Le 60 parole e frasi maggiormente popolari in Giappone nel 2008

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Come avviene praticamente ogni anno, anche per il 2008 la Jiyu Kokuminsha sceglierà la parola o la frase che maggiormente ha influenzato i media giapponesi. Parole o frasi che mettono in evidenza eventi, trend o persone che hanno attratto l’attenzione dell’opinione pubblica.
La lista comprende 60 parole e frasi e la scelta verrà resa nota il primo di dicembre; in pratica si avrà un vincitore e la classifica dei primi dieci.
Elencare tutte le sessanta parole/frasi sarebbe troppo lungo ma ne ho scelto 25 che maggiormente hanno attratto la mia attenzione. Purtroppo su questo blog (del cavolo) non riesco a scrivere le parole in giapponese (e non capisco il perché) e si vedono solo punti di domanda,  trascriverò quindi le parole della lista che ho scelto in romaji.

  1. obaka-kyara -ovvero “stupido personaggio” (kyara deriva dall’inglese character) conosciuto anche come “obaka-aidoru” (stupido idolo). Ci si riferisce a quelle intrattenitrici o show-girl che sono amate dal pubblico per la loro mancanza di cervello. Ad alcuni possono venire in mente le “veline” nostrane 😛 Pare che idoli e “talento” come Mai Satoda, Suzanne e Yukina Kinoshita rispecchiano in particolar modo questo fenomeno e si sono fatte un nome in quanto dimostrano costantemente nelle loro apparizioni in TV (“Quiz! Hexagon”) la mancanza di conoscenza culturale base.
    Questo trio ha da poco formato un gruppo musicale chiamato “Pabo” che in coreano significa “idiota” e il loro primo cd è uscito a settembre. Non l’ho ancora ascoltato ma suppongo di non essermi perso molto…



  2. Il gruppo musicale Pabo

  3. asa banana – la banana del mattino. Anni di discussioni tra gli utenti di Mixi sui benefici che derivano da una dieta a base di banane consumate la mattina a colazione. Di questa dieta si è parlato durante spettacoli alla TV e gli scaffali nei supermercati si sono visti privi di banane in diverse occasioni.
  4. Rozen Aso – Rozen Aso è il nick dell’attuale primo ministro Taro Aso, un patito dei manga che pare essere stato visto leggere “Rozen Maiden” all’aeroporto di Haneda.  Nel 2007, ancora ministro degli Esteri, Aso preparò un premio internazionale per gli artisti di manga non giapponesi. Dopo la sua elezione a primo ministro, alcune azioni di certi editori di manga ebbero una sostanziale impennata.
  5. Akiba-kei – letteralmente “stile Akihabara” e si riferisce alla cultura del quartiere di Akihabara a Tokyo, la capitale degli otaku. Sinonimo di otaku, quest’espressione si applica a quei giovani che frequentano il sopracitato quartiere e coltivano forti interessi negli idoli, videogiochi erotici, modellini di bambole e manga in generale.
  6. Hime-den – abbreviazione per “Hime Denwa” (il telefono della principessa) e descrive uno stile tutto particolare per decorare il proprio telefonino cellulare. Popolare tra le studentesse delle medie e delle superiori, questi telefonini sono prevalentemente decorati con piccole perle, gioielli falsi e orsacchiotti.

  7. Arafo – abbreviazione di “Around 40” è una parola inventata per descrivere le donne tra i 35 e 45 anni. Questo è anche il nome di un dorama (telenovela) popolare per la TV che descrive le preoccupazioni e conflitti della generazione arafo, con particolare attenzione alla carriera, amore, matrimonio, nascita ed educazione dei bambini.

  8. Karesen – Abbreviazione per “kareta ojisan senmon” , ovvero “specializzazione in uomini (di una certa età) appassiti” e si riferisce ad una particolare preferenza da parte di certe giovani donne per uomini di una certa età che sono calmi, senza pretese e sessualmente poco attraenti. E non guardate me, per cortesia! 😀
  9. genji monogatari sen-nen-ki – millenario del romanzo dedicato a Genji, il romanzo più antico al mondo. Durante questo 2008 si sono avuti diversi eventi per commemorare il millesimo anniversario di Genji Monogatari. Chi segue il blog si ricorderà forse del “Miyako Odori” di quest’anno.
  10. Homuresu chugakusei/kaisan – “Lo studente delle superiori senzatetto” è un best-seller del commediante Hiroshi Tamura che all’età di 10 anni divenne un senzatetto a seguito della morte di sua madre e lo scioglimento della sua famiglia. Tamura ricorda le notti passate in un parco e le sue difficoltà giovanili. Il libro ha venduto oltre un milione di copie nei primi due mesi facendo registrare un nuovo recordper un libro non-fiction.
  11. Ponyo, ponyo ponyo, sakana no ko – “Ponyo, Ponyo Ponyo, il piccolo del pesce”. E’ un verso del tema musicale per un anime di Hayao Miyazaki. Interpretato da Fujioka-Fujimaki (il popolare duo Takaaki Fujioka and Naoya Fujimaki) con la piccola Nozomi Ohashi di otto anni. La canzone ha raggiunto la terza posizione in una classifica.
  12. mishuran – Michelin. La prima edizione per Tokyo della famosa guida per i ristoranti è stata pubblicata nel 2008 e la capitale nipponica fece subito il pieno di stellette. Nonostante un certo criticismo, la guida ha venduto oltre 300.000 copie. L’edizione Michelin per il 2009 uscirà a breve.

  13. kitaaa! – “sollievo!” Il commediante Takahiro Yamamoto ha re-introdotto quest’espressione nell’imitare il modo in cui l’attore Yuji Oda usava gridare durante delle pubblicità alcuni anni fa.Qui in un video da YouTube :-)
  14. Kuidaore Taro – Ne avevo parlato in alcune occasioni su questo blog in passato. Si tratta del manichino nella zona di Shinsaibashi che è stato tolto dopo 60 di presenza. Un simbolo di Osaka che probabilmente rivedremo in spot pubblicitari.
  15. Meiku rejendo – Dall’inglese “Make Legend”, questo è lo slogan del 2008 per gli Yomiuri Giants (squadra di Baseball) che ha vinto il campionato della Central League. Lo slogan arriva dopo il “Make Drama” (il cui significato potrebbe essere tradotto in “arrivare al successo dopo mille difficoltà”) usato nel 1996. Anche in quell’anno la squadra vinse il campionato e questa espressione fu vista come quella maggiormente “in”.
  16. Sento-kun / Manto-kun – Sento-kun è il nome della mascotte per commemorare il 1300-esimo anniversario della città di Nara, antica capitale del Giappone. La mascotte ha riscosso enormi critiche dai media e dai gruppi religiosi. Sento-kun è raffigurato da un giovane monaco buddista con delle corna dei cervi. La creazione della mascotte è costata circa 5 milioni di Yen e un gruppo di disegnatori di Nara ha deciso di creare una nuova mascotte: Manto-kun.

  17. Izakaya Taxi – (Izakaya: trattoria, ristorante tipico) A giugno circa 450 burocrati del governo giapponese hanno ammesso di ricevere birra, spuntini e denaro in contante dai tassisti chiamati in servizio per corse ufficiali a spese dei contribuenti. Una corsa in taxi dal centro di Tokyo verso la periferia può costare dai 10.000 ai 20.000 Yen. Alcuni tassisti, per non perdere queste ottime occasioni hanno iniziato a fare questo tipo di offerte ai propri passeggeri. Quando questo scandalo uscì allo scoperto si iniziò a chiamarli semplicemente “Izakaya Taxi” 😀
  18. Nenryo Saachaaji – Ovvero “sovrapprezzo del carburante” (Saachaaji: dall’inglese “surcharge”). Si riferisce ai sovrapprezzi adottati a diversi beni di consumo e servizi a causa del forte rialzo del greggio.
  19. Nabakari Kanrishoku – “Manager solo nel nome”, questi manager sono dei dipendenti che fanno molti straordinari ma non vengono pagati per le ore fatte perché sono chiamati appunto “manager”, nonostante non abbiano alcuna mansione amministrativa. Si tratta di un trucco usato da alcune aziende per avere del lavoro “gratuito”. I manager infatti fanno il lavoro extra senza essere pagati perché sta nei loro compiti svolgere certe mansioni. Aziende usano chiamare “manager” coloro che di manageriale non fanno nulla. Un dipendente della Mac Donalds ha fatto causa per le ore non pagate in quanto non ricopriva nessuna autorità amministrativa. La legge prevede che aziende non devono pagare gli straordinari a manager reali che hanno una qualche autorità amministrativa.
  20. Choriiissu – Se siete a Shibuya usate questo termine per salutare le altre persone 😀 Un po’ come il nostro “Ciao”.
  21. Furii Chibetto – Ovvero “Free Tibet” (Tibet libero). Durante le olimpiadi di Pechino… un po come su tutto il nostro pianeta.
  22. Doku-iri gyoza – Gyoza avvelenato, 10 persone furono ricoverate a gennaio a seguito di alcuni gyoza (ravioli cinesi) surgelati importati dalla Cina. Alcuni test rivelarono la presenza di pesticidi creando serio panico tra la gente per i prodotti alimentari cinesi in generale.
  23. Toshitsu Zero – Zero Carboidrati; dal trend iniziato l’anno scorso su prodotti a 0 carboidrati, lo “0” viene usato in modo quasi spopositato sulle etichette di bevande. I maggiori produttori di birra offrono adesso alternative a ZERO carboidrati.
    Nota: meno di 0,5 grammi per 100 millilitri equivale a “zero”.
  24. Anata to wa chigau n desu – Io sono diverso da te; questa frase ha fatto praticamente storia! Parole di Yasuo Fukuda usate contro un giornalista subito dopo le sue dimissioni da primo ministro. Il giornalista si soffermava sulle presunte distanze prese dall’ex-primo ministro verso i problemi del Giappone. A questo punto Fukuda ha tuonato: “Tu dici che sembro distaccato ma io riesco a vedermi in modo obiettivo. Io sono diverso da te!”
  25. Age-age – Ancora slang di Shibuya per definire eccitazione o divertimento.
  26. Yoshi, yoshi, yoooshi! – Si, si, siiiiiii! (oppure “Forza, forza, foooorzaaaa!”) Commentatrice televisiva per le olimpiadi Takeo Utsugi ha perso il controllo quando la squadra nipponica di softball ha vinto la medaglia d’oro. Si è messa a gridare “Si, si, siiiiiii!” prima di perdere completamente il controllo e cadere in lacrime per la gioia. Più tardi, nel rivedere la scena registrata, ha ammesso di essere imbarzzata.

Per la lista completa potete visitare questo sito (in giapponese)

Chi indovina il vincitore? Magari non si trova nella lista che ho preparato ma io voto per: “Anata to wa chigau n desu”.

UPDATE 1 dicembre: Ecco il vincitore! Purtroppo non avevo scelto di elencare il vincitore e il terzo classificato :-(
Ecco la lista completa: http://singo.jiyu.co.jp/
1. “gu~!” La commediante Edo Harumi enfatizza quesa sillaba aggiungendola alla fine di molte parole
2. Arafo – abbreviazione di “Around 40”
3. Ueno’s 413 pitches
4. Izakaya taxi
5. Nabakari Kanrishoku – “Manager solo nel nome”

Guardatevi questo video su Youtube e “watashimo Guuuu”  😀

ho comprato una bicicletta giapponese

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Da diverso tempo desideravo comprare una bicicletta nuova per mia moglie.
Una di quelle biciclette che ti aiutano “a pedalare” più facilmente. In città le strade non sono praticamente mai in salita ma se le distanze da percorrere sono relativamente lunghe un piccolo aiuto potrebbe essere alquanto gradito. Ieri finalmente mi sono deciso e l’ho comprata, non sarà una bici da olimpiade ma non è manco una bici qualunque. Sarà il mio regalo di Natale. Per lei, che si reca al lavoro in bici, spero che sarà una bella sorpresa. E siccome la bici sotto l’albero di Natale non ci sta proprio, ho messo le chiavi della bici in una scatoletta per gioielli e l’ho poi incartata. Sarà alquanto difficile indovinare il regalo! hehehehe

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Le biciclette in Giappone si chiamano jitensha (oppure charinko, ma questo non è un termine elegante) e in generale (o nella maggior parte dei casi) sono tipicamente equipaggiate con un cesto oppure con un seggiolino (o anche due), un lucchetto e una linea semplice. Il costo medio è di 10.000 Yen (circa 60 euro) per quelle veramente a buon mercato e il prezzo aumenta ovviamente in base alla qualità e agli accessori. Nel caso della bicicletta che ho comprato per mia moglie il prezzo è Top Secret 😈 ma aggiungo che è un bel multiplo del prezzo base.
Vedo spesso delle mamme che portano i bambini all’asilo e hanno due seggiolini annessi alla bicicletta. Uno dietro e uno davanti (tra la sella e il manubrio), inoltre il cestello anteriore rimane. A dire il vero, anche a casa nostra avevamo due seggiolini per bicicletta… ma credo che non sia del tutto consentito dalle attuali leggi.

Bene, una bicicletta con batteria elettrica che si aziona cominciando a pedalare normalmente. Tre le modalità do potenza e tre i cambi (ovviamente Shimano :mrgreen: ).
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Per comprare una bicicletta in Giappone bisogna rilasciare i dati del nuovo proprietario e un adesivo con il nome viene applicato alla bicicletta nuova. Questo serve per verificare il proprietario in caso di furto. Il furto di biciclette non è assolutamente raro come invece si cerca di far credere. A ogni proprietario viene chiesto di denunciare la propria jitensha alla polizia (alla quale si paga una piccola somma per il disturbo) che ti farà avere l’ adesivo da applicare. Se si compra una bicicletta nuova, tale procedura di registrazione verrà svolta dal commerciante. L’adesivo costa attualmente 500 yen. Se si compra una bicicletta usata, il nuovo proprietario è tenuto a rifare la procedura di registrazione presso una stazione di polizia.

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Il lucchetto in dotazione.
La chiave del lucchetto può essere usata anche per togliere la batteria.

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Il seggiolone non è ovviamente in dotazione. Le cinture le dovrò togliere comunque, i bimbi ormai sono già un po’ grandicelli.

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ps: per l’ingrandimento delle foto basta cliccarci sopra
ps2: come vi piace la bicicletta nuova?

Benvenuti in Giappone! Cheeesu!

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yokosojapan.gifYokoso! Japan

Ovvero “Welcome to Japan!” Ecco il benvenuto da parte del Giappone.

Sorridi! Sei su Candid Camera!” Beh, non proprio ma in un certo senso forse si.
Dal 20 novembre nuove regole per entrare in Giappone. Non basta più il passaporto, adesso servono le impronte digitali e una foto. Già, appena si arriva in Giappone, le autorità locali avranno cura di prenderti sia le impronte digitali che una simpatica foto ricordo ^_^

questionario Con la nuova legge, gli ufficiali dell’ufficio immigrazione faranno una lunga serie di domande molto importanti e approfondite. Assolutamente vietato sbagliare risposta!
Il nuovo sistema è designato come contromisura al terrorismo internazionale.
Il Giappone non ha mai subito attacchi terroristici e la cosa sembra anche molto improbabile… il governo continua ad avvertire la gente sui pericoli e sulle possibilità “concrete” di un attacco. L’unico terrorismo visto in Giappone è quello di stato! Le eccezioni sono atti ti terrorismo compiuti da cittadini giapponesi (esempio gli attacchi gas a Matsumoto e nella metropolitana di Tokyo).Qualsiasi persona, che sia uomo d’affari, turista, studente o terrorista sarà sottoposto al prelievo delle impronte digitali, di una foto e ad una serie di domande sul motivo della sua visita (vacanze, visita ad amici, lavoro, studio o strage).Gli stranieri residenti in Giappone con il permesso di rientro in regola non saranno in alcun modo esenti dalle procedure di rito. :-/

Il Giappone è il secondo stato ad usare questo sistema dopo gli Stati Uniti. Tutto a nome della sicurezza contro il terrorismo! Saranno esenti da queste procedure i giapponesi, persone del corpo diplomatico, residenti speciali, coloro al di sotto dei 16 anni e persone invitate dal governo giapponese.

Beh, i veri terroristi non avranno quindi quelle grandi difficoltà nell’entrare in Giappone. Per colpire questi bisogna guardare ben più in alto che non ai semplici passeggeri che al massimo non hanno il visto in regola. Personalmente niente in contrario alle nuove regole, anzi, sono perfettamente d’accordo sulle misure prese ma che le chiamino con il nome giusto e non tirino in ballo il “terrorismo”.

improntedigitali.jpgSenta signorina, guardi bene, quanto fa 1 + 1?

Stranieri che si rifiutano di seguire le nuove procedure dovranno lasciare il paese (il governo dice “saranno invitati a lasciare il paese“).

questionario Un povero cane sottoposto all’umiliante procedura.
Si prevede che in un prossimo futuro anche il prelievo di sangue verrà incluso nelle procedure anti-terrorismo giapponese. Chiunque non abbia i valori nella media verrà deportato.
Dovesse non bastare per tenere gli stranieri alla larga, altre misure più efficaci studiate ed elaborate dall’unità 731 del ministero degli interni verranno adottate.

Gaijin avvisato mezzo salvato

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Poster rilasciato dal governo per spiegare la procedura d’immigrazione
clicca l’immagine per un ingrandimento

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Il moccioso quà sopra, essendo sotto i 16 anni potrebbe ancora, grazie al bug del “minore dei 16 anni” distruggere la razza Yamato! Attenzione!

Il Osaka Maritime Museum

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Una grande cupola in vetro immersa nel porto di Osaka è sede del museo marittimo di Osaka. Ci si entra passando per un corridoio subacqueo molto suggestivo. L’attrazione principale ‘ una replica in scala 1:1 del “Naniwamaru”, una nave mercantile chiamata higakikaisen. La regione di Osaka era una volta chiamata Naniwa quindi questa nave non è solo una replica di quelle che venivano usate in quest’area ma il suo nome ha anche un significato storico. Intorno a questa nave ci sono varie esposizioni disposte su quattro piani che esibiscono immagini video, arte e storia marittima domestica e internazionale. Particolarmente interessanti sono i filmati e le ricostruzioni degli arnesi usati un tempo. Ogni sala è a tema e comode spiegazioni anche in inglese possono essere prese gratuitamente.

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vista serale (clicca l’immagine per un ingrandimento)

Dall’antichità Osaka era il centro per il trasporto marittimo. specialmente durante il periodo “Edo” Osaka era conosciuta come la “cucina della nazione” per il ruolo svolto come centro del Giappone per le attività di distribuzione. Al museo è possibile rivedere come la gente di allora svolgevano il loro lavoro.
Una volta entrati nella cupola si consiglia di salire fino al quarto piano per poi scendere a piedi seguendo l’itinerario.
Ci si arriva per treno usando la Chuo Line della metropolitana scendendo alla stazione “Cosmosquare Station” (circa 650 metri dall’uscita numero 1) oppure usando la linea Nanko Port Town Tram Line e scendendo alla stazione Trade Center-Mae Station (circa 680 metri dall’uscita 3).
L’entrata costa 600 yen per gli adulti.

osakamaritimemuseumap.jpg
mappa per arrivare al museo marittimo di Osaka

Una piccola galleria fotografica può essere vista qui.

Altre attrazioni di Osaka possono essere visitate nella stessa area come ad esempio il World Trade Center, il famoso Acquario di Osaka (uno dei maggiori al mondo) e la grande ruota “Tempozan” una volta la ruota maggiore al mondo con i suoi 100 metri di diametro e 112,5 metri di altezza (le ruote che hanno “battuto” il Tempozan sono tutte in Giappone).

pubblicità televisive in Giappone

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Chi è in Giappone avrà senza dubbio notato che le pubblicità televisive sono fatte in modo diverso rispetto a quelle che si vedono in Occidente. In Giappone le pubblicità sono considerate praticamente una forma d’arte, intrattenimento di per se’. Raramente verrete bersagliati con il nome del prodotto e raramente verrà reso noto il prezzo del prodotto stesso. Nella TV giapponese creare un’atmosfera è essenziale per le pubblicità. Non è raro che le musichette create per lo spot diventino delle hit oppure che gli slogan vengano ripetuti da milioni di giapponesi. Magari con un viso famoso, una frase d’effetto, un po’ di commedia o anche solo un po’ di scena. Non sempre è facile capire il nome del prodotto pubblicizzato durante i 15 secondi di messa in onda. “Le facce famose” scelte sono spesso quelle di uno straniero conosciuto, magari fresco fresco da Hollywood. Non sono pochi gli attori che hanno scoperto quanto sia lucrativo il mondo della pubblicità in Giappone… tra l’altro sono quasi certi che pochi o nessuno dei propri compatrioti mai vedranno le scene registrate in Giappone. Brad Pitt, Leonardo Di Caprio, Sean Connery, Arnold Schwarzenegger, Paul Newmann, Jodi Foster, Steven Spielberg, Demi Moore, Woopie Goldberg e molti altri si potrebbero aggiungere alla lista. Sylvester Stallone vendeva prosciutto e birra, Madonna (vestita da samurai) dichiara “i’m pure” pubblicizzando una azienda locale di liquori. I guadagni provenienti da questi contratti pubblicitari sono ovviamente tenuti segreti. Si stima che nel 2003 David Beckham (idolo dei campionati del mondo) e sua moglie Victoria abbiano guadagnato una somma che va da 400 a 500 milioni di yen per contratti di 2 anni con diverse compagnie di Tokyo.
Per molte aziende queste somme sono fuori portata e non raramente ci si accontenta con delle facce “straniere” residenti in Giappone.
Il Giappone ha le proprie star nel mondo delle pubblicità televisive e queste possono chiedere 100 milioni di yen per scena o anche più. in questa elite della TV giapponese vediamo Sanma Akashiya (noto in Giappone con il nick “Sanma Niisan” è uno dei tre grandi dei tre grandi intrattenitori), Ken Takakura (attore noto come il Clint Eastwood giapponese), Beat Takeshi (attore, commediante; non ha bisogno di presentazioni 😉 ), Sayuri Yoshinaga (attrice), Ayumi Hamazaki (cantante), gli SMAP, gli sportivi Ichiro Suzuki (baseball), Naoko Takahashi (maratoneta) e Hideoshi Nakata (calciatore noto anche in Italia).
Si stima che il costo di produzione di una singola pubblicità vari tra i 10 e 30 milioni di yen senza calcolare il costo degli attori. durante gli anni della bolla economica i costi erano molto più alti. Ai costi di produzione vanno aggiunti i costi per la messa in onda. Questi costi variano a seconda della durata e dal tipo di pubblicità. Vi sono due tipi di pubblicità: “spot” trasmesse tra i programmi e “time” trasmesse durante i programmi. Talvolta gli sponsor “time” pagano anche parte dei costi del programma stesso.
Da diversi anni ormai le pubblicità giapponesi hanno fatto il giro del mondo raccogliendo un numero sempre maggiore di appassionati. Le critiche variano sensibilmente e non sempre sono positive. Per un occidentale le pubblicità nipponiche appaiono talvolta stupide ed inutili, altre volte comiche e divertenti ma spesso sono semplicemente geniali; bisogna però abituarsi a questo modo tutto giapponese 😛

Da youtube scelgo questa pubblicità per voi. Al ragazzo non piace la voce maschile delle attrici…

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