Ovvero “Welcome to Japan!” Ecco il benvenuto da parte del Giappone.
“Sorridi! Sei su Candid Camera!” Beh, non proprio ma in un certo senso forse si.
Dal 20 novembre nuove regole per entrare in Giappone. Non basta più il passaporto, adesso servono le impronte digitali e una foto. Già, appena si arriva in Giappone, le autorità locali avranno cura di prenderti sia le impronte digitali che una simpatica foto ricordo ^_^
Con la nuova legge, gli ufficiali dell’ufficio immigrazione faranno una lunga serie di domande molto importanti e approfondite. Assolutamente vietato sbagliare risposta!
Il nuovo sistema è designato come contromisura al terrorismo internazionale.
Il Giappone non ha mai subito attacchi terroristici e la cosa sembra anche molto improbabile… il governo continua ad avvertire la gente sui pericoli e sulle possibilità “concrete” di un attacco. L’unico terrorismo visto in Giappone è quello di stato! Le eccezioni sono atti ti terrorismo compiuti da cittadini giapponesi (esempio gli attacchi gas a Matsumoto e nella metropolitana di Tokyo).Qualsiasi persona, che sia uomo d’affari, turista, studente o terrorista sarà sottoposto al prelievo delle impronte digitali, di una foto e ad una serie di domande sul motivo della sua visita (vacanze, visita ad amici, lavoro, studio o strage).Gli stranieri residenti in Giappone con il permesso di rientro in regola non saranno in alcun modo esenti dalle procedure di rito. :-/
Il Giappone è il secondo stato ad usare questo sistema dopo gli Stati Uniti. Tutto a nome della sicurezza contro il terrorismo! Saranno esenti da queste procedure i giapponesi, persone del corpo diplomatico, residenti speciali, coloro al di sotto dei 16 anni e persone invitate dal governo giapponese.
Beh, i veri terroristi non avranno quindi quelle grandi difficoltà nell’entrare in Giappone. Per colpire questi bisogna guardare ben più in alto che non ai semplici passeggeri che al massimo non hanno il visto in regola. Personalmente niente in contrario alle nuove regole, anzi, sono perfettamente d’accordo sulle misure prese ma che le chiamino con il nome giusto e non tirino in ballo il “terrorismo”.
Senta signorina, guardi bene, quanto fa 1 + 1?
Stranieri che si rifiutano di seguire le nuove procedure dovranno lasciare il paese (il governo dice “saranno invitati a lasciare il paese“).
Un povero cane sottoposto all’umiliante procedura.
Si prevede che in un prossimo futuro anche il prelievo di sangue verrà incluso nelle procedure anti-terrorismo giapponese. Chiunque non abbia i valori nella media verrà deportato. Dovesse non bastare per tenere gli stranieri alla larga, altre misure più efficaci studiate ed elaborate dall’unità 731 del ministero degli interni verranno adottate.
“Gaijin avvisato mezzo salvato”
Poster rilasciato dal governo per spiegare la procedura d’immigrazione
clicca l’immagine per un ingrandimento
Il moccioso quà sopra, essendo sotto i 16 anni potrebbe ancora, grazie al bug del “minore dei 16 anni” distruggere la razza Yamato! Attenzione!
Una moda in Europa quella dei mercatini natalizi in piazza. Famoso quello a Monaco di Baviera, i mercatini natalizi “tedeschi” sono particolarmente apprezzati anche in Giappone. Ho avuto modo di vederne un paio negli ultimi anni e tra quelli che ho preferito c’è quello che si tiene a Osaka (che ho visto diverse volte) e quello a Sapporo (che ho visto l’anno scorso) di fronte alla torre. Oltre alla possibilità di acquistare prodotti tedeschi per il Natale anche quella di gustare l’ottimo Vin Brulè e, perché no, magari una buona salsiccia calda. Fino al 25 dicembre Roppongi ospita un simpatico mercatino tedesco.
anche l’Italia cerca ultimamente di inserirsi in questo contesto natalizio con i propri prodotti natalizi. Le fiere italiane organizzate dai vari grandi magazzini e i villaggi Italia (per esempio quello di Nagoya) creati per intrattenere il pubblico giapponese hanno un buon successo.
A Tokyo, e più precisamente a Shiodome, c’è il mercatino di Natale di ShiodomeItalia con diverse bancarelle in piazza… in un’ambiente italiano. ShiodomeItalia è come una piccola cittadina italiana con ristoranti e negozi italiani. Dal 7 dicembre al 25 dicembre il mercatino italiano di Natale è aperto al pubblico.
Una data particolare quella di oggi: 13 dicembre 2007. 70 anni fa le truppe dell’esercito imperiale giapponese occuparono la città di Nanchino, l’allora capitale della Cina. E’ giusto ricordare questo evento tragico della nostra storia in questo giorno, a settant’anni dall’evento stesso.
Ogni anno ricordiamo il bombardamento atomico di Hiroshima avvenuto il 6 agosto del 1945 ma raramente viene ricordato questo anniversario almeno tanto triste.
Il Giappone inizio’ guerra totale alla Cina nel 1937 dopo 6 anni di “incidenti” vari. Il 13 dicembre le truppe giapponesi entrarono a Nanchino e le successive 6 settimane furono all’insegna di orrori e massacri. Massacri che costarono la vita di civili in un numero maggiore delle vittime di Hiroshima e Nagasaki messe insieme… eppure per decenni poco o nulla si è parlato. Motivi prettamente geo-politici hanno seppellito la vicenda che Iris Chang, scrittrice sino-americana, ha riesumato nel suo bestseller “The Rape of Nanjing” il massacro. Non so fino a che punto il suo libro (che ammetto di non aver letto completamente a causa di priorità nelle mie letture sul Giappone) possa rispecchiare le verità su Nanchino ma di certo diverse foto non ritraggono ciò che la Chang dichiara di raffigurare. Il libro lo trovo pieno di rabbia, di provocazioni ed esagerazioni… ciò lo rende poco credibile nonostante le ricerche fatte. Un motivo per cui ho deciso di metterlo momentaneamente a parte per leggere altro. Con questo non dico che ciò quanto scritto siano tutte esagerazioni ma risulta a questo punto difficile trovare il punto in cui la Chang separa la sua voglia di far conoscere con “sensazioni” i fatti con i fatti veri e propri. clicca sull’immagine per ingrandimento
Tra l’altro ho trovato sugli scaffali di una libreria la versione tradotta in giapponese del libro della Chang e questa è una piccola sensazione in quanto per anni nessuna casa editrice voleva pubblicarlo. Ricordiamo, per diritto di cronaca, che la Chang si è suicidata (causa depressioni) 3 anni fa… a quanto mi risulta stava facendo ricerche sulle condizioni dei soldati giapponesi nelle Filippine durante la seconda guerra mondiale.
Da qualche anno, quasi una moda, Nanchino è soggetto di studi e ricerche nonché di discussioni accese. Lo stupro di Nanchino (il massacro di Nanchino, l’olocausto a Nanchino etc…), ma cosa è realmente accaduto a Nanchino durante quelle sei settimane del lontano dicembre 1937, settant’anni fa? Personalmente penso che una buona parte sia frutto di propaganda comunista del tempo ma non ho dubbi su un massacro avvenuto magari in tono minore da quello citato dal governo cinese. I numeri minimi dati per le vittime del massacro si attesta ai 20.000 mentre quelli più alti (e probabilmente esagerati) si attestano sui 300.000. Prendendo anche quello più basso penso che non debba essere dimenticato ma non solo… credo sia necessario screditare coloro che cercano di sminuire o addirittura negare l’accaduto.
Per il 70esimo anniversario diversi film sono stati girati (ma per questo vi rimando ad un articolo che ho scritto su jappone.com) e le discussioni sembrano più accese che mai.
L’importante è ricordare per non ripetere, perdonare per vivere in armonia e insegnare la realtà alle generazioni che ci seguiranno. Chi non ricorda la storia è destinato a ripeterla… e questa non è una frase fatta.
Il film maggiormente discusso questi giorni è quello presentato da Mizushima Satoru dal titolo Nanking No Shinjitsu (la verita su Nanchino) in cui afferma che mai alcun massacro è avvenuto e che i criminali di guerra giapponesi impiccati dal tribunale di Tokyo sono dei martiri paragonabili a Gesù Cristo. Per alcune scene e alcune domande al direttore vi lascio un video da YouTube
Capitando un po’ per caso su un blog che tratta temi giapponesi ho seguito alcuni link che portavano ad altri blog sul Giappone. Sono rimasto colpito dal grande numero di blog in italiano che trattano il Giappone! Mi sono soffermato solo su alcuni mentre altri li conoscevo già da prima.
Volevo segnalarvi (ma forse già li conoscete) tre blog che mi sembrano simpatici e ben fatti e che consiglio dare un’occhiata e magari aggiungere al vostro segnalibri.
Il primo blog è Nicola in Giappone, un blog aggiornato e pieno di curiosità, immagini e video del Giappone. Come sottotitolo al blog, Nicola usa “Cose incredibili in Giappone” e di fatto ci illustra diverse cose che molti non conoscono o non hanno mai avuto modo di sperimentare personalmente. Particolarmente ottima l’idea di Nicola di aggiungere parole scritte in giapponese ai suoi post dando quindi la possibilità al lettore anche di imparare, leggendo tranquillamente, alcune parole giapponesi. Molte le foto (e diversi video) sulle strade, locali e curiosità che l’autore incontra nel suo viaggio a Tokyo. Per chi decidesse di andare a Tokyo, leggere (e vedere) il blog può essere molto informativo in quanto rivela la realtà che uno incontrerà non appena arrivato a Narita.
Visita il blog di Nicola in Giappone >>>
Il secondo blog che desidero segnalare in questo post è quello di FukushimaKu , quartiere (o città) di Fukushima, che da Osaka ci presenta articoli sulla città del Kansai. Post sul blog parlano della cucina giapponese, curiosità varie e sulla cultura giapponese in generale. Gli articoli sono accompagnati da immagini e video e informazioni sempre dettagliate e utili. Anche questo blog degna di essere tra i vostri favoriti.
Visita il blog di Fukushimaku >>>
Il terzo e ultimo blog che segnalo è quello scritto e curato da “un uomo giapponese”. L’autore è giapponese e scrive egregiamente in italiano. Vita quotidiana, diario e articoli culturali. I post possono essere commentati e l’autore risponde sempre con molta gentilezza. Speriamo che il signor Watanabe (così si chiama di cognome l’autore) scriva ancora tanti articoli.
Visita il blog di UnUomoGiapponese >>>
Se conoscete altri blog interessanti sul Giappone che seguite (possibilmente sempre aggiornati) potete segnalarli lasciando un commento a questo post.
Restando a Osaka e passare del tempo divertendosi in un karaoke potrebbe essere un’idea simpatica.
Vicino a Umeda troviamo un karaoke anche un po’ particolare, un karaoke che molti di voi ameranno. Senza sovrapprezzo è infatti possibile mettersi uno dei tanti costumi messi a disposizione dei clienti. Se ami gli anime puoi metterti un costume di uno dei tuoi “eroi” oppure da sposa, studentessa e perché no, anche da suora
Costume da ninja
(clicca per ingrandimento)
Se decideste di andarci passate prima per il loro sito (in giapponese)
Inutile aggiungere che a vostra disposizione avrete anche un simpatico menu (si, c’è anche la pizza!).
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