Partiamo dall’inizio: venerdì 14 marzo. Venerdì si celebrava il “White Day“, l’evento che avevo preannunciato nel post sulla festa di San Valentino. Ebbene me ne sono perfettamente dimenticato ![]()
Pensavo ad un post veloce per ricordarlo e un pensierino per mia moglie… e invece nulla.
Me ne sono accorto quando la sera mia moglie torna a casa dal lavoro con due borse piene di cioccolatini e altri oggetti ricevuti dai compagni di lavoro. E che dovevo fare? Ho fatto finta di niente che era meglio, la figuraccia non me la levava nessuno.
Niente di grave, festeggiamo praticamente ogni anno un San Valentino un po più romantico di quanto lo sia in generale qui in Giappone e il “White Day” non lo abbiamo mai preso sul serio… ma un piccolo pensierino magari ci poteva stare comunque. Sarà per l’anno prossimo.
Erano quasi due anni che non andavo a vedere uno spettacolo di Bunraku. Ricordo la prima volta circa 13 anni fa: io che cercavo di capire qualcosa (ma non capivo assolutamente nulla) mentre mia moglie (e metà sala) dormiva tranquillamente. Uno spettacolo che durò diverse ore… non ricordo quante ma credo poco oltre 3 ore.
Sabato ho avuto l’opportunità di vedere uno spettacolo bunraku organizzato in un albergo del centro e ci sono andato con tutta la famiglia. Uno spettacolo composto da due recite con una pausa tra le due in cui due maestri hanno spiegato i vari ruoli, modi e storia di questa arte tipica di Osaka. Il primo maestro descriveva la storia del teatro dalle sue origini, il modo in cui sono fatti i burattini e di come si manovrano. Accenni sul tipo di narrazione da usare durante lo spettacolo con alcuni esempi pratici. L’esempio della risata “bunraku” ha fatto giustamente sorridere tutta la sala. Il secondo maestro invece ci illustrava lo shamisen usato in bunraku e sul come si suonano le varie note per accompagnare il narratore. Ci fa vedere lo strumento e ne descrive le parti aggiungendo che lo shamisen viene costruito con legno e ricoperto da entrambi i lati con pelle di gatto o di cane.
Il musicista dello shamisen aiuta inoltre, con alcuni versi vocali, il narratore durante i passaggi più difficili.
La città di Osaka va fiera del loro teatro tradizionale e turisti cercano di vedere uno di questi spettacoli prima di lasciare Osaka.
Per chi non conosce il bunraku o non ne ha mai sentito parlare aggiungo solo che si tratta di un teatro giapponese nato nel 1684 a Osaka in cui si usano delle marionette abbastanza grandi manovrate da tre manipolatori.
Tre sono gli elementi che compongono il teatro bunraku:
- Ningyutsukai, che sono i tre manipolatori. Il maestro (omozukai) usa la sua mano destra per muovere il braccio destro della marionetta. Il maestro viene aiutato da due aiutanti vestiti e incappucciati in nero. Uno è l’aiutante di sinistra chiamato hidarizukai (hidari significa sinistra)e usa la sua mano destra per muovere il braccio sinistro della marionetta. Il secondo aiutante, il ashizukai (ashi significa gamba), serve per muovere le gambe delle marionette.
nota: le marionette che raffigurano personaggi femminili non hanno le gambe e il ahizukai simula i movimenti delle gambe con le sue mani inserite all’interno del vestito usato.
- Tayu, il narratore. Il narratore da la voce ai burattini cambiando tono a seconda del personaggio che interpreta.
- Suonatore Shamisen. E’ seduto di fianco al narratore.
Lo spettacolo è stato piacevole e divertente. Sono rimasto sbalordito dall’alto numero di mani che si sono alzate quando uno dei maestri ha chiesto agli spettatori in sala chi vedeva un’esibizione bunraku per la prima volta. Credo di non esagerare se dico che un buon terzo della gente ha alzato la mano. Pensavo che quasi tutti avessero vissuto l’esperienza di vedere uno di questi spettacoli almeno una volta. Aggiungo che la maggior parte dei presenti erano di una certa età.
Il narratore all’operala performance è particolarmente faticosa e necessita di lungo allenamento
Essendo fuori casa abbiamo optato per una cena in un ristorante. Mia moglie, da perfetta giapponese, aveva già pronte alcune opzioni con tanto di mappa: ristorante italiano oppure udon. Abbiamo deciso per la seconda opzione anche perchè a mezzogiorno, da buon italiano, avevo preparato la pasta al pesto genovese ![]()
Tra i diversi piatti ho scelto un ottimo “katsu-kare-udon”, una cotoletta con sopra la salsa curry e il tutto in mezzo a ottimi udon bollenti. Il piatto mi sembrava abbastanza originale ma quello che maggiormente mi ha colpito erano le dimensioni
Una domenica primaverile tranquilla quella di ieri. Tempo stupendo, l’ideale per una passeggiata al parco con i bambini… ma non prima di essere andati al MacDonald per i “Happy Set”. Una volta al mese li porto al “Makudo” come avevo loro promesso così possono farsi timbrare la member card e ricevere un regalino ![]()
mia moglie era impegnata per un omiai… nel ruolo di nakodo (ci tengo a precisarlo
). Omiai è una tradizione giapponese in cui due sconosciuti di sesso opposto vengono fatti conoscere con lo scopo di trovare la seconda metà. Dopo essersi conosciuti, con l’aiuto di altre persone, ed in particolare il nakodo, considereranno l’eventualità di uscire insieme ancora e magari arrivare al matrimonio. E’ un tema su cui tornerò con un post o un articolo specifico comunque.
era da un po’ di giorni che mia moglie cercava di mettere insieme tutti i dettagli dell’incontro. L’uomo era un conoscente di mia moglie di 33 anni… timido e ovviamente scapolo. La ragazza invece era la figlia ventinovenne di un collega di lavoro. Mia moglie ha visto solo la foto e non la conosceva personalmente. Il padre era preoccupato per l’età ormai avanzata e aveva cercato aiuto in ufficio trovandolo in mia moglie.
L’ora fissata per l’incontro era le 13:30 nella zona di Namba (centro di Osaka). Ultimi messaggi al cellulare tra mia moglie ed il trentenne timido. Questo non sapeva dove portarla e che cosa fare… desiderava qualche consiglio. Il piano era che mia moglie li facesse conoscere, come d’usanza in un caffè elegante, per poi lasciarli soli. Alle 11:00 lui era già a Namba, teso e preoccupato per ciò che lo aspettava oltre 2 ore dopo. Non trovandosi pace ha comprato due biglietti per un film al cinema… ci sarebbe andato con la sua eventuale futura ragazza il giorno stesso. Orario del film: 13:30! ![]()
Ora io non so se è normale una cosa simile ma incontrare per la prima volta una ragazza che desidera trovare un fidanzato e portarla subito al cinema senza neanche scambiarsi un paio di parole mi sembra molto strano. Dovevano conoscersi alle 13:30! Dovevano sapere chi avevano davanti e scambiarsi alcuni “dettagli” e lui invece la porta al cinema. Neanche il momento per le presentazioni… lo faranno dopo probabilmente. Non nego che mi sarebbe piaciuto vedere gli occhi di lei appena arrivata all’incontro.
Già immagino la scena.
Lei “Hajimemashite, mi chiamo…”
Lui: “Eto… chotto… uhm, scusami ma non c’è tempo per queste cose… il film sta per cominciare!”
Com’è andata a finire non lo so… dopo il film andavano nella zona di Dotonbori per visitare il Dotonbori Gokuraku e mangiare qualcosa di tipico di Osaka. Se son rose fioriranno e almeno una cosa in comune comunque ce l’avevano: trovare l’anima gemella.
Già in passato mia moglie aveva fatto da nakodo e la cosa andò a buon fine. Mia moglie ed io abbiamo fatto da testimoni alla cerimonia shinto e ci siamo seduti al tavolo degli sposi durante il banchetto. Adesso hanno due figli e sembrerebbero felici e contenti (il condizionale è comunque d’obbligo).
Ho girato un mini filmato film sullo spettacolo bunraku che vi invito a vedere.
Notate le due marionette manovrate da tre uomini ciascuna e le espressioni del narratore. Era sudato fradicio dopo la sua impegnativa performance.




March 17th, 2008 at 11:06 am
Non ho mai assistito ad uno spettacolo di bunraku, però mi piacerebbe! Per quanto riguarda l’omiai, è a dir poco una situazione strana quella di ritrovarsi al cinema con un tizio che neanche si conosce…ma magari può aiutare a “rompere il ghiaccio”, soprattutto se i gusti in fatto di film combaciano…altrimenti, non la vedo bene come inizio per quei due
!
Baci,
B.
March 18th, 2008 at 12:49 am
“il condizionale è comunque d’obbligo”
ci svelerai un altro lato segreto del giappone nel prossimo post?
March 18th, 2008 at 3:14 pm
@ bunny chan: anche se i gusti del film dovessero combaciare, il primo “deeto” resterà un ricordo da non dimenticare, mai!
@ andrea: uhmmm… immagine e facciata sono molto importanti in Giappone. L’amore vero e proprio non è importante in casa… per una buona famiglia serve una buona madre, per una una buona donna serve una buona amante. In Giappone non è un lato segreto ma mi rendo conto che in Occidente lo potrebbe essere.
March 18th, 2008 at 7:59 pm
grazie
March 20th, 2008 at 1:34 am
Non sei stato l’unico ad aver dimenticato il White Day… hem ^^
Ma sono disposta a perdonare tutto difronte a un piatto di kare katsu-udon come quello… slurp!
Riguardo alla “facciata”. Non che in Italia non sia importante, anzi, è che non siamo noi bravi a tenerci i problemi in casa
PS. facci sapere poi se il secondo nakodo di tua moglie è andato a buon fine; potrebbe valutare la possibilità di avviare un business! baciii
March 22nd, 2008 at 10:34 am
@ Kazu: i due “piccioncini” non si incontreranno più… lei ha anche fatto capire che è venuta all’incontro solo per pressione da parte di suo padre. Il tutto è caduto praticamente subito e lui lo aveva capito sin dall’inizio.