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Nel mio ultimo post vi ho scritto dei giorni passati a Matsue e dintorni.
Pochi giorno dopo il mio ritorno a Osaka sono poi ripartito per Nagasaki il 18 di giugno per ritornare nuovamente a Osaka il 30.
Arrivato all’aeroporto prendo la corriera che in quasi un’ora mi porta in centro… faccio il check-in in albergo e con alcuni colleghi di lavoro incontrati alla reception decidiamo di andare a pranzare in uno dei ristoranti cinesi presenti in zona. In realtà si trattava del quartiere cinese e il nostro albergo era in zona.
Si sentiva la tipica aria del Kyushu e la stagione delle piogge contribuiva a renderla particolarmente umida. In quasi due settimane solo pochi giorni erano soleggiati… le colline e piccole montagne che circondano la città non sempre si vedevano a causa della nebbia.
Come al solito ho approfittato per assaggiare nuove prelibatezze e anche questa volta non sono rimasto deluso; ricordo ancora la seppia che si muoveva nel piatto :-/
Niente locali strani questa volta, solo buona cucina che mi ha aiutato a non perdere peso (purtroppo).
E’ la seconda visita a Nagasaki, la prima 5 o 6 anni fa, e non ricordavo molto dall’ultima volta.
In una delle poche sere con il cielo non nuvoloso ho preso un taxi e sono andato al parco della Pace; in effetti non ci ero ancora andato e ci tenevo a vederlo almeno una volta. A differenza di Hiroshima, del dramma nucleare di Nagasaki non si parla molto. Sarà perché Hiroshima è stata la prima città ad essere bombardata con una bomba atomica o forse anche perché l’esplosione su Nagasaki avvenne vicino ad una fabbrica di munizioni, luogo scomodo da citare e che in parte potrebbe giustificare il “target”atomico. Hiroshima è simbolo del vittimismo giapponese, una città che ha trasformato il Giappone imperiale aggressivo in un paese vittima della crudele guerra. Nagasaki al tempo stesso passa nel dimenticatoio e riemerge solamente con episodi legati all’intolleranza verso i loro sindaci che riescono a trovare il coraggio di puntare il dito verso Tokyo.
Chi si reca in Giappone desidera visitare Tokyo, Kyoto e Hiroshima… questo valeva anche per me quando 13 anni fa misi piede in Giappone per la prima volta. In quell’occasione ricordo di essere stato a Hiroshima una settimana dopo il 50-esimo anniversario del bombardamento atomico del 6 agosto 1945. Il 6 agosto è un giorno da ricordare e il primo ministro si reca a Hiroshima per la cerimonia. Mi chiedo perché proprio il 6 agosto e non il giorno 8 (La Russia dichiara guerra al Giappone e invade la Manchuria) oppure il giorno 9 che ricorda il bombardamento atomico su Nagasaki. Il 6 agosto sembra più importante (e per molto sicuramente lo è) del 15 di agosto, giorno del discorso dell’imperatore Hirohito che chiedeva ai suoi sudditi di arrendersi all’inevitabile.
Nagasaki passa in secondo piano e talvolta ho l’impressione che venga deliberatamente evitato di parlarne strumentalizzando a sua volta Hiroshima.
Dopo tutti i minuti di silenzio per ricordare le vittime di Hiroshima, ricordiamo anche quelle di Nagasaki che con la seconda giornata delle olimpiadi di Pechino “festeggeranno” il triste anniversario.


July 27th, 2008 at 7:56 pm
Ma c’è anche stato chi ha avuto il coraggio di “ignorare” le due bombe e parlare del Giappone nella sua vera, sanguinosa sconfitta. Hai mai visto “Le terme di Akitsu” del Maestro Yoshida?
Io che poi sono scaramantica a livelli esagerati, quest’anno aspetto con grande sospetto la giornata dell’08-08-08…
Tanti baci!!!
July 28th, 2008 at 9:14 am
Ciao Kazu, no, non conosco ancora “Le terme di Akitsu”… cercherò di informarmi.
il 08-08-08 mi fa venire in mente l’inizio delle olimpiadi e non sono certo che non ci saranno dei problemi
July 28th, 2008 at 11:58 am
Ciao, bentornato.
Credo che l’8 Agosto sarà giornata abbastanza delicata in effetti.
Devo dire che, nonostante lo scarso “appeal” della notizia (nel cinismo dei telegiornali, perchè ripetere una notizia quasi identica a pochi giorni di distannza?), qualche tele/giornale italiano negli anni passati ha dedicato almeno pochi secondi/righe all’evento.
Certo, si potrebbe dire molto di più. Ad esempio non conoscevo i retroscena storici dell’esplosione di Nagasaki, da parte dei nostri organi di informazione non sarebbe stata male un pò di analisi, anche per uscire dai soliti luoghi comuni sulla guerra.
August 5th, 2008 at 12:31 pm
Il tuo blog si è meritato un premio virtuale! Passa a ritirarlo!
August 7th, 2008 at 9:35 am
Che bella sorpresa!
Ti ringrazio veramente molto per avermi selezionato.
August 27th, 2008 at 12:15 pm
In effetti ho sempre provato il tiuo stesso “sconforto” davanti alla dimenticanza…chissà se ci sono ragioni nascoste che non conosciamo…
Ma la seppia che si muove nel piatto, devo dire, mi ha fatto ancora più impressione
!
B.
August 30th, 2008 at 7:47 am
la seppia poi l’abbiamo fatta preparare in tempura… una delizia

In effetti, vedendola muoversi nel piatto non mi gustava poi tanto
October 6th, 2008 at 7:18 pm
Vero, di Nagasaki si parla poco, e ora che anche le olimpiadi con tutte le loro contraddizioni sono finite, è solo grazie a post come questo che si può porre l’accento su realtà dimenticate che ammorbano la nostra coscienza.