A volte ci si ritorna – il museo marittimo di Osaka

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Con il passare degli anni capita che visito lo stesso luogo più di una volta. I soliti posti, meta dei turisti, quali per esempio il Kinkaku-ji (padiglione d’oro) a Kyoto oppure il Todai-ji (tempio con il grande Buddha di bronzo) a Nara li ho visitati in diverse occasioni; spesso e volentieri grazie alla visita di parenti o amici dall’Italia. La settimana scorsa sono ritornato a visitare il museo marittimo di Osaka (jikukan), un’enorme cupola di vetro con circa 70 metri di diametro situata nel mare, nella baia di Osaka (guarda un’immagine satellitare). Ci si arriva passando per un piccolo corridoio subacqueo.


Osaka Maritime Museum (Jikukan)

Osaka Maritime Museum (Jikukan)

Di occasioni per ritornare al museo marittimo (leggi il post della mia prima visita) ce ne sono state due: la visita in Giappone di mia madre (che resta in Giappone quasi tre mesi) e i disegni fatti a scuola dei miei bimbi appesi sulle pareti del museo. Per quest’ultimo motivo i piccoli potevano entrare gratis… pagavano l’ingresso solo i genitori; modo geniale per portare visitatori al museo che si presentava comunque semi-deserto. Un vero peccato, una visita lo merita di sicuro. L’attrazione principale è una replica in scala 1:1 del “Naniwamaru”, una nave mercantile higakikaisen. Diverse sale a tema che riportano al presente i lavori fatti per la canalizzazione di Osaka, per la costruzione del porto, le imbarcazioni mercantili, i sistemi di navigazione del passato… Per chi passa per Osaka durante una vacanza in Giappone può facilmente aggiungere questo museo ad un’eventuale visita ad uno dei maggiori acquari al mondo, il “Kaiyukan” che si trova non molto distante (Tempozan Harbor Village), anzi a poche stazioni della stessa linea della metropolitana (linea chuo-sen scendendo alla stazione di Osakako). In zona anche la grande ruota con un diametro di 100 metri e 112,5 metri di altezza.


un particolare suggestivo dall'interno del museo

un particolare suggestivo dall'interno

Per una galleria fotografica vi invito a visitare questa pagina che ho appena aggiornato con alcune fotografie nuove.

E anche a Osaka le cose cambiano con il tempo

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Era un bel po che non andavo in giro per Osaka. Lo scorso fine-settimana ho avuto modo di passare per Umeda (venerdi) e incontrare un vecchio amico arrivato dall’Italia. L’incontro fissato al solito posto: davanti al grande monitor situato alla libreria Kinokuniya. E’ noto a Osaka darsi appuntamento in quel luogo perché tutti lo conoscono e non ci si può sbagliare. Inoltre è comodo per tutti coloro che arrivano a Umeda grazie alla linea Hankyu, JR e tre linee della metropolitana.
Arrivato in leggero anticipo entro in libreria, sezione libri stranieri e guardo i nuovi arrivi sullo scaffale “Japanese History“. Ho comprato un libro che si intitola “Showa Japan – The Post-War Golden Age and its Troubled Legacy” e che mi sembrava interessante, magari ve ne parlo appena l’ho letto.
Poi incontro il mio amico, sposato con una ragazza giapponese e padre di due piccoli bambini, adesso in vacanza a Osaka a casa dei suoceri. Insieme andiamo a pranzo in un vicino ristorante e poi ai grandi magazzini Hankyu per vedere quale evento hanno organizzato per questa settimana. La fiera inglese “British Fair 2008” con veramente tanta gente.
Il sabato poi dovevo incontrare un altro mio connazionale che a Osaka ci vive da circa 25 anni. Lo conosco da oltre 10 anni ormai e una volta o due all’anno decidiamo di incontrarci a Osaka per una chiacchierata in compagnia di una gustosa birra giapponese :-)

Una grande pubblicità della Asahi vista sabato scorso a Shinsaibashi

Appuntamento come sempre al ponte Ebisu (Ebisubashi), ponte ormai ristrutturato e completamente nuovo… con l’aggiunta di sistemi di sicurezza per evitare spiacevoli incidenti quando la squadra degli Hanshin Tigers vincono 😛
E’ tradizione, o meglio, “era tradizione”, buttarsi dal ponte dopo una vittoria degli Hanshin Tigers per festeggiare.
Stiamo sul ponte per un po e guardiamo la gente passare… era un po che non lo facevo. Essendo sabato la gente che passava era veramente molta. Non mancavano i soliti “fighetti” che cercano (spesso anche in modo arrogante) di convincere belle ragazze a frequentare saloni di bellezza o di fare del lavoro part-time come hostess, accompagnatrici o nel “Delivery Health”. Il ponte è conosciuto tra gli stranieri anche con il nome di “nampa-bashi” proprio per la presenza di questi giovani che cercano di abbordare giovani ragazze.

il signorotto cerca di adescare due giovani ragazze. E per prima cosa le fotografa con il telefonino…
Notate l’ enorme pubblicità di Ugly Betty sull’edificio dietro della Tsutaya.

le ragazzine sono ancora lì a perdere tempo (foto scattata dall’altro lato diversi minuti dopo)… alla fine sono andate via (circa 10 minuti?) ma suppongo che ogni tanto una si faccia abbindolare.
La ragazza a a sinistra ha un berretto in pelliccia e vi assicuro che non faceva per nulla freddo, anzi! Ma la moda è moda…

Anche questi due bei tipi aspettano passare belle ragazze da adescare

Comincia a farsi sera e decidiamo di andare dove siamo andati praticamente ogni volta… in un kaitensushi da lì molto vicino. In questi anni il locale è stato ristrutturato almeno tre volte e non sempre la qualità mi sembra stata un gran ché. Sabato invece, devo ammettere, i sushi che arrivavano erano veramente ottimi… freschi e abbondanti. Assieme ad un paio di birre i piattini vuoti si sovrapponevano uno sopra l’altro creando delle piccoli torri 😛

Ecco come si presentava il nostro kaitensushi sabato pomeriggio

Un palazzo al di là del canale, di fronte a dove c’era la Kirin Plaza. In questa foto di gennaio si vede ancora sulla destra il Kirin Plaza.

Ricordo come eravamo abituati ad andare alla Kirin Plaza prima di passare per il nostro kaitensushi. Si tratta di un palazzo moderno che si trovava proprio al ponte… adesso invece lo hanno tirato giù :-(  e vedremo cosa sorgerà al suo posto. Peccato però, era uno di quei luoghi di cui uno si affeziona… grazie anche alle “bionde” presenti in abbondanza 😀
Ho notato con un certo dispiacere che il Kuidaore Ningyo (il pupazzetto all’americana che batteva il tamburo) è in effetti stato tolto. Era uno dei simboli (dal 1950) non solo della zona di Shinsaibashi ma di tutta Osaka. Turisti si fermavano davanti alla statuina per farsi le foto. Il pupazzo è stato tolto a inizio luglio dopo oltre mezzo secolo in quanto i ristoranti del palazzo hanno riscontrato una diminuzione dei profitti.

Il nuovo Sammy Ebisu Plaza non sembra aver problemi economici

e neanche la folla tende a diminuire con la serata… anzi  😀

La serata poi l’abbiamo conclusa in un pub nelle vicinanze… anche questo un luogo in cui ci siamo sempre andati in questi anni. Il “Pig & Whistle” è un pub dove ci sono molti stranieri e di conseguenza anche giapponesi a cui piace conversare con stranieri. Il proprietario, il signor Mori, è un vecchio amico ormai… uno dei pochi giapponesi con cui posso parlare un po’ di tutto, veramente di tutto. Eppure sabato qualcosa non quadrava… troppo personale forse? Erano in sei davanti e dietro al banco! Troppo premurosi nel portare via i bicchieri e piatti vuoti. Troppo gentili nel chiedere se si vuole un altro drink. Dando poi un’occhiata in giro notiamo che certi tavoli sono cambiati come lo sono anche certe scritte… Hanno cambiato pure qua: non è più Pig & Whistle ma un pub della catena HUB. Sarà l’abitudine ma preferivo di gran lunga il pub di prima… era più famigliare, andavo al banco e mi prendevo la mia birra e nessuno passava per i tavoli in continuazione a disturbare (se pur con estrema gentilezza). Comunque pazienza, non ero un cliente tanto abituale… forse due o tre volte all’anno.

Quindi la Kirin Plaza che non c’è più, il ponte completamente nuovo (cambiato in meglio), il kaitensushi nuovamente ristrutturato (e va bene pure questo…), il Kuidaore Ningyo tolto (questo è un peccato enorme), il mio pub cambiato di gestione (ma finchè ci sono le mie birre tutto ancora bene 😀 ) … le cose continuano a cambiare continuamente ed inesorabilmente…
Per concludere una foto al vero simbolo di Shinsaibashi: la pubblicità della Glico, originariamente messa nel 1935. Questa almeno sembra rimanere nel tempo 😀

L’insegna pubblicitaria della ditta GLICO. Sempre al suo posto e cambia solo, adeguandosi, per eventi importanti come i campionati del mondo di calcio o la vittoria degli Hanshin Tigers, la squadra di baseball di casa a Osaka.

sacrario di Yasukuni, Coca-cola e una moneta da 10 yen

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Ritornato dal mio ultimo viaggetto cerco di trovare il tempo per scrivere qualche riga, giusto per farvi sapere che sono ancora vivo. Non scriverò del mio ultimo viaggio perché ci vorrà del tempo per selezionare le foto, scrivere e aggiungere le informazioni che intendo dare.

Dal titolo uno si può chiedere cosa c’entrino Yasukuni con la Coca-Cola e con una moneta da 10 yen… vi posso rispondere con tutta tranquillità che non c’entrano nulla :-)
Sono partito il 4 di giugno per una località che vi svelerò nel mio prossimo post e il giorno prima ho colto l’ultima opportunità per andare a vedere il contestato film dedicato al sacrario di Yasukuni (galleria fotografica). Il direttore Li Ying abita in Giappone da 18 anni e il film è stato prodotto nell’arco di 10 anni. Contributi per il film sono arrivati sia dalla Cina che dal governo giapponese ma diverse critiche da parte di estremisti di destra hanno fatto si che molti cinema si sono “auto-censurati” per evitare eventuali disordini nei pressi dei teatri. Non era quindi facile trovare un teatro che proietti questa pellicola nonostante le critiche positive internazionali.

poster sul film di Yasukuni
Poster per il film dedicato al sacrario di Yasukuni

Credo di aver trovato l’unica sala che proiettava il film a Osaka; si trova poco a nord della stazione di Osaka. Un vecchio palazzo vicino alla stazione di Juso (linea Hankyu) ospitava questa piccola sala di proiezione. Nonostante i miei quasi 40 anni di vita credo che ero decisamente il più giovane presente in sala.
Un film alla buona, una specie di documentario che ruota attorno alla figura di un anziano artigiano che produceva le katana per gli ufficiali dell’esercito imperiale. Ho avuto l’impressione che questa figura è stata presa con l’unico scopo di cercare di criticare il Giappone imperiale. Un anziano artigiano che sembra non comprendere completamente le domante a lui rivolte, un anziano che oltre al suo duro lavoro non sembra interessare altro. Mi è sembrato quel tipo di persona che oltre al suo piccolo mondo non conoscesse altro e che non sapesse fare altro se non forgiare katana. Una persona ingenua, fiera del suo lavoro che viene usata per propaganda. Il film riporta scene e foto delle violenze compiute in Cina, delle parate filo-militari durante gli anniversari a Yasukuni… proteste e discorsi politici sull’importanza del sacrario. Visite dei primi ministri e richieste di cancellare i nomi dei propri cari dall’elenco dei “kami” di Yasukuni… richieste mai accettate.
il film mette a nudo una realtà sotto gli occhi di tutti: gruppi di destra dettano legge, specialmente nella zona del sacrario. Mentre pacifisti silenziosi vengono allontanati o arrestati, estremisti rumorosi vengono ignorati, e forse anche supportati, dalle forze dell’ordine.
il direttore Li Ying vive in Giappone da 18 anni e la pellicola è stata girata nell’arco di 10 anni con contributi sia dalla Cina che dal governo giapponese. Critiche da gruppi di destra puntano il dito verso coloro del parlamento che hanno usato fondi pubblici per supportare finanziariamente un film che a loro dire è “anti-giapponese”.

Come accennato sopra, il 4 di giugno sono partito per un viaggio di lavoro. Ai 6 giorni di lavoro ho avuto la possibilità (grazie a qualche giorno libero e la benedizione di mia moglie) di aggiungere tre giorni pieni per visitare le meraviglie che tale località sa offrire (vedi prossimo post).

Tornato a Osaka il 14, il giorno dopo (ieri) ho fatto una piccola gita con la mia famiglia. Siamo andati a visitare uno stabilimento della Coca-Cola nei pressi di Kyoto.

lo stabilimento della Coca-Cola a Kyoto

E’ possibile fare delle visite guidate dietro prenotazione gratuitamente. A fine visita è possibile bere, sempre gratuitamente (e quanto si vuole) alcuni dei prodotti della Coca-Cola. La visita comprende una piccola presentazione dello stabilimento, un filmatino documentario a tre dimensioni, un ripasso storico con oggetti d’epoca, visita ai macchinari e degustazione dei prodotti della Coca-Cola Japan.


prodotti della Coca-Cola Japan
notate le nuove “Fanta”, sono gelatinose… bisogna shakerare prima di berle

Per completare questo breve post manca soltanto aggiungere le 10 yen del titolo 😀
Dopo la visita allo stabilimento della Coca-Cola siamo andati nella vicina città di Uji. A Uji si trova il famoso tempio Byodoin (vedi galleria fotografica (alcune foto nuove) – leggi informazioni) che è presente sulla moneta da 10 Yen.

molti visitatori scattano foto ricordo

E’ la seconda visita che faccio a questo tempio; il tempo non era dei migliori e sembrava quasi piovere ma ne è valsa sicuramente la pena. Molti visitatori grazie anche al fatto che era domenica.
E prima di tornare a casa ci siamo fermati in un Kaiten-sushi… eravamo in 5 adulti e 4 bambini, ci siamo fatti fuori 100 piattini 😛

Oggi e domani giorni di quasi riposo poi dopodomani (il 18 giugno) si riparte. Questa volta per Nagasaki per ritornare a Osaka il 30. Non avrò però il tempo necessario per visitare la città come vorrei.

Spero di riuscire di trovare il tempo necessario e fare il prossimo post sulla settimana scorsa. Vi anticipo qualcosa con una foto che ho scattato un paio di giorni fa.

Chi indovina dove mi trovo?
Non rispondetemi “in paradiso” 😀

aggiornamenti e aggiunte – foto e immagini dal Giappone

generale 7 Commenti »

Come avevo scritto nel mio post dedicato al decimo anniversario della mia permanenza qui in Giappone, per lavoro, ma anche per passione, ho viaggiato (e continuo a viaggiare) e visito molti luoghi.
Quando possibile cerco di prendere alcune foto che con il tempo vorrei pubblicare sul sito Jappone.com. Il sito è ancora in via di sviluppo, abbastanza nuovo come lo è del resto anche questo blog e con il tempo spero ci sarà diverso materiale utile per chi cerca informazioni sul Giappone. Attualmente non ci sono ancora troppi contenuti ed alcuni di questi li toglierò in quanto obsoleti o comunque non in linea con il tipo di sito che voglio avere.
Negli ultimi giorni ho lavorato un po’ con le foto che ho scattato negli ultimi anni. Forse avrete notato che nella colonna a destra ci sono 6 immagini che cambiano ogni qualvolta si ricarica la pagina. Anche sul sito, e più precisamente nella sezione delle gallerie fotografiche, ho aggiunto un paio di gallerie nuove.
Tra le nuove gallerie quella dedicata al sacrario di Yasukuni al quale si porgono le preghiere per i caduti in guerra.
Una nuova galleria è quella dedicata a Ise dove si trova il tempio omonimo, il tempio della Dea del Sole, Amaterasu Omikami che secondo la mitologia giapponese ha creato il Giappone e dato vita alla famiglia imperiale con il primo imperatore Jimmu. Sono stato a Ise l’autunno scorso con tutta la famiglia. Erano diversi anni che desideravo andarci. Un luogo stupendo con tanti negozi ancora in stile diciamo tradizionale. Purtroppo dei templi si vede poco in quanto visibili solo dall’esterno (e le porte sono pure chiuse) ma la passeggiata tra i vari edifici che compongono il complesso del tempio e in mezzo alla natura è stata comunque molto piacevole.
Ho aggiunto oggi una galleria fotografica dedicata alla città di Kagoshima. Ci sono stato diverse volte e l’ultima volta ho approfittato per fare un paio di giorni di vacanza per vedere i luoghi più interessanti. Kagoshima è gemellata con la città di Napoli e c’è anche una via Napoli nonchè un edificio “Napoli” anzi, “Napori” 😯

kagoshimanaporibld.jpg
Napori Bld.

Kagoshima è la città natale di diversi eroi nazionali tra cui Saigo Takamori è forse il più famoso. Da Kagoshima infatti il clan Satsuma ha preso l’iniziativa per combattere lo shogun e mettere l’imperatore al potere. Takamori voleva andare oltre ma ciò non venne approvato dal governo di Tokyo e si arrivò cosi alla ribellione chiamata Satsuma di cui si vedono ancora oggi i segni. La città di Kagoshima da’ molto valore ai suoi eroi e alla propria storia. Statue in bronzo agli eroi, monumenti sul luogo in cui sono nati (per Takamori anche un monumento sul luogo in cui dovrebbe aver compiuto seppuku) e un modernissimo museo della “Restaurazione Meiji“.
Kagoshima si ritrova con un vulcano semi attivo davannti. Il Sakura-jima è un vulcano che si può ammirare dalla città (sakura-jima è una piccola isola). Da vedere sicuramente Senganen, una zona in mezzo alla natura.
l’ultima galleria che ho aggiunto oggi è quella su Okinawa. Ci sono stato per soli 10 giorni e invece che andare al mare ho preferito visitare i luoghi un po’ più culturali. Un’isola che ha conosciuto i soprusi dai Satsuma di Kagoshima a partire dal 17-esimo secolo e la durissima battaglia nel 1945 durante la seconda guerra mondiale per poi passare ai lunghi anni di occupazione americana. Un luogo decisamente diverso, un po’ meno giapponese forse e un po’ più vicino alla cultura cinese. Di sicuro comunque gli abitanti sono tra la gente più pacifista che esiste.

pubblicità televisive in Giappone

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Chi è in Giappone avrà senza dubbio notato che le pubblicità televisive sono fatte in modo diverso rispetto a quelle che si vedono in Occidente. In Giappone le pubblicità sono considerate praticamente una forma d’arte, intrattenimento di per se’. Raramente verrete bersagliati con il nome del prodotto e raramente verrà reso noto il prezzo del prodotto stesso. Nella TV giapponese creare un’atmosfera è essenziale per le pubblicità. Non è raro che le musichette create per lo spot diventino delle hit oppure che gli slogan vengano ripetuti da milioni di giapponesi. Magari con un viso famoso, una frase d’effetto, un po’ di commedia o anche solo un po’ di scena. Non sempre è facile capire il nome del prodotto pubblicizzato durante i 15 secondi di messa in onda. “Le facce famose” scelte sono spesso quelle di uno straniero conosciuto, magari fresco fresco da Hollywood. Non sono pochi gli attori che hanno scoperto quanto sia lucrativo il mondo della pubblicità in Giappone… tra l’altro sono quasi certi che pochi o nessuno dei propri compatrioti mai vedranno le scene registrate in Giappone. Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Sean Connery, Arnold Schwarzenegger, Paul Newmann, Jodi Foster, Steven Spielberg, Demi Moore, Woopie Goldberg e molti altri si potrebbero aggiungere alla lista. Sylvester Stallone vendeva prosciutto e birra, Madonna (vestita da samurai) dichiara “i’m pure” pubblicizzando una azienda locale di liquori. I guadagni provenienti da questi contratti pubblicitari sono ovviamente tenuti segreti. Si stima che nel 2003 David Beckham (idolo dei campionati del mondo) e sua moglie Victoria abbiano guadagnato una somma che va da 400 a 500 milioni di yen per contratti di 2 anni con diverse compagnie di Tokyo.
Per molte aziende queste somme sono fuori portata e non raramente ci si accontenta con delle facce “straniere” residenti in Giappone.
Il Giappone ha le proprie star nel mondo delle pubblicità televisive e queste possono chiedere 100 milioni di yen per scena o anche più. in questa elite della TV giapponese vediamo Sanma Akashiya (noto in Giappone con il nick “Sanma Niisan” è uno dei tre grandi dei tre grandi intrattenitori), Ken Takakura (attore noto come il Clint Eastwood giapponese), Beat Takeshi (attore, commediante; non ha bisogno di presentazioni 😉 ), Sayuri Yoshinaga (attrice), Ayumi Hamazaki (cantante), gli SMAP, gli sportivi Ichiro Suzuki (baseball), Naoko Takahashi (maratoneta) e Hideoshi Nakata (calciatore noto anche in Italia).
Si stima che il costo di produzione di una singola pubblicità vari tra i 10 e 30 milioni di yen senza calcolare il costo degli attori. durante gli anni della bolla economica i costi erano molto più alti. Ai costi di produzione vanno aggiunti i costi per la messa in onda. Questi costi variano a seconda della durata e dal tipo di pubblicità. Vi sono due tipi di pubblicità: “spot” trasmesse tra i programmi e “time” trasmesse durante i programmi. Talvolta gli sponsor “time” pagano anche parte dei costi del programma stesso.
Da diversi anni ormai le pubblicità giapponesi hanno fatto il giro del mondo raccogliendo un numero sempre maggiore di appassionati. Le critiche variano sensibilmente e non sempre sono positive. Per un occidentale le pubblicità nipponiche appaiono talvolta stupide ed inutili, altre volte comiche e divertenti ma spesso sono semplicemente geniali; bisogna però abituarsi a questo modo tutto giapponese 😛

Da youtube scelgo questa pubblicità per voi. Al ragazzo non piace la voce maschile delle attrici…

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