Tempo di muoversi! Tempo di Undoukai

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Non capita spesso che scrivo due post in due giorni ma oggi era una giornata importante, anzi incredibilmente importante… ma che dico: troppo per molte famiglie giapponesi. Uno degli eventi maggiormente attesi durante l’anno scolastico: la giornata dello sport, ovvero il famigerato Undoukai :-D

L’ undoukai viene fatto di domenica per consentire genitori e nonni di andare a vedere le prodezze dei propri piccoli e per tifare mentre corrono… centinaia di persone nel cortile della scuola munite di macchine fotografiche e video.
Mia figlia fa la seconda elementare e mio figlio la prima e quindi avevo due “atleti” da seguire oggi. L’orario è quello solito della scuola e si finisce verso le 14:30. una piccola pausa per il pranzo (tutti si portano qualcosa da casa: un gustoso obento).
Sicuramente uno degli appuntamenti più attesi perché la scuola e gli insegnanti desiderano far vedere cosa sono riusciti ad insegnare. Ordine e compostezza e soprattutto disciplina… il bambino deve essere un esempio per la società e i genitori sono fieri di avere dei piccoli uomini crescere ed inserirsi nei rispettivi gruppi di appartenenza. Tutto questo lo scrivo con un sottile filo di ironia in quanto non mi dispiacerebbe vedere i miei figli meno marziali e in cambio con qualche nozione scolastica in più.
A scuola si tende ad insegnare i bambini come ci si comporta in gruppo, come si deve rispondere a certe domande, seguire ciecamente gli ordini insegnamenti dell’insegnante… si imparano i kanji e le canzoni giapponesi. Leggevo da qualche parte che in Giappone le scuole insegnano i bambini ad essere e diventare giapponesi mentre per il resto un bambino è costretto a frequentare i corsi privati di matematica, storia e altre materie scientifiche. Per quel poco che posso giornalmente osservare non oso dare torto a questo tipo di affermazioni.
Lo stesso undoukai, che dovrebbe essere una festa dello sport, è rigido e alquanto noioso… di divertente c’è poco (le uniche risate del pubblico si avvertono quando uno dei ragazzi inciampa e cade durante la corsa). I vari discorsi preparati e studiati degli insegnanti e del direttore con i bambini implotonati.


Alcuni scatti del giorno. In cima la ginnastica iniziale (osservate che non sono bene sincronizzati tra di loro, cose che non vedevo MAI all’asilo). In fondo a destra il tiro del bambu (dipinto a metà in rosso e l’altra in bianco)

L’undoukai inizia con la ginnastica; tutti insieme (insegnanti compresi) fanno degli esercizi di ginnastica ben precisi seguendo una musichetta.
Questo modo di fare ginnastica lo avevo notato durante gli anni in cui accompagnavo i miei piccoli all’asilo. La ginnastica è sempre uguale! Ogni volta gli stessi esercizi e stessi identici movimenti seguendo sempre la stessa musichetta! Un vantaggio potrebbe essere che sarà difficile sbagliare qualcosa :-P
Ricordo che durante i miei anni a scuola la ginnastica si faceva seguendo il piano deciso dall’insegnante per quella determinata giornata… gli esercizi cambiavano continuamente ed era difficile annoiarsi. Qui in Giappone gli esercizi di ginnastica vengono fatti a memoria e con poco impegno fisico, i bambini sono visibilmente annoiati.
Da alcuni giorni alla TV davano i consigli per come svolgere le prove fisiche di questo undoukai… trucchi per vincere la staffetta e la traiettoria migliore per vincere la gara di corsa. Sono cose troppo importanti per la vita di un bambino. Oggi sentivo una giovane madre vicino a me contrariata dal fatto che suo figlio non aveva girato il berretto nonostante glielo aveva esplicitamente detto… con il berretto all’indietro sarebbe corso più in fretta!


una lotta in cui vince chi riesce a prendere il berretto dell’altro


Vince la squadra che riesce a mettere il maggior numero di palline nel cesto

All’undoukai ci sono due squadre, una rossa e una bianca, e le gare sono principalmente a squadre. Ogni squadra ha la sua bandiera e a inizio “competizione” i capo-squadra (assieme ad una decina di colleghi) eseguono a serie di riti.
Tra le gare di oggi un simpatico tiro alla fune (al posto della fune hanno usato un’asta di bambu), corsa dei 60 metri, staffetta, corsa agli ostacoli (passare sotto una rete, correre dentro un sacco, passare attraverso un cerchio…) e poi il clou: i ragazzi che si mettono in formazione. Più sono difficili e maggiori saranno gli “ohhhhHHH” del pubblico presente. Questo delle formazioni è una caratteristiche che non mancava mai neanche negli undoukai dell’asilo.

Ecco un’assaggio di alcune pose:

In generale una giornata piacevole ma devo ammettere  che mi ero aspettato di più… di più perchè le performances all’asilo le trovavo molto più ordinate e precise… anche il livello di difficoltà era maggiore che non questo alle elementari. Suppongo che ciò vada attribuito al tipo di asilo che si frequenta. Quello che avevamo scelto per i nostri bambini è conosciuto come uno abbastanza severo ma di ottimo livello. La scuola elementare è semplicemente una scuola elementare pubblica che non sembra avere grosse pretese. Vedremo per il futuro se sarà il caso di cambiare scuola.

Un sabato del C… Cup Noodle

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Cup Noodle a Ikeda (Osaka) Momofuku Ando con in mano il Chikin Ramen di sua invenzione. Nel riquadro il logo del museo

Qualche tempo fa avevo scritto della visita alla fabbrica di Yakult poi dove imbottigliano la Coca-Cola.
Oggi invece sono andato assieme alla mia famiglia a visitare il Momofuku Ando Instant Ramen Museum. Chi di voi non conosce il Cup Noodle? Ebbene si, vicino a Osaka, e più precisamente a Ikeda si trova questo museo dedicato ai ramen istantanei di invenzione di Ando che fu anche fondatore della Nissin Foods.
Ci siamo andati in macchina ma si arriva facilmente anche in treno usando la linea Hankyu-Takaratsuka uscendo alla stazione di Ikeda. Da li ci vogliono pochi minuti a piedi.

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) alcune foto con momenti importanti di Momofuku Ando

Dopo l’invenzione di Ando nel 1958, questo prodotto divenne molto popolare in Giappone. Negli anni ‘70 i vari produttori di instant noodle iniziarono ad aggiungere nuovi sapori ma ciò significava anche un aumento nei prezzi. Inizialmente le vendite ebbero una certa diminuzione per poi riprendere poco dopo. Al giorno d’oggi ci sono essenzialmente due tipi di Instant Noodle: quelli “tradizionali” e che costano poco e quelli più ricercati con diverse aggiunte come ad esempio gamberetti, carne di porco, uova etc…
Come in altri paesi anche in Giappone ci sono diversi tipi di instant noodle: ramen, udon, soba, yakisoba, pasta e altri ancora.

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) queste sono le confezioni Nissin Foods attualmente in mercato. Cliccate sull’immagine per un’ingrandimento e poi su “full size” per l’immagine migliore. Cup Noodle a Ikeda (Osaka) Le varietà non mancano. Decine e decine di confezioni disposte in ordine di comparsa sul mercato.

Siamo arrivati al museo degli instant Noodle della Nissin Foods verso le 10:30 del mattino… alle 11:00 avevamo riservato per poter noi stessi preparare un chikin ramen tutto nostro :-)
Ogniuno ha avuto il suo bel numerino e a coppie ci si sedeva ad un tavolo per ricevere gli insegnamenti degli esperti :-P
A disposizione un grembiulino con il proprio numero e un bandana (che rimarrà nostro come souvenir). Un piccolo video e poi al lavoro. Dapprima ci viene chiesto di personalizzare il sacchetto che servirà da confezione per il nostro chikin ramen con dei pennarelli e di mettere il nostro nome e “data di produzione” sul retro. Poi tutti ad un altro tavolo dove troviamo gli ingredienti pronti per essere usati.

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) questo il set a disposizione di ogni coppia

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) Cup Noodle a Ikeda (Osaka) Cup Noodle a Ikeda (Osaka) mescolare gli ingredienti e creare un impasto per poi passarlo alla pressa

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) mia figlia all’opera

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) viene aggiunto del brodo di pollo e si mescola per altri 10 secondi

I dieci secondi devono essere dieci ci dicono… in effetti era tutto molto ordinato e preciso; nulla era lasciato al caso… forse anche un po’ troppo fiscale.
Infine prepariamo due porzioni da 100 grammi esatti (avevamo la nostra bilancia) che poi andranno ad essere fritte nell’olio.

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) ecco i nostri ramen che scendono nell’olio bollente

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) e mentre i nostri friggono, avanti con i successivi

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) Cup Noodle a Ikeda (Osaka) vengono prima asciugati e poi preparati per essere messi nella busta che avevamo in precedenza personalizzato con i pennarelli colorati (io ci ho messo Ampanman) :-D

Ci siamo proprio divertiti nel preparare ognuno di noi il nostro Chickin Ramen da portare a casa…
Scendiamo al piano terra e scopriamo che c’è la possibilità di “creare” anche un proprio “Cup Noodle”! Occasione da non farsi scappare questa! Il tutto costa 300 Yen e si possono scegliere a proprio gusto quattro ingredienti da aggiungere ai noodle. Anche in questo caso si personalizza la confezione con dei pennarelli e poi si fa la fila per farsi dare il sapore del brodo (classico, al curry, salato… e poi non ricordo  :-( )

Cup Noodle a Ikeda (Osaka) qui si comincia
Cup Noodle a Ikeda (Osaka) vengono dapprima inseriti nel nostro barattolo i noodle fritti
Cup Noodle a Ikeda (Osaka) poi si scelgono i quattro gusti. Io ho scelto ebi, kani, kimuchi e tamago con la zuppa a base di kare (curry)
Cup Noodle a Ikeda (Osaka) poi il coperchio e la chiusura ermetica. Sembra proprio vera! E vi assicuro che lo è! :-D
Cup Noodle a Ikeda (Osaka) ed ecco il mio personalissimo Cup Noodle! Messo in un sacchetto che viene gonfiato, si applica una cordicella rossa…

Amatissimi Cup Noodle, ma quanto siete buoni  :-D
Per pranzo, manco a dirlo, siamo andati in un vicino ristorante di Ramen… oggi sembravano più buoni del solito; chissà perchè  :-D
Per ulteriori fotografie ho preparato una galleria fotografica: Cup Noodle al Museo.

Link utili: sito del museoFondazione Ando -

Vacanze italiane e ritorno in Giappone

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Siamo alla fine di settembre, l’estate sta finendo (evviva i Righeira :-P ) e anche il caldo umido qui in Giappone sembra finalmente attenuarsi :-)

Come menzionato nel post precedente, quest’anno ho fatto la mia vacanza in Italia; un mese e mezzo in montagna con i miei due bimbi. Le ultime tre settimane mia moglie mi ha raggiunto per poi ritornare in Giappone tutti insieme (è venuta a prendermi, in poche parole hehehe).
Come ogni anno, anche queste vacanze sono state molto rilassanti, grazie anche e sopratutto a mia madre che mi ha non solo ospitato ma anche servito in tutto ciò che io e la mia famigliola aveva bisogno.
In montagna si respira ancora aria abbastanza buona e si entra in un verde che in Giappone è assai difficile trovare.
Per il viaggio abbiamo usato la compagnia aerea Thai Airlines che risultava essere tra le più economiche (e in quattro la differenza si nota!). Unico inconveniente è la durata del viaggio e il periodo di attesa all’aeroporto di Bangkok (7 ore e mezza all’andata e 11 ore al rientro). Mmhh, altro inconveniente è l’orario di partenza: 01:25 del mattino, notte fonda. Mia moglie ci accompagna ma è impossibile per lei ritornare a casa a quell’ ora e quindi decide di pernottare in un albergo dell’aeroporto del Kansai (KIX).
Arrivo a Monaco di Baviera verso sera e mio fratello è puntualissimo e pronto per portarmi in Italia, c’era anche mia cognata che come sempre mi da un apprezzatissimo “bentornato” :-D

Gite in montagna, pomeriggi in piscina… ore e ore nei miei bar preferiti con i quotidiani del luogo (come usavo fare nei vecchi tempi passati)

Viaggio in Italia 2008 una baita a oltre 2400 metri in cui si può mangiare e poi prendere il sole :-D

Viaggio in Italia 2008  Sul Seceda (Dolomiti gardenesi) a oltre 2500 metri

Viaggio in Italia 2008  Vista panoramica sul Sassolungo dal Rasciesa

Durante l’estate Ortisei offre diverse manifestazioni per i tanti turisti che arrivano in vallata. Il centro di Ortisei ha visto la fine dei lavori per la via principale con la rimozione dei marciapiedi rendendo tutta la via pedonabile. Sulla strada nuova del centro si è tenuta anche una manifestazione artistica in parallelo a Manifesta 7, una manifestazione artistica europea di arte contemporanea. Inutile precisare che Ortisei ha perso un’ottima occasione per dimostrare l’arte dei propri cittadini, conosciuti per la scultura in legno. Per l’occasione l’azienda di soggiorno e il comune di Ortisei ha speso soldi pubblici per allestire orribili e discutibili “opere d’arte” di assai dubbio interesse artistico e di sicura provocazione e cattivo gusto. Una vera volgarità e mancanza di rispetto per l’opinione pubblica e le tante famiglie che decidono di soggiornare nella Val Gardena durante le vacanze estive. Per l’evento è stata fatta una festicciola in cui si regalava alla gente spumante (e sarà per questo motivo che non ho mai visto una simile folla?) e su un palco allestito per l’occasione i vari signorotti della politica locale davano il loro discorso. Il momento che però aspettavo maggiormente era quando sul palco arriva Giorgio Moroder! Con Moroder  (e la sua signora di origine messicana) avevo avuto l’onore di parlare proprio due giorni prima al bar :-D
Nato proprio a Ortisei e suppongo che molti di voi già lo abbiano sentito nominare in precedenza. Conosciuto principalmente come padre della disco-music degli anni ‘70 è diventato famoso per le musiche da film e ha vinto anche tre premi Oscar. Tra le musiche cito solamente “Flashdance“, “Scarface“, “Neverending Story“, “Top Gun” ma tante sono le colonne sonore che hanno visto la sua firma. In Italia è conosciuto anche perché compositore e produttore dell’inno per Italia 90 (Un’estate italiana) interpretato dal duo Giannini/Bennato.
Altra serata dedicata al vasto pubblico ha visto la fanfara dei carabinieri esibirsi dal vivo. In prima fila personaggi di spicco e autorità locali.

Viaggio in Italia 2008 Kazu senza dubbio riconoscerà il suo co-insulano :-P

Il 9 agosto mia moglie arriva a Milano e per l’occasione parto il giorno prima (rinunciando alla cerimonia delle Olimpiadi di Pechino. Per la cerimonia di chiusura l’italianissimo Moroder ha scritto le musiche!) per Milano dove avevo prenotato una camera singola per la notte stessa e una doppia per il giorno successivo. Mia moglie arrivava a Milano la mattina presto e quindi avevamo tutta la giornata a nostra disposizione. Una città già quasi semi-deserta, la cosa che mi ha maggiormente colpito è la presenza massiccia di stranieri! Nei negozi del centro molto personale alla sicurezza è di colore, al mio albergo ho incontrato solo una persona che non sia di colore. In piazza davanti al duomo molti stranieri… nella metro la lingua italiana praticamente non esiste. In parole povere: mi sentivo un gaijin in Italia, uno straniero nel mio stesso paese.
Visita al duomo e alla Rinascente (c’è pure un kaiten-sushi!), poi al castello sforzesco… una giornata stupenda e calda… erano quasi 11 anni che non arrivavo a Milano e l’impressione è che Milano è proprio invecchiata di 11 anni! Nelle città nipponiche si nota principalmente un continuo ringiovanimento dei quartieri (nel bene e nel male, per carità), ma nelle città italiane sembrerebbe che prevalga l’invecchiamento. “Milano capitale europea”: ma è vero che il Pirellone è l’edificio più alto di Milano o sono io che sono rimasto nella preistoria? Avere grattacieli alti non significa per forza progresso o modernità ma Milano non sembra aver fatto praticamente nulla per almeno sembrare al passo dei tempi. Lascio Milano in treno (i treni che ho preso erano sempre in perfetto orario, puliti e in ordine… in questo l’Italia sembra aver fatto qualcosa) per ritornare in montagna, al fresco :-D

Per tornare in Giappone mio fratello nuovamente ci accompagna a Monaco di Baviera. A Bangkok abbiamo oltre 11 ore di permanenza e decidiamo di prendere un taxi e andare in centro per fare dello shopping. Visite ai templi le avevamo fatte due anni fa e quest’anno desideravamo fare con maggiore calma. Uscendo dall’aeroporto veniamo informati di fare attenzione per le strade perché “certe persone hanno creato certi problemi“. Arrivati in Giappone scopriremo dei disordini avvenuti proprio quel giorno per le strade della capitale tailandese… l’abbiamo scampata proprio?
Siamo andati ai grandi magazzini di Siam Paragon che proprio nulla hanno da invidiare a quelli che ho visto in Giappone, anzi! Oltre ai vari negozi di moda e accessori anche dei cinema, fitness center e acquario.

Viaggio in Italia 2008 L’interno del Siam Paragon a Bangkok
Sugli scaffali del centro commerciale noto l’abbondanza di prodotti giapponesi e ciò mi fa capire che il ritorno a casa è imminente. Noto poi che oltre ai prodotti sugli scaffali c’è anche una fiera dedicata ai cibi giapponesi.

Viaggio in Italia 2008 Japanese Food Fair

Qualche ora nel centro e una cena tailandese per poi prendere il taxi e rientrare all’aeroporto per le ultime spese. Noto che la percentuale di autovetture “Made in Japan” è altissima. La Toyota ne fa da assoluta padrone ma anche molte Honda viaggiano per le vie della capitale. Mi sembra di capire che gli aiuti umanitari del governo giapponese per la Tailandia siano stati non tanto aiuti umanitari ma freddi investimenti per il commercio futuro. Aiuti finanziari per piazzare enormi quantità di prodotti nipponici significa un enorme guadagno per Japan inc.
All’aeroporto passiamo i controlli e prima di andare al nostro gate prendiamo due lattine di coca-cola per un amico giapponese che ne fa collezione. Andando al gate ovviamente ce le prendono per motivi di sicurezza… le prendo e le butto nel cestino di fianco ai controllori… Di solito le bevande prese all’interno possono essere prese a bordo dell’aereo ma in questo caso non era possibile. In giappone, la commessa avrebbe chiesto se ero intenzionato a portare le lattine in aereo e se ciò non era consentito mi avrebbe fatto sapere e consigliato di non comprarle. Ma sono cose che succedono solo in Giappone purtroppo. Ricordo di aver preso una bottiglia di sake all’aeroporto del Kansai (Osaka); era consentito portarla in aereo ma la commessa mi chiede se dopo questo volo ne avevo un’altro. Confermo che arrivato a Roma dovevo prendere un altro aereo e la commessa mi avverte che molto probabilmente la bottiglia di sakè non potrà essere portata su tale aereo e mi consiglia di rinunciare all’acquisto. Onestà simile credo è impensabile in quasi tutti i paesi del mondo e la cosa mi ha piacevolmente stupito.
Arrivo a Osaka il 28 agosto, pochi giorni prima dell’inizio delle scuole. Anche per me il lavoro attende e arrivo solo ieri (23 settembre, compleanno di mia moglie) da un paio di settimane a Tokyo. Finalmente un po di tempo per scrivere questo breve post sulle mie vacanze italiane.

Residente permanente in Giappone

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In effetti all’ufficio immigrazione me lo avevano consigliato diversi anni fa: fare richiesta per un permesso di residenza permanente.
Succedeva sempre che arrivato all’ufficio immigrazione di Osaka avevo i moduli richiesti già compilati da mia moglie, così si evitava di perdere ulteriore tempo in file per prelevare tali moduli, tempo per compilarli etc… Questi moduli erano però per il rinnovo del visto di permanenza e questi valevano per tre anni che, una volta passati, il rinnovo deve essere rinnovato (scusate il gioco di parole). :-D

Quest’anno il visto scadeva e ho prontamente fatto richiesta per il rinnovo. Chiedendo informazioni mi hanno spiegato che se volevo fare richiesta per il visto permanente mi tocca fare prima la richiesta per quello temporaneo (altri tre anni) e poi, contemporaneamente, anche la richiesta per il visto di residenza permanente. Questo per evitare di rimanere senza visto nel caso la richiesta per quello permanente non venisse accettata.

Così ho fatto e dopo pochi giorni mi hanno consegnato il visto valido per altri tre anni. Per quello permanente ci vogliono sei mesi di attesa.
E infine anche questo è arrivato e sono andato a prenderlo qualche giorno fa… appena arrivato dalle vacanze italiane (e mi riprometto di scrivere un post a riguardo). Non mi serve quindi andare all’ufficio immigrati ogni tre anni per il rinnovo del visto.

Chi vive in Giappone conoscerà bene le regole: senza un visto di permanenza non si può stare in Giappone. Vi sono diversi tipi di visto, a seconda della situazione in cui ci si trova. Chi si reca in Giappone per vacanza avrà il visto turistico che vale al massimo per 90 giorni. Chi ci va per studio può avere un visto studentesco… chi per lavoro e chi magari è sposato con un cittadino giapponese. In quest’ultimo caso il visto si chiama “spouse visa” e vale dapprima per un anno poi rinnovabile ogni tre anni.
Dopo un tot di anni, persone intenzionate a rimanere in Giappone altri anni possono fare richiesta per un visto permanente.

Importante sapere per chi ha intenzione di trasferirsi in Giappone:
Il ministero della giustizia può emettere un permesso di residenza permanente se il richiedente rispetta alcuni criteri tra i quali “buona condotta” e “fondi sufficienti o la capacità di crearsi una vita indipendente“. Residenti stranieri con un “spouse visa” (sposati con un cittadino giapponese) sono esenti dalle sopracitate richieste. Ma non è tutto, il ministero della giustizia deve supporre che la residenza permanente del richiedente debba essere in accordo con gli interessi del Giappone. E qui non posso che augurare buona fortuna a tutti :-)
Di solito non ci sono problemi ma è certo che non si deve entrare in antipatia con i signori del ministero. Con tutte le tasse che mi fanno pagare e con il lavoro che offro a cittadini giapponesi “gli interessi per il Giappone” dovrebbero starci tutti.

In pratica al richiedente viene chiesto di aver vissuto in Giappone per un determinato periodo di tempo in  base alla sua situazione. Il periodo richiesto è di dieci anni per una persona che ha il visto lavorativo, cinque anni dopo aver ricevuto un visto di residenza a lunga durata e di tre anni dopo essersi sposati con un cittadino giapponese e in possesso del “spouse visa”. Di fatto potevo farne richiesta oltre sette anni fa!
Bisogna rinnovare il proprio attuale visto quando si fa richiesta per il visto permanente. E’ necessario inoltre fare richiesta del permesso di rientro (Re-entry permit) prima di lasciare il Giappone se si è intenzionati a voler continuare a vivere in Giappone.

Inoltre non dimenticare le marche da bollo :-)
Non ricordo bene ma credo 4000 yen per il rinnovo del visto di tre anni, 8000 yen per il visto permanente e 6000 yen per il permesso di rientro multiplo, cioè utilizzabile infinite volte per un determinato periodo di tempo (di solito la durata dell’attuale visto di soggiorno).
Personalmente non riesco a capire il senso di questo permesso di rientro. Se sono residente in Giappone dovrei avere il permesso di entrare in Giappone senza un permesso speciale, o no?

Da notare che il permesso di rientro viene applicato al passaporto assieme al visto di permanenza. Dopo aver ottenuto il rinnovo del visto bisogna andare al comune per i cambiamenti dei dati sulla propria “Alien Card” (carta d’identità per gli stranieri residenti in Giappone), un documento rilasciato ai residenti dal proprio comune di residenza.

Gaikoku-sekijumin-touroku

Gaikokuseki-jumin-touroku

Allo sportello del mio comune di appartenenza a Osaka, il Gaikokuseki?jumin?touroku,
ci devo andare per la seconda volta quest’anno

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