Vacanze a Matsue – parte seconda

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Dopo il mio ultimo post scritto da Nagasaki sul mio viaggio a Matsue (alcune foto della città) , eccomi nella seconda parte del post; questa volta postato dall’Italia in cui mi trovo per qualche settimana di “meritato” riposo.
I giorni di lavoro sono passati in fretta grazie anche alle molte cose nuove che ho potuto vedere e conoscere. La cittadina è piccolina e il clima è molto famigliare. La gente è particolarmente gentile e “foreigner friendly”. Non è raro incontrare persone che incontrandoti per strada ti sorridono e ti salutano. Ho avuto la netta impressione che a scuola si insegna a salutare lo straniero in quanto in diverse occasioni si è verificato che un gruppo di studenti in bicicletta passava salutando in modo impeccabile.
Davanti alla stazione centrale si trova un comodissimo ufficio informazioni per gli stranieri. Per ogni straniero che chiede informazioni un gentile regalo da parte della città.
Gli ingressi ai luoghi turistici sono spesso scontati del 50% (bisogna avere il passaporto o la “Alien Card” per gli stranieri residenti in Giappone).

     Il City Bus di Matsue Il city bus turistico di Matsue

La simpatia per gli stranieri che si trova a Matsue (e nella prefettura di Shimane in generale) potrebbe essere la conseguenza del buon Koizumi Yakumo, uno straniero che arrivò in Giappone alla fine del 19-esimo secolo. Naturalizzato giapponese, il suo vero nome era Lacfadio Hearn ed è conosciuto per i suoi libri sul Giappone. E’ stimato e riverito dagli abitanti di Matsue per aver fatto conoscere le loro realtà al resto del mondo.
Nonostante questa simpatia per lo straniero ci sono ovviamente le solite contraddizioni che tanto contraddistinguono il nostro sempre amato Giappone. In oltre 10 anni di permanenza in Giappone mi hanno fermato quattro volte per controlli. Due di questi controlli sono avvenuti in pochi giorni proprio a Matsue. I controlli sono stati fatti per il semplice motivo che ero straniero e questo è confermato da uno dei due poliziotti in borghese che ha affermato di aver avuto l’ordine di controllare gli stranieri. Sempre simpatici ed educati ma essere fermati per dei controlli come un potenziale criminale non è mai piacevole. Essere fermato solamente perché gaijin non aiuta a farmi sentire maggiormente integrato e particolarmente ben accettato nella società che da anni mi ospita.

La prima giornata libera, dopo i sei di lavoro, mi porta al tempio più antico del Giappone e secondo in importanza solo al tempio di Ise dedicato alla dea del sole Amaterasu Omikami. Il Izumo-Taisha si trova ad Izumo e ci si arriva prendendo il treno che parte dalla stazione di Shinji-ko onsen. (vedi ulteriori informazionivedi galleria fotografica).
Ci arrivo verso le 11:00, il cielo è nuvoloso ma fortunatamente non pioverà per l’intera giornata. Avevo raccolto informazioni prima di andarci e quindi era più semplice trovare i luoghi più importanti di questo magnifico ed imponente tempio. Dalla stazione ferroviaria una piccola salita mi porta al torii del tempio. Guardando indietro noterò in fondo alla salita un’altro torii, enorme… il più grande del Giappone. Un viale in mezzo ad un grande parco mi porta al tempio vero e proprio, un insieme di padiglioni attorno alla struttura centrale dell’ Izumo Oyashiro (Izumo Taisha).
Molta gente nonostante il giorno feriale e molte persone che cercavano la fortuna gettando una monetina verso l’alto nella speranza che si incastri tra la paglia. Vedendo una giovane signora tentare e ritentare decido di tentare la fortuna con una moneta da 10 yen. Primo tentativo e lancio perfetto! Occhi increduli mi fissano e con falsa modestia affermo che faccio le prove di lancio ogni giorno per essere sicuro di riuscirci. Anche questa volta la mia vittima, da brava giapponese, ci crede ad occhi chiusi. “Jodan desu yo!” (sto scherzando) e ci facciamo qualche risata. Continuo il giro per il tempio e noterò una decina di minuti dopo, ripassando, che la giovane signora era ancora lì impegnata in qualcosa che sembrava impossibile. Dopo pranzo la vedrò passare insieme a sua madre con un sorriso stampato sul suo viso che lasciava intendere una sola cosa: l’ardua impresa è andata a buon fine :-P
Vicino al tempio ci sono delle piccole cascate e un giardino decisamente grazioso ma stranamente non c’erano altre persone. Tutti si soffermavano al tempio stesso. Una cosa che ho notato diverse volte qui in Giappone: i visitatori, spesso anzianotti, si soffermano in pochi luoghi e non degnano la loro visita ad altri luoghi meritevoli. Secondo me si tratta di pigrizia o di ignoranza… un vero peccato tralasciare posti magnifici che si trovano a pochi minuti di distanza.
Torno a Matsue con il piccolo trenino di campagna. Una giornata decisamente rilassante, una di quelle giornate che mi lasceranno tanti piacevoli ricordi.

Il mio secondo giorno a Matsue lo sfrutto proprio al massimo e grazie al bel tempo riesco a fare tutto ciò che avevo messo nella lista delle cose da fare.
Già da giorni avevo preparato l’itinerario che volevo seguire e che non ero certo di riuscire a fare data la lontananza da un posto all’altro. Scarpe da ginnastica e camicia hawaiana, prendo l’autobus e arrivo al Yaegaki-Jinja (vedi galleria fotografica). Da qui si continuerà a piedi per vedere e visitare alcuni altri templi e luoghi culturali. A fine giornata sarò rosso e scottato e l’ofuro sarà particolarmente doloroso :-(

Ma andiamo a piccoli passi (ma saranno tantissimi). Il Yaegaki-jinja si trova a sud della città di Matsue (zona chiamata “Fudoki no Oka”) e ci si arriva facilmente con la corriera (fermata Yaegaki Jinja Mae). Da qui avevo deciso di proseguire a piedi per diversi chilometri passando per diversi templi.
Fatte le prime foto prendo la Haniwa Ro-do (Haniwa Road) che è una passeggiata chiusa al traffico che passa per la foresta e i campi di riso e che mi porterà al tempio di Kamosu (tesoro nazionale costruito nello stile taisha). Camminando tra la natura ad un certo punto sento della musica J-pop ad alto volume arrivare da dietro la collina… pensavo ad una festicciola tra giovani e invece era un contadino che lavorando il suo campo di riso ascoltava della musica dalla radiolina del suo furgoncino. Respiro l’aria della natura, ero solo e il tempo era particolarmente bello. Noto poi, con un certo stupore, proprio in mezzo alla natura un grosso edificio in cemento armato; una di quelle brutte cose che manco a Tokyo si possono trovare. Che cosa era quel mostro su quella collina in mezzo ad una foresta? Si trattava di una scuola, la Rissho University Shonan High School (vedi foto).

 tra la natura una scuola in cemento                              Rissho University Shonan High School in mezzo alla natura
  Nella campagna a sud di Matsue                             Vista dalla Haniwa Road

Ancora qualche campo di riso e un laghetto calmo ed armonioso ed arrivo al Kamosu-jinja (vedi galleria fotografica). Qualche foto per poi ripartire, era difficile prevedere quanto tempo ci vorrà per arrivare a destinazione e prendere la corriera per tornare in centro. Dal Kamosu Jinja volevo arrivare, sempre a piedi, al Tsurugi-jinja e per arrivarci si passa per il museo “Yakumo Tatsu Fudoki no Oka” (che non ho visitato) e per il tumulo Okada-yama, una zona dalla quale (si dice) sia nata la civiltà della regione. Un paio di antiche abitazioni possono essere ammirate in mezzo al prato.

     Tumulo di Okada-Yama                                        Tumulo di Okada-Yama                                        Tumulo di Okada-Yama                          Tumulo di Okada-Yama

Arrivo al Tsurugi-jinja (vedi galleria fotografica), un tempietto che mi ha fatto allungare di qual cosina la mia passeggiata. Noto subito che devo essere uno dei rari visitatori… le scale che portano al tempio non erano curate e piene di erbacce; ragnatele ostacolavano la mia camminata, di fatto sembrava di essere fuori dal mondo. Un tempio in miniatura in cima ad una collinetta raggiungibile scalando faticosamente circa 150 scalini…

     Studentesse nella campagna a sud di Matsue                          delle studentesse nei pressi del tumulo di Okada-Yama

Torno indietro per la stradina da cui sono arrivato per ripiegare e andare al Rokusho-jinja (vedi galleria fotografica). Passo dopo passo noto come il sole cerca di cambiare il colore della mia sensibile pelle bianca ma ormai non potevo certo tornare indietro e quindi via verso il Manai-jinja (vedi galleria fotografica) a pochi chilometri. Ai piedi del monte Chausu il tempio si trova all’ombra e quindi finalmente un po’ di freschezza prima di arrivare al Takeuchi-jinja (vedi galleria fotografica). Una via soleggiata dove trovo finalmente il primo jidohanbaiki (distributore di bevande) della giornata. Mezzo litro di acqua mi da’ l’energia di continuare per il mio cammino. Passo per le rovine del tempio provinciale di Izumo e arrivo al Takeuchi-jinja che è l’ultimo tempio del mio itinerario, una camminata di poco più di quattro ore. Incontro un monaco buddhista che dopo avermi chiesto se ero americano mi indica il posto dove fare una donazione :-D
A fine visita prendo l’autobus e torno in albergo per una doccia veloce.

     Rovine dell'antico tempio provinciale di Izumo                          Rovine del tempio provinciale di Izumo

Chiedendo informazioni alla reception mi dicono che il castello di Matsue è aperto fino a sera. Colgo l’occasione per continuare la giornata nei migliori dei modi. Prendo un taxi (avevo in mente di vedere ancora tante cose questo giorno e non volevo perdere tempo aspettando autobus e fare altre lunghe camminate inutili) e arrivo all’entrata principale del castello (vedi galleria fotografica – vedi informazioni sul castello). Il taxi era nuovissimo, ero il quarto cliente che saliva sul taxi mi dice con fierezza il tassista. “Sono un puro-doraiba- (Pro Driver) da 30 anni e mi hanno affidato un taxi nuovo questa mattina” mi dice il fiero tassista. Il castello di Matsue non era stato distrutto durante la Restaurazione Meiji e la seconda guerra mondiale ha risparmiato questa piccola cittadina dai bombardamenti (leggi informazioni del castello – vedi galleria fotografica). Entro e salgo fino in cima per ammirare il panorama sulla città e sul lago di Shinji dove ci andrò poi di sera per ammirare l’ennesimo tramonto.
Dopo la lunga passeggiata per i templi e natura del sud della città avevo ancora del tempo per andare a nord del castello per vedere la Shiomi Nawate, una stradina di fianco al canale del castello e che mantiene (strada asfaltata e abbastanza trafficata a parte) un aspetto ancora fedele al Giappone del passato. Partendo da nord ho visitato il museo dedicato a Lafcadio Hearn (vedi galleria fotografica), uno straniero arrivato a Matsue per insegnare la lingua inglese. Lafcadio Hearn (Koizumi Yakumo) è conosciuto per le sue opere che fanno conoscere “l’altro Giappone”. Tra i suoi capolavori spicca “Glimpses of Unfamiliar Japan”. Il museo ospita diversi oggetti personali di Lafcadio tra cui la sua personalissima scrivania rialzata per avvicinare al suo unico occhio buono i suoi libri e i suoi scritti. L’ingresso è di 300 yen ma se avete con voi il passaporto (o Alien card) l’ingresso è di soli 150 yen. Di fianco al museo si trova l’ex residenza di Lafcadio anch’essa aperta al pubblico. Scendendo la Shiomi Nawate si passa per una vecchia residenza di un samurai di classe media. Il Buke-Yashiki (vedi galleria fotografica) è stato costruito nel 1730 ed era l’abitazione della famiglia militare di Shiomi. Ho colto l’occasione per vedere le varie stanze e il giardino del samurai. Ero già passato per questa stradina la mia prima sera di Matsue ma di giorno è decisamente più bello. Oltre a questi storici edifici si possono ammirare case da te e il canale dove passano le barche per i turisti e poco oltre la sagoma del castello. Scendo verso sud e raggiungo il ponte O-hashi da cui proprio Lafcadio amava ammirare il tramonto sul lago Shinji. Oggigiorno dallo storico ponte, guardando verso il lago si vede un altro ponte, il Shinjiko Ohashi.

                 Il ponte O-hashi a Matsue con vista sul lago Shinji              Il ponte O-Hashi a Matsue

Si avvicina la sera e mi dirigo verso il lago e arrivo di fianco all’isoletta Yomegashima, luogo particolarmente amato dai fotografi e dalla gente che si ferma. C’è pure una fermata degli autobus “Shinjiko Yuhi Supotto” e una piccola tribuna (vedi galleria fotografica del lago di Shinji. Il cielo era sereno e il tramonto era particolarmente bello. Verso le 20:00 con una decina di chilometri a piedi alle spalle e con una faccia da pellirosse torno in albergo. Alla reception non mi credono… anzi, ci credono e credono pure che io sia un povero pazzo. Chi farebbe tutta questa strada in una giornata sola? Tutta la strada fatta a sud tra la natura e i templi e poi tutta la strada dal castello al lago per poi tornare in albergo passando per il quartiere dei templi di Teramachi (vedi galleria fotografica).
Di sera, dopo una veloce doccia nel mini bagno dell’albergo, sono poi andato nel ristorante, un izakaya, che ho citato nel post precedente, quello in cui sono stato prima di andare al KyabaKura. Si mangiava troppo bene e il sake con pezzettini di fugu mi stava aspettando.
Il terzo giorno di vacanza a Matsue è decisamente più tranquillo. Esco dall’albergo verso le 10:00, prendo il taxi e vado a Kyomise Karakoro da dove prendo il Horikawa Boat, una piccola imbarcazione per i turisti che desiderano navigare per i canali di Matsue passando sotto i 16 ponti.

         Dalla barca Horikawa Boat a Matsue                               Dalla barca Horikawa Boat a Matsue                      vista dalla piccola imbarcazione

A guidare la barca una signora di mezza età simpaticissima che oltre a spiegare i posti che si vedevano cantava le canzoni tradizionali di Matsue e cercava di fare del suo meglio per spiegare in due parole di inglese. Anche oggi la giornata è piena di sole e per fortuna non faceva ancora quel caldo che inevitabilmente soffocherà l’estate. Arrivo dinnanzi all’entrata principale del castello; si può proseguire oppure scendere per poi salire sulla barca anche più tardi. Il biglietto è valido per tutto il giorno e può essere usato diverse volte. Decido di visitare nuovamente il castello, l’adiacente Matsue-jinja e il museo di storia moderna. Nel castello giravano delle scene per un drama che la NHK di Osaka produce. Si poteva comunque entrare ma bisognava stare in silenzio. Arrivo in cima e posso seguire le registrazioni di una scena a pochi metri di distanza. Il titolo è “Danran” che in dialetto di Matsue significa grazie (nei ristoranti ti saluteranno con Danran). Ripasso ancora la Shiome Nawate e ritorno alla barca Horikawa per ritornare al posto d’origine. Il cielo era sereno e si sentiva comunque il caldo… decido di mangiare qualcosa e torno in albergo per una piccola pausa. L’ultima sera di Matsue si avvicina e l’ultimo tramonto al lago non deve mancare. Una serata romantica con l’aria di Matsue che con una leggera brezza mi dava appuntamento per l’anno prossimo. Il sole scende e si nasconde dietro le montagne dietro il lago… si fa sera.

       i coniglietti al Shimane Art Museum al lago di Shinji                        i coniglietti al Shimane Art Museum al lago di Shinji
      Un monumento nei pressi di Shinji-ko - Matsue                         Un monumento nei pressi di Shinji-ko – Matsue

Vado sul sicuro e ritorno al piccolo ristorante locale in cui ci sono stato la prima sera a Matsue. Il locale a conduzione famigliare con la figlia che parla un po’ di italiano si trova vicino al ponte O-hashi (lato nord) e dovrebbe essere presente nella Lonely Planet. Prendo il solito; il Unagi tadaki (anguilla battuta che dovrebbe fare miracoli la mattina seguente) e altri pesci del lago di Shinji… il tutto accompagnato da alcune ottime birre Yebisu.
La serata finisce ufficialmente così e torno in albergo. Tre giorni densi di stupende immagini, profumi e ricordi e… oltre 800 fotografie.
Il giorno dopo torno a Osaka, questa volta non prendo la corriera ma il trenino che mi porta a Okayama dove prenderò lo shinkansen per Osaka. Qualche giorno a casa per poi ripartire il 18 per Nagasaki. Ritornerò a Osaka il 30 di giugno per starci praticamente un giorno solo: il primo di luglio, di notte, ho preso l’aereo per l’Italia… e ora finalmente un po’ di relax… figli permettendo :-D

5 Risposte to “Vacanze a Matsue – parte seconda”

  1. Cinghius ha scritto:

    Densissimo e gustoso resoconto! Poi io adoro i templi…e le atmosfere del Giappone ormai passato. Mi manca molto non aver visto Nara, e ora segnerò Matsue nel mio carnet del viaggio futuro!

  2. Kazu ha scritto:

    È la terza volta che vengo a leggere il tuo post ma non riesco mai a finirlo. Ritorno presto eh! ^^

    PS. Se passi per la Capitale fai un fischio!

  3. bunny chan ha scritto:

    Bellissimo resoconto anche questo!! Io ho il tuo stesso problema, ed è per questo che, quando parto, cerco sempre di non dimenticarmi una crema solare ad alta protezione!!!

    Bellissime le foto del Tempio abbandonato (io adoro i luoghi abbandonati!!), ma mi sarebbe piaciuto avere delle foto anche della tua camicia hawaiana :wink: !

    Un bacio e “danran”!!
    B.

  4. jappone ha scritto:

    @ Cinghius: Credo che la vecchia capitale Nara meriti una piccola visitina, specialmente il Todai-ji con il grande Buddha di bronzo. Matsue e Izumo sono un po’ fuori mano ma se si hanno un paio di giorni “liberi” può veramente fare la differenza.

    @ Kazu: Lo sapevo che il post diventava troppo lungo. Non volevo comunque dividere ulteriormente e fare un terzo post per lo stesso luogo :???:
    ps: stavolta niente Roma per il rientro in Giappone

    @ bunny chan:mi sa che la crema la metterò in borsa le prossime volte che avrò l’idea di avventarmi sotto il sole del Sol Levante :grin:
    per la camicia hawaiana (presa un paio di anni fa a Okinawa… mmmm allora forse sarà okinawaiana? ) potrei fare una foto togliendo ciò che normalmente si deve fare posto per entrarci :grin:
    “danran” anche a te

  5. Marco ha scritto:

    foto stupende! come vorrei esserci anch’io. Complimenti veramente per un resoconto davvero unico!

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