Riflessioni: quando arroganza e autorità ne fanno da padrone

riflessioni posta un commento

E’ giunto il momento per esprimere alcune mie riflessioni. Un post che a qualcuno potrà non piacere ma che non è ne una critica tanto meno un giudizio quello che voglio dare. Semplici riflessioni su situazioni che ho potuto osservare diverse volte.

In un bagno turco entra un giovane signore e trovandosi solo si mette nel posto più comodo. Dopo pochi istanti entra un signore distinto con un fare sicuro e il giovane uomo non perde tempo e si sposta immediatamente per cedere il posto. Non basta: il nuovo entrato lo sgrida chiedendogli come si era permesso di sedersi nel posto migliore. Poco dopo entra uno di quei giovani appena arruolati della yakuza, uno di quei chinpira che vediamo girare in moto. Ovviamente gasato e con aria minacciosa si dirige verso “quel” posto, cioè il posto migliore all’interno del bagno turco. Inutile ribadirlo, il signore di prima con fare umile toglie il disturbo e si mette vicino a colui che si era spostato prima.
Il giovane chinpira vede l’effetto che ha avuto e continua a gasarsi offendendo quello che si era seduto nel “suo” posto.
Non passa molto tempo che la saletta continua a riempirsi. Entra un giovane della yakuza con un bel tatuaggio sul braccio. Il giovane chinpira, quasi in ginocchio, si toglie dal suo posto e si avvicina agli altri due. Il giovane della yakuza con estrema calma, fumando una sigaretta, convince “con le buone” che nessuna debba mai e poi mai prendersi la libertà di sedersi sul “suo posto”. I tre rimangono a testa bassa scusandosi per le loro malefatte.
Si apre la porta ed entra un capo yakuza con tatuaggi su tutto il corpo… sigaro in bocca. Inutile dire, il giovane della yakuza è colto da terrore e con estrema prudenza si sposta verso gli altri tre.

Questa è una scena comica che ho visto qualche giorno fa alla televisione e che mi ha risvegliato alcune considerazioni che avevo fatto in passato.
Il rispetto sempre e comunque verso il più forte, verso colui che nella scala gerarchica si trova più in alto. Un aspetto che noi tutti conosciamo e che vediamo nella realtà e non solo nelle scene comiche.
Nella scena sopra descritta, per quanto banale possa sembrare, vediamo altri aspetti tipici della società giapponese. Ovviamente generalizzando, il giapponese medio, quando può e la situazione lo consente, sa essere estremamente arrogante. Questa è una tendenza che ho notato, osservato e vissuto diverse volte qui in Giappone. E’ una tendenza che il sistema nipponico prevede ed incoraggia.
Una situazione che si conferma in diversi luoghi: negli uffici gli “arubaito” (lavoratori part-time) devono temere gli umori dell’impiegato, quest’ultimo a sua volta deve temere quelli dell’impiegato più anziano… poi a seguire il capoufficio, il butcho, sacho e tencho… Ovviamente nelle aziende e negli uffici si cerca di mantenere l’armonia e scatti di ira verso il proprio inferiore sono rari… ma l’autorità (con una buona dose di arroganza) si fa’ sempre e comunque sentire.
E a seconda della situazione l’atteggiamento cambia completamente… la cosa è comprensibile ma comunque buffa e la scena comica alla TV ha colto la situazione molto bene.
Rispetto e sottomissione al più forte, paura e umiltà estrema dinnanzi alle arroganze altrui. Nel caso in cui l’autorità non è meglio definita, questa viene vinta da chi alza per primo la voce… altro aspetto che alla televisione viene spesso evidenziato.

Paura e rispetto per i “cattivi”
Avrete sentito dei fascisti ed estremisti di destra presenti nelle città e che viaggiano in corriere nere. Con arroganza posteggiano le loro corriere sui marciapiedi pubblici, disturbano la quiete pubblica sputando i loro veleni nei microfoni e intralciano il traffico. Eppure nessuno avrà mai il coraggio di dire o fare nulla. Questo i “terroristi” lo sanno e quindi possono permettersi di fare ciò che fanno. La polizia non si muove, non conviene metterseli contro… dopotutto anche i poliziotti potrebbero avere moglie e figli a casa. Nessuno chiederà ad uno di questi estremisti o ad uno della yakuza di far silenzio.

Se la situazione lo permette, uno tende a far valere la sua posizione con arroganza.

Questo aspetto della cultura giapponese che prevede l’uso di arroganza nelle situazioni che lo permettono non è bene conosciuto all’estero o tra gli stranieri che si fermano in Giappone per studio o vacanza ma si tratta di una di quelle regole non scritte ma in vigore.
Se si ha la certezza che una determinata persona è “inferiore” (scala gerarchica) e non si dovrà mai essere legati ai suoi favori si potrà trattarla da inferiore… nessuno si oppone. Questo potrebbe anche includere umiliazione se ritenuto necessario, trattarlo comunque con una certa freddezza e distanza. Questo vale particolarmente nel mondo del lavoro ma può essere valido anche al di fuori.

Nel caso invece in cui non si è certi se in un futuro la situazione tra due persone potrà cambiare e attualmente si è “pari grado”, questa verrà sempre trattata con un sorriso.

Il sorriso diventa quindi la prima cosa che vedremo sul viso di un giapponese quando lo incontreremo per la prima volta. I sorrisi verso i nostri confronti continueranno ad esserci anche in futuro… finchè la situazione non cambierà dando la possibilità ad uno dei due di fare e dire cose che prima non si poteva.

Sento spesso parlare di stranieri che arrivano in Giappone e poi al rientro raccontano di quanto i giapponesi conosciuti lo abbiano trattato bene e di quanto tutti gli volevano bene. Sicuramente vero, i giapponesi non sono secondi a nessuno per quanto riguarda gentilezza ed ospitalità. Può far piacere essere accettati e trattati bene ma questo spinge l’individuo a non riflettere bene e obiettivamente sulle cose.
Certe domande uno semplicemente non si fa:
- Ma perché tutti mi volevano bene? (senza manco conoscermi!)
- Perché risultavo simpatico a tutti? (eppure non risulto simpatico a tutti a casa mia)
- Perché dicevano tutti che sono intelligente e conosco tante cose? (ho parlato del più e del meno e che mi piace il Giappone)
- Perché tutti mi trovavano carina/o? (nel mio paese sono pochi a pensarlo)
Non è strana la cosa? Sono veramente una persona così adorabile? Sono veramente cosi simpatico a tutti? Sono veramente tanto bello e carino?
La gentilezza e ospitalità dei giapponesi non deve essere fraintesa con la realtà delle cose. Nessuno di noi è simpatico a tutti, più bello e più intelligente degli altri. Eppure è proprio il contrario di ciò che diversi stranieri arrivano genuinamente a pensare di se stessi dopo essere stati in Giappone. L’autostima sale alle stelle.
(Chiusa parentesi)


“Capo! Perché ci tratta sempre con cortesia?”

Questa la domanda che secondo un direttore straniero in un’azienda giapponese ha definito shoccante. “Vogliono che li tratti male, con autorità…vogliono essere trattati con freddezza perché è così che un capo deve essere secondo il sistema giapponese“.

Se da una parte uno la sua posizione la fa valere con arroganza, dall’altra sembrerebbe che si tratta di un atteggiamento che uno si aspetta. Fare il capo significa essere autoritario.
La società giapponese non ha conosciuto altro nella sua storia. La scala gerarchica che ha sempre fatto parte di ogni aspetto della vita. Il periodo Edo, il periodo Meiji, prima e durante la guerra mondiale, il dopoguerra, il periodo di crescita economica, periodo di stagno economico… il più forte, quello con lo status maggiore può calpestare il più debole.
La freddezza e arroganza di cui sono, mio malgrado, stato testimone in diverse occasioni è stata shoccante ma mi ha fatto aprire gli occhi e capire tante cose. Persone con incarichi importanti, ben composti ed eleganti vederli cambiare da un momento all’altro diventando isterici e offensivi verso i propri subalterni.
Mi ritengo decisamente fortunato di non essere impiegato in un’azienda giapponese. Non avrei la pazienza di sottostare ai soprusi per lungo tempo. Non tutti hanno questa fortuna e quindi conviene abbassare la testa e sopportare in silenzio… poi un giorno, con l’anzianità, uno potrà scaricare le frustrazioni sui nuovi arrivati. Chi invece accetta la situazione con naturalezza e riesce magari pure a trovarla “giusta” non avrà mai problemi.

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  1. in attesa di meglio il fuso orario fa da padrone

11 Risposte to “Riflessioni: quando arroganza e autorità ne fanno da padrone”

  1. Nio ha scritto:

    Comunque pare, in buona parte, la descrizione della sicilia. Uguale.

  2. jappone ha scritto:

    in fin dei conti tutto il mondo è paese :smile:

  3. andrea ha scritto:

    finalmente!!
    leggo costantemente, con vivo interesse i vari blog sul giappone..ne sono affascinato, pur non avendolo mai visitato-
    In web, quasi tutti i blog scritti da italiani sul giappone,non fanno altro che elogiarlo come il paese piu bello al mondo,fonte di illuminazione progresso etc etc..
    francamente avevo qualche dubbio ..troppo zucchero.
    Ti ringrazio per i tuoi post,bilanciati e lucidi, che mi fanno conoscere bene questo paese-
    Molti non si accorgono o non hanno il coraggio di dire quello che dici tu!

  4. Barbara ha scritto:

    fa riflettere questo post e qualsiasi sia il punto di vista che uno puo` avere, certi aspetti sono bene conoscerli per evitare di essere inpreparati

  5. Kazu ha scritto:

    “Capo! Perché ci tratta sempre con cortesia?”
    Questa frase è fantastica :) Se è vero che noi tendiamo invece a prenderci troppa confidenza e a dimenticare spesso le gerarchie (ma dipende molto dall’ambiente di lavoro), in Giappone praticamente in qualsiasi ambito la posizione viene rispettata, proprio come hai brillantemente spiegato in questo post.
    Riguardo al discorso “troppo zucchero”, vorrei comunque fare presente che i blog di italiani che elogiano il Giappone ignorandone gli aspetti problematici non sono poi così tanti, anzi.
    E dopo aver letto il tuo post, Rob, sono ancora più felice del fatto che i miei amici giapponesi siano pronti a correggermi quando sbaglio una pronuncia ecc; in qualche modo è come se la mia posizione di gaijin con “autostima alle stelle” si sia elevata in qualcosa di più concreto… :)

  6. andrea ha scritto:

    scusate ..non centra niente, ma dove lo postavo?
    sono rimasto colpito dalla bella frase nel box a dx, dal titolo “hanno detto”:
    Una persona, che indipendentemente da quanto disperata è la situazione, dà speranza agli altri, è un vero leader.”
    Daisaku Ikeda (attivista per la pace e leader buddhista)-
    allora molto colpito dalle parole sono andato in cerca di”Daisaku Ikeda”…adesso ..sono molto indeciso..

  7. jappone ha scritto:

    @ Andrea:
    come mai indeciso?
    Daisaku Ikeda è il presidente della Soka Gakkai e in passato ha avuto rogne con la giustizia a causa di denunce che poi si sono rivelate infondate. E’ quindi una figura un po’ particolare perchè c’è sempre chi crede alle accuse.
    E’ una persona molto influente in Giappone e icasi contro lui sembrano essere stati orchestrati per “vendere” più copie di alcune riviste (stando alla tesi di Adam Gamble e Takesato Watanabe http://www.jappone.com/cultura/libri/a-public-betrayed.html)
    vedi anche: http://www.apublicbetrayed.com/case_studies/case_study3.htm

    @ Kazu e Andrea: parlare e scrivere bene di una cosa porta consensi. Chi cerca qualcosa sul Giappone evidentemente ama il Giappone e desidera che altri facciano altrettanto. Spesso delle critiche vengono viste come offese e comunque vanno contro a ciò che si desidera sentirsi detto.
    Criticare aspetti del Giappone significa “offendere”
    Offendere l’Italia significa “criticare”
    questa è la verità che spesso salta fuori. Non amo chi difende sempre e comunque le cose che ama, non è razionale e non rende giustizia a nessuno.
    Il Giappone ha tante cose da “amare” e rispettare, ma ci sono 8come in ogni paese) anche aspetti meno onorevoli. questi vengono sapientemente taciuti e nascosti. I giapponesi non ne parlano e gli stranieri che ne parlano in senso critico vengono denunciati come bashers oppure come ignoranti.
    “Se una cosa del Giappone non ci piace significa che non l’abbiamo capita” è una frase che spesso ho sentito e letto. Questo porta proprio chi non conosce bene il giappone ad amare tutto senza pensarci troppo. Quando le cose diventono troppo serie si preferisce fare un passo indietro e nascondersi alle cose kawaii, qualche manga e/o anime e un po’ di sana azione nei videogiochi. Vedete? Tutto è bello :-) basta saper vedere le cose dal punto giusto (scherzo ovviamente).
    Io cerco di dire le cose come le vedo io, questo è lo scopo di un blog… non amo girare troppo intorno alle cose ma non nascondo che più di una volta cerco di addolcire le cose.
    Non è mio scopo neanche soffermarmi troppo a criticare ma semplicemente riportare gli eventi come si presentano, ai miei occhi, nella loro più intera completezza. Che mi piaccia o meno non gioca nessun ruolo.
    Uhm, ma cosa sto scrivendo in questo commento?
    Concludo dicendo che secondo me la capacità critica è uno dei maggior doni che abbiamo avuto, se ci manca questa saremo solo dei burattini…

  8. bunny chan ha scritto:

    Come è vero ciò che dici, anche questo tuo ultimo commento mi è molto familiare…quando parli “male” del Giappone, trovi sempre una schiera di persone pronte ad attaccarti e a dirti che non è vero, non è così e che stai calunniando un popolo ed un paese meravigliosi!

    Mentre in Italia si che fa tutto schifo…io, come te, cerco sempre di essere “realistica” e cerco di vedere tutti gli aspetti con lucidità e spirito critico…e così il Giappone, come l’Italia, ha lati positivi e negativi, e sul mio blog parlo volentieri di entrambi…chi vuol leggere legga, gli altri, continuino a tapparsi gli occhi e a pensare che il Giappone sia il loro Paese dei Balocchi…

    Un bacio,
    B.

  9. Naco ha scritto:

    Sono capitata qui per caso e la curiosità mi ha spinto a leggere vari post. Questo mi ha colpito in particolar modo, visto che la situazione che hai descritto non mi era nuova, così come l’opinione generale che si ha dei giapponesi, ossia che siano “molto gentili e umili”. Io credo però che per capire bene questa situazione, più che a parole, sia meglio viverla. In un mondo come il nostro, dove l’educazione ormai non esiste più e che, anche solo il rispetto per, chessò, la persona più anziana o più “alta” non esiste neanche a pagarlo, questi atteggiamenti sono visti da un lato come “la cortesia e l’educazione che qui sono spariti”, e dall’altro “una forma obsolete, che nel XXI secolo non ha senso”, per quanto sia indubbio che anche qui, chi è in posizione superiore tenda a trattare l’altro come se fosse un servetto; magari, rispetto al Giappone, qui viene meno la componente “gentile” iniziale, un po’ alla “ora ti tratto così, poi si vedrà, mica è detto che le cose possano cambiare!”.

  10. jappone ha scritto:

    Ciao Naco, grazie per essere passata.
    Hai centrato molto bene il punto della situazione.

  11. Cinghius ha scritto:

    Interessantissimo post.
    Mi riprometto di scrivere qualcosa anche io dal mio punto di vista di turista…che però in due o tre conversazioni avute con giapponesi, si è posto più di una domanda…

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