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	<title>JapponeBlog! Visioni "Sakura" dal Giappone &#187; Cultura</title>
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	<description>Pensieri e opinioni sul Giappone</description>
	<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 14:22:54 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>un finesettimana tra illusionismo e kanji</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/10/01/un-finesettimana-tra-illusionismo-e-kanji/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 00:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[kanji]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando il tempo me lo permette amo vedere degli spettacoli o delle manifestazioni assieme alla mia famiglia.
Tempo addietro avevo avuto modo di vedere uno spettacolo di bunraku al Hotel Viale di Osaka (zona di Honmachi). L&#8217;albergo ogni tanto organizza degli spettacoli culturali e i posti sono sempre occupati.
Poche settimane fa, il sei settembre poco dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p>Quando il tempo me lo permette amo vedere degli spettacoli o delle manifestazioni assieme alla mia famiglia.<br />
Tempo addietro avevo avuto modo di vedere uno <a title="teatro bunraku" href="http://www.jappone.com/blog/2008/03/17/un-finesettimana-tra-bunraku-omiai-e-white-day-dimenticato/">spettacolo di bunraku</a> al Hotel Viale di Osaka (zona di Honmachi). L&#8217;albergo ogni tanto organizza degli spettacoli culturali e i posti sono sempre occupati.<br />
Poche settimane fa, il sei settembre poco dopo essere tornato dalle mie vacanze italiane e prima di partire per due settimane per Tokyo, ho avuto modo di ritornare all&#8217; <a title="Hotel viale a Osaka" href="http://www.viale-osaka.com/index.html">Hotel Viale</a> di Osaka per due spettacoli distinti ma all&#8217;interno della stessa manifestazione.<br />
La prima parte era dedicata a comici che si esibivano dal vivo&#8230; comici di Osaka e di conseguenza largo uso del nostro amato dialetto. La seconda parte dell&#8217;evento invece era dedicato all&#8217;illusionismo. Giochi di prestigio da parte di uno staff tutto al femminile&#8230; per la gioia dei maschietti presenti in sala (me compreso  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> )<br />
Il gruppo si chiama <a title="Lumiere du soleil" href="http://www.21-dream.com/soleil/index.htm">Lumiere du Soleil</a> e partecipare ai loro spettacoli di solito costa abbastanza&#8230; quindi un colpo di fortuna poterle ammirare&#8230; stando alle parole di mia moglie.<br />
Effetti di luce e di suoni accompagnano un po i soliti giochi di prestigio con ragazze segate in due e sparizioni varie.<br />
Partecipazione anche del pubblico con tre bambini invitati sul palco per un gioco di prestigio tutto loro. Il gioco consisteva nel far salire uno di loro sopra di un tavolo per poi togliere le gambe del tavolo stesso mentre gli altri sorreggono il tavolo. Poi anche questi lasciano il tavolo che però rimane miracolosamente sospeso nell&#8217;aria <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-274" title="gioco di prestigio a Osaka" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/vialeosaka.jpg" alt="" width="400" height="262" /><img class="alignnone size-full wp-image-275" title="ragazza japponecom" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/ragazzajapponecom.gif" alt="" width="83" height="83" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il bambino sospeso per aria dopo che le due bambine hanno lasciato la presa<br />
(quella a destra è mia figlia)</em></p>
<p>Dopo lo spettacolo una cena a base di <em>shabu-shabu</em> e di qualche ottima birra che raramente deve mancare  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Come scritto sopra, da poco eravamo tornati dall&#8217;Italia e mio figlio si ricordava ancora tante parole imparate. Eravamo per andare via dal ristorante quando mio figlio (sei anni) chiede di andare al bagno. Per andare al bagno passa davanti alla cameriera alla quale dice qualcosa e questa le risponde con un sorriso ed un cenno di aver capito. Dal bagno torna praticamente subito&#8230; dubito che abbia fatto qualcosa. Ma arriva anche subito un&#8217;altra birra per me! Sbalordito chiedo a mio figlio (parlo solo in giapponese con lui) cosa ha detto alla cameriera. Mi risponde &#8220;<strong>ancora una</strong>&#8221; in italiano. La cameriera sembra aver capito a cosa si riferisse e mi aveva prontamente portato &#8220;ancora una&#8221; birra. in Italia infatti mandavo spesso mio figlio dalla cameriera per ordinare la solita &#8220;ultima&#8221; birra prima di tornare a casa e gli avevo detto che per italiano si dice &#8220;ancora una&#8221;&#8230; non sapevo che funzionasse anche in Giappone  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> il problema è che lo aveva fatto senza che gli venisse chiesto di fare.</p>
<p>Il giorno dopo siamo andati al <a title="Osaka Municipal Museum of Art" href="http://osaka-art.info-museum.net/index_omm_e.html">Osaka Municipal Museum of Art</a> di Tennoji dove avevano allestito un&#8217;esibizione dedicata alle scritture in kanji. Oltre ai vari <em>sensei</em> anche diversi allievi delle scuole elementari avevano partecipato e alcuni lavori sono stati selezionati per essere esposti nella galleria. C&#8217;erano anche i capolavori dei miei figli che frequentano anche un corso extra-scolastico. Sarà stata la <em>sensei</em> (insegnante, maestra) di questo corso che avrà fatto selezionare il lavoro della sua allieva; anche la sensei esponeva i suoi lavori all&#8217;interno della stessa manifestazione.
</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-278" title="esposizione al museo d'arte a Tennoji" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/kanjimuseotennoji.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-279" title="esposizione al museo d'arte a Tennoji" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/kanji-museo-tennoji.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-280" title="esposizione al museo d'arte a Tennoji" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/09/kanji-museo-tennoji-osaka.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Centinaia e centinaia di opere in esposizione ma pochi visitatori.</em></p>
<p>Che sia arrivato il momento in cui anch&#8217;io mi metta seriamente a studiare i kanji? Magari mi faccio insegnare da mia figlia mentre fa i compiti  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La danza dei ciliegi nella Gion di Kyoto</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/04/03/la-danza-dei-ciliegi-nella-gion-di-kyoto/</link>
		<comments>http://www.jappone.com/blog/2008/04/03/la-danza-dei-ciliegi-nella-gion-di-kyoto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 13:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[gion]]></category>

		<category><![CDATA[kyoto]]></category>

		<category><![CDATA[teatro]]></category>

		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[

 
Le giornate dei ciliegi in fiore in tutto il loro splendore&#8230; a dire la verità ancora un paio di giorni per vedere la fioritura ideale. Parlo del Kansai dove questi giorni gente di ogni età dedica del tempo per il hanami, picnic sotto gli alberi di ciliegio (alcuni desiderano tradurre hanami con &#8220;contemplazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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<p>Le giornate dei ciliegi in fiore in tutto il loro splendore&#8230; a dire la verità ancora un paio di giorni per vedere la fioritura ideale. Parlo del Kansai dove questi giorni gente di ogni età dedica del tempo per il <em>hanami</em>, picnic sotto gli alberi di ciliegio (alcuni desiderano tradurre <em>hanami</em> con &#8220;contemplazione dei fiori&#8221;).<br />
Oggi invece non desidero parlare dei &#8220;<em>fiori dei ciliegi</em>&#8221; ma della &#8220;<em>danza dei ciliegi</em>&#8220;.<br />
Come avevo anticipato nel post precedente, ieri, il 2 di aprile, sono andato a Kyoto per ammirare nuovamente la &#8220;danza dei ciliegi in fiori&#8221;, il Miyako Odori nella sua 136-esima edizione. E&#8217; una mia tradizione personale andarci ogni anno (per non ripetermi e allungare troppo il post consiglio di leggere <a href="http://www.jappone.com/blog/2007/04/23/aprile-il-mese-di-miyako-odori-nella-gyon-di-kyoto/" title="Miyako Odori 2007">il post</a> che ho fatto un anno fa per conoscere la storia del Miyako Odori oppure <a href="http://www.jappone.com/cultura/costumietradizioni/miyako-odori.html" title="Miyako Odori">l&#8217;articolo</a> su jappone.com). Credo che quella di quest&#8217;anno sia la sesta edizione di fila che ho potuto vedere e ammirare.<br />
Ho la fortuna di avere sempre il biglietto assicurato per il giorno e l&#8217;orario che scelgo grazie ad una signora, conoscente di mia moglie, che abita a pochi metri dal teatro <em>Gionkobu Kaburenjo</em> dove avviene lo spettacolo. Prima dello spettacolo passo per la piccola via tipica di Gion dove abita la gentilissima signora, suono il campanello, saluto con un inchino e poi mi viene consegnato quasi con un rito il mio biglietto d&#8217;ingresso tanto atteso. Comincia bene quindi&#8230; cosa c&#8217;è di meglio di arrivare a Gion, passare per un&#8217;abitazione tipica del luogo, essere salutato da una signora in kimono inginocchiata sul tatami che ti saluta con diversi inchini per portano la fronte a toccare il tatami stesso. L&#8217;ambiente sembra quasi surreale e pare di vivere in altri tempi (non ci fossero tutti quei fili elettrici  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_evil.gif' alt=':evil:' class='wp-smiley' />  qualche difetto lo dovevo pure trovare dopo tutta questa sviolinata).<br />
Ma facciamo un passo indietro. Parto da casa verso le 10:30, arrivo a Umeda dove prendo la linea Hankyu che mi porterà a Kawaramachi, ultima stazione. Sono circa 45 minuti ed è una tratta che ho fatto veramente tante volte.  Il treno sta quasi per partire ma ho il tempo per andare avanti e cercare di avere un posto libero in una delle carrozze di testa. Entro nella seconda carrozza e noto che tutti i posti al finestrino sono occupati&#8230; niente di strano se non che SOLO QUELLI erano occupati! Ci si siede due a due ma tutti erano soli. Nessuno si era seduto vicino ad un altro&#8230; e nessuno pareva essere in compagnia quindi. Passo il corridoio per vedere se per caso ci sia qualche bella ragazza dove posso sedermici accanto ma arrivo alla prima carrozza&#8230; entro mi siedo pure io al finestrino.<br />
Colgo l&#8217;occasione per leggere; leggere sul treno fa volare il tempo e spesso mi dispiace di arrivare a destinazione. Ogni tanto do un&#8217;occhiata fuori dal finestrino, osservo i palazzi, le case e&#8230; i fiori di ciliegio che sembrano essere li a salutarti. Dopo un po&#8217; una signora si siede di fianco a me&#8230; era l&#8217;unico posto rimasto libero in tutta la carrozza&#8230; essendo seduto quasi all&#8217;ultimo posto avevo potuto notare la cosa, una cosa non nuova comunque quella del posto vicino ad un gaijin ancora libero  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_neutral.gif' alt=':neutral:' class='wp-smiley' /><br />
Concentrato nella lettura il tempo passa veloce. Ad un tratto la signora con modo gentile mi fa notare che dal finestrino si possono ammirare i sakura  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':razz:' class='wp-smiley' />  , le faccio un sorriso e ringrazio per l&#8217;informazione&#8230; continuo la mia lettura.<br />
Arrivato a Kawaramachi tutti escono e si avviano verso l&#8217;uscita della stazione. Noto una giovane famiglia sulla mia sinistra: madre, padre e una giovane bambina. &#8220;<em>Se fai la cattiva chiamiamo un gaijin-san che ti porta via</em>&#8221; dice la madre alla piccola. Quasi volevo rassicurare la piccola ma un po&#8217; per timidezza, un po&#8217; perché non sono affari miei (un pochino magari si&#8230;) e anche perché avvicinandomi troppo a lei avrei potuto farle paura  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sulla tabella di marcia ero in anticipo, potevo fare con calma ma volevo arrivare al teatro ed evitare che magari qualche imprevisto potesse farmi perdere anche un solo minuto dello spettacolo. Dopo tutto era un anno che aspettavo questo momento. Lo spettacolo cominciava alle 14:00 ma il mio biglietto mi dava la possibilità di vedere la cerimonia del te eseguita da una maiko e da una geiko. Vi sono tre tipi di biglietto da cui poter scegliere. Quello di prima classe con cerimonia del te, quello di prima classe senza cerimonia e quello di seconda classe. Costano rispettivamente 4.300, 3.800 e 1.900 Yen.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/miyakoodori3.jpg" title="sulla via per arrivare al Gionkobu Kaburenjo" class="thickbox" rel="singlepic109" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/109__320x240_miyakoodori3.jpg" alt="sulla via per arrivare al Gionkobu Kaburenjo" title="sulla via per arrivare al Gionkobu Kaburenjo" /></a>  <em>Sulla via per arrivare al teatro<br />
notate la lanterna&#8230; uguale a quella che avevo fotografato l&#8217;anno scorso e che ho messo come sfondo a questo blog (in alto a sinistra)</em></p>
<p><strong>Non ci sono Geisha a Kyoto</strong><br />
Ormai il termine Geisha è di uso comune. Specialmente durante il periodo di occupazione americana (1945 - 1951) questo termine veniva usato dalla gente anche per quelle di Kyoto. Gli americani conoscevano quelle di Tokyo, che effettivamente vengono chiamate Geisha,  e il termine venne poi usato anche per le colleghe di Kyoto. Di fatto le cose sono diverse: a Kyoto non esistono le Geisha ma ci sono le Geiko. La differenza, a detta degli abitanti di Kyoto, sta nel fatto che le Geiko di Kyoto sono delle pure artiste e intrattenitrici di alto rango mentre le Geisha di Tokyo  sono anche prostitute. Pare infatti che le Geisha a Tokyo tendevano a prostituirsi con una certa facilità&#8230; quelle  con meno educazione alle spalle finivano per fare praticamente solo quello.<br />
All&#8217;inizio non ero certo che a Kyoto non esistesse la figura della Geisha, dopotutto libri, guide e film continuano a associare Kyoto con la Geisha. Parlando con clienti di Kyoto, gente di Kyoto e con qualche tassista ho notato che chiamare Geisha una di Kyoto è quasi un&#8217;offesa&#8230; &#8220;<em>di quelle ce ne sono solo a Tokyo</em>&#8221; continuano a dirmi, e noto una certa rivalità&#8230; l&#8217;onta subita per aver perso Kyoto come capitale a favore di Tokyo.
</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/miyakoodori.jpg" title="Gionkobu Kaburenjo" class="thickbox" rel="singlepic111" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/111__320x240_miyakoodori.jpg" alt="Gionkobu Kaburenjo" title="Gionkobu Kaburenjo" /></a>  <em>La biglietteria del Gionkobu Kaburenjo</em></p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/miyakosakura.jpg" title="Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo" class="thickbox" rel="singlepic108" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/108__320x240_miyakosakura.jpg" alt="Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo" title="Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo" /></a>  Passando per i corridoi che portano alla sala della cerimonia del te si possono ammirare in continuazione gli alberi di ciliegio presenti nel giardino <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/miyakosakura2.jpg" title="Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo" class="thickbox" rel="singlepic107" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/107__320x240_miyakosakura2.jpg" alt="Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo" title="Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo" /></a> Il giardino che si può ammirare una volta entrati nel teatro <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/miyakosakura3.jpg" title="Il teatro Gionkobu Kaburenjo per il Miyako Odori dall&#039;esterno" class="thickbox" rel="singlepic106" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/106__320x240_miyakosakura3.jpg" alt="Il teatro Gionkobu Kaburenjo per il Miyako Odori dall&#039;esterno" title="Il teatro Gionkobu Kaburenjo per il Miyako Odori dall&#039;esterno" /></a> Un particolare del Gionkobu Kaburenjo visto da fuori</p>
<p>Alle 13:30 entro nel teatro e mi dirigo verso la sala della cerimonia del te&#8230; c&#8217;è la fila e colgo l&#8217;occasione per comprare la guida di quest&#8217;anno per conoscere il tema trattato.<br />
Alla cerimonia del te bisogna fare di fretta e ci si siede stretti stretti uno vicino all&#8217;altro su minuscoli sedili. Un piattino, che poi si porterà a casa come souvenir, con ottimo manju e poi il te verde bello caldo. &#8220;<em>Preghiamo coloro che hanno finito di lasciare il posto e di dirigersi al teatro</em>&#8220;, &#8220;<em>chiediamo ai clienti di fare in fretta perché i prossimi clienti entrano tra poco</em>&#8220;, capisco la fretta ma non è piacevole avere pochi minuti (circa 10) per il tutto.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/omaggiomiyakoodori.jpg" title="Omaggio, il piattimo si porta a casa come ricordo" class="thickbox" rel="singlepic105" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/105__320x240_omaggiomiyakoodori.jpg" alt="omaggio" title="omaggio" /></a>  <em>Il dolce che accompagna il te verde. Il piattino è un omaggio che tutti possono avvolgere nella carta (messa a disposizione!) e portarsi a casa.</em></p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/kyoto/cerimoniathe.jpg" title="Geiko e Maiko nella cerimonia del the" class="thickbox" rel="singlepic112" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/112_web20_320x240_cerimoniathe.jpg" alt="Geiko e Maiko nella cerimonia del the" title="Geiko e Maiko nella cerimonia del the" /></a>  <em>Una delle rare opportunità di poter fotografare liberamente l&#8217;artista all&#8217;opera.</em></p>
<p><strong>Genji Monogatari compie 1000 anni</strong><br />
La 136-esima edizione del Miyako Odori di quest&#8217;anno dedica tutte le scene al millesimo anniversario della grande opera letteraria di <em>Genji Monogatari</em>.<br />
La prima scena è uguale ogni anno e introduce i punti salienti delle successive 7 scene. &#8220;<em>Miyako Odori wa YO-IYAa-SA-</em>&#8221; è il benvenuto e grido di apertura. Per me sempre un senso di commozione.<br />
La seconda scena descrive la visita al Rozanji a capodanno, luogo in cui abitava Murasaki Shikibu, l&#8217;autrice del Genji Monogatari. La terza scena è incentrata sul capitolo Wakamurasaki (giovane lavanda) della novella. Genji conosce una giovane ragazza che gli ricorda la sua matrigna (con cui aveva una storia da quattro anni). Genji decide di farla crescere nella sua casa per farla diventare la sua donna ideale. Murasaki diventerà sua moglie e passerà il maggior tempo con Genji rispetto alle altri amanti.<br />
La quarta scena è incentrata sul quarto capitolo: Yugao. La quinta scena è basata sul nono capitolo: Aoi. Aoi è la moglie principale di Genji, questa si ammala e muore in agonia. Aoi era tormentata dallo spirito maligno di Lady Rokujo, un&#8217;amante di Genji con un alto stato sociale. Con musica Joruri il confronto tra le due donne viene intensivamente descritta.<br />
La sesta scena è invece basata sui capitoli 37 e 38: Yokobue (flauto) e Suzumushi (in inglese &#8220;bell cricket&#8221;, quei insetti (?) che si sentono in estate). Genji e altri personaggi si divertono nel suonare strumenti musicali e guardare la luna durante le lunghe notti autunnali.<br />
Curiosità: Una scena del capitolo Suzumushi è raffigurata sul retro della banconota da 2000 Yen.<br />
La settima scena ci mostra una stanza di una casa sulle rive del fiume Uji. E&#8217; ispirata al capitolo 51, Ukifune. Una splendida danza con musica Nagauta (letteralmente tradotto in &#8220;lunga canzone&#8221;), un tipo di musica che di solito accompagna il teatro kabuki accompagnata da shamisen e tamburi&#8230; strumenti sempre presenti durante le rappresentazioni di Miyako Odori.<br />
La scena finale dell&#8217;edizione 2008 è basata sull&#8217;ultimo capitolo del Genji Monogatari: <em>Yume no Ukihashi</em> (il ponte fluttuante dei sogni). Il panorama di Kyoto immerso nello splendore dei ciliegi in fiore.</p>
<p>Il Miyako Odori può  essere ammirato quattro volte al giorno: 12:30, 14:00, 15:30 e 16:50 e dura 60 minuti. Quattro spettacoli per tutti i giorni di aprile. Chi dovesse trovarsi a Kyoto durante questo mese non dovrebbe farsi scappare l&#8217;occasione. E&#8217; possibile acquistare il biglietto di fronte al teatro ma non sempre è possibile averlo per il successivo spettacolo.<br />
Il teatro era pieno&#8230; non ho visto posti liberi, come non ne avevo mai visti nelle edizioni precedenti. Quando sono uscito dal teatro, poco dopo le 15:00, le corriere parcheggiate di fronte che prima erano due si sono moltiplicate e la folla per lo spettacolo delle 15:30 aspettava di poter entrare mentre noi uscivamo&#8230; un bel caos  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per finire in bellezza ho colto l&#8217;occasione per andare a vedere il parco di Maruyama e il tempio Yasaka ma questa è un&#8217;altra storia  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':grin:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vi lascio ad un piccolo filmato che ho girato al teatro&#8230; si vede poco (non volevo che mi beccassero anche qui  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' />  ) ma rende l&#8217;idea di ciò che uno può aspettarsi di vedere.</p>
<p align="center"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" data="http://www.youtube.com/v/KyfaNMbBG-0&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay="><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KyfaNMbBG-0&amp;rel=1&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay="></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
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		<title>Hina-Matsuri, la festa delle bambole</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 00:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il 3 di marzo (terzo giorno del terzo mese) è il giorno della festività Hina (Hinamatsuri), la festa delle ragazze/bambine. E&#8217; un giorno per pregare una buona crescita e felicità delle giovani ragazze. Il giorno viene chiamato anche &#8220;Momo no sekku&#8221; (festa dei peschi) riferendosi alla stagione della fioritura dei peschi seguendo il vecchio calendario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/hinaningyou2.jpg" alt="hinaningyou2.jpg" /><br />
Il 3 di marzo (terzo giorno del terzo mese) è il giorno della festività Hina (<em>Hinamatsuri</em>), la festa delle ragazze/bambine. E&#8217; un giorno per pregare una buona crescita e felicità delle giovani ragazze. Il giorno viene chiamato anche &#8220;<em>Momo no sekku</em>&#8221; (festa dei peschi) riferendosi alla stagione della fioritura dei peschi seguendo il vecchio calendario lunare. Il 5 di maggio (quinto giorno del quinto mese) viene poi festeggiato il &#8220;<em>Kodomo no hi</em>&#8220;, la festa dei bambini. Nonostante quest&#8217;ultima festa viene festeggiata con un giorno festivo, Il Hinamatsuri invece no.  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':sad:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/hinaningyou5.jpg" alt="hinaningyou5.jpg" /><br />
<em>il display a sette piani delle bambole Hina<br />
misure: 135 X 174 e 188 cm. di altezza<br />
prezzo: <strong>1,575,000 Yen<br />
</strong></em></p>
<p>Una gran parte delle famiglie con bambine in casa usano mettere in mostra delle speciali bambole chiamate &#8220;<em>hina</em>&#8221; (<em>Hinaningyou</em>). Solitamente disposte su cinque o sette piani (<em>hinadan</em>) coperti da un tappetino rosso chiamato <em>Mousen</em>, queste vedono in cima l&#8217;imperatore &#8220;<strong>Dairi</strong>&#8221; e l&#8217;imperatrice &#8220;<strong>Hina</strong>&#8220;. Ai loro lati si trovano due lampade chiamate <em>bonbori</em>.<br />
Il piano sottostante è riservato a tre donne della corte (<em>sannin-kanjyo</em>) seguite da cinque musicisti (<em>gonin-bayashi</em>) che suonano strumenti antichi.<br />
Due ministri di corte (<em>Udaijin</em> e <em>Sadaijin</em>) sono situati nel piano di sotto. Quello alla destra, Sadaijin (sinistra vedendo dalla parte dell&#8217;imperatore) è più anziano in quanto la sinistra veniva considerata superiore dalla corte imperiale. Sadaijin viene raffigurato con una lunga barba. A questi vengono offerti dei &#8220;Hishimochi&#8221; (vedi sotto).<br />
Infine vediamo i tre servi &#8220;<em>Shi-Cho</em>&#8221; situati sul piano più basso (nel caso di cinque piani). Sulla sinistra viene messa una pianta ornamentale chiamata &#8220;<em>Ukon-no-Tachibana</em>&#8221; (un alberello di mandaranci). Ukon significa la parte destra perché guardando da Dairi e Hina si trova sulla destra. Sulla destra invece una pianta ornamentale chiamata &#8220;<em>Sakon-no-Sakura</em>&#8221; (albero di ciliegio che però può essere sostituito con un albero di pesche). Sakon significa sinistra per la stessa ragione descritta prima.<br />
Vengono infine anche posizionati piccoli oggetti di uso giornaliero usati dall&#8217;aristocrazia del periodo Heian come ad esempio uno specchio, cesto del cucito, oggetti per la cerimonia del tè (Sadou), un carretto chiamato <em>Gissha</em>. Le bambole sono ovviamente tutte vestite in abiti di corte del periodo Heian (794-1192).
</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center" align="center"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/hinaningyou11.jpg" alt="hinaningyou11.jpg" /><br />
<em><strong> Dairi e Hina</strong><br />
Queste bambole possono essere acquistate per la modica cifra di <strong>1,575,000 Yen</strong> ai grandi magazzini.  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /><br />
misure: 145 X 90 e 54 cm. di altezza</em></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/hina2.jpg" alt="hina2.jpg" /><br />
<em> solo <strong>945,000 Yen </strong>per questa coppia imperiale<br />
misure: 105 X 100 e 39 cm. di altezza</em></p>
<p align="left"> L&#8217;usanza di disporre le bambole cominciò durante il periodo Heian e originariamente si pensava che possedessero la forza di fermare i cattivi spiriti. Il Himamatsuri prende le sue origini da un&#8217;antica usanza giapponese chiamata hina-nagashi (bambola galleggiante) in cui bambole di paglia venivano messe su una barca e lasciate nelle acque del fiume. Si pensava che le bambole, scendendo il fiume e arrivando al mare, portassero via con se problemi e cattivi spiriti. Questa usanza sembra aver avuto origine a sua volta da un&#8217;usanza cinese in cui i propri peccati e la sfortuna venivano trasferiti alle bambole che venivano poi abbandonate nel fiume.<br />
Il  <em>Shimogano jinja</em> (che fa parte del tempio Kamo assieme al Kamigamo-jinja) a Kyoto celebra il &#8220;<em>Nagashi-bina</em>&#8221; (oppure &#8220;<em>hina-okuri</em>&#8220;)  facendo galleggiare queste bambole nei fiumi Kamo e Takano e pregando per la sicurezza dei bambini. Al giorno d&#8217;oggi le barche vengono riportate indietro non appena gli spettatori se ne sono andati per evitare che le bambole finiscano nelle reti dei pescatori. Le bambole vengono poi bruciate al tempio.<br />
Al giorno d&#8217;oggi le bambole sono vestite con gli antichi vestiti di corte. Il costume dell&#8217;imperatrice è chiamato &#8220;<em>Juuni-hitoe</em>&#8221; (abito a 12 strati). Il <em>juuni-hitoe</em> viene tuttora usato durante le cerimonie di matrimonio della famiglia imperiale. L&#8217;attuale principessa Masako usò il juuni-hitoe al matrimonio con il principe ereditario nel 1993. Vestendo il juuni-hitoe i capelli vengono pettinati all&#8217;indietro nello stile <em>suberakashi</em> e un ventaglio fatto con cipresso giapponese viene tenuto tra le mani.</p>
<p>Come visto dagli esempi sopra, un set di bambole può essere veramente caro. Ho visto le bambole delle foto ai grandi magazzini di Takashimaya. Al giorno d&#8217;oggi i nonni o i genitori comprano un set alla propria bambina per il suo primo Hinamatsuri (<em>hatsu-zekku</em>) ma siccome molti giapponesi abitano in appartamenti veramente piccoli, una versione con la sola coppia imperiale è maggiormente popolare tra la gente. La superstizione dice che se le bambole non vengono messe da parte subito dopo il tre marzo, la bambina si sposerà tardi.</p>
<p>La bevanda tradizionale è il <em>amazake</em>, un tipo di sake dolce e non alcolico derivato dal riso fermentato. Usato viene anche l&#8217;arare, dei cracker saporiti con salsa di soia.<br />
I <em>Hishimochi</em> (quelli offerti alle bambole raffiguranti i due ministri di corte) sono dei dolci speciali per il Hinamatsuri costituiti da tre strati colorati di mochi (verde in fondo, bianco al centro e rosa in cima). Alcuni affermano che il rosa (o rosso) significa l&#8217;allontanamento dei cattivi spiriti, il bianco sta per purezza e il verde per la buona salute. Altri invece affermano che i colori raffigurano uno scenario primaverile quando l&#8217;erba verde comincia a crescere sotto la neve mentre i fiori rosa dei peschi cominciano a fiorire.</p>
<p>Non poteva mancare una canzone per la festa delle bambole. Questa si chiama &#8220;<em>Ureshii Himamatsuri</em>&#8221; (felice Himamatsuri) di cui però non conosco la melodia:</p>
<p align="left"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/ureshiihimamatsuri.gif" alt="ureshiihimamatsuri.gif" /><br />
<em> Facciamo luce con le lampade<br />
Facciamo fiorire i fiori di pesco<br />
I cinque musicisti di corte  suonano il flauto e il tamburo<br />
Oggi è una bella Hinamatsuri.</em></p>
<p align="left">Auguro a tutti una buona festa&#8230; che possiate avere la possibilità di gustare i dolci della tradizione.<br />
Una raccomandazione alle ragazze: mettete via le bambole dopo il 3 marzo!  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' />
</p>
<p align="left">Da Youtube.com la canzone <strong>Ureshi Hinamatsuri</strong>, veramente molto orecchiabile</p>
<p align="center"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cQV1JraT2jw"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/cQV1JraT2jw" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>mi hanno purificato e per quest anno sono a posto</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/02/04/mi-hanno-purificato-e-per-questanno-sono-a-posto/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 05:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[festività]]></category>

		<category><![CDATA[osaka]]></category>

		<category><![CDATA[tempio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni anno l&#8217;asilo che frequenta mio figlio partecipa con la classe dell&#8217;ultimo anno, quindi con i bambini fino a sei anni, ad un concerto musicale assieme ad altri asili. Un evento abbastanza particolare dove i bambini devono far vedere cosa hanno imparato nei rispettivi asili in campo musicale. La performance dei piccoli è veramente incredibile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno l&#8217;asilo che frequenta mio figlio partecipa con la classe dell&#8217;ultimo anno, quindi con i bambini fino a sei anni, ad un concerto musicale assieme ad altri asili. Un evento abbastanza particolare dove i bambini devono far vedere cosa hanno imparato nei rispettivi asili in campo musicale. La performance dei piccoli è veramente incredibile. Ho avuto modo di vedere l&#8217;edizione dell&#8217;anno scorso in cui partecipava anche mia figlia e sono rimasto colpito da quanto bravi possono essere questi piccoli musicisti e di quanta pazienza hanno e di che bravura sono le maestre d&#8217;asilo.</p>
<p align="center"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/concerto.jpg" alt="concerto.jpg" /><br />
<em> il biondino al centro è mio figlio<br />
(magari posterò il filmato della performance)</em></p>
<p>Dopo il concerto un pranzo veloce nella vicinanza del teatro e poi al tempio per il <em>Setsubun</em>!<br />
Il Setsubun viene celebrato in Giappone il giorno prima dell&#8217;inizio di ogni stagione e significa letteralmente &#8220;divisione stagionale&#8221; anche se di solito ci si riferisce al Setsubun primaverile celebrato il 3 febbraio (di cui il nome originale sarebbe Risshun). In passato il Setsubun era la vigilia dell&#8217;anno nuovo ed era accompagnato da un rito speciale chiamato <em>mamemaki</em> (lancio di fagioli) per allontanare il male dell&#8217;anno passato e scacciare gli spiriti maligni per l&#8217;anno corrente.</p>
<p>L&#8217;ultima visita ad un tempio risaliva ormai a più di un mese fa quando <a href="http://www.jappone.com/blog/2008/01/04/ringraziamenti-e-preghiere-al-tempio-a-inizio-anno/">sono andato al Sumiyoshi-Taisha</a> per le preghiere di inizio anno. L&#8217;ultimo fine-settimana al tempio Abiko Taisho Kannon-ji, conosciuto a Osaka semplicemente come <em>Abikosan</em> (oppure Abikozan) c&#8217;era aria di festa e spiritualità. Il Kannon Abiko (Dea della Grazia) è riconosciuto come il luogo di culto più antico del Giappone per gli adoratori di Kannon.  Si crede inoltre che Abiko Kannon allontani i mali ed è per questo ultimo particolare che ci siamo andati&#8230; per scacciare i mali del 2007. Oggi come oggi dovrei essere una persona più buona e più sana.   <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan10.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan10.thumbnail.jpg" alt="abikosan10.jpg" /></a><br />
<em> Abiko-San</em>
</p>
<p align="center"> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan06.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan06.thumbnail.jpg" alt="abikosan06.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan08.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan08.thumbnail.jpg" alt="abikosan08.jpg" /></a></p>
<p align="center"><em>Al Taisho Kannon-ji molta gente durante l&#8217;ultimo fine-settimana</em></p>
<p>Si dice che Abiko abbia ricevuto un&#8217;immagine di Kannon di soli 5 cm. dal re della dinastia Kudara. La gente poi costruì un sacrario per venerarla. Quando poi il principe Shotoku visitò quest&#8217;area circa 1400 anni fa, si dice che ricevette un messaggio divino dalla dea il che lo spinse a costruire un tempio.<br />
La festività del <em>Setsubun</em> che si celebra ogni anno richiama una gran folla di gente, gente che prega la dea di respingere i mali, portare fortuna, protezione da malattie e disastri e per esaudire i propri desideri.</p>
<p>Avevamo appuntamento alle 14:00 per ricevere benedizione e scacciare i mali. Mia moglie, i bambini ed io (uhmmm c&#8217;era anche l&#8217;onnipresente suocera  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_evil.gif' alt=':evil:' class='wp-smiley' />  ) Con una spada di legno (almeno credo fosse di legno) il monaco ci è passato sopra la testa e le spalle. infine ci sono stati dati alcuni oggetti che non ho capito bene cosa siano.  Dei fogli di carta con dei messaggi (forse gli auguri o una specie di oroscopo?), un o-hashi (le bacchette per mangiare) e una bottiglietta di sakè (vedi sotto). L&#8217;anno prossimo si riporterà i messaggi infilati tra le bacchette di legno al tempio per essere bruciati.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan04.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan04.thumbnail.jpg" alt="abikosan04.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan12.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan12.thumbnail.jpg" alt="abikosan12.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan11.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan11.thumbnail.jpg" alt="abikosan11.jpg" /></a><br />
<em>La cerimonia per scacciare i mali (non manca la birra Kirin come vedete)</em></p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan07.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan07.thumbnail.jpg" alt="abikosan07.jpg" /></a><br />
<em> I desideri dell&#8217;anno scorso vengono buttati<br />
</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan09.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan09.thumbnail.jpg" alt="abikosan09.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan13.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan13.thumbnail.jpg" alt="abikosan13.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan14.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan14.thumbnail.jpg" alt="abikosan14.jpg" /></a><br />
<em>rito di purificazione&#8230; da notare l&#8217;altare dietro</em></p>
<p>Al tempio vi sono varie celebrazioni come ad esempio buttare pezzi di legno con i propri desideri scritti sull&#8217;altare per essere bruciati oppure far passare il fumo dell&#8217;incenso sopra i capelli per scacciare i mali dalla mente.<br />
In molti templi si usa celebrare il Setsubun. Monaci e invitati possono lanciare i fagioli di soia arrostiti (talvolta avvolti in fogli d&#8217;oro o d&#8217;argento), piccole buste con denaro oppure dolciumi.
</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan05.jpg" title="incenso" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan05.thumbnail.jpg" alt="abikosan05.jpg" /></a></p>
<p align="center"><em>le ceneri e il fumo devono passare tra i capelli per scacciare i mali dalla mente</em></p>
<p>Nella vicinanza del tempio grande mercato! Takoyaki, okonomiyaki, yakisoba, banane al cioccolato, mele caramellate&#8230; poi giochi per i più piccoli e anche un signore che con una vipera bianca dovrebbe scacciare i mali e portare fortuna  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan03.thumbnail.jpg" alt="abikosan03.jpg" /></p>
<p align="center"><em>una giovane ragazza prepara qualche prelibatezza</em></p>
<p>Il Setsubun ad Abiko dura due giorni (sabato e domenica) e tanta gente non l&#8217;ho vista neanche a capodanno. Se qualcuno di voi dovesse trovarsi a Osaka l&#8217;anno prossimo a inizio febbraio, questo è sicuramente un luogo da vedere e ammirare. Per arrivarci si può usare la metropolitana, linea Midosuji e scendere alla stazione &#8220;Abiko&#8221; , il tempio si trova a circa 200 metri (Abiko 4-Chome) oppure usare la linea JR linea Hanwa e scendere alla stazione Abiko-cho (circa 400 metri dal tempio).</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan01.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan01.thumbnail.jpg" alt="abikosan01.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan02a.jpg" title="Abiko san" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan02.thumbnail.jpg" alt="abikosan02.jpg" /></a><br />
<em>i doni ricevuti dal monaco durante la purificazione</em></p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan15.jpg" title="il mio sakè" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/02/abikosan15.thumbnail.jpg" alt="abikosan15.jpg" /></a><br />
<em> la bottiglietta di sakè ricevuta in bella mostra dinnanzi a me&#8230; una di queste sere la farò fuori</em>  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_twisted.gif' alt=':twisted:' class='wp-smiley' /><br />
<em>(per un ingrandimento delle foto cliccateci sopra)</em>
</p>
<p align="left">Ieri  sera, domenica 3 febbraio, era il momento giusto per il mamemaki. Come scritto sopra si tratta del lancio di fagioli (di solito di soia) per scacciare gli spiriti cattivi. Di solito viene fatto dal <em>toshi-otoko</em> di casa (cioè l&#8217;uomo nato sotto il segno animale dello zodiaco cinese corrispondente all&#8217;anno) oppure dal capofamiglia. Beh, il rito è stato fatto da mia figlia che a forza di &#8220;<em>Oni wa soto! Fuku wa uchi!</em>&#8221; (Fuori con i demoni! Dentro la fortuna!&#8221;) ha purificato la nostra casa. I fagioli simbolicamente purificano la casa scacciando gli spiriti cattivi e i mali che si portano dietro. Vengono lanciati in prossimità dell&#8217;entrata (per la gioa dei gatti) e qualcuno magari anche all&#8217;entrata. E&#8217; usanza che ogni membro della famiglia ne mangi uno per ogni anno di vita (in alcuni casi uno per ogni anno di vita più uno per significare l&#8217;anno che comincia)&#8230; ehm, io ne ho mangiati tanti  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Si usa inoltre mangiare <em>maki-sushi</em> non tagliato chiamato <em>eho-maki</em> (maki della direzione fortunata) durante il setsubun. Questo maki (sushi avvolto nell&#8217;alga nori) viene mangiato rivolgendosi nella direzione ritenuta fortunata e determinata dal simbolo zodiacale di ogni anno. Io non l&#8217;ho mangiato perché il contenuto non era di mio particolare gradimento. Abbiamo anche mangiato delle sardine&#8230; di queste si usano le teste che, dopo essere state infilzate con degli stuzzicadenti vengono appese alle entrate in modo che cattivi spiriti non entrino. Mia moglie me lo ha fatto notare aggiungendo che forse non è il caso di prendere alla parola questa usanza.  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="left">&nbsp;</p>
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		<title>i miei 10 anni in Giappone</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/01/09/i-miei-10-anni-in-giappone/</link>
		<comments>http://www.jappone.com/blog/2008/01/09/i-miei-10-anni-in-giappone/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2008 00:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<category><![CDATA[hiroshima]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 9 gennaio del 1998 quando definitivamente mi trasferivo in Giappone. Da allora sono passati 10 anni; i miei primi 10 anni in Giappone, a Osaka più precisamente.
Sembrerebbe il titolo di un libro, e un libro potrei scrivere descrivendo le vicende vissute e i cambiamenti avvenuti in questo decennio (ma non certo al livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E</strong>ra il <em><font color="#008000">9 gennaio del 1998</font></em> quando definitivamente mi trasferivo in Giappone. Da allora sono passati <font color="#008000"><u>10 anni</u></font>; i miei primi 10 anni in Giappone, a Osaka più precisamente.<br />
Sembrerebbe il titolo di un libro, e un libro potrei scrivere descrivendo le vicende vissute e i cambiamenti avvenuti in questo decennio (ma non certo al livello di &#8220;<font color="#008000"><em>Ten Years in Japan</em></font>&#8220;di Joseph C. Crew del 1944). Di cose ne ho sicuramente viste, ne ho vissute&#8230; fatto molte esperienze di ogni genere, viaggiato molto in lungo e in largo ma non saprei da dove iniziare. Di certo  posso affermare di essere cresciuto parecchio in questi anni nipponici, grazie alle difficoltà, alle diversità e alla disponibilità di molte persone.</p>
<p><strong> Dopo 10 anni come mi vedono i giapponesi?</strong><br />
Spesso mi sono chiesto in questi anni se e come riuscirò mai a entrare definitivamente nel loro cerchio, quando non sarò più considerato un gaijin. Ho imparato che sono domande che semplicemente non hanno senso. Che bisogno c&#8217;è poi di diventare &#8220;giapponese&#8221; per essere in Giappone? Si fa parte di una società per quello che si è e si viene accettati per come ci si comporta e per quello che ognuno di noi (giapponesi e stranieri in egual modo) riesce a contribuire al &#8220;gruppo&#8221;.<br />
Diversi giapponesi mi vedono come un <strong><font color="#008000"><em>otaku</em></font></strong>, no, non uno di quei patiti per i manga, anime o videogiochi ma un otaku della storia, un maniaco dalla passione quasi morbosa per le vicende storiche  del periodo moderno giapponese. Conoscere la storia aiuta a comprendere molti &#8220;perchè&#8221; e credo stia alla base per conoscere un popolo, tanto più quando quest&#8217;ultimo è così diverso dal modello occidentale. E&#8217; una passione a cui dedico molto tempo e alla quale ci metto diverso impegno nella ricerca di ogni particolare. Il Giappone può sembrare moderno, tecnologico e all&#8217;avanguardia ma la società è ancora strettamente legata al feudalesimo&#8230; e oserei dire che la cosa non mi stupisce affatto.<br />
Ma ritorniamo ai &#8220;<font color="#008000"><em>miei 10 anni</em></font>&#8221;  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /><br />
Appena arrivato in Giappone ricordo di aver frequentato una scuola di giapponese, 5 volte a settimana per un paio di mesi. Il mio primo computer (Pentium II) con Windows 95 in giapponese e una connessione IDSN per internet. Da allora tante cose sono cambiate, e non parlo solo del mio computer e connessione internet.<br />
Nel 1998 si sentivano le ripercussioni dello scoppio della bolla economica ma la fiducia era ancora alta. Poi anni di stagno economico, incertezze e problemi sollevati dal governo per indirizzare il problema dell&#8217;Identità nazionale. Ogni paese da importanza al proprio status e alla propria autonomia ma nel caso del Giappone l&#8217;autonomia non è alta e quindi enfatizza lo status. Un bisogno estremo di essere riconosciuto come potenza internazionale. Un bisogno di tacere certe cose e di enfatizzarne altre, una situazione che da voce e forza ad estremisti di destra, nazionalisti e patriottici. Il governatore di Tokyo Shintaro Ishihara è un esempio pratico di dove un fanatico può arrivare se vive in Giappone.<br />
Questo si vive giorno per giorno in Giappone&#8230; le continue discussioni politiche e i media aiutano in questo. La musica usata dalla medaglia olimpica Shizuka Arakawa durante le olimpiadi invernali di Torino (il Turandot di Puccini) quasi diventava il nuovo inno nazionale giapponese  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /><br />
Ricordo la medaglia olimpica giapponese alle olimpiadi di Nagano nel 1998 nel salto in lungo&#8230; per mesi e mesi poster &#8220;del salto&#8221; tappezzava le città e &#8220;l&#8217;urlo&#8221; della vittoria spaccava i timpani alla radio e alla TV. Ho imparato che vedere competizioni sportive internazionali in Giappone non è molto diverso che guardare i campionati nazionali  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_exclaim.gif' alt=':!:' class='wp-smiley' />  Questo vale particolarmente per campionati del mondo di atletica e olimpiadi.<br />
Dopo circa un anno di permanenza in Giappone ho iniziato il lavoro che svolgo attualmente e mi sono messo in proprio risparmiandomi i dolori che si hanno ad essere dipendenti in aziende giapponesi. Prima svolgevo dei piccoli lavori part-time.<br />
Il mio lavoro mi ha portato a viaggiare molto in questi anni e ciò è stato un arricchimento che pochi giapponesi hanno avuto la fortuna di avere. Da Sapporo a Okinawa ho potuto vivere e ammirare tutte le maggiori città. Certo, era per lavoro e quindi non troppo potevo vedere della città stessa ma quando il tempo me lo permetteva, aggiungevo qualche giorno per fare delle ferie. Tra le mie città preferite sicuramente Sapporo e Fukuoka. Queste due città mi hanno colpito particolarmente per la gente cordiale e gentile ma anche per il clima della città stessa. A Sapporo ci sono stato 5 volte per un totale di circa 6 settimane e così vale anche per Fukuoka e altre città. Si nota come ogni regione, ogni città ha le sue distinzioni e le proprie particolarità: dallo sguardo dei propri abitanti alla cucina locale. &#8220;<em>Se vai a Utsunomiya non dimenticare di mangiare i gyoza!</em>&#8220;, &#8220;<em>a Takamatsu mangia udon!</em>&#8221; etc&#8230;<span id="more-121"></span><br />
Si nota comunque una mentalità diversa nelle città minori e sul come si sentono in un qual modo &#8220;<font color="#008000"><em>cittadini di serie B</em></font>&#8221; oppure &#8220;<font color="#008000"><em>gente di campagna</em></font>&#8221; (inaka). Solo le città maggiori godono di status cittadino, le altre sono &#8220;campagna&#8221; e vengono guardate dall&#8217;alto verso il basso. Ogni azienda seria ha la sede o una filiale a Tokyo. Personalmente devo ammettere che delle differenze effettivamente ci sono tra la gente di &#8220;campagna&#8221; e di città. Le prime sono più &#8220;bonaccione&#8221;, alla buona, ingenue&#8230; più genuini forse.<br />
Di solito uso i giorni di vacanza che aggiungo a quelli di lavoro mentre sono in altre città (di solito il lavoro dura 7 giorni) per visitare musei o località storiche e culturali. A Okinawa non sono stato al mare! Mi danno del pazzo e non hanno tutti i torti&#8230; il mare di Okinawa sembra il paradiso. L&#8217;ho visto dall&#8217;aereo però  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' />  ma anche dal parco della pace e dal colle roccioso che ospitava il centro di comando della marina imperiale. Particolarmente commovente il monumento dedicato alle studentesse di <a href="http://www.jappone.com/cultura/himeyuri.html">Himeyuri</a>. Dal punto di vista storico, ma non solo, Kagoshima è stupenda. Luogo di nascita di diversi eroi nazionali della Restaurazione Meiji tra cui Saigo Takamori e Toshimichi Okubo. Ho avuto modo di vedere il monte Shiro-yama dove si è nascosto e poi suicidato Saigo Takamori (diversamente da come descritto in &#8220;<em>The Last Samurai</em>&#8220;). Il vulcano &#8220;Sakura-jima&#8221; che si innalza davanti e i fantastici giardini di <em>Iso</em> a <em>Senganen</em>. <a href="http://www.jappone.com/cultura/hiroshima/index.html">Hiroshima</a> la conosciamo tutti e non aggiungo altro&#8230; ci sono stato per la prima volta nel 1995 durante il 50-esimo anniversario del bombardamento atomico e poi altre 5 volte per un totale di circa 2 mesi. Ma non voglio annoiarvi con il parlare delle città, castelli e templi (il solo Kinkaku-ji l&#8217;ho visto 5 volte!) che ho potuto ammirare in questi primi 10 anni nipponici.<br />
Cosa è cambiato negli ultimi 10 anni? Ho notato un certo irrigidimento nella disciplina in generale. Noto in particolar modo le regole ferree negli asili e nelle scuole elementari. Durante il governo Abe leggi a tal proposito sono passate. L&#8217;obbligo di guardare la bandiera nazionale (Hinomaru) e di cantare l&#8217;inno nazionale (Kimigayo)  durante le cerimonie scolastiche inizia già all&#8217;asilo dove le maestre sono pronte ad intervenire se bimbi di 2 anni non guardano la bandiera. E non dimentichiamo che la bandiera è stata ufficializzata solo nel 1999 (cosa che si era cercato di fare il 25 marzo del 1931, durante il pieno regime dittatoriale) assieme all&#8217;inno nazionale. Diversi insegnanti e professori sono stati puniti per non aver partecipato al canto. Ufficiali del ministero all&#8217;educazione che girano le scuole per valutare la &#8220;performance&#8221; degli allievi durante l&#8217;inno. Libri di storia nelle scuole che peccano di amnesia e storpiature si aggiungono ad un&#8217;educazione scolastica che fa riflettere. Il problema bullismo nelle scuole è anch&#8217;esso un grosso problema che spesso porta ad episodi di <font color="#008000"><em>hikikomori</em></font> (giovani che si rinchiudono nelle proprie stanze per settimane, mesi e anche anni senza mai uscire) e in diversi casi a suicidio dello studente. Esercizi di ginnastica sempre gli stessi e sempre con la stessa canzoncina di accompagnamento, insegnanti staccati e fischietto pronto per implotonare gli scolari.<br />
Una cultura chiamata da alcuni &#8220;anpan&#8221; (dal nome dell&#8217;amatissimo pane con all&#8217;interno marmellata di azuki) perché spesso solo di facciata. Chiamare uno degli eserciti più forti e moderni al mondo &#8220;Forze di autodifesa&#8221; (perché la costituzione giapponese vieta il mantenimento di forze militari, qualunque esse siano) è solo uno degli esempi.<br />
Tra gli stupori maggiori avuti quello che mi ha fatto credere che praticamente tutti gli uomini sposati hanno (o cercano) relazioni extra-coniugali. Sembrerebbe incredibile, e forse dipende dal giro che frequento (giro di lavoro ma non solo), ma anche coloro che sembrerebbero &#8220;seri&#8221; e fedeli alla loro giovane moglie non disdegnano i club di filippine o russe per &#8220;conversare&#8221; ed invitarle in albergo. La prostituzione è visibile praticamente in ogni città e non si riesce a non vederla. Nonostante il divieto, il tutto viene travestito da &#8220;massaggi&#8221; e centri di bellezza&#8230; poi basta un piccolo sovrapprezzo per avere &#8220;attenzioni&#8221; del tutto particolari  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_redface.gif' alt=':oops:' class='wp-smiley' /> Proprio a Hiroshima noto sotto la porta della mia stanza d&#8217;albergo una busta con all&#8217;interno un dépliant che pubblicizzava &#8220;Delivery Health&#8221;, un servizio sanitario a domicilio particolarmente di moda prestato da bellissime ragazzine. Oltre al prezzario anche simpatiche illustrazioni su quello (le varie posizioni) che si può fare. Se vi capita di andare in un convenient store (kombini) di sera tardi potrà capitarvi che il commesso vi metterà nella borsa della spesa anche un catalogo per scegliere la ragazza che desiderate chiamare in camera. Un modo di vedere il sesso molto più aperto che consente anche a ragazze 14-enni di vendersi in cambio di una borsa di Gucci (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enjo_k%C5%8Dsai">enjo-kousai</a>).<br />
Un Giappone che visto dall&#8217;Occidente sembrerebbe pieno di miti&#8230; miti che però cadono man mano che passa il tempo. Una vacanza (ma anche un periodo più lungo) in un ambiente non propriamente giapponese (mi riferisco agli stranieri che vengono in Giappone per studiare la lingua e stanno praticamente sempre con altri stranieri e/o si muovono quasi esclusivamente nei posti turistici o nei negozi di tecnologia), oppure in un ambiente giapponese creato ad OK per l&#8217;ospite straniero che viene a vivere in famiglia (a cui si fa ovviamente vedere solo le belle cose e sui problemi e/o disagi sociali non si parla proprio), non potrà mai comprendere la complessità della comunità giapponese, o meglio, avrà per forza opinioni distorte sulla realtà giapponese. Credo che neanche il giapponese medio rifletti più di tanto o conosca più di tanto la propria realtà. Si accetta quello che viene offerto&#8230; in modo del tutto apatico. Questo mantiene l&#8217;armonia e bene o male si va avanti. Questo è in grosso modo il mio modo di vedere la situazione odierna.</p>
<p>In questi anni ho notato anche un sensibile calo d&#8217;interesse per il Giappone da parte degli occidentali. Ricordo che quando arrivai in Giappone, su internet le discussioni  erano numerosissime. Credo che la possibilità per praticamente chiunque di conoscere dal vivo il Giappone abbia contribuito a far cadere tutti quei miti creati sul Giappone durante la crescita economica. Molti erano stupiti e pronti a voler imitare il modello giapponese. Il Giappone non funziona a meraviglia e un tale sistema in occidente sarebbe impensabile. I problemi sociali taciuti e nascosti (con l&#8217;aiuto di una popolazione che non si lamenta ma che soffre e si sacrifica in silenzio) esistono e le nuove generazioni cominciano a non starci più. Quello che per i giapponesi era una certezza ieri, oggi non lo è più&#8230; e questo spaventa. Il Giappone non è più una meta indispensabile per le aziende occidentali che vogliono espandersi&#8230; il Giappone non serve più agli Stati Uniti per combattere il comunismo sovietico&#8230; il mercato giapponese non è più lucroso come si sperava fosse qualche anno fa. Questi sono solo alcuni dei grattacapi dei signori al governo che per mantenere lo status cercano di rifarsi all&#8217;educazione scolastica e all&#8217;abbandono della costituzione pacifista.<br />
Noto una diffidenza sempre maggiore da parte dei giapponesi per quello che non sentono proprio, e non serve che sia per forza di provenienza estera.<br />
Con l&#8217;economia che pare riemergere forse un nuovo decennio all&#8217;insegna dell&#8217;ottimismo ci aspetta. Io ci sono e cercherò di viverlo al meglio, godendomi quello che il Giappone sa offrire.</p>
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		<title>Prima settimana del 2008 - svago a Dotonbori per molti</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 04:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo fine settimana era ancora all&#8217;insegna delle festività di Anno Nuovo. Le scuole cominciano solo domani e la gente trascorre con le famiglie le ultime ore di svago.
Sono passato per Shinsaibashi (Osaka) e la marea di gente è paragonabile a quando vincono gli Hashin Tigers  
La shotengai (la lunga galleria che porta da Shinsaibashi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo fine settimana era ancora all&#8217;insegna delle festività di Anno Nuovo. Le scuole cominciano solo domani e la gente trascorre con le famiglie le ultime ore di svago.<br />
Sono passato per Shinsaibashi (Osaka) e la marea di gente è paragonabile a quando vincono gli Hashin Tigers  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /><br />
La shotengai (la lunga galleria che porta da Shinsaibashi, ma credo che parta già da Honmachi, e arriva a Namba) presentava una folla di gente che si faceva difficoltà a passare. Ancora in decorazioni di shogatsu, i negozi erano in piena attività. Interessanti le due statuette d&#8217;oro massiccio da <strong>1 oku en</strong> (600.000 euro  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' />  ) in una vetrina che hanno fatto vedere anche alla televisione.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/ichiokuen.jpg" title="1 oku di yen" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/ichiokuen.thumbnail.jpg" alt="ichiokuen.jpg" /><br />
</a><em>1 Oku di Yen per ognuna delle due statue d&#8217;oro</em></p>
<p align="left"> Arrivando nella zona centrale per quanto riguarda l&#8217;intrattenimento ho notato con piacere che il Ebisu-bashi (ponte Ebisu) a Dotonbori è finalmente stato completato. Il ponte è famoso in quanto fan della squadra degli Hanshin Tigers si buttano da questo ponte per festeggiare le grandi vittorie. A Dotonbori è possibile fare shopping, mangiare proprio di tutto quello che la cucina tipica del Kansai può offrire e visitare teatri.  Dotonbori fu iniziato nel 1612 per cercare di migliorare il commercio nella regione. Nei tempi migliori vi erano 6 teatri Kabuki e 5 teatri Bunraku. L&#8217;interesse per quest&#8217;arte tradizionale continuava però a diminuire contribuendo alla chiusura di alcuni di questi teatri.  Gli ultimi 5 teatri furono poi distrutti dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.<br />
Aperto solo qualche anno fa il <a href="http://www.doutonbori-gokuraku.com/">Dotonbori Gokuraku</a> è ormai una delle attrazioni maggiori per chi viene da fuori. Un enorme palazzo in architettura &#8220;tradizionale&#8221; ospita un vasto numero di ristoranti tipici di Osaka. Takoyaki e Okonomiyaki, sushi e udon a volontà quindi  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':smile:' class='wp-smiley' />  ma anche teatro e danza popolare. l&#8217;entrata è di 300 yen per gli adulti.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/dotonbori.jpg" title="dotonbori" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/dotonbori.thumbnail.jpg" alt="dotonbori.jpg" /></a><br />
<em> Davanti al Gokuraku un simpatico poliziotto regala una guida (vedi piccolo video sotto)</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/dotonmboribashi.jpg" title="dotonmboribashi" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/dotonmboribashi.thumbnail.jpg" alt="dotonmboribashi.jpg" /><br />
</a>La folla</p>
<p align="left">Il canale <em>Yohori</em> che passa è stato abbellito sensibilmente in questi ultimi anni e dispone di una passeggiata. Si arriva al centro commerciale chiamato <em>Don Quijote</em> aperto anche questo solo pochi anni fa. Di particolare è la grande ruota panoramica. Per 600 Yen è possibile vedere non solo la zona di Shinsaibashi ma una buona parte della città.<br />
Altre attrazioni sono il <em>Kuidaore Ningyo</em> (la statua che si muove suonando un tamburo) e l&#8217;enorme insegna della <strong>Glico</strong> raffigurante un atleta che passa il traguardo.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/donquijote.jpg" title="don quijote" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/donquijote.thumbnail.jpg" alt="donquijote.jpg" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/donquijotepanorama5.jpg" title="panorama" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/donquijotepanorama5.thumbnail.jpg" alt="donquijotepanorama5.jpg" /><br />
</a><em>La grande ruota panoramica e vista panoramica verso Namba</em>
</p>
<p align="left"> Questo è anche il periodo per i saldi&#8230; per il BARGAIN e il SALE (o per il DAIBARGAIN o BARGAINSALE), insomma per le svendite.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/buonannohellokitty.jpg" title="Hello Kitty" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/buonannohellokitty.thumbnail.jpg" alt="buonannohellokitty.jpg" /></a><br />
<em> Hello Kitty dà il Buon Anno ai passanti e li invita ad entrare nel suo negozio specializzato</em></p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/bargainnambawalk.jpg" title="Namba Walk" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/bargainnambawalk.thumbnail.jpg" alt="bargainnambawalk.jpg" /></a><br />
<em> Svendite al Namba Walk fino al 15 gennaio<br />
(Ba-rugen namba uan)</em></p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/buonanno.jpg" title="hinomaru" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/buonanno.thumbnail.jpg" alt="buonanno.jpg" /></a><br />
<em> La Hinomaru (bandiera nazionale) per chilometri e chilometri in bella mostra.</em></p>
<p align="left">Numerosi anche i Pachinko&#8230; e anche questi affollati. La cosa che mi stupisce sempre più è il numero di vecchiette che ci giocano  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_eek.gif' alt=':shock:' class='wp-smiley' /><br />
Arrivati a Namba e si vuole ancora vedere negozi o mangiare qualcosa? Il <a href="http://walk.osaka-chikagai.jp/"><em>Namba Walk</em></a> è una lunga serie di negozi e ristoranti sotto terra che parte da Namba e arriva alla stazione di Nihonbashi.
</p>
<p align="center">
<object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Q-DclRL8-YE"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/Q-DclRL8-YE" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></p>
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		<title>13 dicembre 2007, 70esimo anniversario del massacro (o presunto tale) di Nanchino</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 00:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una data particolare quella di oggi: 13 dicembre 2007. 70 anni fa le truppe dell'esercito imperiale giapponese occuparono la città di Nanchino, l'allora capitale della Cina. E' giusto ricordare questo evento tragico della nostra storia in questo giorno, a settant'anni dall'evento stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://farm3.static.flickr.com/2295/1985972860_cc27724109_m.jpg" style="cursor: pointer" class="yfsc_image" id="yfsc_1_70243028@N00" align="undefined" /></p>
<p>Una data particolare quella di oggi: 13 dicembre 2007. 70 anni fa le truppe dell&#8217;esercito imperiale giapponese occuparono la città di Nanchino, l&#8217;allora capitale della Cina. E&#8217; giusto ricordare questo evento tragico della nostra storia in questo giorno, a settant&#8217;anni dall&#8217;evento stesso.<br />
Ogni anno ricordiamo il bombardamento atomico di Hiroshima avvenuto il 6 agosto del 1945 ma raramente viene ricordato questo anniversario almeno tanto triste.<br />
Il Giappone inizio&#8217; guerra totale alla Cina nel 1937 dopo 6 anni di &#8220;incidenti&#8221; vari.  Il 13 dicembre le truppe giapponesi entrarono a Nanchino e le successive 6 settimane furono all&#8217;insegna di orrori e massacri. Massacri che costarono la vita di civili in un numero maggiore delle vittime di Hiroshima e Nagasaki messe insieme&#8230; eppure per decenni poco o nulla si è parlato. Motivi prettamente geo-politici hanno seppellito la vicenda che Iris Chang, scrittrice sino-americana, ha riesumato nel suo bestseller &#8220;<a href="http://www.jappone.com/cultura/libri/therapeofnanking.html"><em>The Rape of Nanjing</em></a>&#8221; il massacro. Non so fino a che punto il suo libro (che ammetto di non aver letto completamente a causa di priorità nelle mie letture sul Giappone) possa rispecchiare le verità su Nanchino ma di certo diverse foto non ritraggono ciò che la Chang dichiara di raffigurare.  Il libro lo trovo pieno di rabbia, di provocazioni ed esagerazioni&#8230; ciò lo rende poco credibile nonostante le ricerche fatte. Un motivo per cui ho deciso di metterlo momentaneamente a parte per leggere altro. Con questo non dico che ciò quanto scritto siano tutte esagerazioni ma risulta a questo punto difficile trovare il punto in cui la Chang separa la sua voglia di far conoscere con &#8220;sensazioni&#8221; i fatti con i fatti veri e propri.<br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2007/12/rapeofnanjing.jpg" title="il massacro (o stupro) di Nanchino" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2007/12/rapeofnanjing.thumbnail.jpg" alt="rapeofnanjing.jpg" /></a><br />
<em>clicca sull&#8217;immagine per ingrandimento<br />
</em><br />
Tra l&#8217;altro ho trovato sugli scaffali di una libreria la versione tradotta in giapponese del libro della Chang e questa è una piccola sensazione in quanto per anni nessuna casa editrice voleva pubblicarlo. Ricordiamo, per diritto di cronaca, che la Chang si è suicidata (causa depressioni) 3 anni fa&#8230; a quanto mi risulta stava facendo ricerche sulle condizioni dei soldati giapponesi nelle Filippine durante la seconda guerra mondiale.<br />
Da qualche anno, quasi una moda, Nanchino è soggetto di studi e ricerche nonché di discussioni accese. Lo stupro di Nanchino (il massacro di Nanchino, l&#8217;olocausto a Nanchino etc&#8230;), ma cosa è realmente accaduto a Nanchino durante quelle sei settimane del lontano dicembre 1937, settant&#8217;anni fa? Personalmente penso che una buona parte sia frutto di propaganda comunista del tempo ma non ho dubbi su un massacro avvenuto magari in tono minore da quello citato dal governo cinese. I numeri minimi dati per le vittime del massacro si attesta ai 20.000 mentre quelli più alti (e probabilmente esagerati) si attestano sui 300.000. Prendendo anche quello più basso penso che non debba essere dimenticato ma non solo&#8230; credo sia necessario screditare coloro che cercano di sminuire o addirittura  negare l&#8217;accaduto.<br />
Per il 70esimo anniversario diversi film sono stati girati (ma per questo vi rimando ad un articolo che ho scritto su <a href="http://www.jappone.com/approfondimenti/nanchino-70anni-dopo.html">jappone.com</a>) e le discussioni sembrano più accese che mai.<br />
L&#8217;importante è ricordare per non ripetere, perdonare per vivere in armonia e insegnare la realtà alle generazioni che ci seguiranno. Chi non ricorda la storia è destinato a ripeterla&#8230; e questa non è una frase fatta.</p>
<p>Il film maggiormente discusso questi giorni è quello presentato da Mizushima Satoru dal titolo <em>Nanking No Shinjitsu (la verita su Nanchino)</em>  in cui afferma che mai  alcun massacro è avvenuto e che i criminali di guerra giapponesi impiccati dal tribunale di Tokyo sono dei martiri paragonabili a Gesù Cristo. Per alcune scene e alcune domande al direttore vi lascio un video da YouTube</p>
<p align="center"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3boW7fbsCKY&#038;rel=1"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3boW7fbsCKY&#038;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
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		<title>Il Osaka Maritime Museum</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2007/12/10/il-osaka-maritime-museum/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 07:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Una grande cupola in vetro immersa nel porto di Osaka è sede del museo marittimo di Osaka. Ci si entra passando per un corridoio subacqueo molto suggestivo. L'attrazione principale ' una replica in scala 1:1 del "Naniwamaru", una nave mercantile chiamata higakikaisen.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una grande cupola in vetro immersa nel porto di <span class="yshortcuts" id="lw_1197710259_0">Osaka</span> è sede del <a href="http://www.jikukan.or.jp/index_english.html" title="osaka maritime museum">museo marittimo di Osaka</a>. Ci si entra passando per un corridoio subacqueo molto suggestivo. L&#8217;attrazione principale &#8216; una replica in scala 1:1 del &#8220;Naniwamaru&#8221;, una nave mercantile chiamata higakikaisen. La regione di Osaka era una volta chiamata Naniwa quindi questa nave non è solo una replica di quelle che venivano usate in quest&#8217;area ma il suo nome ha anche un significato storico. Intorno a questa nave ci sono varie esposizioni disposte su quattro piani che esibiscono immagini video, arte e storia marittima domestica e internazionale. Particolarmente interessanti sono i filmati e le ricostruzioni degli arnesi usati un tempo. Ogni sala è a tema e comode spiegazioni anche in inglese possono essere prese gratuitamente.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/gallerie/foto/vari/osakamaritimemuseum/osakamaritimemuseum2.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2007/12/8.jpg" alt="8.jpg" /></a><br />
<em>vista serale (clicca l&#8217;immagine per un ingrandimento)</em>
</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p>Dall&#8217;antichità Osaka era il centro per il trasporto marittimo. specialmente durante il periodo &#8220;Edo&#8221; Osaka era conosciuta come la &#8220;<em>cucina della nazione</em>&#8221; per il ruolo svolto come centro del Giappone per le attività di distribuzione. Al museo è possibile rivedere come la gente di allora svolgevano il loro lavoro.<br />
Una volta entrati nella cupola si consiglia di salire fino al quarto piano per poi scendere a piedi seguendo l&#8217;itinerario.<br />
Ci si arriva per treno usando la Chuo Line della metropolitana scendendo alla stazione &#8220;Cosmosquare Station&#8221; (circa 650 metri dall&#8217;uscita numero 1) oppure usando la linea Nanko Port Town Tram Line e scendendo alla stazione Trade Center-Mae Station (circa 680 metri dall&#8217;uscita 3).<br />
L&#8217;entrata costa 600 yen per gli adulti.</p>
<p align="center"><img src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2007/12/osakamaritimemuseumap.jpg" alt="osakamaritimemuseumap.jpg" /><br />
<em>mappa per arrivare al museo marittimo di Osaka</em>
</p>
<p align="left"> Una piccola galleria fotografica può essere vista <a href="http://www.jappone.com/gallerie/osakamaritimemuseum.html" title="osaka maritime center">qui</a>.</p>
<p align="left"> Altre attrazioni di Osaka possono essere visitate nella stessa area come ad esempio il <span class="yshortcuts" id="lw_1197710259_1">World Trade Center</span>, il famoso Acquario di Osaka (uno dei maggiori al mondo) e la grande ruota &#8220;Tempozan&#8221; una volta la ruota maggiore al mondo con i suoi 100 metri di diametro e 112,5 metri di altezza (le ruote che hanno &#8220;battuto&#8221; il Tempozan sono tutte in Giappone).</p>
<p align="left">&nbsp;</p>
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		<title>costumi giapponesi: guardarsi negli occhi mentre si parla</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2007/05/29/costumi-giapponesi-guardarsi-negli-occhi-mentre-si-parla/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 06:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[generale]]></category>

		<category><![CDATA[]]></category>

		<category><![CDATA[abitudini]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi è in contatto con giapponesi avrà  senz&#8217;altro notato che di solito non ci si guarda negli occhi mentre si parla. Questo diventa evidente quando si brinda con i bicchieri; molto raramente un giapponese ti guarderà  spontaneamente negli occhi.
Una diversità  culturale che &#8220;salta agli occhi&#8221; si potrebbe dire. Sarà  capitato anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi è in contatto con giapponesi avrà  senz&#8217;altro notato che di solito non ci si guarda negli occhi mentre si parla. Questo diventa evidente quando si brinda con i bicchieri; molto raramente un giapponese ti guarderà  spontaneamente negli occhi.<br />
Una diversità  culturale che &#8220;salta agli occhi&#8221; si potrebbe dire. Sarà  capitato anche a voi di vedere due persone sedute nel treno una di fianco all&#8217;altra parlare guardando in avanti. La prima impressione è che stanno parlando da soli.</p>
<p>In confronto ad altre società , specialmente quelle occidentali, il guardare negli occhi durante una conversazione i giapponesi tendono ad evitare il contatto visivo.<br />
Kagawa Hiroshi afferma in &#8220;The Inscrutable Japanese&#8221; che la risposta può risiedere nella storia  feudale giapponese.  Fino a 130  anni  fa il Giappone aveva un  sistema di classi sociali molto rigido.  Alla gente comune veniva proibito avere contatto con la classe samurai.  Non solo  il contatto visivo con una persona di  classe superiore veniva visto come molto rude ma poteva anche costare la vita. Nonostante  questo  sistema non esiste più dalla fine del periodo Edo, l&#8217;impatto  emotivo e psicologico rimane ancora oggi nella psiche dei giapponesi.  Nell&#8217;inconscio i giapponesi cercano di evitare di guardare negli occhi come forma di rispetto.</p>
<p>Gli occidentali invece &#8220;chiedono&#8221; di essere guardati negli occhi mentre si parla. I genitori educano i propri figli a guardare negli occhi mentre vengono per esempio sgridati. Cio&#8217; serve per vedere se hanno capito ciò che vien loro detto. I genitori giapponesi che nella stessa situazione hanno i figli che li guardano negli occhi si sentono invece provocati. Ai figli giapponesi viene insegnato a tenere &#8220;la testa bassa&#8221;.</p>
<p>Abbiamo quindi ottime probabilità  di far sentire un giapponese a disagio o imbarazzato se mentre una conversazione lo fissiamo negli occhi. Alcuni giapponesi guardano in distanza mentre parlano con qualcuno facendo sembrare di parlare da soli.<br />
E&#8217; bene quindi cercare di limitare il guardare negli occhi anche se non sempre è facile. In base ai casi è consigliabile guardare (ma non fissare) magari le nuvole muoversi nel cielo  oppure la  gente camminare per la strada.  Uno sguardo veloce al vostro interlocutore o un segno  di capire quanto sta dicendo rimane comunque importante.</p>
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		<title>Aprile: il mese di Miyako Odori nella Gyon di Kyoto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 10:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Cultura]]></category>

		<category><![CDATA[]]></category>

		<category><![CDATA[kyoto]]></category>

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		<description><![CDATA[  Come faccio da alcuni anni, cinque per l&#8217;esattezza, anche quest&#8217;anno ho avuto l&#8217;occasione splendida di ammirare per l&#8217;ennesima volta lo splendore del &#8220;Miyako Odori&#8221; a Kyoto. Quella di quest&#8217;anno è la 135-esima edizione.
Gli abitanti di Kyoto erano preoccupati sul fatto che Kyoto vorrà perdere importanza dopo la scelta del nuovo governo di portare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.jappone.com/cultura/costumietradizioni/img/miyako_odori_2007c4p.jpg" title="All'inizio della stradina che porta al Gionkobu Kaburenjo" alt="All'inizio della stradina che porta al Gionkobu Kaburenjo" align="bottom" height="150" width="200" />  Come faccio da alcuni anni, cinque per l&#8217;esattezza, anche quest&#8217;anno ho avuto l&#8217;occasione splendida di ammirare per l&#8217;ennesima volta lo splendore del &#8220;<strong>Miyako Odori</strong>&#8221; a Kyoto. Quella di quest&#8217;anno è la 135-esima edizione.<br />
Gli abitanti di Kyoto erano preoccupati sul fatto che Kyoto vorrà perdere importanza dopo la scelta del nuovo governo di portare la capitale a Tokyo durante la Restaurazione Meiji.<br />
Il governatore di Kyoto Nobuatsu Hase e il suo vice Masanao Makimura fecero di tutto per sviluppare ulteriormente la città. Nel 1871 si organizzavano per tenere la prima esposizione giapponese al palazzo imperiale per promuovere l&#8217;industria di Kyoto.<br />
Jirouemon Sugiura, rappresentante di Gion Shinbashi e proprietario di Mantei (odierna Ichiriki, una famosa ochaya, sala da te, un posto dove si viene intrattenuti dalle Geiko e dalle Maiko) ricevette una richiesta dal governo prefettuale di Kyoto per organizzare uno spettacolo di danze con Geiko e Maiko per il pubblico.<br />
Con la collaborazione di Yachiyo Inoue, a capo della scuola di danza Kyomai, Sugiura ebbe l&#8217;idea per una danza di gruppo basata sulle caratteristiche della danza Kamenoko Odori a Ise Furuichi.<br />
Nel marzo del 1872, come spettacolo secondario alla EXPO, la danza Miyako Odori Jyunicho creata da Masanao Makimura fu esibita con un coro e musicisti in una sala con stupende pareti scorrevoli in una casa chiamata Matsunoya situata a Gion Shinbashi. Questo spettacolo fu l&#8217;inizio di Miyako Odori.<br />
Si decise che la danza di Gion Kobu debba essere in esclusiva della scuola Kyomai di Inoue e che nessun&#8217;altra scuola deve essere implicata. Questa decisione e&#8217; stata rispettata sin da allora con le stesse qualita&#8217; e dignita&#8217; e si possono ammirare anche ai nostri giorni. Il Miyako Odori può essere ammirato nella sua completezza nel solo mese di aprile. Vi sono quattro esibizioni giornaliere e per chi si trova a Kyoto in questo periodo è un&#8217;occasione assolutamente da non perdere.<br />
Prima o dopo lo spettacolo e&#8217; possibile, con un piccolo sovrapprezzo del biglietto, gustare e partecipare alla cerimonia del te.<br />
Mentre una Geiko prepara il te verde, un&#8217;altra porta le tazze ai clienti arrivati in sala. Il piattino, nel quale si trova il dolce che accompagna il te, rimane come ricordo dello spettacolo e puo&#8217; essere portato via.<br />
Le otto scene di quest&#8217;anno cominciano con il preludio della prima scena e il famoso saluto &#8220;Miyako Odori wa Yoiasa&#8221;. Le geiko e maiko entrano dai lati del teatro per arrivare sul palco dove si trovano i pannelli scorrevoli argentati che rappresentano la stanza di un palazzo nobile dove la danza  tradizionale Kyomai veniva presentata durante il periodo Edo.<br />
Ogni scena è una storia indipendente che viene creata ogni anno insieme alle musiche e alle danze.<br />
La seconda scena rappresenta la visita di capodanno al tempio di Shimogamo. Questo tempio è uno dei più antichi e apprezzati di Kyoto.<br />
Commemorando quest&#8217;anno il 400-esimo anniversario del castello di Hikone, la terza scena si basa sulle pareti pieghevoli che rappresentano delle scene di Kyoto e dintorni. Create intorno al 1635, sono considerate tra le migliori del suo genere. I cinque personaggi base si staccando dalle pareti per presentare le loro danze.<br />
La quarta scena s&#8217;intitola &#8220;Ammirare le lucciole al fiume Kiyotaki&#8221;. Il fiume Kiyotaki scende dal monte Atagoyama dove si trova il tempio Atago. Gli dei del tempio prevenivano i fuochi.<br />
La quinta scena rappresenta l&#8217;ultima parte della leggenda popolare legata alla principessa Kaguya &#8220;Taketori Monogatari&#8221; e il suo ritorno sulla luna.<br />
La sesta scena è rappresentata dalle foglie colorate autunnali al tempio Jojakkoji a Sagano. Questo tempio, ma anche l&#8217;area circostante, attrae molta gente durante il periodo autunnale.<br />
Nella penultima scena viene rappresentata la pianura di Echigo dove vengono prodotti i <em>chijimi Echigo</em> (crespo di Echigo). La scena è basata su uno scritto di Bokushi Suzuki.<br />
Il finale è rappresentato dalla fioritura dei fiori di ciliegio al padiglione d&#8217;oro.<br />
E a questo punto non vedo l&#8217;ora di ammirare la prossima edizione, la 136-esima che comincerà  il primo aprile del 2008.</p>
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