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Era il 9 gennaio del 1998 quando definitivamente mi trasferivo in Giappone. Da allora sono passati 10 anni; i miei primi 10 anni in Giappone, a Osaka più precisamente.
Sembrerebbe il titolo di un libro, e un libro potrei scrivere descrivendo le vicende vissute e i cambiamenti avvenuti in questo decennio (ma non certo al livello di “Ten Years in Japan“di Joseph C. Crew del 1944). Di cose ne ho sicuramente viste, ne ho vissute… fatto molte esperienze di ogni genere, viaggiato molto in lungo e in largo ma non saprei da dove iniziare. Di certo posso affermare di essere cresciuto parecchio in questi anni nipponici, grazie alle difficoltà, alle diversità e alla disponibilità di molte persone.
Dopo 10 anni come mi vedono i giapponesi?
Spesso mi sono chiesto in questi anni se e come riuscirò mai a entrare definitivamente nel loro cerchio, quando non sarò più considerato un gaijin. Ho imparato che sono domande che semplicemente non hanno senso. Che bisogno c’è poi di diventare “giapponese” per essere in Giappone? Si fa parte di una società per quello che si è e si viene accettati per come ci si comporta e per quello che ognuno di noi (giapponesi e stranieri in egual modo) riesce a contribuire al “gruppo”.
Diversi giapponesi mi vedono come un otaku, no, non uno di quei patiti per i manga, anime o videogiochi ma un otaku della storia, un maniaco dalla passione quasi morbosa per le vicende storiche del periodo moderno giapponese. Conoscere la storia aiuta a comprendere molti “perchè” e credo stia alla base per conoscere un popolo, tanto più quando quest’ultimo è così diverso dal modello occidentale. E’ una passione a cui dedico molto tempo e alla quale ci metto diverso impegno nella ricerca di ogni particolare. Il Giappone può sembrare moderno, tecnologico e all’avanguardia ma la società è ancora strettamente legata al feudalesimo… e oserei dire che la cosa non mi stupisce affatto.
Ma ritorniamo ai “miei 10 anni” ![]()
Appena arrivato in Giappone ricordo di aver frequentato una scuola di giapponese, 5 volte a settimana per un paio di mesi. Il mio primo computer (Pentium II) con Windows 95 in giapponese e una connessione IDSN per internet. Da allora tante cose sono cambiate, e non parlo solo del mio computer e connessione internet.
Nel 1998 si sentivano le ripercussioni dello scoppio della bolla economica ma la fiducia era ancora alta. Poi anni di stagno economico, incertezze e problemi sollevati dal governo per indirizzare il problema dell’Identità nazionale. Ogni paese da importanza al proprio status e alla propria autonomia ma nel caso del Giappone l’autonomia non è alta e quindi enfatizza lo status. Un bisogno estremo di essere riconosciuto come potenza internazionale. Un bisogno di tacere certe cose e di enfatizzarne altre, una situazione che da voce e forza ad estremisti di destra, nazionalisti e patriottici. Il governatore di Tokyo Shintaro Ishihara è un esempio pratico di dove un fanatico può arrivare se vive in Giappone.
Questo si vive giorno per giorno in Giappone… le continue discussioni politiche e i media aiutano in questo. La musica usata dalla medaglia olimpica Shizuka Arakawa durante le olimpiadi invernali di Torino (il Turandot di Puccini) quasi diventava il nuovo inno nazionale giapponese ![]()
Ricordo la medaglia olimpica giapponese alle olimpiadi di Nagano nel 1998 nel salto in lungo… per mesi e mesi poster “del salto” tappezzava le città e “l’urlo” della vittoria spaccava i timpani alla radio e alla TV. Ho imparato che vedere competizioni sportive internazionali in Giappone non è molto diverso che guardare i campionati nazionali
Questo vale particolarmente per campionati del mondo di atletica e olimpiadi.
Dopo circa un anno di permanenza in Giappone ho iniziato il lavoro che svolgo attualmente e mi sono messo in proprio risparmiandomi i dolori che si hanno ad essere dipendenti in aziende giapponesi. Prima svolgevo dei piccoli lavori part-time.
Il mio lavoro mi ha portato a viaggiare molto in questi anni e ciò è stato un arricchimento che pochi giapponesi hanno avuto la fortuna di avere. Da Sapporo a Okinawa ho potuto vivere e ammirare tutte le maggiori città. Certo, era per lavoro e quindi non troppo potevo vedere della città stessa ma quando il tempo me lo permetteva, aggiungevo qualche giorno per fare delle ferie. Tra le mie città preferite sicuramente Sapporo e Fukuoka. Queste due città mi hanno colpito particolarmente per la gente cordiale e gentile ma anche per il clima della città stessa. A Sapporo ci sono stato 5 volte per un totale di circa 6 settimane e così vale anche per Fukuoka e altre città. Si nota come ogni regione, ogni città ha le sue distinzioni e le proprie particolarità: dallo sguardo dei propri abitanti alla cucina locale. “Se vai a Utsunomiya non dimenticare di mangiare i gyoza!“, “a Takamatsu mangia udon!” etc…
Si nota comunque una mentalità diversa nelle città minori e sul come si sentono in un qual modo “cittadini di serie B” oppure “gente di campagna” (inaka). Solo le città maggiori godono di status cittadino, le altre sono “campagna” e vengono guardate dall’alto verso il basso. Ogni azienda seria ha la sede o una filiale a Tokyo. Personalmente devo ammettere che delle differenze effettivamente ci sono tra la gente di “campagna” e di città. Le prime sono più “bonaccione”, alla buona, ingenue… più genuini forse.
Di solito uso i giorni di vacanza che aggiungo a quelli di lavoro mentre sono in altre città (di solito il lavoro dura 7 giorni) per visitare musei o località storiche e culturali. A Okinawa non sono stato al mare! Mi danno del pazzo e non hanno tutti i torti… il mare di Okinawa sembra il paradiso. L’ho visto dall’aereo però
ma anche dal parco della pace e dal colle roccioso che ospitava il centro di comando della marina imperiale. Particolarmente commovente il monumento dedicato alle studentesse di Himeyuri. Dal punto di vista storico, ma non solo, Kagoshima è stupenda. Luogo di nascita di diversi eroi nazionali della Restaurazione Meiji tra cui Saigo Takamori e Toshimichi Okubo. Ho avuto modo di vedere il monte Shiro-yama dove si è nascosto e poi suicidato Saigo Takamori (diversamente da come descritto in “The Last Samurai“). Il vulcano “Sakura-jima” che si innalza davanti e i fantastici giardini di Iso a Senganen. Hiroshima la conosciamo tutti e non aggiungo altro… ci sono stato per la prima volta nel 1995 durante il 50-esimo anniversario del bombardamento atomico e poi altre 5 volte per un totale di circa 2 mesi. Ma non voglio annoiarvi con il parlare delle città, castelli e templi (il solo Kinkaku-ji l’ho visto 5 volte!) che ho potuto ammirare in questi primi 10 anni nipponici.
Cosa è cambiato negli ultimi 10 anni? Ho notato un certo irrigidimento nella disciplina in generale. Noto in particolar modo le regole ferree negli asili e nelle scuole elementari. Durante il governo Abe leggi a tal proposito sono passate. L’obbligo di guardare la bandiera nazionale (Hinomaru) e di cantare l’inno nazionale (Kimigayo) durante le cerimonie scolastiche inizia già all’asilo dove le maestre sono pronte ad intervenire se bimbi di 2 anni non guardano la bandiera. E non dimentichiamo che la bandiera è stata ufficializzata solo nel 1999 (cosa che si era cercato di fare il 25 marzo del 1931, durante il pieno regime dittatoriale) assieme all’inno nazionale. Diversi insegnanti e professori sono stati puniti per non aver partecipato al canto. Ufficiali del ministero all’educazione che girano le scuole per valutare la “performance” degli allievi durante l’inno. Libri di storia nelle scuole che peccano di amnesia e storpiature si aggiungono ad un’educazione scolastica che fa riflettere. Il problema bullismo nelle scuole è anch’esso un grosso problema che spesso porta ad episodi di hikikomori (giovani che si rinchiudono nelle proprie stanze per settimane, mesi e anche anni senza mai uscire) e in diversi casi a suicidio dello studente. Esercizi di ginnastica sempre gli stessi e sempre con la stessa canzoncina di accompagnamento, insegnanti staccati e fischietto pronto per implotonare gli scolari.
Una cultura chiamata da alcuni “anpan” (dal nome dell’amatissimo pane con all’interno marmellata di azuki) perché spesso solo di facciata. Chiamare uno degli eserciti più forti e moderni al mondo “Forze di autodifesa” (perché la costituzione giapponese vieta il mantenimento di forze militari, qualunque esse siano) è solo uno degli esempi.
Tra gli stupori maggiori avuti quello che mi ha fatto credere che praticamente tutti gli uomini sposati hanno (o cercano) relazioni extra-coniugali. Sembrerebbe incredibile, e forse dipende dal giro che frequento (giro di lavoro ma non solo), ma anche coloro che sembrerebbero “seri” e fedeli alla loro giovane moglie non disdegnano i club di filippine o russe per “conversare” ed invitarle in albergo. La prostituzione è visibile praticamente in ogni città e non si riesce a non vederla. Nonostante il divieto, il tutto viene travestito da “massaggi” e centri di bellezza… poi basta un piccolo sovrapprezzo per avere “attenzioni” del tutto particolari
Proprio a Hiroshima noto sotto la porta della mia stanza d’albergo una busta con all’interno un dépliant che pubblicizzava “Delivery Health”, un servizio sanitario a domicilio particolarmente di moda prestato da bellissime ragazzine. Oltre al prezzario anche simpatiche illustrazioni su quello (le varie posizioni) che si può fare. Se vi capita di andare in un convenient store (kombini) di sera tardi potrà capitarvi che il commesso vi metterà nella borsa della spesa anche un catalogo per scegliere la ragazza che desiderate chiamare in camera. Un modo di vedere il sesso molto più aperto che consente anche a ragazze 14-enni di vendersi in cambio di una borsa di Gucci (enjo-kousai).
Un Giappone che visto dall’Occidente sembrerebbe pieno di miti… miti che però cadono man mano che passa il tempo. Una vacanza (ma anche un periodo più lungo) in un ambiente non propriamente giapponese (mi riferisco agli stranieri che vengono in Giappone per studiare la lingua e stanno praticamente sempre con altri stranieri e/o si muovono quasi esclusivamente nei posti turistici o nei negozi di tecnologia), oppure in un ambiente giapponese creato ad OK per l’ospite straniero che viene a vivere in famiglia (a cui si fa ovviamente vedere solo le belle cose e sui problemi e/o disagi sociali non si parla proprio), non potrà mai comprendere la complessità della comunità giapponese, o meglio, avrà per forza opinioni distorte sulla realtà giapponese. Credo che neanche il giapponese medio rifletti più di tanto o conosca più di tanto la propria realtà. Si accetta quello che viene offerto… in modo del tutto apatico. Questo mantiene l’armonia e bene o male si va avanti. Questo è in grosso modo il mio modo di vedere la situazione odierna.
In questi anni ho notato anche un sensibile calo d’interesse per il Giappone da parte degli occidentali. Ricordo che quando arrivai in Giappone, su internet le discussioni erano numerosissime. Credo che la possibilità per praticamente chiunque di conoscere dal vivo il Giappone abbia contribuito a far cadere tutti quei miti creati sul Giappone durante la crescita economica. Molti erano stupiti e pronti a voler imitare il modello giapponese. Il Giappone non funziona a meraviglia e un tale sistema in occidente sarebbe impensabile. I problemi sociali taciuti e nascosti (con l’aiuto di una popolazione che non si lamenta ma che soffre e si sacrifica in silenzio) esistono e le nuove generazioni cominciano a non starci più. Quello che per i giapponesi era una certezza ieri, oggi non lo è più… e questo spaventa. Il Giappone non è più una meta indispensabile per le aziende occidentali che vogliono espandersi… il Giappone non serve più agli Stati Uniti per combattere il comunismo sovietico… il mercato giapponese non è più lucroso come si sperava fosse qualche anno fa. Questi sono solo alcuni dei grattacapi dei signori al governo che per mantenere lo status cercano di rifarsi all’educazione scolastica e all’abbandono della costituzione pacifista.
Noto una diffidenza sempre maggiore da parte dei giapponesi per quello che non sentono proprio, e non serve che sia per forza di provenienza estera.
Con l’economia che pare riemergere forse un nuovo decennio all’insegna dell’ottimismo ci aspetta. Io ci sono e cercherò di viverlo al meglio, godendomi quello che il Giappone sa offrire.
post simili:

January 11th, 2008 at 2:18 am
Certo che 10 anni in Giappone non sono pochini. Come saranno i prossimi 10 anni?
January 11th, 2008 at 9:33 am
Non può che andare sempre meglio
(si spera)
January 17th, 2008 at 4:23 pm
Non ci conosciamo ma non potevo non lasciare un commento ^_^. È stata una lettura molto interessante, pensa che mi dispiaceva quando ho notato di essere giunto alla fine
. Ciaoo
January 18th, 2008 at 12:28 am
Ti ringrazio per il commento! E io che pensavo di avere fatto un post troppo lungo…
Grazie ancora
January 21st, 2008 at 10:35 am
All’inizio come hai fatto per trovare lavoro?
January 27th, 2008 at 6:51 am
[...] fare una piccola vacanza con la mia famiglia così posso ricominciare a sciare… sono 10 anni (i 10 anni che sono in Giappone) che non uso più gli sci. E cercando cercando ho trovato un alberghetto simpatico che offre [...]
February 1st, 2008 at 6:14 am
@ Beppe: scusa per il ritardo, per qualche motivo il tuo commento è stato filtrato.
All’inizio trovavo lavoro leggendo gli annunci
Poi con delle conoscenze
February 2nd, 2008 at 10:49 pm
Ciao! Ho appena scoperto questo bel sito…e mi sn messa a leggere tutto…


Cosa dirti? Io studio Giapponese all’università…lo adoro…Ieri ho dato Storia del giappone..una materia lunghissima, ma molto interessante! E sai alla fine cos’ho detto al prof? (ancora prima di prendere il mio 28)…che i Giapponesi, negli anni del dopoguerra, durante l’occupazione americana…mi hanno fatto proprio pena! Sarà forse stata una mia sbagliata lettura del testo, non lo so…ma credimi, mi hanno fatto troppa tenerezza! Mah…il discorso sarebbe molto ampio…e…non posso scrivere tutto qui, in un piccolo commento!
Cmq, mi piacerebbe tantissimo andare in Giappone, proprio per poter “toccare con mano” tutto quello che per il momento sto solamente leggendo!
…Un bacio…e ancora complimenti per questo sito!
February 3rd, 2008 at 8:00 am
Ciao Sinia, in effetti, nell’immediato dopoguerra la situazione in giappone era molto grave, peggio degli anni di guerra. questo però non va’ attribuito a cause dell’occupazione americana di per se’ ma per le scelte intraprese dal gioverno nipponico prima e durante il conflitto mondiale. E’ un tema molto interessante… un tema abbastanza ben trattato nel libro di “John Dower Embracing Defeat – Japan in the wake of world war II”
http://www.jappone.com/cultura/libri/embracingdefeat.html
Comunque toccare con mano quello che si legge, tanto più se si tratta di storia, è assai difficile non solo perchè sono cose del passato che non esistono più ma anche perchè diverse scritte non sono altro che il prodotto di influenze miticizzate.
February 4th, 2008 at 5:50 am
Caro Rob, ho letto il tuo post tutto d’un fiato.
Hai toccato diverse volte punti molto difficili e ne hai parlato senza mezzi termini, dichiarandoti spesso disincantato e attonito da un regime così rigido e autoritario. Ma dietro questo piccolo spaccato storico si sente ancora tanta poesia, e ti auguro davvero di continuare a “viverlo al meglio, godendoti quello che il Giappone sa offrire”.
February 15th, 2008 at 7:14 am
[...] avevo scritto nel mio post dedicato al decimo anniversario della mia permanenza qui in Giappone, per lavoro, ma anche per passione, ho viaggiato (e continuo a viaggiare) e visito [...]
February 18th, 2008 at 5:40 pm
Interessato come non mai , ho letto la tua analisi sincera di alcuni aspetti da te descritti della vita in Giappone . Vorrei chiederti a proposito alcune cose …
Nei confronti dello straniero , in tal caso dell’italiano , come si comporta il Giapponese ?
Quando ti sei trasferito conoscevi già un pò di Giapponese ?
Quanto tempo hai impiegato per adattarti al meglio ?
Ti senti in tutto e per tutto Nipponico , oppure ami ancora l’Italia ?
So che Kagoshima dal 1960 è gemellata con Napoli , e a proposito volevo sapere se lì l’eco dell’immondizia napoletana è arrivato .
Ultime due cose :
Qual’è il rapporto con il Cattolicesimo in Giappone ?
Conosci alcuni italiani che lavorano lì come te ?
Grazie mille , e scusami per tutte queste domande , ma vorrei saperne di più .
February 19th, 2008 at 12:27 am
Ciao Marco, grazie del commento. Cercherò di risponderti dove riesco.
- In quanto italiano (europeo, americano e/o comunque “bianco”) noto una certa timidezza mischiata tra “rispetto” e curiosità. Non noto una particolare discriminazione visibile ad ochhio nudo.
- Conoscevo pochissimo giapponese, quasi nulla quando sono arrivato in giappone.
- Per adattarsi al meglio credo non basterà tutta la vita. Ci sono cose che non riuscirò mai ad accettare ciecamente… sono dell’idea che neanche i giapponesi stessi si sono adattati al meglio per vivere in Giappone.
- Sento ormai di far parte della società giapponese ma amo di certo ancora l’Italia. L’Italia avrà dei difetti ma ha anche tanti pregi e se riusciamo ad avere la facoltà critica (uno dei doni più grandi che pèossiamo avere) è anche grazie all’Italia.
- Per il problema Napoli non saprei a Kagoshima… so che tutto il Giappone ne è informato.
- rapporto con il cattolicesimo: qui non so risponderti
- ne conosco pochi e ancora meno sono quelli con cui ho contatti. Non è facile mantenere contatti neanche nella stessa città, specialmente se si ha famiglia e lavoro.
ps. non esitare a contattarmi anche privatamente se hai delle domande specifiche dove pensi che io possa essere d’aiuto per qualche consiglio.
May 30th, 2008 at 9:08 am
Approfitto di questo post “riepilogativo” per farti i miei complimenti per questo sito che ho scoperto soltanto oggi
mi piace molto il tuo spirito critico, il tuo amore non incondizionato, e proprio per questo tanto più forte, per il giappone… 
Ho notato che sei un appassionato lettore di libri sul giappone del dopo guerra, e visto che sei un vero esperto di Giappone, visto che ci vivi e non ti limiti a sognarlo o immaginarlo attraverso i libri, gli anime, i blog, ti volevo chiedere se hai mai letto Ore giapponesi di Fosco Maraini, e nel caso cosa ne pensi.
May 30th, 2008 at 9:33 am
Ciao Lorenzo, grazie per l’apprezzatissimo commento.
Ho il libro di Fosco Maraini ma devo ammettere di non averlo ancora letto. Negli ultimi anni ho letto praticamente soltanto libri che parlano del periodo Taisho e Showa fino alla fine del conflitto mondiale e qualche saggio sulla società odierna.
Non posso quindi esprimermi sul libro di Maraini e non saprei dire quando riuscirò a leggerlo in quanto si trova abbastanza indietro nella lista dei prossimi libri che leggo.
spero che i miei post continueranno a piacerti
May 30th, 2008 at 10:12 am
Ciao, sono sorpreso dalla rapidità della tua risposta
, d’altronde è la prima volta che scrivo un feed ad un blog
Leggerò il tuo blog tutti i giorni, a presto
May 30th, 2008 at 11:43 am
Bel post, molto analitico…oserei dire troppo corto (non scherzo
), perchè gli argomenti trattati.
Visitando il Giappone da turista, non ho potuto non notare che giocoforza si rischia di rimanere isolati e – paradossalmente – le uniche persone che amano conversare sono gli anziani con un pò di esperienza del mondo alle spalle. Le poche persone Giapponesi con cui ho potuto parlare a lungo si dimostravano abbastanza critiche nei confronti della “japanese way of life” e questo mi ha stupito un pò, non perchè io pensi che il Giappone non abbia difetti (penso ci vivrei non più di 1-2 anni poi, forse, fuggirei), ma perchè ne parlavano con uno straniero! (ma ho l’impressione che i Giapponesi che hanno viaggiato non abbiano tendenze al razzismo).
Per ora taglio qui,Sarebbe bella una serie di post “autobiografici”, intesi come un racconto degli inizi, delle difficoltà, di cosa consiglieresti di fare ad un italiano che voglia ripercorrere i tuoi passi, etc.
August 13th, 2008 at 5:02 pm
ciao grande!!!!!!!!! mi piace come scrivi e cosa scrivi quindi sei un grande!
so che mi potrai aiutare per avere qualche informazione in piu.
io voglio andare in giappone.
vorrei lavorare per un’ anno la.
ho una laurea in scienze politiche e ho lavorato a sydney un’anno come aiuto manager di un ristorante.
come faccio ad avere un permesso di lavoro??
devo trovare una sponsorizzazione?
io sarei disposto a fare anche il cameriere, barista, qualunque cosa!
il giappone è un mio sogno ricorrente come lo era l’australia.
solo che la era possibile fare un visto lavorativo in giappone credo sia piu complicato!
potrei andare in giappone come turista e poi avere un permesso di lavoro li?
potresti darmi una mano con queste informazioni??
veramente bella relazione e ancora complimenti per la descrizione minuziosa ma mai banale che hai fatto di quella terra meravigliosa.
dario
August 15th, 2008 at 12:53 pm
Ciao
ma sei riuscito a entrare in qualche locale di divertimento con ragazze?
a me non fanno entrare! richiesta banale ma se hai qualche consiglio dammelo
August 15th, 2008 at 1:49 pm
@ Dario: Per lavorare in Giappone è necessario avere una sponsorizzazione come hai scritto. Cercare un lavoro da fuori o entrare in Giappone con il visto turistico (90 giorni) e cercarlo in loco. Insegnanti di italiano sono sempre ricercati, anche camerieri ma ho sentito svariate lamentele per come vengono trattati dai datori di lavoro.
E’ possibile trovare qualche lavoretto sulle bacheche dei centri culturali ma raramente si tratta di impieghi dove ti danno il visto. Avere il visto è difficile, o meglio, è difficile che te lo diano se non hai qualcuno che ti faccia da garante.
@ Lorenz: Sono entrato in quei luoghi dove si parla… infine sono riusciti a trascinarmici dentro. E’ difficile che ti facciano entrare se non sei almeno in compagnia di altri giapponesi che garantiscono per te.
Se parli giapponese e dici di conoscere le maniere e il sistema del locale potresti avere qualche possibilità in più di entrare.
August 15th, 2008 at 2:17 pm
Ciao Dario
conosci qualche locale della specie ad utsunomiya o qualche italiano che vive li?
grazie
November 15th, 2008 at 9:01 pm
ciao,mi piace come scrivi e cosa hai scritto,ho fatto 2 viaggi in giappone da solo e ho visto cio’ che hai descritto,spero di conoscerti un giorno.ciao paolo
November 17th, 2008 at 5:18 pm
Ciao Paolo, grazie per essere passato da queste parti
Magari un giorno, se passi per Osaka, ci facciamo una birretta
November 28th, 2008 at 8:14 am
ps:servono molti soldi per iniziare una nuova vita li?
grazie per tutte le info che mi fornisci,un abbraccio e A PRESTO!
November 28th, 2008 at 11:51 am
Ciao Giuseppe,
innanzitutto grazie per essere passato per questo blog
Se sono nei paraggi sarò ben lieto di incontrarti, magari per un caffè o una birra giapponese.
Penso che Tokyo sia perfetto per chi intende iniziare il proprio soggiorno in Giappone. Tokyo offre molto di più di quanto possa offrire un’altra città giapponese. Poi, magari in un secondo momento, si può sempre decidere di cambiare città e andare a vivere altrove. Il giappone offre molto ma bisogna saper adattarsi.
November 30th, 2008 at 2:32 pm
grazie a te, per avermi risposto!
non vedo l’ora di partire,per venire li!
ps:basteranno 10000euro per iniziare una nuova vita li?
a presto e grazie ancora!
December 1st, 2008 at 1:25 am
Ciao Giuseppe,
difficile dirlo… dipende da tante cose. Per vivere in Giappone si necessita di un visto (lavorativo, di studio o quello che si riceve sposando un cittadino giapponese). Poi se riesci a trovare un lavoro tutto diventa più facile ma rimane il problema casa.
dipende dal lavoro e se hai un posto in cui abitare. Aprire un’attività propria diventa più difficile se non hai qualche aiuto da un/a giapponese.
January 8th, 2009 at 8:03 am
[...] Jappone – I miei primi 10 anni in Giappone [...]
January 8th, 2009 at 9:01 am
[...] http://www.jappone.com/blog/2008/01/09/i-miei-10-anni-in-giappone/ [...]
March 6th, 2009 at 8:50 pm
March 26th, 2009 at 3:04 pm
March 26th, 2009 at 3:06 pm
March 27th, 2009 at 4:32 am
lavoro principalmente nei grandi magazzini durante eventi italiani o artigianali
March 27th, 2009 at 9:10 am
Ciao, grazie per la risposta sollecita.
Adesso anche io vivo in Giappone (ho sposato una giapponese) , puoi suggerirmi dove posso rivolgermi per un lavoro ad Osaka ? In Italia ho cavalcato la tigre dell` edilizia per 20 anni, adesso ho proprio voglia di un lavoro semplice e il piu` modesto possibile.
Complimenti per i tuoi scritti, spero di poter vivere anche io una parte delle tue esperienze.
Ciao,
paolo
March 27th, 2009 at 4:00 pm
Ciao a tutti!Vorrei poter lavorare in Giappone, anche lavoretti semplici, ma non so come fare col visto. So delle enormi difficoltà che si sono per ottenerlo, ma possibile che non ci sia una via diciamo piu facile? Se volete potete risp sulla mia mail piuma1983@yahoo.it
March 27th, 2009 at 4:01 pm
Anche una scimmia cade dall’albero… il mio proverbio giapponese preferito! grande!!!;-)
March 28th, 2009 at 1:25 am
@ Paolo: non è facile trovare lavoro in giappone (come nel resto del mondo suppongo). Se trovi la rivista Kansai Time Out ci puoi trovare delle offerte di lavoro. Altrimenti c’è un depliant gratuito che dovrebbe chiamarsi qualcosa come Kansai Fleat Market (ma non sono sicuro) dove si trova un po’ di tutto (viene distribuito anche alla libreria Kinokuniya di Umeda alla cassa). Altro modo potrebbe essere andare a vedere la bacheca degli annunci nei centri internazionali come ad esempio l’international house a Tanimachi 9 Chome (Uehonmachi). Di solito si tratta di insegnanti di lingua comunque. Altro modo potrebbe essere di chiedere nei ristoranti italiani se hanno bisogno di una mano.
@ Daniele: idem quanto sopra. Per il visto c’è bisogno di un garante o aver un lavoro a tempo indeterminato. modo più facile per averlo: sposarsi
ma alla lunga non è detto che sia la cosa più facile
March 28th, 2009 at 2:33 am
March 28th, 2009 at 2:35 am
March 28th, 2009 at 9:17 am
@ Paolo: per un drink sempre disponibile… specialmente se si tratta di una bionda
Happy Hour dovrebbe esistere ma non sono sicuro se la applicano ancora. A dire il vero esco poco la sera quando sono a Osaka… della serie “quando i bambini sono ancora piccoli”
March 29th, 2009 at 10:08 am
ciao. buon per te che vivi in giappone. io sono pronta a fare la sguattera pur di abitare in giappone. che invidia
June 7th, 2009 at 5:08 pm
Ciao! Sto ammazzandomi per cercare di venire a vivere in Giappone. Sono laureato in lingua e cultura giapponese, mi piacerebbe poterci vivere anche x migliorare la lingua. Sapresti darmi qualche informazione? Ti lascio la mia mail, se non disturbo…. magari ne parliamo meglio! piuma1983@yahoo.it
In bocca al lupo!!!
June 24th, 2009 at 10:41 pm
Ciao senti volevo sapere alcune cose.^ tu in cosa sei laureata?
quale scuola per apprendere la lingua giapponese sei andata?Shibuya gaigo?
Hai ricevuto il visto studentesco lì oppure qui in italia?Mentre per quello lavorativo devi tornare in italia per averlo o fare tutto in giappone??Avrei tante domande da farti perciò contattami ti lascio la mia mail: sa-san@live.it
June 25th, 2009 at 3:38 pm
ciao avrei delle domande particolari da farti contattami per favore… ps letto tutto di un fiato l’articolo, complimenti fluido coinciso e molto significativo, ho trovato molti riscontri per il fatto che sono stato due volte in giappone anke se la mia esperienza non è per niente paragonabile alla tua che sei li da 10 anni
July 3rd, 2009 at 8:44 am
b
Ciao a tutti, mi presento sono una mamma di 45 anni, questa estate mio figlio di 18 anni è stato invitato in Giappone a Tokyo a casa di suo padre che vive e lavora li. Devo essere sincera quando mi ha chiesto il permesso di questa chiamiamola “gita fuori porta” sono rimasta “stranita” in quanto Arash e cosi che si chiama mio figlio l’altro anno si è limitato ad andare 20 giorni in Finlandia (ovviamente e già stato fuori casa per viaggi Galles, Ken, Scozia, UK, Francia etc ma il Giappone è troppo lontano (12 h. di Viaggio) e poi per 3 settimane! Spero di aver trovato un blog dove io possa essere rincuorata da Madre e sopratutto avere un contatto con gente che vive lì e potrebbe rassicurarmi visto che sono proprio in ansia!!!!!! Ringrazio sin da ora a chi potrà rispondere al mio post e spero di sentirvi tutti i giorni in particolar modo dopo il 13/luglio data di partenza di mio figlio.
Un
saluto a tutti.
Vera C.
July 3rd, 2009 at 9:04 am
Volevo rettificare che:l’invito lo ha ricevuto da un suo amico (Ruggero)che ogni annno va a trovare suo padre che vive e lavora a Tokyo.
Vera
July 28th, 2009 at 12:54 pm
mi incuriosisce moltissimo sapere di un italiano che cerca di condividere con franchezza ed obbiettività le sue esperienze ed il suo amore per il Giappone. Grazie
August 15th, 2009 at 4:29 pm
ciao a tutti.
mio figlio guido e’ partito ieri 14 agosto per Sapporo per un corso di studi di 2 mesi in preparazione della laurea. magari se non disturbo qualche volta ci possiamo sentire. un saluto a tutti.