Ricordare gli anniversari si, ma serve anche costante riflessione da parte di tutti noi

riflessioni posta un commento

Il primo post di dicembre sarebbe dovuto essere pubblicato solo tra qualche giorno, dopo il mio rientro da Yokohama. Un post per descrivere il mio viaggio dall’Italia e i primi giorni “autunnali” in Giappone. Uno spettacolo che merita un post intero. Dopo il mio rientro a casa, a Osaka, il lavoro non aspettava e sono partito per Yokohama (da dove scrivo oggi) per una settimana nella quale ho visto diverse cose interessanti (prossimo post) e conosciuto persone veramente tanto simpatiche (un saluto e un bacione tutto particolare a Yuka-chan che già mi manca tanto :-D ).

Il panorama che vedo ogni giorno... tempo permettendo

Il panorama che vedo ogni giorno per andare a lavorare... tempo permettendo

E allora perché questo post se voglio rimandare al prossimo quello che desideravo raccontarvi? Ebbene si, stamattina per andare al lavoro ho visto qualcosa che mi ha commosso e fatto tanto riflettere. Avevo scelto di salire sulla Landmark Tower prima di recarmi al lavoro (alloggio proprio a Sakuragicho ma il lavoro è a circa 20 minuti di treno) ma il tempo non particolarmente ideale mi ha fatto cambiare idea all’ultimo momento. Arrivo alla stazione JR di Sakuragicho ed entro in un kombini (negozio con generi alimentari e varie aperto 24 ore su 24) e sento come all’esterno uno parla al microfono. Penso subito a qualche estremista di destra; la cosa non sarebbe nuova. Esco e decido di vedere da vicino e a mia grande sorpresa noto che non sono estremisti ma persone appartenenti ad alcuni gruppi per la pace e amicizia che desideravano far riflettere i passanti sui problemi causati dalla guerra. In particolar modo ci si faceva riferimento all’attacco su Pearl Harbor da parte della marina giapponese proprio 67 anni fa. Gli americani persero circa 2400 persone. Questo attacco, e l’invasione iniziata un’ora prima sulla penisola della Malesia, segnò l’espansione del fronte giapponese nel Pacifico e nel sud-est orientale. Il Japan Times di oggi, 8 dicembre 2009, afferma che il giorno passa solitamente come un giorno qualunque ma quest’anno la cosa è leggermente diversa a causa del generale Toshio Tamogami che in uno scritto affermava che il Giappone è stato costretto alla guerra a causa del presidente americano Franklin D. Roosevelt e che il Giappone era una vittima costretta alla guerra sino-giapponese da Chiang Kai-Chek. Teorie di cospirazione emergono di tanto in tanto ma fanno poca strada e vengono messe a tacere quasi subito dagli studiosi e storici ricercatori. Non bisogna dimenticare, aggiunge il Japan Times di oggi, che l’agressione militare giapponese a partire dagli anni ‘30 è stata la causa che ha poi portato alla guerra con gli Stati Uniti, Inghilterra e altri paesi. Soffermarsi ai pochi mesi prima dell’attacco su Pearl Harbor, come spesso avviene in Giappone, oscura la verità e gli eventi che hanno portato ai bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki.

Mi hanno comunque colpito le parole dirette ai passanti e ai giovani strappandomi qualche lacrimuccia per la commozione. Tante verità e una denuncia diretta non solo contro coloro che provano nostalgia per il passato imperiale ma soprattutto contro l’ignoranza che regna in materia. Ho ancora tra le mani il dépliant che distribuivano a tutti.
Qualcuno di voi avrà forse seguito la vicenda del generale Toshio Tamogami che aveva rilasciato uno scritto in cui affermava che l’esercito imperiale giapponese non aveva affatto condotto una guerra d’aggressione in Asia e che la Corea aveva prosperato durante il periodo coloniale (vedi notizie in italiano: prima notiziaseconda notizia). La vicenda ha creato indignazione negli altri paesi asiatici che accusano il Giappone di amnesia storica e revisionismo. Il governo giapponese stesso ha preso saggiamente le distanze dal generale licenziandolo evitando noiose complicazioni diplomatiche.
Oggi invece una quindicina di persone davanti alla stazione di Sakuragicho a Yokohama chiedono di non dimenticare e di riflettere sugli errori del passato. “Siete giovani e queste cose a scuola non si insegnano” tuonava con un certo vigore uno dei “relatori” – “Nihon wa nisenman nin koroshita“, Il Giappone ha ucciso venti milioni di persone afferma uno dei manifestanti al microfono. “Oggi come oggi, 67 anni fa il Giappone ha attaccato l’America! Cosa ci abbiamo guadagnato a fare la guerra? Vi dice nulla Hiroshima? Ci abbiamo guadagnato qualcosa?” e poi “In Iraq e in Afghanistan c’è ancora guerra e la gente non può camminare così tranquillamente come fate voi oggi” sono alcune delle frasi che mi sono annotato sulla mia agenda.

I manifestanti davanti alla stazione di Sakuragicho contro la guerra

I manifestanti davanti alla stazione di Sakuragicho contro la guerra

Ricordiamo il passato per non ripetere gli errori è una bella frase ma si tratta solamente di una semplice frase “fatta” tanto facile da usare quanto facile da dimenticare tantopiù se NON si conosce il passato e la storia. Che un paese non insegni ai propri giovani (e non mi riferisco solo al Giappone) le proprie “malefatte” significa che il governo responsabile non intende riconoscere tali fatti. Ci si avvia verso un futuro dove solo i ricordi che fanno comodo rimangono vivi, la generazione che ha conosciuto la guerra e sofferto le conseguenze sta scomparendo e i giovani non possono capire il pericolo che può recare governi ostinati, nazionalistici e l’ignoranza in genrerale. Non ci vuole molto a convincere con una propaganda mirata da quattro soldi una gioventù ignorante che il passato è glorioso, che le proprie tradizioni (vere o create ad HOC) sono sacre e inviolabili… che sono gli altri a non capire.
Dire NO alla guerra e SI alla pace non deve essere per nessuno di noi delle semplici parole! Ognuno di noi che ha ha cuore l’armonia tra la gente e tra i popoli deve fare la sua parte attiva affinché dal nostro piccolo si aggiunga comprensione e rispetto per le idee altrui. La pace comincia da noi, tutti noi facciamo la forza e la differenza… non serve l’amore per il prossimo che è e resta una banalità! Basta il semplice rispetto per le persone, idee e le cose in generale e i nostri figli avranno una vita sicuramente felice.
Un mio applauso personale alle persone che oggi hanno cercato di far risvegliare certi ideali ai passanti, passanti che decisamente facevano finta di non sentire ma che nel loro volto sono riuscito a cogliere una certa attenzione verso i temi trattati.

segnala:
  • Print
  • Digg
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • email
  • LinkedIn
  • Live
  • PDF
  • Segnalo
  • Technorati
  • Twitter
  • Wikio IT
  • Yahoo! Bookmarks

post simili:

  1. 08.08.08 tra olimpiadi, anniversari e comode dimenticanze
  2. Un viaggio nel vecchio Giappone – Matsue – prima parte
  3. Vacanze a Matsue – parte seconda
  4. anche le lattine vuote aiutano a sopravvivere
  5. Nagasaki – qualche giorno nella città dimenticata

3 Risposte to “Ricordare gli anniversari si, ma serve anche costante riflessione da parte di tutti noi”

  1. marco ha scritto:

    Quanto hai ragione, sulla “flebile memoria” del Giappone… io finora ho evitato di avventurarmi in ostici discorsi in proposito, con i giapponesi, ma dai pochi accenni che ho fatto emerge una visione della realtà distorta ed un ancora chiaro sentimento di speranza di vittoria (“E’che il Giappone non era debole, era un po’forte… se fosse stato debole, allora avrebbe perso subito, ma nonostante fosse piccolo era anche forte, dunque ha resistito a lungo” oppure “Eh sì, il Giappone aveva conquistato mezzo mondo!”).
    Io sono sconvolto da come si possa essere così attenti nel rimarcare le mancanze degli altri paesi e poi non avere un minimo di senso critico per ciò che è successo in patria… ora, non che il Giappone mi ispiri sentimenti guerrafondai: almeno a parole, sono assolutamente pacifisti. Il punto è che quando la pace si scontra con la mitizzazione del passato e la propensione giapponese a passare sotto silenzio i propri errori… queste ultime prevalgono.
    Bel post, complimenti. Certo, però, spero che questo tipo di iniziative diventino più frequenti… almeno quanto i camioncini neri dei fascisti, che, anche se qui in campagna non si fanno vedere, a Tokyo ed Osaka ho incontrato con una frequenza allarmante.
    Bella anche la Yokohama Landmark Tower… fai buone foto, mi raccomando!

  2. Kazu ha scritto:

    Questo post è un inaspettato proseguimento delle piacevolissime chiacchiere fatte la scorsa settimana. Aspetto con vero piacere l’occasione di poterla approfondire ulteriormente.
    Tanti baci da Yuka-chan, anche tu le manchi tantissimo ^^

  3. E/S ha scritto:

    Questi scorci di vita normale giapponese mi interessano sempre! :cool:
    E’ interessante pensare alla diversita’ fra Giappone ed Italia (o in generale Europa o piu’ in generale Western World) anche nell’approccio alle mobilitazioni per sensibilizzare il pubblico.

Lascia un commento

Puoi aggiungere un'immagine (solo JPEG )

Powered by xxx olympic games - Olympic Sports News Daily