Da Sapporo a Osaka passando per Nagoya

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Ci eravamo lasciati ormai quasi due settimane fa mentre mi trovavo a Sapporo, nell’isola di Hokkaido, per gli ultimi tre o quattro giorni di permanenza.
Sono ritornato nel ristorante di cucina giapponese tipica di Hokkaido con i soliti colleghi di lavoro. Come scritto nel precedente post, al ristorante ci lavora il fratello di una mia collega di lavoro (una collega che, assieme a suo marito, incontro spesso durante gli eventi organizzati dai grandi magazzini). Eravamo in sei e abbiamo avuto il piacere di provare alcune delle prelibatezze del posto, delle cose un po’ speciali e preparate in nostro “onore”.
Non sò il perché ma ad un certo punto si è iniziato a parlare dei vari spettacoli giapponesi quali feste, teatro… ho tirato in ballo il “Miyako dori” che un po tutti conoscono. A questo punto è successa una cosa alquanto curiosa che se all’inizio mi ha fatto sorridere, in un secondo momento mi ha messo in leggero imbarazzo. Una signora che era con noi ha svelato la sua passione per il teatro di Takarazuka (link ufficiale), il teatro tutto al femminile vicino a Osaka. Si parlava quindi di questi spettacoli, delle attrici che sono delle vere e proprie star e delle varie rappresentazioni degli ultimi anni. Alla domanda se lo conoscevo ho risposto che ci sono stato tre o quattro volte e che ogni volta è stato una piacevolissima esperienza. Visibilmente sorpresa (e sinceramente non so il perché) mi guarda quasi incredula e mi chiede altre informazioni alle quali rispondo con diversi particolari. Dopo un po si gira e con aria beata fa agli altri colleghi “ho parlato con uno che ha visto dal vivo le attrici e il teatro di Takarazuka…“. Per lei ero quasi un idolo ormai… per il semplice fatto che sono stato al teatro che lei tanto amava. Avevo sentito in passato della devozione che diversi fan hanno per il teatro e per le attrici ma fino al punto di sentirsi quasi onorati (e sembrava proprio esserlo in quanto lo ha detto esplicitamente) per poter parlare con uno che ha solamente assistito ad alcune performance mi era del tutto nuova.

Torre di Nagoya
La torre di Nagoya vista dalla grande ruota che si trova a Sakae (Nagoya)

Prima di lasciare il ristorante il cuoco ci teneva a farmi vedere i suoi ferri di lavoro, dei fantastici coltelli da cucina. Prendendoli in mano ho avuto l’impressione netta di avere in mano dei piccoli capolavori artigianali. I coltelli erano poggiati su un supporto simile a quelli usati per le katana. Alcuni erano piccolini (più di trent’anni di attività e quindi spesso affilati) mentre due sembravano alquanto nuovi ed avevano la lama lunga almeno una trentina di centimetri. Sembravano tagliare bene :-D
La sera successiva era di turno la pizza e siamo andati proprio in quella pizzeria che menzionavo nel post precedente: Orizzonte. Avevo gustato le loro pizze l’anno scorso e anche se, secondo me, sono un po’ troppo croccanti, di certo sono tra le pizze migliori che si trovano in Giappone. Uno staff gentile e cordiale, il mangiare sempre ottimo, lo chef spesso presente tra gli ospiti per rassicurarsi che tutto sia di loro piacimento e un menù con un numero impressionante di errori ortografici e grammaticali. I miei colleghi mi invitano a correggere gli errori ma io preferivo assolutamente evitare di rischiare di far far loro una brutta figura davanti a dei clienti. A loro modo di vedere la cosa della correzione non poteva invece che far piacere ai proprietari del ristorante in quanto molti clienti giapponesi che vanno in un ristorante italiano parlano anche discretamente la nostra lingua. E infine chiamano qualcuno dello staff nonostante il mio “no”… Com’era imbarazzante essere li mentre dicevano che _IO_ ho notato degli errori sul loro menu. Situazione imbarazzante per ambedue le parti forse. Alla fine ho trovato oltre trenta errori (tra plurale e singolare, la “l” al posto della “r”, sintassi che talvolta non mi faceva capire il senso della frase), sinceramente un po tantini comunque.
Eravamo tra gli ultimi ad uscire dal locale. Alcuni altri clienti sono usciti con noi dal locale. I chef (i fratelli Jin) ci salutavano all’uscita e quando eravamo tutti fuori mi giro per ricambiare i ringraziamenti che si susseguivano e noto che era uscito lo staff al gran completo e si era messo all’entrata per salutare con diversi inchini tutti i clienti. Estremamente cordiali e gentili.
La penultima sera a Sapporo mi vedeva, con i soliti colleghi di lavoro, al Kaitensushi che si trova al sesto piano dello Stellar Place (alla stazione JR dove si trovano anche i grandi magazzini di Daimaru). Un locale abbastanza grande che ha un solo punto a sfavore: la lunga lista d’attesa (sempre!). La lista d’attesa è praticamente sempre lunga e quando cito questo locale mi rispondono automaticamente “ah, lì dove bisogna fare la coda per lungo tempo?“. Conviene mettere il proprio nome in fondo alla lista e poi andare a farsi una passeggiata… nel nostro caso l’attesa era di 65 minuti, giusto il tempo per una comoda birra nel locale di fronte. Per chi desidera provare il sushi è comodo vedere prima di ordinare quello che arriverà sul tavolo e scegliere solo quei piatti che “ispirano” meglio :-P
Finisce la serata e rimaniamo in due. Giusto il momento per un’ultima birra in qualche locale vicino? “Ti porto in un locale in cui ci vado ogni volta che vengo a Sapporo… ti piacerà! Noi giapponesi ci togliamo lo stress da lavoro in questi posti!” Non era proprio nei paraggi e arriviamo a Susukino, il quartiere della vita notturna. Il locale era chiuso e il mio amico chiede informazioni (in uno di quei centri d’informazione per locali notturni) su altri locali simili in cui anche i gaijin possano entrare. Rassicurazioni sul mio giapponese parlato, la mia presunta buona educazione e la presenza del mio amico giapponese che mi fa da garante ci fa trovare un locale in qui “probabilmente” posso entrare (dopo qualche telefonata, ma volevano prima vedermi!). Si trattava di uno di quei locali in cui si parla semplicemente con delle ragazze che si siedono a tuo fianco. Niente di scandaloso quindi. Il sistema prevede 60 minuti con tre ragazze diverse per 20 minuti ciascuna. La particolarità sta nel “Sapporo saabisu“, ovvero il “bonus o service di Sapporo” che prevede che le ragazze usano mettere una loro gamba nuda sulle tue :-)
Vestite con un leggero abitino da sera si siedono di fianco e si comincia a chiacchierare del più e del meno. Non ho modo di fare molti paragoni con altri locali simili sparsi in Giappone ma devo ammettere che era piacevole “conversare” con queste ragazze… una più carina dell’altra.
A intervalli la luce si abbassa ulteriormente e il “Sapporo Saabisu” prevede che la ragazza si siede sulle tue gambe… pochi minuti in cui i più audaci possono allungare un pochino le proprie mani e cercare della tenerezza in più (così ci ha spiegato e assicurato lo staff appena arrivati al locale). Inutile nascondere che i minuti passano in fretta :oops: inutile nascondere che l’esperienza è stata piacevole e specialmente innocua. Non starò per diventare troppo “giapponese”? Diversi lo affermano ma finchè ho l’impressione di essere me stesso la cosa non mi preoccupa.
Anni fa mi avevano convinto di andare in un club di filippine a Kagoshima. Era la prima volta che andavo in questi locali e dopo le innumerevoli volte che mi avevano chiesto di andare con loro mi ero fatto convincere. Un’esperienza pessima che mi aveva fatto promettere di non andarci mai più. Oltre alla stupidità (relativa comunque) di pagare una ragazza per poterci “solo” parlare, la cosa era anche estremamente noiosa, artificiosa e mancava di qualsiasi feeling.

Ultimo giorno a Sapporo e poi volo per Nagoya per una nuova settimana di lavoro. Il volo era in forse in quanto era in arrivo un tifone ma fortunatamente al check-in confermano che il volo per Nagoya non subiva alcun cambiamento. Compro tre kani e un po’ di pesce e lo spedisco a Osaka (per la gioia di mia moglie e dei miei piccoli) ed entro per prendere l’aereo. Speriamo che il tifone non cambi rotta. Poco prima di salire sull’aereo un annuncio che dapprima mi ha strappato un sorriso ma poi mi ha fatto riflettere un pochino…
Gentili passeggeri del volo per Nagoya, a causa dei forti venti causati dal tifone non sarà sempre possibile durante il volo alzarsi per andare al bagno. Vi chiediamo quindi di usare il bagno prima di salire sull’aereo. Vi auguriamo ancora un buon volo e ci scusiamo per gli eventuali inconvenienti“. Mancava solo che aggiungesse “Che Dio ve la mandi buona!:-D
Il volo era effettivamente alquanto mosso, a tratti sembrava di essere letteralmente sulla giostra. Penso che almeno due terzi dei posti erano ancora liberi e la cosa non tranquillizzava per nulla. Ogni tanto qualche gridolino accompagnava le “scosse” più forti. Il cielo poi comincia pian pianino ad aprirsi e si cominciava ad intravedere il paesaggio scorrere in basso. Ad un certo momento si avvicina una hostess che gentilmente mi fa notare che se mi sposto sulla parte destra dell’aereo posso vedere le Alpi giapponesi, “di solito i passeggeri chiedono sempre i posti al finestrino sulla parte destra dell’aereo“. Stupende montagne con le cime innevate, piccole valli, sentieri che passano per le vette e qualche diga… poi piccole cittadine, campi di riso; tanta natura.

Cimitero a Hoshigaoka
Il cimitero che si trova a Hoshigaoka (Nagoya)

Cimitero a Hoshigaoka
Cimitero a Hoshigaoka con delle statue dedicate a Baiking-man (della serie Ampan-man) e Hello Kitty

Arrivo a Nagoya (dovrebbe essere la settima o ottava volta che arrivo in questa città) e il clima è molto diverso della “fresca” Sapporo. L’arrivo imminente dell’estate si fa sentire.
A Nagoya non ho visto molto questa volta nonostante gli otto giorni di permanenza. Il mio albergo si trovava a 30 minuti dal luogo di lavoro e mi toccava prendere la metropolitana ogni giorno. Ho colto l’occasione di provare i cibi del luogo e ogni sera si andava in un luogo diverso. Un paio di volte sono andato a Sakae che era ad una stazione dal mio albergo e che conosco meglio in quanto ci sono stato per 5 volte (sempre per una settimana) e conosco dei locali in cui si mangia abbastanza bene.
Ho colto l’occasione per salire (con un’ amica che ho appena conosciuto e che lavorava di fianco a me durante la permanenza a Nagoya) sulla grande ruota che si trova proprio in zona. I minuti passano in fretta con un panorama così romantico :-)

Una mattina mi sveglio poco dopo le otto di mattina a causa dei rumori causati dalle ambulanze, vigili del fuoco e macchine della polizia che passavano in vicinanza. Chissà cosa sarà successo… di sicuro non lontano dall’albergo ho pensato. Le vetture con le sirene continuavano a passare e decido di alzarmi. Guardo dalla finestra e noto con stupore che proprio sotto la mia finestra (ero comunque al 11-esimo piano) si trovavano diverse vetture dei vigili del fuoco, ambulanze e macchine della polizia. Un via-vai di vigili del fuoco con tanto di maschere anti-gas, bombole di ossigeno sulle spalle. Il passaggio per i pedoni è stato chiuso ed era impossibile anche attraversare la strada. Davanti all’albergo un gran numero di vigili e personale della sicurezza. “Wow, una prova di sicurezza” mi son detto.
Scendo per andare al lavoro e noto vigili del fuoco dappertutto. Occupati con la radio di servizio mi sembrava di capire che il tutto era praticamente finito; alcuni vigili escono dall’ascensore in tenuta da “disastro ambientale“. Era successo qualcosa al settimo piano. Scoprirò poi in giornata che una giovane ragazza di 22 anni ha tentato il suicidio nella propria camera usando del gas velenoso. La ragazza aveva comunque trovato la forza di chiamare aiuto… non so se si sia salvata ma credo di si comunque. I casi di suicidio (o tentato suicidio) con certi gas che si possono formare comprando dei prodotti liberamente in commercio sembrano preoccupare e ultimamente questi casi entrano relativamente spesso nella cronaca.

Vigili del fuoco
I vigili del fuoco davanti al mio albergo a Nagoya
Una ragazza ha tentato il suicidio

Ieri sono tornato nella mia Osaka ma dalla prossima settimana sarò nuovamente fuori città per una decina di giorni. Non anticipo nulla se non che si tratta di un posto molto bello e spero di poter scattare diverse fotografie da farvi vedere. Non ci sono mai stato ma da quello che ho trovato su internet si prospettano un paio di giorni bellissimi. Ho deciso, infatti, di aggiungere un paio di giorni alla settimana di lavoro per gustarmi il luogo fino in fondo (con la benedizione di mia moglie). Uno dei templi più antichi del Giappone ed un museo sono al centro degli interessi per i turisti del luogo.

Caffe Lento
Conosciamo la catena di caffe che si chiama “Caffe Veloce” ma nel mio albergo ho visto anche questo che si chiama “Caffe Lento”

Sapporo, per pochi giorni in una delle città che amo

riflessioni, viaggi | 6 Commenti »

Devo ammettere che è passato un bel po’ di tempo dal mio ultimo post e di ciò mi devo scusare. Ci eravamo lasciati che ero a Tokyo pronto per un paio di serate con amici per cercare di conoscere un po’ più da vicino la capitale nipponica. Un imprevisto mi ha fatto tornare in Italia immediatamente e il mio soggiorno a Tokyo finisce bruscamente.
Sono ritornato in Giappone il 10 maggio; veloce abbraccio con i bimbi e poi partenza per l’Hokkaido. Sono a Sapporo fino al 19 di maggio poi in aereo mi trasferirò a Nagoya per un’altra settimana prima di tornare a casa: la mia sempre adorata Osaka.
E’ la sesta volta che vengo a Sapporo, sempre per una settimana o poco più. Ci vengo sempre molto volentieri, tant’è che sarebbe una delle due città giapponesi in cui preferirei vivere se dovessi cambiare città (l’altra è Fukuoka).
Il volo Osaka-Sapporo è stato stupendo! Ho avuto modo di ammirare dall’alto diverse località in cui non sono mai stato. La rotta di volo passava per le coste occidentali del Giappone e la giornata di sole mi metteva voglia di essere su una di quelle spiagge che vedevo scorrere in basso. Ma probabilmente fa ancora troppo freddo… a Sapporo oggi ci sono 12 gradi.
Quest’anno soggiorno per la prima volta al Cross Hotel, un albergo nuovo (aperto nel luglio del 2007, stando alle parole della giovane ragazza dello staff che mi ha accompagnato in camera) e molto moderno. Mi sono trovato subito a mio agio grazie anche all’accoglienza di tre giovani ragazze alla reception gentilissime e veramente molto, ma molto carine :mrgreen:

E’ un albergo diverso dal solito (ce ne sono solo due in Giappone: uno a Sapporo e l’altro a Osaka), camere molto interessanti… nel senso che hanno una linea moderna e design moderno. Ho la camera al13-esimo piano e dalle finestre ho la torre di Sapporo in bella vista.

La torre di Sapporo vista dal mio bagno d'albergo Come vedo la torre di Sapporo comodamente dalla mia vasca da bagno.
camera del mio albergo a Sapporo due letti e quattro cuscini (uno spreco per chi è da solo :sad: )
telecomando del cesso nell'albergo a Sapporo il comando a distanza (rimovibile) del cesso… c’è proprio tutto da poter regolare a piacimento!

Una delle cose che maggiormente ammiro è il bagno relativamente grande senza la scomoda tendina da chiudere quando ci si fa la doccia. Si tratta infatti come di una grande “doccia” con una vasca da bagno in più. I saponi e shampoo sono al te verde (profumatissimi), il lavandino è trasparente, l’asciugacapelli si trova in un elegante sacchettino nero con il logo dell’albergo (una grande “X”). Tutto molto pulito, elegante (tutto sul nero/bianco) e comodo (specialmente la poltrona sulla quale sono seduto in questo preciso istante :mrgreen: ).
Ammiro molto il sistema TV messo a disposizione degli ospiti. Quasi 200 film a disposizione da poter vedere in qualsiasi momento, richiamabili a comando da un comodo menu diviso in categorie: film d’epoca, drama, varietà, film, film stranieri e categoria di film per adulti :oops: tutto compreso nel prezzo.

telecomando in albergo a Sapporo il telecomando per la TV in camera. Notate il pulsante giallo al centro a sinistra “enjoy” con la scritta laterale che dice “O-tanoshimi! Botan” (pulsante di divertimento). Inutile specificare a quale categoria porta :twisted:

Sapporo è la quinta città per numero della popolazione (quasi due milioni di abitanti) del Giappone ed è una città molto “nuova”! Sapporo ha solo 140 anni di storia ed è nata solo nel 1868 dopo la decisione del governo centrale di Tokyo di formare una nuova capitale amministrativa per l’isola di Hokkaido. Fino ad’allora il luogo in cui oggi si trova Sapporo era sede di alcuni villaggi degli Ainu, gli indigeni di Hokkaido. Il nome “Sapporo” deriva dalla lingua indigena degli Ainu e significa “grande fiume che passa per i piani“. Negli anni 1870 si chiese l’aiuto agli americani per lo sviluppo della nuova città, una città che si formò partendo dalla Odori Koen, un parco verde che tuttora esiste. Una città, dunque, in stile americano ad angoli retti e suddivisa in blocchi.
Grazie alla immigrazione in Hokkaido, Sapporo cresceva economicamente con risultati talmente soddisfacenti da far abolire la commissione per lo sviluppo della città già nel 1882.
Nel 2001 si completa il Sapporo Dome, stadio in cui si sono tenuti tre incontri di calcio nei mondiali nippo-coreani. Uno dei tre incontri ha visto l’Italia contro l’Ecuador. Credo che l’Italia sia particolarmente amata da queste parti. I ristoranti italiani non mancano e il campione mondiale per le pizze ha una pizzeria proprio qui a Sapporo che si chiama “Orizzonte” (Minami 2 Nishi 5 Bldg. piano terra, Chuo-ku, Sapporo, codice postale: 060-0062). Ci sono stato l’anno scorso e ho visto le foto con lo chef alla premiazione per miglior pizzaiolo del mondo. Ma i ristoranti italiani a Sapporo sono tanti… ne conosco altri ma ci vado molto raramente. A Sapporo bisogna per forza gustare le prelibatezze (che assolutamente non mancano) del posto. Primo fra tutti consiglio il Jingisukan, un barbecue con carne di agnello, e poi il miso-ramen (ramen con miso).

L’altro ieri ho avuto modo di gustare ottima cucina di Hokkaido assieme a colleghi di lavoro. Il fratello di una collega è chef in un ottimo ristorante a Sapporo. Eravamo in una decina… ovviamente ero l’unico occidentale, anche se ormai loro mi vedono psicologicamente più giapponese che non occidentale, o meglio dire, straniero. Questo mi ha aperto molti canali altrimenti chiusi e riservati… non so se è un bene (penso di si comunque) ma credo di riuscire a mantenere la mia identità (comunque pluri-culturale)… ma ciò non deve comunque per nessuno, a mio avviso, avvenire con forza. Ognuno di noi è diverso… è un individuo. Entrare a far parte di una nuova società non significa accettare o condividere i nuovi valori o ideali sempre e comunque; significa rispettare con umiltà idee diverse dalle proprie e guadagnarsi il rispetto altrui con serenità e soprattutto onestà.Troppo spesso incontro stranieri che “sbavano” dietro la cultura giapponese… e tra questi, chi si ferma in Giappone per questa sola ragione (cercando pure di essere più “giapponesi” dei giapponesi stessi), prima o poi si bruciano di certo. I casi che conosco non sono pochi, anzi… alcuni sono anche alquanto tragici.

Altri 4 giorni nella mia adorata Sapporo, domani sarò nuovamente, mio malgrado, in televisione… la scimmietta di turno per i loro programmi popolari della mattina :roll:

Torre di Sapporo Torre di Sapporo La torre di Sapporo vista questa sera.

Non mancherà di mangiare l’ottimo “kani”, che qui in Hokkaido è un “must”, prima di partire per Nagoya e l’ottimo salmone, di qui la gente di Hokkaido ne va matta… o almeno così dicono, sta di fatto che il salmone è tra i cibi maggiormente presenti nella dieta tradizionale di Hokkaido.

Sapporo Clock Tower Sapporo Clock Tower La Sapporo Clock Tower
Uno dei luoghi maggiormente visitati dai turisti.
Uno degli edifici più antichi di Sapporo. L’edificio fu costruito nel 1878 e l’orologio (che tuttora batte ogni ora) fu reso operativo nel 1881. Attualmente è un museo aperto al pubblico per soli 200 Yen.

Non mi resta che finire la birra che ritrae la “Sapporo Clock Tower” e la statua di William Smith Clark, primo vice-presidente del collegio agri-culturale di Sapporo.

Birra a Sapporo La mia sempre adorata birra con la statua di William Smith Clark… nello sfondo la torre di Sapporo

Se passate per Sapporo non dimenticate di passare per Susukino. E’ il quartiere per la vita notturna con discoteche, pub e locali per i salariman (soap-land, hostess bar e puttanai vari). Altri punti di interesse è la stazione centrale di Sapporo che ospita i grandi magazzini di Daimaru e la JR Tower che offre, oltre ai tantissimi negozi anche cinema, ristoranti e panoramica della città.

Per concludere desidero ringraziare la carissima Bunny-chan che dal suo blog sul Giappone ha deciso di premiarmi di un premio, il premio Dieci e lode che di certo non mi aspettavo. Il blog di Bunny è un blog pieno di informazioni, attualità e curiosità sul Giappone. L’autrice è un’esperta della cucina nipponica e sul suo blog si trovano fantastiche ricette. Da un blog così popolare e da una persona così esperta della cultura giapponese aspettarsi un premio, un elogio… una considerazione tale mi dà tantissima forza per continuare un progetto (questo blog) che spesso penso di abbandonare. Un Grazie con la “G” maiuscola per Bunny-chan per la fiducia data e per l’amicizia vera che riesce a darmi dopo tanti anni che ci conosciamo.

In vena di ringraziamenti aggiungo quelli per Kazu che sempre mi è vicina e che stranamente ama visitare questo mio blog amatoriale. Ti ringrazio pubblicamente per tutto il tuo supporto (sia in blog che nelle email private)… è stato veramente di gran aiuto, specialmente in questo periodo non tanto felice della mia vita.

Un grazie ancora per tutti coloro che hanno commentato i miei post durante la mia assenza. Non esitate a commentarli… anche negativamente! Ogni commento e/o critica aiuta a migliorare la mia “visione” sul Giappone.

Tricolore al Mitsukoshi di Tokyo e te verde macchiato

curiosità | 12 Commenti »

Questi giorni, fino al 30, mi trovo a Tokyo.
Ai grandi magazzini del Mitsukoshi, e più precisamente, alla casa madre del Mitsukoshi a Nihonbashi (Mitsukoshi Honten) in questi giorni c’è la grande fiera italiana. La fiera italiana del Mitsukoshi avviene ogni anno in questo periodo ed è un’occasione per molti giapponesi di incontrare italiani… artigiani, cuochi e gente dello spettacolo. La fiera dura 11 giorni in tutto e finisce il 25. Per l’occasione il Mitsukoshi ha ripreso i nostri colori e l’atmosfera è decisamente italica… forse pure troppo a causa di tutte quelle bandierine tricolore in bella mostra.

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008 Notate le bandierine sopra le vetrine e il grande striscione che pubblicizza l’evento.
(cliccate le immagini per ingrandimento)

Ho colto l’occasione per fotografare alcune vetrine al piano terra interamente dedicate ai prodotti italiani.

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008 Mitsukoshi Italia Fair
Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008 Che bambola! Ceramiche di Firenze
Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008
Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008 dei disegni di un artista giapponese (che non so cosa c’entri con la fiera italiana)
e degli orologi a parete

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008 Tricolore
Le vetrine sono decisamente ben allestite e sicuramente c’è stato molto lavoro dietro.

Alla fiera italiana del Mitsukoshi si trova di tutto, dalle prelibatezze culinarie ai vini; gioielli, cammeo, vetri veneziani, ceramiche toscane e affreschi di un artista toscano residente in Giappone da diversi anni.

Girando per Tokyo, non molto a dire la verità, ho notato una certa tendenza di offrire il te verde al latte :shock:
Conosciamo il caffè macchiato, giusto? Beh, in Giappone troviamo il te verde macchiato! Ma non solo, pure il te verde con spremuta di arancia… e magari pure altro che non ho ancora notato. Se il te verde al latte non mi ispira per niente, quello con la spremuta di arancia credo possa essere gustoso… uno di questi giorni mi riprometto di provarlo. Oggi ho provato il “Green Tea” cremoso, freddo… non era assai male :smile: Un mio amico ha provato quello con il latte e ha affermato che “nonostante io beva di tutto e senza problemi, questo è proprio una schifezza!

Te verde al latte Maccha-Latte
La catena di bar si chiama “Caffe Veloce” e ce ne sono tanti sparsi in Giappone.
Questo te verde macchiato mi ha incuriosito ma non intendo provarlo
:twisted:

Te verde al latte Maccha au lait (Macha al latte)
In questo bar/ristorante ho pranzato oggi. Si trova nella zona di Nihonbashi in una piccola stradina non lontano dal famoso Starbucks. Sempre affollato, il locale è a tre piani, molto tranquillo e rilassante. Lo staff è particolarmente gentile.

Te verde al latte! Non so cosa pensare… l’idea potrebbe anche essere buona in quanto ai giapponesi piace moltissimo il caffè al latte (kafe o re, dal francese “au lait”) sia caldo che freddo, ma non mi convince. Il te verde lo preferisco “liscio” e magari con un piccolo manju di contorno :mrgreen:

Domani sera sarà la volta del famoso monja-yaki (una specie di Okonomi-yaki di Tokyo che agli abitanti di Osaka non piace… proprio perché di Tokyo) . A me personalmente piace, specialmente se accompagnato da una (ma anche due o tre… ma anche quattro) birre ben gelate. Talvolta lo preparo pure a casa mia e i bambini lo amano.
Dopodomani invece la serata a Roppongi, molto probabilmente uno Shabu-shabu con sushi (e le solite birre :mrgreen: )
Che dite, faccio un paio di foto?

Una settimana a Matsuyama

viaggi | 8 Commenti »

Chi segue il blog saprà che viaggio relativamente spesso per il Giappone. Ultimamente ho passato una settimana nella città di Matsuyama, una città che si trova nell’ isola di Shikoku.
L’aeroporto non si trova lontano e in circa 30 minuti di autobus si arriva in centro.
Ci sono stato per una settimana e ho avuto modo di gustare la cucina locale che è molto buona. Chi va nello Shikoku deve per forza provare Udon  :grin:
Come spesso succede durante questi viaggi non riesco a vedere troppo della città ma in compenso ho la possibilità di conoscere molta gente, di parlarci e conoscere molte cose nuove e di vedere diversi locali la sera.
Come sempre faccio, cerco di conoscere le realtà delle persone che lavorano nel campo che meglio conosco e per la mia ricerca personale ho trovato diverse conferme su ciò che ho raccolto in questi ultimi anni di ricerca nel mondo lavorativo giapponese. Aspetto altre conferme (o smentite) e altri casi per poi sintetizzare i frutti della ricerca in un post futuro :roll:
Matsuyama significa letteralmente “pino” (matsu) e “montagna” (yama) e ha una popolazione di quasi 500.000 persone. Una città tranquilla con molto verde rispetto ad altre città che ho visitato. E’ la terza volta che ci sono andato e anche questa volta ho colto l’occasione per visitare uno dei più bei castelli del Giappone: il Masuyama-jo, castello di Matsuyama.

Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama La nebbia al castello dà un’atmosfera tutta particolare… sembra di essere in un film

Il fondatore del castello di Matsuyama fu Yoshiakira Katoh che nacque nel 1563 nella prefettura di Aichi (vicino Nagoya). Nel 1635 il castello passò alla famiglia Matsudaira, e più precisamente al daimyo (lord feudale) Sadayuki Matsudaira. Matsudaira era un parente della famiglia Tokugawa (lo shogun) e durante la Restaurazione Meiji decise di sottomettersi all’autorità dell’imperatore. In questo modo si è evitato la distruzione del castello.

Il castello si trova sul monte Katsuyama a quota 132 metri ed è raggiungibile ovviamente a piedi ma anche con una funivia (500 yen per l’andata e ritorno) oppure con una seggiovia. Ci si arriva in pochissimi minuti.
La visita di quest’anno al castello di Matsuyama era di mattina, una mattina nuvolosa con leggera pioggia. A causa della pioggia la seggiovia non era in servizio e si poteva usare solo la funivia. Sette anni fa avevo scelto la funivia per la salita e la seggiovia per scendere; si trovano parallelamente a pochi metri di distanza.
Una bellissima esperienza che si rinnova dopo sette anni la visita al castello; a maggio cercherò di aggiungere una galleria fotografica del castello sul sito. Sono stato particolarmente fortunato perché i ciliegi erano in pieno splendore. Uno spettacolo!
Ad accompagnarmi c’era una ragazza italiana che è arrivata in Giappone per lavoro: la prima visita in Giappone. Spero che la visita al castello sotto la mia umile guida abbia contribuito a dare un’immagine positiva sulle bellezze presenti in Giappone.

Matsuyama-jo - Castello di Matsuyama Una vista dall’interno del castello. L’entrata è di 500 yen.

Quello che ho notato subito a Matsuyama è il distretto a luci rosse… non passa mai inosservato con tutti quei buttadentro presenti, tutte quelle ragazze che vanno al “lavoro” in prima serata… e quelle che salutano i clienti ininterrottamente durante la serata. Talvolta mi sembra di vivere letteralmente in un puttanaio e la cosa mi fa una certa tristezza. Se l’offerta rispecchia la domanda è ovvio che ci troviamo di fronte una cultura che accetta allegramente l’infedeltà e la prostituzione… prostituzione che prende diversi nomi (massaggi, delivery health, hostess bar che con un bonus fanno di tutto…) per far sembrare diversa la cosa ma sempre prostituzione è, sempre tutto ben mascherato e reso quindi legale.

Adesso sono a Tokyo e ci starò per due settimane ma per questo ci sarà un altro post :grin:

I sakura al Maruyama koen di Kyoto

Attualità | 6 Commenti »

Dopo la visita al Miyako Odori del 2 aprile ho colto l’occasione di essere “in zona” e di avere ancora del tempo prima di ritornare a Osaka per visitare il santuario di Yasaka che si trova poco distante.
L’idea principale era quella di scattare alcune foto e di fare una passeggiata nel parco Maruyama.
E invece sono rimasto piacevolmente stupito per quello che ho avuto la fortuna di poter vedere. Essì, doveva essere ovvio ma non ci avevo pensato! I sakura!
Il Maruyama Koen (parco Maruyama) è il luogo più visitato e maggiormente usato per il Hanami nella prima metà del mese di aprile di tutta Kyoto.
Il Maruyama Koen si trova subito dietro al Yasaka Jinja ed è particolarmente famoso per il shidarezakura, un tipo di ciliegio piangente (vedi foto).

Al Maruyama koen durante il Hanami Al Maruyama koen durante il Hanami difficile vedere una cosa più bella :grin:

Il Yasaka jinjia e il Maruyama koen si trovano in fondo alla Shijo-dori, con l’autobus (dalla stazione di Kyoto prendere la linea 206 o 207) scendere alla fermata “Gion”, oppure arrivare con la linea Hankyu e scendere a Kawaramachi… una ventina di minuti a piedi circa.
Il Yasaka jinjia è il guardiano del distretto di Gion e viene talvolta chiamato “Gion-san“. Il santuario è dedicato a Susa-no-o (fratello della dea del sole Amaterasu Omikami), sua sposa Inadahime-no-Mikoto e i loro otto figli. I due eventi maggiori sono il festival di Gion (Gion Matsuri) del 17 luglio e le celebrazioni per l’anno nuovo nella mezzanotte del 31 dicembre.
Il santuario e il parco sono aperti 24 ore e l’entrata è gratuita.
Tanta gente quindi e tantissimi stranieri armati di macchina fotografica. Bancarelle che vendevano diverse specie di prelibatezze o giocattoli per bimbi… alcuni si facevano fotografare, altri invece no… a meno che non si compri qualcosa :mrgreen:

Al Maruyama koen durante il Hanami Una foto ricordo tra i ciliegi non deve mancare

Al Maruyama koen durante il Hanami Una coppia di americani che alla fine hanno accettato di provare quei pesci infilzati :shock:

Al Maruyama koen - look Questa foto la dovevo fare… :mrgreen:

Al Maruyama koen durante il Hanami tanta gente e tanti profumini

Yasaka jinja giovani studentesse si divertono

Yasaka jinja … e non mancano i “mostri” :twisted:

Al Maruyama koen durante il Hanami

Da notare sui prati i tanti teli azzurri predisposti per la gente che desidera passare qualche ora per ammirare i sakura. Questi teli di plastica sono brutti da vedere in mezzo alla natura e in un posto altrimenti così spettacolare.

Al Maruyama koen durante il Hanami Al Maruyama koen durante il Hanami da notare la pubblicità per il Miyako Odori sul lampione.

Purtroppo il tempo non era ideale, il cielo era nuvoloso… ma soprattutto la mia macchina fotografica era “troppo digitale”, nel senso che di digitale ci aveva anche una bella impronta sulle lenti. Ovviamente l’ho scoperto solo vedendo le foto al PC :evil: quindi le foto non sono ben messe a fuoco purtroppo.

Al Maruyama koen durante il Hanami Una vista sul laghetto

Yasaka jinja Al Maruyama koen durante il Hanami Al Maruyama koen durante il Hanami Al Maruyama koen durante il Hanami

La sera sembrerebbe che sia particolarmente bella in quanto usano illuminare i sakura e gli edifici del tempio, un’attrazione unica per gli abitanti di Kyoto e i molti turisti che arrivano in questo periodo. Mia moglie mi telefona per consigliarmi di fare con calma e di gustarmi lo spettacolo serale ma purtroppo avevo già preso il treno per tornare a casa e avevo quindi il telefonino spento. Ma dalla vita non si può avere tutto :smile:

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