E la Pasqua in Giappone dove sta?

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Un fine-settimana particolarmente lungo (come forse un po’ troppo lungo sarà questo post… forse avrei fatto meglio a dividere i vari “giorni”), ma piacevole, quello appena trascorso. E questo non di certo perché è Pasqua. In Giappone la Pasqua non esiste e se non me lo dicevano non ci avrei manco pensato.
il finesettimana “lungo” è iniziato giovedì scorso che era giorno festivo. In Giappone si celebrava il Shunbun-no-hi (equinozio di primavera), una festività di cui le origini sono tuttora incerte. Il giorno è stato reso festivo durante il periodo Meiji (1868-1912). Una giornata per le riunioni di famiglia e per visitare i defunti. Si dice che quando il giorno ha la stessa durata della notte (come avviene durante gli equinozi), il Buddha appare sulla terra per salvare le anime perse. In questa occasione si usa offrire sake e cibo ai propri antenati ma anche i botamochi (dolci di riso ricoperti con marmellata di fagioli) ad amici e vicini di casa. Con il Shunbun-no-hi comincia finalmente la primavera e coincide con lo sboccio dei primi fiori di ciliegio.
Per quanto mi riguarda niente riunioni di famiglia e niente visite ai morti.

yakkun.jpg biffy.jpg
Le due mascotte di Yakult: Yakkun e Biffy
Quella a sinistra più che una mascotte per un yogurt da bere
sembrerebbe la mascotte di un preservativo
:twisted:

Abbiamo colto l’occasione per una gita nei pressi di Kyoto. Per la gioia dei bambini siamo andati a vedere la Yakult. Credo che la maggior parte di voi la conosciate… ho visto della pubblicità tempo fa su molti siti italiani che parlano del Giappone. Si tratta, da quanto ho capito, di una bibita con probiotici che aiuta la digestione e il naturale equilibrio della flora batterica intestinale. In casa la usiamo per i bambini nella speranza che crescano sani e forti :grin:
Un tipo di yogurt da bere che deriva da una miscela di latte scremato con un particolare tipo di batteri Lactobacillus casei ceppo Shirota. La Yakult Honsha Co. è stata fondata da Minoru Shirota. Attualmente la vendita di prodotti Yakult avviene in 28 paesi, tra cui anche l’Italia (dal novembre 2006), ma la coltura batterica arriva dal Giappone, indipendentemente dal luogo di produzione.
La visita all’azienda è stata molto interessante e mi ha convinto di provare il prodotto di prima persona. La Yakult non produce solo questo yogurt da bere e da poco ha immesso nel mercato altri tre tipi di bevande contenenti della bifiene, particolarmente importanti per il benessere dell’intestino. Mi sembra di fare pubblicità oscura :smile:
Dopo il mini-seminario finale abbiamo ricevuto dei prodotti di prova e dei piccoli omaggi. Magari farò un post a riguardo con alcune foto e magari un filmatino.

Yakulto - sede di Kyoto laboratorio Yakult.

Siamo andati in un ristorante per il pranzo per poi prendere il treno e andare alla stazione di Fushimi-Inari che si trova poco distante. La seconda parte della giornata di giovedì era dedicata alla visita ad uno dei templi più suggestivi di tutto il Giappone. Io ci sono andato per la prima volta e devo ammettere di essere stato colpito dalla magnificenza.

Fushimi Inari Taisha chilomentri di sentieri e migliaia di torii Fushimi Inari Taisha un “piccolo” visitatore e un monaco shintoista

Il Fushimi-Inari Taisha (vedi breve descrizione che ho scritto sul sito) è a capo di circa 30.000 templi Inari sparsi in tutto il Giappone ed è venerato dalla gente come divinità della raccolta. Noto soprattutto per il numero di torii che accompagnano i sentieri che portano fino in cima al Inari-san (monte Inari). Migliaia di torii donati dalla gente durante i secoli, uno dopo l’altro per chilometri! Ho provato sensazioni indescrivibili e vi rimando ad una piccola galleria fotografica che ho fatto per l’occasione. Abbiamo scalato tutta la montagna e visto un po’ tutto… eravamo tra gli ultimi a scendere e cominciava a farsi sera.
Purtroppo cavi elettrici e venditori automatici rovinavano un pò lo stupendo panorama e non sempre è possibile scattare le foto che più vorremo. Ma tutto questo sono piccole cose in confronto a quello che si può ammirare.
L’ingresso è libero ed è aperto 24 ore su 24. Facilmente raggiungibile da Kyoto (5 minuti di marcia dalla stazione centrale della JR) o da Osaka prendendo la linea Keihan.
Siamo poi tornati a Osaka dove ci siamo fermati a mangiare monja-yaki, okonomiyaki e ottimo yaki-soba… il tutto accompagnato da un paio di birre.

Fushimi-Inari Taisha Fushimi-Inari Taisha
Alle prese in una preghiera - La volpe con in bocca la chiave
la chiave è il simbolo della chiave del granaio

Il venerdì non era festivo ma ci siamo presi la giornata libera per vedere la cerimonia di chiusura dell’asilo. Da aprile mio figlio frequenterà la prima elementare.
Questo tipo di cerimonie non godono della mia simpatia. Ho l’impressione di essere in caserma. Il modo di parlare autoritario, l’implotonamento dei bambini, gli ordini di “attenti”, “seduti”, “dietro front” e “in piedi”, inno nazionale con bandiera (tutti OBBLIGATI, genitori compresi, ad alzarsi e fissare l’Hinomaru), discorsi preconfezionati freddi ed artificiosi (decisamente assurdo un’insegnante delle elementari maschio che cercava di addolcire le sue frasi con la particella “ne” parlando come un robot, piatto e visibilmente annoiato), clima rigido e freddo… mi ero ripromesso di non andarci più ma talvolta conviene far bel viso. Non credo che in Italia si accetterebbe una cosa del genere!
Il mese prossimo si farà il bis con le cerimonie di apertura anno scolastico. Non mi stupirei più di tanto se introducessero l’obbligo di gridare “Tenno Heika Banzai:twisted:
Dopo la parentesi scolastica, io e mia moglie siamo andati all’opera. Mia moglie ci teneva molto… lo spettacolo di scena era quello che aveva visto tanti anni fa a Londra quando ci eravamo conosciuti. “Phantom of the Opera” è di scena all’Herbis Plaza di Osaka (Osaka Shiki Theater), dove avevo già potuto ammirare “Mamma Mia” (con le musiche degli ABBA) qualche anno fa. Siamo riusciti a trovare due bei posti a sedere (10.500 yen a testa :???: ) e ho anche cercato di fare qualche foto per il blog… ma mi hanno beccato e ho dovuto cancellarle :mrgreen:
Il pieno in sala… e non è sempre facile trovare posti liberi… bisogna prenotare in buon anticipo.

Phantom of the opera a Osaka l’unica foto consentita :evil:

E’ sempre affascinante ed interessante sentire i musical eseguiti in lingua giapponese (vedi filmato promozionale in fondo a questo post). Non sono di certo un gran conoscitore ma la bravura della troupe era di un livello veramente ottimo. I registi occidentali sembra abbiano fatto il possibile per renderlo il più fedele possibile alla versione occidentale. Ciò che mi ha colpito maggiormente tra il pubblico non è tanto il fatto che quasi il 100% era prevedibilmente di sesso femminile ma che tra queste “femminucce” non poche erano veramente anziane! A tratti il volume della musica era veramente alto (specialmente la parte con l’organo Taaaaa-ta-ta-ta-ta-taaaa :mrgreen: ) e il pericolo che si prendessero un colpo poteva, secondo me, non essere neanche tanto remoto. Venti minuti di pausa davano la possibilità per un caffè veloce e una visitina al bagno. Una fila lunghissima per il bagno delle signore con tanto di staff predisposto con la bandierina per segnalare il punto in cui mettersi. “Prego, da questa parte per fare la fila! Circa un’ora di attesa“, vi giuro! Diceva proprio che c’era un’ora di attesa per andare al bagno!

Un sabato tranquillo
Lezione di pianoforte per i bambini e poi, dopo aver preparato il pranzo, un pomeriggio al parco giocando a pallone. Finalmente non fa più freddo e per fortuna non fa ancora quel caldo che inevitabilmente arriverà tra qualche mese.

Ieri, domenica, siamo andati a vedere un’esposizione dedicata alle metropolitane e vecchi autobus. L’esposizione era aperta solo ieri e si trovava nella zona di Morinomiya, poco distante dal castello di Osaka. E’ un centro per la manutenzione e riparazione delle carrozze delle linee metro di Osaka. Una grande folla e molti “otaku” del settore. Uomini sulla quarantina muniti di macchina fotografica impegnati a fotografare in ogni particolare gli oggetti in esposizione.
Interessanti anche diversi poster d’epoca che pubblicizzavano le nuove linee metro. La prima linea metro di Osaka è la linea Midosuji che collegava Shinsaibashi a Umeda nel 1933.

guardia Una delle guardie presenti all’evento metro d'epoca Sennichimae Osaka Una carrozza d’epoca della linea Sennichimae vecchia mappa metro Osaka vecchia mappa delle linee metro a Osaka

Abbiamo poi mangiato udon a mezzogiorno (mia figlia ha optato per il Kitsune-udon che si sarebbe dovuto mangiare al Fushimi-Inari Taisha).

Nel pomeriggio abbiamo colto l’occasione per visitare il museo dedicato alla pace che si trova a pochi minuti a piedi. Il “Peace Osaka” (Osaka International Peace Center) si trova a Morinomiya, a sud del castello di Osaka e tratta ovviamente i temi legati alla pace. Entrando nel museo si nota sin da subito il carattere bellico, la guerra in generale da dover evitare per poter vivere tranquillamente in pace. Personalmente mi aspettavo di vedere qualcosa di più “internazionale” o comunque di qualcosa di più generale. Invece la maggior parte delle esposizioni incentravano la distruzione della città di Osaka durante i raid aerei durante la seconda guerra mondiale.

Osaka Peace museum akagami, usato per il richiamo alle armi Osaka Peace museum tipo di bombe usate per il bombardamento di Osaka

Se da una parte si ammettevano le ingiustizie commesse dai giapponesi nel continente asiatico, dall’altra si nota il vittimismo nipponico. Molto è incentrato sui danni subiti, dalla miseria degli abitanti di Osaka, delle sofferenze dei soldati giapponesi etc… per carità, nulla di male in tutto ciò, anzi… ma direi che il nome del museo dovrebbe cambiare in qualcosa di maggiormente appropriato. Nonostante il giorno festivo, al museo eravamo pochi, anzi pochissimi. Nella sala grande davano un filmato sui bombardamenti dei B-29. Eravamo in 16. Più pace di così…

Tra la visita alla Yakult, tempio Fushimi-Inari Taisha, cerimonia all’asilo, opera, esposizione mezzi di trasporto e infine museo della Pace, il fine settimana è stato abbastanza positivo… tra qualche giorno poi mi aspetta uno degli spettacoli che più apprezzo: il Miyako Odori che inizierà a Gion il primo aprile. Non vedo l’ora… come ogni anno.

Per finire un breve video di promozione per il musical “Phantom of the Opera” a Osaka

Un finesettimana tra bunraku, omiai e White Day dimenticato

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Partiamo dall’inizio: venerdì 14 marzo. Venerdì si celebrava il “White Day“, l’evento che avevo preannunciato nel post sulla festa di San Valentino. Ebbene me ne sono perfettamente dimenticato :???:
Pensavo ad un post veloce per ricordarlo e un pensierino per mia moglie… e invece nulla.
Me ne sono accorto quando la sera mia moglie torna a casa dal lavoro con due borse piene di cioccolatini e altri oggetti ricevuti dai compagni di lavoro. E che dovevo fare? Ho fatto finta di niente che era meglio, la figuraccia non me la levava nessuno.
Niente di grave, festeggiamo praticamente ogni anno un San Valentino un po più romantico di quanto lo sia in generale qui in Giappone e il “White Day” non lo abbiamo mai preso sul serio… ma un piccolo pensierino magari ci poteva stare comunque. Sarà per l’anno prossimo.

teatro bunraku a Osaka Una scena del teatro bunraku

Erano quasi due anni che non andavo a vedere uno spettacolo di Bunraku. Ricordo la prima volta circa 13 anni fa: io che cercavo di capire qualcosa (ma non capivo assolutamente nulla) mentre mia moglie (e metà sala) dormiva tranquillamente. Uno spettacolo che durò diverse ore… non ricordo quante ma credo poco oltre 3 ore.
Sabato ho avuto l’opportunità di vedere uno spettacolo bunraku organizzato in un albergo del centro e ci sono andato con tutta la famiglia. Uno spettacolo composto da due recite con una pausa tra le due in cui due maestri hanno spiegato i vari ruoli, modi e storia di questa arte tipica di Osaka. Il primo maestro descriveva la storia del teatro dalle sue origini, il modo in cui sono fatti i burattini e di come si manovrano. Accenni sul tipo di narrazione da usare durante lo spettacolo con alcuni esempi pratici. L’esempio della risata “bunraku” ha fatto giustamente sorridere tutta la sala. Il secondo maestro invece ci illustrava lo shamisen usato in bunraku e sul come si suonano le varie note per accompagnare il narratore. Ci fa vedere lo strumento e ne descrive le parti aggiungendo che lo shamisen viene costruito con legno e ricoperto da entrambi i lati con pelle di gatto o di cane.
Il musicista dello shamisen aiuta inoltre, con alcuni versi vocali, il narratore durante i passaggi più difficili.
La città di Osaka va fiera del loro teatro tradizionale e turisti cercano di vedere uno di questi spettacoli prima di lasciare Osaka.
Per chi non conosce il bunraku o non ne ha mai sentito parlare aggiungo solo che si tratta di un teatro giapponese nato nel 1684 a Osaka in cui si usano delle marionette abbastanza grandi manovrate da tre manipolatori.
Tre sono gli elementi che compongono il teatro bunraku:
- Ningyutsukai, che sono i tre manipolatori. Il maestro (omozukai) usa la sua mano destra per muovere il braccio destro della marionetta. Il maestro viene aiutato da due aiutanti vestiti e incappucciati in nero. Uno è l’aiutante di sinistra chiamato hidarizukai (hidari significa sinistra)e usa la sua mano destra per muovere il braccio sinistro della marionetta. Il secondo aiutante, il ashizukai (ashi significa gamba), serve per muovere le gambe delle marionette.
nota: le marionette che raffigurano personaggi femminili non hanno le gambe e il ahizukai simula i movimenti delle gambe con le sue mani inserite all’interno del vestito usato.
- Tayu, il narratore. Il narratore da la voce ai burattini cambiando tono a seconda del personaggio che interpreta.
- Suonatore Shamisen. E’ seduto di fianco al narratore.

Lo spettacolo è stato piacevole e divertente. Sono rimasto sbalordito dall’alto numero di mani che si sono alzate quando uno dei maestri ha chiesto agli spettatori in sala chi vedeva un’esibizione bunraku per la prima volta. Credo di non esagerare se dico che un buon terzo della gente ha alzato la mano. Pensavo che quasi tutti avessero vissuto l’esperienza di vedere uno di questi spettacoli almeno una volta. Aggiungo che la maggior parte dei presenti erano di una certa età.

tayu bunraku Il narratore all’opera
la performance è particolarmente faticosa e necessita di lungo allenamento

Essendo fuori casa abbiamo optato per una cena in un ristorante. Mia moglie, da perfetta giapponese, aveva già pronte alcune opzioni con tanto di mappa: ristorante italiano oppure udon. Abbiamo deciso per la seconda opzione anche perchè a mezzogiorno, da buon italiano, avevo preparato la pasta al pesto genovese :cool:
Tra i diversi piatti ho scelto un ottimo “katsu-kare-udon”, una cotoletta con sopra la salsa curry e il tutto in mezzo a ottimi udon bollenti. Il piatto mi sembrava abbastanza originale ma quello che maggiormente mi ha colpito erano le dimensioni :shock:

Katsu kare udon La birra sembra minuscola in confronto

Una domenica primaverile tranquilla quella di ieri. Tempo stupendo, l’ideale per una passeggiata al parco con i bambini… ma non prima di essere andati al MacDonald per i “Happy Set”. Una volta al mese li porto al “Makudo” come avevo loro promesso così possono farsi timbrare la member card e ricevere un regalino :???:
mia moglie era impegnata per un omiai… nel ruolo di nakodo (ci tengo a precisarlo :mrgreen: ). Omiai è una tradizione giapponese in cui due sconosciuti di sesso opposto vengono fatti conoscere con lo scopo di trovare la seconda metà. Dopo essersi conosciuti, con l’aiuto di altre persone, ed in particolare il nakodo, considereranno l’eventualità di uscire insieme ancora e magari arrivare al matrimonio. E’ un tema su cui tornerò con un post o un articolo specifico comunque.
era da un po’ di giorni che mia moglie cercava di mettere insieme tutti i dettagli dell’incontro. L’uomo era un conoscente di mia moglie di 33 anni… timido e ovviamente scapolo. La ragazza invece era la figlia ventinovenne di un collega di lavoro. Mia moglie ha visto solo la foto e non la conosceva personalmente. Il padre era preoccupato per l’età ormai avanzata e aveva cercato aiuto in ufficio trovandolo in mia moglie.
L’ora fissata per l’incontro era le 13:30 nella zona di Namba (centro di Osaka). Ultimi messaggi al cellulare tra mia moglie ed il trentenne timido. Questo non sapeva dove portarla e che cosa fare… desiderava qualche consiglio. Il piano era che mia moglie li facesse conoscere, come d’usanza in un caffè elegante, per poi lasciarli soli. Alle 11:00 lui era già a Namba, teso e preoccupato per ciò che lo aspettava oltre 2 ore dopo. Non trovandosi pace ha comprato due biglietti per un film al cinema… ci sarebbe andato con la sua eventuale futura ragazza il giorno stesso. Orario del film: 13:30! :shock:
Ora io non so se è normale una cosa simile ma incontrare per la prima volta una ragazza che desidera trovare un fidanzato e portarla subito al cinema senza neanche scambiarsi un paio di parole mi sembra molto strano. Dovevano conoscersi alle 13:30! Dovevano sapere chi avevano davanti e scambiarsi alcuni “dettagli” e lui invece la porta al cinema. Neanche il momento per le presentazioni… lo faranno dopo probabilmente. Non nego che mi sarebbe piaciuto vedere gli occhi di lei appena arrivata all’incontro.
Già immagino la scena.
Lei “Hajimemashite, mi chiamo…
Lui: “Eto… chotto… uhm, scusami ma non c’è tempo per queste cose… il film sta per cominciare!
Com’è andata a finire non lo so… dopo il film andavano nella zona di Dotonbori per visitare il Dotonbori Gokuraku e mangiare qualcosa di tipico di Osaka. Se son rose fioriranno e almeno una cosa in comune comunque ce l’avevano: trovare l’anima gemella.
Già in passato mia moglie aveva fatto da nakodo e la cosa andò a buon fine. Mia moglie ed io abbiamo fatto da testimoni alla cerimonia shinto e ci siamo seduti al tavolo degli sposi durante il banchetto. Adesso hanno due figli e sembrerebbero felici e contenti (il condizionale è comunque d’obbligo).

Ho girato un mini filmato film sullo spettacolo bunraku che vi invito a vedere.
Notate le due marionette manovrate da tre uomini ciascuna e le espressioni del narratore. Era sudato fradicio dopo la sua impegnativa performance.

Riflessioni: quando arroganza e autorità ne fanno da padrone

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E’ giunto il momento per esprimere alcune mie riflessioni. Un post che a qualcuno potrà non piacere ma che non è ne una critica tanto meno un giudizio quello che voglio dare. Semplici riflessioni su situazioni che ho potuto osservare diverse volte.

In un bagno turco entra un giovane signore e trovandosi solo si mette nel posto più comodo. Dopo pochi istanti entra un signore distinto con un fare sicuro e il giovane uomo non perde tempo e si sposta immediatamente per cedere il posto. Non basta: il nuovo entrato lo sgrida chiedendogli come si era permesso di sedersi nel posto migliore. Poco dopo entra uno di quei giovani appena arruolati della yakuza, uno di quei chinpira che vediamo girare in moto. Ovviamente gasato e con aria minacciosa si dirige verso “quel” posto, cioè il posto migliore all’interno del bagno turco. Inutile ribadirlo, il signore di prima con fare umile toglie il disturbo e si mette vicino a colui che si era spostato prima.
Il giovane chinpira vede l’effetto che ha avuto e continua a gasarsi offendendo quello che si era seduto nel “suo” posto.
Non passa molto tempo che la saletta continua a riempirsi. Entra un giovane della yakuza con un bel tatuaggio sul braccio. Il giovane chinpira, quasi in ginocchio, si toglie dal suo posto e si avvicina agli altri due. Il giovane della yakuza con estrema calma, fumando una sigaretta, convince “con le buone” che nessuna debba mai e poi mai prendersi la libertà di sedersi sul “suo posto”. I tre rimangono a testa bassa scusandosi per le loro malefatte.
Si apre la porta ed entra un capo yakuza con tatuaggi su tutto il corpo… sigaro in bocca. Inutile dire, il giovane della yakuza è colto da terrore e con estrema prudenza si sposta verso gli altri tre.

Questa è una scena comica che ho visto qualche giorno fa alla televisione e che mi ha risvegliato alcune considerazioni che avevo fatto in passato.
Il rispetto sempre e comunque verso il più forte, verso colui che nella scala gerarchica si trova più in alto. Un aspetto che noi tutti conosciamo e che vediamo nella realtà e non solo nelle scene comiche.
Nella scena sopra descritta, per quanto banale possa sembrare, vediamo altri aspetti tipici della società giapponese. Ovviamente generalizzando, il giapponese medio, quando può e la situazione lo consente, sa essere estremamente arrogante. Questa è una tendenza che ho notato, osservato e vissuto diverse volte qui in Giappone. E’ una tendenza che il sistema nipponico prevede ed incoraggia.
Una situazione che si conferma in diversi luoghi: negli uffici gli “arubaito” (lavoratori part-time) devono temere gli umori dell’impiegato, quest’ultimo a sua volta deve temere quelli dell’impiegato più anziano… poi a seguire il capoufficio, il butcho, sacho e tencho… Ovviamente nelle aziende e negli uffici si cerca di mantenere l’armonia e scatti di ira verso il proprio inferiore sono rari… ma l’autorità (con una buona dose di arroganza) si fa’ sempre e comunque sentire.
E a seconda della situazione l’atteggiamento cambia completamente… la cosa è comprensibile ma comunque buffa e la scena comica alla TV ha colto la situazione molto bene.
Rispetto e sottomissione al più forte, paura e umiltà estrema dinnanzi alle arroganze altrui. Nel caso in cui l’autorità non è meglio definita, questa viene vinta da chi alza per primo la voce… altro aspetto che alla televisione viene spesso evidenziato.

Paura e rispetto per i “cattivi”
Avrete sentito dei fascisti ed estremisti di destra presenti nelle città e che viaggiano in corriere nere. Con arroganza posteggiano le loro corriere sui marciapiedi pubblici, disturbano la quiete pubblica sputando i loro veleni nei microfoni e intralciano il traffico. Eppure nessuno avrà mai il coraggio di dire o fare nulla. Questo i “terroristi” lo sanno e quindi possono permettersi di fare ciò che fanno. La polizia non si muove, non conviene metterseli contro… dopotutto anche i poliziotti potrebbero avere moglie e figli a casa. Nessuno chiederà ad uno di questi estremisti o ad uno della yakuza di far silenzio.

Se la situazione lo permette, uno tende a far valere la sua posizione con arroganza.

Questo aspetto della cultura giapponese che prevede l’uso di arroganza nelle situazioni che lo permettono non è bene conosciuto all’estero o tra gli stranieri che si fermano in Giappone per studio o vacanza ma si tratta di una di quelle regole non scritte ma in vigore.
Se si ha la certezza che una determinata persona è “inferiore” (scala gerarchica) e non si dovrà mai essere legati ai suoi favori si potrà trattarla da inferiore… nessuno si oppone. Questo potrebbe anche includere umiliazione se ritenuto necessario, trattarlo comunque con una certa freddezza e distanza. Questo vale particolarmente nel mondo del lavoro ma può essere valido anche al di fuori.

Nel caso invece in cui non si è certi se in un futuro la situazione tra due persone potrà cambiare e attualmente si è “pari grado”, questa verrà sempre trattata con un sorriso.

Il sorriso diventa quindi la prima cosa che vedremo sul viso di un giapponese quando lo incontreremo per la prima volta. I sorrisi verso i nostri confronti continueranno ad esserci anche in futuro… finchè la situazione non cambierà dando la possibilità ad uno dei due di fare e dire cose che prima non si poteva.

Sento spesso parlare di stranieri che arrivano in Giappone e poi al rientro raccontano di quanto i giapponesi conosciuti lo abbiano trattato bene e di quanto tutti gli volevano bene. Sicuramente vero, i giapponesi non sono secondi a nessuno per quanto riguarda gentilezza ed ospitalità. Può far piacere essere accettati e trattati bene ma questo spinge l’individuo a non riflettere bene e obiettivamente sulle cose.
Certe domande uno semplicemente non si fa:
- Ma perché tutti mi volevano bene? (senza manco conoscermi!)
- Perché risultavo simpatico a tutti? (eppure non risulto simpatico a tutti a casa mia)
- Perché dicevano tutti che sono intelligente e conosco tante cose? (ho parlato del più e del meno e che mi piace il Giappone)
- Perché tutti mi trovavano carina/o? (nel mio paese sono pochi a pensarlo)
Non è strana la cosa? Sono veramente una persona così adorabile? Sono veramente cosi simpatico a tutti? Sono veramente tanto bello e carino?
La gentilezza e ospitalità dei giapponesi non deve essere fraintesa con la realtà delle cose. Nessuno di noi è simpatico a tutti, più bello e più intelligente degli altri. Eppure è proprio il contrario di ciò che diversi stranieri arrivano genuinamente a pensare di se stessi dopo essere stati in Giappone. L’autostima sale alle stelle.
(Chiusa parentesi)


“Capo! Perché ci tratta sempre con cortesia?”

Questa la domanda che secondo un direttore straniero in un’azienda giapponese ha definito shoccante. “Vogliono che li tratti male, con autorità…vogliono essere trattati con freddezza perché è così che un capo deve essere secondo il sistema giapponese“.

Se da una parte uno la sua posizione la fa valere con arroganza, dall’altra sembrerebbe che si tratta di un atteggiamento che uno si aspetta. Fare il capo significa essere autoritario.
La società giapponese non ha conosciuto altro nella sua storia. La scala gerarchica che ha sempre fatto parte di ogni aspetto della vita. Il periodo Edo, il periodo Meiji, prima e durante la guerra mondiale, il dopoguerra, il periodo di crescita economica, periodo di stagno economico… il più forte, quello con lo status maggiore può calpestare il più debole.
La freddezza e arroganza di cui sono, mio malgrado, stato testimone in diverse occasioni è stata shoccante ma mi ha fatto aprire gli occhi e capire tante cose. Persone con incarichi importanti, ben composti ed eleganti vederli cambiare da un momento all’altro diventando isterici e offensivi verso i propri subalterni.
Mi ritengo decisamente fortunato di non essere impiegato in un’azienda giapponese. Non avrei la pazienza di sottostare ai soprusi per lungo tempo. Non tutti hanno questa fortuna e quindi conviene abbassare la testa e sopportare in silenzio… poi un giorno, con l’anzianità, uno potrà scaricare le frustrazioni sui nuovi arrivati. Chi invece accetta la situazione con naturalezza e riesce magari pure a trovarla “giusta” non avrà mai problemi.

anche le lattine vuote aiutano a sopravvivere

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Ricordo come una delle cose che mi hanno stupito una volta trasferito in Giappone è il numero di persone indaffarate a raccogliere lattine vuote e a caricarle sulla propria bicicletta.
Nella zona di Osaka in cui abito, tale “usanza” viene tenuta il giovedì e mentre porto mio figlio all’asilo incontro una media di 7-8 persone. Grossi sacchi di plastica che contengono centinaia di lattine vengono caricate sulle biciclette per poi essere portate al centro di raccolta di alluminio.
La gente usa mettere le lattine vuote in borse di plastica e poi le deposita sulla strada il giovedì mattina. I raccoglitori passano con una bicicletta (talvolta con un carretto) e se le caricano. Portandole al centro di raccolta vengono pagati un tot per ogni chilogrammo di alluminio. Non conosco il guadagno ma sembrerebbe che il guadagno giornaliero è di 1.000 Yen (poco più di 6 Euro), circa 1 yen per lattina.
raccoglitore lattine
Si notano quindi in mattinata biciclette stracaricate di lattine che viaggiano lentamente nelle piccole stradine in cerca di ulteriori lattine lasciate sulla strada dagli abitanti del luogo. Inutile sottolineare il fatto che chi raccoglie lattine non è certo un benestante. Spesso gente abbastanza anziana, vestita male e che probabilmente abita in una delle tantissime case costruite nell’immediato dopoguerra, costruite con materiali scadenti, piccole e buie. Atri invece vivono in tende o in cartoni vicino ai parchi.
Inevitabilmente il vedere poveri anziani raccogliere lattine per andare a rivenderle al centro di raccolta alluminio dà una visione meno nobile alla seconda, opps, terza economia mondiale.
Sarà pur vero che il servizio di nettezza urbana si risparmia del lavoro e che la raccolta differenziata dei rifiuti abbia con questa usanza ulteriori punti a favore ma credo anche che uno non debba essere costretto a mettere le mani nei rifiuti per guadagnarsi un pezzo di pane.
Sono certo che un po’ tutti voi che siete stati in Giappone avrete notato queste persone alle prese con la raccolta. Certo, bisogna uscire di casa la mattina per vederli in azione. A mezzogiorno le strade sono pulite e sgombere da qualsiasi rifiuti.
Personalmente ho visto questa particolare abitudine della raccolta lattine solo a Osaka, sarà anche a causa che nelle altre città non giro molto di mattina. Magari qualcuno potrà confermare o meno la cosa. Noto invece che in altre città si usa raccogliere cartoni che vengono trascinati su carretti a due ruote. Questo succede anche a Osaka, specialmente nelle zone dei grandi centri commerciali. La raccolta lattine invece avviene maggiormente nelle stradine laterali e ovviamente nelle zone abitative.
raccoglitore lattine
Chi sono i raccoglitori di lattine?
Spesso persone anziane che nella vita non hanno avuto un lavoro stabile. Lavoro occasionale o a giornata grazie alle yoseba che oggigiorno invece possono dare sempre meno supporto. Lavoro nel mondo delle costruzioni che con lo scoppio della bolla speculativa è venuto a mancare (il 55,2% dei senzatetto arriva da tale industria del lavoro). Spesso dei senzatetto che dormono nei parchi, nei sottopassaggi o nelle stazioni. Età media è di 56 anni.
Una realtà scomoda per una società, quella giapponese, che vive “di facciata”. Una realtà che non bisogna vedere perché disturba la tanto acclamata armonia Yamato! E allora sgombero dai parchi, fuori con i senzatetto!
Infatti, non tanto tempo fa, un’ordinanza del comune ha fatto sgomberare i senzatetto dai parchi pubblici. Se da una parte abbiamo i parchi più puliti, dall’altra abbiamo persone che non hanno un posto in cui stare. Per vivere, o meglio, per sopravvivere raccolgono lattine, cartoni e manga per poi cercare di rivendere il tutto.
Per queste povere persone i centri sociali prevedono un pasto giornaliero ma per un aiuto dal governo i senzatetto devono avere un domicilio (e a questo punto non sarebbero più senzatetto!).
Mentre ad una foca (Tama-chan) hanno ufficialmente dato, qualche anno fa, la residenza onoraria, ai senzatetto (che sono persone!) non si da il domicilio neanche in un area pubblica.

Hina-Matsuri, la festa delle bambole

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Il 3 di marzo (terzo giorno del terzo mese) è il giorno della festività Hina (Hinamatsuri), la festa delle ragazze/bambine. E’ un giorno per pregare una buona crescita e felicità delle giovani ragazze. Il giorno viene chiamato anche “Momo no sekku” (festa dei peschi) riferendosi alla stagione della fioritura dei peschi seguendo il vecchio calendario lunare. Il 5 di maggio (quinto giorno del quinto mese) viene poi festeggiato il “Kodomo no hi“, la festa dei bambini. Nonostante quest’ultima festa viene festeggiata con un giorno festivo, Il Hinamatsuri invece no. :sad:

hinaningyou5.jpg
il display a sette piani delle bambole Hina
misure: 135 X 174 e 188 cm. di altezza
prezzo: 1,575,000 Yen

Una gran parte delle famiglie con bambine in casa usano mettere in mostra delle speciali bambole chiamate “hina” (Hinaningyou). Solitamente disposte su cinque o sette piani (hinadan) coperti da un tappetino rosso chiamato Mousen, queste vedono in cima l’imperatore “Dairi” e l’imperatrice “Hina“. Ai loro lati si trovano due lampade chiamate bonbori.
Il piano sottostante è riservato a tre donne della corte (sannin-kanjyo) seguite da cinque musicisti (gonin-bayashi) che suonano strumenti antichi.
Due ministri di corte (Udaijin e Sadaijin) sono situati nel piano di sotto. Quello alla destra, Sadaijin (sinistra vedendo dalla parte dell’imperatore) è più anziano in quanto la sinistra veniva considerata superiore dalla corte imperiale. Sadaijin viene raffigurato con una lunga barba. A questi vengono offerti dei “Hishimochi” (vedi sotto).
Infine vediamo i tre servi “Shi-Cho” situati sul piano più basso (nel caso di cinque piani). Sulla sinistra viene messa una pianta ornamentale chiamata “Ukon-no-Tachibana” (un alberello di mandaranci). Ukon significa la parte destra perché guardando da Dairi e Hina si trova sulla destra. Sulla destra invece una pianta ornamentale chiamata “Sakon-no-Sakura” (albero di ciliegio che però può essere sostituito con un albero di pesche). Sakon significa sinistra per la stessa ragione descritta prima.
Vengono infine anche posizionati piccoli oggetti di uso giornaliero usati dall’aristocrazia del periodo Heian come ad esempio uno specchio, cesto del cucito, oggetti per la cerimonia del tè (Sadou), un carretto chiamato Gissha. Le bambole sono ovviamente tutte vestite in abiti di corte del periodo Heian (794-1192).

 

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Dairi e Hina
Queste bambole possono essere acquistate per la modica cifra di 1,575,000 Yen ai grandi magazzini. :shock:
misure: 145 X 90 e 54 cm. di altezza

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solo 945,000 Yen per questa coppia imperiale
misure: 105 X 100 e 39 cm. di altezza

L’usanza di disporre le bambole cominciò durante il periodo Heian e originariamente si pensava che possedessero la forza di fermare i cattivi spiriti. Il Himamatsuri prende le sue origini da un’antica usanza giapponese chiamata hina-nagashi (bambola galleggiante) in cui bambole di paglia venivano messe su una barca e lasciate nelle acque del fiume. Si pensava che le bambole, scendendo il fiume e arrivando al mare, portassero via con se problemi e cattivi spiriti. Questa usanza sembra aver avuto origine a sua volta da un’usanza cinese in cui i propri peccati e la sfortuna venivano trasferiti alle bambole che venivano poi abbandonate nel fiume.
Il Shimogano jinja (che fa parte del tempio Kamo assieme al Kamigamo-jinja) a Kyoto celebra il “Nagashi-bina” (oppure “hina-okuri“) facendo galleggiare queste bambole nei fiumi Kamo e Takano e pregando per la sicurezza dei bambini. Al giorno d’oggi le barche vengono riportate indietro non appena gli spettatori se ne sono andati per evitare che le bambole finiscano nelle reti dei pescatori. Le bambole vengono poi bruciate al tempio.
Al giorno d’oggi le bambole sono vestite con gli antichi vestiti di corte. Il costume dell’imperatrice è chiamato “Juuni-hitoe” (abito a 12 strati). Il juuni-hitoe viene tuttora usato durante le cerimonie di matrimonio della famiglia imperiale. L’attuale principessa Masako usò il juuni-hitoe al matrimonio con il principe ereditario nel 1993. Vestendo il juuni-hitoe i capelli vengono pettinati all’indietro nello stile suberakashi e un ventaglio fatto con cipresso giapponese viene tenuto tra le mani.

Come visto dagli esempi sopra, un set di bambole può essere veramente caro. Ho visto le bambole delle foto ai grandi magazzini di Takashimaya. Al giorno d’oggi i nonni o i genitori comprano un set alla propria bambina per il suo primo Hinamatsuri (hatsu-zekku) ma siccome molti giapponesi abitano in appartamenti veramente piccoli, una versione con la sola coppia imperiale è maggiormente popolare tra la gente. La superstizione dice che se le bambole non vengono messe da parte subito dopo il tre marzo, la bambina si sposerà tardi.

La bevanda tradizionale è il amazake, un tipo di sake dolce e non alcolico derivato dal riso fermentato. Usato viene anche l’arare, dei cracker saporiti con salsa di soia.
I Hishimochi (quelli offerti alle bambole raffiguranti i due ministri di corte) sono dei dolci speciali per il Hinamatsuri costituiti da tre strati colorati di mochi (verde in fondo, bianco al centro e rosa in cima). Alcuni affermano che il rosa (o rosso) significa l’allontanamento dei cattivi spiriti, il bianco sta per purezza e il verde per la buona salute. Altri invece affermano che i colori raffigurano uno scenario primaverile quando l’erba verde comincia a crescere sotto la neve mentre i fiori rosa dei peschi cominciano a fiorire.

Non poteva mancare una canzone per la festa delle bambole. Questa si chiama “Ureshii Himamatsuri” (felice Himamatsuri) di cui però non conosco la melodia:

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Facciamo luce con le lampade
Facciamo fiorire i fiori di pesco
I cinque musicisti di corte suonano il flauto e il tamburo
Oggi è una bella Hinamatsuri.

Auguro a tutti una buona festa… che possiate avere la possibilità di gustare i dolci della tradizione.
Una raccomandazione alle ragazze: mettete via le bambole dopo il 3 marzo! :mrgreen:

Da Youtube.com la canzone Ureshi Hinamatsuri, veramente molto orecchiabile

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