Quando i musi gialli giapponesi sono in realtà bianchi che più bianchi non si può
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Molti blog italiani sul Giappone hanno riportato la vicenda che vede protagonista un noto quotidiano italiano e in particolar modo l’articolo apparso poi anche on-line: “il Giornale.it” che ha come direttore responsabile Mario Giordano.
La notizia riportata riguarda un premio attribuito a stranieri da parte del Giappone: “il Gran cordone dell’Ordine del sol levante“. Il beneficiario in questo premio è un italiano e il titolo della notizia è “Lambertow premiato dai giapponesi“; e fin qui niente di particolare ma basta leggere la prima riga per capire il perché di tanti risentimenti da parte degli amanti del Giappone presenti in Italia.
riporto parte della notizia:
Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi. Va infatti a Lamberto Dini (nella foto) un premio che Tokyo riserva ai cittadini stranieri: il Gran cordone dell’Ordine del sol levante. La cerimonia di consegna si svolgerà il 10 giugno nella residenza dell’ambasciatore giapponese in Italia Hirosyasu Ando. I meriti di Dini? «Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia impegnandosi, durante il suo mandato al ministero degli esteri, alla realizzazione di eventi culturali tra 2001-2002».
“consensi tra i musi gialli giapponesi“, i giapponesi vengono semplicemente definiti dei musi gialli da un noto quotidiano a tiratura nazionale? Personalmente non credo all’intento razziale da parte dell’ignoto giornalista, tanto meno credo a voluta discriminazione… è semplicemente impensabile che un giornalista de “il Giornale” possa essere razzista o uno che discrimina cittadini di altri paesi. Sicuramente non è una persona stupida… anzi suppongo si tratti di una persona intelligente con un certo bagaglio culturale alle spalle! E come farebbe a diventare giornalista di un quotidiano a tiratura nazionale? Ma allora mi chiedo: come fa una persona intelligente, acculturata e in una posizione responsabile quale dare informazione ad una vasta massa di lettori a definire “musi gialli” il popolo giapponese? Ripeto, secondo me non era volutamente razziale o discriminatorio e quindi sotto questo punto di vista gliela do pure buona ma… e i ma sono due:
- il giornalista, che si suppone abbia un certo livello di studio alle sue spalle nonché un certo bagaglio culturale che gli permetta di fare la professione che fa, come può non essere a conoscenza delle connotazioni negative, razziali e discriminatorie di ciò che ha scritto? Questo non è assolutamente perdonabile, una leggerezza che un giornalista di tale statura non può assolutamente permettersi.
- “musi gialli” anche nel miglior dei casi risulta comunque in un certo modo ridicolizzare i giapponesi (o la razza asiatica)… cosa che “volendo” si può anche fare in certi casi particolari… MA (il “ma” tutto in maiuscolo) che bisogno c’era di ridicolizzare un popolo che ha premiato un proprio concittadino? Il Giappone premia uno di noi italiani e noi li ringraziamo con un’offesa del tutto gratuita?
L’ambasciata giapponese non ha resistito e ha prontamente chiesto delle spiegazioni al “il Giornale” in una lettera poi apparsa anche online sul sito dell’ambasciata.
Ne riporto una parte:
Egregio Direttore,
ci riferiamo all’articolo apparso sul Vostro giornale il 30 aprile a p. 16, intitolato “Lambertow premiato dai giapponesi”. Nel medesimo si legge “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”.
E’ ben accetta l’attenzione prestata alla notizia del conferimento dell’onorificenza al Senatore Dini da parte del Giappone. Tuttavia, riteniamo che l’espressione utilizzata per identificarci, ossia “musi gialli”, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l’espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito. Inoltre, tale espressione così grossolana non ci sembra consona né all’altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano.
Pertanto, richiediamo quanto prima una spiegazione a scopo di rettifica sull’espressione “musi gialli giapponesi” come apparsa sul Vostro giornale.
Vediamo come e se ci sarà una risposta da parte del quotidiano… ad oggi non ho ancora avuto notizia.
Resta comunque triste il fatto che un premio inteso anche per il miglioramento dei rapporti diplomatici tra il Giappone e altri Paesi venga riportato in questo modo e che debba quindi arrivare all’attenzione dell’ambasciata giapponese.
I rapporti diplomatici con il Giappone non sono mai stati migliori, non siamo in guerra da oltre 60 anni (e quando lo eravamo i giapponesi erano nostri alleati!)ma ci pensano persone che hanno anche certe responsabilità a peggiorare ciò che di buono si è costruito. Dini lo fa e il giornalista intelligente lo distrugge, il tutto senza alcun motivo apparente.
Ironia della sorte il motivo del premio era “Il consolidamento delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia…“, che il giornalista si aspetti un premio simile per “Il PEGGIORAMENTO delle relazioni bilaterali tra Giappone e Italia“? I premi si danno per meriti e un buon posto di lavoro si potrebbe anche perdere…
Oggi torno da un soggiorno a Sapporo e un altro a Hiroshima e decido di controllare di persona la veridicità sul fatto, o presunto tale, che i giapponesi siano dei “musi gialli”. Da oltre 11 anni di permanenza in Giappone mi sono sempre chiesto sul perché di tale aggettivo. Non mi pare abbiano la pelle gialla e con il tempo non ho più dato importanza alla cosa ma oggi ho voluto approfondire la cosa di persona. Sono arrivato alla conclusione (supportata da inequivocabile prova fotografica!) che i giapponesi hanno il “muso” bianco… ma non bianco come uno nostro, italiano! Sono ancora più bianchi!

più bianchi di così…
Arrivato a Osaka noto come oltre la metà dei passeggeri nei treni portano la mascherina BIANCA
(ad occhio e croce un buon 70%) per difendersi dal virus H1N1 (238 casi mentre scrivo). In effetti tutte le scuole delle prefetture di Osaka e Hyogo sono chiuse fino lunedì (causando non pochi problemi per le mamme che lavorano) a causa dei contagi specialmente tra gli studenti. Nonostante le vacanze forzate i parchi sono praticamente vuoti e non si trovano bambini che vi giocano. “la maestra si è arrabbiata con dei bambini che giocavano al parco e li ha mandati a casa” afferma mia figlia che adesso frequenta la terza elementare. Grande allarme e calma solo apparente nonostante notizie che affermano il contrario. Lo noto nei bar e per le strade… gente che non parla d’altro che non dell’influenza H1N1. Le mascherine non si trovano più… impossibile trovarle. Le ho cercate in numerosi negozi e farmacia… niente da fare e i commercianti sono visibilmente stufi di sentirsi chiedere se ce ne sono ancora. Mia moglie ha prenotato alcune decine di mascherine di scorta; non appena arrivano saremo maggiormente al sicuro ![]()
Nei negozi il personale è costretto ad usare la mascherina, il personale dei ristoranti e dei bar pure. Mi pare comunque strano che le mascherine siano andate a ruba e che non ci siano scorte sufficienti per la richiesta della gente. Un Giappone così sicuro ed attento alla salute non riesce a fornire le mascherine? O forse le scorte che uno cerca di fare è talmente esagerata da svuotare le scorte che comunque dovrebbero essere più che sufficienti per ogni evenienza?
Se volete scrivere al quotidiano una protesta scrivete a E-MAIL: redazione.web@ilgiornale.it (Direttore responsabile Mario Giordano direttoreweb@ilgiornale.it)
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May 20th, 2009 at 12:39 pm
Ciao,
sei geniale!!!!!!! Comunque anche Chiaki(la mia!) ha messo la mascherina….hai visto mai!!
Tore
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May 20th, 2009 at 11:13 pm
Grande Rob! E come si poteva spiegare meglio ciò che è avvenuto alla vicenda aperta da “IlGiornale”(e tutt’ora aperta). Io sono del parere che più essere una svista, è stata una mancanza di stile, decisamente non trascurabile. Ad ogni modo, a me è sembrato che sia stato ridicolizzato quel “musi gialli giapponesi”, e probabilmente doveva dare un impressione positiva, simpatica e senza discriminare qualcuno, in questo caso i giapponesi, che ne hanno fatto ahimè le spese. Questo genere di cose non dovrebbero mai capitare, ma è capitato. Speriamo solo che il danno non sia irreparabile.
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May 21st, 2009 at 8:48 am
Il Giornale ha fatto una gran brutta figura e l’ignoranza del giornalista non certo aiuta. Mi piacerebbe sapere se ci sono stati riscontri o risposte da parte del Giornale.
May 21st, 2009 at 9:49 am
Ciao Rob! Bel post
mi ha fatto sorridere non poco l’ironia che hai usato
May 21st, 2009 at 4:49 pm
Ciao Rob,
va va la… non prendertela… cosa ti aspettavi da un viso pallido con il colletto bianco?
A parte le battute, credo che questo articolo sia stato scritto da un disoccupato aspirante giornalista in attesa di iscrizione alla prima elementare.
Si, perchè se avesse già frequentato il primo semestre della prima elementare gli sarebbe sicuramente stato detto che certe espressioni non si usano.
Non si pensano neanche, tanto meno si scrivono… e poi, su un giornale a tiratura nazionale! Che figura!
Mi meraviglia però il fatto che il Direttore (ir)responsabile abbia dato il suo OK alla pubblicazione di una tale scemenza, ma forse aveva cose ben più importanti nella testa…
Ad ogni modo, se fossi nel Consiglio di Amministrazione manderei quel Direttore a quel Paese a farsi un corso di buona condotta e di buone maniere e poi, per sicurezza,
lo manderei a dirigere qualche altro giornale…
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May 23rd, 2009 at 3:43 pm
Adoro la sottile vena ironica insita nelle tua considerazioni.
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May 26th, 2009 at 10:59 am
Grazie a tutti per i commenti, sempre apprezzatissssimi
Qualche volta un po’ di ironia ci vuole quando si leggono certe notizie!
October 26th, 2009 at 7:28 pm
Come è vero!!!La gente nn riesce fare a meno di classificarli come tali e ve ne porto un es.
Qnd sn tornata dal mio viaggio in Giappone,alcuni miei colleghi di lavoro mi hanno detto:”Allora i giapponesi sn gialli?”e io gli ho risp”No,sn bianki”e loro”No sn gialli”e io”No,sn bianki,vuoi ke nn lo sappia visto ke sn stata lì?”…credete ke sia riuscita a fargli cambiare idea?!hanno continuato a ribadire ke sn gialli.Incredibile!Alla fine ho lasciato xdere…cn certa gente nn si può proprio ragionare!
April 22nd, 2010 at 9:12 am
a me non piace l’espressione musigialli, mi sa tanto di offensivo come negri anche se è di uso corrente
April 22nd, 2010 at 9:13 am
infatti è di uso corrente neri, per i giap non sono per niente gialli !
June 27th, 2010 at 9:55 pm
Non mi stupisce per nulla che sia nato tutto da quella testata giornalistica, ne scrivono di cotte e di crude continuamente :/ Sono pessimi e fossi in loro mi vergognerei profondamente delle baggianate che scrivono continuamente.
November 14th, 2010 at 2:12 pm
Gentili utenti,
mi spiace intervenire a discussione ormai utlimata, ma la situazione necessita di chiarimenti a livello etno-fenotipico.
I giapponesi e gli asiatici settentrionali, in generale, sono effettivamente gialli o giallo pallido: il colore “bianco” della pelle NON esiste.
Il pallore della pelle umana è calcolato misurando quanta luce riflette il tessuto cutaneo meno esposto al sole. Dai risultati ottenuti, un giapponese riflette meno luce di un italiano, mentre riflette più luce rispetto ad un filippino. I giapponesi, per quanto chiari che siano, rimangono comunque più scuri degli europei centro-settentrionali. Gli europei appaiono rosa (e NON bianchi) perché la loro pelle è semitrasparente: essa lascia intravedere le vene e i tessuti muscolari (non come una lastra di vetro, ovviamente). Poi, chiaramente, gli individui albini hanno una pelle completamente trasparente con impossibilità di produrre melanina se esposta al sole.
Gli asiatici appaiono giallastri per un alto livello di feomelanina gialla nella loro pelle.
Un giapponese bianco, come quelli della fotografia esposta, non esistono in natura. Una tale pelle, per un asiatico, può essere ottenuta solamente attraverso l’utilizzo di creme schiarenti ed altri cosmetici simili (pratica MOLTO COMUNE tra gli asiatici settentrionali, come cinesi, coreani e giapponesi).
In più, occorre aggiungere anche una notizia che deluderà i filonipponici: gli asiatici più chiari di pelle sono i coreani; essi, infatti, riflettono tanta luce quanta ne riflette un italiano meridionale e uno spagnolo meridionale.
In Asia, se volete osservare il vero colore della pelle di un autoctono, dovete osservare gli uomini delle classi sociali più umili: essi, al contrario delle donne e di uomini di classi sociali molto elevate, non fanno uso di cosmetici e non si sottopongono a trattamenti schiarenti.
Il colore del giapponese vero è quello dell’imperatore Akihito del Giappone. Provate a guardare una sua fotografia, e poi sfido chiunque a non dire che è di un colore tendente al giallo-ocra.
Non è un fatto di disprezzo nei confronti di razze differenti, bensì di genetica:
gli europei e i discendenti di europei hanno il colore della pelle più chiaro in assoluto, non c’è nulla da fare. E’ un fatto di scienza, non di orgoglio razziale.
Albio Crani
November 18th, 2010 at 11:13 am
Bel commento pseudo scientifico.Poi però mi spieghi il nesso scientifico che giustifica l’uso della parola “muso”(non propriamente una bella parola per indicare la faccia di qualcuno,richiama più un animale) a “giallo”.
Se chiamare una persona “muso giallo” non è dispregiativo ma è essere scientifici siamo alla frutta. Io non capisco questa pseudo liberalità.Se un asiatico si sente offeso viene chiamato “muso giallo” perchè continuare a chiamarlo così dicendo che non è offensivo?Non è offensivo per te che lo dici,ma per chi viene etichettato così si. Stiamo ledendo una tua libertà di esprimerti? No stiamo dicendo che così dicendo offendi qualcun altro.Siccome quando usi il termine “muso giallo” (che nella tua ottica non è offensivo)non vuoi offendere o disprezza qualcuno, e siccome così dicendolo quella persona OGGETTIVAMENTE si offende, forse sarebbe più corretto cambiare il termine usato per venire incontro a quella persona.
Se io chiamo scemo una persona e dico che non voglio offenderlo,ma quella persona si offende, allora lo chiamo in un altro modo (visto che non voglio offenderlo).Mi sembra un ragionamento semplice.
Invece qui si invoca la libertà personale di esprimersi come più ci aggrada. Ok. Tradotto in soldoni significa avere la libertà di offendere qualcuno. E questo non va proprio nella direzione di chi dice che usa quel termine con l’intento di non “offendere nessuno”.
November 19th, 2010 at 7:56 pm
In verità, sig. Fujiwara, non mi sono pronunciato sulla legittimità e buona fede del termine “muso giallo”. Se Lei vuole, e immagino che lo voglia, posso dirLe che IO NON SONO D’ACCORDO nell’utilizzo di tale termine.
Il mio intervento è volto solamente a chiarire eventuali fraintendimenti a proposito del colore della pelle degli asiatici.
La pseudo scienza, come la chiama Lei in maniera impropria, occorre per far capire a chi non ha nozioni specialistiche come stanno le cose in un certo ambito.
Il fatto di essere di colore giallo non è di per sé offensivo, come non lo è, per un italiano, mangiare maccheroni. Tuttavia, sappiamo tutti che “muso giallo” e “maccaroni” sono offensivi. Lo so anch’io.
Grazie, comunque, per avermi dato la possibilità di chiarire il mio oscuro intervento primiero.
Albio Crani
November 20th, 2010 at 5:56 pm
Riconoscerebbero noi italiani anche fuori dal sistema solare.
Per il resto mi trovo d’accordo con l’autore del post: un quotidiano a tiratura nazionale non può permettersi il lusso di fare queste porcate.
January 9th, 2011 at 6:29 pm
secondo me, Fujiwara, hai frainteso Albio, e Albio non ha detto niente di offensivo o razzistico.
July 6th, 2011 at 2:08 pm
Grazie per aver chiarito il suo pensiero signor Albio.In effetti avevo inteso le sue argomentazioni come un supporto alla legittimazione all’uso del termine.
Mea Culpa.