Un matsuri diverso, il doyadoya preferisco solo vederlo

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La temperatura invernale si fa sentire anche qui a Osaka… odio il freddo in casa ma lo preferisco al gran caldo umido che si deve sopportare in estate.
L’altro ieri, per la precisione il 14 di gennaio, a pochi giorni dal mio 11 anniversario di residenza in Giappone (è cominciato il mio 12-esimo anno in Giappone e non mi sembra vero su come passa in fretta il tempo!) ho deciso di vedere qualcosa che raramente si ha l’opportunità di vedere. Avete in mente quelle feste tradizionali giapponesi in qui giovani uomini in perizoma entrano nell’acqua gelida? Ebbene si, una cosa simile l’ho vissuta l’altro ieri al tempio Shi Tennoji di Osaka. Il doyadoya, ultimo giorno del Shusho-e si festeggia ogni anno il 14 di gennaio. Il tempio Shi Tennoji è uno di quei luoghi da non perdere se passate per Osaka. Situato nel centro di Osaka è il tempio della gente, il tempio dei quattro re celesti (shi tenno ji), quattro dei guardiani (uno per ogni direzione cardinale). La zona circostante è orrenda: edifici grigi, enormi pubblicità, fili su fili, condomini e case su case e poi quei maledetti pali della luce che sono onnipresenti anche sulle foto… una zona residenziale dove vive gente comune e della gente comune appartiene il tempio. Il tempio buddhista ufficialmente amministrato più antico del Giappone, costruito oltre 1400 anni fa.
Quando fu fondato si chiamava Arahakaji e la sua esistenza è da attribuire alla promessa fatta dal principe Shotoku nel 587 mentre andava in battaglia contro un clan che si opponeva il buddhismo.
L’armata rivale era enorme e il giovane principe decise che solo gli dei potevano aiutarlo a vincere. Scolpì da un albero le immagini dei quattro re protettori e fece la promessa di costruire un tempio con una pagoda in loro onore dovesse vincere la guerra. Con nuova motivazione i soldati attaccarono il nemico e vinsero la battaglia. Nel 593 si inizio’ la costruzione del tempio per i quattro re celesti nella provincia di Settsu, l’odierna mia amata Osaka.
Per il doyadoya arrivo in grande anticipo; la giornata era fresca ma a parte poche nuvole il cielo era sereno e il sole rendeva più sopportabile la grande attesa per l’evento che avevo deciso di vedere. Arrivo con la metropolitana (stazione di Shitennoji yuhi gaoka) e il tempio si trova a pochi passi. Un giro tra gli edifici del tempio per poi cercare la posizione giusta per gustarmi lo spettacolo. La posizione giusta l’avevo capita con l’aiuto di chi, prima di me, ci era andato e aveva lasciato le sue foto su internet. Il posto giusto non è di fronte al tempio come si potrebbe immaginare ma a uno dei lati. Davanti al tempio viene innalzato un palco per i media e bandiere varie. Chi sta dietro vedrà i giovani arrivare sotto le grida di doyadoya ma si perderà lo spettacolo davanti al tempio.

Pronto, anzi prontissimo questo fotografo
e in attesa anche il signor poliziotto

Lo spettacolo inizia alle 14:30 ma già alle 13:00 mi trovo in postazione, macchina fotografica alla mano… in terza fila; c’è chi ha avuto più fretta di me e era riuscito a piazzarsi meglio 😀
Pochi minuti e un’altra fila di persone si forma dietro la mia… alle 14:30 la gente presente per vedere (o cercare di vedere) non si contava più. Sapevo che l’attesa avrebbe dato i suoi frutti e pur odiando attese ho pazientato per lunghi minuti… per fare delle foto da postare sul blog la postazione giusta era indispensabile. Uno dei post, questo, che preferisco perché presenta dei fatti culturali e di vita che altrimenti non si trovano facilmente. La particolarità dell’evento merita una citazione particolare… mi son detto. A farmi compagna mia madre che è in Giappone in visita.

Puntualmente alle 14:30 si sentono le grida dei primi che stanno per arrivare. Bambini dell’asilo con pantaloncini corti. I maschietti a torso nudo mentre le femminucce una maglietta. Accompagnati dalle loro maestre arrivano in fila per salire sulla scalinata del padiglione principale del tempio, fare qualche giro, fare qualche grido e poi ordinatamente lasciare il piazzale davanti il tempio.

ma quanto sono carini questi piccoli!
dopo il primo giro i piccoli scendono

Ma la parte “forte” di questo festival doveva ancora arrivare e la gente lo sapeva benissimo… l’attesa si sentiva nell’aria… macchine fotografiche che venivano ricontrollate per l’ennesima volta, telefonini cellulari pronti allo scatto e qualche vecchietta che cercava di farsi spazio tra la folla: quello che vedrà tra qualche istante non lo rivedrà probabilmente per almeno un altro anno 😀

bidoni d’acqua gelida pronti all’uso

Pochi istanti e le urla, decisamente più energetiche, si sentono arrivare.

Eccoli, eccoli! Stanno arrivando…
dopo il primo giro, implotonati per poi ripartire.
Notate l’inquadratura “particolarizzata” del fotografo in fondo a sinistra

Decine di giovani ragazzi in perizoma arrivano con delle bandiere urlando. Ad accompagnarli anche qualche uomo più o meno anziano. Questi ultimi svolgeranno un azione importantissima per questa matsuri: saranno loro a cospargere di acqua gelida i giovani ragazzi.

una delle mie foto favorite: notate le espressioni malefiche di questi due addetti all’innaffiamento 😛
quello a destra, sorridente durante tutto il tempo, godeva sensibilmente nel versare l’acqua sui giovani

Tre bidoni pieni d’acqua per parte erano pronti per essere usati. Al “via” i giovani si lanciano su per le scale e cercano di accaparrarsi gli amuleti (dei fogli di carta) che vengono lasciati cadere dall’alto. Un determinato periodo di tempo a disposizione e poi un fischio! Tutti a posto! Se non sbaglio tre turni in tutto, si riparte salendo sulle scale (aspettandosi la doccia di acqua gelida), si cerca di prendere gli amuleti e si riscende per implotonarsi nuovamente. Ragazzi con perizoma rossi e altri con perizoma bianchi. Vince il gruppo che ha preso il maggior numero di amuleti.

mentre i giovani si accingono a prendere gli amuleti vengono innaffiati con acqua gelida dagli anziani del gruppo
Quest’espressione “beata” 😀
no, non è quello che pensate! Versa semplicemente l’acqua rimanente nell’altro bidone

I ragazzi se ne vanno sicuri di aver dato spettacolo e il massimo. Più di uno è tremante dal freddo e sicuramente non vede l’ora di farsi una doccia gelida… oppps, bella calda a casa sua 😛

I ragazzi si allontanano, una giornata che ricorderanno

Sul piazzale e nei dintorni la gente si prepara per andarsene o per seguire fin dove possono i ragazzi.
Mi accingo anch’io ad andarmene ma decido di avvicinarmi al palco dove fino a qualche minuto prima stavano i giornalisti (c’era anche uno straniero) per vedere di persona la visuale che mi ero perso… non mi ero perso molto, il meglio si poteva vedere stando ai lati della scalinata, non c’è dubbio.

i pilastri e le siepi in legno del tempio sono protetti da un velo bianco

Scatto qualche foto finale e vedo che non tutto era del tutto finito. Viene dapprima accesa una torcia, poi un’altra e un’altra ancora; degli oggetti di legno vengono bruciati (forse degli omikuji?). Ero proprio li davanti quasi a  far parte della cerimonia e non sapevo se era forse il caso di indietreggiare.

forse una cerimonia di purificazione?

E’ in quel istante che un monaco mi fa segno di salire la scalinata… ma intendeva proprio me? Si, mi fa ancora segno di farmi avanti e di salire… non capivo cosa dovevo fare ma noto che qualche altra persona saliva la scalinata… faccio qualche passo avanti pure io, magari ci ricavo qualche bella foto. Senza accorgemene mi trovo in cima alla scalinata in fila con altra gente… ormai non potevo tornare indietro! Il tizio con il martello mi aspettava, tra poco era il mio turno. Seguo i movimenti dei miei precedessori e mi avvicino al martellatore pronto a prendermelo in testa 😀

con il martello in mano mi sta aspettando

Una benedizione in più non può che far bene in questo periodo di recessione… ero sicuramente l’unico gaijin presente a questa cerimonia finale e la cosa che mi ha stupito è la naturalezza della gente a me intorno, la gentilezza del monaco, che vedendomi, mi ha invitato a salire… la gentilissima benedizione finale. Anzi no, di finale c’era una mezza scivolata prima di scendere! Tutto bagnato com’era non avevo comunque fatto abbastanza attenzione prima di scendere e non avevo notato un mezzo scalino… prontissima una gentilissima signora sorridente al mio fianco che si accingeva a tenermi per un braccio… che figuraccia hahaha

ancora una giornata indimenticabile…

E per finire in bellezza questo post che per la sua creazione mi ha impegnato diverse ore (ma volevo assolutamente rendervi partecipi) un filmato con alcune fasi salienti del doyadoya; dapprima i piccoli dell’asilo poi i grandicelli che vengono innaffiati con acqua gelida

Per l’occasione ho preparato una galleria fotografica con 46 foto del doyadoya edizione 2009 che vi invito a vedere.
Con un sonoro DO-YA-DO-YA è tutto e vi rimando alla prossima, da Osaka vi saluta Rob  😀

E con questo vi saluto… per quest’anno basta

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Siamo giunti alla fine del 2008 e tra pochi giorni festeggerò il mio 11-esimo anniversario di permanenza in Giappone. 11 anni passati in fretta come in fretta è passato questo 2008 che ha in pratica visto nascere ed emergere questo blog che cerco di mantenere online.
A fine anno si ringrazia e con l’anno nuovo si prega… ringrazio tutti coloro che hanno mantenuto vivo questo blog commentando i miei post e ringrazio tutti coloro che sono passati da queste parti. Spero che nel 2009 riuscirò a mantenere lo stesso stile migliorando magari nei contenuti e nelle informazioni.

Il Giappone si avvia verso la fine dell’anno. Camminando per le vie di Osaka ho notato anche quest’anno come il clima natalizio è terminato con il 25 dicembre per dare spazio alle grandi festività dello shogatsu, il capodanno giapponese.


Decorazioni per il capodanno nei pressi di Nishinagahori a Shinsaibashi

Ho deciso oggi di passare per Umeda (dopo aver visto Shinsaibashi, Namba e Nipponbashi ieri) per vedere le splendide decorazioni realizzate per le vetrine dei Grandi Magazzini di Hankyu. Per il loro splendore mi era giunta voce che una visita se le meritavano. Ho fatto qualche foto da postare nel blog ma ho notato solo al mio rientro a casa circa un’ora fa che ci sono dei terribili riflessi. Chiedo venia ma ho deciso di postarle comunque perché potrebbero essere di interesse per gli amanti dell’ikebana.

A Umeda si trovano diversi Grandi Magazzini e oggi la gente fa file lunghissime per le ultime spese. All’Hankyu, Daimaru e Hanshin le sezioni dedicate agli alimenti sono letteralmente prese d’assalto. I Grandi Magazzini di Hankyu sono particolarmente specializzati in articoli dedicati alla casa e tra non poco apriranno nuove e maggiori sezioni grazie all’ampliamento che farà della casa madre di Hankyu uno dei più (se non il maggiore in assoluto) Grande magazzino del Giappone.


Come si presentano i grandi Magazzini di Hankyu oggi, ultimo dell’anno

Se all’Hankyu troviamo articoli per la casa di una qualità eccellente ai grandi magazzini di Hanshin, che si trovano a pochi metri, troviamo il cibo migliore. Famoso in tutta Osaka, la sezione alimentare di Hanshin in questi giorni è praticamente inondata di gente. Ho fatto la coda per lunghissimi minuti per comprare degli ikayaki oggi 😀
Hanshin e Hankyu si sono uniti sotto un’unica direzione circa un anno fa e fanno quindi parte dello stesso gruppo.

Tra non molto ci sarà un nuovo Grande Magazzino a Umeda e si tratta del Mitsukoshi che qualche anno fa aveva chiuso la filiale di Osaka che si trovava a Kitahama.


I grandi Magazzini di Mitsukoshi in costruzione. Faranno compagna al Daimaru, Hanshin e Hankyu.
Notate sulla destra il megastore di Yodobashi Camera

Non mi resta che chiudere il 2008 con tre foto che ho preso in questi giorni che mostrano un attimino l’atmosfera di Osaka a fine anno.


Ebisubashi in questi giorni


Anche Hello Kitty si prepara per festeggiare il capodanno giapponese

decorazioni di capodanno al Namba Walk di Osaka
Decorazioni per il capodanno al Namba Walk di Osaka

Buon san Silvestro a tutti… e tra pochi giorni si comincia con i saldi  😛

Tempo di muoversi! Tempo di Undoukai

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Non capita spesso che scrivo due post in due giorni ma oggi era una giornata importante, anzi incredibilmente importante… ma che dico: troppo per molte famiglie giapponesi. Uno degli eventi maggiormente attesi durante l’anno scolastico: la giornata dello sport, ovvero il famigerato Undoukai 😀

L’ undoukai viene fatto di domenica per consentire genitori e nonni di andare a vedere le prodezze dei propri piccoli e per tifare mentre corrono… centinaia di persone nel cortile della scuola munite di macchine fotografiche e video.
Mia figlia fa la seconda elementare e mio figlio la prima e quindi avevo due “atleti” da seguire oggi. L’orario è quello solito della scuola e si finisce verso le 14:30. una piccola pausa per il pranzo (tutti si portano qualcosa da casa: un gustoso obento).
Sicuramente uno degli appuntamenti più attesi perché la scuola e gli insegnanti desiderano far vedere cosa sono riusciti ad insegnare. Ordine e compostezza e soprattutto disciplina… il bambino deve essere un esempio per la società e i genitori sono fieri di avere dei piccoli uomini crescere ed inserirsi nei rispettivi gruppi di appartenenza. Tutto questo lo scrivo con un sottile filo di ironia in quanto non mi dispiacerebbe vedere i miei figli meno marziali e in cambio con qualche nozione scolastica in più.
A scuola si tende ad insegnare i bambini come ci si comporta in gruppo, come si deve rispondere a certe domande, seguire ciecamente gli ordini insegnamenti dell’insegnante… si imparano i kanji e le canzoni giapponesi. Leggevo da qualche parte che in Giappone le scuole insegnano i bambini ad essere e diventare giapponesi mentre per il resto un bambino è costretto a frequentare i corsi privati di matematica, storia e altre materie scientifiche. Per quel poco che posso giornalmente osservare non oso dare torto a questo tipo di affermazioni.
Lo stesso undoukai, che dovrebbe essere una festa dello sport, è rigido e alquanto noioso… di divertente c’è poco (le uniche risate del pubblico si avvertono quando uno dei ragazzi inciampa e cade durante la corsa). I vari discorsi preparati e studiati degli insegnanti e del direttore con i bambini implotonati.


Alcuni scatti del giorno. In cima la ginnastica iniziale (osservate che non sono bene sincronizzati tra di loro, cose che non vedevo MAI all’asilo). In fondo a destra il tiro del bambu (dipinto a metà in rosso e l’altra in bianco)

L’undoukai inizia con la ginnastica; tutti insieme (insegnanti compresi) fanno degli esercizi di ginnastica ben precisi seguendo una musichetta.
Questo modo di fare ginnastica lo avevo notato durante gli anni in cui accompagnavo i miei piccoli all’asilo. La ginnastica è sempre uguale! Ogni volta gli stessi esercizi e stessi identici movimenti seguendo sempre la stessa musichetta! Un vantaggio potrebbe essere che sarà difficile sbagliare qualcosa 😛
Ricordo che durante i miei anni a scuola la ginnastica si faceva seguendo il piano deciso dall’insegnante per quella determinata giornata… gli esercizi cambiavano continuamente ed era difficile annoiarsi. Qui in Giappone gli esercizi di ginnastica vengono fatti a memoria e con poco impegno fisico, i bambini sono visibilmente annoiati.
Da alcuni giorni alla TV davano i consigli per come svolgere le prove fisiche di questo undoukai… trucchi per vincere la staffetta e la traiettoria migliore per vincere la gara di corsa. Sono cose troppo importanti per la vita di un bambino. Oggi sentivo una giovane madre vicino a me contrariata dal fatto che suo figlio non aveva girato il berretto nonostante glielo aveva esplicitamente detto… con il berretto all’indietro sarebbe corso più in fretta!


una lotta in cui vince chi riesce a prendere il berretto dell’altro


Vince la squadra che riesce a mettere il maggior numero di palline nel cesto

All’undoukai ci sono due squadre, una rossa e una bianca, e le gare sono principalmente a squadre. Ogni squadra ha la sua bandiera e a inizio “competizione” i capo-squadra (assieme ad una decina di colleghi) eseguono a serie di riti.
Tra le gare di oggi un simpatico tiro alla fune (al posto della fune hanno usato un’asta di bambu), corsa dei 60 metri, staffetta, corsa agli ostacoli (passare sotto una rete, correre dentro un sacco, passare attraverso un cerchio…) e poi il clou: i ragazzi che si mettono in formazione. Più sono difficili e maggiori saranno gli “ohhhhHHH” del pubblico presente. Questo delle formazioni è una caratteristiche che non mancava mai neanche negli undoukai dell’asilo.

Ecco un’assaggio di alcune pose:

In generale una giornata piacevole ma devo ammettere  che mi ero aspettato di più… di più perchè le performances all’asilo le trovavo molto più ordinate e precise… anche il livello di difficoltà era maggiore che non questo alle elementari. Suppongo che ciò vada attribuito al tipo di asilo che si frequenta. Quello che avevamo scelto per i nostri bambini è conosciuto come uno abbastanza severo ma di ottimo livello. La scuola elementare è semplicemente una scuola elementare pubblica che non sembra avere grosse pretese. Vedremo per il futuro se sarà il caso di cambiare scuola.

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