Ormai quasi 2 anni che non mi faccio vivo su questo blog. Di cose da scrivere e da raccontare ce ne sarebbero tante ma purtroppo non sempre si riesce a trovare il tempo e la voglia di seguire il proprio blog.
Ormai sono passati 13 anni da quando mi sono definitivamente trasferito in Giappone, erano gli inizi di gennaio 1998.
Chi seguiva questo blog saprà che sono spesso in viaggio per il Giappone (non da turista purtroppo) e questo non è variato. Ad aprile sarò una settimana a Sendai, poi un’altra settimana a Tokyo e poi una decina di giorni a Naha (Okinawa). Per maggio è previsto un soggiorno di 10 giorni a Okayama e 6 giorni a Hiroshima e infine a giugno una decina di giorni a Nagasaki. Altre mete possono aggiungersi e cercherò di illustrare i miei viaggi con questo blog un po’ come facevo tempo addietro.
Arriva la primavera e con questa anche la ricerca quasi morbosa per tutto quello che possa ricordare i fiori e/o petali di ciliegio. Negli scaffali del supermercato il colore diventa rosa
Stimando in particolar modo le “bionde” giapponesi non ho potuto non notare come le lattine di birra si sono adeguate alle celebrazioni “sakuranensi”
Le varie case produttrici hanno infatti aggiunto alla grafica delle lattine petali e fiori di ciliegio; un’ idea simpatica per rallegrare l’atmosfera primaverile.
Asahi, Sapporo, Kirin e Suntory... le bionde cambiano look
La birra proiettile per celebrare il nuovo tratto di shinkansen in Kyushu
Quest’ultimo febbraio è stato il mese dei piccoli viaggi… uno di questi vale la pena menzionare perché è stato molto piacevole e rilassante. Nonostante il mese invernale le due giornate di viaggio erano a temperatura ideale e il cielo era sereno.
La meta del mio viaggio una piccola cittadina della prefettura di Shiga situata presso il lago di Biwa.
La cittadina è bella e richiama il Giappone di una volta. Gente cordiale e stradine piene di piccoli negozi con antichità e curiosità. Arrivo a Nagahama con la linea JR verso mezzogiorno… l’edificio della stazione pare essere la stazione più vecchia del Giappone (costruita nel 1882). Prima dell’arrivo mi ero preparato la lista delle cose da vedere in modo da non andare alla cieca.
In cima alla lista una mostra dei bonsai: la Nagahama Bonbaiten 2009 (dal 10 gennaio al 30 marzo). La mostra si trova vicinissima alla stazione e quindi ci si arriva a piedi. Essendo abituato alla città di Osaka noto subito lo spazio “libero” che mi circonda. Le strade e gli edifici attorno mi sembrano nuovissimi e… pochissima gente in giro.
il poster della Nagahama Bonbaiten
uno degli splendidi esemplari
La mostra richiama tantissima gente ogni anno ed è veramente uno spettacolo ammirare gli esemplari esposti al pubblico. Vedi piccola galleria fotografica
anche per il pranzo ci avevo pensato in precedenza… da buon amante della birra la sorpresa è arrivata quando ho scoperto che a Nagahama si trova un famoso ristorante: il Roman Beer. E’ un po’ costosetto ma vale comunque la pena passarci… si trova a pochi passi dall’esibizione bonsai.
Il Nagahama Roman Beer
Diversi tipi di birra e piatti tipici germanici. Il locale è tipico e sembra ben frequentato, specialmente durante il fine-settimana.
il centro storico di Nagahama è vicino e viene chiamato “Nagahama Kurokabe square“, una serie di negozietti piccoli, alla buona… rende l’idea di come era il Giappone tempo addietro.
il Kurokabe
Questo negozio vende vetri ed entrandoci sembra di essere a venezia o a Murano Dietro questo edificio c’è un laboratorio dove è possibile vedere artigiani all’operano mentre soffiano il vetro per creare dei vasi.
Kaiyodo Figure Museum a Nagahama
Passando per i portici (shoutengai) non si può non notare il Kaiyodo Figure Museum sulla sinistra. Noto comuque che diversi negozi sono chiusi e vengo a sapere che gli orari d’apertura sono veramente molto brevi. C’è chi chiude alle 17!
Il tempo per dare un’occhiata in giro prima di andare in albergo e fare il Check-in. Avevo prenotato al Nagahama Royal Hotel (stessa catena dell’alberghi che avevo usato nel mio viaggio all’isola di Awaji poche settimane prima).
Cena “giapponese” elegantissima al Royal Hotel di Nagahama
La vista dalla camera d’albergo era sul lago di Biwa e si vedeva anche il castello di Nagahama. Data la stagione gli ospiti dell’albergo non erano molti, inoltre era un giorno feriale… l’onsen dell’albergo era quindi quasi deserto e la cosa non mi dispiaceva
il castello di Nagahama
La mattina seguente faccio il check-out dopo il buffet di colazione e passo per il castello di Nagahama che si trova a pochi passi dall’albergo.
Essendo alleato di Oda Nobunaga, Hashiba (Toyotomi) Hideyoshi ricevette il castello Odani-jo. Trovandosi in una zona difficile da governare decise di trasferirsi nel villaggio di Kunitomo e costruì il suo nuovo castello nel 1575. Prendendo in prestito l’ideogramma che sta per “naga” (da Nobunaga) rinominò il villaggio in Nagahama.
Il castello fu infine demolito nel 1615 in quanto le nuove leggi di Tokugawa permettevano solo un castello per provincia. Il castello è stato poi ricostruito nel 1983.
Ritorno nel centro storico per delle piccole spese e seguire i consigli di mia moglie… in particolar modo del pane buonissimo preparato al forno a legna. Arrivo al negozio ma apprendo dal panettiere che non apre prima delle 11 e decido di passare al consiglio “b” di mia moglie: assaggiare il macha con un manju al “Cafe Kano Shoju An“.
il maccha con un Yuukimanju
Il locale è abbastanza buio a dir la verità ma è elegante e accogliente. ritorno poi dal panettiere e prendo un paio di pani @ 630 Yen cadauno.
Noto come viaggiando per il Giappone i colori italiani non mancano praticamente mai. Al Kurokabe si teneva una sorta di fiera italiana dei vetri e poco più dietro un vecchio edificio ospita un ristorante italiano.
Ristorante italiano “Verita”
Camminando per le stradine di Nagahama trovo un negozietto di oggettistica antica. Il locale di per sè era già antico di suo e gli oggetti in vendita erano interessanti assai. tra gli oggetti maggiormente da notare dei vecchi fucili e degli elmi da samurai! Un po’ costosi per le mie tasche mi accontento di una vecchia ciotola per il maccha contenuta in una scatoletta di legno e avvolta in una vecchia stoffa di seta. Essendo difettosa il prezzo era di 7000 Yen ma nessuno (manco il proprietario) è riuscito a trovare il difetto. Buon per me, ovvero per mia moglie a cui ho regalato la ciotola.
una stradina di Nagahama
Una cittadina molto carina ma molto piccola che mi ricorda la cittadina di Matsue che avevo visitato circa un anno fa.
Tornando da Nagahama mi fermo alla stazione JR di Kyoto e faccio un ennesimo salto al padiglione d’oro (dovrebbe essere la mia settima visita al Kinkakuji negli ultimi 14 anni), neanche una nuvola e temperature decisamente primaverili. Finisce così questo breve viaggetto a Nagahama.
E’ incredibile come passa il tempo, siamo già a marzo e tra poche settimane avrò modo di vedere la mia 12-esima stagione dei sakura, i fiori di ciliegio tanto amati.
Febbraio è stato per me un mese ricco di piacevoli avvenimenti. ho avuto modo di andare a visitare diversi luoghi e di vedere tante cose, tante sono le cose che non ci starebbero in un unico post e sono costretto a “spezzettare” il tutto. Vi anticipo solo che ci saranno tante foto e alcuni video interessanti
Per il primo febbraio mia moglie ha preparato un piano che prevedeva un viaggetto a Kobe per vedere come imbottigliano la birra Asahi allo stabilimento di Nishinomiya (vedi mappa). Amante della birra come sono la giornata si prospettava proprio di mio gusto. Per visitare lo stabilimento bisogna prenotarsi e il nostro turno partiva alle ore 14 in punto. Arriviamo alla stazione di Nishinomiya abbastanza presto e ciò ci permetteva di visitare il Nishinomiya Jinja.
Nishinomiya Jinja
Il Nishinomiya Jinja è a capo della setta Ebisu dello shintoismo e si dice che ci sono circa 3.500 santuari subalterni. Le persone del posto usano chiamarlo semplicemente “Ebessan” ed è famoso per il Toka-Ebisu festival che si tiene ogni anno il 10 gennaio.
Il santuario comprende di tre minori santuari interni e ognuno di essi venera uno o due kami (dei). Il primo dei tre venera Nishinomiya-Okami (chiamato anche Ebisu-no-mikoto, ovvero Ebisu). I kami del secondo santuario è Amaterasu-Omikami (la dea del sole) e Okuninushino-Mikoto. Infine il terzo santuario venera Susanoono-Mikoto.
Non si conosce la data di costruzione ma si sa che era già presente durante il periodo Heian (dal 794 al 1185)con il nome di Ebisu-sha e attirava molti pellegrini. Per diversi secoli era conosciuto con il nome Nangu-sha (il santuario del sud).
Tanta gente e tanti giovani genitori che portavano i loro neonati al santuario. Bancarelle distribuivano gratuitamente zenzai, la zuppa a base di mochi (dango) e azuki a tutti! Poco più in là pestavano il mochi e i passanti erano pregati di condividere la fatica
Rimaniamo per una mezz’oretta dando qualche sguardo anche al mercatino vicino che esponeva bei oggetti di artigianato.
Ma si cominciava ad aver sete… ma l’Asahi doveva aspettare! Nella tabella di marcia c’era ancora il museo Hakushika del sake (Kuromatsu Hakushika). Si tratta del museo della maggiore distilleria di Nishinomiya (e la terza del Giappone) fondata nel 1662. si dice che il sake della Hakushika deriva dalla qualità dell’acqua usata. l’area di Nishinomiya è famosa per l’acqua chiamata Miyamizu (acqua del santuario). La visita al museo è veramente fulminante, mancavano 30 minuti per l’appuntamente allo stabilimento Asahi. Prendiamo due taxi (eravamo in sette) e arriviamo, come da bravi italiani, ultimi… ma ancora in tempo.
Stabilimento Asahi a Nishinomiya
L’accoglienza non ha bisogno di spiegazioni, due giovani e belle guide ci invitano ad entrare in una sala per vedere un filmato di presentazione. Lo stabilimento è veramente vasto (guarda una mappa satellitare) e la guida ci fa notare che in mezzo ad esso ci passa pure un’autostrada
E’ possibile vedere lo stabilimento prenotando in anticipo. Vengono creati dei gruppi e degli orari ben precisi. Dopo il filmato una guida ci porta nei vari spazi riservati alle visite spiegandoci le varie fasi della produzione della birra e i punti fondamentali che contraddistinguono l’Asahi. Ho dimenticato il numero di lattine da 350ml. che producono al giorno ma ricordo dal filmato che sovrapponendole tutte si arriverebbe a 3.300 chilometri!
Ci fanno toccare il grano che usano, ci fanno vedere praticamente tutto ciò che c’è da vedere. Come vengono preparate le lattine e come gli scarti vengono riciclati, come le lattine vengono ragruppate e messe in piccoli cartoni da sei e poi nei cartoni veri e propri.
Birra, birra... tanta ma proprio tanta!
La visita è veramente piacevole e dura circa 60 minuti e si conclude con una gustosa degustazione… si può scegliere una bionda oppure una scura e per i piccoli un succo di frutta sempre dell’Asahi. Un tavolo è preparato per noi e per ognuno anche delle noccioline da gustare assieme alla nostra freschissima birra alla spina. E’ possibile bere più bicchieri ma il tempo a disposizione è giustamente limitato. Decido di provare oltre alla bionda anche una scura. Inutile aggiungere che era veramente ottima! Il trucco sta anche che la birra a disposizione dei visitatori non ha più di tre giorni.
Ci è stato spiegato che le confezioni da sei lattine di birra che non hanno più di tre giorni di anzianità hanno un sigillo particolare… la guida ci ha consigliato di vedere nei negozi se troviamo tale sigillo e di comprare assolutamente tale confezione in quanto è assai raro, se non impossibile, trovarne.
ci fermiamo ancora al negozietto di souvenir per comprare dei piccoli ricordi… io ho preso dei cioccolatini con ripieno al gusto di birra
Eravamo gli ultimi ad andarcene e la guida è uscita per salutarci gentilmente con la mano finchè non eravamo più in vista. una cordialità che continua a stupirmi ogni volta anche perché il saluto sembra decisamente cordiale e gentile sul serio e non solo movimenti automatici e obbligati. La visita all’Asahi mi ha lasciato un’ottima impressione e la giornata non era ancora finita; come non era finita la tendenza di voler assaggiare un’altra birra.
Decidiamo (ma era già deciso in anticipo) di prendere il treno per Sannomiya (linea Hankyu – usando la JR si esce alla stazione di Motomachi) e andare nella Chinatown di Kobe (Nankin-machi). Era il primo febbraio e quindi era l’ultimo giorno delle feste per il capodanno cinese che inizia il 26 gennaio. Ad aspettarci danze, esibizioni, il drago e… tantissima gente.
Arriviamo verso le ore 17 giusto per dare un’occhiata alle esibizioni in piazza. Sono passato spesso nel quartiere cinese di Kobe ma durante le feste del capodanno è tutto un’altra cosa, l’atmosfera è allegra e viva. Per cena scegliamo quasi per caso ed entriamo in un piccolo ristorante dove guarda caso c’era un unico tavolo ancora libero. Ordiniamo subito qualche Asahi e poi dal menu ognuno si prendeva quello che più sembrava mangiabile.
La sorpresa arriva poco dopo quando veniamo informati che nel ristorante entrerà, sentite sentite, il drago! Il personale ci chiede gentilmente si spostare un attimino una sedia per far posto… scopriamo che gli ospiti del tavolo accanto avevano prenotato appositamente per l’occasione. Un colpo di fortuna essere nel posto giusto nel momento giusto. Se mangiavamo da un’altra parte ci saremmo perso tutto senza manco rendercene conto.
Aspettiamo qualche minuto e il drago arriva all’entrata accompagnato da tamburi. Il tutto si ferma… uno del gruppo “del drago” si è sentito male ed è quasi svenuto. Passano una decina di minuti e lo spettacolo inizia: il drago entra nel locale danzando e saltando. Tra gli applausi del pubblico c’è chi introduce nella bocca del drago una lettera… non ho capito se si trattava di una preghiera per il futuro o se era una donazione di qualche genere. Ho filmato la scena e vi invito a guardarla da questo video
Per oggi è tutto e mi riprometto di essere più costante.
Come scritto in precedenza i saldi in Giappone sono cominciati alla grande. Quasi tutti gli esercizi commerciali cominciano sin da subito, il primo o il secondo di gennaio.
Il tutto non può assolutamente passare inosservato, basta anche solo prendere la metropolitana
Mi sono divertito a fare un paio di foto… le volevo aggiungere al post di ieri ma sarebbe diventato troppo lungo e fuori tema con il resto che avevo scritto.
Le foto le ho prese nella metropolitana di Osaka quindi le pubblicità si riferiscono ovviamente a centri commerciali e grandi magazzini della mia città. Di pubblicità simili ce ne sono tante ancora e questo è veramente solo un’assaggio.
Chiedo a voi che abitate in Italia: i saldi vengono pubblicizzati molto sui mezzi pubblici?
Da aggiungere che nei luoghi elencati nelle varie pubblicità si trovano anche i fukubukuro, le “borse della fortuna”.
E per finire una cosa per l’uomo che non deve chiedere! MAI! Da un pò esiste sul mercato una nuova birra della Kirin. Solo per gli uomini duri, alcol al 7%!
L’ho presa oggi, anzi ne ho prese due: una forse me la bevo e l’altra l’aggiungo alla mia collezione di lattine di birra anche se sembrerebbe che non la si può chiamare birra… sulla lattina c’è scritto “liquore” ?!?
Innanzitutto un calorosissimo Buon Natale a tutti voi.
Desideravo vedere come si presenta la Ginza di Tokyo in questi giorni natalizi e così l’altro ieri sono partito dalla stazione di Shimbashi e ho camminato per tutta la Ginza-dori passando prima per Ginza, Kyobashi, Nihonbashi ed infine alla stazione Mitsukoshi-mae. Una bella camminata di circa 100 minuti ma ne è valsa la pena. Nonostante abbia spesso visto Ginza e Nihonbashi, il clima natalizio mai l’ho potuto vedere. Un’occasione quindi che non volevo perdere
Praticamente ancora a Shimbashi, da qui si parte
Camminando si nota non solo l’illuminazione, il traffico e la gente ma i primi grandi negozi e grandi firme. Salvatore Ferragamo fa bela figura.
Tra i primi Grandi Magazzini c’è il Matsuzakaya e poi, poco dopo, il Mitsukoshi (ambedue sulla destra). Di fronte al Mitsukoshi c’è il famosissimo Wako.
Il Matsuzakaya, il Wako e una filiale del Mitsukoshi
Poco prima del Matsuzakaya c’è un affollatissimo ristorante in stile tedesco dal nome “Ginza Lion” che serve l’ottima birra Sapporo. Un altro si trova proprio sotto il Mitsukoshi prima di entrare nella stazione della metropolitana “Ginza”. Essendo un amante della birra, questi ristoranti sono tra i miei favoriti, ma nonostante due di questi nella sola Ginza, questa volta non ci sono andato. Un’altro Ginza Lion si trova anche a Shinjuku. In tutti e tre ci sono andato almeno una volta
Proseguendo la mia camminata serale ho fatto diverse foto. Questa quà sopra è una vetrina se non sbaglio del Wako.
Un altro Grande Magazzino nella zona Ginza 3 chome è il Matsuya. Un palazzo di vetro biancastro enorme e affollatissimo in qualsiasi stagione.
Il palazzo della Bulgari fa ottima presenza e non passa inosservato. Particolarmente visitato da giovane coppie dove lui comprerà alla propria Lei un “dolce” regalino.
Il Giappone è riuscito a fare del Natale una festa romantica dove giovani coppie pernottano negli alberghi per poi alzarsi presto la mattina del 25 e andare al lavoro.
Ma non solo nomi italiani e non solo moda a Ginza.
Cartier e una vetrina di un ristorante. Non i soliti piatti con i cibi di plastica ma eleganti quadri illuminati dall’interno
Un ultimo sguardo alla Ginza prima di arrivare a Kyobashi e poi Nihonbashi
Non nascondo che cominciavo ad avere fame e vedere queste vetrine non aiutava di certo
Ma non tutti sono fortunati e in questi giorni le temperature sono anche abbastanza basse.
Nella zona di Shimbashi ho notato diversi senzatetto. Alcuni all’interno delle stazioni e altri nei vari sottopassaggi.
E a pochi metri gente che spende cifre esagerate per dei beni di lusso… anche questo è Natale, anche questo è Giappone
Lasciando Ginza si arriva a Kyobashi. La zona è molto diversa si nota un certo senso di “buio” e poca illuminazione. Uffici, banche e piccoli negozi, la zona non è fatta per lo shopping. Ma dura poco e si arriva presto a Nihonbashi, zona viva e affollata. Ed è a Nihonbashi che si trova la casa madre di uno dei più prestigiosi Grandi Magazzini: il Takashimaya (honten – casa madre). Ho avuto modo di lavorare diverse volte al Takashimaya di Nihonbashi. Il lusso e l’accoglienza, nonchè la clientela è praticamente unica.
Per la seconda e ultima parte della mia caminata vi rimando a domani e vi ricordo che per vedere un ingrandimento delle foto basta cliccarci sopra
Ancora un buon Natale a tutti… e non mangiate troppo!
Piccola anteprima: una vetrina del Takashimaya di Nihonbashi. Orsachiotti rossi che girano
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