E la Pasqua in Giappone dove sta?

curiosità 6 Commenti »

Un fine-settimana particolarmente lungo (come forse un po’ troppo lungo sarà questo post… forse avrei fatto meglio a dividere i vari “giorni”), ma piacevole, quello appena trascorso. E questo non di certo perché è Pasqua. In Giappone la Pasqua non esiste e se non me lo dicevano non ci avrei manco pensato.
il finesettimana “lungo” è iniziato giovedì scorso che era giorno festivo. In Giappone si celebrava il Shunbun-no-hi (equinozio di primavera), una festività di cui le origini sono tuttora incerte. Il giorno è stato reso festivo durante il periodo Meiji (1868-1912). Una giornata per le riunioni di famiglia e per visitare i defunti. Si dice che quando il giorno ha la stessa durata della notte (come avviene durante gli equinozi), il Buddha appare sulla terra per salvare le anime perse. In questa occasione si usa offrire sake e cibo ai propri antenati ma anche i botamochi (dolci di riso ricoperti con marmellata di fagioli) ad amici e vicini di casa. Con il Shunbun-no-hi comincia finalmente la primavera e coincide con lo sboccio dei primi fiori di ciliegio.
Per quanto mi riguarda niente riunioni di famiglia e niente visite ai morti.

yakkun.jpg biffy.jpg
Le due mascotte di Yakult: Yakkun e Biffy
Quella a sinistra più che una mascotte per un yogurt da bere
sembrerebbe la mascotte di un preservativo
😈

Abbiamo colto l’occasione per una gita nei pressi di Kyoto. Per la gioia dei bambini siamo andati a vedere la Yakult. Credo che la maggior parte di voi la conosciate… ho visto della pubblicità tempo fa su molti siti italiani che parlano del Giappone. Si tratta, da quanto ho capito, di una bibita con probiotici che aiuta la digestione e il naturale equilibrio della flora batterica intestinale. In casa la usiamo per i bambini nella speranza che crescano sani e forti 😀
Un tipo di yogurt da bere che deriva da una miscela di latte scremato con un particolare tipo di batteri Lactobacillus casei ceppo Shirota. La Yakult Honsha Co. è stata fondata da Minoru Shirota. Attualmente la vendita di prodotti Yakult avviene in 28 paesi, tra cui anche l’Italia (dal novembre 2006), ma la coltura batterica arriva dal Giappone, indipendentemente dal luogo di produzione.
La visita all’azienda è stata molto interessante e mi ha convinto di provare il prodotto di prima persona. La Yakult non produce solo questo yogurt da bere e da poco ha immesso nel mercato altri tre tipi di bevande contenenti della bifiene, particolarmente importanti per il benessere dell’intestino. Mi sembra di fare pubblicità oscura :smile:
Dopo il mini-seminario finale abbiamo ricevuto dei prodotti di prova e dei piccoli omaggi. Magari farò un post a riguardo con alcune foto e magari un filmatino.

laboratorio Yakult.

Siamo andati in un ristorante per il pranzo per poi prendere il treno e andare alla stazione di Fushimi-Inari che si trova poco distante. La seconda parte della giornata di giovedì era dedicata alla visita ad uno dei templi più suggestivi di tutto il Giappone. Io ci sono andato per la prima volta e devo ammettere di essere stato colpito dalla magnificenza.

chilomentri di sentieri e migliaia di torii un “piccolo” visitatore e un monaco shintoista

Il Fushimi-Inari Taisha (vedi breve descrizione che ho scritto sul sito) è a capo di circa 30.000 templi Inari sparsi in tutto il Giappone ed è venerato dalla gente come divinità della raccolta. Noto soprattutto per il numero di torii che accompagnano i sentieri che portano fino in cima al Inari-san (monte Inari). Migliaia di torii donati dalla gente durante i secoli, uno dopo l’altro per chilometri! Ho provato sensazioni indescrivibili e vi rimando ad una piccola galleria fotografica che ho fatto per l’occasione. Abbiamo scalato tutta la montagna e visto un po’ tutto… eravamo tra gli ultimi a scendere e cominciava a farsi sera.
Purtroppo cavi elettrici e venditori automatici rovinavano un pò lo stupendo panorama e non sempre è possibile scattare le foto che più vorremo. Ma tutto questo sono piccole cose in confronto a quello che si può ammirare.
L’ingresso è libero ed è aperto 24 ore su 24. Facilmente raggiungibile da Kyoto (5 minuti di marcia dalla stazione centrale della JR) o da Osaka prendendo la linea Keihan.
Siamo poi tornati a Osaka dove ci siamo fermati a mangiare monja-yaki, okonomiyaki e ottimo yaki-soba… il tutto accompagnato da un paio di birre.

Fushimi-Inari Taisha Fushimi-Inari Taisha
Alle prese in una preghiera – La volpe con in bocca la chiave
la chiave è il simbolo della chiave del granaio

Il venerdì non era festivo ma ci siamo presi la giornata libera per vedere la cerimonia di chiusura dell’asilo. Da aprile mio figlio frequenterà la prima elementare.
Questo tipo di cerimonie non godono della mia simpatia. Ho l’impressione di essere in caserma. Il modo di parlare autoritario, l’implotonamento dei bambini, gli ordini di “attenti”, “seduti”, “dietro front” e “in piedi”, inno nazionale con bandiera (tutti OBBLIGATI, genitori compresi, ad alzarsi e fissare l’Hinomaru), discorsi preconfezionati freddi ed artificiosi (decisamente assurdo un’insegnante delle elementari maschio che cercava di addolcire le sue frasi con la particella “ne” parlando come un robot, piatto e visibilmente annoiato), clima rigido e freddo… mi ero ripromesso di non andarci più ma talvolta conviene far bel viso. Non credo che in Italia si accetterebbe una cosa del genere!
Il mese prossimo si farà il bis con le cerimonie di apertura anno scolastico. Non mi stupirei più di tanto se introducessero l’obbligo di gridare “Tenno Heika Banzai” 😈
Dopo la parentesi scolastica, io e mia moglie siamo andati all’opera. Mia moglie ci teneva molto… lo spettacolo di scena era quello che aveva visto tanti anni fa a Londra quando ci eravamo conosciuti. “Phantom of the Opera” è di scena all’Herbis Plaza di Osaka (Osaka Shiki Theater), dove avevo già potuto ammirare “Mamma Mia” (con le musiche degli ABBA) qualche anno fa. Siamo riusciti a trovare due bei posti a sedere (10.500 yen a testa 😕 ) e ho anche cercato di fare qualche foto per il blog… ma mi hanno beccato e ho dovuto cancellarle :mrgreen:
Il pieno in sala… e non è sempre facile trovare posti liberi… bisogna prenotare in buon anticipo.

l’unica foto consentita 👿

E’ sempre affascinante ed interessante sentire i musical eseguiti in lingua giapponese (vedi filmato promozionale in fondo a questo post). Non sono di certo un gran conoscitore ma la bravura della troupe era di un livello veramente ottimo. I registi occidentali sembra abbiano fatto il possibile per renderlo il più fedele possibile alla versione occidentale. Ciò che mi ha colpito maggiormente tra il pubblico non è tanto il fatto che quasi il 100% era prevedibilmente di sesso femminile ma che tra queste “femminucce” non poche erano veramente anziane! A tratti il volume della musica era veramente alto (specialmente la parte con l’organo Taaaaa-ta-ta-ta-ta-taaaa :mrgreen: ) e il pericolo che si prendessero un colpo poteva, secondo me, non essere neanche tanto remoto. Venti minuti di pausa davano la possibilità per un caffè veloce e una visitina al bagno. Una fila lunghissima per il bagno delle signore con tanto di staff predisposto con la bandierina per segnalare il punto in cui mettersi. “Prego, da questa parte per fare la fila! Circa un’ora di attesa“, vi giuro! Diceva proprio che c’era un’ora di attesa per andare al bagno!

Un sabato tranquillo
Lezione di pianoforte per i bambini e poi, dopo aver preparato il pranzo, un pomeriggio al parco giocando a pallone. Finalmente non fa più freddo e per fortuna non fa ancora quel caldo che inevitabilmente arriverà tra qualche mese.

Ieri, domenica, siamo andati a vedere un’esposizione dedicata alle metropolitane e vecchi autobus. L’esposizione era aperta solo ieri e si trovava nella zona di Morinomiya, poco distante dal castello di Osaka. E’ un centro per la manutenzione e riparazione delle carrozze delle linee metro di Osaka. Una grande folla e molti “otaku” del settore. Uomini sulla quarantina muniti di macchina fotografica impegnati a fotografare in ogni particolare gli oggetti in esposizione.
Interessanti anche diversi poster d’epoca che pubblicizzavano le nuove linee metro. La prima linea metro di Osaka è la linea Midosuji che collegava Shinsaibashi a Umeda nel 1933.

Una delle guardie presenti all’evento Una carrozza d’epoca della linea Sennichimae vecchia mappa delle linee metro a Osaka

Abbiamo poi mangiato udon a mezzogiorno (mia figlia ha optato per il Kitsune-udon che si sarebbe dovuto mangiare al Fushimi-Inari Taisha).

Nel pomeriggio abbiamo colto l’occasione per visitare il museo dedicato alla pace che si trova a pochi minuti a piedi. Il “Peace Osaka” (Osaka International Peace Center) si trova a Morinomiya, a sud del castello di Osaka e tratta ovviamente i temi legati alla pace. Entrando nel museo si nota sin da subito il carattere bellico, la guerra in generale da dover evitare per poter vivere tranquillamente in pace. Personalmente mi aspettavo di vedere qualcosa di più “internazionale” o comunque di qualcosa di più generale. Invece la maggior parte delle esposizioni incentravano la distruzione della città di Osaka durante i raid aerei durante la seconda guerra mondiale.

akagami, usato per il richiamo alle armi tipo di bombe usate per il bombardamento di Osaka

Se da una parte si ammettevano le ingiustizie commesse dai giapponesi nel continente asiatico, dall’altra si nota il vittimismo nipponico. Molto è incentrato sui danni subiti, dalla miseria degli abitanti di Osaka, delle sofferenze dei soldati giapponesi etc… per carità, nulla di male in tutto ciò, anzi… ma direi che il nome del museo dovrebbe cambiare in qualcosa di maggiormente appropriato. Nonostante il giorno festivo, al museo eravamo pochi, anzi pochissimi. Nella sala grande davano un filmato sui bombardamenti dei B-29. Eravamo in 16. Più pace di così…

Tra la visita alla Yakult, tempio Fushimi-Inari Taisha, cerimonia all’asilo, opera, esposizione mezzi di trasporto e infine museo della Pace, il fine settimana è stato abbastanza positivo… tra qualche giorno poi mi aspetta uno degli spettacoli che più apprezzo: il Miyako Odori che inizierà a Gion il primo aprile. Non vedo l’ora… come ogni anno.

Per finire un breve video di promozione per il musical “Phantom of the Opera” a Osaka

11 febbraio, aspettando Valentino si celebra Jimmu

Attualità, storia 8 Commenti »

Abbiamo un fine-settimana lungo in Giappone perchè lunedì è giorno festivo. Ancora un giorno festivo in Giappone, 3 giorni senza lavorare e senza dover andare a scuola.
Lunedì si celebra infatti il Giorno della Fondazione (kenkoku kinen-bi oppure kenkoku kinen no hi) ed è quindi giorno festivo e viene celebrato ogni anno il 11 di febbraio. Nel caso dovesse cadere di un sabato o domenica, la festa viene posticipata a lunedì. In questo giorno i giapponesi celebrano la fondazione della Nazione e la linea imperiale iniziata dal primo imperatore giapponese Jimmu che stabilì la sua capitale a Yamato.
Nonostante la fondazione da parte dell’imperatore risale all’inizio della storia giapponese, il giorno della Fondazione nazionale divenne una festa ufficiale solo nel 1872 quando il Giappone Meiji passò al calendario gregoriano. Ricercatori usarono il Nihonshoki per estrarre la giusta data, 11 febbraio del 660 A.C. ma rimane ancora da trovare evidenza per provare non solo la data stessa ma anche l’esistenza propria dell’imperatore Jimmu.
In origine il giorno venne chiamato Kigensetsu (giorno dell’imperatore) e si pensa che l’imperatore Meiji abbia voluto questa ricorrenza per legittimare maggiormente la famiglia imperiale in seguito all’abolizione dello shogunato Tokugawa. La festività doveva servire per portare attenzione verso l’imperatore in una nazione che doveva ancora essere unificata.
Agganciandosi pubblicamente alla linea imperiale iniziata da Jimmu, e quindi alla Dea del Sole Amaterasu Omikami, l’imperatore Meiji si dichiarò l’unico e vero regnante del Giappone. Con grandi parate e feste, Kigensetsu era considerata una delle quattro grandi feste in Giappone. L’ 11 febbraio 1889 è anche il giorno in cui fu promulgata la Costituzione dall’imperatore Meiji.
Kigensetsu fu poi abolito durante l’occupazione americana a causa dello stretto legame con la mitologia shintoista. Fu poi ristabilita come festività nel 1966 con il nome odierno togliendo la maggior parte dei riti legati alle referenze dell’imperatore. Rimane tutt’oggi un giorno per esprimere patriottismo e amore per la patria. Hinomaru vengono innalzate e bandierine vengono poste all’interno dei treni. Gli estremisti di destra hanno un motivo in più per uscire e presentarsi nelle aree affollate delle grandi città. Si vestono di nero, con bandiere imperiali e con megafoni fanno valere le loro ragioni.
Non è assolutamente consigliabile chiedere loro di fare meno rumore.

hinomaru.jpg
La bandiera nazionale giapponese a Ise

A casa mia un’opportunità per avere la famiglia a casa, giocare con i bambini e chissà, magari mangiare qualcosa fuori.

mi hanno purificato e per quest anno sono a posto

Cultura 7 Commenti »

Ogni anno l’asilo che frequenta mio figlio partecipa con la classe dell’ultimo anno, quindi con i bambini fino a sei anni, ad un concerto musicale assieme ad altri asili. Un evento abbastanza particolare dove i bambini devono far vedere cosa hanno imparato nei rispettivi asili in campo musicale. La performance dei piccoli è veramente incredibile. Ho avuto modo di vedere l’edizione dell’anno scorso in cui partecipava anche mia figlia e sono rimasto colpito da quanto bravi possono essere questi piccoli musicisti e di quanta pazienza hanno e di che bravura sono le maestre d’asilo.

concerto.jpg
il biondino al centro è mio figlio
(magari posterò il filmato della performance)

Dopo il concerto un pranzo veloce nella vicinanza del teatro e poi al tempio per il Setsubun!
Il Setsubun viene celebrato in Giappone il giorno prima dell’inizio di ogni stagione e significa letteralmente “divisione stagionale” anche se di solito ci si riferisce al Setsubun primaverile celebrato il 3 febbraio (di cui il nome originale sarebbe Risshun). In passato il Setsubun era la vigilia dell’anno nuovo ed era accompagnato da un rito speciale chiamato mamemaki (lancio di fagioli) per allontanare il male dell’anno passato e scacciare gli spiriti maligni per l’anno corrente.

L’ultima visita ad un tempio risaliva ormai a più di un mese fa quando sono andato al Sumiyoshi-Taisha per le preghiere di inizio anno. L’ultimo fine-settimana al tempio Abiko Taisho Kannon-ji, conosciuto a Osaka semplicemente come Abikosan (oppure Abikozan) c’era aria di festa e spiritualità. Il Kannon Abiko (Dea della Grazia) è riconosciuto come il luogo di culto più antico del Giappone per gli adoratori di Kannon. Si crede inoltre che Abiko Kannon allontani i mali ed è per questo ultimo particolare che ci siamo andati… per scacciare i mali del 2007. Oggi come oggi dovrei essere una persona più buona e più sana. :mrgreen:

abikosan10.jpg
Abiko-San

abikosan06.jpg abikosan08.jpg

Al Taisho Kannon-ji molta gente durante l’ultimo fine-settimana

Si dice che Abiko abbia ricevuto un’immagine di Kannon di soli 5 cm. dal re della dinastia Kudara. La gente poi costruì un sacrario per venerarla. Quando poi il principe Shotoku visitò quest’area circa 1400 anni fa, si dice che ricevette un messaggio divino dalla dea il che lo spinse a costruire un tempio.
La festività del Setsubun che si celebra ogni anno richiama una gran folla di gente, gente che prega la dea di respingere i mali, portare fortuna, protezione da malattie e disastri e per esaudire i propri desideri.

Avevamo appuntamento alle 14:00 per ricevere benedizione e scacciare i mali. Mia moglie, i bambini ed io (uhmmm c’era anche l’onnipresente suocera 👿 ) Con una spada di legno (almeno credo fosse di legno) il monaco ci è passato sopra la testa e le spalle. infine ci sono stati dati alcuni oggetti che non ho capito bene cosa siano. Dei fogli di carta con dei messaggi (forse gli auguri o una specie di oroscopo?), un o-hashi (le bacchette per mangiare) e una bottiglietta di sakè (vedi sotto). L’anno prossimo si riporterà i messaggi infilati tra le bacchette di legno al tempio per essere bruciati.

abikosan04.jpg abikosan12.jpg abikosan11.jpg
La cerimonia per scacciare i mali (non manca la birra Kirin come vedete)

abikosan07.jpg
I desideri dell’anno scorso vengono buttati

abikosan09.jpg abikosan13.jpg abikosan14.jpg
rito di purificazione… da notare l’altare dietro

Al tempio vi sono varie celebrazioni come ad esempio buttare pezzi di legno con i propri desideri scritti sull’altare per essere bruciati oppure far passare il fumo dell’incenso sopra i capelli per scacciare i mali dalla mente.
In molti templi si usa celebrare il Setsubun. Monaci e invitati possono lanciare i fagioli di soia arrostiti (talvolta avvolti in fogli d’oro o d’argento), piccole buste con denaro oppure dolciumi.

abikosan05.jpg

le ceneri e il fumo devono passare tra i capelli per scacciare i mali dalla mente

Nella vicinanza del tempio grande mercato! Takoyaki, okonomiyaki, yakisoba, banane al cioccolato, mele caramellate… poi giochi per i più piccoli e anche un signore che con una vipera bianca dovrebbe scacciare i mali e portare fortuna 😯

abikosan03.jpg

una giovane ragazza prepara qualche prelibatezza

Il Setsubun ad Abiko dura due giorni (sabato e domenica) e tanta gente non l’ho vista neanche a capodanno. Se qualcuno di voi dovesse trovarsi a Osaka l’anno prossimo a inizio febbraio, questo è sicuramente un luogo da vedere e ammirare. Per arrivarci si può usare la metropolitana, linea Midosuji e scendere alla stazione “Abiko” , il tempio si trova a circa 200 metri (Abiko 4-Chome) oppure usare la linea JR linea Hanwa e scendere alla stazione Abiko-cho (circa 400 metri dal tempio).

abikosan01.jpg abikosan02.jpg
i doni ricevuti dal monaco durante la purificazione

abikosan15.jpg
la bottiglietta di sakè ricevuta in bella mostra dinnanzi a me… una di queste sere la farò fuori 😈
(per un ingrandimento delle foto cliccateci sopra)

Ieri sera, domenica 3 febbraio, era il momento giusto per il mamemaki. Come scritto sopra si tratta del lancio di fagioli (di solito di soia) per scacciare gli spiriti cattivi. Di solito viene fatto dal toshi-otoko di casa (cioè l’uomo nato sotto il segno animale dello zodiaco cinese corrispondente all’anno) oppure dal capofamiglia. Beh, il rito è stato fatto da mia figlia che a forza di “Oni wa soto! Fuku wa uchi!” (Fuori con i demoni! Dentro la fortuna!”) ha purificato la nostra casa. I fagioli simbolicamente purificano la casa scacciando gli spiriti cattivi e i mali che si portano dietro. Vengono lanciati in prossimità dell’entrata (per la gioa dei gatti) e qualcuno magari anche all’entrata. E’ usanza che ogni membro della famiglia ne mangi uno per ogni anno di vita (in alcuni casi uno per ogni anno di vita più uno per significare l’anno che comincia)… ehm, io ne ho mangiati tanti :mrgreen:

Si usa inoltre mangiare maki-sushi non tagliato chiamato eho-maki (maki della direzione fortunata) durante il setsubun. Questo maki (sushi avvolto nell’alga nori) viene mangiato rivolgendosi nella direzione ritenuta fortunata e determinata dal simbolo zodiacale di ogni anno. Io non l’ho mangiato perché il contenuto non era di mio particolare gradimento. Abbiamo anche mangiato delle sardine… di queste si usano le teste che, dopo essere state infilzate con degli stuzzicadenti vengono appese alle entrate in modo che cattivi spiriti non entrino. Mia moglie me lo ha fatto notare aggiungendo che forse non è il caso di prendere alla parola questa usanza. 😯

 

Ragazze, preparatevi a soddisfare i vostri uomini

Attualità, curiosità 9 Commenti »

valentinejapantitle.jpg
Meglio non lasciare tutto all’ultimo minuto. Preparatevi ragazze mie! Tra due settimane sarà il giorno di San Valentino, il giorno degli innamorati… così almeno vale per l’Occidente. In Giappone il giorno di San Valentino ha un significato un po’ diverso e comunque qui nessuno pensa a qualche santo, tantomeno uno protettore degli innamorati.
Grazie ad un massiccio sforzo di marketing il giorno di San Valentino in Giappone è un giorno in cui si regalano cioccolatini o caramelle. O.K. questo vale un po’ dappertutto ma in Giappone questo vale prevalentemente per le donne che, praticamente obbligate dal sistema, regalano cioccolatini a tutti (o quasi) i colleghi maschi. In Giappone questi cioccolatini sono conosciuti come giri-choko, una parola che deriva da giri, che potrebbe essere tradotto in obbligo, e choko che sta’ per cioccolato. Questi cioccolatini sono diversi da quelli definiti honmei-choko, cioè quelli regalati alla persona amata. Amici, e specialmente tra le ragazze, ci si può scambiare i tomo-choko dove la parola tomo stà per amico/a.
Con ulteriori sforzi di marketing, i giapponesi sono riusciti a creare un giorno tutto particolare in cui i maschietti possono ricambiare il regalo avuto il 14 febbraio. Tale giorno è stato chiamato “White Day” e viene festeggiato esattamente un mese dopo il San Valentino, il 14 di marzo. Nonostante originariamente si regalava cioccolato bianco oppure Mashimaro (in inglese marshmallows), ecco perché “White Day”, al giorno d’oggi i regali usuali sono bigiotteria e/o gioielli e biancheria intima. Non chiedetemi che faccia avevo quando un collega maschio di mia moglie le ha regalato un paio di collant! Per fortuna sua non l’ho mai conosciuto di persona ^__^
Una tradizione non tanto antica, anzi… creata solamente nel 1980 anche se c’è chi sostiene che la festività nacque ben prima a seguito di un commerciante di dolciumi che pubblicizzava chiedendo alla clientela maschile di ritornare il favore. Ben presto altre aziende accolsero l’iniziativa vedendo in essa un’enorme potenzialità economica.
Quindi un San Valentino decisamente diverso dalle nostre tradizioni europee e che in Giappone si vive in modo alquanto intenso. Fiere dedicate al cioccolato da regalare per l’occasione vengono organizzate in tutti i maggiori Grandi Magazzini (Depaato) e nei supermercati. Donne e ragazze sono costrette a fare grandi spese, tanto più grandi quanto sono le loro conoscenze e le cerchie che frequentano. Cioccolatini ai colleghi di lavoro, agli amici maschi, ai colleghi di qualsiasi club o corso che si frequenta. Poi a marzo il regalino di ritorno.
Indubbiamente una tradizione strettamente legata al commercio, creata esclusivamente per creare mercato in un economia dove il denaro deve per forza girare.

scaffali per San Valentino scaffali per San Valentino scaffali per San Valentino
Alcuni scaffali per l’occasione in un supermercato vicino a casa mia
(per ingrandimento clicca sulle immagini)

Inutile dire che con gli anni le aziende produttrici hanno escogitato una serie di strategie per vendere sempre di più. E’ grazie a questa festività se diverse aziende avranno profitti o meno. Quindi confezioni che possono soddisfare un vasto numero di clienti, confezioni che raffigurano e/o fanno ricordare caratteri degli anime e dei manga oppure con la mascotte dell’azienda stessa.

valentinejapan4.jpg
Lo shinkansen e Hello kitty non mancano

Seppur meno di moda, anche le cartoline di “San Valentino” sono sempre disponibili.
I preparativi per celebrare la giornata in modo degno sono fatti quindi care ragazze forza con lo shopping, la scelta non manca.

valentinejapansanrio.jpg
Una proposta Sanrio per la cartolina

Beh, ancora due settimane e potrò abbuffarmi di cioccolatini :mrgreen: e mia moglie potrà continuare a criticare con ancora maggior ragione il mio girovita 👿

Secondo voi il giorno di San Valentino è principalmente

guarda i risultati

Loading ... Loading ...

Tra il misogi e il Seijin no hi scelgo di vedere il primo…

curiosità Nessun commento »

Fine-settimana lungo quest’ultimo in Giappone. Oltre al sabato e domenica, anche il lunedì (14 gennaio) era giorno festivo. Si celebrava il Seijin no hi. E’ la festa per tutti coloro che quest’anno raggiungono i vent’anni di età. Si celebra sempre il secondo lunedì del mese di gennaio (fino al 1999 si celebrava la festa il giorno 15 gennaio). Vent’anni è considerata l’età per diventare adulti ed è anche l’età minima dalla quale uno può legalmente cominciare a fumare, bere e votare alle elezioni. Alcune giurisdizioni organizzano delle cerimonie per i nuovi adulti chiamate seijin shiki in cui si tengono discorsi e piccoli regali vengono offerti. Di solito queste cerimonie sono di mattino e i giovani adulti del luogo vengono invitati. Le donne festeggiano il giorno vestendo un furisode kimono e andando dal parrucchiere il giorno prima per un’acconciatura idonea. Molte affittano il kimono a causa del costo proibitivo e se lo fanno mettere da un “kimono kitsuke” (vestire un kimono da sole non è sempre facile :roll: )
Gli uomini sono più fortunati e si vestono con un semplice abito “da ufficio”… alcuni tra la folla magari vestono un kimono dai colori scuri. Dopo la cerimonia pubblica i giovani si formano in gruppetti e vanno a divertirsi o a bere. Donne non abituate a vestire i zori possono essere viste camminare “a fatica” quando la sera si avvicina :mrgreen:
Ultimamente le cerimonie sono state accorciate e rese più “divertenti” in quanto la partecipazione era drasticamente diminuita negli anni. Giovani disturbavano i discorsi usando il cellulare o facendo scoppiare piccoli petardi. Alcuni ufficiali hanno addirittura aggiunto il Bingo o il karaoke alle cerimonie per attirare maggiormente i giovani. Una località della prefettura di Chiba ha spostato la cerimonia a Disneyland 😯
Cerimonie per gli adulti esistono da secoli in Giappone. Durante il periodo Edo (1603-1868) i ragazzi diventavano adulti all’età di 15 anni mentre le ragazze lo diventavano verso i 13 anni. E’ solo dal 1876 che il governo giapponese decise che l’età per diventare adulti è venti.

furisode.jpg
Per una giovane donna il furisode è l’abito più formale da vestire prima del matrimonio
Il Seijin no hi è quindi una delle poche occasioni

Il 12 gennaio (sabato scorso) un’altra cerimonia interessante si è svolta al tempio Myojin di Kanda a Tokyo. Il Misogi, un rito di purificazione shinto, in cui i partecipanti si versano acqua gelata.

misogi.jpg

Come saprò godermi una bella doccia calda e un accappatoio asciutto :mrgreen:

Per completare il post un video trovato su YouTube.com sul rito purificatore di qualche edizione fa.

Powered by xxx olympic games - Olympic Sports News Daily