quando i gusti sono gusti te li gusti

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Vivere in Giappone significa anche questo: gustare sempre delle cose nuove e/o strane. Chi è stato in Giappone sicuramente avrà notato come certi prodotti che si trovano in Europa esistono pure in Giappone ma in diversi gusti e formati. Molti turisti li comprano e se li portano in Italia per sbalordire i propri amici mentre altri ne fanno la collezione… nessuno riesce a far finta di nulla quando entra in un supermercato o in un kombini (Convenient Store).
Il Giappone riesce a stupire anche in queste piccole cose quotidiane e cerca sempre, talvolta anche in modo morboso, di andare incontro ai gusti dei clienti… di soddisfare la clientela maggiormente di quanto possa fare la concorrenza.
Tra i prodotti maggiormente gettonati sicuramente quelli legati alla Nestlè e in particolar modo i famigerati e gustosissimi KIT-KAT (li adoro 😀 ).
I Kit-Kat in Giappone vengono prodotti usando i gusti popolari delle varie città, regioni o zone… troviamo quindi i Kit-Kat al gusto “budino di Kobe“, gusto famoso e riconosciuto, oppure il Kit-Kat al the verde. L’anno scorso ho fatto la scorta di Kit-Kat al gusto sakura e al gusto salsa di soya.
Qualche settimana fa sono stato a Sapporo dove ho avuto modo di scoprire i Kit-Kat tipici di Hokkaido, guardate un po’ quì che delizia:

Kit-Kat al gusto di patate Jagaimo di Hokkaido
Kit-Kat al gusto di mais

Queste confezioni si trovano solamente nella regione di Hokkaido e diventano quindi una buona idea regalo per chi si reca a Sapporo e dintorni.
Esiste già da tempo anche il Kit-Kat per gli italiani presenti in Giappone: il Kit-Kat al gusto di caffè espresso 😛

per chi non può farne a meno…
altri due gusti che credo in Italia non si trovano

Gusto the al jasmin e all’aceto di mele? Comunque ottimi ambedue… notate come nell’angolo in alto a sinistra ci stà scritto il numero di calorie presenti  😀

Kit-Kat al kinako
Anche questo l’ho scoperto per caso solo pochi giorni fa

Kit-kat al miso – si può trovare a Nagoya

Kit Kat in edizione limitata per la regione del Kyushu

Kit-kat al gusto Wasabi – trovato a Shizuoka

Kit-Kat al gusto di biscotti

Kit-kat al gusto Ginger Ale

Al gusto verdure (bibita della Itoen)

Bitter Almond

Al mais di Hokkaido

Al melone

Al caffe-latte

il preferito di mia mglie: Royal Milk Tea


Lunedì scorso (l’altro ieri per la precisione) è uscita anche la coca-Cola nuova di cui già diversi blog ne hanno parlato. La Coca-Cola Plus Catechin al gusto di tè verde. Inutile dire che non ho potuto resistere nel provarla subito. Al supermercato in cui mi reco di solito non la vendevano ma non perdendomi d’animo l’ho trovata e acquistata in un kombini non lontano da casa mia. Di questa Coca-cola ne avevo parlato su GiapponeNews.com (questa notizia) e oggi l’ho provata. Si parla di retrogusto al gusto di the verde ma personalmente mi sembra il semplice gusto della Coca-cola “Zero”… mah, niente di particolare ma dato che voglio anch’io dimagrire e questa Coca-cola contiene la catechina, beh, proviamola.

le 4 bottigliette di Coca-Cola

Un’altra nuova Coca-Cola, senza calorie

Per i mondiali di calcio del 2010 la Coca-Cola dedicata all’Italia

Coca-Cola Green e una Pepsi niente male 😛

OK, c’è anche una lattina di birra…  si tratta dela Yebisu, una birra ottima (costa di più delle altre) in una edizione limitata. Ne ho comprate due: una me la bevo per cena e l’altra andrà a fare compagnia alle centinaia di altre lattine che colleziono… tutte diverse una dall’altra, tutte giapponesi, praticamente uno spettacolo  😀

Una birra tira l’altra: Asahi a Nishinomiya e drago a Kobe

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E’ incredibile come passa il tempo, siamo già a marzo e tra poche settimane avrò modo di vedere la mia 12-esima stagione dei sakura, i fiori di ciliegio tanto amati.
Febbraio è stato per me un mese ricco di piacevoli avvenimenti. ho avuto modo di andare a visitare diversi luoghi e di vedere tante cose, tante sono le cose che non ci starebbero in un unico post e sono costretto a “spezzettare” il tutto. Vi anticipo solo che ci saranno tante foto e alcuni video interessanti 😀

Per il primo febbraio mia moglie ha preparato un piano che prevedeva un viaggetto a Kobe per vedere come imbottigliano la birra Asahi allo stabilimento di Nishinomiya (vedi mappa). Amante della birra come sono la giornata si prospettava proprio di mio gusto.  Per visitare lo stabilimento bisogna prenotarsi e il nostro turno partiva alle ore 14 in punto. Arriviamo alla stazione di Nishinomiya abbastanza presto e ciò ci permetteva di visitare il Nishinomiya Jinja.


Nishinomiya Jinja

Nishinomiya Jinja

Il Nishinomiya Jinja è a capo della setta Ebisu dello shintoismo e si dice che ci sono circa 3.500 santuari subalterni. Le persone del posto usano chiamarlo semplicemente “Ebessan” ed è famoso per il Toka-Ebisu festival che si tiene ogni anno il 10 gennaio.
Il santuario comprende di tre minori santuari interni e ognuno di essi venera uno o due kami (dei). Il primo dei tre venera Nishinomiya-Okami (chiamato anche Ebisu-no-mikoto, ovvero Ebisu). I kami del secondo santuario è Amaterasu-Omikami (la dea del sole) e Okuninushino-Mikoto. Infine il terzo santuario venera Susanoono-Mikoto.
Non si conosce la data di costruzione ma si sa che era già presente durante il periodo Heian (dal 794 al 1185)con il nome di Ebisu-sha e attirava molti pellegrini. Per diversi secoli era conosciuto con il nome Nangu-sha (il santuario del sud).
Tanta gente e tanti giovani genitori che portavano i loro neonati al santuario. Bancarelle distribuivano gratuitamente zenzai, la zuppa a base di mochi (dango) e azuki a tutti! Poco più in là pestavano il mochi e i passanti erano pregati di condividere la fatica 😀
Rimaniamo per una mezz’oretta dando qualche sguardo anche al mercatino vicino che esponeva bei oggetti di artigianato.

Ma si cominciava ad aver sete… ma l’Asahi doveva aspettare! Nella tabella di marcia c’era ancora il museo Hakushika del sake (Kuromatsu Hakushika). Si tratta del museo della maggiore distilleria di Nishinomiya (e la terza del Giappone) fondata nel 1662. si dice che il sake della Hakushika deriva dalla qualità dell’acqua usata. l’area di Nishinomiya è famosa per l’acqua chiamata Miyamizu (acqua del santuario). La visita al museo è veramente fulminante, mancavano 30 minuti per l’appuntamente allo stabilimento Asahi. Prendiamo due taxi (eravamo in sette) e arriviamo, come da bravi italiani, ultimi… ma ancora in tempo.


Stabilimento Asahi a Nishinomiya

Stabilimento Asahi a Nishinomiya

L’accoglienza non ha bisogno di spiegazioni, due giovani e belle guide ci invitano ad entrare in una sala per vedere un filmato di presentazione. Lo stabilimento è veramente vasto (guarda una mappa satellitare) e la guida ci fa notare che in mezzo ad esso ci passa pure un’autostrada :-)
E’ possibile vedere lo stabilimento prenotando in anticipo. Vengono creati dei gruppi e degli orari ben precisi. Dopo il filmato una guida ci porta nei vari spazi riservati alle visite spiegandoci le varie fasi della produzione della birra e i punti fondamentali che contraddistinguono l’Asahi. Ho dimenticato il numero di lattine da 350ml. che producono al giorno ma ricordo dal filmato che sovrapponendole tutte si arriverebbe a 3.300 chilometri!
Ci fanno toccare il grano che usano, ci fanno vedere praticamente tutto ciò che c’è da vedere. Come vengono preparate le lattine e come gli scarti vengono riciclati, come le lattine vengono ragruppate e messe in piccoli cartoni da sei e poi nei cartoni veri e propri.


Birra, birra... tanta ma proprio tanta!

Birra, birra... tanta ma proprio tanta!

La visita è veramente piacevole e dura circa 60 minuti e si conclude con una gustosa degustazione… si può scegliere una bionda oppure una scura e per i piccoli un succo di frutta sempre dell’Asahi. Un tavolo è preparato per noi e per ognuno anche delle noccioline da gustare assieme alla nostra freschissima birra alla spina. E’ possibile bere più bicchieri ma il tempo a disposizione è giustamente limitato. Decido di provare oltre alla bionda anche una scura. Inutile aggiungere che era veramente ottima! Il trucco sta anche che la birra a disposizione dei visitatori non ha più di tre giorni.
Ci è stato spiegato che le confezioni da sei lattine di birra che non hanno più di tre giorni di anzianità hanno un sigillo particolare… la guida ci ha consigliato di vedere nei negozi se troviamo tale sigillo e di comprare assolutamente tale confezione in quanto è assai raro, se non impossibile, trovarne.
ci fermiamo ancora al negozietto di souvenir per comprare dei piccoli ricordi… io ho preso dei cioccolatini con ripieno al gusto di birra 😀
Eravamo gli ultimi ad andarcene e la guida è uscita per salutarci gentilmente con la mano finchè non eravamo più in vista. una cordialità che continua a stupirmi ogni volta anche perché il saluto sembra decisamente cordiale e gentile sul serio e non solo movimenti automatici e obbligati. La visita all’Asahi mi ha lasciato un’ottima impressione e la giornata non era ancora finita; come non era finita la tendenza di voler assaggiare un’altra birra.

Decidiamo (ma era già deciso in anticipo) di prendere il treno per Sannomiya (linea Hankyu – usando la JR si esce alla stazione di Motomachi) e andare nella Chinatown di Kobe (Nankin-machi). Era il primo febbraio e quindi era l’ultimo giorno delle feste per il capodanno cinese che inizia il 26 gennaio. Ad aspettarci danze, esibizioni, il drago e… tantissima gente.

Arriviamo verso le ore 17 giusto per dare un’occhiata alle esibizioni in piazza. Sono passato spesso nel quartiere cinese di Kobe ma durante le feste del capodanno è tutto un’altra cosa, l’atmosfera è allegra e viva. Per cena scegliamo quasi per caso ed entriamo in un piccolo ristorante dove guarda caso c’era un unico tavolo ancora libero. Ordiniamo subito qualche Asahi e poi dal menu ognuno si prendeva quello che più sembrava mangiabile.
La sorpresa arriva poco dopo quando veniamo informati che nel ristorante entrerà, sentite sentite, il drago! Il personale ci chiede gentilmente si spostare un attimino una sedia per far posto… scopriamo che gli ospiti del tavolo accanto avevano prenotato appositamente per l’occasione. Un colpo di fortuna essere nel posto giusto nel momento giusto. Se mangiavamo da un’altra parte ci saremmo perso tutto senza manco rendercene conto.
Aspettiamo qualche minuto e il drago arriva all’entrata accompagnato da tamburi. Il tutto si ferma… uno del gruppo “del drago” si è sentito male ed è quasi svenuto. Passano una decina di minuti e lo spettacolo inizia: il drago entra nel locale danzando e saltando. Tra gli applausi del pubblico c’è chi introduce nella bocca del drago una lettera… non ho capito se si trattava di una preghiera per il futuro o se era una donazione di qualche genere. Ho filmato la scena e vi invito a guardarla da questo video

Per oggi è tutto e mi riprometto di essere più costante.

Finisce il lungo periodo natalizio

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Chi mi legge da tempo saprà che cerco di rendere partecipi alle “mie avventure” i lettori in modo da far assaggiare ciò che vivo qui in Giappone. Da semplici pensieri alle immagini che più di tutto aiuta a far scorrere la fantasia.
Queste ultime settimane ho avuto modo di ammirare i momiji (gli splendidi aceri giapponesi) a Kyoto e a Kamakura. Sono passato per Yokohama e Tokyo per poi ritornare nella mia Osaka. Un salto a Kobe per ammirare i Luminarie e poi vivere il Natale per le strade di Osaka. In particolar modo è degno di nota la zona di Nakanoshima che offre delle illuminazioni veramente stupende. Un gigantesco albero di Natale (The World Linking Xmas-Tree) di fronte al municipio e la Miotsukushi Promenade con luci ed eventi subito a sud del municipio.

Albero di Natale dalla Norvegia
Albero di Natale dalla Norvegia

Poco distante si trovano i capolavori dell’università delle Arti di Osaka.
Molta gente per ammirare colori e luci nonché per assaggiare qualche spuntino.

scultura nella sabbia realizzata dall'universita delle Arti di Osaka
scultura nella sabbia
pupazzo di neve gigante
pupazzo di neve gigante
ceri profumati
ceri profumati
alberi che cambiano colore
alberi che cambiano colore

Dall’alto Osaka in questi giorni è più bella che mai… specialmente di sera. La settimana scorsa sono stato al 36esimo piano del Swissotel di Osaka a Namba dove il ristorante “Tavola 36” offre un viking (si paga un tot e si mangia a volontà) a base di fondue al cioccolato e dessert. Due ore a disposizione per gustarsi non solo i dolci ma anche il panorama sulla città.

Dal 36-esimo piano a Namba
Dal 36-esimo piano a Namba

Vista serale dal Swissotel di Namba a Osaka. La foto non è venuta un granchè ma si può vedere la Midosuji-dori, la zona di Shinsaibashi e in fondo la zona di Umeda.

Namba Parks a Osaka
Namba Parks a Osaka

Eravamo seduti alla finestra e sotto avevamo il quasi nuovo complesso commerciale di Namba Parks, (nella piazza davanti al Namba Parks si intravede l’albero di Natale che avevo postato in un post precedente) di fianco i binari del treno che parte dalla stazione di Nankai. Si può inoltre notare la torre di Osaka poco sopra il centro della foto.
Il Natale sta per finire… è durato circa due mesi, cioè da quando, verso la metà di ottobre, le vetrine hanno fatto posto alle decorazioni natalizie. Poi gli alberi illuminati in ogni piazza disponibile…. luci, luci e luci.
Con il 24 di dicembre (giorno lavorativo) il lungo periodo natalizio finisce… la sera del 24 diventa per molte coppie un “San Valentino” e coloro che lavorano nei negozi fanno gli straordinari per cambiare le vetrine. Il 25 di dicembre si lavora normalmente e al posto degli alberi di Natale e delle decorazioni natalizie assaporeremo un’atmosfera per l’anno nuovo, lo shogatsu.
A casa mia la cena di Natale la facciamo oggi, 23 dicembre, in quanto è giorno festivo in Giappone grazie al compleanno dell’imperatore che oggi compie 75 anni. Domani si lavora, dopodomani pure. Quindi oggi cena di Natale e domani sera ci scambieremo i regali… ai miei piccoli quest’anno va una Wii con la Wii Fit… da parte della nonna la Mario Kart con due volanti (per giocare anche in coppia). Non sono proprio un amante dei videogiochi ma la Wii gliela fregherò spesso… e spero solo di battere mia moglie 😛

Non mi resta che augurare a tutti delle belle feste natalizie    

nota: l’anno scorso avevo postato due post “natalizi” con immagini delle vetrine e strade di Ginza e Nihonbashi a Tokyo. Se può interessare eccovi i link:
primo postsecondo postgalleria fotografica.

Una serata splendente al Kobe Luminarie

curiosità, riflessioni 10 Commenti »

Qualche giorno fa ho avuto l’occasione di andare a Kobe a casa degli zii… un’occasione non solo per incontrare gli zii ma anche per rivedere ciò che avevo avuto modo di vedere circa una decina di anni fa: il Kobe Luminarie.
Sono certo che molti di voi ne avranno già sentito parlare… di fatto il Kobe Luminarie è tra le illuminazioni più spettacolari in Giappone e in questo periodo natalizio è un’attrazione per milioni di persone.
Il Kobe Luminarie (Ruminarie) è nato nel 1995 per commemorare le vittime del terremoto Hanshin-Awaji dello stesso anno. Stando a Wikipedia il primo Luminarie è stato un regalo da parte del governo italiano.

I grandi magazzini di Daimaru Kobe illuminati.

La folla è enorme e viene quindi regolata in modo che non ci siano problemi. Tutti devono passare per lo stesso verso e partire dallo stesso punto… nei pressi del Daimaru. Una lunga fila di gente si dirige poi verso le illuminazioni passandoci sotto per arrivare alla “cattedrale”. Si cammina lentamente e ci si mette circa 60 minuti per arrivare all’inizio delle illuminazioni. Facendo la scorciatoia (proibita durante questa manifestazione) ci si arriva in 5 minuti circa.



L’evento di quest’anno è iniziato il 4 dicembre e terminato il 15. Tutte le luci sono dipinte a mano e sono accese solo per poche ore la sera (18:00 fino 21:30 durante la settimana e fino le 22:00 il venerdi e sabato). Il traffico viene chiuso e come detto, si cammina per senso unico.


Il tema di quest’anno era “l’era della luce” , disegnato dall’italiano Valerio Festi assieme ad un team locale ha sicuramente richiamato milioni di persone anche quest’anno.
Le statistiche degli anni passati:

  • 2005 – 4,358,000
  • 2004 – 5,383,000
  • 2003 – 5,066,000
  • 2002 – 4,640,000
  • 2001 – 5,190,000
  • 2000 – 4,738,000
  • 1999 – 5,158,000
  • 1998 – 5,164,000
  • 1997 – 4,732,000
  • 1996 – 3,856,000
  • 1995 – 2,523,000

Per sponsorizzare l’evento anche per l’anno prossimo molti volontari si trovano ai bordi per chiedere un piccolo contributo dai passati: 100 Yen per il Kobe Ruminarie 2009.


praticamente tutti fanno (e si fanno) delle foto

Souvenier non mancabo ma il bello è anche vedere le decine e decine di bancarelle con prodotti alimentari del luogo e tipici per questo tipo di manifestazioni all’aperto.


una cosuccia da mangiare prima di dirigersi alla stazione

In memoria del terremoto del 17 gennaio 1995 e delle migiaia di vittime.
Questo è il sito ufficiale della manifestazione (in giapponese).



Il video non è venuto proprio bene ma dovrebbe aiutare a rendere l’idea un po meglio di quanto lo facciano le fotografie. La musica di sottofondo è quella che si sente proprio a Kobe, non è stata aggiunta dopo per questo video. Buona visione 😀

Update: 20 dicembre: ho aggiunto una piccola galleria fotografica sul sito jappone.com.

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