E il tempo passa…

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Ormai quasi 2 anni che non mi faccio vivo su questo blog. Di cose da scrivere e da raccontare ce ne sarebbero tante ma purtroppo non sempre si riesce a trovare il tempo e la voglia di seguire il proprio blog.

Ormai sono passati 13 anni da quando mi sono definitivamente trasferito in Giappone, erano gli inizi di gennaio 1998.
Chi seguiva questo blog saprà che sono spesso in viaggio per il Giappone (non da turista purtroppo) e questo non è variato. Ad aprile sarò una settimana a Sendai, poi un’altra settimana a Tokyo e poi una decina di giorni a Naha (Okinawa). Per maggio è previsto un soggiorno di 10 giorni a Okayama e 6 giorni a Hiroshima e infine a giugno una decina di giorni a Nagasaki. Altre mete possono aggiungersi e cercherò di illustrare i miei viaggi con questo blog un po’ come facevo tempo addietro.

Arriva la primavera e con questa anche la ricerca quasi morbosa per tutto quello che possa ricordare i fiori e/o petali di ciliegio. Negli scaffali del supermercato il colore diventa rosa

Stimando in particolar modo le “bionde” giapponesi non ho potuto non notare come le lattine di birra si sono adeguate alle celebrazioni “sakuranensi”
Le varie case produttrici hanno infatti aggiunto alla grafica delle lattine petali e fiori di ciliegio; un’ idea simpatica per rallegrare l’atmosfera primaverile.

 

Birre giapponesi per la primavera

Asahi, Sapporo, Kirin e Suntory... le bionde cambiano look

La birra Asahi per celebrare lo shinkansen nel Kyushu

La birra proiettile per celebrare il nuovo tratto di shinkansen in Kyushu

quando i gusti sono gusti te li gusti

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Vivere in Giappone significa anche questo: gustare sempre delle cose nuove e/o strane. Chi è stato in Giappone sicuramente avrà notato come certi prodotti che si trovano in Europa esistono pure in Giappone ma in diversi gusti e formati. Molti turisti li comprano e se li portano in Italia per sbalordire i propri amici mentre altri ne fanno la collezione… nessuno riesce a far finta di nulla quando entra in un supermercato o in un kombini (Convenient Store).
Il Giappone riesce a stupire anche in queste piccole cose quotidiane e cerca sempre, talvolta anche in modo morboso, di andare incontro ai gusti dei clienti… di soddisfare la clientela maggiormente di quanto possa fare la concorrenza.
Tra i prodotti maggiormente gettonati sicuramente quelli legati alla Nestlè e in particolar modo i famigerati e gustosissimi KIT-KAT (li adoro 😀 ).
I Kit-Kat in Giappone vengono prodotti usando i gusti popolari delle varie città, regioni o zone… troviamo quindi i Kit-Kat al gusto “budino di Kobe“, gusto famoso e riconosciuto, oppure il Kit-Kat al the verde. L’anno scorso ho fatto la scorta di Kit-Kat al gusto sakura e al gusto salsa di soya.
Qualche settimana fa sono stato a Sapporo dove ho avuto modo di scoprire i Kit-Kat tipici di Hokkaido, guardate un po’ quì che delizia:

Kit-Kat al gusto di patate Jagaimo di Hokkaido
Kit-Kat al gusto di mais

Queste confezioni si trovano solamente nella regione di Hokkaido e diventano quindi una buona idea regalo per chi si reca a Sapporo e dintorni.
Esiste già da tempo anche il Kit-Kat per gli italiani presenti in Giappone: il Kit-Kat al gusto di caffè espresso 😛

per chi non può farne a meno…
altri due gusti che credo in Italia non si trovano

Gusto the al jasmin e all’aceto di mele? Comunque ottimi ambedue… notate come nell’angolo in alto a sinistra ci stà scritto il numero di calorie presenti  😀

Kit-Kat al kinako
Anche questo l’ho scoperto per caso solo pochi giorni fa

Kit-kat al miso – si può trovare a Nagoya

Kit Kat in edizione limitata per la regione del Kyushu

Kit-kat al gusto Wasabi – trovato a Shizuoka

Kit-Kat al gusto di biscotti

Kit-kat al gusto Ginger Ale

Al gusto verdure (bibita della Itoen)

Bitter Almond

Al mais di Hokkaido

Al melone

Al caffe-latte

il preferito di mia mglie: Royal Milk Tea


Lunedì scorso (l’altro ieri per la precisione) è uscita anche la coca-Cola nuova di cui già diversi blog ne hanno parlato. La Coca-Cola Plus Catechin al gusto di tè verde. Inutile dire che non ho potuto resistere nel provarla subito. Al supermercato in cui mi reco di solito non la vendevano ma non perdendomi d’animo l’ho trovata e acquistata in un kombini non lontano da casa mia. Di questa Coca-cola ne avevo parlato su GiapponeNews.com (questa notizia) e oggi l’ho provata. Si parla di retrogusto al gusto di the verde ma personalmente mi sembra il semplice gusto della Coca-cola “Zero”… mah, niente di particolare ma dato che voglio anch’io dimagrire e questa Coca-cola contiene la catechina, beh, proviamola.

le 4 bottigliette di Coca-Cola

Un’altra nuova Coca-Cola, senza calorie

Per i mondiali di calcio del 2010 la Coca-Cola dedicata all’Italia

Coca-Cola Green e una Pepsi niente male 😛

OK, c’è anche una lattina di birra…  si tratta dela Yebisu, una birra ottima (costa di più delle altre) in una edizione limitata. Ne ho comprate due: una me la bevo per cena e l’altra andrà a fare compagnia alle centinaia di altre lattine che colleziono… tutte diverse una dall’altra, tutte giapponesi, praticamente uno spettacolo  😀

Quando le maiko smettono di danzare e incominciano a ballare – video

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Quando le maiko di Gion ballano a ritmo di anni ’60

Le maiko, apprendiste geiko, non solo danzano ma ballano pure… ballano a suon di musica anni ’60. E’ questo quanto ho scoperto con una certa dose di incredulità pochi giorni fa.
Le maiko (nome che potrebbe essere tradotto in fanciulla danzante) sono apprendiste geiko (spesso chiamate geisha) ed intrattengono facoltosi ospiti esibendo le loro arti della danza, musica e conversazione. Sono giovani, spesso dai 15 ai 21 anni e avere l’onore della loro compagna può costare caro. Alcuni uomini d’affari usano “prenotare” delle maiko oppure delle geiko per passare qualche ora in qualche ristorante.
Circa due settimane fa ho pernottato a Kyoto in un albergo di cui scriverò in un prossimo post e la sera ho deciso di andare in un locale che si chiama Kentos. Kentos è un live-house, cioè un locale in cui suonano musica dal vivo. Si tratta di una catena di locali con lo stesso nome presenti nelle maggiori città giapponesi. Qualche anno fa un amico giapponese mi ha portato al Kentos di Naha (ad Okinawa) e mi è da subito piaciuto molto. Ci siamo ritornati per altre due volte… l’atmosfera era veramente splendida. Un gruppo suona musiche degli anni ’60 e ’70 dal vivo e due cantanti si alternano cantando e danzando sul palco.
Quando si presenta l’occasione cerco sempre di andarci e ho avuto modo di andare diverse volte al Kentos di Hiroshima (dove mi hanno dato pure la tessera!) e in quello di Osaka. Il Kentos di Naha è comunque il mio preferito… spazioso, confortevole e i musicisti erano veramente bravi! Bellissima e simpatica una delle due cantanti 😀
Tornando in tema di questo post, mi trovo al Kentos di Kyoto per la prima volta. Ci sono andato in taxi, pioveva a dirotto. Arrivato a destinazione scopro che il Kentos di Kyoto si trova nel quartiere di Gion, a pochi passi dal Gionkobu Kaburenjo, il teatro che ospita il Miyako Odori che ogni anno vado ad ammirare. Posto strano per un locale del genere mi son detto :-)

Il sistema del locale a Kyoto prevede 3.500 Yen a testa più una consumazione da mangiare obbligatoria. Negli altri Kentos il sistema è diverso e quindi non avevo capito bene all’inizio e il menù mi sembrava alquanto strano quando leggevo “Free Drink“. In effetti tutte le bibite erano gratuite! Non appena bevuta la mia birra un cameriere arrivava e chiedeva se poteva portarne un’altra… ma non solo: la birra arrivava quasi sempre entro 10 secondi! Giuro, il cameriere andava e tornava entro pochi secondi con una lattina fresca. Cosa del tutto impensabile in Italia dove sicuramente farebbero il possibile per farti bere il meno possibile.
Unico neo: le birre cominciano a diventare tante :mrgreen:


Kentos a Kyoto

Kentos a Kyoto

i popcorn erano in omaggio – verdurine con alcune salse

Mentre negli altri Kentos sparsi per il Giappone si paga un tot per ogni esibizione, al Kentos di Kyoto si paga l’entrata di 3,500 yen e un piatto a testa e si può rimanere fino alla fine. Man mano che le esibizioni continuano il clima aumenta e le musiche diventano sempre più movimentate. La gente balla e si diverte… e beve (ma non troppo).
Poco dopo il nostro arrivo noto un signore arrivare con due giovani ragazze. Avrà avuto bene o male circa 70 anni mentre le ragazze erano sui 30 circa. Niente di strano in Giappone vedere un signore accompagnato da una ragazza giovane, o come in questo caso da ben due ragazze giovani (e pure carine). Quello che non mi aspettavo di vedere è che oltre alle due ragazze giovani in sua compagna c’erano pure due maiko! Si, questo signore era in compagna di due giovani fanciulle e due maiko. In cinque quindi si siedono ad un tavolo, ordinano da bere e da mangiare e cominciano a chiacchierare. Lui si fumava tranquillamente una sigaretta scambiando ogni tanto qualche parola con una delle due maiko. Devo ammettere che fino alla fine ero insicuro se non si trattava invece di due ragazze vestite da maiko per l’occasione. Ma poi osservando i movimenti, il viso (che non era poi tanto carino secondo me, ma non è questo l’importante per un’apprendista geiko) e i modi di fare sono arrivato alla conclusione che dovevano per forza essere delle maiko in carne ed ossa.
Ho ripreso la scena nel meno peggio delle possibilità (era vietato filmare il gruppo musicale e il locale era alquanto buio) mentre le due maiko intrattenevano il fortunato signore e mentre ballavano a ritmo di “Venus” la canzone che ho chiesto venisse suonata  😀

La serata finisce sul tardi, con delle ottime birre alle spalle (e numerose visite al bagno 😀 ), foto ricordo con la cantante e un bel colloquio con la tastierista del gruppo (amo le tastiere).
Andando via dal locale decido di chiedere al cameriere conferma su quanto ho visto e mi assicura che si trattava di maiko vere… aggiunge che sono stato fortunato perchè è raro vedere un cliente arrivare con ben due maiko e una geiko contemporaneamente! Già, la geiko era arrivata sul tardi e si era aggiunta al gruppo. Ma quanto avrà pagato questo signore questa serata al Kentos? Io proprio non ne ho idea.

i saldi in Giappone si scoprono andando in treno

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Come scritto in precedenza i saldi in Giappone sono cominciati alla grande. Quasi tutti gli esercizi commerciali cominciano sin da subito, il primo o il secondo di gennaio.
Il tutto non può assolutamente passare inosservato, basta anche solo prendere la metropolitana 😀
Mi sono divertito a fare un paio di foto… le volevo aggiungere al post di ieri ma sarebbe diventato troppo lungo e fuori tema con il resto che avevo scritto.
Le foto le ho prese nella metropolitana di Osaka quindi le pubblicità si riferiscono ovviamente a centri commerciali e grandi magazzini della mia città. Di pubblicità simili ce ne sono tante ancora e questo è veramente solo un’assaggio.
Chiedo a voi che abitate in Italia: i saldi vengono pubblicizzati molto sui mezzi pubblici?

Da aggiungere che nei luoghi elencati nelle varie pubblicità si trovano anche i fukubukuro, le “borse della fortuna”.

E per finire una cosa per l’uomo che non deve chiedere! MAI! Da un pò esiste sul mercato una nuova birra della Kirin. Solo per gli uomini duri, alcol al 7%!
L’ho presa oggi, anzi ne ho prese due: una forse me la bevo e l’altra l’aggiungo alla mia collezione di lattine di birra  😛  anche se sembrerebbe che non la si può chiamare birra… sulla lattina c’è scritto “liquore” ?!?


per l'uomo che non deve chiedere, mai! Kirin Strong Seven

Strong Seven della Kirin

Poi magari vi dirò come l’ho trovata.

Una serata splendente al Kobe Luminarie

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Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di andare a Kobe a casa degli zii… un’occasione non solo per incontrare gli zii ma anche per rivedere ciò che avevo avuto modo di vedere circa una decina di anni fa: il Kobe Luminarie.
Sono certo che molti di voi ne avranno già sentito parlare… di fatto il Kobe Luminarie è tra le illuminazioni più spettacolari in Giappone e in questo periodo natalizio è un’attrazione per milioni di persone.
Il Kobe Luminarie (Ruminarie) è nato nel 1995 per commemorare le vittime del terremoto Hanshin-Awaji dello stesso anno. Stando a Wikipedia il primo Luminarie è stato un regalo da parte del governo italiano.

I grandi magazzini di Daimaru Kobe illuminati.

La folla è enorme e viene quindi regolata in modo che non ci siano problemi. Tutti devono passare per lo stesso verso e partire dallo stesso punto… nei pressi del Daimaru. Una lunga fila di gente si dirige poi verso le illuminazioni passandoci sotto per arrivare alla “cattedrale”. Si cammina lentamente e ci si mette circa 60 minuti per arrivare all’inizio delle illuminazioni. Facendo la scorciatoia (proibita durante questa manifestazione) ci si arriva in 5 minuti circa.



L’evento di quest’anno è iniziato il 4 dicembre e terminato il 15. Tutte le luci sono dipinte a mano e sono accese solo per poche ore la sera (18:00 fino 21:30 durante la settimana e fino le 22:00 il venerdi e sabato). Il traffico viene chiuso e come detto, si cammina per senso unico.


Il tema di quest’anno era “l’era della luce” , disegnato dall’italiano Valerio Festi assieme ad un team locale ha sicuramente richiamato milioni di persone anche quest’anno.
Le statistiche degli anni passati:

  • 2005 – 4,358,000
  • 2004 – 5,383,000
  • 2003 – 5,066,000
  • 2002 – 4,640,000
  • 2001 – 5,190,000
  • 2000 – 4,738,000
  • 1999 – 5,158,000
  • 1998 – 5,164,000
  • 1997 – 4,732,000
  • 1996 – 3,856,000
  • 1995 – 2,523,000

Per sponsorizzare l’evento anche per l’anno prossimo molti volontari si trovano ai bordi per chiedere un piccolo contributo dai passati: 100 Yen per il Kobe Ruminarie 2009.


praticamente tutti fanno (e si fanno) delle foto

Souvenier non mancabo ma il bello è anche vedere le decine e decine di bancarelle con prodotti alimentari del luogo e tipici per questo tipo di manifestazioni all’aperto.


una cosuccia da mangiare prima di dirigersi alla stazione

In memoria del terremoto del 17 gennaio 1995 e delle migiaia di vittime.
Questo è il sito ufficiale della manifestazione (in giapponese).



Il video non è venuto proprio bene ma dovrebbe aiutare a rendere l’idea un po meglio di quanto lo facciano le fotografie. La musica di sottofondo è quella che si sente proprio a Kobe, non è stata aggiunta dopo per questo video. Buona visione 😀

Update: 20 dicembre: ho aggiunto una piccola galleria fotografica sul sito jappone.com.

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