Mancano poco meno di 4 ore qui in Giappone (mentre scrivo questo post) per arrivare al 2008 e desidero augurare a tutti un ottimo 2008! Che sia migliore del 2007, pieno di felicità e soddisfazioni.
Da parte mia sto a casa con la famiglia a giocare con i bimbi e a vedere la Tv (e a usare la nuova DS arrivata con Babbo Natale)… poi a mezzanotte un kampai mentre si vede le immagini dai vari templi giapponesi.
Oggi, il 31 dicembre si mangia il soba con un bel tempura di ebi dentro!
Domani il tradizionale pasto del oshogatsu e un sorsettino di sakè, poi nel pomerigio un bel o-zoni (vedi foto sotto). Niente visita al tempio, che di sicuro sarà affollatissimo, ma una giornata di relax in famiglia.
Buon anno a tutti e che i vostri sogni si avverino nel nuovo 2008!
… e visto che è l’anno del topo auguro a tutti lettori maschi tante belle… “cose”
Ci eravamo lasciati che stavo per entrare nella zona di Nihonbashi dopo essere passato per la zona “buia” di Kyobashi.
Com’è stata la vigilia di Natale?
Le prime illuminazioni che si possono vedere arrivando nella zona di Nihonbashi (arrivando da Kyobashi naturalmente) sono quelle del Grande Magazzino di Takashimaya. Una catena di Grandi Magazzini con la casa madre proprio qui a Nihonbashi. Di sicuro uno dei Grandi Magazzini più illustri in Giappone
Il Takashimaya – Una vetrina – all’entrata – angolo informazioni (visto da fuori )
La stazione della metropolitana (linea di Ginza) arriva praticamente all’entrata dei grandi magazzini. Comodissimo per clientela di una certa età che solitamente è anche la clientela tipo dei grandi magazzini.
Di fianco al Takashimaya troviamo un bel “Illy Caffè”
Aperto qualche anno fa se non erro, ho avuto modo di entrarci diverse volte e godermi dell’ottimo caffè italiano nel cuore di Tokyo. Il locale è veramente grande e sempre pieno di clienti.
Passando per di qua, il caffè di certo non passa inosservato
Ultimi passi di “fatica” per arrivare al famoso ponte di Nihonbashi. Mi ricordo come qualche anno fa, lavorando in quella zona, decisi di andare a vedere questo ponte di cui tanto parlano. ricordo in particolar modo lo shock che ho preso nel vedere che sopra il ponte passava un’autostrada. Mi sono fermato e ho fatto dietrofront senza manco arrivare al ponte. Poi con l’abitudine di vedere belle cose rovinate, il ponte l’ho passato per decine e decine di volte.
decine e decine di candele erano messe ai lati del ponte (purtroppo non ho la foto)
Passati il ponte si vede subito quello che secondo me è il Grande Magazzino più famoso, illustre e “in” del Giappone. La casa madre dei Grandi Magazzini Mitsukoshi. Valgono una visita se siete a Tokyo.
Questa è la parte nuova, dietro si trova la parte storica del Mitsukoshi
non manca proprio mai l’Italia in Giappone
Vetrine al Mitsukoshi di Nihonbashi
Fine della camminata… a questo punto avevo un appuntamento a cena
Non mi resta che augurarvi un buon proseguimento delle festività natalizie. In Giappone oggi (25 dicembre) è un giorno normale… si va a lavorare come se nulla fosse. In pratica il Natale in Giappone inizia verso la metà di ottobre per finire il 24 di dicembre.
Da oggi si pensa allo O-Shogatsu, l’anno nuovo… ma prima ci sono le tradizionali pulizie di casa
Innanzitutto un calorosissimo Buon Natale a tutti voi.
Desideravo vedere come si presenta la Ginza di Tokyo in questi giorni natalizi e così l’altro ieri sono partito dalla stazione di Shimbashi e ho camminato per tutta la Ginza-dori passando prima per Ginza, Kyobashi, Nihonbashi ed infine alla stazione Mitsukoshi-mae. Una bella camminata di circa 100 minuti ma ne è valsa la pena. Nonostante abbia spesso visto Ginza e Nihonbashi, il clima natalizio mai l’ho potuto vedere. Un’occasione quindi che non volevo perdere
Praticamente ancora a Shimbashi, da qui si parte
Camminando si nota non solo l’illuminazione, il traffico e la gente ma i primi grandi negozi e grandi firme. Salvatore Ferragamo fa bela figura.
Tra i primi Grandi Magazzini c’è il Matsuzakaya e poi, poco dopo, il Mitsukoshi (ambedue sulla destra). Di fronte al Mitsukoshi c’è il famosissimo Wako.
Il Matsuzakaya, il Wako e una filiale del Mitsukoshi
Poco prima del Matsuzakaya c’è un affollatissimo ristorante in stile tedesco dal nome “Ginza Lion” che serve l’ottima birra Sapporo. Un altro si trova proprio sotto il Mitsukoshi prima di entrare nella stazione della metropolitana “Ginza”. Essendo un amante della birra, questi ristoranti sono tra i miei favoriti, ma nonostante due di questi nella sola Ginza, questa volta non ci sono andato. Un’altro Ginza Lion si trova anche a Shinjuku. In tutti e tre ci sono andato almeno una volta
Proseguendo la mia camminata serale ho fatto diverse foto. Questa quà sopra è una vetrina se non sbaglio del Wako.
Un altro Grande Magazzino nella zona Ginza 3 chome è il Matsuya. Un palazzo di vetro biancastro enorme e affollatissimo in qualsiasi stagione.
Il palazzo della Bulgari fa ottima presenza e non passa inosservato. Particolarmente visitato da giovane coppie dove lui comprerà alla propria Lei un “dolce” regalino.
Il Giappone è riuscito a fare del Natale una festa romantica dove giovani coppie pernottano negli alberghi per poi alzarsi presto la mattina del 25 e andare al lavoro.
Ma non solo nomi italiani e non solo moda a Ginza.
Cartier e una vetrina di un ristorante. Non i soliti piatti con i cibi di plastica ma eleganti quadri illuminati dall’interno
Un ultimo sguardo alla Ginza prima di arrivare a Kyobashi e poi Nihonbashi
Non nascondo che cominciavo ad avere fame e vedere queste vetrine non aiutava di certo
Ma non tutti sono fortunati e in questi giorni le temperature sono anche abbastanza basse.
Nella zona di Shimbashi ho notato diversi senzatetto. Alcuni all’interno delle stazioni e altri nei vari sottopassaggi.
E a pochi metri gente che spende cifre esagerate per dei beni di lusso… anche questo è Natale, anche questo è Giappone
Lasciando Ginza si arriva a Kyobashi. La zona è molto diversa si nota un certo senso di “buio” e poca illuminazione. Uffici, banche e piccoli negozi, la zona non è fatta per lo shopping. Ma dura poco e si arriva presto a Nihonbashi, zona viva e affollata. Ed è a Nihonbashi che si trova la casa madre di uno dei più prestigiosi Grandi Magazzini: il Takashimaya (honten – casa madre). Ho avuto modo di lavorare diverse volte al Takashimaya di Nihonbashi. Il lusso e l’accoglienza, nonchè la clientela è praticamente unica.
Per la seconda e ultima parte della mia caminata vi rimando a domani e vi ricordo che per vedere un ingrandimento delle foto basta cliccarci sopra
Ancora un buon Natale a tutti… e non mangiate troppo!
Piccola anteprima: una vetrina del Takashimaya di Nihonbashi. Orsachiotti rossi che girano
Da diverso tempo desideravo comprare una bicicletta nuova per mia moglie.
Una di quelle biciclette che ti aiutano “a pedalare” più facilmente. In città le strade non sono praticamente mai in salita ma se le distanze da percorrere sono relativamente lunghe un piccolo aiuto potrebbe essere alquanto gradito. Ieri finalmente mi sono deciso e l’ho comprata, non sarà una bici da olimpiade ma non è manco una bici qualunque. Sarà il mio regalo di Natale. Per lei, che si reca al lavoro in bici, spero che sarà una bella sorpresa. E siccome la bici sotto l’albero di Natale non ci sta proprio, ho messo le chiavi della bici in una scatoletta per gioielli e l’ho poi incartata. Sarà alquanto difficile indovinare il regalo! hehehehe
Le biciclette in Giappone si chiamano jitensha (oppure charinko, ma questo non è un termine elegante) e in generale (o nella maggior parte dei casi) sono tipicamente equipaggiate con un cesto oppure con un seggiolino (o anche due), un lucchetto e una linea semplice. Il costo medio è di 10.000 Yen (circa 60 euro) per quelle veramente a buon mercato e il prezzo aumenta ovviamente in base alla qualità e agli accessori. Nel caso della bicicletta che ho comprato per mia moglie il prezzo è Top Secret ma aggiungo che è un bel multiplo del prezzo base.
Vedo spesso delle mamme che portano i bambini all’asilo e hanno due seggiolini annessi alla bicicletta. Uno dietro e uno davanti (tra la sella e il manubrio), inoltre il cestello anteriore rimane. A dire il vero, anche a casa nostra avevamo due seggiolini per bicicletta… ma credo che non sia del tutto consentito dalle attuali leggi.
Bene, una bicicletta con batteria elettrica che si aziona cominciando a pedalare normalmente. Tre le modalità do potenza e tre i cambi (ovviamente Shimano ). –
Per comprare una bicicletta in Giappone bisogna rilasciare i dati del nuovo proprietario e un adesivo con il nome viene applicato alla bicicletta nuova. Questo serve per verificare il proprietario in caso di furto. Il furto di biciclette non è assolutamente raro come invece si cerca di far credere. A ogni proprietario viene chiesto di denunciare la propria jitensha alla polizia (alla quale si paga una piccola somma per il disturbo) che ti farà avere l’ adesivo da applicare. Se si compra una bicicletta nuova, tale procedura di registrazione verrà svolta dal commerciante. L’adesivo costa attualmente 500 yen. Se si compra una bicicletta usata, il nuovo proprietario è tenuto a rifare la procedura di registrazione presso una stazione di polizia.
Il lucchetto in dotazione.
La chiave del lucchetto può essere usata anche per togliere la batteria.
Il seggiolone non è ovviamente in dotazione. Le cinture le dovrò togliere comunque, i bimbi ormai sono già un po’ grandicelli.
ps: per l’ingrandimento delle foto basta cliccarci sopra
ps2: come vi piace la bicicletta nuova?
Chi non ha almeno una volta mangiato il mochi? Per chi non lo conoscesse Wikipedia dà la seguente spiegazione: “Pasta ottenuta pestando nel mortaio riso glutinoso caldo molto cotto ottenendo una sorta di bignè. È un alimento tradizionale che si consuma sia come dolce, dandogli forme varie, sia come aggiunta allo zoni (zuppa di Capodanno). Ha una consistenza gommosa che rende piuttosto difficile masticarlo. Alimento di buon augurio è tradizionalmente consumato in occasione di festività.”
Al riso possono essere aggiunti altri alimenti dando quindi un sapore diverso. Personalmente preferisco quello dolce
Un paio di settimane fa nel mio quartiere si preparava il mochi (mochi tsuki) e tutti erano invitati a partecipare aiutando un po’ come potevano. Un’occasione accolta molto favorevolmente dalla gente di quartiere in quanto è una di quelle occasioni per stare insieme e socializzare con chi abita vicino. Attività di quartiere sono molto importanti nella società giapponese e aiutano a mantenere la tranquillità, armonia e fiducia reciproca. Altre attività di quartiere che non siano feste sono ad esempio unire un piccolo gruppo di uomini che di sera girano per le strade del quartiere battendo dei legni per far scappare eventuali delinquenti che cercano di intrufolarsi in qualche abitazione, specialmente nel periodo del fine anno. Famiglie che hanno subito un furto in casa di solito non denunciano la cosa alla polizia perché si vergognano e non vogliono che il vicino venga a saperlo. Avere poliziotti in casa per le indagini potrebbe far pensare male il vicinato.
Quasi ogni famiglia con bambini che vanno a scuola aiuta con un membro adulto della famiglia durante l’orario in cui i bambini vanno a scuola (e tornano da scuola). Stanno agli incroci per vigilare i bambini che in piccoli gruppetti vanno e vengono da scuola. Una continua serie di crimini e molestie nei confronti dei piccoli ha portato alla decisione dei genitori di unirsi e di vigilare il proprio quartiere.
Preparare il mochi è un modo divertente per stare insieme e, facendo parte di questa comunità da diversi anni ormai, anch’io ho partecipato (in modo un po imbranato) alla preparazione del mochi. E per l’occasione posto la prima foto in assoluto che mi ritrae
“Se sbagli mira ti do un colpo di Karate”
Mentre uno batte col martello di legno, l’altro bagna con acqua calda
Sull’estrema sinistra, la ragazzina in bianco che mi guarda con un po’ di sospetto, è mia figlia… anche lei ha aiutato come gli altri bambini
“Non capisco come gli uomini possano diventare seri. Hanno quel delicato coso lungo sporgere dal proprio corpo che va su e giù come vuole lui. Se io fossi un uomo riderei sempre di me stesso.”
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