Aug 30
Non mi faccio vivo da un po’ lo so… chi mi segue saprà che ero in una lunga vacanza in Italia. Sono finalmente tornato in Giappone ma il fuso orario questa volta gioca un brutto scherzo; sarà la mia vecchiaia? Stò per diventare un oyaji? Naaahhhh, già lo sono ormai!
Tornato in Giappone manco la cena riusciamo a cucinare e decidiamo di uscire e di mangiare fuori.
Dovevo, e sicuramente lo farò, fare un post sulle mie vacanze “italiane” ma il tempo purtroppo è quello che è e vi chiedo di pazientare ancora un pochino affinché finisca di selezionare le foto che poi posterò.
Oggi, con la mia famigliola, ad eccezione di Akito-kun (mio figlio), che non ha ancora finito i compiti per scuola, siamo andati in un locale vicino a casa per mangiare Monja-yaki e nel ritornare ho pensato bene di passare per il Lawson (un supermarket aperto 24 ore al giorno) per prendere un paio di lattine di birra.
Chi mi conosce saprà benissimo come adoro le birre in generale (e le birre giapponesi in particolare). Ho trovato quelle della Kirin per l’autunno! (guardate il video pubblicità). Ne ho prese tre assieme a qualche Asahi; due ne ho bevute, una la risparmio per dopo il post 
Colleziono lattine di birra da molti anni ormai e ne avrò bene o male qualche centinaia ormai (con stragrande maggioranza delle birre giapponesi). Ogni anno ne escono di nuove e quelle maggiormente interessanti sono quelle a produzione limitata.
Ebbene si, sono ritornato in Giappone e tra poco ricomincia la solita routine; viaggiare per lavoro in giro per il Giappone. Sarò a Tokyo per una settimana a inizio settembre e poi nelle vicinanze di Tokyo per un’altra settimana. Il soggiorno lavorativo a Shizuoka lo ho cancellato nonostante mi sarebbe piaciuto rivedere il monte Fuji e il mausoleo di Tokugawa Ieyasu che ho potuto vedere diversi anni fa.
Arghhhh, l’umidità di questo periodo mi sconsola non poco. Ancora qualche settimana e il tutto dovrebbe migliorare, spero. Forse ritorno in Italia (la terza volta in quest’anno) verso Natale per qualche settimana bianca in montagna ma per adesso non vedo l’ora di gustare l’autunno giapponese e i suoi colori dell’acero.

Mia moglie sulla Rasciesa in Val Gardena.
Essendo una “gran amica degli animali” non sono riuscito a farla avvicinare di più all’amico cavallo.
Da notare inoltre lo sfondo bellissimo delle dolomiti gardenesi.
Aug 08
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Oggi iniziano ufficialmente le olimpiadi di Pechino, un giorno speciale quindi per lo sport mondiale e per il tanto acclamato “spirito olimpico” tanto caro al governo cinese. Un giorno, quello di oggi, simbolico grazie anche alla data tanto facile da ricordare: 08.08.08.
Sessantatré anni fa come oggi l’Unione Sovietica dichiarava guerra al Giappone; due giorni prima cadeva la prima bomba atomica in Giappone. E per questo triste anniversario tutto il mondo si ferma per ricordare e per “non ripetere” un disastro che per taluni era sicuramente evitabile e per altri invece mossa necessaria per fermare la macchina bellica del Giappone imperiale.
La ciliegina sulla torta, chiamiamola così, arriva il 9 agosto quando una seconda testata nucleare viene fatta esplodere sui cieli di Nagasaki… ma stavolta il mondo non si ferma per ricordare le vittime; non si ferma neanche il Giappone. Nagasaki potrebbe essere scomoda, meglio non parlare troppo delle 80.000 vittime di “Fat Man”, il nome dato alla bomba atomica al plutonio. La bomba esplose fra due fabbriche d’armi, la “Mitsubishi Steel and Arms Works” a sud e la “Mitsubishi-Urakami Ordnance Works (Torpedo Works)” a nord e a circa 470 metri d’altezza; a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto. Prevedibile la non intenzione di menzionare troppo il bombardamento su Nagasaki da parte del governo giapponese. Per l’occidente risulta imbarazzante confermare la distruzione della Urakami Tenshudo (chiesa cattolica a Nagasaki) oltre alle vittime “non volute” come i prigionieri di guerra, lavoratori della Corea e Cina, studenti stranieri e circa 3200 cittadini giappo-americani.
Meglio tacere, meglio dimenticare o far finta di nulla; questo non è difficile se per essere strumentalizzata a propri scopi c’è la città di Hiroshima, la città simbolo… simbolo di ciò che potrebbe risultare utile (vittimismo, diritto morale per essere i primi e i più idonei a condannare armi atomiche e l’occidente in generale…).
Ironia della sorte potrebbe stare nella tesi che afferma che il Giappone si è arreso non per i bombardamenti, non per la miseria e non perché il Giappone era perso ma bensì per l’entrata in guerra dell’Unione Sovietica. Questa tesi renderebbe ancora maggiormente inutile la morte e sofferenza di tanta gente, tra cui sicuramente anche innocenti (non sono ironico).
Non aggiungo altro a tutto l’inchiostro virtuale versato in questi giorni per ricordare Hiroshima ma chiedo di ricordare anche quei dimenticati di Nagasaki, la città scomoda… la città di Hitoshi Motoshima, sindaco a cui venne sparato 1990 per aver tirato in ballo la figura di Hirohito… la città di Kazunaga Ito (anche lui sindaco) ucciso con due colpi di pistola nel 2007 per essere andato troppo oltre nella sua attività pacifista.
Prima di chiudere con questo breve post desidero ringraziare pubblicamente Stefy per avermi scelto come destinatario di un bel premio, il premio Brillante Weblog. Grazie di cuore per questo apprezzatissimo premio.
Come i miei lettori sicuramente sapranno, in questo periodo mi trovo in Italia per le ferie estive (in montagna) ma oggi (venerdì) parto per Milano dove domani arriverà anche mia moglie per le ultime settimane di vacanza prima di tornare a Osaka. Fine-settimana a Milano (senza bimbi che rimangono per fortuna dalla nonna) e domenica si ritorna in montagna, al fresco. Niente piani per il sabato “milanese”… ci lasceremo sorprendere da ciò che Milano sa offrire 
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