La danza dei ciliegi nella Gion di Kyoto

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Le giornate dei ciliegi in fiore in tutto il loro splendore… a dire la verità ancora un paio di giorni per vedere la fioritura ideale. Parlo del Kansai dove questi giorni gente di ogni età dedica del tempo per il hanami, picnic sotto gli alberi di ciliegio (alcuni desiderano tradurre hanami con “contemplazione dei fiori”).
Oggi invece non desidero parlare dei “fiori dei ciliegi” ma della “danza dei ciliegi“.
Come avevo anticipato nel post precedente, ieri, il 2 di aprile, sono andato a Kyoto per ammirare nuovamente la “danza dei ciliegi in fiori”, il Miyako Odori nella sua 136-esima edizione. E’ una mia tradizione personale andarci ogni anno (per non ripetermi e allungare troppo il post consiglio di leggere il post che ho fatto un anno fa per conoscere la storia del Miyako Odori oppure l’articolo su jappone.com). Credo che quella di quest’anno sia la sesta edizione di fila che ho potuto vedere e ammirare.
Ho la fortuna di avere sempre il biglietto assicurato per il giorno e l’orario che scelgo grazie ad una signora, conoscente di mia moglie, che abita a pochi metri dal teatro Gionkobu Kaburenjo dove avviene lo spettacolo. Prima dello spettacolo passo per la piccola via tipica di Gion dove abita la gentilissima signora, suono il campanello, saluto con un inchino e poi mi viene consegnato quasi con un rito il mio biglietto d’ingresso tanto atteso. Comincia bene quindi… cosa c’è di meglio di arrivare a Gion, passare per un’abitazione tipica del luogo, essere salutato da una signora in kimono inginocchiata sul tatami che ti saluta con diversi inchini per portano la fronte a toccare il tatami stesso. L’ambiente sembra quasi surreale e pare di vivere in altri tempi (non ci fossero tutti quei fili elettrici :evil: qualche difetto lo dovevo pure trovare dopo tutta questa sviolinata).
Ma facciamo un passo indietro. Parto da casa verso le 10:30, arrivo a Umeda dove prendo la linea Hankyu che mi porterà a Kawaramachi, ultima stazione. Sono circa 45 minuti ed è una tratta che ho fatto veramente tante volte. Il treno sta quasi per partire ma ho il tempo per andare avanti e cercare di avere un posto libero in una delle carrozze di testa. Entro nella seconda carrozza e noto che tutti i posti al finestrino sono occupati… niente di strano se non che SOLO QUELLI erano occupati! Ci si siede due a due ma tutti erano soli. Nessuno si era seduto vicino ad un altro… e nessuno pareva essere in compagnia quindi. Passo il corridoio per vedere se per caso ci sia qualche bella ragazza dove posso sedermici accanto ma arrivo alla prima carrozza… entro mi siedo pure io al finestrino.
Colgo l’occasione per leggere; leggere sul treno fa volare il tempo e spesso mi dispiace di arrivare a destinazione. Ogni tanto do un’occhiata fuori dal finestrino, osservo i palazzi, le case e… i fiori di ciliegio che sembrano essere li a salutarti. Dopo un po’ una signora si siede di fianco a me… era l’unico posto rimasto libero in tutta la carrozza… essendo seduto quasi all’ultimo posto avevo potuto notare la cosa, una cosa non nuova comunque quella del posto vicino ad un gaijin ancora libero :neutral:
Concentrato nella lettura il tempo passa veloce. Ad un tratto la signora con modo gentile mi fa notare che dal finestrino si possono ammirare i sakura :razz: , le faccio un sorriso e ringrazio per l’informazione… continuo la mia lettura.
Arrivato a Kawaramachi tutti escono e si avviano verso l’uscita della stazione. Noto una giovane famiglia sulla mia sinistra: madre, padre e una giovane bambina. “Se fai la cattiva chiamiamo un gaijin-san che ti porta via” dice la madre alla piccola. Quasi volevo rassicurare la piccola ma un po’ per timidezza, un po’ perché non sono affari miei (un pochino magari si…) e anche perché avvicinandomi troppo a lei avrei potuto farle paura :shock:

Sulla tabella di marcia ero in anticipo, potevo fare con calma ma volevo arrivare al teatro ed evitare che magari qualche imprevisto potesse farmi perdere anche un solo minuto dello spettacolo. Dopo tutto era un anno che aspettavo questo momento. Lo spettacolo cominciava alle 14:00 ma il mio biglietto mi dava la possibilità di vedere la cerimonia del te eseguita da una maiko e da una geiko. Vi sono tre tipi di biglietto da cui poter scegliere. Quello di prima classe con cerimonia del te, quello di prima classe senza cerimonia e quello di seconda classe. Costano rispettivamente 4.300, 3.800 e 1.900 Yen.

sulla via per arrivare al Gionkobu Kaburenjo
Sulla via per arrivare al teatro
notate la lanterna… uguale a quella che avevo fotografato l’anno scorso e che ho messo come sfondo a questo blog (in alto a sinistra)

Non ci sono Geisha a Kyoto
Ormai il termine Geisha è di uso comune. Specialmente durante il periodo di occupazione americana (1945 - 1951) questo termine veniva usato dalla gente anche per quelle di Kyoto. Gli americani conoscevano quelle di Tokyo, che effettivamente vengono chiamate Geisha, e il termine venne poi usato anche per le colleghe di Kyoto. Di fatto le cose sono diverse: a Kyoto non esistono le Geisha ma ci sono le Geiko. La differenza, a detta degli abitanti di Kyoto, sta nel fatto che le Geiko di Kyoto sono delle pure artiste e intrattenitrici di alto rango mentre le Geisha di Tokyo sono anche prostitute. Pare infatti che le Geisha a Tokyo tendevano a prostituirsi con una certa facilità… quelle con meno educazione alle spalle finivano per fare praticamente solo quello.
All’inizio non ero certo che a Kyoto non esistesse la figura della Geisha, dopotutto libri, guide e film continuano a associare Kyoto con la Geisha. Parlando con clienti di Kyoto, gente di Kyoto e con qualche tassista ho notato che chiamare Geisha una di Kyoto è quasi un’offesa… “di quelle ce ne sono solo a Tokyo” continuano a dirmi, e noto una certa rivalità… l’onta subita per aver perso Kyoto come capitale a favore di Tokyo.

Gionkobu Kaburenjo
La biglietteria del Gionkobu Kaburenjo

Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo
Passando per i corridoi che portano alla sala della cerimonia del te si possono ammirare in continuazione gli alberi di ciliegio presenti nel giardino
Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo
Il giardino che si può ammirare una volta entrati nel teatro
Il teatro Gionkobu Kaburenjo per il Miyako Odori dall'esterno
Un particolare del Gionkobu Kaburenjo visto da fuori

Alle 13:30 entro nel teatro e mi dirigo verso la sala della cerimonia del te… c’è la fila e colgo l’occasione per comprare la guida di quest’anno per conoscere il tema trattato.
Alla cerimonia del te bisogna fare di fretta e ci si siede stretti stretti uno vicino all’altro su minuscoli sedili. Un piattino, che poi si porterà a casa come souvenir, con ottimo manju e poi il te verde bello caldo. “Preghiamo coloro che hanno finito di lasciare il posto e di dirigersi al teatro“, “chiediamo ai clienti di fare in fretta perché i prossimi clienti entrano tra poco“, capisco la fretta ma non è piacevole avere pochi minuti (circa 10) per il tutto.

omaggio
Il dolce che accompagna il te verde. Il piattino è un omaggio che tutti possono avvolgere nella carta (messa a disposizione!) e portarsi a casa.

Geiko e Maiko nella cerimonia del the
Una delle rare opportunità di poter fotografare liberamente l’artista all’opera.

Genji Monogatari compie 1000 anni
La 136-esima edizione del Miyako Odori di quest’anno dedica tutte le scene al millesimo anniversario della grande opera letteraria di Genji Monogatari.
La prima scena è uguale ogni anno e introduce i punti salienti delle successive 7 scene. “Miyako Odori wa YO-IYAa-SA-” è il benvenuto e grido di apertura. Per me sempre un senso di commozione.
La seconda scena descrive la visita al Rozanji a capodanno, luogo in cui abitava Murasaki Shikibu, l’autrice del Genji Monogatari. La terza scena è incentrata sul capitolo Wakamurasaki (giovane lavanda) della novella. Genji conosce una giovane ragazza che gli ricorda la sua matrigna (con cui aveva una storia da quattro anni). Genji decide di farla crescere nella sua casa per farla diventare la sua donna ideale. Murasaki diventerà sua moglie e passerà il maggior tempo con Genji rispetto alle altri amanti.
La quarta scena è incentrata sul quarto capitolo: Yugao. La quinta scena è basata sul nono capitolo: Aoi. Aoi è la moglie principale di Genji, questa si ammala e muore in agonia. Aoi era tormentata dallo spirito maligno di Lady Rokujo, un’amante di Genji con un alto stato sociale. Con musica Joruri il confronto tra le due donne viene intensivamente descritta.
La sesta scena è invece basata sui capitoli 37 e 38: Yokobue (flauto) e Suzumushi (in inglese “bell cricket”, quei insetti (?) che si sentono in estate). Genji e altri personaggi si divertono nel suonare strumenti musicali e guardare la luna durante le lunghe notti autunnali.
Curiosità: Una scena del capitolo Suzumushi è raffigurata sul retro della banconota da 2000 Yen.
La settima scena ci mostra una stanza di una casa sulle rive del fiume Uji. E’ ispirata al capitolo 51, Ukifune. Una splendida danza con musica Nagauta (letteralmente tradotto in “lunga canzone”), un tipo di musica che di solito accompagna il teatro kabuki accompagnata da shamisen e tamburi… strumenti sempre presenti durante le rappresentazioni di Miyako Odori.
La scena finale dell’edizione 2008 è basata sull’ultimo capitolo del Genji Monogatari: Yume no Ukihashi (il ponte fluttuante dei sogni). Il panorama di Kyoto immerso nello splendore dei ciliegi in fiore.

Il Miyako Odori può essere ammirato quattro volte al giorno: 12:30, 14:00, 15:30 e 16:50 e dura 60 minuti. Quattro spettacoli per tutti i giorni di aprile. Chi dovesse trovarsi a Kyoto durante questo mese non dovrebbe farsi scappare l’occasione. E’ possibile acquistare il biglietto di fronte al teatro ma non sempre è possibile averlo per il successivo spettacolo.
Il teatro era pieno… non ho visto posti liberi, come non ne avevo mai visti nelle edizioni precedenti. Quando sono uscito dal teatro, poco dopo le 15:00, le corriere parcheggiate di fronte che prima erano due si sono moltiplicate e la folla per lo spettacolo delle 15:30 aspettava di poter entrare mentre noi uscivamo… un bel caos :roll:

Per finire in bellezza ho colto l’occasione per andare a vedere il parco di Maruyama e il tempio Yasaka ma questa è un’altra storia :grin:

Vi lascio ad un piccolo filmato che ho girato al teatro… si vede poco (non volevo che mi beccassero anche qui :mrgreen: ) ma rende l’idea di ciò che uno può aspettarsi di vedere.

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Hina-Matsuri, la festa delle bambole

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Il 3 di marzo (terzo giorno del terzo mese) è il giorno della festività Hina (Hinamatsuri), la festa delle ragazze/bambine. E’ un giorno per pregare una buona crescita e felicità delle giovani ragazze. Il giorno viene chiamato anche “Momo no sekku” (festa dei peschi) riferendosi alla stagione della fioritura dei peschi seguendo il vecchio calendario lunare. Il 5 di maggio (quinto giorno del quinto mese) viene poi festeggiato il “Kodomo no hi“, la festa dei bambini. Nonostante quest’ultima festa viene festeggiata con un giorno festivo, Il Hinamatsuri invece no. :sad:

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il display a sette piani delle bambole Hina
misure: 135 X 174 e 188 cm. di altezza
prezzo: 1,575,000 Yen

Una gran parte delle famiglie con bambine in casa usano mettere in mostra delle speciali bambole chiamate “hina” (Hinaningyou). Solitamente disposte su cinque o sette piani (hinadan) coperti da un tappetino rosso chiamato Mousen, queste vedono in cima l’imperatore “Dairi” e l’imperatrice “Hina“. Ai loro lati si trovano due lampade chiamate bonbori.
Il piano sottostante è riservato a tre donne della corte (sannin-kanjyo) seguite da cinque musicisti (gonin-bayashi) che suonano strumenti antichi.
Due ministri di corte (Udaijin e Sadaijin) sono situati nel piano di sotto. Quello alla destra, Sadaijin (sinistra vedendo dalla parte dell’imperatore) è più anziano in quanto la sinistra veniva considerata superiore dalla corte imperiale. Sadaijin viene raffigurato con una lunga barba. A questi vengono offerti dei “Hishimochi” (vedi sotto).
Infine vediamo i tre servi “Shi-Cho” situati sul piano più basso (nel caso di cinque piani). Sulla sinistra viene messa una pianta ornamentale chiamata “Ukon-no-Tachibana” (un alberello di mandaranci). Ukon significa la parte destra perché guardando da Dairi e Hina si trova sulla destra. Sulla destra invece una pianta ornamentale chiamata “Sakon-no-Sakura” (albero di ciliegio che però può essere sostituito con un albero di pesche). Sakon significa sinistra per la stessa ragione descritta prima.
Vengono infine anche posizionati piccoli oggetti di uso giornaliero usati dall’aristocrazia del periodo Heian come ad esempio uno specchio, cesto del cucito, oggetti per la cerimonia del tè (Sadou), un carretto chiamato Gissha. Le bambole sono ovviamente tutte vestite in abiti di corte del periodo Heian (794-1192).

 

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Dairi e Hina
Queste bambole possono essere acquistate per la modica cifra di 1,575,000 Yen ai grandi magazzini. :shock:
misure: 145 X 90 e 54 cm. di altezza

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solo 945,000 Yen per questa coppia imperiale
misure: 105 X 100 e 39 cm. di altezza

L’usanza di disporre le bambole cominciò durante il periodo Heian e originariamente si pensava che possedessero la forza di fermare i cattivi spiriti. Il Himamatsuri prende le sue origini da un’antica usanza giapponese chiamata hina-nagashi (bambola galleggiante) in cui bambole di paglia venivano messe su una barca e lasciate nelle acque del fiume. Si pensava che le bambole, scendendo il fiume e arrivando al mare, portassero via con se problemi e cattivi spiriti. Questa usanza sembra aver avuto origine a sua volta da un’usanza cinese in cui i propri peccati e la sfortuna venivano trasferiti alle bambole che venivano poi abbandonate nel fiume.
Il Shimogano jinja (che fa parte del tempio Kamo assieme al Kamigamo-jinja) a Kyoto celebra il “Nagashi-bina” (oppure “hina-okuri“) facendo galleggiare queste bambole nei fiumi Kamo e Takano e pregando per la sicurezza dei bambini. Al giorno d’oggi le barche vengono riportate indietro non appena gli spettatori se ne sono andati per evitare che le bambole finiscano nelle reti dei pescatori. Le bambole vengono poi bruciate al tempio.
Al giorno d’oggi le bambole sono vestite con gli antichi vestiti di corte. Il costume dell’imperatrice è chiamato “Juuni-hitoe” (abito a 12 strati). Il juuni-hitoe viene tuttora usato durante le cerimonie di matrimonio della famiglia imperiale. L’attuale principessa Masako usò il juuni-hitoe al matrimonio con il principe ereditario nel 1993. Vestendo il juuni-hitoe i capelli vengono pettinati all’indietro nello stile suberakashi e un ventaglio fatto con cipresso giapponese viene tenuto tra le mani.

Come visto dagli esempi sopra, un set di bambole può essere veramente caro. Ho visto le bambole delle foto ai grandi magazzini di Takashimaya. Al giorno d’oggi i nonni o i genitori comprano un set alla propria bambina per il suo primo Hinamatsuri (hatsu-zekku) ma siccome molti giapponesi abitano in appartamenti veramente piccoli, una versione con la sola coppia imperiale è maggiormente popolare tra la gente. La superstizione dice che se le bambole non vengono messe da parte subito dopo il tre marzo, la bambina si sposerà tardi.

La bevanda tradizionale è il amazake, un tipo di sake dolce e non alcolico derivato dal riso fermentato. Usato viene anche l’arare, dei cracker saporiti con salsa di soia.
I Hishimochi (quelli offerti alle bambole raffiguranti i due ministri di corte) sono dei dolci speciali per il Hinamatsuri costituiti da tre strati colorati di mochi (verde in fondo, bianco al centro e rosa in cima). Alcuni affermano che il rosa (o rosso) significa l’allontanamento dei cattivi spiriti, il bianco sta per purezza e il verde per la buona salute. Altri invece affermano che i colori raffigurano uno scenario primaverile quando l’erba verde comincia a crescere sotto la neve mentre i fiori rosa dei peschi cominciano a fiorire.

Non poteva mancare una canzone per la festa delle bambole. Questa si chiama “Ureshii Himamatsuri” (felice Himamatsuri) di cui però non conosco la melodia:

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Facciamo luce con le lampade
Facciamo fiorire i fiori di pesco
I cinque musicisti di corte suonano il flauto e il tamburo
Oggi è una bella Hinamatsuri.

Auguro a tutti una buona festa… che possiate avere la possibilità di gustare i dolci della tradizione.
Una raccomandazione alle ragazze: mettete via le bambole dopo il 3 marzo! :mrgreen:

Da Youtube.com la canzone Ureshi Hinamatsuri, veramente molto orecchiabile

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mi hanno purificato e per quest anno sono a posto

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Ogni anno l’asilo che frequenta mio figlio partecipa con la classe dell’ultimo anno, quindi con i bambini fino a sei anni, ad un concerto musicale assieme ad altri asili. Un evento abbastanza particolare dove i bambini devono far vedere cosa hanno imparato nei rispettivi asili in campo musicale. La performance dei piccoli è veramente incredibile. Ho avuto modo di vedere l’edizione dell’anno scorso in cui partecipava anche mia figlia e sono rimasto colpito da quanto bravi possono essere questi piccoli musicisti e di quanta pazienza hanno e di che bravura sono le maestre d’asilo.

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il biondino al centro è mio figlio
(magari posterò il filmato della performance)

Dopo il concerto un pranzo veloce nella vicinanza del teatro e poi al tempio per il Setsubun!
Il Setsubun viene celebrato in Giappone il giorno prima dell’inizio di ogni stagione e significa letteralmente “divisione stagionale” anche se di solito ci si riferisce al Setsubun primaverile celebrato il 3 febbraio (di cui il nome originale sarebbe Risshun). In passato il Setsubun era la vigilia dell’anno nuovo ed era accompagnato da un rito speciale chiamato mamemaki (lancio di fagioli) per allontanare il male dell’anno passato e scacciare gli spiriti maligni per l’anno corrente.

L’ultima visita ad un tempio risaliva ormai a più di un mese fa quando sono andato al Sumiyoshi-Taisha per le preghiere di inizio anno. L’ultimo fine-settimana al tempio Abiko Taisho Kannon-ji, conosciuto a Osaka semplicemente come Abikosan (oppure Abikozan) c’era aria di festa e spiritualità. Il Kannon Abiko (Dea della Grazia) è riconosciuto come il luogo di culto più antico del Giappone per gli adoratori di Kannon. Si crede inoltre che Abiko Kannon allontani i mali ed è per questo ultimo particolare che ci siamo andati… per scacciare i mali del 2007. Oggi come oggi dovrei essere una persona più buona e più sana. :mrgreen:

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Abiko-San

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Al Taisho Kannon-ji molta gente durante l’ultimo fine-settimana

Si dice che Abiko abbia ricevuto un’immagine di Kannon di soli 5 cm. dal re della dinastia Kudara. La gente poi costruì un sacrario per venerarla. Quando poi il principe Shotoku visitò quest’area circa 1400 anni fa, si dice che ricevette un messaggio divino dalla dea il che lo spinse a costruire un tempio.
La festività del Setsubun che si celebra ogni anno richiama una gran folla di gente, gente che prega la dea di respingere i mali, portare fortuna, protezione da malattie e disastri e per esaudire i propri desideri.

Avevamo appuntamento alle 14:00 per ricevere benedizione e scacciare i mali. Mia moglie, i bambini ed io (uhmmm c’era anche l’onnipresente suocera :evil: ) Con una spada di legno (almeno credo fosse di legno) il monaco ci è passato sopra la testa e le spalle. infine ci sono stati dati alcuni oggetti che non ho capito bene cosa siano. Dei fogli di carta con dei messaggi (forse gli auguri o una specie di oroscopo?), un o-hashi (le bacchette per mangiare) e una bottiglietta di sakè (vedi sotto). L’anno prossimo si riporterà i messaggi infilati tra le bacchette di legno al tempio per essere bruciati.

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La cerimonia per scacciare i mali (non manca la birra Kirin come vedete)

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I desideri dell’anno scorso vengono buttati

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rito di purificazione… da notare l’altare dietro

Al tempio vi sono varie celebrazioni come ad esempio buttare pezzi di legno con i propri desideri scritti sull’altare per essere bruciati oppure far passare il fumo dell’incenso sopra i capelli per scacciare i mali dalla mente.
In molti templi si usa celebrare il Setsubun. Monaci e invitati possono lanciare i fagioli di soia arrostiti (talvolta avvolti in fogli d’oro o d’argento), piccole buste con denaro oppure dolciumi.

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le ceneri e il fumo devono passare tra i capelli per scacciare i mali dalla mente

Nella vicinanza del tempio grande mercato! Takoyaki, okonomiyaki, yakisoba, banane al cioccolato, mele caramellate… poi giochi per i più piccoli e anche un signore che con una vipera bianca dovrebbe scacciare i mali e portare fortuna :shock:

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una giovane ragazza prepara qualche prelibatezza

Il Setsubun ad Abiko dura due giorni (sabato e domenica) e tanta gente non l’ho vista neanche a capodanno. Se qualcuno di voi dovesse trovarsi a Osaka l’anno prossimo a inizio febbraio, questo è sicuramente un luogo da vedere e ammirare. Per arrivarci si può usare la metropolitana, linea Midosuji e scendere alla stazione “Abiko” , il tempio si trova a circa 200 metri (Abiko 4-Chome) oppure usare la linea JR linea Hanwa e scendere alla stazione Abiko-cho (circa 400 metri dal tempio).

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i doni ricevuti dal monaco durante la purificazione

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la bottiglietta di sakè ricevuta in bella mostra dinnanzi a me… una di queste sere la farò fuori :twisted:
(per un ingrandimento delle foto cliccateci sopra)

Ieri sera, domenica 3 febbraio, era il momento giusto per il mamemaki. Come scritto sopra si tratta del lancio di fagioli (di solito di soia) per scacciare gli spiriti cattivi. Di solito viene fatto dal toshi-otoko di casa (cioè l’uomo nato sotto il segno animale dello zodiaco cinese corrispondente all’anno) oppure dal capofamiglia. Beh, il rito è stato fatto da mia figlia che a forza di “Oni wa soto! Fuku wa uchi!” (Fuori con i demoni! Dentro la fortuna!”) ha purificato la nostra casa. I fagioli simbolicamente purificano la casa scacciando gli spiriti cattivi e i mali che si portano dietro. Vengono lanciati in prossimità dell’entrata (per la gioa dei gatti) e qualcuno magari anche all’entrata. E’ usanza che ogni membro della famiglia ne mangi uno per ogni anno di vita (in alcuni casi uno per ogni anno di vita più uno per significare l’anno che comincia)… ehm, io ne ho mangiati tanti :mrgreen:

Si usa inoltre mangiare maki-sushi non tagliato chiamato eho-maki (maki della direzione fortunata) durante il setsubun. Questo maki (sushi avvolto nell’alga nori) viene mangiato rivolgendosi nella direzione ritenuta fortunata e determinata dal simbolo zodiacale di ogni anno. Io non l’ho mangiato perché il contenuto non era di mio particolare gradimento. Abbiamo anche mangiato delle sardine… di queste si usano le teste che, dopo essere state infilzate con degli stuzzicadenti vengono appese alle entrate in modo che cattivi spiriti non entrino. Mia moglie me lo ha fatto notare aggiungendo che forse non è il caso di prendere alla parola questa usanza. :shock:

 

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i miei 10 anni in Giappone

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Era il 9 gennaio del 1998 quando definitivamente mi trasferivo in Giappone. Da allora sono passati 10 anni; i miei primi 10 anni in Giappone, a Osaka più precisamente.
Sembrerebbe il titolo di un libro, e un libro potrei scrivere descrivendo le vicende vissute e i cambiamenti avvenuti in questo decennio (ma non certo al livello di “Ten Years in Japan“di Joseph C. Crew del 1944). Di cose ne ho sicuramente viste, ne ho vissute… fatto molte esperienze di ogni genere, viaggiato molto in lungo e in largo ma non saprei da dove iniziare. Di certo posso affermare di essere cresciuto parecchio in questi anni nipponici, grazie alle difficoltà, alle diversità e alla disponibilità di molte persone.

Dopo 10 anni come mi vedono i giapponesi?
Spesso mi sono chiesto in questi anni se e come riuscirò mai a entrare definitivamente nel loro cerchio, quando non sarò più considerato un gaijin. Ho imparato che sono domande che semplicemente non hanno senso. Che bisogno c’è poi di diventare “giapponese” per essere in Giappone? Si fa parte di una società per quello che si è e si viene accettati per come ci si comporta e per quello che ognuno di noi (giapponesi e stranieri in egual modo) riesce a contribuire al “gruppo”.
Diversi giapponesi mi vedono come un otaku, no, non uno di quei patiti per i manga, anime o videogiochi ma un otaku della storia, un maniaco dalla passione quasi morbosa per le vicende storiche del periodo moderno giapponese. Conoscere la storia aiuta a comprendere molti “perchè” e credo stia alla base per conoscere un popolo, tanto più quando quest’ultimo è così diverso dal modello occidentale. E’ una passione a cui dedico molto tempo e alla quale ci metto diverso impegno nella ricerca di ogni particolare. Il Giappone può sembrare moderno, tecnologico e all’avanguardia ma la società è ancora strettamente legata al feudalesimo… e oserei dire che la cosa non mi stupisce affatto.
Ma ritorniamo ai “miei 10 anni:shock:
Appena arrivato in Giappone ricordo di aver frequentato una scuola di giapponese, 5 volte a settimana per un paio di mesi. Il mio primo computer (Pentium II) con Windows 95 in giapponese e una connessione IDSN per internet. Da allora tante cose sono cambiate, e non parlo solo del mio computer e connessione internet.
Nel 1998 si sentivano le ripercussioni dello scoppio della bolla economica ma la fiducia era ancora alta. Poi anni di stagno economico, incertezze e problemi sollevati dal governo per indirizzare il problema dell’Identità nazionale. Ogni paese da importanza al proprio status e alla propria autonomia ma nel caso del Giappone l’autonomia non è alta e quindi enfatizza lo status. Un bisogno estremo di essere riconosciuto come potenza internazionale. Un bisogno di tacere certe cose e di enfatizzarne altre, una situazione che da voce e forza ad estremisti di destra, nazionalisti e patriottici. Il governatore di Tokyo Shintaro Ishihara è un esempio pratico di dove un fanatico può arrivare se vive in Giappone.
Questo si vive giorno per giorno in Giappone… le continue discussioni politiche e i media aiutano in questo. La musica usata dalla medaglia olimpica Shizuka Arakawa durante le olimpiadi invernali di Torino (il Turandot di Puccini) quasi diventava il nuovo inno nazionale giapponese :mrgreen:
Ricordo la medaglia olimpica giapponese alle olimpiadi di Nagano nel 1998 nel salto in lungo… per mesi e mesi poster “del salto” tappezzava le città e “l’urlo” della vittoria spaccava i timpani alla radio e alla TV. Ho imparato che vedere competizioni sportive internazionali in Giappone non è molto diverso che guardare i campionati nazionali :!: Questo vale particolarmente per campionati del mondo di atletica e olimpiadi.
Dopo circa un anno di permanenza in Giappone ho iniziato il lavoro che svolgo attualmente e mi sono messo in proprio risparmiandomi i dolori che si hanno ad essere dipendenti in aziende giapponesi. Prima svolgevo dei piccoli lavori part-time.
Il mio lavoro mi ha portato a viaggiare molto in questi anni e ciò è stato un arricchimento che pochi giapponesi hanno avuto la fortuna di avere. Da Sapporo a Okinawa ho potuto vivere e ammirare tutte le maggiori città. Certo, era per lavoro e quindi non troppo potevo vedere della città stessa ma quando il tempo me lo permetteva, aggiungevo qualche giorno per fare delle ferie. Tra le mie città preferite sicuramente Sapporo e Fukuoka. Queste due città mi hanno colpito particolarmente per la gente cordiale e gentile ma anche per il clima della città stessa. A Sapporo ci sono stato 5 volte per un totale di circa 6 settimane e così vale anche per Fukuoka e altre città. Si nota come ogni regione, ogni città ha le sue distinzioni e le proprie particolarità: dallo sguardo dei propri abitanti alla cucina locale. “Se vai a Utsunomiya non dimenticare di mangiare i gyoza!“, “a Takamatsu mangia udon!” etc… Leggi il resto di questo post »

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Prima settimana del 2008 - svago a Dotonbori per molti

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L’ultimo fine settimana era ancora all’insegna delle festività di Anno Nuovo. Le scuole cominciano solo domani e la gente trascorre con le famiglie le ultime ore di svago.
Sono passato per Shinsaibashi (Osaka) e la marea di gente è paragonabile a quando vincono gli Hashin Tigers :mrgreen:
La shotengai (la lunga galleria che porta da Shinsaibashi, ma credo che parta già da Honmachi, e arriva a Namba) presentava una folla di gente che si faceva difficoltà a passare. Ancora in decorazioni di shogatsu, i negozi erano in piena attività. Interessanti le due statuette d’oro massiccio da 1 oku en (600.000 euro :shock: ) in una vetrina che hanno fatto vedere anche alla televisione.

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1 Oku di Yen per ognuna delle due statue d’oro

Arrivando nella zona centrale per quanto riguarda l’intrattenimento ho notato con piacere che il Ebisu-bashi (ponte Ebisu) a Dotonbori è finalmente stato completato. Il ponte è famoso in quanto fan della squadra degli Hanshin Tigers si buttano da questo ponte per festeggiare le grandi vittorie. A Dotonbori è possibile fare shopping, mangiare proprio di tutto quello che la cucina tipica del Kansai può offrire e visitare teatri. Dotonbori fu iniziato nel 1612 per cercare di migliorare il commercio nella regione. Nei tempi migliori vi erano 6 teatri Kabuki e 5 teatri Bunraku. L’interesse per quest’arte tradizionale continuava però a diminuire contribuendo alla chiusura di alcuni di questi teatri. Gli ultimi 5 teatri furono poi distrutti dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.
Aperto solo qualche anno fa il Dotonbori Gokuraku è ormai una delle attrazioni maggiori per chi viene da fuori. Un enorme palazzo in architettura “tradizionale” ospita un vasto numero di ristoranti tipici di Osaka. Takoyaki e Okonomiyaki, sushi e udon a volontà quindi :smile: ma anche teatro e danza popolare. l’entrata è di 300 yen per gli adulti.

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Davanti al Gokuraku un simpatico poliziotto regala una guida (vedi piccolo video sotto)
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La folla

Il canale Yohori che passa è stato abbellito sensibilmente in questi ultimi anni e dispone di una passeggiata. Si arriva al centro commerciale chiamato Don Quijote aperto anche questo solo pochi anni fa. Di particolare è la grande ruota panoramica. Per 600 Yen è possibile vedere non solo la zona di Shinsaibashi ma una buona parte della città.
Altre attrazioni sono il Kuidaore Ningyo (la statua che si muove suonando un tamburo) e l’enorme insegna della Glico raffigurante un atleta che passa il traguardo.

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La grande ruota panoramica e vista panoramica verso Namba

Questo è anche il periodo per i saldi… per il BARGAIN e il SALE (o per il DAIBARGAIN o BARGAINSALE), insomma per le svendite.

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Hello Kitty dà il Buon Anno ai passanti e li invita ad entrare nel suo negozio specializzato

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Svendite al Namba Walk fino al 15 gennaio
(Ba-rugen namba uan)

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La Hinomaru (bandiera nazionale) per chilometri e chilometri in bella mostra.

Numerosi anche i Pachinko… e anche questi affollati. La cosa che mi stupisce sempre più è il numero di vecchiette che ci giocano :shock:
Arrivati a Namba e si vuole ancora vedere negozi o mangiare qualcosa? Il Namba Walk è una lunga serie di negozi e ristoranti sotto terra che parte da Namba e arriva alla stazione di Nihonbashi.

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