E il tempo passa…

curiosità 21 Commenti »

Ormai quasi 2 anni che non mi faccio vivo su questo blog. Di cose da scrivere e da raccontare ce ne sarebbero tante ma purtroppo non sempre si riesce a trovare il tempo e la voglia di seguire il proprio blog.

Ormai sono passati 13 anni da quando mi sono definitivamente trasferito in Giappone, erano gli inizi di gennaio 1998.
Chi seguiva questo blog saprà che sono spesso in viaggio per il Giappone (non da turista purtroppo) e questo non è variato. Ad aprile sarò una settimana a Sendai, poi un’altra settimana a Tokyo e poi una decina di giorni a Naha (Okinawa). Per maggio è previsto un soggiorno di 10 giorni a Okayama e 6 giorni a Hiroshima e infine a giugno una decina di giorni a Nagasaki. Altre mete possono aggiungersi e cercherò di illustrare i miei viaggi con questo blog un po’ come facevo tempo addietro.

Arriva la primavera e con questa anche la ricerca quasi morbosa per tutto quello che possa ricordare i fiori e/o petali di ciliegio. Negli scaffali del supermercato il colore diventa rosa

Stimando in particolar modo le “bionde” giapponesi non ho potuto non notare come le lattine di birra si sono adeguate alle celebrazioni “sakuranensi”
Le varie case produttrici hanno infatti aggiunto alla grafica delle lattine petali e fiori di ciliegio; un’ idea simpatica per rallegrare l’atmosfera primaverile.

 

Birre giapponesi per la primavera

Asahi, Sapporo, Kirin e Suntory... le bionde cambiano look

La birra Asahi per celebrare lo shinkansen nel Kyushu

La birra proiettile per celebrare il nuovo tratto di shinkansen in Kyushu

ad aprile non deve mancare: il Miyako Odori nella Gion di Kyoto

Cultura 13 Commenti »

Dopo la parentesi del guest post rieccomi per raccontarvi brevemente della 137-esima edizione del Miyako Odori che si svolge fino alla fine del mese al Gionkobu Kaburenjo, il teatro costruito appositamente per la rappresentazione del Miyako Odori. Dovrebbe, se non sbaglio, essere la mia settima visita alla “danza dei ciliegi” e come ogni anno lo spettacolo non mi delude, anzi. Ne avevo parlato qua (2007) e qua (2008).

l’entrata della via che porta al teatro

Anche quest’anno ci sono andato da solo cosi posso muovermi meglio 😀  Da Osaka uso prendere la linea Hankyu che parte da Umeda per arrivare alla stazione finale di Kawaramachi ma è possibile usare anche la linea Keian che parte dalla stazione di Yodoyabashi. Da Kawaramachi la strada è breve… una decina di minuti durante i quali si può vedere la sempre presente massa di gente. Come gli altri anni ripiego per una piccola stradina laterale per ritirare il mio biglietto dalla solita signora. La cosa che mi affascina è proprio il trovarmi nel centro di Gion, in una casa tipica e parlando con una signora in kimono che non finisce di ringraziare e di inchinarsi (anche se questi continui ringraziamenti mi mettono leggermente a disagio).

questo lampione attira la mia attenzione praticamente ogni anno

  entrando per la stradina che porta al teatro, sulla sinistra si trova il Kentos di cui vi ho scritto poco tempo addietro

Quattro spettacoli giornalieri, io ho scelto quello che si svolge dalle ore 14:00. Tanta gente e corriere parcheggiate sul piazzale di fronte al teatro Kaburenjo di Gion. Inutile sottolineare che la stragrande maggioranza era composta da anziani. I posti sono riservati quindi ognuno ha il suo posto assicurato ma pare che le vecchiette presenti quel giorno non se lo ricordassero! Una fretta di entrare non appena hanno aperto, paura di essere sorpassate… eppure si era in abbondante anticipo. Alcune vecchiette veramente scortesi avrebbero meritato qualche piccola lezione di educazione. Sarà stato un caso ma non ricordo che negli altri anni era così.
Con un piccolo sovrapprezzo si può assistere alla cerimonia del te’.

una buona occasione da non perdere

è possibile fotografare la maiko alla cerimonia del te

Bisogna ovviamente fare la coda ma si può poi vedere una maiko preparare il macha gustandone il sapore assieme ad un pasticcino (manju) e il piattino è un souvenir che si può portare a casa. A casa ne ho non pochi ormai  😛

i ciliegi erano in piena fioritura

l’interno del teatro prima dello spettacolo

E’ concesso di fotografare l’interno del teatro prima dell’inizio. Sulla sinistra ci saranno le giovani maiko con il flauto e i tamburi mentre sulla destra ci saranno le anziane che accompagnano lo spettacolo con lo shamisen e il canto.

poster che pubblicizzano il Kyo Odori e il Miyako Odori

Il tema dell’anno scorso era incentrato su luoghi nel centro di Kyoto per commemorare il millesimo anniversario del Genji Monogatari. Il tema di quest’anno si incentra su luoghi a nord, sud, est e ovest del centro di Kyoto rappresentando le stagioni. Ulteriori informazioni e approfondimenti sull’edizione Miyako Odori si possono trovare in questo completissimo post. In fondo al post un piccolo video dello spettacolo… è fatto con una macchina fotografica digitale quindi la qualità non è buona… inoltre il video si interrompe quando poi mi hanno beccato  😀

Lo spettacolo termina alle 15 in punto e la giornata era splendida. Decido di vedere i luoghi adiacenti e di fare qualche foto ai ciliegi in fiore.

souvenir particolari 😛

Arrivo alla pagoda di Yasaka e poi al Ryozen Kwannon, una grande statua in calcestruzzo raffigurante il bodhisattva Avalokitesvara alta 24 metri con un peso di 500 tonnellate. Eretto nel 1955 in commemorazione per quei giapponesi che si sono sacrificati durante la seconda guerra mondiale.

Ryozen Kwannon a Kyoto

non mancano i ciliegi in fiore

Non può mancare una visita al Maruyama Koen. Il Maruyama Koen si trova subito poco sopra il Yasaka Jinja ed è particolarmente famoso per il shidarezakura, un tipo di ciliegio piangente.

il simbolo centrale del parco

Per altre immagini di ciliegi in fiore clicca qui.
Un post un po’ corto giusto per rifarmi vivo dopo diverso tempo ormai… il prossimo post forse da Sapporo 😀


Una birra tira l’altra: Asahi a Nishinomiya e drago a Kobe

viaggi 4 Commenti »

E’ incredibile come passa il tempo, siamo già a marzo e tra poche settimane avrò modo di vedere la mia 12-esima stagione dei sakura, i fiori di ciliegio tanto amati.
Febbraio è stato per me un mese ricco di piacevoli avvenimenti. ho avuto modo di andare a visitare diversi luoghi e di vedere tante cose, tante sono le cose che non ci starebbero in un unico post e sono costretto a “spezzettare” il tutto. Vi anticipo solo che ci saranno tante foto e alcuni video interessanti 😀

Per il primo febbraio mia moglie ha preparato un piano che prevedeva un viaggetto a Kobe per vedere come imbottigliano la birra Asahi allo stabilimento di Nishinomiya (vedi mappa). Amante della birra come sono la giornata si prospettava proprio di mio gusto.  Per visitare lo stabilimento bisogna prenotarsi e il nostro turno partiva alle ore 14 in punto. Arriviamo alla stazione di Nishinomiya abbastanza presto e ciò ci permetteva di visitare il Nishinomiya Jinja.


Nishinomiya Jinja

Nishinomiya Jinja

Il Nishinomiya Jinja è a capo della setta Ebisu dello shintoismo e si dice che ci sono circa 3.500 santuari subalterni. Le persone del posto usano chiamarlo semplicemente “Ebessan” ed è famoso per il Toka-Ebisu festival che si tiene ogni anno il 10 gennaio.
Il santuario comprende di tre minori santuari interni e ognuno di essi venera uno o due kami (dei). Il primo dei tre venera Nishinomiya-Okami (chiamato anche Ebisu-no-mikoto, ovvero Ebisu). I kami del secondo santuario è Amaterasu-Omikami (la dea del sole) e Okuninushino-Mikoto. Infine il terzo santuario venera Susanoono-Mikoto.
Non si conosce la data di costruzione ma si sa che era già presente durante il periodo Heian (dal 794 al 1185)con il nome di Ebisu-sha e attirava molti pellegrini. Per diversi secoli era conosciuto con il nome Nangu-sha (il santuario del sud).
Tanta gente e tanti giovani genitori che portavano i loro neonati al santuario. Bancarelle distribuivano gratuitamente zenzai, la zuppa a base di mochi (dango) e azuki a tutti! Poco più in là pestavano il mochi e i passanti erano pregati di condividere la fatica 😀
Rimaniamo per una mezz’oretta dando qualche sguardo anche al mercatino vicino che esponeva bei oggetti di artigianato.

Ma si cominciava ad aver sete… ma l’Asahi doveva aspettare! Nella tabella di marcia c’era ancora il museo Hakushika del sake (Kuromatsu Hakushika). Si tratta del museo della maggiore distilleria di Nishinomiya (e la terza del Giappone) fondata nel 1662. si dice che il sake della Hakushika deriva dalla qualità dell’acqua usata. l’area di Nishinomiya è famosa per l’acqua chiamata Miyamizu (acqua del santuario). La visita al museo è veramente fulminante, mancavano 30 minuti per l’appuntamente allo stabilimento Asahi. Prendiamo due taxi (eravamo in sette) e arriviamo, come da bravi italiani, ultimi… ma ancora in tempo.


Stabilimento Asahi a Nishinomiya

Stabilimento Asahi a Nishinomiya

L’accoglienza non ha bisogno di spiegazioni, due giovani e belle guide ci invitano ad entrare in una sala per vedere un filmato di presentazione. Lo stabilimento è veramente vasto (guarda una mappa satellitare) e la guida ci fa notare che in mezzo ad esso ci passa pure un’autostrada :-)
E’ possibile vedere lo stabilimento prenotando in anticipo. Vengono creati dei gruppi e degli orari ben precisi. Dopo il filmato una guida ci porta nei vari spazi riservati alle visite spiegandoci le varie fasi della produzione della birra e i punti fondamentali che contraddistinguono l’Asahi. Ho dimenticato il numero di lattine da 350ml. che producono al giorno ma ricordo dal filmato che sovrapponendole tutte si arriverebbe a 3.300 chilometri!
Ci fanno toccare il grano che usano, ci fanno vedere praticamente tutto ciò che c’è da vedere. Come vengono preparate le lattine e come gli scarti vengono riciclati, come le lattine vengono ragruppate e messe in piccoli cartoni da sei e poi nei cartoni veri e propri.


Birra, birra... tanta ma proprio tanta!

Birra, birra... tanta ma proprio tanta!

La visita è veramente piacevole e dura circa 60 minuti e si conclude con una gustosa degustazione… si può scegliere una bionda oppure una scura e per i piccoli un succo di frutta sempre dell’Asahi. Un tavolo è preparato per noi e per ognuno anche delle noccioline da gustare assieme alla nostra freschissima birra alla spina. E’ possibile bere più bicchieri ma il tempo a disposizione è giustamente limitato. Decido di provare oltre alla bionda anche una scura. Inutile aggiungere che era veramente ottima! Il trucco sta anche che la birra a disposizione dei visitatori non ha più di tre giorni.
Ci è stato spiegato che le confezioni da sei lattine di birra che non hanno più di tre giorni di anzianità hanno un sigillo particolare… la guida ci ha consigliato di vedere nei negozi se troviamo tale sigillo e di comprare assolutamente tale confezione in quanto è assai raro, se non impossibile, trovarne.
ci fermiamo ancora al negozietto di souvenir per comprare dei piccoli ricordi… io ho preso dei cioccolatini con ripieno al gusto di birra 😀
Eravamo gli ultimi ad andarcene e la guida è uscita per salutarci gentilmente con la mano finchè non eravamo più in vista. una cordialità che continua a stupirmi ogni volta anche perché il saluto sembra decisamente cordiale e gentile sul serio e non solo movimenti automatici e obbligati. La visita all’Asahi mi ha lasciato un’ottima impressione e la giornata non era ancora finita; come non era finita la tendenza di voler assaggiare un’altra birra.

Decidiamo (ma era già deciso in anticipo) di prendere il treno per Sannomiya (linea Hankyu – usando la JR si esce alla stazione di Motomachi) e andare nella Chinatown di Kobe (Nankin-machi). Era il primo febbraio e quindi era l’ultimo giorno delle feste per il capodanno cinese che inizia il 26 gennaio. Ad aspettarci danze, esibizioni, il drago e… tantissima gente.

Arriviamo verso le ore 17 giusto per dare un’occhiata alle esibizioni in piazza. Sono passato spesso nel quartiere cinese di Kobe ma durante le feste del capodanno è tutto un’altra cosa, l’atmosfera è allegra e viva. Per cena scegliamo quasi per caso ed entriamo in un piccolo ristorante dove guarda caso c’era un unico tavolo ancora libero. Ordiniamo subito qualche Asahi e poi dal menu ognuno si prendeva quello che più sembrava mangiabile.
La sorpresa arriva poco dopo quando veniamo informati che nel ristorante entrerà, sentite sentite, il drago! Il personale ci chiede gentilmente si spostare un attimino una sedia per far posto… scopriamo che gli ospiti del tavolo accanto avevano prenotato appositamente per l’occasione. Un colpo di fortuna essere nel posto giusto nel momento giusto. Se mangiavamo da un’altra parte ci saremmo perso tutto senza manco rendercene conto.
Aspettiamo qualche minuto e il drago arriva all’entrata accompagnato da tamburi. Il tutto si ferma… uno del gruppo “del drago” si è sentito male ed è quasi svenuto. Passano una decina di minuti e lo spettacolo inizia: il drago entra nel locale danzando e saltando. Tra gli applausi del pubblico c’è chi introduce nella bocca del drago una lettera… non ho capito se si trattava di una preghiera per il futuro o se era una donazione di qualche genere. Ho filmato la scena e vi invito a guardarla da questo video

Per oggi è tutto e mi riprometto di essere più costante.

I sakura al Maruyama koen di Kyoto

Attualità 7 Commenti »

Dopo la visita al Miyako Odori del 2 aprile ho colto l’occasione di essere “in zona” e di avere ancora del tempo prima di ritornare a Osaka per visitare il santuario di Yasaka che si trova poco distante.
L’idea principale era quella di scattare alcune foto e di fare una passeggiata nel parco Maruyama.
E invece sono rimasto piacevolmente stupito per quello che ho avuto la fortuna di poter vedere. Essì, doveva essere ovvio ma non ci avevo pensato! I sakura!
Il Maruyama Koen (parco Maruyama) è il luogo più visitato e maggiormente usato per il Hanami nella prima metà del mese di aprile di tutta Kyoto.
Il Maruyama Koen si trova subito dietro al Yasaka Jinja ed è particolarmente famoso per il shidarezakura, un tipo di ciliegio piangente (vedi foto).

difficile vedere una cosa più bella 😀

Il Yasaka jinjia e il Maruyama koen si trovano in fondo alla Shijo-dori, con l’autobus (dalla stazione di Kyoto prendere la linea 206 o 207) scendere alla fermata “Gion”, oppure arrivare con la linea Hankyu e scendere a Kawaramachi… una ventina di minuti a piedi circa.
Il Yasaka jinjia è il guardiano del distretto di Gion e viene talvolta chiamato “Gion-san“. Il santuario è dedicato a Susa-no-o (fratello della dea del sole Amaterasu Omikami), sua sposa Inadahime-no-Mikoto e i loro otto figli. I due eventi maggiori sono il festival di Gion (Gion Matsuri) del 17 luglio e le celebrazioni per l’anno nuovo nella mezzanotte del 31 dicembre.
Il santuario e il parco sono aperti 24 ore e l’entrata è gratuita.
Tanta gente quindi e tantissimi stranieri armati di macchina fotografica. Bancarelle che vendevano diverse specie di prelibatezze o giocattoli per bimbi… alcuni si facevano fotografare, altri invece no… a meno che non si compri qualcosa :mrgreen:

Una foto ricordo tra i ciliegi non deve mancare

Una coppia di americani che alla fine hanno accettato di provare quei pesci infilzati 😯

Questa foto la dovevo fare… :mrgreen:

tanta gente e tanti profumini

giovani studentesse si divertono

… e non mancano i “mostri” 😈

Da notare sui prati i tanti teli azzurri predisposti per la gente che desidera passare qualche ora per ammirare i sakura. Questi teli di plastica sono brutti da vedere in mezzo alla natura e in un posto altrimenti così spettacolare.

da notare la pubblicità per il Miyako Odori sul lampione.

Purtroppo il tempo non era ideale, il cielo era nuvoloso… ma soprattutto la mia macchina fotografica era “troppo digitale”, nel senso che di digitale ci aveva anche una bella impronta sulle lenti. Ovviamente l’ho scoperto solo vedendo le foto al PC 👿 quindi le foto non sono ben messe a fuoco purtroppo.

Una vista sul laghetto

La sera sembrerebbe che sia particolarmente bella in quanto usano illuminare i sakura e gli edifici del tempio, un’attrazione unica per gli abitanti di Kyoto e i molti turisti che arrivano in questo periodo. Mia moglie mi telefona per consigliarmi di fare con calma e di gustarmi lo spettacolo serale ma purtroppo avevo già preso il treno per tornare a casa e avevo quindi il telefonino spento. Ma dalla vita non si può avere tutto :smile:

Hina-Matsuri, la festa delle bambole

Attualità, Cultura 10 Commenti »

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Il 3 di marzo (terzo giorno del terzo mese) è il giorno della festività Hina (Hinamatsuri), la festa delle ragazze/bambine. E’ un giorno per pregare una buona crescita e felicità delle giovani ragazze. Il giorno viene chiamato anche “Momo no sekku” (festa dei peschi) riferendosi alla stagione della fioritura dei peschi seguendo il vecchio calendario lunare. Il 5 di maggio (quinto giorno del quinto mese) viene poi festeggiato il “Kodomo no hi“, la festa dei bambini. Nonostante quest’ultima festa viene festeggiata con un giorno festivo, Il Hinamatsuri invece no. :sad:

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il display a sette piani delle bambole Hina
misure: 135 X 174 e 188 cm. di altezza
prezzo: 1,575,000 Yen

Una gran parte delle famiglie con bambine in casa usano mettere in mostra delle speciali bambole chiamate “hina” (Hinaningyou). Solitamente disposte su cinque o sette piani (hinadan) coperti da un tappetino rosso chiamato Mousen, queste vedono in cima l’imperatore “Dairi” e l’imperatrice “Hina“. Ai loro lati si trovano due lampade chiamate bonbori.
Il piano sottostante è riservato a tre donne della corte (sannin-kanjyo) seguite da cinque musicisti (gonin-bayashi) che suonano strumenti antichi.
Due ministri di corte (Udaijin e Sadaijin) sono situati nel piano di sotto. Quello alla destra, Sadaijin (sinistra vedendo dalla parte dell’imperatore) è più anziano in quanto la sinistra veniva considerata superiore dalla corte imperiale. Sadaijin viene raffigurato con una lunga barba. A questi vengono offerti dei “Hishimochi” (vedi sotto).
Infine vediamo i tre servi “Shi-Cho” situati sul piano più basso (nel caso di cinque piani). Sulla sinistra viene messa una pianta ornamentale chiamata “Ukon-no-Tachibana” (un alberello di mandaranci). Ukon significa la parte destra perché guardando da Dairi e Hina si trova sulla destra. Sulla destra invece una pianta ornamentale chiamata “Sakon-no-Sakura” (albero di ciliegio che però può essere sostituito con un albero di pesche). Sakon significa sinistra per la stessa ragione descritta prima.
Vengono infine anche posizionati piccoli oggetti di uso giornaliero usati dall’aristocrazia del periodo Heian come ad esempio uno specchio, cesto del cucito, oggetti per la cerimonia del tè (Sadou), un carretto chiamato Gissha. Le bambole sono ovviamente tutte vestite in abiti di corte del periodo Heian (794-1192).

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Dairi e Hina
Queste bambole possono essere acquistate per la modica cifra di 1,575,000 Yen ai grandi magazzini. 😯
misure: 145 X 90 e 54 cm. di altezza

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solo 945,000 Yen per questa coppia imperiale
misure: 105 X 100 e 39 cm. di altezza

L’usanza di disporre le bambole cominciò durante il periodo Heian e originariamente si pensava che possedessero la forza di fermare i cattivi spiriti. Il Himamatsuri prende le sue origini da un’antica usanza giapponese chiamata hina-nagashi (bambola galleggiante) in cui bambole di paglia venivano messe su una barca e lasciate nelle acque del fiume. Si pensava che le bambole, scendendo il fiume e arrivando al mare, portassero via con se problemi e cattivi spiriti. Questa usanza sembra aver avuto origine a sua volta da un’usanza cinese in cui i propri peccati e la sfortuna venivano trasferiti alle bambole che venivano poi abbandonate nel fiume.
Il Shimogano jinja (che fa parte del tempio Kamo assieme al Kamigamo-jinja) a Kyoto celebra il “Nagashi-bina” (oppure “hina-okuri“) facendo galleggiare queste bambole nei fiumi Kamo e Takano e pregando per la sicurezza dei bambini. Al giorno d’oggi le barche vengono riportate indietro non appena gli spettatori se ne sono andati per evitare che le bambole finiscano nelle reti dei pescatori. Le bambole vengono poi bruciate al tempio.
Al giorno d’oggi le bambole sono vestite con gli antichi vestiti di corte. Il costume dell’imperatrice è chiamato “Juuni-hitoe” (abito a 12 strati). Il juuni-hitoe viene tuttora usato durante le cerimonie di matrimonio della famiglia imperiale. L’attuale principessa Masako usò il juuni-hitoe al matrimonio con il principe ereditario nel 1993. Vestendo il juuni-hitoe i capelli vengono pettinati all’indietro nello stile suberakashi e un ventaglio fatto con cipresso giapponese viene tenuto tra le mani.

Come visto dagli esempi sopra, un set di bambole può essere veramente caro. Ho visto le bambole delle foto ai grandi magazzini di Takashimaya. Al giorno d’oggi i nonni o i genitori comprano un set alla propria bambina per il suo primo Hinamatsuri (hatsu-zekku) ma siccome molti giapponesi abitano in appartamenti veramente piccoli, una versione con la sola coppia imperiale è maggiormente popolare tra la gente. La superstizione dice che se le bambole non vengono messe da parte subito dopo il tre marzo, la bambina si sposerà tardi.

La bevanda tradizionale è il amazake, un tipo di sake dolce e non alcolico derivato dal riso fermentato. Usato viene anche l’arare, dei cracker saporiti con salsa di soia.
I Hishimochi (quelli offerti alle bambole raffiguranti i due ministri di corte) sono dei dolci speciali per il Hinamatsuri costituiti da tre strati colorati di mochi (verde in fondo, bianco al centro e rosa in cima). Alcuni affermano che il rosa (o rosso) significa l’allontanamento dei cattivi spiriti, il bianco sta per purezza e il verde per la buona salute. Altri invece affermano che i colori raffigurano uno scenario primaverile quando l’erba verde comincia a crescere sotto la neve mentre i fiori rosa dei peschi cominciano a fiorire.

Non poteva mancare una canzone per la festa delle bambole. Questa si chiama “Ureshii Himamatsuri” (felice Himamatsuri) di cui però non conosco la melodia:

ureshiihimamatsuri.gif
Facciamo luce con le lampade
Facciamo fiorire i fiori di pesco
I cinque musicisti di corte suonano il flauto e il tamburo
Oggi è una bella Hinamatsuri.

Auguro a tutti una buona festa… che possiate avere la possibilità di gustare i dolci della tradizione.
Una raccomandazione alle ragazze: mettete via le bambole dopo il 3 marzo! :mrgreen:

Da Youtube.com la canzone Ureshi Hinamatsuri, veramente molto orecchiabile

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