In questo caso però tale giustificazione non può e non deve essere concessa in quanto sia il maresciallo Hata che il generale Arisue non si rivolgevano alla gente ma al governo centrale con tanto di rapporto… un rapporto che dovrebbe aiutare ad avere una visione maggiormente completa e da cui prendere le future decisioni.
Pare comunque scontato che i vertici giapponesi sapessero sin dall’inizio che l’arma usata era un’arma nucleare e come tale faceva cadere drasticamente le probabilità di invasione alleata sul suolo giapponese rendendo quindi inutile qualsiasi fortificazione e preparativi di difesa.
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