Chi di voi è stato in Giappone avrà senza dubbio notato l’altissimo numero di riviste e/o video con adolescenti in costume da bagno spesso in pose erotiche e di quanto è facile reperirle. Modelle sotto i 15 anni vengono reclutate per essere fotografate e messe su riviste per depravati. Stando alla rivista Playboy del 12 gennaio (1/28), le autorità giapponesi sembrano aver finalmente cominciato a prendere contromisure contro questo cancro in continua crescita nella società giapponese. Anche solo pochi anni fa il vedere foto di ragazzine delle medie in abiti succinti creava oltraggio ma nell’ultimo periodo vedere queste “pre-teens” in costumi da bagno minuscoli su riviste, poster e altri media è del tutto una cosa comune. La cosa sembra lentamente cambiare dopo i raid della polizia a produttori di un set fotografico con una ragazzina compiuto l’anno scorso.
Un reporter di Playboy Weekly afferma che in quel caso il costume da bagno per la ragazzina era deliberatamente fatto in modo da intravedere “le curve” dei genitali e le pose erano tali da far scattare l’arresto per aver infranto la legge sulla pedofilia nonostante non era esplicitamente esposto ne il seno ne le parti intime.
E’ stata la prima volta che uno è stato arrestato per aver infranto la legge sulla pedofilia senza di fatto aver prodotto immagini di nudo. L’imputazione sarà ridotta a violazione della legge per il benessere dei bambini ma l’effetto dell’arresto è stato consistente.
Playboy del 12 gennaio (1/28)
“Sin dall’arresto, produttori di prodotti che raffigurano adolescenti in pose erotiche sono in uno stato di panico. Se il materiale viene giudicato eccessivamente osceno, persone possono essere arrestate per aver violato la legge sulla pedofilia,” si lamenta un’impiegato di un’azienda produttrice di DVD con ragazzine sotto i 15 anni. Non dovrebbe neanche esistere il fatto di dover giudicare se materiale sia troppo osceno oppure no! Già l’idea di fotografare adolescenti in pose erotiche, magari pure vestite abbondantemente, è chiaramente da condannare! Eppure la domanda in Giappone non manca e questo si può purtroppo ancora vedere dall’offerta. Non serve neanche entrare in locali specializzati… spesso in un kombini si possono trovare diverse riviste con adolescenti semi nude. Praticamente ogni libreria, negozio di elettronica, di giocattoli etc… ha un angolo dedicato all’erotismo e alla pornografia. A portata di mano per chiunque e in bella vista per attirare clienti. In bella vista anche per i bambini che passano per le strade o si fermano in un negozio di collezionismo.
Ma perché in Giappone è così normale erotizzare bambini? Quanti manga hanno le proprie eroine adolescenti chiaramente erotizzate?
Stando a John Carr, consulente del governo inglese per la sicurezza dei bambini su internet, fino alla fine degli anni ‘90, due terzi delle immagini pedofile su internet arrivavano dal Giappone. Da quando una legge anti-pedofilia passo’ nel 1999, la percentuale pare essere scesa al 2%. Rappresentazioni creative e fantasiose di pornografia giovanile, tra cui manga e anime, non rientrano nella legge e questo i produttori hanno saputo brillantemente trarne profitto.
Pornografia con bambini, in qualsiasi forma, dà un chiaro messaggio che rende accettabile abusare dei bambini. Aiuta i pedofili a giustificare le loro idee e comportamenti e de-sensibilizza la società in generale verso questo problema. La teoria che tutti gli anime e manga sono solamente fantasia innocua ovviamente non regge e chi la difende, difende anche il maniaco che li legge. Ovviamente mi riferisco alle pubblicazioni manga e anime che raffigurano erotismo adolescenziale. Vi rimando a questo articolo su Jappone.com (Ma gli anime e manga giapponesi possono essere nocivi?).
Furi Nakamura, un giornalista specializzato nel mercato dei “sotto i 15 anni” sostiene che attualmente c’è un inclinazione verso l’auto-moderazione tra i produttori di foto e DVD che fanno uso di bambini.
“E’ una situazione cruciale in cui il tutto dipende da come le modelle vengono rappresentate. Se le foto vengono prese in una situazione appropriata il produttore non avrà alcun problema neanche se la modella è sotto i 15 anni e ha un mini-bikini estremamente piccolo. I problemi nascono se le modelle vengono prese e messe sopra un letto e fatte fare pose provocanti anche se vestono le uniformi scolastiche standard. La chiave è sul quanto naturale i fotografi riescono a far apparire le loro immagini.”
Sembrerebbe quindi che nonostante le leggi e gli arresti, qualche scappatoia per soddisfare i depravati (che abbondano sempre) la abbiano trovata e che dagli scaffali giapponesi materiale di stampo pedofilo continuerà ad essere facilmente reperibile per chiunque.
Per l’occasione aggiungo un mini sondaggio
Ci sono comici e comici in Giappone ma sono pochi coloro che ultimamente vengono imitati anche dai bambini. Kojima Yoshio è uno di questi. A soli 27 anni il suo “O papi” è riconosciuto da tutte le fasce di età, mentre il suo “Sonna no kanke nee!” è particolarmente imitato dai bambini. Sempre in costume da bagno, Kojima Yoshio si trova anche come Gadget delle macchinette. Una ricerca su YouTube vi riporterà a dei video che vi faranno scoppiare dalle risate
Durante il “Sonna no kanke nee!”
Oltre a Kojima Yoshio un altro degno di nota è “Hen na Ojisan” che tradotto potrebbe essere “il vecchio pervertito”. “Hen na” sarebbe “strano” oppure “fuori dal normale” ma in questo caso credo che “pervertito” sia meglio… in senso non tanto negativo però… si tratta appunto di un comico
Questo Ojisan si intrufola dappertutto, magari travestendosi, per cercare di annusare, assaporare o toccare indumenti o oggetti di qualche bella ragazza. Anche Henna Ojisan si presenta in costume, una specie di pigiama. Il viso “truccato” da vecchietto si diverte a spaventare le ragazze ma non prima di aver bevuto dalle loro cannucce oppure toccato qualche loro indumento. I bambini amano imitare il mini balletto che lo distingue aggiungendo le ormai mitiche “watashi ga hen na ojisan desu”.
Hen na ojisan, hen na ojisan!
Ambedue simpaticissimi, spesso ospiti nei vari show televisivi… per far sorridere qualcuno basta imitare uno di questi due.
Da Youtube ho scelto questo video di Hen na Ojisan, come vedrete, non serve conoscere il giapponese
Una data particolare quella di oggi: 13 dicembre 2007. 70 anni fa le truppe dell’esercito imperiale giapponese occuparono la città di Nanchino, l’allora capitale della Cina. E’ giusto ricordare questo evento tragico della nostra storia in questo giorno, a settant’anni dall’evento stesso.
Ogni anno ricordiamo il bombardamento atomico di Hiroshima avvenuto il 6 agosto del 1945 ma raramente viene ricordato questo anniversario almeno tanto triste.
Il Giappone inizio’ guerra totale alla Cina nel 1937 dopo 6 anni di “incidenti” vari. Il 13 dicembre le truppe giapponesi entrarono a Nanchino e le successive 6 settimane furono all’insegna di orrori e massacri. Massacri che costarono la vita di civili in un numero maggiore delle vittime di Hiroshima e Nagasaki messe insieme… eppure per decenni poco o nulla si è parlato. Motivi prettamente geo-politici hanno seppellito la vicenda che Iris Chang, scrittrice sino-americana, ha riesumato nel suo bestseller “The Rape of Nanjing” il massacro. Non so fino a che punto il suo libro (che ammetto di non aver letto completamente a causa di priorità nelle mie letture sul Giappone) possa rispecchiare le verità su Nanchino ma di certo diverse foto non ritraggono ciò che la Chang dichiara di raffigurare. Il libro lo trovo pieno di rabbia, di provocazioni ed esagerazioni… ciò lo rende poco credibile nonostante le ricerche fatte. Un motivo per cui ho deciso di metterlo momentaneamente a parte per leggere altro. Con questo non dico che ciò quanto scritto siano tutte esagerazioni ma risulta a questo punto difficile trovare il punto in cui la Chang separa la sua voglia di far conoscere con “sensazioni” i fatti con i fatti veri e propri. clicca sull’immagine per ingrandimento
Tra l’altro ho trovato sugli scaffali di una libreria la versione tradotta in giapponese del libro della Chang e questa è una piccola sensazione in quanto per anni nessuna casa editrice voleva pubblicarlo. Ricordiamo, per diritto di cronaca, che la Chang si è suicidata (causa depressioni) 3 anni fa… a quanto mi risulta stava facendo ricerche sulle condizioni dei soldati giapponesi nelle Filippine durante la seconda guerra mondiale.
Da qualche anno, quasi una moda, Nanchino è soggetto di studi e ricerche nonché di discussioni accese. Lo stupro di Nanchino (il massacro di Nanchino, l’olocausto a Nanchino etc…), ma cosa è realmente accaduto a Nanchino durante quelle sei settimane del lontano dicembre 1937, settant’anni fa? Personalmente penso che una buona parte sia frutto di propaganda comunista del tempo ma non ho dubbi su un massacro avvenuto magari in tono minore da quello citato dal governo cinese. I numeri minimi dati per le vittime del massacro si attesta ai 20.000 mentre quelli più alti (e probabilmente esagerati) si attestano sui 300.000. Prendendo anche quello più basso penso che non debba essere dimenticato ma non solo… credo sia necessario screditare coloro che cercano di sminuire o addirittura negare l’accaduto.
Per il 70esimo anniversario diversi film sono stati girati (ma per questo vi rimando ad un articolo che ho scritto su jappone.com) e le discussioni sembrano più accese che mai.
L’importante è ricordare per non ripetere, perdonare per vivere in armonia e insegnare la realtà alle generazioni che ci seguiranno. Chi non ricorda la storia è destinato a ripeterla… e questa non è una frase fatta.
Il film maggiormente discusso questi giorni è quello presentato da Mizushima Satoru dal titolo Nanking No Shinjitsu (la verita su Nanchino) in cui afferma che mai alcun massacro è avvenuto e che i criminali di guerra giapponesi impiccati dal tribunale di Tokyo sono dei martiri paragonabili a Gesù Cristo. Per alcune scene e alcune domande al direttore vi lascio un video da YouTube
Come faccio da alcuni anni, cinque per l’esattezza, anche quest’anno ho avuto l’occasione splendida di ammirare per l’ennesima volta lo splendore del “Miyako Odori” a Kyoto. Quella di quest’anno è la 135-esima edizione.
Gli abitanti di Kyoto erano preoccupati sul fatto che Kyoto vorrà perdere importanza dopo la scelta del nuovo governo di portare la capitale a Tokyo durante la Restaurazione Meiji.
Il governatore di Kyoto Nobuatsu Hase e il suo vice Masanao Makimura fecero di tutto per sviluppare ulteriormente la città. Nel 1871 si organizzavano per tenere la prima esposizione giapponese al palazzo imperiale per promuovere l’industria di Kyoto.
Jirouemon Sugiura, rappresentante di Gion Shinbashi e proprietario di Mantei (odierna Ichiriki, una famosa ochaya, sala da te, un posto dove si viene intrattenuti dalle Geiko e dalle Maiko) ricevette una richiesta dal governo prefettuale di Kyoto per organizzare uno spettacolo di danze con Geiko e Maiko per il pubblico.
Con la collaborazione di Yachiyo Inoue, a capo della scuola di danza Kyomai, Sugiura ebbe l’idea per una danza di gruppo basata sulle caratteristiche della danza Kamenoko Odori a Ise Furuichi.
Nel marzo del 1872, come spettacolo secondario alla EXPO, la danza Miyako Odori Jyunicho creata da Masanao Makimura fu esibita con un coro e musicisti in una sala con stupende pareti scorrevoli in una casa chiamata Matsunoya situata a Gion Shinbashi. Questo spettacolo fu l’inizio di Miyako Odori.
Si decise che la danza di Gion Kobu debba essere in esclusiva della scuola Kyomai di Inoue e che nessun’altra scuola deve essere implicata. Questa decisione e’ stata rispettata sin da allora con le stesse qualita’ e dignita’ e si possono ammirare anche ai nostri giorni. Il Miyako Odori può essere ammirato nella sua completezza nel solo mese di aprile. Vi sono quattro esibizioni giornaliere e per chi si trova a Kyoto in questo periodo è un’occasione assolutamente da non perdere.
Prima o dopo lo spettacolo e’ possibile, con un piccolo sovrapprezzo del biglietto, gustare e partecipare alla cerimonia del te.
Mentre una Geiko prepara il te verde, un’altra porta le tazze ai clienti arrivati in sala. Il piattino, nel quale si trova il dolce che accompagna il te, rimane come ricordo dello spettacolo e puo’ essere portato via.
Le otto scene di quest’anno cominciano con il preludio della prima scena e il famoso saluto “Miyako Odori wa Yoiasa”. Le geiko e maiko entrano dai lati del teatro per arrivare sul palco dove si trovano i pannelli scorrevoli argentati che rappresentano la stanza di un palazzo nobile dove la danza tradizionale Kyomai veniva presentata durante il periodo Edo.
Ogni scena è una storia indipendente che viene creata ogni anno insieme alle musiche e alle danze.
La seconda scena rappresenta la visita di capodanno al tempio di Shimogamo. Questo tempio è uno dei più antichi e apprezzati di Kyoto.
Commemorando quest’anno il 400-esimo anniversario del castello di Hikone, la terza scena si basa sulle pareti pieghevoli che rappresentano delle scene di Kyoto e dintorni. Create intorno al 1635, sono considerate tra le migliori del suo genere. I cinque personaggi base si staccando dalle pareti per presentare le loro danze.
La quarta scena s’intitola “Ammirare le lucciole al fiume Kiyotaki”. Il fiume Kiyotaki scende dal monte Atagoyama dove si trova il tempio Atago. Gli dei del tempio prevenivano i fuochi.
La quinta scena rappresenta l’ultima parte della leggenda popolare legata alla principessa Kaguya “Taketori Monogatari” e il suo ritorno sulla luna.
La sesta scena è rappresentata dalle foglie colorate autunnali al tempio Jojakkoji a Sagano. Questo tempio, ma anche l’area circostante, attrae molta gente durante il periodo autunnale.
Nella penultima scena viene rappresentata la pianura di Echigo dove vengono prodotti i chijimi Echigo (crespo di Echigo). La scena è basata su uno scritto di Bokushi Suzuki.
Il finale è rappresentato dalla fioritura dei fiori di ciliegio al padiglione d’oro.
E a questo punto non vedo l’ora di ammirare la prossima edizione, la 136-esima che comincerà il primo aprile del 2008.
Questi giorni Romano Prodi e sua moglie si trovano in giappone per una visita ufficiale.
A Tokyo si è aperta la fiera italiana ai grandi magazzini del Mistukoshi di Nihonbashi e all’innaugurazione è arrivata la signora Prodi. Purtroppo ho visto la “processione” quando era tardi… niente foto ricordo, nonostante tutto era pronto all’evento, con la signora Prodi al Mitsukoshi, ma pazienza.
Quindi aria strettamente italiana a Tokyo in questi giorni primaverili ma freddini a Tokyo. Oltre alla “Primavera Italiana” anche i grandi magazzini del Mitsukoshi a Nihonbashi organizzano la fiera italiana come ogni anno nel mese di aprile. Dal 25 aprile anche i grandi magazzini del Takashimaya apriranno le porte alla fiera italiana che si presenta già ora come un grande successo. I maggiori grandi magazzini giapponesi alle prese con il made in Italy! A Settembre sarà il via per la catena Isetan e poi anche per il Daimaru. Fiere italiane anche ai grandi magazzini di Iwataya a Fukuoka a maggio, Tsuruya a Kumamoto in ottobre, Tokiwa a Oita sempre in ottobre e numerose altre fiere “Italia” nelle varie filiali in tutto il territorio nazionale.
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