Le 60 parole e frasi maggiormente popolari in Giappone nel 2008

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Come avviene praticamente ogni anno, anche per il 2008 la Jiyu Kokuminsha sceglierà la parola o la frase che maggiormente ha influenzato i media giapponesi. Parole o frasi che mettono in evidenza eventi, trend o persone che hanno attratto l’attenzione dell’opinione pubblica.
La lista comprende 60 parole e frasi e la scelta verrà resa nota il primo di dicembre; in pratica si avrà un vincitore e la classifica dei primi dieci.
Elencare tutte le sessanta parole/frasi sarebbe troppo lungo ma ne ho scelto 25 che maggiormente hanno attratto la mia attenzione. Purtroppo su questo blog (del cavolo) non riesco a scrivere le parole in giapponese (e non capisco il perché) e si vedono solo punti di domanda,  trascriverò quindi le parole della lista che ho scelto in romaji.

  1. obaka-kyara -ovvero “stupido personaggio” (kyara deriva dall’inglese character) conosciuto anche come “obaka-aidoru” (stupido idolo). Ci si riferisce a quelle intrattenitrici o show-girl che sono amate dal pubblico per la loro mancanza di cervello. Ad alcuni possono venire in mente le “veline” nostrane :-P Pare che idoli e “talento” come Mai Satoda, Suzanne e Yukina Kinoshita rispecchiano in particolar modo questo fenomeno e si sono fatte un nome in quanto dimostrano costantemente nelle loro apparizioni in TV (“Quiz! Hexagon”) la mancanza di conoscenza culturale base.
    Questo trio ha da poco formato un gruppo musicale chiamato “Pabo” che in coreano significa “idiota” e il loro primo cd è uscito a settembre. Non l’ho ancora ascoltato ma suppongo di non essermi perso molto…



  2. Il gruppo musicale Pabo

  3. asa banana – la banana del mattino. Anni di discussioni tra gli utenti di Mixi sui benefici che derivano da una dieta a base di banane consumate la mattina a colazione. Di questa dieta si è parlato durante spettacoli alla TV e gli scaffali nei supermercati si sono visti privi di banane in diverse occasioni.
  4. Rozen Aso – Rozen Aso è il nick dell’attuale primo ministro Taro Aso, un patito dei manga che pare essere stato visto leggere “Rozen Maiden” all’aeroporto di Haneda.  Nel 2007, ancora ministro degli Esteri, Aso preparò un premio internazionale per gli artisti di manga non giapponesi. Dopo la sua elezione a primo ministro, alcune azioni di certi editori di manga ebbero una sostanziale impennata.
  5. Akiba-kei – letteralmente “stile Akihabara” e si riferisce alla cultura del quartiere di Akihabara a Tokyo, la capitale degli otaku. Sinonimo di otaku, quest’espressione si applica a quei giovani che frequentano il sopracitato quartiere e coltivano forti interessi negli idoli, videogiochi erotici, modellini di bambole e manga in generale.
  6. Hime-den – abbreviazione per “Hime Denwa” (il telefono della principessa) e descrive uno stile tutto particolare per decorare il proprio telefonino cellulare. Popolare tra le studentesse delle medie e delle superiori, questi telefonini sono prevalentemente decorati con piccole perle, gioielli falsi e orsacchiotti.

  7. Arafo – abbreviazione di “Around 40″ è una parola inventata per descrivere le donne tra i 35 e 45 anni. Questo è anche il nome di un dorama (telenovela) popolare per la TV che descrive le preoccupazioni e conflitti della generazione arafo, con particolare attenzione alla carriera, amore, matrimonio, nascita ed educazione dei bambini.

  8. Karesen – Abbreviazione per “kareta ojisan senmon” , ovvero “specializzazione in uomini (di una certa età) appassiti” e si riferisce ad una particolare preferenza da parte di certe giovani donne per uomini di una certa età che sono calmi, senza pretese e sessualmente poco attraenti. E non guardate me, per cortesia! :-D
  9. genji monogatari sen-nen-ki – millenario del romanzo dedicato a Genji, il romanzo più antico al mondo. Durante questo 2008 si sono avuti diversi eventi per commemorare il millesimo anniversario di Genji Monogatari. Chi segue il blog si ricorderà forse del “Miyako Odori” di quest’anno.
  10. Homuresu chugakusei/kaisan – “Lo studente delle superiori senzatetto” è un best-seller del commediante Hiroshi Tamura che all’età di 10 anni divenne un senzatetto a seguito della morte di sua madre e lo scioglimento della sua famiglia. Tamura ricorda le notti passate in un parco e le sue difficoltà giovanili. Il libro ha venduto oltre un milione di copie nei primi due mesi facendo registrare un nuovo recordper un libro non-fiction.
  11. Ponyo, ponyo ponyo, sakana no ko – “Ponyo, Ponyo Ponyo, il piccolo del pesce”. E’ un verso del tema musicale per un anime di Hayao Miyazaki. Interpretato da Fujioka-Fujimaki (il popolare duo Takaaki Fujioka and Naoya Fujimaki) con la piccola Nozomi Ohashi di otto anni. La canzone ha raggiunto la terza posizione in una classifica.
  12. mishuran – Michelin. La prima edizione per Tokyo della famosa guida per i ristoranti è stata pubblicata nel 2008 e la capitale nipponica fece subito il pieno di stellette. Nonostante un certo criticismo, la guida ha venduto oltre 300.000 copie. L’edizione Michelin per il 2009 uscirà a breve.

  13. kitaaa! – “sollievo!” Il commediante Takahiro Yamamoto ha re-introdotto quest’espressione nell’imitare il modo in cui l’attore Yuji Oda usava gridare durante delle pubblicità alcuni anni fa.Qui in un video da YouTube :-)
  14. Kuidaore Taro – Ne avevo parlato in alcune occasioni su questo blog in passato. Si tratta del manichino nella zona di Shinsaibashi che è stato tolto dopo 60 di presenza. Un simbolo di Osaka che probabilmente rivedremo in spot pubblicitari.
  15. Meiku rejendo – Dall’inglese “Make Legend”, questo è lo slogan del 2008 per gli Yomiuri Giants (squadra di Baseball) che ha vinto il campionato della Central League. Lo slogan arriva dopo il “Make Drama” (il cui significato potrebbe essere tradotto in “arrivare al successo dopo mille difficoltà”) usato nel 1996. Anche in quell’anno la squadra vinse il campionato e questa espressione fu vista come quella maggiormente “in”.
  16. Sento-kun / Manto-kun – Sento-kun è il nome della mascotte per commemorare il 1300-esimo anniversario della città di Nara, antica capitale del Giappone. La mascotte ha riscosso enormi critiche dai media e dai gruppi religiosi. Sento-kun è raffigurato da un giovane monaco buddista con delle corna dei cervi. La creazione della mascotte è costata circa 5 milioni di Yen e un gruppo di disegnatori di Nara ha deciso di creare una nuova mascotte: Manto-kun.

  17. Izakaya Taxi – (Izakaya: trattoria, ristorante tipico) A giugno circa 450 burocrati del governo giapponese hanno ammesso di ricevere birra, spuntini e denaro in contante dai tassisti chiamati in servizio per corse ufficiali a spese dei contribuenti. Una corsa in taxi dal centro di Tokyo verso la periferia può costare dai 10.000 ai 20.000 Yen. Alcuni tassisti, per non perdere queste ottime occasioni hanno iniziato a fare questo tipo di offerte ai propri passeggeri. Quando questo scandalo uscì allo scoperto si iniziò a chiamarli semplicemente “Izakaya Taxi:-D
  18. Nenryo Saachaaji – Ovvero “sovrapprezzo del carburante” (Saachaaji: dall’inglese “surcharge”). Si riferisce ai sovrapprezzi adottati a diversi beni di consumo e servizi a causa del forte rialzo del greggio.
  19. Nabakari Kanrishoku – “Manager solo nel nome”, questi manager sono dei dipendenti che fanno molti straordinari ma non vengono pagati per le ore fatte perché sono chiamati appunto “manager”, nonostante non abbiano alcuna mansione amministrativa. Si tratta di un trucco usato da alcune aziende per avere del lavoro “gratuito”. I manager infatti fanno il lavoro extra senza essere pagati perché sta nei loro compiti svolgere certe mansioni. Aziende usano chiamare “manager” coloro che di manageriale non fanno nulla. Un dipendente della Mac Donalds ha fatto causa per le ore non pagate in quanto non ricopriva nessuna autorità amministrativa. La legge prevede che aziende non devono pagare gli straordinari a manager reali che hanno una qualche autorità amministrativa.
  20. Choriiissu – Se siete a Shibuya usate questo termine per salutare le altre persone :-D Un po’ come il nostro “Ciao”.
  21. Furii Chibetto – Ovvero “Free Tibet” (Tibet libero). Durante le olimpiadi di Pechino… un po come su tutto il nostro pianeta.
  22. Doku-iri gyoza – Gyoza avvelenato, 10 persone furono ricoverate a gennaio a seguito di alcuni gyoza (ravioli cinesi) surgelati importati dalla Cina. Alcuni test rivelarono la presenza di pesticidi creando serio panico tra la gente per i prodotti alimentari cinesi in generale.
  23. Toshitsu Zero – Zero Carboidrati; dal trend iniziato l’anno scorso su prodotti a 0 carboidrati, lo “0″ viene usato in modo quasi spopositato sulle etichette di bevande. I maggiori produttori di birra offrono adesso alternative a ZERO carboidrati.
    Nota: meno di 0,5 grammi per 100 millilitri equivale a “zero”.
  24. Anata to wa chigau n desu – Io sono diverso da te; questa frase ha fatto praticamente storia! Parole di Yasuo Fukuda usate contro un giornalista subito dopo le sue dimissioni da primo ministro. Il giornalista si soffermava sulle presunte distanze prese dall’ex-primo ministro verso i problemi del Giappone. A questo punto Fukuda ha tuonato: “Tu dici che sembro distaccato ma io riesco a vedermi in modo obiettivo. Io sono diverso da te!”
  25. Age-age – Ancora slang di Shibuya per definire eccitazione o divertimento.
  26. Yoshi, yoshi, yoooshi! – Si, si, siiiiiii! (oppure “Forza, forza, foooorzaaaa!”) Commentatrice televisiva per le olimpiadi Takeo Utsugi ha perso il controllo quando la squadra nipponica di softball ha vinto la medaglia d’oro. Si è messa a gridare “Si, si, siiiiiii!” prima di perdere completamente il controllo e cadere in lacrime per la gioia. Più tardi, nel rivedere la scena registrata, ha ammesso di essere imbarzzata.

Per la lista completa potete visitare questo sito (in giapponese)

Chi indovina il vincitore? Magari non si trova nella lista che ho preparato ma io voto per: “Anata to wa chigau n desu”.

UPDATE 1 dicembre: Ecco il vincitore! Purtroppo non avevo scelto di elencare il vincitore e il terzo classificato :-(
Ecco la lista completa: http://singo.jiyu.co.jp/
1. “gu~!” La commediante Edo Harumi enfatizza quesa sillaba aggiungendola alla fine di molte parole
2. Arafo – abbreviazione di “Around 40″
3. Ueno’s 413 pitches
4. Izakaya taxi
5. Nabakari Kanrishoku – “Manager solo nel nome”

Guardatevi questo video su Youtube e “watashimo Guuuu”  :-D

un finesettimana tra illusionismo e kanji

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Quando il tempo me lo permette amo vedere degli spettacoli o delle manifestazioni assieme alla mia famiglia.
Tempo addietro avevo avuto modo di vedere uno spettacolo di bunraku al Hotel Viale di Osaka (zona di Honmachi). L’albergo ogni tanto organizza degli spettacoli culturali e i posti sono sempre occupati.
Poche settimane fa, il sei settembre poco dopo essere tornato dalle mie vacanze italiane e prima di partire per due settimane per Tokyo, ho avuto modo di ritornare all’ Hotel Viale di Osaka per due spettacoli distinti ma all’interno della stessa manifestazione.
La prima parte era dedicata a comici che si esibivano dal vivo… comici di Osaka e di conseguenza largo uso del nostro amato dialetto. La seconda parte dell’evento invece era dedicato all’illusionismo. Giochi di prestigio da parte di uno staff tutto al femminile… per la gioia dei maschietti presenti in sala (me compreso  :-D )
Il gruppo si chiama Lumiere du Soleil e partecipare ai loro spettacoli di solito costa abbastanza… quindi un colpo di fortuna poterle ammirare… stando alle parole di mia moglie.
Effetti di luce e di suoni accompagnano un po i soliti giochi di prestigio con ragazze segate in due e sparizioni varie.
Partecipazione anche del pubblico con tre bambini invitati sul palco per un gioco di prestigio tutto loro. Il gioco consisteva nel far salire uno di loro sopra di un tavolo per poi togliere le gambe del tavolo stesso mentre gli altri sorreggono il tavolo. Poi anche questi lasciano il tavolo che però rimane miracolosamente sospeso nell’aria :-)

Il bambino sospeso per aria dopo che le due bambine hanno lasciato la presa
(quella a destra è mia figlia)

Dopo lo spettacolo una cena a base di shabu-shabu e di qualche ottima birra che raramente deve mancare  :-)
Come scritto sopra, da poco eravamo tornati dall’Italia e mio figlio si ricordava ancora tante parole imparate. Eravamo per andare via dal ristorante quando mio figlio (sei anni) chiede di andare al bagno. Per andare al bagno passa davanti alla cameriera alla quale dice qualcosa e questa le risponde con un sorriso ed un cenno di aver capito. Dal bagno torna praticamente subito… dubito che abbia fatto qualcosa. Ma arriva anche subito un’altra birra per me! Sbalordito chiedo a mio figlio (parlo solo in giapponese con lui) cosa ha detto alla cameriera. Mi risponde “ancora una” in italiano. La cameriera sembra aver capito a cosa si riferisse e mi aveva prontamente portato “ancora una” birra. in Italia infatti mandavo spesso mio figlio dalla cameriera per ordinare la solita “ultima” birra prima di tornare a casa e gli avevo detto che per italiano si dice “ancora una”… non sapevo che funzionasse anche in Giappone  :-D il problema è che lo aveva fatto senza che gli venisse chiesto di fare.

Il giorno dopo siamo andati al Osaka Municipal Museum of Art di Tennoji dove avevano allestito un’esibizione dedicata alle scritture in kanji. Oltre ai vari sensei anche diversi allievi delle scuole elementari avevano partecipato e alcuni lavori sono stati selezionati per essere esposti nella galleria. C’erano anche i capolavori dei miei figli che frequentano anche un corso extra-scolastico. Sarà stata la sensei (insegnante, maestra) di questo corso che avrà fatto selezionare il lavoro della sua allieva; anche la sensei esponeva i suoi lavori all’interno della stessa manifestazione.

Centinaia e centinaia di opere in esposizione ma pochi visitatori.

Che sia arrivato il momento in cui anch’io mi metta seriamente a studiare i kanji? Magari mi faccio insegnare da mia figlia mentre fa i compiti  :-D

La danza dei ciliegi nella Gion di Kyoto

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miyakoodorientrata.jpg

Le giornate dei ciliegi in fiore in tutto il loro splendore… a dire la verità ancora un paio di giorni per vedere la fioritura ideale. Parlo del Kansai dove questi giorni gente di ogni età dedica del tempo per il hanami, picnic sotto gli alberi di ciliegio (alcuni desiderano tradurre hanami con “contemplazione dei fiori”).
Oggi invece non desidero parlare dei “fiori dei ciliegi” ma della “danza dei ciliegi“.
Come avevo anticipato nel post precedente, ieri, il 2 di aprile, sono andato a Kyoto per ammirare nuovamente la “danza dei ciliegi in fiori”, il Miyako Odori nella sua 136-esima edizione. E’ una mia tradizione personale andarci ogni anno (per non ripetermi e allungare troppo il post consiglio di leggere il post che ho fatto un anno fa per conoscere la storia del Miyako Odori oppure l’articolo su jappone.com). Credo che quella di quest’anno sia la sesta edizione di fila che ho potuto vedere e ammirare.
Ho la fortuna di avere sempre il biglietto assicurato per il giorno e l’orario che scelgo grazie ad una signora, conoscente di mia moglie, che abita a pochi metri dal teatro Gionkobu Kaburenjo dove avviene lo spettacolo. Prima dello spettacolo passo per la piccola via tipica di Gion dove abita la gentilissima signora, suono il campanello, saluto con un inchino e poi mi viene consegnato quasi con un rito il mio biglietto d’ingresso tanto atteso. Comincia bene quindi… cosa c’è di meglio di arrivare a Gion, passare per un’abitazione tipica del luogo, essere salutato da una signora in kimono inginocchiata sul tatami che ti saluta con diversi inchini per portano la fronte a toccare il tatami stesso. L’ambiente sembra quasi surreale e pare di vivere in altri tempi (non ci fossero tutti quei fili elettrici :evil: qualche difetto lo dovevo pure trovare dopo tutta questa sviolinata).
Ma facciamo un passo indietro. Parto da casa verso le 10:30, arrivo a Umeda dove prendo la linea Hankyu che mi porterà a Kawaramachi, ultima stazione. Sono circa 45 minuti ed è una tratta che ho fatto veramente tante volte. Il treno sta quasi per partire ma ho il tempo per andare avanti e cercare di avere un posto libero in una delle carrozze di testa. Entro nella seconda carrozza e noto che tutti i posti al finestrino sono occupati… niente di strano se non che SOLO QUELLI erano occupati! Ci si siede due a due ma tutti erano soli. Nessuno si era seduto vicino ad un altro… e nessuno pareva essere in compagnia quindi. Passo il corridoio per vedere se per caso ci sia qualche bella ragazza dove posso sedermici accanto ma arrivo alla prima carrozza… entro mi siedo pure io al finestrino.
Colgo l’occasione per leggere; leggere sul treno fa volare il tempo e spesso mi dispiace di arrivare a destinazione. Ogni tanto do un’occhiata fuori dal finestrino, osservo i palazzi, le case e… i fiori di ciliegio che sembrano essere li a salutarti. Dopo un po’ una signora si siede di fianco a me… era l’unico posto rimasto libero in tutta la carrozza… essendo seduto quasi all’ultimo posto avevo potuto notare la cosa, una cosa non nuova comunque quella del posto vicino ad un gaijin ancora libero :neutral:
Concentrato nella lettura il tempo passa veloce. Ad un tratto la signora con modo gentile mi fa notare che dal finestrino si possono ammirare i sakura :razz: , le faccio un sorriso e ringrazio per l’informazione… continuo la mia lettura.
Arrivato a Kawaramachi tutti escono e si avviano verso l’uscita della stazione. Noto una giovane famiglia sulla mia sinistra: madre, padre e una giovane bambina. “Se fai la cattiva chiamiamo un gaijin-san che ti porta via” dice la madre alla piccola. Quasi volevo rassicurare la piccola ma un po’ per timidezza, un po’ perché non sono affari miei (un pochino magari si…) e anche perché avvicinandomi troppo a lei avrei potuto farle paura :shock:

Sulla tabella di marcia ero in anticipo, potevo fare con calma ma volevo arrivare al teatro ed evitare che magari qualche imprevisto potesse farmi perdere anche un solo minuto dello spettacolo. Dopo tutto era un anno che aspettavo questo momento. Lo spettacolo cominciava alle 14:00 ma il mio biglietto mi dava la possibilità di vedere la cerimonia del te eseguita da una maiko e da una geiko. Vi sono tre tipi di biglietto da cui poter scegliere. Quello di prima classe con cerimonia del te, quello di prima classe senza cerimonia e quello di seconda classe. Costano rispettivamente 4.300, 3.800 e 1.900 Yen.

sulla via per arrivare al Gionkobu Kaburenjo Sulla via per arrivare al teatro
notate la lanterna… uguale a quella che avevo fotografato l’anno scorso e che ho messo come sfondo a questo blog (in alto a sinistra)

Non ci sono Geisha a Kyoto
Ormai il termine Geisha è di uso comune. Specialmente durante il periodo di occupazione americana (1945 -- 1951) questo termine veniva usato dalla gente anche per quelle di Kyoto. Gli americani conoscevano quelle di Tokyo, che effettivamente vengono chiamate Geisha, e il termine venne poi usato anche per le colleghe di Kyoto. Di fatto le cose sono diverse: a Kyoto non esistono le Geisha ma ci sono le Geiko. La differenza, a detta degli abitanti di Kyoto, sta nel fatto che le Geiko di Kyoto sono delle pure artiste e intrattenitrici di alto rango mentre le Geisha di Tokyo sono anche prostitute. Pare infatti che le Geisha a Tokyo tendevano a prostituirsi con una certa facilità… quelle con meno educazione alle spalle finivano per fare praticamente solo quello.
All’inizio non ero certo che a Kyoto non esistesse la figura della Geisha, dopotutto libri, guide e film continuano a associare Kyoto con la Geisha. Parlando con clienti di Kyoto, gente di Kyoto e con qualche tassista ho notato che chiamare Geisha una di Kyoto è quasi un’offesa… “di quelle ce ne sono solo a Tokyo” continuano a dirmi, e noto una certa rivalità… l’onta subita per aver perso Kyoto come capitale a favore di Tokyo.

Gionkobu Kaburenjo La biglietteria del Gionkobu Kaburenjo

Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo Passando per i corridoi che portano alla sala della cerimonia del te si possono ammirare in continuazione gli alberi di ciliegio presenti nel giardino Giardino del Teatro di Gionkobu Kaburenjo Il giardino che si può ammirare una volta entrati nel teatro Il teatro Gionkobu Kaburenjo per il Miyako Odori dall'esterno Un particolare del Gionkobu Kaburenjo visto da fuori

Alle 13:30 entro nel teatro e mi dirigo verso la sala della cerimonia del te… c’è la fila e colgo l’occasione per comprare la guida di quest’anno per conoscere il tema trattato.
Alla cerimonia del te bisogna fare di fretta e ci si siede stretti stretti uno vicino all’altro su minuscoli sedili. Un piattino, che poi si porterà a casa come souvenir, con ottimo manju e poi il te verde bello caldo. “Preghiamo coloro che hanno finito di lasciare il posto e di dirigersi al teatro“, “chiediamo ai clienti di fare in fretta perché i prossimi clienti entrano tra poco“, capisco la fretta ma non è piacevole avere pochi minuti (circa 10) per il tutto.

omaggio Il dolce che accompagna il te verde. Il piattino è un omaggio che tutti possono avvolgere nella carta (messa a disposizione!) e portarsi a casa.

Geiko e Maiko nella cerimonia del the Una delle rare opportunità di poter fotografare liberamente l’artista all’opera.

Genji Monogatari compie 1000 anni
La 136-esima edizione del Miyako Odori di quest’anno dedica tutte le scene al millesimo anniversario della grande opera letteraria di Genji Monogatari.
La prima scena è uguale ogni anno e introduce i punti salienti delle successive 7 scene. “Miyako Odori wa YO-IYAa-SA-” è il benvenuto e grido di apertura. Per me sempre un senso di commozione.
La seconda scena descrive la visita al Rozanji a capodanno, luogo in cui abitava Murasaki Shikibu, l’autrice del Genji Monogatari. La terza scena è incentrata sul capitolo Wakamurasaki (giovane lavanda) della novella. Genji conosce una giovane ragazza che gli ricorda la sua matrigna (con cui aveva una storia da quattro anni). Genji decide di farla crescere nella sua casa per farla diventare la sua donna ideale. Murasaki diventerà sua moglie e passerà il maggior tempo con Genji rispetto alle altri amanti.
La quarta scena è incentrata sul quarto capitolo: Yugao. La quinta scena è basata sul nono capitolo: Aoi. Aoi è la moglie principale di Genji, questa si ammala e muore in agonia. Aoi era tormentata dallo spirito maligno di Lady Rokujo, un’amante di Genji con un alto stato sociale. Con musica Joruri il confronto tra le due donne viene intensivamente descritta.
La sesta scena è invece basata sui capitoli 37 e 38: Yokobue (flauto) e Suzumushi (in inglese “bell cricket”, quei insetti (?) che si sentono in estate). Genji e altri personaggi si divertono nel suonare strumenti musicali e guardare la luna durante le lunghe notti autunnali.
Curiosità: Una scena del capitolo Suzumushi è raffigurata sul retro della banconota da 2000 Yen.
La settima scena ci mostra una stanza di una casa sulle rive del fiume Uji. E’ ispirata al capitolo 51, Ukifune. Una splendida danza con musica Nagauta (letteralmente tradotto in “lunga canzone”), un tipo di musica che di solito accompagna il teatro kabuki accompagnata da shamisen e tamburi… strumenti sempre presenti durante le rappresentazioni di Miyako Odori.
La scena finale dell’edizione 2008 è basata sull’ultimo capitolo del Genji Monogatari: Yume no Ukihashi (il ponte fluttuante dei sogni). Il panorama di Kyoto immerso nello splendore dei ciliegi in fiore.

Il Miyako Odori può essere ammirato quattro volte al giorno: 12:30, 14:00, 15:30 e 16:50 e dura 60 minuti. Quattro spettacoli per tutti i giorni di aprile. Chi dovesse trovarsi a Kyoto durante questo mese non dovrebbe farsi scappare l’occasione. E’ possibile acquistare il biglietto di fronte al teatro ma non sempre è possibile averlo per il successivo spettacolo.
Il teatro era pieno… non ho visto posti liberi, come non ne avevo mai visti nelle edizioni precedenti. Quando sono uscito dal teatro, poco dopo le 15:00, le corriere parcheggiate di fronte che prima erano due si sono moltiplicate e la folla per lo spettacolo delle 15:30 aspettava di poter entrare mentre noi uscivamo… un bel caos :roll:

Per finire in bellezza ho colto l’occasione per andare a vedere il parco di Maruyama e il tempio Yasaka ma questa è un’altra storia :grin:

Vi lascio ad un piccolo filmato che ho girato al teatro… si vede poco (non volevo che mi beccassero anche qui :mrgreen: ) ma rende l’idea di ciò che uno può aspettarsi di vedere.

Hina-Matsuri, la festa delle bambole

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Il 3 di marzo (terzo giorno del terzo mese) è il giorno della festività Hina (Hinamatsuri), la festa delle ragazze/bambine. E’ un giorno per pregare una buona crescita e felicità delle giovani ragazze. Il giorno viene chiamato anche “Momo no sekku” (festa dei peschi) riferendosi alla stagione della fioritura dei peschi seguendo il vecchio calendario lunare. Il 5 di maggio (quinto giorno del quinto mese) viene poi festeggiato il “Kodomo no hi“, la festa dei bambini. Nonostante quest’ultima festa viene festeggiata con un giorno festivo, Il Hinamatsuri invece no. :sad:

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il display a sette piani delle bambole Hina
misure: 135 X 174 e 188 cm. di altezza
prezzo: 1,575,000 Yen

Una gran parte delle famiglie con bambine in casa usano mettere in mostra delle speciali bambole chiamate “hina” (Hinaningyou). Solitamente disposte su cinque o sette piani (hinadan) coperti da un tappetino rosso chiamato Mousen, queste vedono in cima l’imperatore “Dairi” e l’imperatrice “Hina“. Ai loro lati si trovano due lampade chiamate bonbori.
Il piano sottostante è riservato a tre donne della corte (sannin-kanjyo) seguite da cinque musicisti (gonin-bayashi) che suonano strumenti antichi.
Due ministri di corte (Udaijin e Sadaijin) sono situati nel piano di sotto. Quello alla destra, Sadaijin (sinistra vedendo dalla parte dell’imperatore) è più anziano in quanto la sinistra veniva considerata superiore dalla corte imperiale. Sadaijin viene raffigurato con una lunga barba. A questi vengono offerti dei “Hishimochi” (vedi sotto).
Infine vediamo i tre servi “Shi-Cho” situati sul piano più basso (nel caso di cinque piani). Sulla sinistra viene messa una pianta ornamentale chiamata “Ukon-no-Tachibana” (un alberello di mandaranci). Ukon significa la parte destra perché guardando da Dairi e Hina si trova sulla destra. Sulla destra invece una pianta ornamentale chiamata “Sakon-no-Sakura” (albero di ciliegio che però può essere sostituito con un albero di pesche). Sakon significa sinistra per la stessa ragione descritta prima.
Vengono infine anche posizionati piccoli oggetti di uso giornaliero usati dall’aristocrazia del periodo Heian come ad esempio uno specchio, cesto del cucito, oggetti per la cerimonia del tè (Sadou), un carretto chiamato Gissha. Le bambole sono ovviamente tutte vestite in abiti di corte del periodo Heian (794-1192).

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Dairi e Hina
Queste bambole possono essere acquistate per la modica cifra di 1,575,000 Yen ai grandi magazzini. :shock:
misure: 145 X 90 e 54 cm. di altezza

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solo 945,000 Yen per questa coppia imperiale
misure: 105 X 100 e 39 cm. di altezza

L’usanza di disporre le bambole cominciò durante il periodo Heian e originariamente si pensava che possedessero la forza di fermare i cattivi spiriti. Il Himamatsuri prende le sue origini da un’antica usanza giapponese chiamata hina-nagashi (bambola galleggiante) in cui bambole di paglia venivano messe su una barca e lasciate nelle acque del fiume. Si pensava che le bambole, scendendo il fiume e arrivando al mare, portassero via con se problemi e cattivi spiriti. Questa usanza sembra aver avuto origine a sua volta da un’usanza cinese in cui i propri peccati e la sfortuna venivano trasferiti alle bambole che venivano poi abbandonate nel fiume.
Il Shimogano jinja (che fa parte del tempio Kamo assieme al Kamigamo-jinja) a Kyoto celebra il “Nagashi-bina” (oppure “hina-okuri“) facendo galleggiare queste bambole nei fiumi Kamo e Takano e pregando per la sicurezza dei bambini. Al giorno d’oggi le barche vengono riportate indietro non appena gli spettatori se ne sono andati per evitare che le bambole finiscano nelle reti dei pescatori. Le bambole vengono poi bruciate al tempio.
Al giorno d’oggi le bambole sono vestite con gli antichi vestiti di corte. Il costume dell’imperatrice è chiamato “Juuni-hitoe” (abito a 12 strati). Il juuni-hitoe viene tuttora usato durante le cerimonie di matrimonio della famiglia imperiale. L’attuale principessa Masako usò il juuni-hitoe al matrimonio con il principe ereditario nel 1993. Vestendo il juuni-hitoe i capelli vengono pettinati all’indietro nello stile suberakashi e un ventaglio fatto con cipresso giapponese viene tenuto tra le mani.

Come visto dagli esempi sopra, un set di bambole può essere veramente caro. Ho visto le bambole delle foto ai grandi magazzini di Takashimaya. Al giorno d’oggi i nonni o i genitori comprano un set alla propria bambina per il suo primo Hinamatsuri (hatsu-zekku) ma siccome molti giapponesi abitano in appartamenti veramente piccoli, una versione con la sola coppia imperiale è maggiormente popolare tra la gente. La superstizione dice che se le bambole non vengono messe da parte subito dopo il tre marzo, la bambina si sposerà tardi.

La bevanda tradizionale è il amazake, un tipo di sake dolce e non alcolico derivato dal riso fermentato. Usato viene anche l’arare, dei cracker saporiti con salsa di soia.
I Hishimochi (quelli offerti alle bambole raffiguranti i due ministri di corte) sono dei dolci speciali per il Hinamatsuri costituiti da tre strati colorati di mochi (verde in fondo, bianco al centro e rosa in cima). Alcuni affermano che il rosa (o rosso) significa l’allontanamento dei cattivi spiriti, il bianco sta per purezza e il verde per la buona salute. Altri invece affermano che i colori raffigurano uno scenario primaverile quando l’erba verde comincia a crescere sotto la neve mentre i fiori rosa dei peschi cominciano a fiorire.

Non poteva mancare una canzone per la festa delle bambole. Questa si chiama “Ureshii Himamatsuri” (felice Himamatsuri) di cui però non conosco la melodia:

ureshiihimamatsuri.gif
Facciamo luce con le lampade
Facciamo fiorire i fiori di pesco
I cinque musicisti di corte suonano il flauto e il tamburo
Oggi è una bella Hinamatsuri.

Auguro a tutti una buona festa… che possiate avere la possibilità di gustare i dolci della tradizione.
Una raccomandazione alle ragazze: mettete via le bambole dopo il 3 marzo! :mrgreen:

Da Youtube.com la canzone Ureshi Hinamatsuri, veramente molto orecchiabile

mi hanno purificato e per quest anno sono a posto

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Ogni anno l’asilo che frequenta mio figlio partecipa con la classe dell’ultimo anno, quindi con i bambini fino a sei anni, ad un concerto musicale assieme ad altri asili. Un evento abbastanza particolare dove i bambini devono far vedere cosa hanno imparato nei rispettivi asili in campo musicale. La performance dei piccoli è veramente incredibile. Ho avuto modo di vedere l’edizione dell’anno scorso in cui partecipava anche mia figlia e sono rimasto colpito da quanto bravi possono essere questi piccoli musicisti e di quanta pazienza hanno e di che bravura sono le maestre d’asilo.

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il biondino al centro è mio figlio
(magari posterò il filmato della performance)

Dopo il concerto un pranzo veloce nella vicinanza del teatro e poi al tempio per il Setsubun!
Il Setsubun viene celebrato in Giappone il giorno prima dell’inizio di ogni stagione e significa letteralmente “divisione stagionale” anche se di solito ci si riferisce al Setsubun primaverile celebrato il 3 febbraio (di cui il nome originale sarebbe Risshun). In passato il Setsubun era la vigilia dell’anno nuovo ed era accompagnato da un rito speciale chiamato mamemaki (lancio di fagioli) per allontanare il male dell’anno passato e scacciare gli spiriti maligni per l’anno corrente.

L’ultima visita ad un tempio risaliva ormai a più di un mese fa quando sono andato al Sumiyoshi-Taisha per le preghiere di inizio anno. L’ultimo fine-settimana al tempio Abiko Taisho Kannon-ji, conosciuto a Osaka semplicemente come Abikosan (oppure Abikozan) c’era aria di festa e spiritualità. Il Kannon Abiko (Dea della Grazia) è riconosciuto come il luogo di culto più antico del Giappone per gli adoratori di Kannon. Si crede inoltre che Abiko Kannon allontani i mali ed è per questo ultimo particolare che ci siamo andati… per scacciare i mali del 2007. Oggi come oggi dovrei essere una persona più buona e più sana. :mrgreen:

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Abiko-San

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Al Taisho Kannon-ji molta gente durante l’ultimo fine-settimana

Si dice che Abiko abbia ricevuto un’immagine di Kannon di soli 5 cm. dal re della dinastia Kudara. La gente poi costruì un sacrario per venerarla. Quando poi il principe Shotoku visitò quest’area circa 1400 anni fa, si dice che ricevette un messaggio divino dalla dea il che lo spinse a costruire un tempio.
La festività del Setsubun che si celebra ogni anno richiama una gran folla di gente, gente che prega la dea di respingere i mali, portare fortuna, protezione da malattie e disastri e per esaudire i propri desideri.

Avevamo appuntamento alle 14:00 per ricevere benedizione e scacciare i mali. Mia moglie, i bambini ed io (uhmmm c’era anche l’onnipresente suocera :evil: ) Con una spada di legno (almeno credo fosse di legno) il monaco ci è passato sopra la testa e le spalle. infine ci sono stati dati alcuni oggetti che non ho capito bene cosa siano. Dei fogli di carta con dei messaggi (forse gli auguri o una specie di oroscopo?), un o-hashi (le bacchette per mangiare) e una bottiglietta di sakè (vedi sotto). L’anno prossimo si riporterà i messaggi infilati tra le bacchette di legno al tempio per essere bruciati.

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La cerimonia per scacciare i mali (non manca la birra Kirin come vedete)

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I desideri dell’anno scorso vengono buttati

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rito di purificazione… da notare l’altare dietro

Al tempio vi sono varie celebrazioni come ad esempio buttare pezzi di legno con i propri desideri scritti sull’altare per essere bruciati oppure far passare il fumo dell’incenso sopra i capelli per scacciare i mali dalla mente.
In molti templi si usa celebrare il Setsubun. Monaci e invitati possono lanciare i fagioli di soia arrostiti (talvolta avvolti in fogli d’oro o d’argento), piccole buste con denaro oppure dolciumi.

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le ceneri e il fumo devono passare tra i capelli per scacciare i mali dalla mente

Nella vicinanza del tempio grande mercato! Takoyaki, okonomiyaki, yakisoba, banane al cioccolato, mele caramellate… poi giochi per i più piccoli e anche un signore che con una vipera bianca dovrebbe scacciare i mali e portare fortuna :shock:

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una giovane ragazza prepara qualche prelibatezza

Il Setsubun ad Abiko dura due giorni (sabato e domenica) e tanta gente non l’ho vista neanche a capodanno. Se qualcuno di voi dovesse trovarsi a Osaka l’anno prossimo a inizio febbraio, questo è sicuramente un luogo da vedere e ammirare. Per arrivarci si può usare la metropolitana, linea Midosuji e scendere alla stazione “Abiko” , il tempio si trova a circa 200 metri (Abiko 4-Chome) oppure usare la linea JR linea Hanwa e scendere alla stazione Abiko-cho (circa 400 metri dal tempio).

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i doni ricevuti dal monaco durante la purificazione

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la bottiglietta di sakè ricevuta in bella mostra dinnanzi a me… una di queste sere la farò fuori :twisted:
(per un ingrandimento delle foto cliccateci sopra)

Ieri sera, domenica 3 febbraio, era il momento giusto per il mamemaki. Come scritto sopra si tratta del lancio di fagioli (di solito di soia) per scacciare gli spiriti cattivi. Di solito viene fatto dal toshi-otoko di casa (cioè l’uomo nato sotto il segno animale dello zodiaco cinese corrispondente all’anno) oppure dal capofamiglia. Beh, il rito è stato fatto da mia figlia che a forza di “Oni wa soto! Fuku wa uchi!” (Fuori con i demoni! Dentro la fortuna!”) ha purificato la nostra casa. I fagioli simbolicamente purificano la casa scacciando gli spiriti cattivi e i mali che si portano dietro. Vengono lanciati in prossimità dell’entrata (per la gioa dei gatti) e qualcuno magari anche all’entrata. E’ usanza che ogni membro della famiglia ne mangi uno per ogni anno di vita (in alcuni casi uno per ogni anno di vita più uno per significare l’anno che comincia)… ehm, io ne ho mangiati tanti :mrgreen:

Si usa inoltre mangiare maki-sushi non tagliato chiamato eho-maki (maki della direzione fortunata) durante il setsubun. Questo maki (sushi avvolto nell’alga nori) viene mangiato rivolgendosi nella direzione ritenuta fortunata e determinata dal simbolo zodiacale di ogni anno. Io non l’ho mangiato perché il contenuto non era di mio particolare gradimento. Abbiamo anche mangiato delle sardine… di queste si usano le teste che, dopo essere state infilzate con degli stuzzicadenti vengono appese alle entrate in modo che cattivi spiriti non entrino. Mia moglie me lo ha fatto notare aggiungendo che forse non è il caso di prendere alla parola questa usanza. :shock:

 

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