anche le lattine vuote aiutano a sopravvivere

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Ricordo come una delle cose che mi hanno stupito una volta trasferito in Giappone è il numero di persone indaffarate a raccogliere lattine vuote e a caricarle sulla propria bicicletta.
Nella zona di Osaka in cui abito, tale “usanza” viene tenuta il giovedì e mentre porto mio figlio all’asilo incontro una media di 7-8 persone. Grossi sacchi di plastica che contengono centinaia di lattine vengono caricate sulle biciclette per poi essere portate al centro di raccolta di alluminio.
La gente usa mettere le lattine vuote in borse di plastica e poi le deposita sulla strada il giovedì mattina. I raccoglitori passano con una bicicletta (talvolta con un carretto) e se le caricano. Portandole al centro di raccolta vengono pagati un tot per ogni chilogrammo di alluminio. Non conosco il guadagno ma sembrerebbe che il guadagno giornaliero è di 1.000 Yen (poco più di 6 Euro), circa 1 yen per lattina.
raccoglitore lattine
Si notano quindi in mattinata biciclette stracaricate di lattine che viaggiano lentamente nelle piccole stradine in cerca di ulteriori lattine lasciate sulla strada dagli abitanti del luogo. Inutile sottolineare il fatto che chi raccoglie lattine non è certo un benestante. Spesso gente abbastanza anziana, vestita male e che probabilmente abita in una delle tantissime case costruite nell’immediato dopoguerra, costruite con materiali scadenti, piccole e buie. Atri invece vivono in tende o in cartoni vicino ai parchi.
Inevitabilmente il vedere poveri anziani raccogliere lattine per andare a rivenderle al centro di raccolta alluminio dà una visione meno nobile alla seconda, opps, terza economia mondiale.
Sarà pur vero che il servizio di nettezza urbana si risparmia del lavoro e che la raccolta differenziata dei rifiuti abbia con questa usanza ulteriori punti a favore ma credo anche che uno non debba essere costretto a mettere le mani nei rifiuti per guadagnarsi un pezzo di pane.
Sono certo che un po’ tutti voi che siete stati in Giappone avrete notato queste persone alle prese con la raccolta. Certo, bisogna uscire di casa la mattina per vederli in azione. A mezzogiorno le strade sono pulite e sgombere da qualsiasi rifiuti.
Personalmente ho visto questa particolare abitudine della raccolta lattine solo a Osaka, sarà anche a causa che nelle altre città non giro molto di mattina. Magari qualcuno potrà confermare o meno la cosa. Noto invece che in altre città si usa raccogliere cartoni che vengono trascinati su carretti a due ruote. Questo succede anche a Osaka, specialmente nelle zone dei grandi centri commerciali. La raccolta lattine invece avviene maggiormente nelle stradine laterali e ovviamente nelle zone abitative.
raccoglitore lattine
Chi sono i raccoglitori di lattine?
Spesso persone anziane che nella vita non hanno avuto un lavoro stabile. Lavoro occasionale o a giornata grazie alle yoseba che oggigiorno invece possono dare sempre meno supporto. Lavoro nel mondo delle costruzioni che con lo scoppio della bolla speculativa è venuto a mancare (il 55,2% dei senzatetto arriva da tale industria del lavoro). Spesso dei senzatetto che dormono nei parchi, nei sottopassaggi o nelle stazioni. Età media è di 56 anni.
Una realtà scomoda per una società, quella giapponese, che vive “di facciata”. Una realtà che non bisogna vedere perché disturba la tanto acclamata armonia Yamato! E allora sgombero dai parchi, fuori con i senzatetto!
Infatti, non tanto tempo fa, un’ordinanza del comune ha fatto sgomberare i senzatetto dai parchi pubblici. Se da una parte abbiamo i parchi più puliti, dall’altra abbiamo persone che non hanno un posto in cui stare. Per vivere, o meglio, per sopravvivere raccolgono lattine, cartoni e manga per poi cercare di rivendere il tutto.
Per queste povere persone i centri sociali prevedono un pasto giornaliero ma per un aiuto dal governo i senzatetto devono avere un domicilio (e a questo punto non sarebbero più senzatetto!).
Mentre ad una foca (Tama-chan) hanno ufficialmente dato, qualche anno fa, la residenza onoraria, ai senzatetto (che sono persone!) non si da il domicilio neanche in un area pubblica.

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6 Risposte to “anche le lattine vuote aiutano a sopravvivere”

  1. Kazu ha scritto:

    Sarebbe interessante intervistare una di queste persone, per conoscerne la storia e ascoltare il loro punto di vista. La cosa più incredibile è la dignità con la quale vivono la loro vita… Chissà se sono arrabbiati con la società, se si sentono davvero discriminati…

  2. jappone ha scritto:

    Ciao Kazu,
    No, non sono arrabbiati per nulla con la società, anzi… loro si sentono principalmente un peso per la società e spesso non chiedono aiuto. Non si sentono manco discriminati… pensano di essere loro stessi la causa del loro problema.
    Una cosa nobile, non c’è che dire ma questa cosa, a mio avviso la dice lunga sul tipo di educazione che hanno avuto. Se il sistema fa buchi, lo stesso sistema che hanno rigidamente seguito alla lettera per anni e anni, vedono il loro insuccesso come conseguenza alle proprie azioni. Shikatanai (non c’è nulla da fare)… con questo non dico che dovrebbero ribellarsi, non avrebbe senso… ma non sarebbe male se puntassero il dito verso quel sistema che aveva promesso mari e monti negli anni 70 e 80 ad ognuno se questo avesse puntato la sua esistenza nella crescita della nazione.
    Diversi senzatetto avevano lasciato la campagna per andare in città, lavorare nelle imprese di costruzione. Perso il lavoro hanno preferito passare le notti al parco e diventare “barboni” piuttosto che tornare a casa, in campagna, dai loro parenti. La vergogna per il “proprio” fallimento era troppo alta.
    Non mi sembra giusto che a della povera gente venga inculcato questo senso di sacrificio estremo… giusto per saziare i pochi che sanno approfittare.

  3. bunny chan ha scritto:

    Ti confermo di aver visto le stesse scene a Tokyo…proprio triste :sad: !

    Mi piacerebbe saperne un po’ di più sul sistema di previdenza sociale e pensionistico giapponese, magari puoi aiutarmi tu…

    Ciao
    B.

  4. jappone ha scritto:

    Ciao Bunny,
    magari riuscirò in un prossimo futuro a scrivere un approfondimento sul sito.
    E’ un tema di cui non se ne parla molto anche se ultimamente diversi cambiamenti sono avvenuti.

  5. bunny chan ha scritto:

    Aspetterò con pazienza, allora!

    Grazie,
    B.

  6. Cinghius ha scritto:

    Agghiacciante scena. Al parco di Ueno, ho visto un sacco di persone che sembravano senza tetto, tutte ordinatamente ammassate insieme. C’era musica, e ciascuno faceva cose diverse (leggeva, ascoltava musica…). Sembrava quasi un punto di ritrovo per assistenza…poi mi ho cercato di osservare meglio e non sembrava ci fosse molta traccia di assistenza. Sembrava, scusate la parola, un “concentramento”. Mi ha fatto un’impressione sinistra.

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