Vai in Giappone? Impara l inglese

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Una cosa che mi è successa svariate volte qui in Giappone: parlare con un giapponese in giapponese e avere le risposte sistematicamente in inglese. Non è rara la cosa e spesso non so come comportarmi… talvolta continuo con il giapponese e talvolta in inglese, a seconda della situazione. Penserete che rispondano in inglese perché vogliono far pratica o perché vogliono farti sentire a tuo agio (sono italiano e l’inglese potrei anche non capirlo!), una tesi che ho sentito tirare in ballo alcune volte in passato e che non ho mai supportato. Secondo me, il giapponese medio, vedendo uno straniero pensa subito all’americano gaijin (non di nazionalità giapponese) in Giappone che automaticamente sa parlare solo in inglese. Questo straniero può anche parlare bene in giapponese ma “kimarimashita” (ormai si è deciso), il giapponese ormai ha deciso che lo straniero parla solo inglese. Credo che il giapponese traduca mentalmente il tutto dal giapponese all’inglese e poi nuovamente al giapponese per poi rispondere in inglese.
Come detto sopra, la cosa mi è successa diverse volte ma l’ultima mi ha fatto sorridere…
Mi trovavo in una clinica ortodontica qui a Osaka per una visita a mia figlia (ha la mascella troppo “caucasica“, a suo dire troppo europea e bisogna curarla °_° ) e il medico mi spiega la situazione. Mi chiama in ufficio e mi chiede se capisco il giapponese. Rispondo che non ci sono problemi, nella speranza che non esca comunque con termini tecnici troppo complessi. Beh, comincia a parlare… in inglese!
Il suo inglese non era male per fortuna… ho incontrato giapponesi che volevano assolutamente rispondermi in inglese ma non si riusciva a capire nulla. Io rispondevo prontamente in giapponese nella speranza di metterlo a suo agio ma nulla cambiava.

Medico: “Do you understand?” (du yuu andaasutando?)
Rob: “Hai, wakarimashita.”

Niente da fare… chiaramente faceva fatica ma la sua cortesia implicava che facesse del suo meglio per farmi capire la sua spiegazione. Dovevo e volevo trovare un metodo “gentile” per fargli capire che il giapponese non era un problema, che poteva parlarmi in giapponese. Rispondere in giapponese non aveva alcun effetto, le mie parole per lui erano semplicemente inglesi! Ho cominciato a cogliere ogni occasione buona per scambiare qualche parola con mia figlia in giapponese del tipo “hai capito cosa ha detto il medico?” - “hai capito la domanda del medico? Sù, rispondi!”
Niente da fare… nonostante tutto, io il giapponese, per lui non dovevo capirlo.
La seduta è finita dopo circa 15 minuti di conversazione in anglo-giapponese, lui in inglese ed io in giapponese. ^__^
Ritorno in sala d’aspetto per prendere il prossimo appuntamento. Mi siedo e parlo con mia figlia (con lei parlo solo giapponese). Arriva la segretaria e insieme parliamo sulla data del prossimo appuntamento, sul metodo di pagamento etc… Il medico era a circa 7 metri e aspettava la segretaria per consegnarle le cartelle cliniche. Appena finito questa si è avvicinata per prendere le pratiche, il medico con aria sorpresa fa: “Ehhh? Ma lui parla benissimo anche giapponese?!?!” E cosa avevo cercato di farti capire sin dall’inizio??? Mi son detto. Adesso invece sembrava cadere dalle nuvole!
Certo, una semplice incomprensione ma:
- gli ho risposto che capivo il giapponese
- gli rispondevo solo in giapponese,
- parlavo giapponese con mia figlia (anzi, con mia figlia parlo il dialetto di Osaka!),
di solito dovrebbe bastare. E invece…

Se siete in Giappone, o ci andate in futuro, preparatevi a questo tipo di scena, vi succederà di sicuro. Anzi, vi consiglio di imparare l’inglese a questo punto… in Giappone potrebbe servirvi ^__^

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stressati? Un bel massaggio può essere la risposta

curiosità, umorismo 9 Commenti »

In Giappone più che mai si continua a parlare di stress, stress e ancora stress. Ad ogni problema si da’ ormai la colpa allo stress ma non solo… lo stress viene anche usato per giustificare atti meno nobili. Mi viene in mente quei salariman che si divertono a “toccare” (o fotografare dal basso verso l’alto) giovani fanciulle e che se vengono beccati danno la colpa proprio allo stress… passando da colpevoli a povere vittime.
Fatto stà che ogni genere di “cure” sono a disposizione degli individui affetti da una qualsiasi forma di stress. Dal latte a 5000 Yen a bottiglia per gli stressati adulti alle palline di vetro (ukidama) da muovere nell’acqua. Poi le svariate vitamine che si trovano nei kombini, i pachinko (si, affermano che sia contro lo stress!). Una delle cure maggiormente gettonate sono i vari massaggi. Un fine settimana in Corea per farsi fare un bel massaggio non è raro tra le giovani (e anche meno giovani) donne. Centri per massaggi si trovano in qualsiasi centro commerciale. I muscoli vengono rilassati e parte dello stress accumulato in ufficio scompare quasi per miracolo. Per i giovani vi sono centri massaggi specializzati e offerti da giovani cinesi, filippine e altre donne del settore che arrivano in Giappone dal sud-est asiatico. In questi centri lo stress del giovane salariman viene quasi completamente curato (in ogni sua parte)  :mrgreen:
La cura migliore rimane comunque a mio avviso una bella vacanza e, data la stagione, perché non proprio una bella settimana bianca? E cosa c’è di meglio di una vacanza accompagnata proprio da un buon massaggio anti-stress? Ai giapponesi in generale piacciono tantissimo i massaggi e ogni occasione è buona. Persino i barbieri usano massaggiarti la schiena e le spalle dopo il lavaggio dei capelli e la cosa, devo ammettere, è assolutamente stupenda.
Pensavo di fare una piccola vacanza con la mia famiglia così posso ricominciare a sciare… sono 10 anni (i 10 anni che sono in Giappone) che non uso più gli sci. E cercando cercando ho trovato un alberghetto simpatico che offre inoltre comodissime poltrone “massaggiatrici” che promettono di alleviare lo stress accumulato. Ma siccome ogni medaglia ha due facce mi chiedo se sia il caso o meno farne uso. Voi che ne dite?
Vi lascio un filmatino pubblicitario dell’albergo che offre questo particolare servizio.

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Con la primavera arrivano i fiori di ciliegio… e non solo sui ciliegi

curiosità 13 Commenti »

Particolarmente freddo in questi giorni in Giappone. A Tokyo si è vista la neve e in questi ultimi anni la cosa è abbastanza rara.
Ho notato come ultimamente in Giappone ci si comincia a preparare per l’arrivo della primavera. No, niente di particolare… ma noto un continuo aumento di nuovi poster, pubblicità, confezioni etc… scrupolosamente in “rosa“, il rosa dei sakura (fiori di ciliegio). Nei supermercati snack e bibite vestite “sakura” non sono più una rarità. Qualche giorno fa ho preso una lattina di Chu-Hi (bevanda alcolica molto popolare in Giappone con diversi gusti disponibili) con petali di ciliegio dipinti sopra. Ieri ho preso il KitKat e altri snack “sakura” (vedi foto in basso).
Primavera significa non aver più bisogno di scaldare o di dover vestire pesante… il primo calduccio dopo la stagione invernale. Ma la primavera in Giappone significa soprattutto Sakura, il fiore nazionale del Giappone. La grande maggioranza di alberi di ciliegio in Giappone sono della varietà di Somei Yoshino (preso dal nome di un villaggio adesso facente parte di Toshima a Tokyo), yamazakura, yaezakura e shidarezakura ma in totale ci sono oltre 100 specie che possono essere trovate in Giappone.
Ci sono ovviamente diverse caratteristiche che contraddistinguono le varie specie, alcune ovvie e che consentono di riconoscere la specie. Una delle caratteristiche sono il numero dei petali. La grande maggioranza hanno 5 petali e il più diffuso è certamente il Somei Yoshino con petali quasi puramente bianchi con una leggera tonalità rosa. Alberi con fiori da più di cinque petali sono chiamati yaezakura.

sakura2007b.jpg
una foto scattata nel 2007

Ci si aspetta di avere anche quest’anno una fioritura tale da consentire molti al hanami (alcuni lo traducono con “contemplazione dei fiori di ciliegio” ma in realtà la gente va al parco per vedere i ciliegi in fiore, bere, mangiare e magari a giocare con i bambini… un “picnic primaverile” in pratica).

prodotti sakura
alcuni snack “rosa sakura”
Me li sono pappati tutti mentre scrivevo questo post
:twisted:
(per ingrandimento clicca sulle foto)

Quindi petali di ciliegio non solo al parco e portarsi un po’ di Giappone in Italia diventa più facile. :mrgreen:

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Automoderazione per le riviste lolicon giapponesi…forse

Attualità, curiosità 8 Commenti »

Chi di voi è stato in Giappone avrà senza dubbio notato l’altissimo numero di riviste e/o video con adolescenti in costume da bagno spesso in pose erotiche e di quanto è facile reperirle. Modelle sotto i 15 anni vengono reclutate per essere fotografate e messe su riviste per depravati. Stando alla rivista Playboy del 12 gennaio (1/28), le autorità giapponesi sembrano aver finalmente cominciato a prendere contromisure contro questo cancro in continua crescita nella società giapponese. Anche solo pochi anni fa il vedere foto di ragazzine delle medie in abiti succinti creava oltraggio ma nell’ultimo periodo vedere queste “pre-teens” in costumi da bagno minuscoli su riviste, poster e altri media è del tutto una cosa comune. La cosa sembra lentamente cambiare dopo i raid della polizia a produttori di un set fotografico con una ragazzina compiuto l’anno scorso.
Un reporter di Playboy Weekly afferma che in quel caso il costume da bagno per la ragazzina era deliberatamente fatto in modo da intravedere “le curve” dei genitali e le pose erano tali da far scattare l’arresto per aver infranto la legge sulla pedofilia nonostante non era esplicitamente esposto ne il seno ne le parti intime.
E’ stata la prima volta che uno è stato arrestato per aver infranto la legge sulla pedofilia senza di fatto aver prodotto immagini di nudo. L’imputazione sarà ridotta a violazione della legge per il benessere dei bambini ma l’effetto dell’arresto è stato consistente.

playboyjapanese.jpg
Playboy del 12 gennaio (1/28)

Sin dall’arresto, produttori di prodotti che raffigurano adolescenti in pose erotiche sono in uno stato di panico. Se il materiale viene giudicato eccessivamente osceno, persone possono essere arrestate per aver violato la legge sulla pedofilia,” si lamenta un’impiegato di un’azienda produttrice di DVD con ragazzine sotto i 15 anni. Non dovrebbe neanche esistere il fatto di dover giudicare se materiale sia troppo osceno oppure no! Già l’idea di fotografare adolescenti in pose erotiche, magari pure vestite abbondantemente, è chiaramente da condannare! Eppure la domanda in Giappone non manca e questo si può purtroppo ancora vedere dall’offerta. Non serve neanche entrare in locali specializzati… spesso in un kombini si possono trovare diverse riviste con adolescenti semi nude. Praticamente ogni libreria, negozio di elettronica, di giocattoli etc… ha un angolo dedicato all’erotismo e alla pornografia. A portata di mano per chiunque e in bella vista per attirare clienti. In bella vista anche per i bambini che passano per le strade o si fermano in un negozio di collezionismo.
Ma perché in Giappone è così normale erotizzare bambini? Quanti manga hanno le proprie eroine adolescenti chiaramente erotizzate?
Stando a John Carr, consulente del governo inglese per la sicurezza dei bambini su internet, fino alla fine degli anni ‘90, due terzi delle immagini pedofile su internet arrivavano dal Giappone. Da quando una legge anti-pedofilia passo’ nel 1999, la percentuale pare essere scesa al 2%. Rappresentazioni creative e fantasiose di pornografia giovanile, tra cui manga e anime, non rientrano nella legge e questo i produttori hanno saputo brillantemente trarne profitto.

Pornografia con bambini, in qualsiasi forma, dà un chiaro messaggio che rende accettabile abusare dei bambini. Aiuta i pedofili a giustificare le loro idee e comportamenti e de-sensibilizza la società in generale verso questo problema. La teoria che tutti gli anime e manga sono solamente fantasia innocua ovviamente non regge e chi la difende, difende anche il maniaco che li legge. Ovviamente mi riferisco alle pubblicazioni manga e anime che raffigurano erotismo adolescenziale. Vi rimando a questo articolo su Jappone.com (Ma gli anime e manga giapponesi possono essere nocivi?).
Furi Nakamura, un giornalista specializzato nel mercato dei “sotto i 15 anni” sostiene che attualmente c’è un inclinazione verso l’auto-moderazione tra i produttori di foto e DVD che fanno uso di bambini.

E’ una situazione cruciale in cui il tutto dipende da come le modelle vengono rappresentate. Se le foto vengono prese in una situazione appropriata il produttore non avrà alcun problema neanche se la modella è sotto i 15 anni e ha un mini-bikini estremamente piccolo. I problemi nascono se le modelle vengono prese e messe sopra un letto e fatte fare pose provocanti anche se vestono le uniformi scolastiche standard. La chiave è sul quanto naturale i fotografi riescono a far apparire le loro immagini.

Sembrerebbe quindi che nonostante le leggi e gli arresti, qualche scappatoia per soddisfare i depravati (che abbondano sempre) la abbiano trovata e che dagli scaffali giapponesi materiale di stampo pedofilo continuerà ad essere facilmente reperibile per chiunque.
Per l’occasione aggiungo un mini sondaggio

Credi che oltre alle foto anche i manga pedofili debbano essere vietati?

guarda i risultati

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Da O-Papi a Hen na Ojisan, i bambini giapponesi imitano i comici

Attualità, curiosità 6 Commenti »

Ci sono comici e comici in Giappone ma sono pochi coloro che ultimamente vengono imitati anche dai bambini. Kojima Yoshio è uno di questi. A soli 27 anni il suo “O papi” è riconosciuto da tutte le fasce di età, mentre il suo “Sonna no kanke nee!” è particolarmente imitato dai bambini. Sempre in costume da bagno, Kojima Yoshio si trova anche come Gadget delle macchinette. Una ricerca su YouTube vi riporterà a dei video che vi faranno scoppiare dalle risate :lol:

kijimayoshio.jpg
Durante il “Sonna no kanke nee!”

Oltre a Kojima Yoshio un altro degno di nota è “Hen na Ojisan” che tradotto potrebbe essere “il vecchio pervertito”. “Hen na” sarebbe “strano” oppure “fuori dal normale” ma in questo caso credo che “pervertito” sia meglio… in senso non tanto negativo però… si tratta appunto di un comico :mrgreen:
Questo Ojisan si intrufola dappertutto, magari travestendosi, per cercare di annusare, assaporare o toccare indumenti o oggetti di qualche bella ragazza. Anche Henna Ojisan si presenta in costume, una specie di pigiama. Il viso “truccato” da vecchietto si diverte a spaventare le ragazze ma non prima di aver bevuto dalle loro cannucce oppure toccato qualche loro indumento. I bambini amano imitare il mini balletto che lo distingue aggiungendo le ormai mitiche “watashi ga hen na ojisan desu”.

hennaojisan.JPG
Hen na ojisan, hen na ojisan!

Ambedue simpaticissimi, spesso ospiti nei vari show televisivi… per far sorridere qualcuno basta imitare uno di questi due.
Da Youtube ho scelto questo video di Hen na Ojisan, come vedrete, non serve conoscere il giapponese :mrgreen:

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