Un fine-settimana particolarmente lungo (come forse un po’ troppo lungo sarà questo post… forse avrei fatto meglio a dividere i vari “giorni”), ma piacevole, quello appena trascorso. E questo non di certo perché è Pasqua. In Giappone la Pasqua non esiste e se non me lo dicevano non ci avrei manco pensato.
il finesettimana “lungo” è iniziato giovedì scorso che era giorno festivo. In Giappone si celebrava il Shunbun-no-hi (equinozio di primavera), una festività di cui le origini sono tuttora incerte. Il giorno è stato reso festivo durante il periodo Meiji (1868-1912). Una giornata per le riunioni di famiglia e per visitare i defunti. Si dice che quando il giorno ha la stessa durata della notte (come avviene durante gli equinozi), il Buddha appare sulla terra per salvare le anime perse. In questa occasione si usa offrire sake e cibo ai propri antenati ma anche i botamochi (dolci di riso ricoperti con marmellata di fagioli) ad amici e vicini di casa. Con il Shunbun-no-hi comincia finalmente la primavera e coincide con lo sboccio dei primi fiori di ciliegio.
Per quanto mi riguarda niente riunioni di famiglia e niente visite ai morti.

Le due mascotte di Yakult: Yakkun e Biffy
Quella a sinistra più che una mascotte per un yogurt da bere
sembrerebbe la mascotte di un preservativo
Abbiamo colto l’occasione per una gita nei pressi di Kyoto. Per la gioia dei bambini siamo andati a vedere la Yakult. Credo che la maggior parte di voi la conosciate… ho visto della pubblicità tempo fa su molti siti italiani che parlano del Giappone. Si tratta, da quanto ho capito, di una bibita con probiotici che aiuta la digestione e il naturale equilibrio della flora batterica intestinale. In casa la usiamo per i bambini nella speranza che crescano sani e forti ![]()
Un tipo di yogurt da bere che deriva da una miscela di latte scremato con un particolare tipo di batteri Lactobacillus casei ceppo Shirota. La Yakult Honsha Co. è stata fondata da Minoru Shirota. Attualmente la vendita di prodotti Yakult avviene in 28 paesi, tra cui anche l’Italia (dal novembre 2006), ma la coltura batterica arriva dal Giappone, indipendentemente dal luogo di produzione.
La visita all’azienda è stata molto interessante e mi ha convinto di provare il prodotto di prima persona. La Yakult non produce solo questo yogurt da bere e da poco ha immesso nel mercato altri tre tipi di bevande contenenti della bifiene, particolarmente importanti per il benessere dell’intestino. Mi sembra di fare pubblicità oscura ![]()
Dopo il mini-seminario finale abbiamo ricevuto dei prodotti di prova e dei piccoli omaggi. Magari farò un post a riguardo con alcune foto e magari un filmatino.
Siamo andati in un ristorante per il pranzo per poi prendere il treno e andare alla stazione di Fushimi-Inari che si trova poco distante. La seconda parte della giornata di giovedì era dedicata alla visita ad uno dei templi più suggestivi di tutto il Giappone. Io ci sono andato per la prima volta e devo ammettere di essere stato colpito dalla magnificenza.
chilomentri di sentieri e migliaia di torii
un “piccolo” visitatore e un monaco shintoista
Il Fushimi-Inari Taisha (vedi breve descrizione che ho scritto sul sito) è a capo di circa 30.000 templi Inari sparsi in tutto il Giappone ed è venerato dalla gente come divinità della raccolta. Noto soprattutto per il numero di torii che accompagnano i sentieri che portano fino in cima al Inari-san (monte Inari). Migliaia di torii donati dalla gente durante i secoli, uno dopo l’altro per chilometri! Ho provato sensazioni indescrivibili e vi rimando ad una piccola galleria fotografica che ho fatto per l’occasione. Abbiamo scalato tutta la montagna e visto un po’ tutto… eravamo tra gli ultimi a scendere e cominciava a farsi sera.
Purtroppo cavi elettrici e venditori automatici rovinavano un pò lo stupendo panorama e non sempre è possibile scattare le foto che più vorremo. Ma tutto questo sono piccole cose in confronto a quello che si può ammirare.
L’ingresso è libero ed è aperto 24 ore su 24. Facilmente raggiungibile da Kyoto (5 minuti di marcia dalla stazione centrale della JR) o da Osaka prendendo la linea Keihan.
Siamo poi tornati a Osaka dove ci siamo fermati a mangiare monja-yaki, okonomiyaki e ottimo yaki-soba… il tutto accompagnato da un paio di birre.
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Alle prese in una preghiera - La volpe con in bocca la chiave
la chiave è il simbolo della chiave del granaio
Il venerdì non era festivo ma ci siamo presi la giornata libera per vedere la cerimonia di chiusura dell’asilo. Da aprile mio figlio frequenterà la prima elementare.
Questo tipo di cerimonie non godono della mia simpatia. Ho l’impressione di essere in caserma. Il modo di parlare autoritario, l’implotonamento dei bambini, gli ordini di “attenti”, “seduti”, “dietro front” e “in piedi”, inno nazionale con bandiera (tutti OBBLIGATI, genitori compresi, ad alzarsi e fissare l’Hinomaru), discorsi preconfezionati freddi ed artificiosi (decisamente assurdo un’insegnante delle elementari maschio che cercava di addolcire le sue frasi con la particella “ne” parlando come un robot, piatto e visibilmente annoiato), clima rigido e freddo… mi ero ripromesso di non andarci più ma talvolta conviene far bel viso. Non credo che in Italia si accetterebbe una cosa del genere!
Il mese prossimo si farà il bis con le cerimonie di apertura anno scolastico. Non mi stupirei più di tanto se introducessero l’obbligo di gridare “Tenno Heika Banzai” ![]()
Dopo la parentesi scolastica, io e mia moglie siamo andati all’opera. Mia moglie ci teneva molto… lo spettacolo di scena era quello che aveva visto tanti anni fa a Londra quando ci eravamo conosciuti. “Phantom of the Opera” è di scena all’Herbis Plaza di Osaka (Osaka Shiki Theater), dove avevo già potuto ammirare “Mamma Mia” (con le musiche degli ABBA) qualche anno fa. Siamo riusciti a trovare due bei posti a sedere (10.500 yen a testa
) e ho anche cercato di fare qualche foto per il blog… ma mi hanno beccato e ho dovuto cancellarle ![]()
Il pieno in sala… e non è sempre facile trovare posti liberi… bisogna prenotare in buon anticipo.
E’ sempre affascinante ed interessante sentire i musical eseguiti in lingua giapponese (vedi filmato promozionale in fondo a questo post). Non sono di certo un gran conoscitore ma la bravura della troupe era di un livello veramente ottimo. I registi occidentali sembra abbiano fatto il possibile per renderlo il più fedele possibile alla versione occidentale. Ciò che mi ha colpito maggiormente tra il pubblico non è tanto il fatto che quasi il 100% era prevedibilmente di sesso femminile ma che tra queste “femminucce” non poche erano veramente anziane! A tratti il volume della musica era veramente alto (specialmente la parte con l’organo Taaaaa-ta-ta-ta-ta-taaaa
) e il pericolo che si prendessero un colpo poteva, secondo me, non essere neanche tanto remoto. Venti minuti di pausa davano la possibilità per un caffè veloce e una visitina al bagno. Una fila lunghissima per il bagno delle signore con tanto di staff predisposto con la bandierina per segnalare il punto in cui mettersi. “Prego, da questa parte per fare la fila! Circa un’ora di attesa“, vi giuro! Diceva proprio che c’era un’ora di attesa per andare al bagno!
Un sabato tranquillo
Lezione di pianoforte per i bambini e poi, dopo aver preparato il pranzo, un pomeriggio al parco giocando a pallone. Finalmente non fa più freddo e per fortuna non fa ancora quel caldo che inevitabilmente arriverà tra qualche mese.
Ieri, domenica, siamo andati a vedere un’esposizione dedicata alle metropolitane e vecchi autobus. L’esposizione era aperta solo ieri e si trovava nella zona di Morinomiya, poco distante dal castello di Osaka. E’ un centro per la manutenzione e riparazione delle carrozze delle linee metro di Osaka. Una grande folla e molti “otaku” del settore. Uomini sulla quarantina muniti di macchina fotografica impegnati a fotografare in ogni particolare gli oggetti in esposizione.
Interessanti anche diversi poster d’epoca che pubblicizzavano le nuove linee metro. La prima linea metro di Osaka è la linea Midosuji che collegava Shinsaibashi a Umeda nel 1933.
Una delle guardie presenti all’evento
Una carrozza d’epoca della linea Sennichimae
vecchia mappa delle linee metro a Osaka
Abbiamo poi mangiato udon a mezzogiorno (mia figlia ha optato per il Kitsune-udon che si sarebbe dovuto mangiare al Fushimi-Inari Taisha).
Nel pomeriggio abbiamo colto l’occasione per visitare il museo dedicato alla pace che si trova a pochi minuti a piedi. Il “Peace Osaka” (Osaka International Peace Center) si trova a Morinomiya, a sud del castello di Osaka e tratta ovviamente i temi legati alla pace. Entrando nel museo si nota sin da subito il carattere bellico, la guerra in generale da dover evitare per poter vivere tranquillamente in pace. Personalmente mi aspettavo di vedere qualcosa di più “internazionale” o comunque di qualcosa di più generale. Invece la maggior parte delle esposizioni incentravano la distruzione della città di Osaka durante i raid aerei durante la seconda guerra mondiale.
akagami, usato per il richiamo alle armi
tipo di bombe usate per il bombardamento di Osaka
Se da una parte si ammettevano le ingiustizie commesse dai giapponesi nel continente asiatico, dall’altra si nota il vittimismo nipponico. Molto è incentrato sui danni subiti, dalla miseria degli abitanti di Osaka, delle sofferenze dei soldati giapponesi etc… per carità, nulla di male in tutto ciò, anzi… ma direi che il nome del museo dovrebbe cambiare in qualcosa di maggiormente appropriato. Nonostante il giorno festivo, al museo eravamo pochi, anzi pochissimi. Nella sala grande davano un filmato sui bombardamenti dei B-29. Eravamo in 16. Più pace di così…
Tra la visita alla Yakult, tempio Fushimi-Inari Taisha, cerimonia all’asilo, opera, esposizione mezzi di trasporto e infine museo della Pace, il fine settimana è stato abbastanza positivo… tra qualche giorno poi mi aspetta uno degli spettacoli che più apprezzo: il Miyako Odori che inizierà a Gion il primo aprile. Non vedo l’ora… come ogni anno.
Per finire un breve video di promozione per il musical “Phantom of the Opera” a Osaka














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