I miei viaggi – Kanazawa, la piccola Kyoto

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Continuando con “i miei viaggi“…
Una cittadina snobbata dal turismo straniero forse anche a causa del mancato collegamento “shinkansen”, Kanazawa è la “piccola Kyoto” (meno di 500.000 abitanti) e come Kyoto non è stata bombardata durante la seconda guerra mondiale.
Ieri sono tornato da Kanazawa (capitale della prefettura di Ishikawa) dove sono rimasto per 5 giorni, tre giorni di lavoro e due giorni per vedere la città. Andando subito alle impressioni che ho avuto devo dire che nel suo piccolo ha maggior fascino di Kyoto e si avvicina alle ottime impressioni che ho avuto un anno fa visitando la cittadina di Matsue.
Moltissimi giapponesi visitano questa città e arrivano praticamente ogni giorno con file di autobus. Grazie anche alle numerosissime terme situate in ottimi alberghi il turismo è assicurato.
Per chi desiderasse visitare una delle città giapponesi maggiormente preservate del periodo Edo Kanazawa è difficile da battere (assieme alla città di Takayama). La “piccola Kyoto” offre ai propri visitatori i simboli del passato legati ai samurai, le geisha, i mercanti e i feudatari, il tutto in una zona compatta del centro.

Dimentica il tuo o-bento ma non dimenticare l’ombrello” è un proverbio che a Kanazawa tutti conoscono e tengono ben in mente. La città si trova nella parte “nevosa” del Giappone, sulla costa del Mare del Giappone e l’inverno è molto freddo.

   Giardino Kenrokuen a Kanazawa                              Giardino Kenrokuen a Kanazawa
     Giardino Kenrokuen a Kanazawa                            Kasumigaike
   Giardino Kenrokuen a Kanazawa
    Giardino Kenrokuen a Kanazawa
Giardino Kenrokuen a Kanazawa                              alcune parti del giardino

Da Osaka ho usato la linea ferroviaria JR e ci ho messo meno di tre ore per arrivare alla stazione  di Kanazawa, un edificio grande e moderno e con due relativamente grandi stazioni autobus adiacenti (est e ovest, quindi da far attenzione :-D .
Tra le attrazioni maggiori sicuramente il Giardino Kenrokuen (vedi galleria fotografica), un giardino creato tra gli anni 1620 e 1840 dalla famiglia Maeda, i Daimyo del feudo Kaga. Assieme ai giardini Kairaku-en e Koraku-en, il Kenrokuen è uno dei tre grandi giardini del Giappone. Aperto durante tutto l’anno nelle ore diurne e famoso per le meraviglie stagionali, il biglietto d’entrata è richiesto per visitarlo (300 Yen).
Il giardino si trova appena  fuori del castello di Kanazawa e faceva originariamente parte dei giardini esterni del castello; i metri quadri sono ben 114,436.65. Il giardino ospita circa 8.750 alberi e 183 specie di piante e i principali punti di interesse sono

  • la più vecchia fontana del Giappone (grazie alla pressione dell’acqua presente in due stagni situati in quote diverse)
  • Yugao-tei, una casa da te, l’edificio più vecchio del giardino costruito nel 1774
  • il pino Karasaki piantato dai semi trovati a Karasaki presso il lago Biwa dal 13esimo feudatario Nariyasu
  • La pagoda Kaiseki. Si dice che fu donata da Toyotomi Hideyoshi alla famiglia Maeda

In inverno il giardino è caratterizzato dal yukitsuri, delle corde attaccate ai rami degli alberi in forma conica per supportare i rami nella posizione desiderata evitando di essere danneggiati dal peso della neve.
Adiacente al giardino si può visitare (per 700 Yen) la villa Seison-kaku (vedi galleria fotografica), costruita da Maeda Nariyasu per sua madre in modo che potesse vivere gli ultimi anni della sua vita in modo confortevole. Assieme ad alcune strutture architettoniche samurai costruite negli ultimi anni del periodo Tokugawa, la villa si distingue per raffinatezza ed eleganza.

Villa Seisonkaku a Kanazawa                               vista dalla villa Seisonkaku

Come scritto sopra, il giardino si tova subito fuori il castello di Kanazawa (vedi galleria fotografica). Del castello comunque rimane solo il parco ed alcuni edifici e le alte mura sono veramente ammirevole ed imponenti. Fino al 1989, l’Università di Kanazawa era era ospitata all’interno del castello. Alcuni punti del parco sono perfetti per avere una bella panoramica sulla città e sul giardino Kenrokuen.

  Castello di Kanazawa                                entrata Ishikawamon del castello
  Castello di Kanazawa                                la torretta
Castello di Kanazawa                               panoramica

Per chi ama il Giappone di una volta e andando in Giappone desidera vedere proprio il Giappone di una volta, Kanazawa offre qualcosa di particolare: il distretto samurai e delle geisha. Quasi unico in Giappone il distretto samurai “Nagamachi“, un area con alcune stradine dove molta energia è stata spesa per ricreare lo stile delle case che ospitavano i samurai. La casa Nomura è aperta al pubblico per 500 Yen e ha un piccolo grazioso giardino e poco distante si trovano due case samurai (classe ashigaru, la classe samurai più bassa) che sono aperte al pubblico gratuitamente. camminando verso nord si possono notare altre case samurai ma sono attualmente abitate e quindi non aperte a visite.

Andando nel quartiere Higashi-Chayamachi si trova il distretto geisha principale di Kanazawa. Molti edifici sono ancora oggi luoghi di intrattenimento d’alta classe ma Casa Shima è aperta al pubblico e merita una visita. E’ raro o quasi impossibile poter visitare la casa di una geisha e, sempre che la possibilità si manifesti, la casa di una geisha ha comunque delle camere che l’ospite o cliente non può vedere. Casa Shima offre la possibilità di vedere anche le stanze private.

Prima di ritornare a Osaka non poteva mancare l’acquisto di alcune specialità del posto. Alla stazione di Kanazawa si trova il Omiyage-kan, un centro commerciale specializzato nella vendita di prelibatezze del posto.

Link di interesse: città di Kanazawa (in inglese)

Breve ma intensa vacanza sull’isola di Awaji, l’isola delle cipolle

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Il mese di febbraio è stato un mese praticamente di vacanza e di preparativi per la “stagione lavorativa” che adesso poi mi aspetta. Ma prima di continuare a parlare del mese di febbraio volevo farvi partecipi di una piccola vacanza che ho fatto con la mia famiglia a gennaio. Penso possa essere una bella idea viaggio se qualcuno decide di passare qualche giorno nel Kansai.

Un post fotografico per rendervi maggiormente partecipi alle immagini che ho avuto modo di vedere.

Di fatto si tratta della seconda mini-vacanza che facciamo sull’isola di Awaji che si trova non tanto distante da Osaka. Avevamo deciso di prendere una camera d’albergo per una notte in modo da poter fare tutto con calma. Ci siamo andati in macchina passando per ponte di Akashi-Kaikyo, il ponte sospeso più lungo del mondo. È alto 282,8 m e lungo 3.911 metri. La sua campata principale è lunga ben 1.991 metri.

   ponte Akashi Kaikyou

ponte Akashi Kaikyou                               Ancora 90 chilometri circa

Passare per questo ponte è veramente un’esperienza, sembra che non finisca mai… si vede il mare sotto e l’isola di Awaji davanti avvicinarsi lentamente. In caso di vento forte pare che il ponte venga chiuso al traffico per ovvi motivi.
Arrivati sull’isola ci si può fermare ad un’area di servizio per vedere il panorama sul ponte. L’area di servizio offre quello che offrono le aree di servizio in generale; da bere e da mangiare, dei souvenir e curiosità varie. I soliti dolciumi con l’immagine del ponte non mancano  :-P

   ponte Akashi Kaikyou                           un modello in scala delle “corde” che sollevano il ponte

  ponte Akashi Kaikyou                             gruppo di amici in posa per foto ricordo

  ponte Akashi Kaikyou                             nonostante il freddo di gennaio i fiori non devono mancare

Ci fermiamo poco, giusto per ammirare il panorama e fare qualche foto. C’era molto vento e faceva abbastanza freddo quel giorno. Nella tabella di marcia?ci stava il tako senbei no sato, una specie di supermercato in cui vendono dei senbei (tipo di cracker giapponesi) del luogo… diversi gusti, tutti da poter provare. Abbastanza enorme, il supermercato attira molta gente ed è famoso in tutta la regione. I clienti vengono invitati a provare i vari gusti di senbei e viene offerto caffè e te gratuitamente. Le confezioni costano sulle 500 yen e con  una spesa di 1000 yen un piccolo omaggio.

           Tako Senbei no sato sull'isola di Awaji                    Il supermercato dei senbei come si presentava quel giorno

Abbiamo fatto buone compere :-D di senbei ne avremo ancora per altri 4 mesi almeno… quelli miei preferiti erano comunque quelli al gusto di wasabi.
Poco distante dal tako senbei no sato si possono acquistare delle cipolle che a dire che sono esteticamente perfette sarebbe un complimento troppo banale. L’isola di Awaji è conosciuta anche come isola delle cipolle per la qualità superiore presente. Sono quelle cose che bisogna comprare assolutamente se ci si trova sull’isola di Awaji e noi, avendo la macchina, non abbiamo certo esitato. Belle grandi, rotonde e lucenti! Tutte perfette! Ne abbiamo prese diversi chili, specialmente di quelle leggermente dolci che vanno benissimo per il tenpura. Una specie di supermercato anche questo che oltre alle cipolle offre altri prodotti agricoli della zona e i soliti souvenir. Dolci al gusto di cipolla, pasticcini al gusto cipolla, zuppe e brodi al gusto di cipolla, caramelle al gusto di cipolla… insomma, a forza di cipolle ci veniva quasi da piangere (scusate la stupida battuta). Comunque, oltre alle cipolle, importanza anche alle patate, specialmente le Satsuma-imo, le patate dolci con la buccia viola, tanto per intenderci. Io ne vado matto, sono troppo buone!

A forza di compere il tempo passava e dovevamo ancora mangiare… mia moglie, da brava giapponese, aveva già pensato a tutto e niente era lasciato al caso. Una decina di minuti in macchina e un ristorante tipico della zona ci doveva aspettare. Di fianco una pasticceria, la Takata no cake) che mia moglie non voleva assolutamente perdersi. Arriviamo al ristorante ma ormai era tardi ed erano in pausa pomeridiana.

       awaji-shima - curioso                        vicino al ristorante queste curiose sculture in pietra

Decidiamo per la pasticceria e di mangiare un buon dessert. Il locale è veramente carino ed originale ed è possibile il take-out. Dolci, biscotti e cioccolatini sono nella loro produzione in casa ed è infatti possibile vedere come preparano i cioccolatini.

     parete di un negozio di dolciumi sull'isola di Awaji                          una parete della pasticceria, originale

         dessert mangiato sull'isola di Awaji                      guardate che opera d’arte questa

Il viaggio continua, ci aspettava Onokoro (Awaji World Park), il parco che i miei bambini tanto hanno atteso di poter visitare. si trova tutto in vicinanza quindi è molto comodo arrivarci ma serve ovviamente la macchina per spostarsi; non siamo in città ma decisamente in campagna. Il parco ospita una grande ruota, un trenino, monumenti mondiali in miniatura, divertimenti vari e negozi. Eravamo veramente in pochi al parco data la stagione. Siamo saliti sulla grande ruota e in lontananza si poteva intravedere l’aeroporto internazionale del Kansai e la baia di Osaka.

   Onokoro - parco dei divertimenti sull'isola di Awaji                            in Tailandia

      Onokoro - parco dei divertimenti sull'isola di Awaji                         A Roma

         Onokoro - parco dei divertimenti sull'isola di Awaji                      Castello di Neuschwanstein

   Onokoro - parco dei divertimenti sull'isola di Awaji                            la mia foto preferita al parco

Cominciava a farsi tardi e dovevamo fare ancora diversi chilometri per arrivare al notro albergo. Il Minami-Awaji Royal Hotel si trova sulla costa sud dell’isola di Awaji e ha in vista il ponte di Naruto che visiteremo il giorno successivo prima di ritornare verso casa a Osaka. tutta la famiglia in una camera unica bella spaziosa e ottima vista dall’alto sull’isola di Shikoku. Per cena avevamo optato per cucina francese e devo dire che raramente ho mangiato cosi buono. Servizio impeccabile con i camerieri prontissimi a portare i vari piatti. Auricolare e microfonino pronto per avvertire la cucina di preparare i prossimi piatti.

      Il ponte Naruto dal nostro albergo                         il ponte Naruto visto dal nostro albergo

Una cena perfetta all’ultimo piano dell’albergo. Diversamente da come avviene nei ristoranti giapponesi degli alberghi, in questo ristorante non si poteva entrare con il yukata ma non tutti lo sapevano nonostante era ben descritto. Ricordo di come un cliente si è leggermente alterato quando gli è stato detto che non può entrare vestito in quel modo. Personalmente penso sia giusto così… vuoi mangiare “alla francese”? Beh, non entri con gli indumenti che usi per andare a dormire… un po’ come se uno entrasse in pigiama in una pizzeria (vabbè, non sarebbe poi neanche tanto grave dopo tutto  :-P )

La serata si conclude con qualche giochetto nella sala giochi e un bel bagno nell’ofuro grande dell’albergo; quello che ci voleva dopo una giornata sempre in giro.
Per colazione il buffet ricco e appetitoso ma la cosa che maggiormente ci stupiva era la copiosa nevicata! Raramente ho visto nevicare in quel modo in Giappone ma per fortuna è durato poco e dopo un’oretta circa è uscito il sole che ci ha consentito di andare a vedere il ponte di Naruto con la nave. Ci tenevamo alla visita del ponte per il semplice motivo che è possibile vedere le acque muoversi, vedere il famoso vortice di Naruto (Uzu Shio) che è stato di ispirazione per la creazione del famoso manga e anime Naruto. Scendiamo sulla costa e guardiamo gli orari della nave che ci porterà direttamente sotto il ponte. La giornata era serena ma faceva alquanto freddo.
Prendiamo la Uzu-shio crouse, una piccola nave disegnata come erano una volta. Biglietto per adulti costa 2.000 yen.

nave che porta sotto il ponte di Naruto        la nave che ci ha portato sotto il ponte Naruto

Il tutto dura quasi esattamente un’ora tra andata e ritorno; la piccola nave era quasi al completo… una visita al vortice di Naruto è un’attrazione turistica importante e cio’ si può notare anche dalle varie confezioni di dolci e pasticcini che riportano una foto o un disegno del vortice.

      Il ponte Naruto che collega la isola di Awaji con Shikoku                         si parte, il ponte e il vortice ci aspettano

Minami-Awajishima - gabbiani nei pressi del ponte Naruto                            centinaia di gabbiani ci seguono per diverse centinaia di metri

Circa venti minuti d’attesa per arrivare al posto prestabilito, periodo in cui viene proiettato un filmato sul vortice con consigli di come vederlo meglio. Talvolta è quasi assente, altre volte invece è talmente forte che è impossibile avvicinarsi.
abbiamo avuto fortuna ed era possibile vederlo abbastanza da vicino… ma il freddo e il vento non ci era tanto amico, purtroppo.

          Il ponte Naruto che collega la isola di Awaji con Shikoku                     ecco il vortice Naruto

      Il ponte Naruto che collega la isola di Awaji con Shikoku                         oltre al vortice anche il ponte risulta molto maestoso

   Il ponte Naruto che collega la isola di Awaji con Shikoku                            ancora qualche metro e poi ritorno

Stupenda ed indimenticabile esperienza per tutti noi. Non ci resta che riprendere la nostra macchina e ritornare a casa. Sul ritorno decidiamo di andare a vedere il Nada Kuroiwa Suisen Kyou, uno dei giardini con fiori di Narcissus presenti nella zona. Era il giorno perfetto per vedere i fiori fiorire (le visite sono state chiuse il 22 di febbraio). Arriviamo in prossimità del giardino, una specie di colle, e veniamo fermati perché lo spazio alle macchine era finito. Diversi parcheggi sono disponibili prima di arrivare ai giardini e un bus navetta gratuito arriva regolarmente per portare i visitatori a destinazione. Un bus arriva praticamente subito e ci porta in prossimità di questo colle ricoperto di fiori. Non ricordo il costo del biglietto ma ricordo che non era neanche tanto a buon mercato se si calcola che si sale solamente per un colle.

     Nadakuroiwa suisenkyou                            ecco la salita che ci aspettava

La gente presente era veramente tantissima, una coda continua sia in salita che in discesa… tutti muniti di macchina fotografica o telefonino cellulare. Il profumo dei fiori era intensissimo. Oltre allo spettacolo dei fiori anche il panorama sul mare.

   Nadakuroiwa suisenkyou

     Nadakuroiwa suisenkyou                          migliaia e migliaia di questi fiori, un paradiso

Giornata piacevole anche questa che si stava pian piano concludendo e vacanza breve ma intensa. Il ponte, i senbei, le cipolle, il parco Onokoro, il dessert favoloso, la cena francese, il vortice Naruto con la nave, i fiori… tanti ricordi rimangono in mente.
Ripartiamo, passiamo ancora per il ponte Akashi-Kaikyo e ci avviamo per passare Kobe e arrivare a Osaka.


Mappa dell’isola di Awaji

Esibizione maiko, ecco come vederla dal vivo

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maiko

Restando in tema “maiko” e Kyoto rimango pure alla stessa serata passata al Kentos descritta nel post precedente. La stessa sera infatti ho pernottato a Kyoto e più precisamente al Kyoto Kokusai Hotel che si trova di fianco al castello di Nijo (Nijo-jo).
Perché proprio il Kokusai Hotel? Ebbene, avevo già trascorso una notte nello stesso albergo qualche anno fa e lo avevo scelto per il semplice motivo che durante i fine-settimana tale albergo offre nella lobby un’esibizione di una maiko (vedi piccola galleria fotografica).

Sempre gentilissima, ad ogni scatto ti ringrazia con un dolce inchino e un sorriso affascinante.
Lo spettacolo è bello da vedersi e si ha la possibilità di avere una maiko vera a pochi metri. Il tutto comincia alle 19 in punto. Per mezz’ora è a disposizione per essere fotografata… è possibile anche sedersi a fianco ed essere fotografati insieme a lei.

Per 15 minuti poi si esibirà in due danze (vedi il filmato in fondo a questo post) e poi ci sarà una veloce spiegazione sulle maiko e la loro preparazione per diventare delle brave geiko.

         Giovane maiko

Avevo deciso di passare due giorni a Kyoto per visitare dei posti di cui scriverò a breve e quindi alloggiare in qualche hotel per evitare di tornare a Osaka era decisamente meglio. L’albergo di per se sembra un po’ vecchiotto ma si sta bene e il servizio è ottimo. Per noi stranieri, ma non solo, avere il piacere di vedere un’esibizione del genere può essere una cosa unica e irrepetibile.
Come detto, si trova proprio di fianco al castello di Nijo che può quindi essere visitato la mattina seguente. abbastanza vicino anche il palazzo imperiale Kyoto Gosho che può quindi essere visitato lo stesso giorno (prenotare in anticipo oppure annotarsi all’ufficio… portare il proprio passaporto). Potrebbe infatti essere un’idea per una visita a Kyoto di due giorni: visitare il palazzo imperiale e il castello di Nijo poi pernottare presso il Kokusai Hotel e la mattina seguente continuare la visita di Kyoto andando magari nella zona di Kiyomizu per vedere non solo il Kiyomizu-dera ma anche le stradine piene di negozi che si trovano nella stessa zona. Se fare una bella camminata non è un problema, dal Kiyomizu-dera si può camminare fino al Yasaka-jinja passando magari per il Ryozen Kannon e il parco di Maruyama. Arrivati al Yasaka-jinja si è praticamente a Gion dove si può prendere la linea Keihan per tornare magari a Osaka oppure andare poco più avanti, fino a Kawaramachi, e prendere la linea Hankyu..

Pare che il suo nome sia Kofuku

Quando le maiko smettono di danzare e incominciano a ballare – video

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Quando le maiko di Gion ballano a ritmo di anni ’60

Le maiko, apprendiste geiko, non solo danzano ma ballano pure… ballano a suon di musica anni ’60. E’ questo quanto ho scoperto con una certa dose di incredulità pochi giorni fa.
Le maiko (nome che potrebbe essere tradotto in fanciulla danzante) sono apprendiste geiko (spesso chiamate geisha) ed intrattengono facoltosi ospiti esibendo le loro arti della danza, musica e conversazione. Sono giovani, spesso dai 15 ai 21 anni e avere l’onore della loro compagna può costare caro. Alcuni uomini d’affari usano “prenotare” delle maiko oppure delle geiko per passare qualche ora in qualche ristorante.
Circa due settimane fa ho pernottato a Kyoto in un albergo di cui scriverò in un prossimo post e la sera ho deciso di andare in un locale che si chiama Kentos. Kentos è un live-house, cioè un locale in cui suonano musica dal vivo. Si tratta di una catena di locali con lo stesso nome presenti nelle maggiori città giapponesi. Qualche anno fa un amico giapponese mi ha portato al Kentos di Naha (ad Okinawa) e mi è da subito piaciuto molto. Ci siamo ritornati per altre due volte… l’atmosfera era veramente splendida. Un gruppo suona musiche degli anni ’60 e ’70 dal vivo e due cantanti si alternano cantando e danzando sul palco.
Quando si presenta l’occasione cerco sempre di andarci e ho avuto modo di andare diverse volte al Kentos di Hiroshima (dove mi hanno dato pure la tessera!) e in quello di Osaka. Il Kentos di Naha è comunque il mio preferito… spazioso, confortevole e i musicisti erano veramente bravi! Bellissima e simpatica una delle due cantanti :-D
Tornando in tema di questo post, mi trovo al Kentos di Kyoto per la prima volta. Ci sono andato in taxi, pioveva a dirotto. Arrivato a destinazione scopro che il Kentos di Kyoto si trova nel quartiere di Gion, a pochi passi dal Gionkobu Kaburenjo, il teatro che ospita il Miyako Odori che ogni anno vado ad ammirare. Posto strano per un locale del genere mi son detto :-)

Il sistema del locale a Kyoto prevede 3.500 Yen a testa più una consumazione da mangiare obbligatoria. Negli altri Kentos il sistema è diverso e quindi non avevo capito bene all’inizio e il menù mi sembrava alquanto strano quando leggevo “Free Drink“. In effetti tutte le bibite erano gratuite! Non appena bevuta la mia birra un cameriere arrivava e chiedeva se poteva portarne un’altra… ma non solo: la birra arrivava quasi sempre entro 10 secondi! Giuro, il cameriere andava e tornava entro pochi secondi con una lattina fresca. Cosa del tutto impensabile in Italia dove sicuramente farebbero il possibile per farti bere il meno possibile.
Unico neo: le birre cominciano a diventare tante :mrgreen:


Kentos a Kyoto

Kentos a Kyoto

i popcorn erano in omaggio – verdurine con alcune salse

Mentre negli altri Kentos sparsi per il Giappone si paga un tot per ogni esibizione, al Kentos di Kyoto si paga l’entrata di 3,500 yen e un piatto a testa e si può rimanere fino alla fine. Man mano che le esibizioni continuano il clima aumenta e le musiche diventano sempre più movimentate. La gente balla e si diverte… e beve (ma non troppo).
Poco dopo il nostro arrivo noto un signore arrivare con due giovani ragazze. Avrà avuto bene o male circa 70 anni mentre le ragazze erano sui 30 circa. Niente di strano in Giappone vedere un signore accompagnato da una ragazza giovane, o come in questo caso da ben due ragazze giovani (e pure carine). Quello che non mi aspettavo di vedere è che oltre alle due ragazze giovani in sua compagna c’erano pure due maiko! Si, questo signore era in compagna di due giovani fanciulle e due maiko. In cinque quindi si siedono ad un tavolo, ordinano da bere e da mangiare e cominciano a chiacchierare. Lui si fumava tranquillamente una sigaretta scambiando ogni tanto qualche parola con una delle due maiko. Devo ammettere che fino alla fine ero insicuro se non si trattava invece di due ragazze vestite da maiko per l’occasione. Ma poi osservando i movimenti, il viso (che non era poi tanto carino secondo me, ma non è questo l’importante per un’apprendista geiko) e i modi di fare sono arrivato alla conclusione che dovevano per forza essere delle maiko in carne ed ossa.
Ho ripreso la scena nel meno peggio delle possibilità (era vietato filmare il gruppo musicale e il locale era alquanto buio) mentre le due maiko intrattenevano il fortunato signore e mentre ballavano a ritmo di “Venus” la canzone che ho chiesto venisse suonata  :-D

La serata finisce sul tardi, con delle ottime birre alle spalle (e numerose visite al bagno :-D ), foto ricordo con la cantante e un bel colloquio con la tastierista del gruppo (amo le tastiere).
Andando via dal locale decido di chiedere al cameriere conferma su quanto ho visto e mi assicura che si trattava di maiko vere… aggiunge che sono stato fortunato perchè è raro vedere un cliente arrivare con ben due maiko e una geiko contemporaneamente! Già, la geiko era arrivata sul tardi e si era aggiunta al gruppo. Ma quanto avrà pagato questo signore questa serata al Kentos? Io proprio non ne ho idea.

Un matsuri diverso, il doyadoya preferisco solo vederlo

Cultura, società 18 Commenti »

La temperatura invernale si fa sentire anche qui a Osaka… odio il freddo in casa ma lo preferisco al gran caldo umido che si deve sopportare in estate.
L’altro ieri, per la precisione il 14 di gennaio, a pochi giorni dal mio 11 anniversario di residenza in Giappone (è cominciato il mio 12-esimo anno in Giappone e non mi sembra vero su come passa in fretta il tempo!) ho deciso di vedere qualcosa che raramente si ha l’opportunità di vedere. Avete in mente quelle feste tradizionali giapponesi in qui giovani uomini in perizoma entrano nell’acqua gelida? Ebbene si, una cosa simile l’ho vissuta l’altro ieri al tempio Shi Tennoji di Osaka. Il doyadoya, ultimo giorno del Shusho-e si festeggia ogni anno il 14 di gennaio. Il tempio Shi Tennoji è uno di quei luoghi da non perdere se passate per Osaka. Situato nel centro di Osaka è il tempio della gente, il tempio dei quattro re celesti (shi tenno ji), quattro dei guardiani (uno per ogni direzione cardinale). La zona circostante è orrenda: edifici grigi, enormi pubblicità, fili su fili, condomini e case su case e poi quei maledetti pali della luce che sono onnipresenti anche sulle foto… una zona residenziale dove vive gente comune e della gente comune appartiene il tempio. Il tempio buddhista ufficialmente amministrato più antico del Giappone, costruito oltre 1400 anni fa.
Quando fu fondato si chiamava Arahakaji e la sua esistenza è da attribuire alla promessa fatta dal principe Shotoku nel 587 mentre andava in battaglia contro un clan che si opponeva il buddhismo.
L’armata rivale era enorme e il giovane principe decise che solo gli dei potevano aiutarlo a vincere. Scolpì da un albero le immagini dei quattro re protettori e fece la promessa di costruire un tempio con una pagoda in loro onore dovesse vincere la guerra. Con nuova motivazione i soldati attaccarono il nemico e vinsero la battaglia. Nel 593 si inizio’ la costruzione del tempio per i quattro re celesti nella provincia di Settsu, l’odierna mia amata Osaka.
Per il doyadoya arrivo in grande anticipo; la giornata era fresca ma a parte poche nuvole il cielo era sereno e il sole rendeva più sopportabile la grande attesa per l’evento che avevo deciso di vedere. Arrivo con la metropolitana (stazione di Shitennoji yuhi gaoka) e il tempio si trova a pochi passi. Un giro tra gli edifici del tempio per poi cercare la posizione giusta per gustarmi lo spettacolo. La posizione giusta l’avevo capita con l’aiuto di chi, prima di me, ci era andato e aveva lasciato le sue foto su internet. Il posto giusto non è di fronte al tempio come si potrebbe immaginare ma a uno dei lati. Davanti al tempio viene innalzato un palco per i media e bandiere varie. Chi sta dietro vedrà i giovani arrivare sotto le grida di doyadoya ma si perderà lo spettacolo davanti al tempio.

Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                               Pronto, anzi prontissimo questo fotografo
   Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                            e in attesa anche il signor poliziotto

Lo spettacolo inizia alle 14:30 ma già alle 13:00 mi trovo in postazione, macchina fotografica alla mano… in terza fila; c’è chi ha avuto più fretta di me e era riuscito a piazzarsi meglio :-D
Pochi minuti e un’altra fila di persone si forma dietro la mia… alle 14:30 la gente presente per vedere (o cercare di vedere) non si contava più. Sapevo che l’attesa avrebbe dato i suoi frutti e pur odiando attese ho pazientato per lunghi minuti… per fare delle foto da postare sul blog la postazione giusta era indispensabile. Uno dei post, questo, che preferisco perché presenta dei fatti culturali e di vita che altrimenti non si trovano facilmente. La particolarità dell’evento merita una citazione particolare… mi son detto. A farmi compagna mia madre che è in Giappone in visita.

Puntualmente alle 14:30 si sentono le grida dei primi che stanno per arrivare. Bambini dell’asilo con pantaloncini corti. I maschietti a torso nudo mentre le femminucce una maglietta. Accompagnati dalle loro maestre arrivano in fila per salire sulla scalinata del padiglione principale del tempio, fare qualche giro, fare qualche grido e poi ordinatamente lasciare il piazzale davanti il tempio.

    Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                          ma quanto sono carini questi piccoli!
          Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                     dopo il primo giro i piccoli scendono

Ma la parte “forte” di questo festival doveva ancora arrivare e la gente lo sapeva benissimo… l’attesa si sentiva nell’aria… macchine fotografiche che venivano ricontrollate per l’ennesima volta, telefonini cellulari pronti allo scatto e qualche vecchietta che cercava di farsi spazio tra la folla: quello che vedrà tra qualche istante non lo rivedrà probabilmente per almeno un altro anno :-D

       Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                        bidoni d’acqua gelida pronti all’uso

Pochi istanti e le urla, decisamente più energetiche, si sentono arrivare.

       Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                        Eccoli, eccoli! Stanno arrivando…
       Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                      dopo il primo giro, implotonati per poi ripartire.
Notate l’inquadratura “particolarizzata” del fotografo in fondo a sinistra

Decine di giovani ragazzi in perizoma arrivano con delle bandiere urlando. Ad accompagnarli anche qualche uomo più o meno anziano. Questi ultimi svolgeranno un azione importantissima per questa matsuri: saranno loro a cospargere di acqua gelida i giovani ragazzi.

 Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                              una delle mie foto favorite: notate le espressioni malefiche di questi due addetti all’innaffiamento :-P
quello a destra, sorridente durante tutto il tempo, godeva sensibilmente nel versare l’acqua sui giovani

Tre bidoni pieni d’acqua per parte erano pronti per essere usati. Al “via” i giovani si lanciano su per le scale e cercano di accaparrarsi gli amuleti (dei fogli di carta) che vengono lasciati cadere dall’alto. Un determinato periodo di tempo a disposizione e poi un fischio! Tutti a posto! Se non sbaglio tre turni in tutto, si riparte salendo sulle scale (aspettandosi la doccia di acqua gelida), si cerca di prendere gli amuleti e si riscende per implotonarsi nuovamente. Ragazzi con perizoma rossi e altri con perizoma bianchi. Vince il gruppo che ha preso il maggior numero di amuleti.

    Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                           mentre i giovani si accingono a prendere gli amuleti vengono innaffiati con acqua gelida dagli anziani del gruppo
   Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                            Quest’espressione “beata” :-D
  Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                             no, non è quello che pensate! Versa semplicemente l’acqua rimanente nell’altro bidone

I ragazzi se ne vanno sicuri di aver dato spettacolo e il massimo. Più di uno è tremante dal freddo e sicuramente non vede l’ora di farsi una doccia gelida… oppps, bella calda a casa sua :-P

   Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                            I ragazzi si allontanano, una giornata che ricorderanno

Sul piazzale e nei dintorni la gente si prepara per andarsene o per seguire fin dove possono i ragazzi.
Mi accingo anch’io ad andarmene ma decido di avvicinarmi al palco dove fino a qualche minuto prima stavano i giornalisti (c’era anche uno straniero) per vedere di persona la visuale che mi ero perso… non mi ero perso molto, il meglio si poteva vedere stando ai lati della scalinata, non c’è dubbio.

 Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                              i pilastri e le siepi in legno del tempio sono protetti da un velo bianco

Scatto qualche foto finale e vedo che non tutto era del tutto finito. Viene dapprima accesa una torcia, poi un’altra e un’altra ancora; degli oggetti di legno vengono bruciati (forse degli omikuji?). Ero proprio li davanti quasi a  far parte della cerimonia e non sapevo se era forse il caso di indietreggiare.

    Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                           forse una cerimonia di purificazione?

E’ in quel istante che un monaco mi fa segno di salire la scalinata… ma intendeva proprio me? Si, mi fa ancora segno di farmi avanti e di salire… non capivo cosa dovevo fare ma noto che qualche altra persona saliva la scalinata… faccio qualche passo avanti pure io, magari ci ricavo qualche bella foto. Senza accorgemene mi trovo in cima alla scalinata in fila con altra gente… ormai non potevo tornare indietro! Il tizio con il martello mi aspettava, tra poco era il mio turno. Seguo i movimenti dei miei precedessori e mi avvicino al martellatore pronto a prendermelo in testa :-D

    Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                           con il martello in mano mi sta aspettando

Una benedizione in più non può che far bene in questo periodo di recessione… ero sicuramente l’unico gaijin presente a questa cerimonia finale e la cosa che mi ha stupito è la naturalezza della gente a me intorno, la gentilezza del monaco, che vedendomi, mi ha invitato a salire… la gentilissima benedizione finale. Anzi no, di finale c’era una mezza scivolata prima di scendere! Tutto bagnato com’era non avevo comunque fatto abbastanza attenzione prima di scendere e non avevo notato un mezzo scalino… prontissima una gentilissima signora sorridente al mio fianco che si accingeva a tenermi per un braccio… che figuraccia hahaha

   Doyadoya a Osaka il 15 gennaio 2009                            ancora una giornata indimenticabile…

E per finire in bellezza questo post che per la sua creazione mi ha impegnato diverse ore (ma volevo assolutamente rendervi partecipi) un filmato con alcune fasi salienti del doyadoya; dapprima i piccoli dell’asilo poi i grandicelli che vengono innaffiati con acqua gelida

Per l’occasione ho preparato una galleria fotografica con 46 foto del doyadoya edizione 2009 che vi invito a vedere.
Con un sonoro DO-YA-DO-YA è tutto e vi rimando alla prossima, da Osaka vi saluta Rob  :-D

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