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	<title>JapponeBlog! Visioni "Sakura" dal Giappone &#187; viaggi</title>
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	<description>Pensieri e opinioni sul Giappone</description>
	<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 14:22:54 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Sono ancora vivo</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/11/08/sono-ancora-vivo/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2008 15:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ebbene si, ammetto che non avrei mai pensato quando avevo deciso di aprire questo blog che lo avrei tralasciato fin a questo punto, tanto da non postare per oltre un mese.
Scrivere tanto per scrivere non mi sembra  l&#8217;idea migliore ma si rischia che il blog vada nel dimenticatoio e di dar l&#8217;impressione di non voler [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p>Ebbene si, ammetto che non avrei mai pensato quando avevo deciso di aprire questo blog che lo avrei tralasciato fin a questo punto, tanto da non postare per oltre un mese.</p>
<p>Scrivere tanto per scrivere non mi sembra  l&#8217;idea migliore ma si rischia che il blog vada nel dimenticatoio e di dar l&#8217;impressione di non voler più interagire con i lettori.<br />
La mia idea di blog è che debba essere come un piccolo diario da condividere con nuovi amici. In questo caso, il diario è a tema: il Giappone e le mie esperienze personali.</p>
<p>Fatto sta che da due settimane mi ritrovo nuovamente in Italia, nel paesino in cui sono cresciuto. Come ogni tanto amo fare, aggiungo con il contagocce informazioni, chiamiamole personali, sul mio conto.<br />
Il paesino in questione è Ortisei e si trova in Val Gardena (provincia di Bolzano). La mia madrelingua è il ladino (non è un dialetto!) e l&#8217;italiano l&#8217;ho imparato andando poi alle elementari&#8230; e da ciò si capisce il mio orrendo modo di scrivere italiano e i vari errori.<br />
Il mio terzo viaggio in Italia quest&#8217;anno. Ritornerò a Osaka il 25 di questo mese. Per questo viaggio ho usato la FinnAir, la prima volta che ho usato questa compagna aerea e devo dire che mi sono trovato estremamente bene (ad eccezione dei doppi controlli a Helsinki).</p>
<p>Spero di essere in tempo per ammirare i momiji (alberi di acero) a Kyoto e nelle vicinanze di Osaka. Sarebbe fonte per un post per questo blog <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/11/ortisei-deserta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-365" title="ortisei-deserta" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/11/ortisei-deserta-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Ortisei semi deserta in questi giorni autunnali
</p>
<p style="text-align: left;">Non mi resta che rimandarvi alla prossima&#8230;</p>
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		<title>Vacanze italiane e ritorno in Giappone</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/09/24/vacanze-italiane-e-ritorno-in-giappone/</link>
		<comments>http://www.jappone.com/blog/2008/09/24/vacanze-italiane-e-ritorno-in-giappone/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 09:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<category><![CDATA[vacanza]]></category>

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		<description><![CDATA[

 Siamo alla fine di settembre, l’estate sta finendo (evviva i Righeira  ) e anche il caldo umido qui in Giappone sembra finalmente attenuarsi  
Come menzionato nel post precedente, quest’anno ho fatto la mia vacanza in Italia; un mese e mezzo in montagna con i miei due bimbi. Le ultime tre settimane mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p>Siamo alla fine di settembre, <em>l’estate sta finendo</em> (evviva i Righeira <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> ) e anche il caldo umido qui in Giappone sembra finalmente attenuarsi <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come menzionato nel post precedente, quest’anno ho fatto la mia vacanza in Italia; un mese e mezzo in montagna con i miei due bimbi. Le ultime tre settimane mia moglie mi ha raggiunto per poi ritornare in Giappone tutti insieme (è venuta a prendermi, in poche parole hehehe).<br />
Come ogni anno, anche queste vacanze sono state molto rilassanti, grazie anche e sopratutto a mia madre che mi ha non solo ospitato ma anche servito in tutto ciò che io e la mia famigliola aveva bisogno.<br />
In montagna si respira ancora aria abbastanza buona e si entra in un verde che in Giappone è assai difficile trovare.<br />
Per il viaggio abbiamo usato la compagnia aerea Thai Airlines che risultava essere tra le più economiche (e in quattro la differenza si nota!). Unico inconveniente è la durata del viaggio e il periodo di attesa all’aeroporto di Bangkok (7 ore e mezza all’andata e 11 ore al rientro). Mmhh, altro inconveniente è l’orario di partenza: 01:25 del mattino, notte fonda. Mia moglie ci accompagna ma è impossibile per lei ritornare a casa a quell&#8217; ora e quindi decide di pernottare in un albergo dell’aeroporto del Kansai (KIX).<br />
Arrivo a Monaco di Baviera verso sera e mio fratello è puntualissimo e pronto per portarmi in Italia, c&#8217;era anche mia cognata che come sempre mi da un apprezzatissimo &#8220;bentornato&#8221; <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Gite in montagna, pomeriggi in piscina… ore e ore nei miei bar preferiti con i quotidiani del luogo (come usavo fare nei vecchi tempi passati)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/dscn1094.jpg" title="Viaggio in Italia 2008" class="thickbox" rel="singlepic185" ><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/185__320x240_dscn1094.jpg" alt="Viaggio in Italia 2008" title="Viaggio in Italia 2008" /></a> <em>una baita a oltre 2400 metri in cui si può mangiare e poi prendere il sole</em> <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/dscn1076.jpg" title="Viaggio in Italia 2008" class="thickbox" rel="singlepic186" ><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/186__320x240_dscn1076.jpg" alt="Viaggio in Italia 2008" title="Viaggio in Italia 2008" /></a> <em>Sul Seceda (Dolomiti gardenesi) a oltre 2500 metri</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/dsc02262.jpg" title="Viaggio in Italia 2008" class="thickbox" rel="singlepic188" ><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/188_web20_320x240_dsc02262.jpg" alt="Viaggio in Italia 2008" title="Viaggio in Italia 2008" /></a> <em>Vista panoramica sul Sassolungo dal Rasciesa</em></p>
<p>Durante l’estate Ortisei offre diverse manifestazioni per i tanti turisti che arrivano in vallata. Il centro di Ortisei ha visto la fine dei lavori per la via principale con la rimozione dei marciapiedi rendendo tutta la via pedonabile. Sulla strada nuova del centro si è tenuta anche una manifestazione artistica in parallelo a <em>Manifesta 7</em>, una manifestazione artistica europea di arte contemporanea. Inutile precisare che Ortisei ha perso un&#8217;ottima occasione per dimostrare l&#8217;arte dei propri cittadini, conosciuti per la scultura in legno. Per l&#8217;occasione l&#8217;azienda di soggiorno e il comune di Ortisei ha speso soldi pubblici per allestire orribili e discutibili &#8220;<em>opere d&#8217;arte</em>&#8221; di assai dubbio interesse artistico e di sicura provocazione e cattivo gusto. Una vera volgarità e mancanza di rispetto per l&#8217;opinione pubblica e le tante famiglie che decidono di soggiornare nella Val Gardena durante le vacanze estive. Per l&#8217;evento è stata fatta una festicciola in cui si regalava alla gente spumante (e sarà per questo motivo che non ho mai visto una simile folla?) e su un palco allestito per l&#8217;occasione i vari signorotti della politica locale davano il loro discorso. Il momento che però aspettavo maggiormente era quando sul palco arriva <a title="Giorgio Moroder" href="http://www.jappone.com/giorgio_moroder.html">Giorgio Moroder</a>! Con Moroder  (e la sua signora di origine messicana) avevo avuto l&#8217;onore di parlare proprio due giorni prima al bar <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Nato proprio a Ortisei e suppongo che molti di voi già lo abbiano sentito nominare in precedenza. Conosciuto principalmente come padre della disco-music degli anni &#8216;70 è diventato famoso per le musiche da film e ha vinto anche tre premi Oscar. Tra le musiche cito solamente &#8220;<em>Flashdance</em>&#8220;, &#8220;<em>Scarface</em>&#8220;, &#8220;<em>Neverending Story</em>&#8220;, &#8220;<em>Top Gun</em>&#8221; ma tante sono le colonne sonore che hanno visto la sua firma. In Italia è conosciuto anche perché compositore e produttore dell&#8217;inno per Italia 90 (Un&#8217;estate italiana) interpretato dal duo Giannini/Bennato.<br />
Altra serata dedicata al vasto pubblico ha visto la fanfara dei carabinieri esibirsi dal vivo. In prima fila personaggi di spicco e autorità locali.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/dsc02279.jpg" title="Viaggio in Italia 2008" class="thickbox" rel="singlepic187" ><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/187__320x240_dsc02279.jpg" alt="Viaggio in Italia 2008" title="Viaggio in Italia 2008" /></a> <em><a title="kazu kura" href="http://www.kazu-kura.blogspot.com/">Kazu</a> senza dubbio riconoscerà il suo co-insulano</em> <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Il 9 agosto mia moglie arriva a Milano e per l&#8217;occasione parto il giorno prima (rinunciando alla cerimonia delle Olimpiadi di Pechino. Per la cerimonia di chiusura l&#8217;italianissimo <a title="Giorgio Moroder" href="http://giorgio-moroder-disco.com/">Moroder</a> ha scritto le musiche!) per Milano dove avevo prenotato una camera singola per la notte stessa e una doppia per il giorno successivo. Mia moglie arrivava a Milano la mattina presto e quindi avevamo tutta la giornata a nostra disposizione. Una città già quasi semi-deserta, la cosa che mi ha maggiormente colpito è la presenza massiccia di stranieri! Nei negozi del centro molto personale alla sicurezza è di colore, al mio albergo ho incontrato solo una persona che non sia di colore. In piazza davanti al duomo molti stranieri&#8230; nella metro la lingua italiana praticamente non esiste. In parole povere: mi sentivo un gaijin in Italia, uno straniero nel mio stesso paese.<br />
Visita al duomo e alla Rinascente (c&#8217;è pure un kaiten-sushi!), poi al castello sforzesco&#8230; una giornata stupenda e calda&#8230; erano quasi 11 anni che non arrivavo a Milano e l&#8217;impressione è che Milano è proprio invecchiata di 11 anni! Nelle città nipponiche si nota principalmente un continuo ringiovanimento dei quartieri (nel bene e nel male, per carità), ma nelle città italiane sembrerebbe che prevalga l&#8217;invecchiamento. &#8220;Milano capitale europea&#8221;: ma è vero che il Pirellone è l&#8217;edificio più alto di Milano o sono io che sono rimasto nella preistoria? Avere grattacieli alti non significa per forza progresso o modernità ma Milano non sembra aver fatto praticamente nulla per almeno sembrare al passo dei tempi. Lascio Milano in treno (i treni che ho preso erano sempre in perfetto orario, puliti e in ordine&#8230; in questo l&#8217;Italia sembra aver fatto qualcosa) per ritornare in montagna, al fresco <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per tornare in Giappone mio fratello nuovamente ci accompagna a Monaco di Baviera. A Bangkok abbiamo oltre 11 ore di permanenza e decidiamo di prendere un taxi e andare in centro per fare dello shopping. Visite ai templi le avevamo fatte due anni fa e quest&#8217;anno desideravamo fare con maggiore calma. Uscendo dall&#8217;aeroporto veniamo informati di fare attenzione per le strade perché &#8220;<em>certe persone hanno creato certi problemi</em>&#8220;. Arrivati in Giappone scopriremo dei disordini avvenuti proprio quel giorno per le strade della capitale tailandese&#8230; l&#8217;abbiamo scampata proprio?<br />
Siamo andati ai grandi magazzini di Siam Paragon che proprio nulla hanno da invidiare a quelli che ho visto in Giappone, anzi! Oltre ai vari negozi di moda e accessori anche dei cinema, fitness center e acquario.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/dscn1152.jpg" title="Viaggio in Italia 2008" class="thickbox" rel="singlepic184" ><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/184__320x240_dscn1152.jpg" alt="Viaggio in Italia 2008" title="Viaggio in Italia 2008" /></a> <em>L&#8217;interno del <a title="Siam Paragon" href="http://www.bangkok.com/department-stores/paragon-department-store.html">Siam Paragon</a> a Bangkok</em><br />
Sugli scaffali del centro commerciale noto l&#8217;abbondanza di prodotti giapponesi e ciò mi fa capire che il ritorno a casa è imminente. Noto poi che oltre ai prodotti sugli scaffali c&#8217;è anche una fiera dedicata ai cibi giapponesi.
</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/dscn1153.jpg" title="Viaggio in Italia 2008" class="thickbox" rel="singlepic183" ><img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/183__320x240_dscn1153.jpg" alt="Viaggio in Italia 2008" title="Viaggio in Italia 2008" /></a> Japanese Food Fair</p>
<p>Qualche ora nel centro e una cena tailandese per poi prendere il taxi e rientrare all&#8217;aeroporto per le ultime spese. Noto che la percentuale di autovetture &#8220;Made in Japan&#8221; è altissima. La Toyota ne fa da assoluta padrone ma anche molte Honda viaggiano per le vie della capitale. Mi sembra di capire che gli aiuti umanitari del governo giapponese per la Tailandia siano stati non tanto aiuti umanitari ma freddi investimenti per il commercio futuro. Aiuti finanziari per piazzare enormi quantità di prodotti nipponici significa un enorme guadagno per Japan inc.<br />
All&#8217;aeroporto passiamo i controlli e prima di andare al nostro <em>gate</em> prendiamo due lattine di coca-cola per un amico giapponese che ne fa collezione. Andando al <em>gate</em> ovviamente ce le prendono per motivi di sicurezza&#8230; le prendo e le butto nel cestino di fianco ai controllori&#8230; Di solito le bevande prese all&#8217;interno possono essere prese a bordo dell&#8217;aereo ma in questo caso non era possibile. In giappone, la commessa avrebbe chiesto se ero intenzionato a portare le lattine in aereo e se ciò non era consentito mi avrebbe fatto sapere e consigliato di non comprarle. Ma sono cose che succedono solo in Giappone purtroppo. Ricordo di aver preso una bottiglia di sake all&#8217;aeroporto del Kansai (Osaka); era consentito portarla in aereo ma la commessa mi chiede se dopo questo volo ne avevo un&#8217;altro. Confermo che arrivato a Roma dovevo prendere un altro aereo e la commessa mi avverte che molto probabilmente la bottiglia di sakè non potrà essere portata su tale aereo e mi consiglia di rinunciare all&#8217;acquisto. Onestà simile credo è impensabile in quasi tutti i paesi del mondo e la cosa mi ha piacevolmente stupito.<br />
Arrivo a Osaka il 28 agosto, pochi giorni prima dell&#8217;inizio delle scuole. Anche per me il lavoro attende e arrivo solo ieri (23 settembre, compleanno di mia moglie) da un paio di settimane a Tokyo. Finalmente un po di tempo per scrivere questo breve post sulle mie vacanze italiane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>in attesa di meglio il fuso orario fa da padrone</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/08/30/in-attesa-di-meglio-il-fuso-orario-fa-da-padrone/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 12:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<category><![CDATA[italia]]></category>

		<category><![CDATA[vacanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Non mi faccio vivo da un po&#8217; lo so&#8230; chi mi segue saprà che ero in una lunga vacanza in Italia. Sono finalmente tornato in Giappone ma il fuso orario questa volta gioca un brutto scherzo; sarà la mia vecchiaia? Stò per diventare un oyaji? Naaahhhh, già lo sono ormai!
Tornato in Giappone manco la cena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Non mi faccio vivo da un po&#8217; lo so&#8230; chi mi segue saprà che ero in una lunga vacanza in Italia. Sono finalmente tornato in Giappone ma il fuso orario questa volta gioca un brutto scherzo; sarà la mia vecchiaia? Stò per diventare un <em>oyaji</em>? Naaahhhh, già lo sono ormai!</p>
<p style="text-align: left;">Tornato in Giappone manco la cena riusciamo a cucinare e decidiamo di uscire e di mangiare fuori.<br />
Dovevo, e sicuramente lo farò, fare un post sulle mie vacanze &#8220;italiane&#8221; ma il tempo purtroppo è quello che è e vi chiedo di pazientare ancora un pochino affinché finisca di selezionare le foto che poi posterò.</p>
<p style="text-align: left;">Oggi, con la mia famigliola, ad eccezione di <em>Akito-kun </em>(mio figlio), che non ha ancora finito i compiti per scuola, siamo andati in un locale vicino a casa per mangiare Monja-yaki e nel ritornare ho pensato bene di passare per il Lawson (un supermarket aperto 24 ore al giorno) per prendere un paio di lattine di birra.<br />
Chi mi conosce saprà benissimo come adoro le birre in generale (e le birre giapponesi in particolare). Ho trovato quelle della <strong><a title="kirin autunno 2008 - limited edition" href="http://www3.stream.co.jp/web/selector/kirin/user/wmt_b.html?cont=080822_akiaji_01&amp;band=b&amp;player=wmt">Kirin</a></strong> per l&#8217;autunno! (guardate il video pubblicità). Ne ho prese tre assieme a qualche <strong>Asahi</strong>; due ne ho bevute, una la risparmio per dopo il post <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Colleziono lattine di birra da molti anni ormai e ne avrò bene o male qualche centinaia ormai (con stragrande maggioranza delle birre giapponesi). Ogni anno ne escono di nuove e quelle maggiormente interessanti sono quelle a produzione limitata.</p>
<p style="text-align: left;">Ebbene si, sono ritornato in Giappone e tra poco ricomincia la solita routine; viaggiare per lavoro in giro per il Giappone. Sarò a Tokyo per una settimana a inizio settembre e poi nelle vicinanze di Tokyo per un&#8217;altra settimana. Il soggiorno lavorativo a Shizuoka lo ho cancellato nonostante mi sarebbe piaciuto rivedere il monte Fuji e il mausoleo di <em>Tokugawa Ieyasu</em> che ho potuto vedere diversi anni fa.</p>
<p style="text-align: left;">Arghhhh, l&#8217;umidità di questo periodo mi sconsola non poco. Ancora qualche settimana e il tutto dovrebbe migliorare, spero. Forse ritorno in Italia (la terza volta in quest&#8217;anno) verso Natale per qualche settimana bianca in montagna ma per adesso non vedo l&#8217;ora di gustare l&#8217;autunno giapponese e i suoi colori dell&#8217;acero.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-216" title="Sulle Alpi dolomitice" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/dsc02266-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><br />
Mia moglie sulla Rasciesa in Val Gardena.<br />
Essendo una &#8220;gran amica degli animali&#8221; non sono riuscito a farla avvicinare di più all&#8217;amico cavallo.<br />
Da notare inoltre lo sfondo bellissimo delle dolomiti gardenesi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nagasaki - qualche giorno nella città dimenticata</title>
		<link>http://www.jappone.com/blog/2008/07/26/nagasaki-qualche-giorno-nella-citta-dimenticata/</link>
		<comments>http://www.jappone.com/blog/2008/07/26/nagasaki-qualche-giorno-nella-citta-dimenticata/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 18:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<category><![CDATA[atomica]]></category>

		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mio ultimo post vi ho scritto dei giorni passati a Matsue e dintorni.
Pochi giorno dopo il mio ritorno a Osaka sono poi ripartito per Nagasaki il 18 di giugno per ritornare nuovamente a Osaka il 30.
Arrivato all’aeroporto prendo la corriera che in quasi un’ora mi porta in centro… faccio il check-in in albergo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio ultimo post vi ho scritto dei giorni passati a Matsue e dintorni.<br />
Pochi giorno dopo il mio ritorno a Osaka sono poi ripartito per Nagasaki il 18 di giugno per ritornare nuovamente a Osaka il 30.<br />
Arrivato all’aeroporto prendo la corriera che in quasi un’ora mi porta in centro… faccio il check-in in albergo e con alcuni colleghi di lavoro incontrati alla reception decidiamo di andare a pranzare in uno dei ristoranti cinesi presenti in zona. In realtà si trattava del quartiere cinese e il nostro albergo era in zona.<br />
Si sentiva la tipica aria del Kyushu e la stagione delle piogge contribuiva a renderla particolarmente umida. In quasi due settimane solo pochi giorni erano soleggiati… le colline e piccole montagne che circondano la città non sempre si vedevano a causa della nebbia.<br />
Come al solito ho approfittato per assaggiare nuove prelibatezze e anche questa volta non sono rimasto deluso; ricordo ancora la seppia che si muoveva nel piatto :-/<br />
Niente locali strani questa volta, solo buona cucina che mi ha aiutato a non perdere peso (purtroppo).<br />
E’ la seconda visita a Nagasaki, la prima 5 o 6 anni fa, e non ricordavo molto dall’ultima volta.<br />
In una delle poche sere con il cielo non nuvoloso ho preso un taxi e sono andato al parco della Pace; in effetti non ci ero ancora andato e ci tenevo a vederlo almeno una volta. A differenza di Hiroshima, del dramma nucleare di Nagasaki non si parla molto. Sarà perché Hiroshima è stata la prima città ad essere bombardata con una bomba atomica o forse anche perché l’esplosione su Nagasaki avvenne vicino ad una fabbrica di munizioni, luogo scomodo da citare e che in parte potrebbe giustificare il “target”atomico. Hiroshima è simbolo del vittimismo giapponese, una città che ha trasformato il Giappone imperiale aggressivo in un paese vittima della crudele guerra. Nagasaki al tempo stesso passa nel dimenticatoio e riemerge solamente con episodi legati all’intolleranza verso i loro sindaci che riescono a trovare il coraggio di puntare il dito verso Tokyo.</p>
<p>Chi si reca in Giappone desidera visitare Tokyo, Kyoto e Hiroshima… questo valeva anche per me quando 13 anni fa misi piede in Giappone per la prima volta. In quell’occasione ricordo di essere stato a Hiroshima una settimana dopo il 50-esimo anniversario del bombardamento atomico del 6 agosto 1945. Il 6 agosto è un giorno da ricordare e il primo ministro si reca a Hiroshima per la cerimonia. Mi chiedo perché proprio il 6 agosto e non il giorno 8 (La Russia dichiara guerra al Giappone e invade la Manchuria) oppure il giorno 9 che ricorda il bombardamento atomico su Nagasaki. Il 6 agosto sembra più importante (e per molto sicuramente lo è) del 15 di agosto, giorno del discorso dell’imperatore Hirohito che chiedeva ai suoi sudditi di arrendersi all’inevitabile.<br />
Nagasaki passa in secondo piano e talvolta ho l’impressione che venga deliberatamente evitato di parlarne strumentalizzando a sua volta Hiroshima.</p>
<p>Dopo tutti i minuti di silenzio per ricordare le vittime di <a title="hiroshima giappone" href="http://www.jappone.com/cultura/hiroshima/index.html">Hiroshima</a>, ricordiamo anche quelle di Nagasaki che con la seconda giornata delle olimpiadi di Pechino “festeggeranno” il triste anniversario.</p>
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		<title>Vacanze a Matsue - parte seconda</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 21:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo il mio ultimo post scritto da Nagasaki sul mio viaggio a Matsue (alcune foto della città) , eccomi nella seconda parte del post; questa volta postato dall’Italia in cui mi trovo per qualche settimana di “meritato” riposo.
I giorni di lavoro sono passati in fretta grazie anche alle molte cose nuove che ho potuto vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Dopo il mio ultimo post scritto da Nagasaki sul mio viaggio a Matsue (alcune <a title="Matsue" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-shimaneken.html">foto</a> della città) , eccomi nella seconda parte del post; questa volta postato dall’Italia in cui mi trovo per qualche settimana di “meritato” riposo.<br />
I giorni di lavoro sono passati in fretta grazie anche alle molte cose nuove che ho potuto vedere e conoscere. La cittadina è piccolina e il clima è molto famigliare. La gente è particolarmente gentile e “<em>foreigner friendly</em>”. Non è raro incontrare persone che incontrandoti per strada ti sorridono e ti salutano. Ho avuto la netta impressione che a scuola si insegna a salutare lo straniero in quanto in diverse occasioni si è verificato che un gruppo di studenti in bicicletta passava salutando in modo impeccabile.<br />
Davanti alla stazione centrale si trova un comodissimo ufficio informazioni per gli stranieri. Per ogni straniero che chiede informazioni un gentile regalo da parte della città.<br />
Gli ingressi ai luoghi turistici sono spesso scontati del 50% (bisogna avere il passaporto o la “<em>Alien Card</em>” per gli stranieri residenti in Giappone).</p>
<p><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-city-bus-444.jpg" title="Il City Bus di Matsue" class="thickbox" rel="singlepic174" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/174__320x240_matsue-city-bus-444.jpg" alt="     Il City Bus di Matsue" title="     Il City Bus di Matsue" /></a> <em>Il city bus turistico di Matsue</em></center></p>
<p>La simpatia per gli stranieri che si trova a Matsue (e nella prefettura di Shimane in generale) potrebbe essere la conseguenza del buon Koizumi Yakumo, uno straniero che arrivò in Giappone alla fine del 19-esimo secolo. Naturalizzato giapponese, il suo vero nome era Lacfadio Hearn ed è conosciuto per i suoi libri sul Giappone. E’ stimato e riverito dagli abitanti di Matsue per aver fatto conoscere le loro realtà al resto del mondo.<br />
Nonostante questa simpatia per lo straniero ci sono ovviamente le solite contraddizioni che tanto contraddistinguono il nostro sempre amato Giappone. In oltre 10 anni di permanenza in Giappone mi hanno fermato quattro volte per controlli. Due di questi controlli sono avvenuti in pochi giorni proprio a Matsue. I controlli sono stati fatti per il semplice motivo che ero straniero e questo è confermato da uno dei due poliziotti in borghese che ha affermato di aver avuto l’ordine di controllare gli stranieri. Sempre simpatici ed educati ma essere fermati per dei controlli come un potenziale criminale non è mai piacevole. Essere fermato solamente perché gaijin non aiuta a farmi sentire maggiormente integrato e particolarmente ben accettato nella società che da anni mi ospita.</p>
<p>La prima giornata libera, dopo i sei di lavoro, mi porta al tempio più antico del Giappone e secondo in importanza solo al tempio di Ise dedicato alla dea del sole <em>Amaterasu Omikami</em>. Il Izumo-Taisha si trova ad Izumo e ci si arriva prendendo il treno che parte dalla stazione di Shinji-ko onsen. (vedi <a title="izumo taisha" href="http://www.jappone.com/cultura/templi-castelli/izumo-taisha-oyashiro.html">ulteriori informazioni</a> – <a title="izumo taisha" href="http://www.jappone.com/gallerie/izumo-taisha.html">vedi galleria fotografica</a>).<br />
Ci arrivo verso le 11:00, il cielo è nuvoloso ma fortunatamente non pioverà per l’intera giornata. Avevo raccolto informazioni prima di andarci e quindi era più semplice trovare i luoghi più importanti di questo magnifico ed imponente tempio. Dalla stazione ferroviaria una piccola salita mi porta al torii del tempio. Guardando indietro noterò in fondo alla salita un&#8217;altro torii, enorme… il più grande del Giappone. Un viale in mezzo ad un grande parco mi porta al tempio vero e proprio, un insieme di padiglioni attorno alla struttura centrale dell&#8217; <em>Izumo Oyashiro</em> (Izumo Taisha).<br />
Molta gente nonostante il giorno feriale e molte persone che cercavano la fortuna gettando una monetina verso l’alto nella speranza che si incastri tra la paglia. Vedendo una giovane signora tentare e ritentare decido di tentare la fortuna con una moneta da 10 yen. Primo tentativo e lancio perfetto! Occhi increduli mi fissano e con falsa modestia affermo che faccio le prove di lancio ogni giorno per essere sicuro di riuscirci. Anche questa volta la mia vittima, da brava giapponese, ci crede ad occhi chiusi. “Jodan desu yo!” (sto scherzando) e ci facciamo qualche risata. Continuo il giro per il tempio e noterò una decina di minuti dopo, ripassando, che la giovane signora era ancora lì impegnata in qualcosa che sembrava impossibile. Dopo pranzo la vedrò passare insieme a sua madre con un sorriso stampato sul suo viso che lasciava intendere una sola cosa: l’ardua impresa è andata a buon fine <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /><br />
Vicino al tempio ci sono delle piccole cascate e un giardino decisamente grazioso ma stranamente non c’erano altre persone. Tutti si soffermavano al tempio stesso. Una cosa che ho notato diverse volte qui in Giappone: i visitatori, spesso anzianotti, si soffermano in pochi luoghi e non degnano la loro visita ad altri luoghi meritevoli. Secondo me si tratta di pigrizia o di ignoranza… un vero peccato tralasciare posti magnifici che si trovano a pochi minuti di distanza.<br />
Torno a Matsue con il piccolo trenino di campagna. Una giornata decisamente rilassante, una di quelle giornate che mi lasceranno tanti piacevoli ricordi.</p>
<p>Il mio secondo giorno a Matsue lo sfrutto proprio al massimo e grazie al bel tempo riesco a fare tutto ciò che avevo messo nella lista delle cose da fare.<br />
Già da giorni avevo preparato l’itinerario che volevo seguire e che non ero certo di riuscire a fare data la lontananza da un posto all’altro. Scarpe da ginnastica e camicia hawaiana, prendo l’autobus e arrivo al Yaegaki-Jinja (vedi <a title="Yaegaki jinja" href="http://www.jappone.com/gallerie/yaegaki-jinja.html">galleria fotografica</a>). Da qui si continuerà a piedi per vedere e visitare alcuni altri templi e luoghi culturali. A fine giornata sarò rosso e scottato e l’ofuro sarà particolarmente doloroso <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma andiamo a piccoli passi (ma saranno tantissimi). Il Yaegaki-jinja si trova a sud della città di Matsue (zona chiamata “<em>Fudoki no Oka</em>”) e ci si arriva facilmente con la corriera (fermata <em>Yaegaki Jinja Mae</em>). Da qui avevo deciso di proseguire a piedi per diversi chilometri passando per diversi templi.<br />
Fatte le prime foto prendo la <em>Haniwa Ro-do</em> (Haniwa Road) che è una passeggiata chiusa al traffico che passa per la foresta e i campi di riso e che mi porterà al tempio di Kamosu (tesoro nazionale costruito nello stile taisha). Camminando tra la natura ad un certo punto sento della musica J-pop ad alto volume arrivare da dietro la collina… pensavo ad una festicciola tra giovani e invece era un contadino che lavorando il suo campo di riso ascoltava della musica dalla radiolina del suo furgoncino. Respiro l’aria della natura, ero solo e il tempo era particolarmente bello. Noto poi, con un certo stupore, proprio in mezzo alla natura un grosso edificio in cemento armato; una di quelle brutte cose che manco a Tokyo si possono trovare. Che cosa era quel mostro su quella collina in mezzo ad una foresta? Si trattava di una scuola, la <em>Rissho University Shonan High School</em> (vedi foto).</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-461.jpg" title="tra la natura una scuola in cemento" class="thickbox" rel="singlepic175" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/175__320x240_matsue-461.jpg" alt=" tra la natura una scuola in cemento                              " title=" tra la natura una scuola in cemento                              " /></a> <em>Rissho University Shonan High School in mezzo alla natura</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-456.jpg" title="Nella campagna a sud di Matsue" class="thickbox" rel="singlepic176" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/176__320x240_matsue-456.jpg" alt="  Nella campagna a sud di Matsue                             " title="  Nella campagna a sud di Matsue                             " /></a> <em>Vista dalla Haniwa Road</em></center></p>
<p>Ancora qualche campo di riso e un laghetto calmo ed armonioso ed arrivo al Kamosu-jinja (<a title="Kamosu jinja" href="http://www.jappone.com/gallerie/kamosu-jinja.html">vedi galleria fotografica</a>). Qualche foto per poi ripartire, era difficile prevedere quanto tempo ci vorrà per arrivare a destinazione e prendere la corriera per tornare in centro. Dal Kamosu Jinja volevo arrivare, sempre a piedi, al Tsurugi-jinja e per arrivarci si passa per il museo “<em>Yakumo Tatsu Fudoki no Oka</em>” (che non ho visitato) e per il tumulo Okada-yama, una zona dalla quale (si dice) sia nata la civiltà della regione. Un paio di antiche abitazioni possono essere ammirate in mezzo al prato.</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-okada-yama-tumulus-480.jpg" title="     Tumulo di Okada-Yama    " class="thickbox" rel="singlepic168" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/168__320x240_matsue-okada-yama-tumulus-480.jpg" alt="     Tumulo di Okada-Yama                                   " title="     Tumulo di Okada-Yama                                   " /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-okada-yama-tumulus-487.jpg" title="     Tumulo di Okada-Yama    " class="thickbox" rel="singlepic167" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/167__320x240_matsue-okada-yama-tumulus-487.jpg" alt="     Tumulo di Okada-Yama                                   " title="     Tumulo di Okada-Yama                                   " /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-okada-yama-tumulus-489.jpg" title="     Tumulo di Okada-Yama    " class="thickbox" rel="singlepic166" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/166__320x240_matsue-okada-yama-tumulus-489.jpg" alt="     Tumulo di Okada-Yama                          " title="     Tumulo di Okada-Yama                          " /></a> <em>Tumulo di Okada-Yama</em></center></p>
<p>Arrivo al Tsurugi-jinja (vedi <a title="Tsurugi jinja" href="http://www.jappone.com/gallerie/tsurugi-jinja.html">galleria fotografica</a>), un tempietto che mi ha fatto allungare di qual cosina la mia passeggiata. Noto subito che devo essere uno dei rari visitatori… le scale che portano al tempio non erano curate e piene di erbacce; ragnatele ostacolavano la mia camminata, di fatto sembrava di essere fuori dal mondo. Un tempio in miniatura in cima ad una collinetta raggiungibile scalando faticosamente circa 150 scalini…</p>
<p style="text-align: left;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-studentesse-campagna-476.jpg" title="Studentesse nella campagna a sud di Matsue" class="thickbox" rel="singlepic164" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/164__320x240_matsue-studentesse-campagna-476.jpg" alt="     Studentesse nella campagna a sud di Matsue                          " title="     Studentesse nella campagna a sud di Matsue                          " /></a> <em>delle studentesse nei pressi del tumulo di Okada-Yama</em></center></p>
<p>Torno indietro per la stradina da cui sono arrivato per ripiegare e andare al Rokusho-jinja (vedi <a title="Rokusho jinja" href="http://www.jappone.com/gallerie/rokusho-jinja.html">galleria fotografica</a>). Passo dopo passo noto come il sole cerca di cambiare il colore della mia sensibile pelle bianca ma ormai non potevo certo tornare indietro e quindi via verso il Manai-jinja (vedi <a title="Manai Jinja" href="http://www.jappone.com/gallerie/manai-jinja.html">galleria fotografica</a>) a pochi chilometri. Ai piedi del monte Chausu il tempio si trova all’ombra e quindi finalmente un po’ di freschezza prima di arrivare al Takeuchi-jinja (vedi <a title="Takeuchi Jinja" href="http://www.jappone.com/gallerie/takeuchi-jinja.html">galleria fotografica</a>). Una via soleggiata dove trovo finalmente il primo <em>jidohanbaiki</em> (distributore di bevande) della giornata. Mezzo litro di acqua mi da’ l’energia di continuare per il mio cammino. Passo per le rovine del tempio provinciale di Izumo e arrivo al Takeuchi-jinja che è l’ultimo tempio del mio itinerario, una camminata di poco più di quattro ore. Incontro un monaco buddhista che dopo avermi chiesto se ero americano mi indica il posto dove fare una donazione <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
A fine visita prendo l’autobus e torno in albergo per una doccia veloce.</p>
<p style="text-align: left;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-izumo-provincial-temple-ruins-531.jpg" title="Rovine dell&#039;antico tempio provinciale di Izumo" class="thickbox" rel="singlepic171" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/171__320x240_matsue-izumo-provincial-temple-ruins-531.jpg" alt="     Rovine dell&#039;antico tempio provinciale di Izumo                          " title="     Rovine dell&#039;antico tempio provinciale di Izumo                          " /></a> <em>Rovine del tempio provinciale di Izumo</em></center></p>
<p>Chiedendo informazioni alla reception mi dicono che il castello di Matsue è aperto fino a sera. Colgo l’occasione per continuare la giornata nei migliori dei modi. Prendo un taxi (avevo in mente di vedere ancora tante cose questo giorno e non volevo perdere tempo aspettando autobus e fare altre lunghe camminate inutili) e arrivo all’entrata principale del castello (vedi galleria fotografica – vedi informazioni sul castello). Il taxi era nuovissimo, ero il quarto cliente che saliva sul taxi mi dice con fierezza il tassista. “Sono un puro-doraiba- (Pro Driver) da 30 anni e mi hanno affidato un taxi nuovo questa mattina” mi dice il fiero tassista. Il castello di Matsue non era stato distrutto durante la Restaurazione Meiji e la seconda guerra mondiale ha risparmiato questa piccola cittadina dai bombardamenti (leggi <a title="castello di Matsue - Matsue-jo" href="http://www.jappone.com/cultura/templi-castelli/castello-di-matsue-jo.html">informazioni del castello</a> – vedi <a title="castello di Matsue - Matsue-jo" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-jo.html">galleria fotografica</a>). Entro e salgo fino in cima per ammirare il panorama sulla città e sul lago di Shinji dove ci andrò poi di sera per ammirare l’ennesimo tramonto.<br />
Dopo la lunga passeggiata per i templi e natura del sud della città avevo ancora del tempo per andare a nord del castello per vedere la Shiomi Nawate, una stradina di fianco al canale del castello e che mantiene (strada asfaltata e abbastanza trafficata a parte) un aspetto ancora fedele al Giappone del passato. Partendo da nord ho visitato il museo dedicato a Lafcadio Hearn (vedi <a title="Lacfadio Hearn" href="http://www.jappone.com/gallerie/lafcadio-hearn-koizumi-yakumo.html">galleria fotografica</a>), uno straniero arrivato a Matsue per insegnare la lingua inglese. Lafcadio Hearn (<em>Koizumi Yakumo</em>) è conosciuto per le sue opere che fanno conoscere “l’altro Giappone”. Tra i suoi capolavori spicca “<em>Glimpses of Unfamiliar Japan</em>”. Il museo ospita diversi oggetti personali di Lafcadio tra cui la sua personalissima scrivania rialzata per avvicinare al suo unico occhio buono i suoi libri e i suoi scritti. L’ingresso è di 300 yen ma se avete con voi il passaporto (o Alien card) l’ingresso è di soli 150 yen. Di fianco al museo si trova l’ex residenza di Lafcadio anch’essa aperta al pubblico. Scendendo la Shiomi Nawate si passa per una vecchia residenza di un samurai di classe media. Il <em>Buke-Yashiki</em> (vedi <a title="buke-yashiki - residenza samurai" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-buke-yashiki-samurai.html">galleria fotografica</a>) è stato costruito nel 1730 ed era l’abitazione della famiglia militare di Shiomi. Ho colto l’occasione per vedere le varie stanze e il giardino del samurai. Ero già passato per questa stradina la mia prima sera di Matsue ma di giorno è decisamente più bello. Oltre a questi storici edifici si possono ammirare case da te e il canale dove passano le barche per i turisti e poco oltre la sagoma del castello. Scendo verso sud e raggiungo il ponte O-hashi da cui proprio Lafcadio amava ammirare il tramonto sul lago Shinji. Oggigiorno dallo storico ponte, guardando verso il lago si vede un altro ponte, il Shinjiko Ohashi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-ohashi-602.jpg" title="Il ponte O-hashi a Matsue con vista sul lago Shinji" class="thickbox" rel="singlepic169" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/169__320x240_matsue-ohashi-602.jpg" alt="                 Il ponte O-hashi a Matsue con vista sul lago Shinji              " title="                 Il ponte O-hashi a Matsue con vista sul lago Shinji              " /></a> <em>Il ponte O-Hashi a Matsue</em></p>
<p>Si avvicina la sera e mi dirigo verso il lago e arrivo di fianco all’isoletta Yomegashima, luogo particolarmente amato dai fotografi e dalla gente che si ferma. C’è pure una fermata degli autobus “<em>Shinjiko Yuhi Supotto</em>” e una piccola tribuna (vedi <a title="Lago di Shinji - Shinji-ko" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-shinji-ko.html">galleria fotografica</a> del lago di Shinji. Il cielo era sereno e il tramonto era particolarmente bello. Verso le 20:00 con una decina di chilometri a piedi alle spalle e con una faccia da pellirosse torno in albergo. Alla reception non mi credono… anzi, ci credono e credono pure che io sia un povero pazzo. Chi farebbe tutta questa strada in una giornata sola? Tutta la strada fatta a sud tra la natura e i templi e poi tutta la strada dal castello al lago per poi tornare in albergo passando per il quartiere dei templi di Teramachi (vedi <a title="Teramachi a Matsue" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-teramachi.html">galleria fotografica</a>).<br />
Di sera, dopo una veloce doccia nel mini bagno dell’albergo, sono poi andato nel ristorante, un izakaya, che ho citato nel post precedente, quello in cui sono stato prima di andare al KyabaKura. Si mangiava troppo bene e il sake con pezzettini di fugu mi stava aspettando.<br />
Il terzo giorno di vacanza a Matsue è decisamente più tranquillo. Esco dall’albergo verso le 10:00, prendo il taxi e vado a <em>Kyomise Karakoro</em> da dove prendo il <em>Horikawa Boat</em>, una piccola imbarcazione per i turisti che desiderano navigare per i canali di Matsue passando sotto i 16 ponti.</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-horikawa-boat-736.jpg" title="Dalla barca Horikawa Boat a Matsue" class="thickbox" rel="singlepic173" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/173__320x240_matsue-horikawa-boat-736.jpg" alt="         Dalla barca Horikawa Boat a Matsue                      " title="         Dalla barca Horikawa Boat a Matsue                      " /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-horikawa-boat-756.jpg" title="Dalla barca Horikawa Boat a Matsue" class="thickbox" rel="singlepic172" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/172__320x240_matsue-horikawa-boat-756.jpg" alt="         Dalla barca Horikawa Boat a Matsue                      " title="         Dalla barca Horikawa Boat a Matsue                      " /></a> <em>vista dalla piccola imbarcazione</em></center></p>
<p>A guidare la barca una signora di mezza età simpaticissima che oltre a spiegare i posti che si vedevano cantava le canzoni tradizionali di Matsue e cercava di fare del suo meglio per spiegare in due parole di inglese. Anche oggi la giornata è piena di sole e per fortuna non faceva ancora quel caldo che inevitabilmente soffocherà l’estate. Arrivo dinnanzi all’entrata principale del castello; si può proseguire oppure scendere per poi salire sulla barca anche più tardi. Il biglietto è valido per tutto il giorno e può essere usato diverse volte. Decido di visitare nuovamente il castello, l’adiacente Matsue-jinja e il museo di storia moderna. Nel castello giravano delle scene per un drama che la NHK di Osaka produce. Si poteva comunque entrare ma bisognava stare in silenzio. Arrivo in cima e posso seguire le registrazioni di una scena a pochi metri di distanza. Il titolo è “<em>Danran</em>” che in dialetto di Matsue significa grazie (nei ristoranti ti saluteranno con Danran). Ripasso ancora la Shiome Nawate e ritorno alla barca Horikawa per ritornare al posto d’origine. Il cielo era sereno e si sentiva comunque il caldo… decido di mangiare qualcosa e torno in albergo per una piccola pausa. L’ultima sera di Matsue si avvicina e l’ultimo tramonto al lago non deve mancare. Una serata romantica con l’aria di Matsue che con una leggera brezza mi dava appuntamento per l’anno prossimo. Il sole scende e si nasconde dietro le montagne dietro il lago… si fa sera.</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/dscn0140.jpg" title="i coniglietti al Shimane Art Museum al lago di Shinji" class="thickbox" rel="singlepic178" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/178__320x240_dscn0140.jpg" alt="       i coniglietti al Shimane Art Museum al lago di Shinji                        " title="       i coniglietti al Shimane Art Museum al lago di Shinji                        " /></a> <em>i coniglietti al Shimane Art Museum al lago di Shinji</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/dscn0264.jpg" title="Un monumento nei pressi di Shinji-ko - Matsue" class="thickbox" rel="singlepic177" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/177__320x240_dscn0264.jpg" alt="      Un monumento nei pressi di Shinji-ko - Matsue                         " title="      Un monumento nei pressi di Shinji-ko - Matsue                         " /></a> <em>Un monumento nei pressi di Shinji-ko - Matsue</em></center></p>
<p>Vado sul sicuro e ritorno al piccolo ristorante locale in cui ci sono stato la prima sera a Matsue. Il locale a conduzione famigliare con la figlia che parla un po’ di italiano si trova vicino al ponte O-hashi (lato nord) e dovrebbe essere presente nella Lonely Planet. Prendo il solito; il Unagi tadaki (anguilla battuta che dovrebbe fare miracoli la mattina seguente) e altri pesci del lago di Shinji… il tutto accompagnato da alcune ottime birre Yebisu.<br />
La serata finisce ufficialmente così e torno in albergo. Tre giorni densi di stupende immagini, profumi e ricordi e… oltre 800 fotografie.<br />
Il giorno dopo torno a Osaka, questa volta non prendo la corriera ma il trenino che mi porta a Okayama dove prenderò lo shinkansen per Osaka. Qualche giorno a casa per poi ripartire il 18 per Nagasaki. Ritornerò a Osaka il 30 di giugno per starci praticamente un giorno solo: il primo di luglio, di notte, ho preso l’aereo per l’Italia… e ora finalmente un po’ di relax… figli permettendo <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Un viaggio nel vecchio Giappone - Matsue - prima parte</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 16:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un po finalmente riesco a trovare del tempo per scrivere del mio viaggio fuori Osaka a Matsue&#8230; un viaggio iniziato il 4 di giugno per finire poi con il rientro a casa il 14. Ci è voluto più del previsto perché per accompagnare il post desideravo prima preparare le gallerie fotografiche (13 gallerie nuove) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un po finalmente riesco a trovare del tempo per scrivere del mio viaggio fuori Osaka a Matsue&#8230; un viaggio iniziato il 4 di giugno per finire poi con il rientro a casa il 14. Ci è voluto più del previsto perché per accompagnare il post desideravo prima preparare le gallerie fotografiche (13 gallerie nuove) e alcune informazioni secondarie.<br />
Si, è Matsue la località che non volevo anticipare nei miei precedenti post&#8230; ma la cara <a title="il Sol Levante ed io." href="http://www.kazu-kura.blogspot.com/">Kazu</a> ha riconosciuto il luogo dalla foto &#8230;. grrrr (sarà stato il viso della ragazza?)<br />
Si è trattato della mia prima visita in questa città (e regione&#8230; Shimane-ken). Come al solito si trattava di un viaggio di lavoro ma siccome tutti mi parlavano molto bene di questa località ho aggiunto tre giorni interi ai sei giorni lavorativi per averne qualcuno per visitare i luoghi che più potevano interessarmi. Questo con la benedizione di mia moglie <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Da Osaka ho usato la corriera che parte dalla stazione di Umeda. L&#8217;autobus ci mette circa quattro ore e mezza per arrivare alla stazione centrale di Matsue&#8230; un po lunghetto ma per fortuna avevo con me un ottimo libro (<em>Hirohito - Emperor of Japan di Leonard Mosley-1966</em>) a tenermi compagnia.<br />
Arrivato a Matsue comincia subito il lavoro ma prima faccio il Check-in nell&#8217;albergo subito a sud della stazione. Il &#8220;Plaza Hotel&#8221;!!!! Pensavo a qualche albergo di lusso e invece uno degli alberghi più stretti in cui ho alloggiato in questi 10 anni in Giappone <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' />  Vabbè costava solo 4.000 Yen a notte quindi non c&#8217;è ragione per lamentarsi.</p>
<p><strong>Di giorno si lavora, di sera ci si diverte</strong> (motto &#8220;<em>sarariman</em>&#8221; giapponese)<br />
Matsue non è particolarmente conosciuto come posto della buona cucina ma ci sono alcuni piatti tipici e sono quest&#8217;ultimi che siamo andati a cercare. Oltre all&#8217;Izumo-soba (un po&#8217; più scuro e forse anche più &#8220;al dente&#8221;) si trovano i sette tipi di pesce del lago di Shinji (vedi la nuova <a title="Shinji-ko - lago di Shinji - fotografie e galleria fotografica" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-shinji-ko.html">galleria fotografica</a>).<br />
La città di Matsue ha circa 200.000 abitanti ed è quindi considerata &#8220;campagna&#8221; giapponese. Le case sono piccole e pochi sono gli edifici alti. Essendo stata risparmiata dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale, la città offre un qualcosa di &#8220;tradizionale&#8221; che poco si può vedere in altri posti del Giappone. Manco a Kyoto si può annusare l&#8217;aria del Giappone &#8220;vero&#8221;, cioè quello che ogni gaijin desidera trovare andando in Giappone.<br />
Specialmente la parte nord, quella a nord del fiume che divide il lago di Shinji e la laguna tanto per intenderci, è quella maggiormente &#8220;fedele&#8221; al Giappone del passato. Oltre al castello di Matsue (<a title="castello di Matsue - Matsue-jo" href="http://www.jappone.com/cultura/templi-castelli/castello-di-matsue-jo.html">informazioni sul castello</a> - <a title="fotografie del castello di Matsue - pictures of Matsue-jo" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-jo.html">galleria fotografica</a>) si può visitare la via &#8220;<em>Shiomi Nawate</em>&#8221; che ospita una vecchia residenza di un samurai, l&#8217;abitazione di Lacfadio Hearn (diventato poi Koizumi Yakumo), case da te e altre abitazioni dei vecchi tempi (di più nel mio prossimo post). Il luogo è molto suggestivo ma lo sarebbe di più non ci fosse la strada asfaltata abbastanza trafficata da macchine e corriere. Da un lato i vecchi edifici di una volta e dall&#8217;altro un canale e poi i giardini del castello che padroneggia la città&#8230; &#8220;<em>Ai rabu it</em>&#8221; (dall&#8217;inglese  <em>I love it</em>)  mi dice una ragazza del posto riferendosi proprio al castello (la pronuncia della ragazza mi aveva fatto capire in un primo momento &#8220;<em>I rabbit</em>&#8221; <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> e ho colto l&#8217;occasione per la stupida battuta: &#8220;<em></em><em>anata Rabbit desuka?</em> (sei un coniglio?)&#8221; LOL  inutile aggiungere che da brava giapponese ha preso tutto sul serio).<br />
La prima sera a Matsue prendo proprio l&#8217;occasione per una bella e sana camminata verso il castello (ma prima mi gusto il famoso tramonto dal lago di Shinji) e la via Shiomi Nawate. Era buio e si vedeva poco&#8230; trovo un negozietto del posto dove acquisto due pendenti in legno che poi regalerò a qualche conoscente non appena torno in Italia.<br />
Ero con un amico italiano e decidiamo di cercare un ristorantino, possibilmente con cucina locale. Troviamo un piccolo localino a conduzione famigliare (genitori e figlia che a nostra sorpresa parlucchiava abbastanza bene l&#8217;italiano!)</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/matsue/matsue-ristorante-locale-601.jpg" title="Ristorante locale a Matsue" class="thickbox" rel="singlepic165" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/165__320x240_matsue-ristorante-locale-601.jpg" alt="      Ristorante locale a Matsue                         " title="      Ristorante locale a Matsue                         " /></a> <em>locale che dovrebbe essere presente anche sulla guida della Lonely Planet (ci sono passato di giorno per la foto per il blog e poi una seconda volta di sera)</em></center></p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;atmosfera era molto famigliare ed estremamente semplice. Si mangia solo al piccolo banco (massimo una dozzina di persone ci hanno posto) e non ci sono tavoli. Ci facciamo consigliare (ma c&#8217;è anche il menu in inglese) e ci viene spiegato anche in italiano. Le sette prelibatezze del lago Shinji vengono servite in questo locale ma in questi giorni solo quattro sono a disposizione dei clienti. Prendiamo un <em>unagi</em> (anguilla) battuto, specialità della casa condito con diverse spezie. Il padre e proprietario del locale (che continuava a chiamarci &#8220;<em>italia-jin no kata san</em>&#8220;) ci avverte con una certa fierezza che questo pasto ci darà una carica sessuale estremamente sorprendente la mattina seguente! In città lui era l&#8217;unico a prepararlo. Inutile dire che rimaniamo leggermente imbarazzati&#8230; tutti sentivano (e facevano ben attenzione a cosa questi due gaijin dicevano). Poi <em>shijimi</em> per una persona (ichinin bun - porzione per una persona) che sembrava una porzione gigantesca&#8230; la figlia (quella che parla italiano) ci scherza sopra e da &#8220;ichinin bun&#8221; sorridendo lo chiama &#8220;ichinen bun&#8221; (porzione per un anno).<br />
Estremamente simpatici, vestiti con tipici abiti d&#8217;epoca, i proprietari servono i clienti sempre con il sorriso e simpatia. Ci saluteranno con inchini a non finire quando andremo via.<br />
Inutile nascondere che ci sentiamo leggermente osservati dal resto della clientela presente nel locale (<em>da dove arriveranno questi gaijin-san? Che lingua parlano questi gaijin-san?</em>). A queste domande avranno presto una risposta ma a loro arriverà una grande sorpresa (in città maggiori questo non sarebbe stato affatto una sorpresa ma a Matsue invece&#8230;). Una telefonata al mio amico (tra di noi parlavamo ovviamente in italiano) da parte di un giapponese. Il mio amico (che vive in Giappone da quasi 20 anni) risponde in giapponese e continua a parlare in giapponese&#8230; nel locale si susseguono gli Ahhhh&#8230;. e gli Ehhhh&#8230;. prima per il giapponese parlato e poi per aver capito la nostra professione. Eravamo al centro dell&#8217;attenzione del piccolo locale <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Ci eravamo scoperti quindi niente più italiano e inglese&#8230;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Al lago di Shinji con l&#8217;amico giapponese</strong><br />
Chi mi legge si ricorderà della mia visita a Sapporo di poche settimane fa. In quel caso ero l&#8217;unico italiano ma l&#8217;amico giapponese del caso che mi aveva portato nel locale notturno a Sapporo era uguale a quello che ho accompagnato al lago di Shinji (Shinji-ko) per ammirare uno dei leggendari tramonti. Ma prima del tramonto ci aspettava il quartiere dei templi di Matsue, il Tera-machi (vedi <a title="quartiere Teramachi a Matsue" href="http://www.jappone.com/gallerie/matsue-teramachi.html">galleria fotografica</a>). Una visita veloce alla parte sud di Tera-machi (qualche giorno dopo visiterò la parte nord) per dirigersi poi verso il lago.<br />
Il Shinji-ko è particolarmente famoso per i tramonti grazie anche all&#8217;isoletta (Yomegashima - isola di Yomega), soggetto preferito dai fotografi. Ogni sera la gente si ferma per gustarsi i tramonti&#8230; tante coppie, studenti e lavoratori che ammirano lo <em>yuhi</em> dopo il lavoro prima di tornare a casa. Questa sera il cielo era abbastanza nuvoloso e il tramonto non era quello che si vorrebbe trovare. Era la mia seconda serata al lago per ammirare il tramonto, altre tre ne susseguiranno.<br />
Scegliamo di cenare presso un ristorante tipico di Matsue, un locale consigliatoci da conoscenti del posto. Arriviamo al locale ma ci sono 40 minuti di attesa&#8230; cogliamo l&#8217;occasione dell&#8217;attesa per trovare un locale nelle vicinanze per un paio di birre. Chiediamo informazioni ad una persona a caso che gentilmente ci accompagna in un pub della zona. Il tizio era un butta-dentro di un &#8220;<em>kyaba-kura</em>&#8221; dall&#8217; inglese &#8220;<em>Cabaret Club</em>&#8221; (e quindi diminutivo di <em><strong>Kyaba</strong>retto <strong>kura</strong>bbu</em>), un tipo di locale PARTICOLARMENTE amato dai sarariman giapponesi.<br />
La serata era organizzata quindi&#8230; un paio di birre al pub, cena &#8220;tipica del posto&#8221; e &#8220;<em>niji-kai</em>&#8221; (il dopo-cena o fine-serata&#8230; esiste anche il sanji-kai ma la parola di per se dipende da cosa si faccia prima) nel locale del gentile signore che ci ha consigliato il pub.<br />
Tralasciamo le birre al pub e la cena (che era particolarmente buona, ci sono poi ritornato) e passiamo al Kyaba-kura. Ci arriviamo non sul tardi&#8230; il sistema prevede 5000 yen a testa per un&#8217;ora di conversazione con tre ragazze (20 minuti per ragazza) e drink illimitati, il solito whisky a basso costo della Suntory con tanta acqua e molto ghiaccio.<br />
Riaffermo la mia indecisione sul frequentare questo tipo di locali&#8230; ma forse il fatto che sto diventando un vero oyaji, ho una certa età e la buona esperienza a Sapporo (dopo quella pessima di qualche anno fa a Kagoshima) ho accettato mio malgrado di andarci anche in questa sera di Matsue. Ci rimaniamo per due ore.<br />
Inutile nascondere che tutte le tipe del locale sono carine e pure belline (forse anche grazie non solo alla poco illuminazione, abiti un po&#8217; sexy, trucco ma anche a qualche birra di troppo); sono aperte e sanno come cominciare a parlare con i maschietti che arrivano al locale. Sono tutte in abito da sera, particolarmente curate nel trucco e conoscono le giuste maniere del caso&#8230; cerco di essere specifico per la nostra amata Bunny-chan <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
La &#8220;mama&#8221;, la signora che controlla il tutto aveva solo 25 anni ed era forse la donna più piacevole di tutte&#8230; un gran bel pezzo di&#8230; bella ragazza.<br />
Il mio amico italiano ha scelto di continuare a parlare con la stessa ragazza per ambedue le ore che siamo rimasti nel locale. Tale scelta costerà cara&#8230; ma si ricompenserà nelle serate successive; e non aggiungo altro LOL<br />
Io e l&#8217;amico giapponese (un sacho di una ditta importatrice) la prendiamo sul divertente e ci limitiamo nella conversazione sul più e del meno. Confrontando con il locale di Sapporo devo dire che preferisco di gran lunga quello a Sapporo&#8230; grazie anche al &#8220;<em>Sapporo service</em>&#8221; che comprende la gamba di lei sulle tue&#8230; poi per pochi minuti lei seduta su di te&#8230; con la possibilità di &#8220;toccare&#8221; un pochino (sempre specificando il più possibile per Bunny-chan  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> )</p>
<p style="text-align: left;">Noi maschi siamo un po&#8217; così&#8230; inutile nasconderlo&#8230; piccoli piaceri innocui con dolci fanciulle altrettanto innocue nei periodi fuori casa; tutto entro i limiti: esattamente come il sistema prevede.</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/kyabakura-matsue.jpg" title="due ragazze di un Kyabakura a Matsue" class="thickbox" rel="singlepic163" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/163__320x240_kyabakura-matsue.jpg" alt="                         due ragazze di un Kyabakura a Matsue      " title="                         due ragazze di un Kyabakura a Matsue      " /></a> <em>due ragazze del kyaba-kura di Matsue.</em></center></p>
<p style="text-align: left;">Locali serali per prendersi una birra non sono facili a trovarsi. Chiedendo ai passanti abbiamo come risposta locali dove ci sono le ragazze filippine (Firippin kurabbu) che io odio e che non visiterò mai più!</p>
<p style="text-align: center;"><center><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/varie/nightshow-matsue.jpg" title="Nightshow club a Matsue" class="thickbox" rel="singlepic162" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/162__320x240_nightshow-matsue.jpg" alt="       Nightshow club a Matsue                        " title="       Nightshow club a Matsue                        " /></a> <em>Un&#8217;insegna di un Firippin kurabbu (Philippin club) - Showclub Infiniti</em></center></p>
<p style="text-align: left;">Mi sembra incredibile come anche nelle città più piccole questo tipo di locale esiste. Sembra proprio una mania dei maschi giapponesi di una certa età cercare le ragazze filippine, <em>conquistarle</em> e portarsele a letto&#8230; e non lo dico per semplice impressione personale ma conosco esempi a non finire.<br />
Sarariman ancora abbastanza giovani riescono ancora a trovare giovani ragazze giapponesi da sfruttare e &#8220;<strong>schiavizzare</strong>&#8221; (conosco personalmente diversi casi) ma quelli meno &#8220;<em>ninki</em>&#8221; (piacevoli) cercano e riescono sempre a trovare sfogo alle loro voglie solo nelle ragazzine giovani provenienti dalle Filippine. Nulla di anormale&#8230; anzi l&#8217;anormalità sembrerebbe nel contrario&#8230; il non avere un&#8217;amante giovane (amante per modo di dire&#8230; amante a pagamento sarebbe il termine più adeguato) è completamente OUT.</p>
<p style="text-align: left;">Cerco e trovo la Izumo-soba in un ristorantino vicino alla stazione centrale durante la pausa pranzo. Decisamente buona&#8230; al dente come piace a me. La comprerò come souvenir da portare a Osaka e mangiarla con la mia famiglia&#8230; ma ho il sospetto che l&#8217;abbiano già mangiata, grazie alla mia assenza  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Dopo sei lattine di birra questo post finisce qui&#8230; la seconda parte, quella dei tre giorni &#8220;non lavorativi&#8221; passati nella prefettura di Shimane arriverà a giorni (spero).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da Sapporo a Osaka passando per Nagoya</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 08:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<category><![CDATA[nagoya]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci eravamo lasciati ormai quasi due settimane fa mentre mi trovavo a Sapporo, nell&#8217;isola di Hokkaido, per gli ultimi tre o quattro giorni di permanenza.
Sono ritornato nel ristorante di cucina giapponese tipica di Hokkaido con i soliti colleghi di lavoro. Come scritto nel precedente post, al ristorante ci lavora il fratello di una mia collega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci eravamo lasciati ormai quasi due settimane fa mentre mi trovavo a Sapporo, nell&#8217;isola di Hokkaido, per gli ultimi tre o quattro giorni di permanenza.<br />
Sono ritornato nel ristorante di cucina giapponese tipica di Hokkaido con i soliti colleghi di lavoro. Come scritto nel precedente post, al ristorante ci lavora il fratello di una mia collega di lavoro (una collega che, assieme a suo marito, incontro spesso durante gli eventi organizzati dai grandi magazzini). Eravamo in sei e abbiamo avuto il piacere di provare alcune delle prelibatezze del posto, delle cose un po&#8217; speciali e preparate in nostro &#8220;onore&#8221;.<br />
Non sò il perché ma ad un certo punto si è iniziato a parlare dei vari spettacoli giapponesi quali feste, teatro&#8230; ho tirato in ballo il &#8220;<em>Miyako dori</em>&#8221; che un po tutti conoscono. A questo punto è successa una cosa alquanto curiosa che se all&#8217;inizio mi ha fatto sorridere, in un secondo momento mi ha messo in leggero imbarazzo. Una signora che era con noi ha svelato la sua passione per il <a title="Teatro di Takarazuka" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Takarazuka_Revue">teatro di Takarazuka</a> (<a title="Teatro di Takarazuka" href="http://kageki.hankyu.co.jp/">link ufficiale</a>), il teatro tutto al femminile vicino a Osaka. Si parlava quindi di questi spettacoli, delle attrici che sono delle vere e proprie star e delle varie rappresentazioni degli ultimi anni. Alla domanda se lo conoscevo ho risposto che ci sono stato tre o quattro volte e che ogni volta è stato una piacevolissima esperienza. Visibilmente sorpresa (e sinceramente non so il perché) mi guarda quasi incredula e mi chiede altre informazioni alle quali rispondo con diversi particolari. Dopo un po si gira e con aria beata fa agli altri colleghi &#8220;<em>ho parlato con uno che ha visto dal vivo le attrici e il teatro di Takarazuka&#8230;</em>&#8220;. Per lei ero quasi un idolo ormai&#8230; per il semplice fatto che sono stato al teatro che lei tanto amava. Avevo sentito in passato della devozione che diversi fan hanno per il teatro e per le attrici ma fino al punto di sentirsi quasi onorati (e sembrava proprio esserlo in quanto lo ha detto esplicitamente) per poter parlare con uno che ha solamente assistito ad alcune performance mi era del tutto nuova.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagyatower.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-200" title="Torre di Nagoya" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagyatower-225x300.jpg" alt="Torre di Nagoya" width="225" height="300" /></a><br />
<em>La torre di Nagoya vista dalla grande ruota che si trova a Sakae (Nagoya)<br />
</em></p>
<p>Prima di lasciare il ristorante il cuoco ci teneva a farmi vedere i suoi ferri di lavoro, dei fantastici coltelli da cucina. Prendendoli in mano ho avuto l&#8217;impressione netta di avere in mano dei piccoli capolavori artigianali. I coltelli erano poggiati su un supporto simile a quelli usati per le katana. Alcuni erano piccolini (più di trent&#8217;anni di attività e quindi spesso affilati) mentre due sembravano alquanto nuovi ed avevano la lama lunga almeno una trentina di centimetri. Sembravano tagliare bene <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
La sera successiva era di turno la pizza e siamo andati proprio in quella pizzeria che menzionavo nel post precedente: <strong>Orizzonte</strong>. Avevo gustato le loro pizze l&#8217;anno scorso e anche se, secondo me, sono un po&#8217; troppo croccanti, di certo sono tra le pizze migliori che si trovano in Giappone. Uno staff gentile e cordiale, il mangiare sempre ottimo, lo chef spesso presente tra gli ospiti per rassicurarsi che tutto sia di loro piacimento e un menù con un numero impressionante di errori ortografici e grammaticali. I miei colleghi mi invitano a correggere gli errori ma io preferivo assolutamente evitare di rischiare di far far loro una brutta figura davanti a dei clienti. A loro modo di vedere la cosa della correzione non poteva invece che far piacere ai proprietari del ristorante in quanto molti clienti giapponesi che vanno in un ristorante italiano parlano anche discretamente la nostra lingua. E infine chiamano qualcuno dello staff nonostante il mio &#8220;no&#8221;&#8230; Com&#8217;era imbarazzante essere li mentre dicevano che <strong>_IO</strong>_ ho notato degli errori sul loro menu. Situazione imbarazzante per ambedue le parti forse. Alla fine ho trovato oltre trenta errori (tra plurale e singolare, la &#8220;l&#8221; al posto della &#8220;r&#8221;, sintassi che talvolta non mi faceva capire il senso della frase), sinceramente un po tantini comunque.<br />
Eravamo tra gli ultimi ad uscire dal locale. Alcuni altri clienti sono usciti con noi dal locale. I chef (i fratelli Jin) ci salutavano all&#8217;uscita e quando eravamo tutti fuori mi giro per ricambiare i ringraziamenti che si susseguivano e noto che era uscito lo staff al gran completo e si era messo all&#8217;entrata per salutare con diversi inchini tutti i clienti. Estremamente cordiali e gentili.<br />
La penultima sera a Sapporo mi vedeva, con i soliti colleghi di lavoro, al <a title="kaiten zushi sapporo" href="http://www.stellarplace.net/floor_guide/38/">Kaitensushi</a> che si trova al sesto piano dello <a title="Stellar Place Sapporo" href="http://www.stellarplace.net/"><em>Stellar Place</em></a> (alla stazione JR dove si trovano anche i grandi magazzini di Daimaru). Un locale abbastanza grande che ha un solo punto a sfavore: la lunga lista d&#8217;attesa (sempre!). La lista d&#8217;attesa è praticamente sempre lunga e quando cito questo locale mi rispondono automaticamente &#8220;<em>ah, lì dove bisogna fare la coda per lungo tempo?</em>&#8220;. Conviene mettere il proprio nome in fondo alla lista e poi andare a farsi una passeggiata&#8230; nel nostro caso l&#8217;attesa era di 65 minuti, giusto il tempo per una comoda birra nel locale di fronte. Per chi desidera provare il sushi è comodo vedere prima di ordinare quello che arriverà sul tavolo e scegliere solo quei piatti che &#8220;ispirano&#8221; meglio <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /><br />
Finisce la serata e rimaniamo in due. Giusto il momento per un&#8217;ultima birra in qualche locale vicino? &#8220;<em>Ti porto in un locale in cui ci vado ogni volta che vengo a Sapporo&#8230; ti piacerà! Noi giapponesi ci togliamo lo stress da lavoro in questi posti!</em>&#8221; Non era proprio nei paraggi e arriviamo a Susukino, il quartiere della vita notturna. Il locale era chiuso e il mio amico chiede informazioni  (in uno di quei centri d&#8217;informazione per locali notturni) su altri locali simili in cui anche i gaijin possano entrare. Rassicurazioni sul mio giapponese parlato, la mia presunta buona educazione e la presenza del mio amico giapponese che mi fa da garante ci fa trovare un locale in qui &#8220;probabilmente&#8221; posso entrare (dopo qualche telefonata, ma volevano prima vedermi!). Si trattava di uno di quei locali in cui si parla semplicemente con delle ragazze che si siedono a tuo fianco. Niente di scandaloso quindi. Il sistema prevede 60 minuti con tre ragazze diverse per 20 minuti ciascuna. La particolarità sta nel &#8220;<em>Sapporo saabisu</em>&#8220;, ovvero il &#8220;bonus o service di Sapporo&#8221; che prevede che le ragazze usano mettere una loro gamba nuda sulle tue  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Vestite con un leggero abitino da sera si siedono di fianco e si comincia a chiacchierare del più e del meno. Non ho modo di fare molti paragoni con altri locali simili sparsi in Giappone ma devo ammettere che era piacevole &#8220;conversare&#8221; con queste ragazze&#8230; una più carina dell&#8217;altra.<br />
A intervalli la luce si abbassa ulteriormente e il &#8220;<em>Sapporo Saabisu</em>&#8221; prevede che la ragazza si siede sulle tue gambe&#8230; pochi minuti in cui i più audaci possono allungare un pochino le proprie mani e cercare della tenerezza in più (così ci ha spiegato e assicurato lo staff appena arrivati al locale). Inutile nascondere che i minuti passano in fretta <img class="wp-smiley" src="http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_redface.gif" alt=":oops:" /> inutile nascondere che l&#8217;esperienza è stata piacevole e specialmente innocua. Non starò per diventare troppo &#8220;giapponese&#8221;? Diversi lo affermano ma finchè ho l&#8217;impressione di essere me stesso la cosa non mi preoccupa.<br />
Anni fa mi avevano convinto di andare in un club di filippine a Kagoshima. Era la prima volta che andavo in questi locali e dopo le innumerevoli volte che mi avevano chiesto di andare con loro mi ero fatto convincere. Un&#8217;esperienza pessima che mi aveva fatto promettere di non andarci mai più. Oltre alla stupidità (relativa comunque) di pagare una ragazza per poterci &#8220;solo&#8221; parlare, la cosa era anche estremamente noiosa, artificiosa e mancava di qualsiasi feeling.</p>
<p>Ultimo giorno a Sapporo e poi volo per Nagoya per una nuova settimana di lavoro. Il volo era in forse in quanto era in arrivo un tifone ma fortunatamente al check-in confermano che il volo per Nagoya non subiva alcun cambiamento. Compro tre <em>kani</em> e un po&#8217; di pesce e lo spedisco a Osaka (per la gioia di mia moglie e dei miei piccoli) ed entro per prendere l&#8217;aereo. Speriamo che il tifone non cambi rotta. Poco prima di salire sull&#8217;aereo un annuncio che dapprima mi ha strappato un sorriso ma poi mi ha fatto riflettere un pochino&#8230;<br />
&#8220;<em>Gentili passeggeri del volo per Nagoya, a causa dei forti venti causati dal tifone non sarà sempre possibile durante il volo alzarsi per andare al bagno. Vi chiediamo quindi di usare il bagno prima di salire sull&#8217;aereo. Vi auguriamo ancora un buon volo e ci scusiamo per gli eventuali inconvenienti</em>&#8220;. Mancava solo che aggiungesse &#8220;<em>Che Dio ve la mandi buona!</em>&#8221; <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /><br />
Il volo era effettivamente alquanto mosso, a tratti sembrava di essere letteralmente sulla giostra. Penso che almeno due terzi dei posti erano ancora liberi e la cosa non tranquillizzava per nulla. Ogni tanto qualche gridolino accompagnava le &#8220;scosse&#8221; più forti. Il cielo poi comincia pian pianino ad aprirsi e si cominciava ad intravedere il paesaggio scorrere in basso. Ad un certo momento si avvicina una hostess che gentilmente mi fa notare che se mi sposto sulla parte destra dell&#8217;aereo posso vedere le Alpi giapponesi, &#8220;<em>di solito i passeggeri chiedono sempre i posti al finestrino sulla parte destra dell&#8217;aereo</em>&#8220;. Stupende montagne con le cime innevate, piccole valli, sentieri che passano per le vette e qualche diga&#8230; poi piccole cittadine, campi di riso; tanta natura.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacimitero.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-202" title="Cimitero a Hoshigaoka" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacimitero-300x225.jpg" alt="Cimitero a Hoshigaoka" width="300" height="225" /></a><br />
<em>Il cimitero che si trova a Hoshigaoka (Nagoya)</em></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacimitero2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-203" title="Cimitero a Hoshigaoka" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacimitero2-300x225.jpg" alt="Cimitero a Hoshigaoka" width="300" height="225" /></a> <em><br />
Cimitero a Hoshigaoka con delle statue dedicate a Baiking-man (della serie Ampan-man) e Hello Kitty</em></p>
<p style="text-align: left;">Arrivo a Nagoya (dovrebbe essere la settima o ottava volta che arrivo in questa città) e il clima è molto diverso della &#8220;fresca&#8221; Sapporo. L&#8217;arrivo imminente dell&#8217;estate si fa sentire.<br />
A Nagoya non ho visto molto questa volta nonostante gli otto giorni di permanenza. Il mio albergo si trovava a 30 minuti dal luogo di lavoro e mi toccava prendere la metropolitana ogni giorno. Ho colto l&#8217;occasione di provare i cibi del luogo e ogni sera si andava in un luogo diverso. Un paio di volte sono andato a Sakae che era ad una stazione dal mio albergo e che conosco meglio in quanto ci sono stato per 5 volte (sempre per una settimana) e conosco dei locali in cui si mangia abbastanza bene.<br />
Ho colto l&#8217;occasione per salire (con un&#8217; amica che ho appena conosciuto e che lavorava di fianco a me durante la permanenza a Nagoya) sulla grande ruota che si trova proprio in zona. I minuti passano in fretta con un panorama così romantico <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Una mattina mi sveglio poco dopo le otto di mattina a causa dei rumori causati dalle ambulanze, vigili del fuoco e macchine della polizia che passavano in vicinanza. Chissà cosa sarà successo&#8230; di sicuro non lontano dall&#8217;albergo ho pensato. Le vetture con le sirene continuavano a passare e decido di alzarmi. Guardo dalla finestra e noto con stupore che proprio sotto la mia finestra (ero comunque al 11-esimo piano) si trovavano diverse vetture dei vigili del fuoco, ambulanze e macchine della polizia. Un via-vai di vigili del fuoco con tanto di maschere anti-gas, bombole di ossigeno sulle spalle. Il passaggio per i pedoni è stato chiuso ed era impossibile anche attraversare la strada. Davanti all&#8217;albergo un gran numero di vigili e personale della sicurezza. &#8220;<em>Wow, una prova di sicurezza</em>&#8221; mi son detto.<br />
Scendo per andare al lavoro e noto vigili del fuoco dappertutto. Occupati con la radio di servizio mi sembrava di capire che il tutto era praticamente finito; alcuni vigili escono dall&#8217;ascensore in tenuta da &#8220;<em>disastro ambientale</em>&#8220;. Era successo qualcosa al settimo piano. Scoprirò poi in giornata che una giovane ragazza di 22 anni ha tentato il suicidio nella propria camera usando del gas velenoso. La ragazza aveva comunque trovato la forza di chiamare aiuto&#8230; non so se si sia salvata ma credo di si comunque. I casi di suicidio (o tentato suicidio) con certi gas che si possono formare comprando dei prodotti liberamente in commercio sembrano preoccupare e ultimamente questi casi entrano relativamente spesso nella cronaca.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacomshotel.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-201" title="Vigili del fuoco" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacomshotel-150x150.jpg" alt="Vigili del fuoco" width="150" height="150" /></a><br />
<em>I vigili del fuoco davanti al mio albergo a Nagoya<br />
Una ragazza ha tentato il suicidio</em></p>
<p>Ieri sono tornato nella mia Osaka ma dalla prossima settimana sarò nuovamente fuori città per una decina di giorni. Non anticipo nulla se non che si tratta di un posto molto bello e spero di poter scattare diverse fotografie da farvi vedere. Non ci sono mai stato ma da quello che ho trovato su internet si prospettano un paio di giorni bellissimi. Ho deciso, infatti, di aggiungere un paio di giorni alla settimana di lavoro per gustarmi il luogo fino in fondo (con la benedizione di mia moglie). Uno dei templi più antichi del Giappone ed un museo sono al centro degli interessi per i turisti del luogo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacaffelento.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-204" title="Caffe Lento" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/nagoyacaffelento-150x150.jpg" alt="Caffe Lento" width="150" height="150" /></a><br />
<em>Conosciamo la catena di caffe che si chiama &#8220;Caffe Veloce&#8221; ma nel mio albergo ho visto anche questo che si chiama &#8220;Caffe Lento&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Sapporo, per pochi giorni in una delle città che amo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 14:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<category><![CDATA[hokkaido]]></category>

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		<description><![CDATA[Devo ammettere che è passato un bel po&#8217; di tempo dal mio ultimo post e di ciò mi devo scusare. Ci eravamo lasciati che ero a Tokyo pronto per un paio di serate con amici per cercare di conoscere un po&#8217; più da vicino la capitale nipponica. Un imprevisto mi ha fatto tornare in Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Devo ammettere che è passato un bel po&#8217; di tempo dal mio ultimo post e di ciò mi devo scusare. Ci eravamo lasciati che ero a Tokyo pronto per un paio di serate con amici per cercare di conoscere un po&#8217; più da vicino la capitale nipponica. Un imprevisto mi ha fatto tornare in Italia immediatamente e il mio soggiorno a Tokyo finisce bruscamente.<br />
Sono ritornato in Giappone il 10 maggio; veloce abbraccio con i bimbi e poi partenza per l&#8217;Hokkaido. Sono a Sapporo fino al 19 di maggio poi in aereo mi trasferirò a Nagoya per un&#8217;altra settimana prima di tornare a casa: la mia sempre adorata Osaka.<br />
E&#8217; la sesta volta che vengo a Sapporo, sempre per una settimana o poco più. Ci vengo sempre molto volentieri, tant&#8217;è che sarebbe una delle due città giapponesi in cui preferirei vivere se dovessi cambiare città (l&#8217;altra è Fukuoka).<br />
Il volo Osaka-Sapporo è stato stupendo! Ho avuto modo di ammirare dall&#8217;alto diverse località in cui non sono mai stato. La rotta di volo passava per le coste occidentali del Giappone e la giornata di sole mi metteva voglia di essere su una di quelle spiagge che vedevo scorrere in basso. Ma probabilmente fa ancora troppo freddo&#8230; a Sapporo oggi ci sono 12 gradi.<br />
Quest&#8217;anno soggiorno per la prima volta al <a href="http://www.crosshotel.com/eng_sapporo/index.html" title="Cross Hotel di Sapporo">Cross Hotel</a>, un albergo nuovo (aperto nel luglio del 2007, stando alle parole della giovane ragazza dello staff che mi ha accompagnato in camera) e molto moderno. Mi sono trovato subito a mio agio grazie anche all&#8217;accoglienza di tre giovani ragazze alla reception gentilissime e veramente molto, ma molto carine  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="left">E&#8217; un albergo diverso dal solito (ce ne sono solo due in Giappone: uno a Sapporo e l&#8217;altro a Osaka), camere molto interessanti&#8230; nel senso che hanno una linea moderna e design moderno. Ho la camera al13-esimo piano e dalle finestre ho la torre di Sapporo in bella vista.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/vistadalbagno.jpg" title="La torre di Sapporo vista dal mio bagno d&#039;albergo" class="thickbox" rel="singlepic142" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/142__320x240_vistadalbagno.jpg" alt="La torre di Sapporo vista dal mio bagno d&#039;albergo" title="La torre di Sapporo vista dal mio bagno d&#039;albergo" /></a> <em>Come vedo la torre di Sapporo comodamente dalla mia vasca da bagno.</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/camera.jpg" title="camera del mio albergo a Sapporo" class="thickbox" rel="singlepic149" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/149__320x240_camera.jpg" alt="camera del mio albergo a Sapporo" title="camera del mio albergo a Sapporo" /></a> <em>due letti e quattro cuscini (uno spreco per chi è da solo</em>  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':sad:' class='wp-smiley' />  )<br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/comandorimovibilecesso.jpg" title="telecomando del cesso nell&#039;albergo a Sapporo" class="thickbox" rel="singlepic148" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/148__320x240_comandorimovibilecesso.jpg" alt="telecomando del cesso nell&#039;albergo a Sapporo" title="telecomando del cesso nell&#039;albergo a Sapporo" /></a> <em>il comando a distanza (rimovibile) del cesso&#8230; c&#8217;è proprio tutto da poter regolare a piacimento!</em></p>
<p align="left">Una delle cose che maggiormente ammiro è il bagno relativamente grande senza la scomoda tendina da chiudere quando ci si fa la doccia. Si tratta infatti come di una grande &#8220;doccia&#8221; con una vasca da bagno in più. I saponi e shampoo sono  al te verde (profumatissimi), il lavandino è trasparente, l&#8217;asciugacapelli si trova in un elegante sacchettino nero con il logo dell&#8217;albergo (una grande &#8220;X&#8221;). Tutto molto pulito, elegante (tutto sul nero/bianco) e comodo (specialmente la poltrona sulla quale sono seduto in questo preciso istante  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' />  ).<br />
Ammiro molto il sistema TV messo a disposizione degli ospiti. Quasi 200 film a disposizione da poter vedere in qualsiasi momento, richiamabili a comando da un comodo menu diviso in categorie: film d&#8217;epoca, drama, varietà, film, film stranieri e categoria di film per adulti  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_redface.gif' alt=':oops:' class='wp-smiley' />  tutto compreso nel prezzo.
</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/telecomando.jpg" title="telecomando in albergo a Sapporo" class="thickbox" rel="singlepic143" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/143__320x240_telecomando.jpg" alt="telecomando in albergo a Sapporo" title="telecomando in albergo a Sapporo" /></a>  <em>il telecomando per la TV in camera. Notate il pulsante giallo al centro a sinistra &#8220;enjoy&#8221; con la scritta laterale che dice &#8220;O-tanoshimi! Botan&#8221; (pulsante di divertimento). Inutile specificare a quale categoria porta</em>  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_twisted.gif' alt=':twisted:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="left">Sapporo è la quinta città per numero della popolazione (quasi due milioni di abitanti) del Giappone ed è una città molto &#8220;nuova&#8221;! Sapporo ha solo 140 anni di storia ed è nata solo nel 1868 dopo la decisione del governo centrale di Tokyo di formare una nuova capitale amministrativa per l&#8217;isola di Hokkaido. Fino ad&#8217;allora il luogo in cui oggi si trova Sapporo era sede di alcuni villaggi degli Ainu, gli indigeni di Hokkaido. Il nome &#8220;<em>Sapporo</em>&#8221;  deriva dalla lingua  indigena degli  Ainu e significa  &#8220;<em>grande fiume che passa per i piani</em>&#8220;. Negli anni 1870 si chiese l&#8217;aiuto agli americani per lo sviluppo della nuova città, una città che si formò partendo dalla <em>Odori Koen</em>, un parco verde che tuttora esiste. Una città, dunque, in stile americano ad angoli retti e suddivisa in blocchi.<br />
Grazie alla immigrazione in Hokkaido, Sapporo cresceva economicamente con risultati talmente soddisfacenti da far abolire la commissione per lo sviluppo della città già nel 1882.<br />
Nel 2001 si completa il <em>Sapporo Dome</em>, stadio in cui si sono tenuti tre incontri di calcio nei mondiali nippo-coreani. Uno dei tre incontri ha visto l&#8217;Italia contro l&#8217;Ecuador. Credo che l&#8217;Italia sia particolarmente amata da queste parti. I ristoranti italiani non mancano e il campione mondiale per le pizze ha una pizzeria proprio qui a Sapporo che si chiama &#8220;<em>Orizzonte</em>&#8221; (Minami 2 Nishi 5 Bldg. piano terra, Chuo-ku, Sapporo, codice postale: 060-0062). Ci sono stato l&#8217;anno scorso e ho visto le foto con lo chef alla premiazione per miglior pizzaiolo del mondo. Ma i ristoranti italiani a Sapporo sono tanti&#8230; ne conosco altri ma ci vado molto raramente. A Sapporo bisogna per forza gustare le prelibatezze (che assolutamente non mancano) del posto. Primo fra tutti consiglio il <a href="http://ja.wikipedia.org/wiki/%E3%82%B8%E3%83%B3%E3%82%AE%E3%82%B9%E3%82%AB%E3%83%B3%E9%8D%8B#.E3.82.B8.E3.83.B3.E3.82.AE.E3.82.B9.E3.82.AB.E3.83.B3.E9.8D.8B" title="jingisukan">Jingisukan</a>, un barbecue con carne di agnello, e poi il miso-ramen (ramen con miso).
</p>
<p align="left">L&#8217;altro ieri ho avuto modo di gustare ottima cucina di Hokkaido assieme a colleghi di lavoro. Il fratello di una collega è chef in un ottimo ristorante a Sapporo. Eravamo in una decina&#8230; ovviamente ero l&#8217;unico occidentale, anche se ormai loro mi vedono psicologicamente più giapponese che non occidentale, o meglio dire, straniero. Questo mi ha aperto molti canali altrimenti chiusi e riservati&#8230; non so se è un bene (penso di si comunque) ma credo di riuscire a mantenere la mia identità (comunque pluri-culturale)&#8230; ma ciò non deve comunque per nessuno, a mio avviso, avvenire con forza. Ognuno di noi è diverso&#8230; è un individuo. Entrare a far parte di una nuova società non significa accettare o condividere i nuovi valori o ideali sempre e comunque;  significa rispettare con umiltà idee diverse dalle proprie e guadagnarsi il rispetto altrui con serenità e soprattutto onestà.Troppo spesso  incontro stranieri che &#8220;sbavano&#8221; dietro la cultura giapponese&#8230; e tra questi, chi si ferma in Giappone per questa sola ragione (cercando pure di essere più &#8220;giapponesi&#8221; dei giapponesi stessi), prima o poi si bruciano di certo. I casi che conosco non sono pochi, anzi&#8230; alcuni sono anche alquanto tragici.</p>
<p align="left">Altri 4 giorni nella mia adorata Sapporo, domani sarò nuovamente, mio malgrado, in televisione&#8230; la scimmietta di turno per i loro programmi popolari della mattina  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/sapporotower.jpg" title="Torre di Sapporo" class="thickbox" rel="singlepic145" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/145__320x240_sapporotower.jpg" alt="Torre di Sapporo" title="Torre di Sapporo" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/sapporotower2.jpg" title="torre di Sapporo" class="thickbox" rel="singlepic144" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/144__320x240_sapporotower2.jpg" alt="Torre di Sapporo" title="Torre di Sapporo" /></a> <em>La torre di Sapporo vista questa sera.</em></p>
<p align="left">Non mancherà di mangiare l&#8217;ottimo &#8220;kani&#8221;, che qui in Hokkaido è un &#8220;must&#8221;, prima di partire per Nagoya e l&#8217;ottimo salmone, di qui la gente di Hokkaido ne va matta&#8230; o almeno così dicono, sta di fatto che il salmone è tra i cibi maggiormente presenti nella dieta tradizionale di Hokkaido.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/sapporoclocktower.jpg" title="Sapporo Clock Tower" class="thickbox" rel="singlepic147" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/147_web20_320x240_sapporoclocktower.jpg" alt="Sapporo Clock Tower" title="Sapporo Clock Tower" /></a>  <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/sapporoclocktower2.jpg" title="Sapporo Clock Tower" class="thickbox" rel="singlepic146" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/146__320x240_sapporoclocktower2.jpg" alt="Sapporo Clock Tower" title="Sapporo Clock Tower" /></a>  <em>La Sapporo Clock Tower<br />
Uno dei luoghi maggiormente visitati dai turisti.<br />
Uno degli edifici più antichi di Sapporo. L&#8217;edificio fu costruito nel 1878 e l&#8217;orologio (che tuttora batte ogni ora) fu reso operativo nel 1881. Attualmente è un museo aperto al pubblico per soli 200 Yen.</em>
</p>
<p align="left">Non mi resta che finire la birra che ritrae la &#8220;Sapporo Clock Tower&#8221; e la statua di William Smith Clark, primo vice-presidente del collegio agri-culturale di Sapporo.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/sapporo/birrasapporo.jpg" title="Birra a Sapporo" class="thickbox" rel="singlepic150" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/150__320x240_birrasapporo.jpg" alt="Birra a Sapporo" title="Birra a Sapporo" /></a>  <em>La mia sempre adorata birra con la statua di William Smith Clark&#8230; nello sfondo la torre di Sapporo</em></p>
<p align="left">Se passate per Sapporo non dimenticate di passare per <em>Susukino</em>. E&#8217; il quartiere per la vita notturna con discoteche, pub e locali per i salariman (soap-land, hostess bar e puttanai vari).  Altri punti di interesse è la stazione centrale di Sapporo che ospita i grandi magazzini di <em>Daimaru</em> e la <em>JR Tower</em> che offre, oltre ai tantissimi negozi  anche cinema, ristoranti e panoramica della città.</p>
<p align="left">Per concludere desidero ringraziare la carissima Bunny-chan che  dal suo blog sul Giappone ha deciso di premiarmi di un premio, il premio <a href="http://www.bunnychan.it/personali/il-premio-d-eci-e-lode/" title="premio dieci e lode per jappone.con">Dieci e lode</a> che di certo non mi aspettavo. Il <a href="http://www.bunnychan.it/" title="Bunny-chan">blog di Bunny</a> è un blog pieno di informazioni, attualità e curiosità sul Giappone. L&#8217;autrice è un&#8217;esperta della cucina nipponica e sul suo blog si trovano fantastiche ricette.  Da un blog così popolare e da una persona così esperta della cultura giapponese aspettarsi un premio, un elogio&#8230; una considerazione tale mi dà tantissima forza per continuare un progetto (questo blog) che spesso penso di abbandonare. Un Grazie  con la &#8220;<strong>G</strong>&#8221; maiuscola per Bunny-chan per la fiducia data e per l&#8217;amicizia vera che riesce a darmi dopo tanti anni che ci conosciamo.</p>
<p align="left">In vena di ringraziamenti aggiungo quelli per <a href="http://www.kazu-kura.blogspot.com/" title="?????? il Sol Levante ed io."><strong>Kazu</strong></a> che sempre mi è vicina e che stranamente ama visitare questo mio blog amatoriale. Ti ringrazio pubblicamente per tutto il tuo supporto (sia in blog che nelle email private)&#8230; è stato veramente di gran aiuto, specialmente in questo periodo non tanto felice della mia vita.</p>
<p align="left">Un grazie ancora per tutti coloro che hanno commentato i miei post durante la mia assenza. Non esitate a commentarli&#8230; anche negativamente! Ogni commento e/o critica aiuta a migliorare la mia &#8220;visione&#8221; sul Giappone.</p>
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		<title>Una settimana a Matsuyama</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 12:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi segue il blog saprà che viaggio relativamente spesso per il Giappone. Ultimamente ho passato una settimana nella città di Matsuyama, una città che si trova nell&#8217; isola di Shikoku.
L&#8217;aeroporto non si trova lontano e in circa 30 minuti di autobus si arriva in centro.
Ci sono stato per una settimana e ho avuto modo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi segue il blog saprà che viaggio relativamente spesso per il Giappone. Ultimamente ho passato una settimana nella città di Matsuyama, una città che si trova nell&#8217; isola di Shikoku.<br />
L&#8217;aeroporto non si trova lontano e in circa 30 minuti di autobus si arriva in centro.<br />
Ci sono stato per una settimana e ho avuto modo di gustare la cucina locale che è molto buona. Chi va nello Shikoku deve per forza provare Udon   <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':grin:' class='wp-smiley' /><br />
Come spesso succede durante questi viaggi non riesco a vedere troppo della città ma in compenso ho la possibilità di conoscere molta gente, di parlarci e conoscere molte cose nuove e di vedere diversi locali la sera.<br />
Come sempre faccio, cerco di conoscere le realtà delle persone che lavorano nel campo che meglio conosco e per la mia ricerca personale ho trovato diverse conferme su ciò che ho raccolto in questi ultimi anni di ricerca nel mondo lavorativo giapponese. Aspetto altre conferme (o smentite) e altri casi per poi sintetizzare i frutti della ricerca in un post futuro  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_rolleyes.gif' alt=':roll:' class='wp-smiley' /><br />
Matsuyama significa letteralmente &#8220;pino&#8221; (matsu) e &#8220;montagna&#8221; (yama) e ha una popolazione di quasi 500.000 persone. Una città tranquilla con molto verde rispetto ad altre città che ho visitato. E&#8217; la terza volta che ci sono andato e anche questa volta ho colto l&#8217;occasione per visitare uno dei più bei castelli del Giappone: il Masuyama-jo, castello di Matsuyama.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/castelli/matsuyamajo.jpg" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" class="thickbox" rel="singlepic133" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/133__320x240_matsuyamajo.jpg" alt="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" /></a>  <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/castelli/matsuyamajo2.jpg" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" class="thickbox" rel="singlepic132" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/132__320x240_matsuyamajo2.jpg" alt="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/castelli/matsuyamajo3.jpg" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" class="thickbox" rel="singlepic131" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/131__320x240_matsuyamajo3.jpg" alt="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/castelli/matsuyamajo4.jpg" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" class="thickbox" rel="singlepic130" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/130__320x240_matsuyamajo4.jpg" alt="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" /></a> La nebbia al castello dà un&#8217;atmosfera tutta particolare&#8230; sembra di essere in un film</p>
<p>Il fondatore del castello di Matsuyama fu Yoshiakira Katoh che nacque nel 1563 nella prefettura di Aichi (vicino Nagoya). Nel 1635 il castello passò alla famiglia Matsudaira, e più precisamente al daimyo (lord feudale) Sadayuki Matsudaira. Matsudaira era un parente della famiglia Tokugawa (lo shogun) e durante la Restaurazione Meiji decise di sottomettersi all&#8217;autorità dell&#8217;imperatore. In questo modo si è evitato la distruzione del castello.</p>
<p>Il castello si trova sul monte Katsuyama a quota 132 metri ed è raggiungibile ovviamente a piedi ma anche con una funivia (500 yen per l&#8217;andata e ritorno) oppure con una seggiovia. Ci si arriva in pochissimi minuti.<br />
La visita di quest&#8217;anno al castello di Matsuyama era di mattina, una mattina nuvolosa con leggera pioggia. A causa della pioggia la seggiovia non era in servizio e si poteva usare solo la funivia. Sette anni fa avevo scelto la funivia per la salita e la seggiovia per scendere; si trovano parallelamente a pochi metri di distanza.<br />
Una bellissima esperienza che si rinnova dopo sette anni la visita al castello; a maggio cercherò di aggiungere una galleria fotografica del castello sul sito. Sono stato particolarmente fortunato perché i ciliegi erano in pieno splendore. Uno spettacolo!<br />
Ad accompagnarmi c&#8217;era una ragazza italiana che è arrivata in Giappone per lavoro: la prima visita in Giappone. Spero che la visita al castello sotto la mia umile guida abbia contribuito a dare un&#8217;immagine positiva sulle bellezze presenti in Giappone.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/castelli/matsuyamajo5.jpg" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" class="thickbox" rel="singlepic129" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/129__320x240_matsuyamajo5.jpg" alt="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" title="Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama" /></a>  Una vista dall&#8217;interno del castello. L&#8217;entrata è di 500 yen.</p>
<p>Quello che ho notato subito a Matsuyama è il distretto a luci rosse&#8230; non passa mai inosservato con tutti quei buttadentro presenti, tutte quelle ragazze che vanno al &#8220;lavoro&#8221; in prima serata&#8230; e quelle che salutano i clienti ininterrottamente durante la serata. Talvolta mi sembra di vivere letteralmente in un puttanaio e la cosa mi fa una certa tristezza. Se l&#8217;offerta rispecchia la domanda è ovvio che ci troviamo di fronte una cultura che accetta allegramente l&#8217;infedeltà e la prostituzione&#8230; prostituzione che prende diversi nomi (massaggi, delivery health, hostess bar che con un bonus fanno di tutto&#8230;) per far sembrare diversa la cosa ma sempre prostituzione è, sempre tutto ben mascherato e reso quindi legale.</p>
<p>Adesso sono a Tokyo e ci starò per due settimane ma per questo ci sarà un altro post  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':grin:' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Oita tra lo shopping e i kabosu</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 07:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jappone</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dopo un paio di giorni di assenza rieccomi di ritorno. Sono stato 7 giorni a Oita, una cittadina di quasi 500.000 abitanti situata nella parte settentrionale dell&#8217;isola di Kyushu. E&#8217; la quarta o quinta volta che visito questa città che trovo sempre molto tranquilla ed ospitale. Il modo migliore per arrivarci è comunque l&#8217;aereo anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>D</strong>opo un paio di giorni di assenza rieccomi di ritorno. Sono stato 7 giorni a <a href="http://www.jappone.com/cultura/citta-giapponesi/oita.html" title="città di Oita">Oita</a>, una cittadina di quasi 500.000 abitanti situata nella parte settentrionale dell&#8217;isola di Kyushu. E&#8217; la quarta o quinta volta che visito questa città che trovo sempre molto tranquilla ed ospitale. Il modo migliore per arrivarci è comunque l&#8217;aereo anche se i collegamenti su rotaie sono molto buoni. E&#8217; possibile infatti arrivare fino a Kokura (città di Kitakyushu) con lo shinkansen per poi cambiare e prendere la coincidenza per Oita (mi sembra per 2.500 Yen) con il treno <em>Sonic</em> della JR. Il Sonic (oppure il Nichirin Express) può essere preso anche da Fukuoka se arrivate nel Kyushu in aereo. Dall&#8217;aeroporto di Oita bisogna calcolare circa un&#8217;ora con l&#8217;autocorriera (1.500 yen) oppure 25 minuti usando il hovercraft (circa 3.000 Yen per sola andata) - (guarda il hovercraft dalla <a href="http://virtualglobetrotting.com/view.php?service=0&amp;mid=21044" title="hovercraft oita">mappa di Google</a>).</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita7.jpg" title="Oita - stazione treni e terminal autocorriere" class="thickbox" rel="singlepic76" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/76__320x120_oita7.jpg" alt="Oita - stazione dei treni e terminal delle autocorriere" title="Oita - stazione dei treni e terminal delle autocorriere" /></a> <em>Stazione ferroviaria e terminal delle autocorriere<br />
(per ingrandimento delle immagini cliccare)<br />
</em></p>
<p>Oita è particolarmente visitata da turisti per le terme, tra cui le più famose si trovano a Beppu, piccola località vicina ad Oita. Prendendo l&#8217;autobus per andare dall&#8217;aeroporto a Oita ho notato che si è praticamente svuotato a Beppu.  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':grin:' class='wp-smiley' /><br />
Appena arrivati alla stazione centrale di Oita si possono vedere intorno alla piazza gli svariati negozi, ristoranti, l&#8217;immancabile <em>Pachinko</em> e a poca distanza l&#8217;inizio della grande zona commerciale.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita6.jpg" title="Oita - albergo Comodo" class="thickbox" rel="singlepic77" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/77__320x150_oita6.jpg" alt="oita - Albergo comodo" title="oita - Albergo comodo" /></a> <em>L&#8217;albergo &#8220;Comodo&#8221; in cui ho alloggiato.<br />
Come potete immaginare, la ricezione TV era ottima</em>  <img src='http://www.jappone.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita4.jpg" title="Oita - Otomo Sorin" class="thickbox" rel="singlepic79" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/79__160x120_oita4.jpg" alt="Oita - statua di Otomo Sorin" title="Oita - statua di Otomo Sorin" /></a> <em>La statua dedicata a Otomo Sorin (monumento Jingujiura nanban boeki) </em></p>
<p>La città di Oita è capitale della regione da ormai 1300 anni e ricordi storici si possono ammirare in varie parti della città.  Otomo Sorin è una  delle figure più importanti della città. Daimyo del dominio Funai, Sorin pare abbia incontrato personalmente Francis Xavier e si sia convertito al cristianesimo.<br />
Al giorno d&#8217;oggi del castello di Funai (costruito circa 400 anni fa da <em>Naotaka Fukuhara</em>) rimangono solo le rovine&#8230; o meglio, ci sono le mura con le torri e all&#8217;interno ci hanno costruito un edificio orrendo (Bunka Kaikan - centro culturale).
</p>
<p align="center"> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita8.jpg" title="Oita - rovine del castello di Funai" class="thickbox" rel="singlepic75" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/75__320x120_oita8.jpg" alt="Oita - rovine del castello di Funai" title="Oita - rovine del castello di Funai" /></a> Alle rovine del castello Funai</p>
<p>Ho trovato il mangiare particolarmente buono. Con degli amici giapponesi mi sono recato in un izakaya (ce ne sono 7 della stessa catena a Oita) molto popolare e dove i costi sono veramente contenuti. Particolarmente interessante è e rimane sempre provare la cucina locale. Ho provato la Dangojiru, una specie di zuppa con carote, cipolle e lunghissimi &#8220;noodles&#8221;.</p>
<p align="center"> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita2.jpg" title="Oita - kamifusen" class="thickbox" rel="singlepic81" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/81__320x150_oita2.jpg" alt="Oita - ristorante " title="Oita - ristorante " /></a> <em>Questo si trova nelle vicinanze della stazione centrale</em></p>
<p>In generale Oita non ha molti posti da visitare e questo magari favorisce chi ci va per le terme. Per la vita notturna Oita non fa eccezione con le altre città giapponesi. Il distretto a luci rosse è ben popolato da gruppi di uomini pronti per andare al <em>sanji-kai</em>. La zona è fornita da ristoranti, pub, locali per massaggi (ovviamente particolari), karaoke e bar con intrattenitrici. Decisamente tanti i &#8220;buttadentro&#8221; che ho incontrato anche questa volta. Mi chiedo proprio come fanno ad assumere tanto personale.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita10.jpg" title="Oita - negozio Kitty Land" class="thickbox" rel="singlepic73" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/73__320x120_oita10.jpg" alt="Oita - negozio Kitty Land" title="Oita - negozio Kitty Land" /></a> <em>Non manca un negozio dedicato a <strong>Hello Kitty</strong></em></p>
<p>Oita conta quattro distretti principali per lo shopping, due dei quali sono sotto i propri shotengai (gallerie): <em>Galleria Takemachi</em> (che all&#8217;interno ospita un modello della &#8220;Santa Maria&#8221;),  <em>Funai Gobangai</em> (anche chiamata &#8220;Musical                                          Street&#8221; dagli stranieri residenti a Oita), <em>Centoporta</em> (parte dalla stazione) e <em>San-San Do-ri </em>(con le sculture in pietra raffiguranti animali). Alle ore 10 e alle 12 (ma credo anche alla sera) una musichetta indica l&#8217;apertura dei negozi, il mezzogiorno e la chiusura. Il Grande Magazzino (depaato) più noto a Oita è senza dubbio il <a href="http://www.tokiwa-dept.co.jp/">Tokiwa</a> che si trova nella Chuo-Dori tra la San-San Dori, Galleria Takemachi e Centoporta. Da notare come due delle zone commerciali hanno un qualcosa di italiano.</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita12.jpg" title="Oita - vista panoramica" class="thickbox" rel="singlepic71" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/71__320x120_oita12.jpg" alt="Oita - vista panoramica" title="Oita - vista panoramica" /></a> <em>Vista panoramica dai Grandi Magazzini di Tokiwa. Da questa foto la città non appare particolarmente bella.</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita13.jpg" title="Oita - chuo-dori" class="thickbox" rel="singlepic70" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/70__320x120_oita13.jpg" alt="Oita - chuo-dori" title="Oita - chuo-dori" /></a> <em>La Chuo-dori, in fondo a destra si trova la stazione centrale.<br />
Sul lato destra si può vedere l&#8217;entrata della zona commerciale di &#8220;Galleria Takemachi&#8221; mentre sulla sinistra si nota il Tokiwa.</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita15.jpg" title="
Oita - entrata nella zona shopping" class="thickbox" rel="singlepic68" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/68__320x120_oita15.jpg" alt="Oita - entrata nella zona shopping" title="Oita - entrata nella zona shopping" /></a> <em>L&#8217;entrata di Centporta (Centoporta) vicino alla stazione</em></p>
<p>Come spesso faccio durante i miei viaggi in Giappone, prima di tornare a Osaka mi fermo a comprare alcuni ricordi tipici del luogo. I kabosu (<em>Citrus sphaerocarpa)</em>, un agrume, è un prodotto tipico di Oita e viene usato come condimento sia per insalate che per pesce e sashimi oppure anche nel dare un sapore diverso al shochu. Ovviamente, essendo un prodotto così tipico per Oita, anche altri prodotti vengono confezionati con questo agrume. Importato dalla Cina durante il periodo Edo (Edo jidai 1603-1868), al giorno d&#8217;oggi viene usato anche per creare degli ottimi dolci, essenze per il bagno (ofuro) e liquori.</p>
<p align="center"> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/kabosukabosu.jpg" title="Oita - prodotti kabosu" class="thickbox" rel="singlepic87" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/87__320x120_kabosukabosu.jpg" alt="Oita - prodotti kabosu" title="Oita - prodotti kabosu" /></a> <em>un succo di kabosu assieme a dei dolci</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/kabosukabosu2.jpg" title="Oita - prodotti kabosu" class="thickbox" rel="singlepic86" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/86__320x120_kabosukabosu2.jpg" alt="Oita - prodotti kabosu" title="Oita - prodotti kabosu" /></a> <em>un liquore al kabosu</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/kabosukabosu3.jpg" title="Oita - prodotti kabosu" class="thickbox" rel="singlepic85" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/85__320x120_kabosukabosu3.jpg" alt="Oita - prodotti kabosu" title="Oita - prodotti kabosu" /></a> <a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/kabosukabosu4.jpg" title="Oita - prodotti kabosu" class="thickbox" rel="singlepic84" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/84__320x120_kabosukabosu4.jpg" alt="Oita - prodotti kabosu" title="Oita - prodotti kabosu" /></a> <em>Dei dango e altri dolci al gusto kabosu</em><br />
<a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/kabosukabosu5.jpg" title="Oita - prodotti kabosu" class="thickbox" rel="singlepic83" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/83__320x120_kabosukabosu5.jpg" alt="Oita - prodotti kabosu" title="Oita - prodotti kabosu" /></a> <em>E questi li ho provati ieri nell&#8217; ofuro.</em></p>
<p>Insomma, ho passato una bella settimana a Oita anche se in questi giorni faceva ancora abbastanza freddo. Se siete già stati in Giappone e volete vedere anche il Kyushu consiglio vivamente una visita a Oita, pernottando magari nella vicina Beppu per un rilassante Onsen (bagno termale).<br />
Altre città nel Kyushu che meritano una visita sono sicuramente Fukuoka (fermata Hakata se ci andate in Shinkansen), Kumamoto e Kagoshima.
</p>
<p align="center"><a href="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/oita/oita5.jpg" title="Oita - rovine del castello di Funai - torre rispecchiata nell&#039;acqua" class="thickbox" rel="singlepic78" ><img class="ngg-singlepic" src="http://www.jappone.com/blog/wp-content/gallery/cache/78_web20_320x240_oita5.jpg" alt="Oita - rovine del castello di Funai" title="Oita - rovine del castello di Funai" /></a> <em>Per finire l&#8217;immagine specchiata nell&#8217;acqua di una delle torri delle rovine del castello Funai.</em></p>
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