Allenarsi online con i kana

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Ho trovato oggi questo simpatico giochetto che consente di allenare e/o ripassare le proprie conoscenze di Hiragana e Katakana.

Basta scegliere se vedere in kana o in romaji e poi scegliere tra Hiragana e Katakana per i propri esercizi di giapponese,
Il test comprende 30 esercizi e si avrà la percentuale sulle risposte esatte.

Non ci resta che cliccare “start” e cominciare.
Dimenticavo, gli errori vengono corretti automaticamente :-)

UPDATE 30 novembre: questo gioco ha assunto nuove funzionalità; è ora possibile allenarsi non solo con i kana ma anche con i numeri, giorni, mesi, stagioni etc… basta selezionare il gioco che si desidera e poi cliccare su START. Un grazie particolare all’autore del plug-in Andrea Belvedere

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Ohayou degozaru! Il fascino samurai nella lingua giapponese

Attualità, curiosità, lingua 3 Commenti »

Una delle cose che mi hanno particolarmente stupito qui in Giappone è l’alto numero di film trasmessi alla televisione ogni giorno che narrano le prodezze, la vita e i miti legati alla classe guerriera del Giappone feudale. Il samurai non solo sempre nel giusto, buono e decisamente forte ma soprattutto calmo e apparentemente colui che sa sopportare qualsiasi situazione con una compostezza esemplare.
Sappiamo però di quanto difficile è stata la vita in Giappone, della povertà, dei soprusi subiti dai contadini e della vita decisamente difficile anche per la classe dei bushi (guerrieri), specialmente tra i samurai di classe inferiore, spesso costretti a lavorare per sopravvivere. Samurai indebitati con i mercanti, la classe sociale più bassa. L’idea che il cinema e la televisione (ma anche manga e anime) cerca invece di dare è diversa, decisamente positiva, ammirevole e da “imitare”. Questo rispecchia perfettamente l’incapacità del Giappone di vedere la propria storia in modo obiettivo e basato sui fatti. Certo, è risaputo che il “vero” samurai seguiva il codice del guerriero, il codice bushido e quindi era per forze di cose _sempre_ e comunque nel giusto. Questo lo collocava in una posizione predominante, di potere assoluto… e per molti fonte di terrore.
Con la Restaurazione Meiji la classe dei bushi venne abolita e si ebbe la formazione dell’esercito con i coscritti. Contadini che fino ieri dovevano temere gli umori del samurai di turno, oggi hanno in mano un’arma e si possono immedesimare nei samurai… fanno parte della classe guerriera ormai. E’ stato facile per il governo Meiji inculcare in tutti i valori bushido (creati ad arte) che più facevano comodo creando una grande famiglia nazionale con a capo l’imperatore e i potenti che guidavano le danze.
In pochi anni di educazione scolastica (sufficiente per conoscere a memoria i propri doveri e per essere meglio controllati ma insufficiente per il resto) , tutti i giapponesi chiamati alle armi avevano misteriosamente nelle proprie vene sangue samurai che scorreva. Chi poteva non vantarsi del fatto di essere diventato finalmente veramente qualcuno? Hugh Byas affermava nel suo libro che negli anni ’20 il pubblico aveva dimenticato l’insolenza dei samurai e che “un nome, Bushido, la via del guerriero, fu inventato come codice di cavalleria e riscoperto dopo che lo stesso era stato dimenticato”. La storpiatura forzatamente data all’essenza bushido e i suoi valori ha portato il Giappone in una via che non poteva che portare alla completa distruzione della nazione.
Oggi invece si riscopre nuovamente la figura del samurai tra i giovani. Grazie (o a causa) ai media giapponesi di cui sopra parlavo e ai film hollywoodiani quali “The Last Samurai” oppure “Letters from Iwo-Jima“, il primo una fiction che molti, suppongo, hanno preso come un documentario sulla vera vita da samurai, e il secondo, un film di propaganda giapponese creato da Clint Eastwood.
Samurai” è diventato un termine “figo” e di uso comune in Giappone. Oltre ai film alla televisione e ai teatri, i vari videogiochi e manga a tema vengono venduti come il pane e pare che una nuova rivista dedicata interamente alla “via del guerriero” sia uscita a inizio anno.
La rivista maschile Playboy afferma in quest’ultima edizione di come sempre più persone non solo parlano di samurai e bushido ma si comportano pure come tali (o cercano di comportarsi) con tanto di linguaggio.
Una cameriera che lavora ad Akihabara afferma nell’articolo che il 10% dei clienti parlano come dei samurai ma non si limitano solo in questo linguaggio spartano ma cercano anche di immedesimarsi nel loro comportamento marziale. Si suppone che un samurai sia un tipo forte e quiete e ci sono clienti che si siedono incrociando le braccia dicendo nulla. Dopo circa un’ora vanno alla cassa per pagare con i soldi già pronti senza mostrare il portafogli in quanto quest’ultimo non si conforma con la sua immagine. Nonoko, il nome della cameriera, aggiunge che le “ragazze otaku” ad Akihabara vanno matte per questi giovani.

playboy.jpg

Playboy 2/18

Questo linguaggio “samurai” sembra entrare di gran moda in quanto può essere divertente usarlo e alcune parole rischiano di non uscire più dalle orecchie. Essendo un linguaggio da usare solo tra amici, questo può aiutare a creare unità di gruppo, di appartenenza.
I giovani giapponesi scoprono inoltre che è assolutamente immaturo scoraggiarsi davanti ai problemi e difficoltà. Perdere la pazienza e perdere la propria compostezza è l’opposto dei principi samurai. Sono le buone maniere, pazienza, calma e compostezza gli ingredienti giusti.
Dare l’impressione di sorridere e di accettare le cose come sono.
Seguendo il “trend” ho scoperto un sito internet molto giovane (la registrazione del dominio risale a novembre scorso) che da’ la possibilità di inserire un testo in giapponese “standard” per poi vederselo tradotto in “giapponese samurai“. Il sito si chiama monjiro.net e vi consiglio una visita per provare le funzionalità. Oltre al “giapponese samurai” a disposizione per la traduzione anche dialetti di varie città e l’ormai popolarissimo e divertentissimo “Yoshio-go”, si, linguaggio Yoshio Kojima (Hai Opappi – Sonna no kanke nee!).

Ovviamente vi chiederete come suona questo giapponese samurai. Cercando in rete ho trovato qualche informazione dalla quale cerco di farne una piccola guida:

  • desu -> degozaru
    Conoscere il significato di “desu”. Indipendentemente dalla circostanza basta cambiare “desu” (o degozaimasu) con “degozaru”.
  • ohayou -> ohayou degozaru
    il buongiorno, la prima parte rimane intatta e si aggiunge il “degozaru”, facile 😀
  • konnichiwa – konbanwa -> gokigen ikaga degozaruka?
    il saluto pomeridiano e serale. In generale, salutando qualcuno usa “gokigen ikaga degozaruka” che sarebbe un po’ come chiedere “di che umore sei” in modo molto formale.
  • genki desuka -> tasshya degozaruka?
    chiedendo ad una persona come sta. Praticamente la stessa domanda ma con altre parole. Tasshya significa “in buona salute”
  • daijoubu? -> shinpai gomuyou?
    tutto bene? (da chiedere dopo che gli avete squarciato un braccio con la vostra katana) “shinpai” significa problema, “go” è la particella su “muyou” per renderlo formale e “muyou” significherebbe inutilità. quindi un po’ come chiedere se tutto è a posto e non ci sono problemi.
  • watashi – boku -> sesshya
    una delle parole più importanti, “io”. Per una pronuncia corretta mettere una piccola pausa tra “se” e “shya”.
  • anata -> sochi
    il “tu” da usare anche per dare ordini… tu fai questo, tu fai quello
    A questo punto tradurre “sessha wa sochi ga suki de gozarusesshya.gifdovrebbe risultare molto facile… per i samurai romantici.
  • arigatou gozaimasu -> katajikenai
    grazie – che tradotto potrebbe essere un “sono riconoscente”
  • baka -> utsuke
    idiota, stupido – sono certo che questa già la conoscevate :mrgreen:
  • gomen nasai -> kirisute gomen
    mi dispiace, mi scuso – non è propriamente una scusa… il samurai non si scusa! E’ una specie di scusa alludendo al proprio diritto e/o privilegio. Un samurai usa pronunciare tali parole dopo aver fatto a fettine il malcapitato di turno di fronte alle persone nei paraggi.

Nota: ricordate di fare la voce bassa :mrgreen:

E adesso non resta che fare un po’ di pratica per poi far colpo su qualche bella giapponese (o per farla morire… morire dalle risate!)
Se avete altri esempi di “giapponese samurai” sarò ben lieto di aggiungere alla guida :smile:

Ma prima di finire un simpatico video da YouTube.com dal titolo “Kotoba Zamurai”. Questo è il primo di una serie e per vedere gli altri basta cliccare sulla voce menu (oppure andare su YouTube e immettere nella casella per la ricerca “kotoba samurai” in hiragana). Si tratta ovviamente di parodie divertenti.

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