I miei viaggi – Kanazawa, la piccola Kyoto

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Continuando con “i miei viaggi“…
Una cittadina snobbata dal turismo straniero forse anche a causa del mancato collegamento “shinkansen”, Kanazawa è la “piccola Kyoto” (meno di 500.000 abitanti) e come Kyoto non è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale.
Ieri sono tornato da Kanazawa (capitale della prefettura di Ishikawa) dove sono rimasto per 5 giorni, tre giorni di lavoro e due giorni per vedere la città. Andando subito alle impressioni che ho avuto devo dire che nel suo piccolo ha maggior fascino di Kyoto e si avvicina alle ottime impressioni che ho avuto un anno fa visitando la cittadina di Matsue.
Moltissimi giapponesi visitano questa città e arrivano praticamente ogni giorno con file di autobus. Grazie anche alle numerosissime terme situate in ottimi alberghi il turismo è assicurato.
Per chi desiderasse visitare una delle città giapponesi maggiormente preservate del periodo Edo Kanazawa è difficile da battere (assieme alla città di Takayama). La “piccola Kyoto” offre ai propri visitatori i simboli del passato legati ai samurai, le geisha, i mercanti e i feudatari, il tutto in una zona compatta del centro.

Dimentica il tuo o-bento ma non dimenticare l’ombrello” è un proverbio che a Kanazawa tutti conoscono e tengono ben in mente. La città si trova nella parte “nevosa” del Giappone, sulla costa del Mare del Giappone e l’inverno è molto freddo.

Giardino Kenrokuen a Kanazawa
Kasumigaike


alcune parti del giardino

Da Osaka ho usato la linea ferroviaria JR e ci ho messo meno di tre ore per arrivare alla stazione  di Kanazawa, un edificio grande e moderno e con due relativamente grandi stazioni autobus adiacenti (est e ovest, quindi da far attenzione 😀 .
Tra le attrazioni maggiori sicuramente il Giardino Kenrokuen (vedi galleria fotografica), un giardino creato tra gli anni 1620 e 1840 dalla famiglia Maeda, i Daimyo del feudo Kaga. Assieme ai giardini Kairaku-en e Koraku-en, il Kenrokuen è uno dei tre grandi giardini del Giappone. Aperto durante tutto l’anno nelle ore diurne e famoso per le meraviglie stagionali, il biglietto d’entrata è richiesto per visitarlo (300 Yen).
Il giardino si trova appena  fuori del castello di Kanazawa e faceva originariamente parte dei giardini esterni del castello; i metri quadri sono ben 114,436.65. Il giardino ospita circa 8.750 alberi e 183 specie di piante e i principali punti di interesse sono

  • la più vecchia fontana del Giappone (grazie alla pressione dell’acqua presente in due stagni situati in quote diverse)
  • Yugao-tei, una casa da te, l’edificio più vecchio del giardino costruito nel 1774
  • il pino Karasaki piantato dai semi trovati a Karasaki presso il lago Biwa dal 13esimo feudatario Nariyasu
  • La pagoda Kaiseki. Si dice che fu donata da Toyotomi Hideyoshi alla famiglia Maeda

In inverno il giardino è caratterizzato dal yukitsuri, delle corde attaccate ai rami degli alberi in forma conica per supportare i rami nella posizione desiderata evitando di essere danneggiati dal peso della neve.
Adiacente al giardino si può visitare (per 700 Yen) la villa Seison-kaku (vedi galleria fotografica), costruita da Maeda Nariyasu per sua madre in modo che potesse vivere gli ultimi anni della sua vita in modo confortevole. Assieme ad alcune strutture architettoniche samurai costruite negli ultimi anni del periodo Tokugawa, la villa si distingue per raffinatezza ed eleganza.

vista dalla villa Seisonkaku

Come scritto sopra, il giardino si tova subito fuori il castello di Kanazawa (vedi galleria fotografica). Del castello comunque rimane solo il parco ed alcuni edifici e le alte mura sono veramente ammirevole ed imponenti. Fino al 1989, l’Università di Kanazawa era era ospitata all’interno del castello. Alcuni punti del parco sono perfetti per avere una bella panoramica sulla città e sul giardino Kenrokuen.

entrata Ishikawamon del castello
la torretta
panoramica

Per chi ama il Giappone di una volta e andando in Giappone desidera vedere proprio il Giappone di una volta, Kanazawa offre qualcosa di particolare: il distretto samurai e delle geisha. Quasi unico in Giappone il distretto samurai “Nagamachi“, un area con alcune stradine dove molta energia è stata spesa per ricreare lo stile delle case che ospitavano i samurai. La casa Nomura è aperta al pubblico per 500 Yen e ha un piccolo grazioso giardino e poco distante si trovano due case samurai (classe ashigaru, la classe samurai più bassa) che sono aperte al pubblico gratuitamente. camminando verso nord si possono notare altre case samurai ma sono attualmente abitate e quindi non aperte a visite.

Andando nel quartiere Higashi-Chayamachi si trova il distretto geisha principale di Kanazawa. Molti edifici sono ancora oggi luoghi di intrattenimento d’alta classe ma Casa Shima è aperta al pubblico e merita una visita. E’ raro o quasi impossibile poter visitare la casa di una geisha e, sempre che la possibilità si manifesti, la casa di una geisha ha comunque delle camere che l’ospite o cliente non può vedere. Casa Shima offre la possibilità di vedere anche le stanze private.

Prima di ritornare a Osaka non poteva mancare l’acquisto di alcune specialità del posto. Alla stazione di Kanazawa si trova il Omiyage-kan, un centro commerciale specializzato nella vendita di prelibatezze del posto.

Link di interesse: città di Kanazawa (in inglese)

Viaggio a Nagahama presso il lago Biwa

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Quest’ultimo febbraio è stato il mese dei piccoli viaggi… uno di questi vale la pena menzionare perché è stato molto piacevole e rilassante. Nonostante il mese invernale le due giornate di viaggio erano a temperatura ideale e il cielo era sereno.
La meta del mio viaggio una piccola cittadina della prefettura di Shiga situata presso il lago di Biwa.
La cittadina è bella e richiama il Giappone di una volta. Gente cordiale e stradine piene di piccoli negozi con antichità e curiosità. Arrivo a Nagahama con la linea JR verso mezzogiorno… l’edificio della stazione pare essere la stazione più vecchia del Giappone (costruita nel 1882). Prima dell’arrivo mi ero preparato la lista delle cose da vedere in modo da non andare alla cieca.
In cima alla lista una mostra dei bonsai: la Nagahama Bonbaiten 2009 (dal 10 gennaio al 30 marzo). La mostra si trova vicinissima alla stazione e quindi ci si arriva a piedi. Essendo abituato alla città di Osaka noto subito lo spazio “libero” che mi circonda. Le strade e gli edifici attorno mi sembrano nuovissimi e… pochissima gente in giro.

il poster della Nagahama Bonbaiten
uno degli splendidi esemplari

La mostra richiama tantissima gente ogni anno ed è veramente uno spettacolo ammirare gli esemplari esposti al pubblico. Vedi piccola galleria fotografica
anche per il pranzo ci avevo pensato in precedenza… da buon amante della birra la sorpresa è arrivata quando ho scoperto che a Nagahama si trova un famoso ristorante: il Roman Beer. E’ un po’ costosetto ma vale comunque la pena passarci… si trova a pochi passi dall’esibizione bonsai.

Il Nagahama Roman Beer

Diversi tipi di birra e piatti tipici germanici. Il locale è tipico e sembra ben frequentato, specialmente durante il fine-settimana.
il centro storico di Nagahama è vicino e viene chiamato “Nagahama Kurokabe square“, una serie di negozietti piccoli, alla buona… rende l’idea di come era il Giappone tempo addietro.

il Kurokabe

Questo negozio vende vetri ed entrandoci sembra di essere a venezia o a Murano  :-) Dietro questo edificio c’è un laboratorio dove è possibile vedere artigiani all’operano mentre soffiano il vetro per creare dei vasi.

Kaiyodo Figure Museum a Nagahama

Passando per i portici (shoutengai) non si può non notare il Kaiyodo Figure Museum sulla sinistra. Noto comuque che diversi negozi sono chiusi e vengo a sapere che gli orari d’apertura sono veramente molto brevi. C’è chi chiude alle 17!
Il tempo per dare un’occhiata in giro prima di andare in albergo e fare il Check-in. Avevo prenotato al Nagahama Royal Hotel (stessa catena dell’alberghi che avevo usato nel mio viaggio all’isola di Awaji poche settimane prima).

cena Nagahama Royal hotel
Cena “giapponese” elegantissima al Royal Hotel di Nagahama

La vista dalla camera d’albergo era sul lago di Biwa e si vedeva anche il castello di Nagahama. Data la stagione gli ospiti dell’albergo non erano molti, inoltre era un giorno feriale… l’onsen dell’albergo era quindi quasi deserto e la cosa non mi dispiaceva 😀

il castello di Nagahama

La mattina seguente faccio il check-out dopo il buffet di colazione e passo per il castello di Nagahama che si trova a pochi passi dall’albergo.
Essendo alleato di Oda Nobunaga, Hashiba (Toyotomi) Hideyoshi ricevette il castello Odani-jo. Trovandosi in una zona difficile da governare decise di trasferirsi nel villaggio di Kunitomo e costruì il suo nuovo castello nel 1575. Prendendo in prestito l’ideogramma che sta per “naga” (da Nobunaga) rinominò il villaggio in Nagahama.
Il castello fu infine demolito nel 1615 in quanto le nuove leggi di Tokugawa permettevano solo un castello per provincia. Il castello è stato poi ricostruito nel 1983.
Ritorno nel centro storico per delle piccole spese e seguire i consigli di mia moglie… in particolar modo del pane buonissimo preparato al forno a legna. Arrivo al negozio ma apprendo dal panettiere che non apre prima delle 11 e decido di passare al consiglio “b” di mia moglie: assaggiare il macha con un manju al “Cafe Kano Shoju An“.

il maccha con un Yuukimanju

il maccha con un Yuukimanju

Il locale è abbastanza buio a dir la verità ma è elegante e accogliente. ritorno poi dal panettiere e prendo un paio di pani @ 630 Yen cadauno.
Noto come viaggiando per il Giappone i colori italiani non mancano praticamente mai. Al Kurokabe si teneva una sorta di fiera italiana dei vetri e poco più dietro un vecchio edificio ospita un ristorante italiano.

Ristorante italiano “Verita”

Camminando per le stradine di Nagahama trovo un negozietto di oggettistica antica. Il locale di per sè era già antico di suo  😀 e gli oggetti in vendita erano interessanti assai. tra gli oggetti maggiormente da notare dei vecchi fucili e degli elmi da samurai! Un po’ costosi per le mie tasche mi accontento di una vecchia ciotola per il maccha contenuta in una scatoletta di legno e avvolta in una vecchia stoffa di seta. Essendo difettosa il prezzo era di 7000 Yen ma nessuno (manco il proprietario) è riuscito a trovare il difetto. Buon per me, ovvero per mia moglie a cui ho regalato la ciotola.

una stradina di Nagahama

Una cittadina molto carina ma molto piccola che mi ricorda la cittadina di Matsue che avevo visitato circa un anno fa.
Tornando da Nagahama mi fermo alla stazione JR di Kyoto e faccio un ennesimo salto al padiglione d’oro (dovrebbe essere la mia settima visita al Kinkakuji negli ultimi 14 anni), neanche una nuvola e temperature decisamente primaverili. Finisce così questo breve viaggetto a Nagahama.


cartina di Nagahama

Un viaggio a Himeji e dintorni

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engyojihimeji1Lunedì scorso 23 marzo ho fatto un viaggetto a Himeji per vedere un tempio che desideravo visitare da diverso tempo ormai. Per la fioritura dei ciliegi ero purtroppo in anticipo ma se non ci andavo questa settimana poi questa primavera non ci andavo più per mancanza di tempo. a Himeji ci sono stato diverse volte, sempre per vedere il castello (galleria fotografica del castello (breve storia sul castello) e poi ritorno a Osaka nella stessa giornata. Questa volta invece ci sono andato da solo e ci sono rimasto per due giorni.

Arrivo a Himeji con la linea Hanshin che parte da Umeda (Osaka) verso le 13:30, tempo per cercare un albergo (ma sapevo già dove cercarlo) e vedere alcuni amici per poi andare a visitare il castello che non si trova molto distante dalla stazione dei treni. Di fatto la linea Hanshin, una volta arrivata a Himeji, cambia nome in linea Sanyo… lavorano insieme per ricoprire alcune tratte. Sanyo è anche il nome dei grandi magazzini situati proprio alla stazione stessa. Il caso voleva che ai grandi magazzini di Sanyo c’era una fiera italiana!

A pochi metri dalla stazione Sanyo c’è anche la stazione JR (sia la linea normale che quella dello Shinkansen) molto comoda per chi usa il JR Pass e la stazione principale delle corriere.

La giornata non era molto bella e il castello me lo vedo solo dall’esterno… dopo tutto ci ero entrato già altre volte e comunque era la giornata successiva che mi interessava in particolar modo.

Himeji, che ha una popolazione di circa 530.000 abitanti, fa parte della prefettura di Hyogo e dopo il grande terremoto del Kanto del 1923 il governo giapponese considerava di spostare la capitale da Tokyo proprio a Himeji. I punti di interesse sono appunto il castello che è uno “dei tre grandi” castelli del Giappone e quello anche maggiormente visitato. Altri punti di interesse turistico possono essere il Himeji Central Park, il Himeji City Tegarayama Botanical Garden e il giardini Koko-en.

La mia visita a Himeji era dovuta ad un’altra attrazione del posto e come detto sopra, erano mesi che cercavo di trovare un paio di giorni liberi.
Un tempio, il Engyoji che si trova su una piccola montagna che si chiama Monte Shosha è molto frequentato da pellegrini della regione. Questi visitano il tempio tutto l’anno e non mancavano neppure durante la mia giornata al Engyo-ji. Il tempio (guarda la galleria fotografica) si trova sul monte Shosha ed è raggiungibile tramite una piccola cabinovia.

vista dalla stazione a valle

La visita al tempio può tranquillamente essere associata alla visita del castello; in una giornata si può fare con una certa tranquillità. Il modo migliore per arrivare alla cabinovia è di prendere il Shinko-bus dalla stazione di Himeji (una corsa costa 260 Yen). Si tratta della linea 8 e si scende al capolinea che si raggiunge in circa 30 minuti. L’andata e ritorno della cabinovia costa 900 Yen per gli adulti. La cabinovia parte ogni 15 minuti e la corsa dura solo 4 minuti. In inglese la cabinovia si chiama Mt. Shosha Ropeway (HP ufficiale) e durante la corsa una persona dello staff dà informazioni sul monte e sulla città di Himeji.

Una volta arrivati in cima c’è la possibilità di visitare il tempio usando una piccola corriera. Il luogo è abbastanza vasto ma credo che andando a piedi (come la stragrande maggioranza) sia meglio. All’entrata (300 Yen) si riceve una comoda cartina del luogo. Si arriva al Niomon (entrata principale) in circa 15 minuti di salita a piedi. La via è capeggiata da decine e decine di Buddha in bronzo ed è possibile vedere uno splendido panorama sulla città di Himeji.

uno dei tanti Buddha che si possono vedere prima di arrivare al Niomon

un buddha su una tartaruga?

panorama su Himeji dal Shoshazan (monte Shosha)

Il Niomon è stato ricostruito nel 1665 ed è l’entrata principale per il tempio Engyo-ji. Il suolo all’interno di quest’entrata è considerato sacro. Il tempio stesso è stato fondato oltre 1000 anni fa (A.D. 966) da Shoku Shonin. Engyoji è considerato un tempio prestigioso della setta Tendai.

una mappa della zona illustra i vari edifici del tempio

Altri 15 minuti circa di camminata per arrivare all’edificio principale del tempio Maniden, un grande edificio in legno costruito su alte travi. Dedicato alla Dea della Misericordia questo edificio è stato ricostruito nel 1932 dopo un incendio avvenuto nel 1921. La figura principale del Maniden, assieme ai quattro guardiani, può essere vista solo una volta all’anno, il 18 gennaio.

Padiglione Maniden

l’interno del padiglione

vista dal Maniden

All’interno del padiglione è possibile acquistare amuleti (o-mamori) e guide del tempio. E’ inoltre possibile avere un timbro che attesti la visita al Maniden 😀
Il monaco presente alla cassa era simpaticissimo e quandop gli ho risposto che ero italiano mi ha risposto “buon giorno ka” 😛

A questo punto si è visto la parte principale del tempio ma altri padiglioni sono presenti nell’area… una foresta abbastanza fitta ma le vie sono facilmente percorribili e quindi decido di continuare il giro e mi dirigo verso il Daikodo.

di fianco al Maniden

Al Daikodo si trovano altri padiglioni: il Jikido (al secondo piano si trovano i tesori del tempio) che serviva come luogo di insegnamento per i giovani monaci e il Jogyodo. Di fianco poi ci sono le tombe della famiglia Honda (daimyo a Himeji). Questo luogo è famoso anche perché nel 2003 sono state girate delle scene di “L’ ultimo samurai” con Tom Cruise e Ken Watanabe.

il Daikodo

“pozzanghera” di fianco al Daikodo

Proprio di fianco al grande auditorium Daikodo si trova questo laghetto, o meglio dire pozzanghera, al quale è annessa una leggenda. Non ricordo bene cosa dicesse ma pare che un monaco appena svegliato vide tutti gli altri che ridevano di lui e lo fissavano. Andò alla pozzanghera per specchiarsi e non so bene cosa vide ma da lì scoppiò una lite e il tempio andò in fiamme.
Passando per un sentiero alquanto stretto si può arrivare al Hakusangongen. Ovviamente qui ero l’unico visitatore; la maggior parte dei visitatori si fermano al Maniden e solo pochi arrivano fino al Daikodo o poco più avanti per vedere altri padiglioni del tempio. il Hakusangongen è accessibile, a quanto mi è parso di provare, solo tramite un piccolo sentierino in mezzo alla foresta.

bisogna passare per questo sentiero

Si dice che il Hakusangongen sia il terzo posto più beneaugurale per Shoku Shonin dopo il maniden e il Daikodo. E’ qui infatti che Shoku Shonin si allenava e dove ha acquisito poteri sovrumani.

Hakusangongen

Altri edifici del tempio si possono ancora vedere continuando la camminata come ad esempio il Kongodo dove abitava Shoku Shonin e dove gli è stato insegnato un modo segreto per comunicare con il Buddha. Il Shoro, ovvero la torre della campana, è una delle più antiche del Giappone e si trova vicino ad uno stupendo posto per ammirare il panorama sulla città sottostante. Anche le tombe dei Matsudaira sono in questa area.

Mi accingo per ritornare alla cabinovia facendo alcune riflessioni su quanto avevo appena visto. Nonostante l’importanza del tempio mi è sembrato di vedere come un certo grado di degrado faccia da padrone nell’intera area. Molto viene lasciato lì com’è… delle mura cadute, dei tetti visibilmente in pessimo stato e i sentieri decisamente poco curati. Certo, il tempio non attira quanto attira invece per esempio il Kinkaku-ji (padiglione d’oro a Kyoto) dove ogni singolo granello di sabbia è al suo posto, e quindi sicuramente mancheranno i fondi per mantenere in modo decoroso l’intera area del tempio. Da una parte però il tutto sembra maggiormente genuino e “vero” e si respira effettivamente un’aria tranquilla… un’aria che al Kinkaku-ji è più difficile trovare… un po’ per la folla, un po’ per gli studenti a caccia di gaijin per fare domande in pessimo inglese e un po’ per la troppa perfezione nei singoli particolari (e aggiungo solo i pali di bamboo in plastica, i pali di legno in plastica… perfettamente diritti ;-P ).

mi ha incuriosito questo tipo di pulizie 😛

Nei pressi della cabinovia

Scendo con la cabinovia, prendo l’autobus ed esco in prossimità del castello di Himeji. La giornata era bella e speravo di fare alcune belle fotografie. A partire dal 4 aprile, se non erro, si potrà cominciare ad ammirare i fiori di ciliegio anche di sera in compagna di esibizioni di taiko (tamburi), il tutto in uno splendido “Light Up” del castello.

Il castello di Himeji

Un piccolo tour virtuale nel corridoio delle mura può essere visto in questo piccolo video:


lungo il corridoio delle mura esterne del castello

Finisce così la mia visita a Himeji… un paio di ore di camminata in montagna e un’ulteriore visita al castello di Himeji. Per tornare a Osaka ci metterò circa un’ora e mezza di treno usando la linea Hanshin e poi un’altra oretta con la metropolitana fino a casa. E’ possibile vedere il ponte Akashi-Kaikyo di cui vi avevo scritto nel mio post precedente dal treno 😀

il ponte Akashi-Kaikyo visto dal treno

Il tempio è decisamente degno di essere considerato se siete in zona. anche facendo base a Osaka e partendo la mattina sul presto il tempio e il castello può essere visto… ricordate che il castello di Himeji chiude alle 16:00.

Breve ma intensa vacanza sull’isola di Awaji, l’isola delle cipolle

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Il mese di febbraio è stato un mese praticamente di vacanza e di preparativi per la “stagione lavorativa” che adesso poi mi aspetta. Ma prima di continuare a parlare del mese di febbraio volevo farvi partecipi di una piccola vacanza che ho fatto con la mia famiglia a gennaio. Penso possa essere una bella idea viaggio se qualcuno decide di passare qualche giorno nel Kansai.

Un post fotografico per rendervi maggiormente partecipi alle immagini che ho avuto modo di vedere.

Di fatto si tratta della seconda mini-vacanza che facciamo sull’isola di Awaji che si trova non tanto distante da Osaka. Avevamo deciso di prendere una camera d’albergo per una notte in modo da poter fare tutto con calma. Ci siamo andati in macchina passando per ponte di Akashi-Kaikyo, il ponte sospeso più lungo del mondo. È alto 282,8 m e lungo 3.911 metri. La sua campata principale è lunga ben 1.991 metri.

Ancora 90 chilometri circa

Passare per questo ponte è veramente un’esperienza, sembra che non finisca mai… si vede il mare sotto e l’isola di Awaji davanti avvicinarsi lentamente. In caso di vento forte pare che il ponte venga chiuso al traffico per ovvi motivi.
Arrivati sull’isola ci si può fermare ad un’area di servizio per vedere il panorama sul ponte. L’area di servizio offre quello che offrono le aree di servizio in generale; da bere e da mangiare, dei souvenir e curiosità varie. I soliti dolciumi con l’immagine del ponte non mancano  😛

un modello in scala delle “corde” che sollevano il ponte

gruppo di amici in posa per foto ricordo

nonostante il freddo di gennaio i fiori non devono mancare

Ci fermiamo poco, giusto per ammirare il panorama e fare qualche foto. C’era molto vento e faceva abbastanza freddo quel giorno. Nella tabella di marcia?ci stava il tako senbei no sato, una specie di supermercato in cui vendono dei senbei (tipo di cracker giapponesi) del luogo… diversi gusti, tutti da poter provare. Abbastanza enorme, il supermercato attira molta gente ed è famoso in tutta la regione. I clienti vengono invitati a provare i vari gusti di senbei e viene offerto caffè e te gratuitamente. Le confezioni costano sulle 500 yen e con  una spesa di 1000 yen un piccolo omaggio.

Il supermercato dei senbei come si presentava quel giorno

Abbiamo fatto buone compere 😀 di senbei ne avremo ancora per altri 4 mesi almeno… quelli miei preferiti erano comunque quelli al gusto di wasabi.
Poco distante dal tako senbei no sato si possono acquistare delle cipolle che a dire che sono esteticamente perfette sarebbe un complimento troppo banale. L’isola di Awaji è conosciuta anche come isola delle cipolle per la qualità superiore presente. Sono quelle cose che bisogna comprare assolutamente se ci si trova sull’isola di Awaji e noi, avendo la macchina, non abbiamo certo esitato. Belle grandi, rotonde e lucenti! Tutte perfette! Ne abbiamo prese diversi chili, specialmente di quelle leggermente dolci che vanno benissimo per il tenpura. Una specie di supermercato anche questo che oltre alle cipolle offre altri prodotti agricoli della zona e i soliti souvenir. Dolci al gusto di cipolla, pasticcini al gusto cipolla, zuppe e brodi al gusto di cipolla, caramelle al gusto di cipolla… insomma, a forza di cipolle ci veniva quasi da piangere (scusate la stupida battuta). Comunque, oltre alle cipolle, importanza anche alle patate, specialmente le Satsuma-imo, le patate dolci con la buccia viola, tanto per intenderci. Io ne vado matto, sono troppo buone!

A forza di compere il tempo passava e dovevamo ancora mangiare… mia moglie, da brava giapponese, aveva già pensato a tutto e niente era lasciato al caso. Una decina di minuti in macchina e un ristorante tipico della zona ci doveva aspettare. Di fianco una pasticceria, la Takata no cake) che mia moglie non voleva assolutamente perdersi. Arriviamo al ristorante ma ormai era tardi ed erano in pausa pomeridiana.

vicino al ristorante queste curiose sculture in pietra

Decidiamo per la pasticceria e di mangiare un buon dessert. Il locale è veramente carino ed originale ed è possibile il take-out. Dolci, biscotti e cioccolatini sono nella loro produzione in casa ed è infatti possibile vedere come preparano i cioccolatini.

una parete della pasticceria, originale

guardate che opera d’arte questa

Il viaggio continua, ci aspettava Onokoro (Awaji World Park), il parco che i miei bambini tanto hanno atteso di poter visitare. si trova tutto in vicinanza quindi è molto comodo arrivarci ma serve ovviamente la macchina per spostarsi; non siamo in città ma decisamente in campagna. Il parco ospita una grande ruota, un trenino, monumenti mondiali in miniatura, divertimenti vari e negozi. Eravamo veramente in pochi al parco data la stagione. Siamo saliti sulla grande ruota e in lontananza si poteva intravedere l’aeroporto internazionale del Kansai e la baia di Osaka.

in Tailandia

A Roma

Castello di Neuschwanstein

la mia foto preferita al parco

Cominciava a farsi tardi e dovevamo fare ancora diversi chilometri per arrivare al notro albergo. Il Minami-Awaji Royal Hotel si trova sulla costa sud dell’isola di Awaji e ha in vista il ponte di Naruto che visiteremo il giorno successivo prima di ritornare verso casa a Osaka. tutta la famiglia in una camera unica bella spaziosa e ottima vista dall’alto sull’isola di Shikoku. Per cena avevamo optato per cucina francese e devo dire che raramente ho mangiato cosi buono. Servizio impeccabile con i camerieri prontissimi a portare i vari piatti. Auricolare e microfonino pronto per avvertire la cucina di preparare i prossimi piatti.

il ponte Naruto visto dal nostro albergo

Una cena perfetta all’ultimo piano dell’albergo. Diversamente da come avviene nei ristoranti giapponesi degli alberghi, in questo ristorante non si poteva entrare con il yukata ma non tutti lo sapevano nonostante era ben descritto. Ricordo di come un cliente si è leggermente alterato quando gli è stato detto che non può entrare vestito in quel modo. Personalmente penso sia giusto così… vuoi mangiare “alla francese”? Beh, non entri con gli indumenti che usi per andare a dormire… un po’ come se uno entrasse in pigiama in una pizzeria (vabbè, non sarebbe poi neanche tanto grave dopo tutto  😛 )

La serata si conclude con qualche giochetto nella sala giochi e un bel bagno nell’ofuro grande dell’albergo; quello che ci voleva dopo una giornata sempre in giro.
Per colazione il buffet ricco e appetitoso ma la cosa che maggiormente ci stupiva era la copiosa nevicata! Raramente ho visto nevicare in quel modo in Giappone ma per fortuna è durato poco e dopo un’oretta circa è uscito il sole che ci ha consentito di andare a vedere il ponte di Naruto con la nave. Ci tenevamo alla visita del ponte per il semplice motivo che è possibile vedere le acque muoversi, vedere il famoso vortice di Naruto (Uzu Shio) che è stato di ispirazione per la creazione del famoso manga e anime Naruto. Scendiamo sulla costa e guardiamo gli orari della nave che ci porterà direttamente sotto il ponte. La giornata era serena ma faceva alquanto freddo.
Prendiamo la Uzu-shio crouse, una piccola nave disegnata come erano una volta. Biglietto per adulti costa 2.000 yen.

la nave che ci ha portato sotto il ponte Naruto

Il tutto dura quasi esattamente un’ora tra andata e ritorno; la piccola nave era quasi al completo… una visita al vortice di Naruto è un’attrazione turistica importante e cio’ si può notare anche dalle varie confezioni di dolci e pasticcini che riportano una foto o un disegno del vortice.

si parte, il ponte e il vortice ci aspettano

centinaia di gabbiani ci seguono per diverse centinaia di metri

Circa venti minuti d’attesa per arrivare al posto prestabilito, periodo in cui viene proiettato un filmato sul vortice con consigli di come vederlo meglio. Talvolta è quasi assente, altre volte invece è talmente forte che è impossibile avvicinarsi.
abbiamo avuto fortuna ed era possibile vederlo abbastanza da vicino… ma il freddo e il vento non ci era tanto amico, purtroppo.

ecco il vortice Naruto

oltre al vortice anche il ponte risulta molto maestoso

ancora qualche metro e poi ritorno

Stupenda ed indimenticabile esperienza per tutti noi. Non ci resta che riprendere la nostra macchina e ritornare a casa. Sul ritorno decidiamo di andare a vedere il Nada Kuroiwa Suisen Kyou, uno dei giardini con fiori di Narcissus presenti nella zona. Era il giorno perfetto per vedere i fiori fiorire (le visite sono state chiuse il 22 di febbraio). Arriviamo in prossimità del giardino, una specie di colle, e veniamo fermati perché lo spazio alle macchine era finito. Diversi parcheggi sono disponibili prima di arrivare ai giardini e un bus navetta gratuito arriva regolarmente per portare i visitatori a destinazione. Un bus arriva praticamente subito e ci porta in prossimità di questo colle ricoperto di fiori. Non ricordo il costo del biglietto ma ricordo che non era neanche tanto a buon mercato se si calcola che si sale solamente per un colle.

  ecco la salita che ci aspettava

La gente presente era veramente tantissima, una coda continua sia in salita che in discesa… tutti muniti di macchina fotografica o telefonino cellulare. Il profumo dei fiori era intensissimo. Oltre allo spettacolo dei fiori anche il panorama sul mare.

migliaia e migliaia di questi fiori, un paradiso

Giornata piacevole anche questa che si stava pian piano concludendo e vacanza breve ma intensa. Il ponte, i senbei, le cipolle, il parco Onokoro, il dessert favoloso, la cena francese, il vortice Naruto con la nave, i fiori… tanti ricordi rimangono in mente.
Ripartiamo, passiamo ancora per il ponte Akashi-Kaikyo e ci avviamo per passare Kobe e arrivare a Osaka.


Mappa dell’isola di Awaji

Esibizione maiko, ecco come vederla dal vivo

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maiko

Restando in tema “maiko” e Kyoto rimango pure alla stessa serata passata al Kentos descritta nel post precedente. La stessa sera infatti ho pernottato a Kyoto e più precisamente al Kyoto Kokusai Hotel che si trova di fianco al castello di Nijo (Nijo-jo).
Perché proprio il Kokusai Hotel? Ebbene, avevo già trascorso una notte nello stesso albergo qualche anno fa e lo avevo scelto per il semplice motivo che durante i fine-settimana tale albergo offre nella lobby un’esibizione di una maiko (vedi piccola galleria fotografica).

Sempre gentilissima, ad ogni scatto ti ringrazia con un dolce inchino e un sorriso affascinante.
Lo spettacolo è bello da vedersi e si ha la possibilità di avere una maiko vera a pochi metri. Il tutto comincia alle 19 in punto. Per mezz’ora è a disposizione per essere fotografata… è possibile anche sedersi a fianco ed essere fotografati insieme a lei.

Per 15 minuti poi si esibirà in due danze (vedi il filmato in fondo a questo post) e poi ci sarà una veloce spiegazione sulle maiko e la loro preparazione per diventare delle brave geiko.

Avevo deciso di passare due giorni a Kyoto per visitare dei posti di cui scriverò a breve e quindi alloggiare in qualche hotel per evitare di tornare a Osaka era decisamente meglio. L’albergo di per se sembra un po’ vecchiotto ma si sta bene e il servizio è ottimo. Per noi stranieri, ma non solo, avere il piacere di vedere un’esibizione del genere può essere una cosa unica e irrepetibile.
Come detto, si trova proprio di fianco al castello di Nijo che può quindi essere visitato la mattina seguente. abbastanza vicino anche il palazzo imperiale Kyoto Gosho che può quindi essere visitato lo stesso giorno (prenotare in anticipo oppure annotarsi all’ufficio… portare il proprio passaporto). Potrebbe infatti essere un’idea per una visita a Kyoto di due giorni: visitare il palazzo imperiale e il castello di Nijo poi pernottare presso il Kokusai Hotel e la mattina seguente continuare la visita di Kyoto andando magari nella zona di Kiyomizu per vedere non solo il Kiyomizu-dera ma anche le stradine piene di negozi che si trovano nella stessa zona. Se fare una bella camminata non è un problema, dal Kiyomizu-dera si può camminare fino al Yasaka-jinja passando magari per il Ryozen Kannon e il parco di Maruyama. Arrivati al Yasaka-jinja si è praticamente a Gion dove si può prendere la linea Keihan per tornare magari a Osaka oppure andare poco più avanti, fino a Kawaramachi, e prendere la linea Hankyu..

Pare che il suo nome sia Kofuku

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