Esibizione maiko, ecco come vederla dal vivo

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maiko

Restando in tema “maiko” e Kyoto rimango pure alla stessa serata passata al Kentos descritta nel post precedente. La stessa sera infatti ho pernottato a Kyoto e più precisamente al Kyoto Kokusai Hotel che si trova di fianco al castello di Nijo (Nijo-jo).
Perché proprio il Kokusai Hotel? Ebbene, avevo già trascorso una notte nello stesso albergo qualche anno fa e lo avevo scelto per il semplice motivo che durante i fine-settimana tale albergo offre nella lobby un’esibizione di una maiko (vedi piccola galleria fotografica).

Sempre gentilissima, ad ogni scatto ti ringrazia con un dolce inchino e un sorriso affascinante.
Lo spettacolo è bello da vedersi e si ha la possibilità di avere una maiko vera a pochi metri. Il tutto comincia alle 19 in punto. Per mezz’ora è a disposizione per essere fotografata… è possibile anche sedersi a fianco ed essere fotografati insieme a lei.

Per 15 minuti poi si esibirà in due danze (vedi il filmato in fondo a questo post) e poi ci sarà una veloce spiegazione sulle maiko e la loro preparazione per diventare delle brave geiko.

Avevo deciso di passare due giorni a Kyoto per visitare dei posti di cui scriverò a breve e quindi alloggiare in qualche hotel per evitare di tornare a Osaka era decisamente meglio. L’albergo di per se sembra un po’ vecchiotto ma si sta bene e il servizio è ottimo. Per noi stranieri, ma non solo, avere il piacere di vedere un’esibizione del genere può essere una cosa unica e irrepetibile.
Come detto, si trova proprio di fianco al castello di Nijo che può quindi essere visitato la mattina seguente. abbastanza vicino anche il palazzo imperiale Kyoto Gosho che può quindi essere visitato lo stesso giorno (prenotare in anticipo oppure annotarsi all’ufficio… portare il proprio passaporto). Potrebbe infatti essere un’idea per una visita a Kyoto di due giorni: visitare il palazzo imperiale e il castello di Nijo poi pernottare presso il Kokusai Hotel e la mattina seguente continuare la visita di Kyoto andando magari nella zona di Kiyomizu per vedere non solo il Kiyomizu-dera ma anche le stradine piene di negozi che si trovano nella stessa zona. Se fare una bella camminata non è un problema, dal Kiyomizu-dera si può camminare fino al Yasaka-jinja passando magari per il Ryozen Kannon e il parco di Maruyama. Arrivati al Yasaka-jinja si è praticamente a Gion dove si può prendere la linea Keihan per tornare magari a Osaka oppure andare poco più avanti, fino a Kawaramachi, e prendere la linea Hankyu..

Pare che il suo nome sia Kofuku

Ricordare gli anniversari si, ma serve anche costante riflessione da parte di tutti noi

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Il primo post di dicembre sarebbe dovuto essere pubblicato solo tra qualche giorno, dopo il mio rientro da Yokohama. Un post per descrivere il mio viaggio dall’Italia e i primi giorni “autunnali” in Giappone. Uno spettacolo che merita un post intero. Dopo il mio rientro a casa, a Osaka, il lavoro non aspettava e sono partito per Yokohama (da dove scrivo oggi) per una settimana nella quale ho visto diverse cose interessanti (prossimo post) e conosciuto persone veramente tanto simpatiche (un saluto e un bacione tutto particolare a Yuka-chan che già mi manca tanto 😀 ).

Il panorama che vedo ogni giorno... tempo permettendo

Il panorama che vedo ogni giorno per andare a lavorare... tempo permettendo

E allora perché questo post se voglio rimandare al prossimo quello che desideravo raccontarvi? Ebbene si, stamattina per andare al lavoro ho visto qualcosa che mi ha commosso e fatto tanto riflettere. Avevo scelto di salire sulla Landmark Tower prima di recarmi al lavoro (alloggio proprio a Sakuragicho ma il lavoro è a circa 20 minuti di treno) ma il tempo non particolarmente ideale mi ha fatto cambiare idea all’ultimo momento. Arrivo alla stazione JR di Sakuragicho ed entro in un kombini (negozio con generi alimentari e varie aperto 24 ore su 24) e sento come all’esterno uno parla al microfono. Penso subito a qualche estremista di destra; la cosa non sarebbe nuova. Esco e decido di vedere da vicino e a mia grande sorpresa noto che non sono estremisti ma persone appartenenti ad alcuni gruppi per la pace e amicizia che desideravano far riflettere i passanti sui problemi causati dalla guerra. In particolar modo ci si faceva riferimento all’attacco su Pearl Harbor da parte della marina giapponese proprio 67 anni fa. Gli americani persero circa 2400 persone. Questo attacco, e l’invasione iniziata un’ora prima sulla penisola della Malesia, segnò l’espansione del fronte giapponese nel Pacifico e nel sud-est orientale. Il Japan Times di oggi, 8 dicembre 2009, afferma che il giorno passa solitamente come un giorno qualunque ma quest’anno la cosa è leggermente diversa a causa del generale Toshio Tamogami che in uno scritto affermava che il Giappone è stato costretto alla guerra a causa del presidente americano Franklin D. Roosevelt e che il Giappone era una vittima costretta alla guerra sino-giapponese da Chiang Kai-Chek. Teorie di cospirazione emergono di tanto in tanto ma fanno poca strada e vengono messe a tacere quasi subito dagli studiosi e storici ricercatori. Non bisogna dimenticare, aggiunge il Japan Times di oggi, che l’agressione militare giapponese a partire dagli anni ’30 è stata la causa che ha poi portato alla guerra con gli Stati Uniti, Inghilterra e altri paesi. Soffermarsi ai pochi mesi prima dell’attacco su Pearl Harbor, come spesso avviene in Giappone, oscura la verità e gli eventi che hanno portato ai bombardamenti nucleari di Hiroshima e Nagasaki.

Mi hanno comunque colpito le parole dirette ai passanti e ai giovani strappandomi qualche lacrimuccia per la commozione. Tante verità e una denuncia diretta non solo contro coloro che provano nostalgia per il passato imperiale ma soprattutto contro l’ignoranza che regna in materia. Ho ancora tra le mani il dépliant che distribuivano a tutti.
Qualcuno di voi avrà forse seguito la vicenda del generale Toshio Tamogami che aveva rilasciato uno scritto in cui affermava che l’esercito imperiale giapponese non aveva affatto condotto una guerra d’aggressione in Asia e che la Corea aveva prosperato durante il periodo coloniale (vedi notizie in italiano: prima notiziaseconda notizia). La vicenda ha creato indignazione negli altri paesi asiatici che accusano il Giappone di amnesia storica e revisionismo. Il governo giapponese stesso ha preso saggiamente le distanze dal generale licenziandolo evitando noiose complicazioni diplomatiche.
Oggi invece una quindicina di persone davanti alla stazione di Sakuragicho a Yokohama chiedono di non dimenticare e di riflettere sugli errori del passato. “Siete giovani e queste cose a scuola non si insegnano” tuonava con un certo vigore uno dei “relatori” – “Nihon wa nisenman nin koroshita“, Il Giappone ha ucciso venti milioni di persone afferma uno dei manifestanti al microfono. “Oggi come oggi, 67 anni fa il Giappone ha attaccato l’America! Cosa ci abbiamo guadagnato a fare la guerra? Vi dice nulla Hiroshima? Ci abbiamo guadagnato qualcosa?” e poi “In Iraq e in Afghanistan c’è ancora guerra e la gente non può camminare così tranquillamente come fate voi oggi” sono alcune delle frasi che mi sono annotato sulla mia agenda.

I manifestanti davanti alla stazione di Sakuragicho contro la guerra

I manifestanti davanti alla stazione di Sakuragicho contro la guerra

Ricordiamo il passato per non ripetere gli errori è una bella frase ma si tratta solamente di una semplice frase “fatta” tanto facile da usare quanto facile da dimenticare tantopiù se NON si conosce il passato e la storia. Che un paese non insegni ai propri giovani (e non mi riferisco solo al Giappone) le proprie “malefatte” significa che il governo responsabile non intende riconoscere tali fatti. Ci si avvia verso un futuro dove solo i ricordi che fanno comodo rimangono vivi, la generazione che ha conosciuto la guerra e sofferto le conseguenze sta scomparendo e i giovani non possono capire il pericolo che può recare governi ostinati, nazionalistici e l’ignoranza in genrerale. Non ci vuole molto a convincere con una propaganda mirata da quattro soldi una gioventù ignorante che il passato è glorioso, che le proprie tradizioni (vere o create ad HOC) sono sacre e inviolabili… che sono gli altri a non capire.
Dire NO alla guerra e SI alla pace non deve essere per nessuno di noi delle semplici parole! Ognuno di noi che ha ha cuore l’armonia tra la gente e tra i popoli deve fare la sua parte attiva affinché dal nostro piccolo si aggiunga comprensione e rispetto per le idee altrui. La pace comincia da noi, tutti noi facciamo la forza e la differenza… non serve l’amore per il prossimo che è e resta una banalità! Basta il semplice rispetto per le persone, idee e le cose in generale e i nostri figli avranno una vita sicuramente felice.
Un mio applauso personale alle persone che oggi hanno cercato di far risvegliare certi ideali ai passanti, passanti che decisamente facevano finta di non sentire ma che nel loro volto sono riuscito a cogliere una certa attenzione verso i temi trattati.

Le 60 parole e frasi maggiormente popolari in Giappone nel 2008

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Come avviene praticamente ogni anno, anche per il 2008 la Jiyu Kokuminsha sceglierà la parola o la frase che maggiormente ha influenzato i media giapponesi. Parole o frasi che mettono in evidenza eventi, trend o persone che hanno attratto l’attenzione dell’opinione pubblica.
La lista comprende 60 parole e frasi e la scelta verrà resa nota il primo di dicembre; in pratica si avrà un vincitore e la classifica dei primi dieci.
Elencare tutte le sessanta parole/frasi sarebbe troppo lungo ma ne ho scelto 25 che maggiormente hanno attratto la mia attenzione. Purtroppo su questo blog (del cavolo) non riesco a scrivere le parole in giapponese (e non capisco il perché) e si vedono solo punti di domanda,  trascriverò quindi le parole della lista che ho scelto in romaji.

  1. obaka-kyara -ovvero “stupido personaggio” (kyara deriva dall’inglese character) conosciuto anche come “obaka-aidoru” (stupido idolo). Ci si riferisce a quelle intrattenitrici o show-girl che sono amate dal pubblico per la loro mancanza di cervello. Ad alcuni possono venire in mente le “veline” nostrane 😛 Pare che idoli e “talento” come Mai Satoda, Suzanne e Yukina Kinoshita rispecchiano in particolar modo questo fenomeno e si sono fatte un nome in quanto dimostrano costantemente nelle loro apparizioni in TV (“Quiz! Hexagon”) la mancanza di conoscenza culturale base.
    Questo trio ha da poco formato un gruppo musicale chiamato “Pabo” che in coreano significa “idiota” e il loro primo cd è uscito a settembre. Non l’ho ancora ascoltato ma suppongo di non essermi perso molto…



  2. Il gruppo musicale Pabo

  3. asa banana – la banana del mattino. Anni di discussioni tra gli utenti di Mixi sui benefici che derivano da una dieta a base di banane consumate la mattina a colazione. Di questa dieta si è parlato durante spettacoli alla TV e gli scaffali nei supermercati si sono visti privi di banane in diverse occasioni.
  4. Rozen Aso – Rozen Aso è il nick dell’attuale primo ministro Taro Aso, un patito dei manga che pare essere stato visto leggere “Rozen Maiden” all’aeroporto di Haneda.  Nel 2007, ancora ministro degli Esteri, Aso preparò un premio internazionale per gli artisti di manga non giapponesi. Dopo la sua elezione a primo ministro, alcune azioni di certi editori di manga ebbero una sostanziale impennata.
  5. Akiba-kei – letteralmente “stile Akihabara” e si riferisce alla cultura del quartiere di Akihabara a Tokyo, la capitale degli otaku. Sinonimo di otaku, quest’espressione si applica a quei giovani che frequentano il sopracitato quartiere e coltivano forti interessi negli idoli, videogiochi erotici, modellini di bambole e manga in generale.
  6. Hime-den – abbreviazione per “Hime Denwa” (il telefono della principessa) e descrive uno stile tutto particolare per decorare il proprio telefonino cellulare. Popolare tra le studentesse delle medie e delle superiori, questi telefonini sono prevalentemente decorati con piccole perle, gioielli falsi e orsacchiotti.

  7. Arafo – abbreviazione di “Around 40” è una parola inventata per descrivere le donne tra i 35 e 45 anni. Questo è anche il nome di un dorama (telenovela) popolare per la TV che descrive le preoccupazioni e conflitti della generazione arafo, con particolare attenzione alla carriera, amore, matrimonio, nascita ed educazione dei bambini.

  8. Karesen – Abbreviazione per “kareta ojisan senmon” , ovvero “specializzazione in uomini (di una certa età) appassiti” e si riferisce ad una particolare preferenza da parte di certe giovani donne per uomini di una certa età che sono calmi, senza pretese e sessualmente poco attraenti. E non guardate me, per cortesia! 😀
  9. genji monogatari sen-nen-ki – millenario del romanzo dedicato a Genji, il romanzo più antico al mondo. Durante questo 2008 si sono avuti diversi eventi per commemorare il millesimo anniversario di Genji Monogatari. Chi segue il blog si ricorderà forse del “Miyako Odori” di quest’anno.
  10. Homuresu chugakusei/kaisan – “Lo studente delle superiori senzatetto” è un best-seller del commediante Hiroshi Tamura che all’età di 10 anni divenne un senzatetto a seguito della morte di sua madre e lo scioglimento della sua famiglia. Tamura ricorda le notti passate in un parco e le sue difficoltà giovanili. Il libro ha venduto oltre un milione di copie nei primi due mesi facendo registrare un nuovo recordper un libro non-fiction.
  11. Ponyo, ponyo ponyo, sakana no ko – “Ponyo, Ponyo Ponyo, il piccolo del pesce”. E’ un verso del tema musicale per un anime di Hayao Miyazaki. Interpretato da Fujioka-Fujimaki (il popolare duo Takaaki Fujioka and Naoya Fujimaki) con la piccola Nozomi Ohashi di otto anni. La canzone ha raggiunto la terza posizione in una classifica.
  12. mishuran – Michelin. La prima edizione per Tokyo della famosa guida per i ristoranti è stata pubblicata nel 2008 e la capitale nipponica fece subito il pieno di stellette. Nonostante un certo criticismo, la guida ha venduto oltre 300.000 copie. L’edizione Michelin per il 2009 uscirà a breve.

  13. kitaaa! – “sollievo!” Il commediante Takahiro Yamamoto ha re-introdotto quest’espressione nell’imitare il modo in cui l’attore Yuji Oda usava gridare durante delle pubblicità alcuni anni fa.Qui in un video da YouTube :-)
  14. Kuidaore Taro – Ne avevo parlato in alcune occasioni su questo blog in passato. Si tratta del manichino nella zona di Shinsaibashi che è stato tolto dopo 60 di presenza. Un simbolo di Osaka che probabilmente rivedremo in spot pubblicitari.
  15. Meiku rejendo – Dall’inglese “Make Legend”, questo è lo slogan del 2008 per gli Yomiuri Giants (squadra di Baseball) che ha vinto il campionato della Central League. Lo slogan arriva dopo il “Make Drama” (il cui significato potrebbe essere tradotto in “arrivare al successo dopo mille difficoltà”) usato nel 1996. Anche in quell’anno la squadra vinse il campionato e questa espressione fu vista come quella maggiormente “in”.
  16. Sento-kun / Manto-kun – Sento-kun è il nome della mascotte per commemorare il 1300-esimo anniversario della città di Nara, antica capitale del Giappone. La mascotte ha riscosso enormi critiche dai media e dai gruppi religiosi. Sento-kun è raffigurato da un giovane monaco buddista con delle corna dei cervi. La creazione della mascotte è costata circa 5 milioni di Yen e un gruppo di disegnatori di Nara ha deciso di creare una nuova mascotte: Manto-kun.

  17. Izakaya Taxi – (Izakaya: trattoria, ristorante tipico) A giugno circa 450 burocrati del governo giapponese hanno ammesso di ricevere birra, spuntini e denaro in contante dai tassisti chiamati in servizio per corse ufficiali a spese dei contribuenti. Una corsa in taxi dal centro di Tokyo verso la periferia può costare dai 10.000 ai 20.000 Yen. Alcuni tassisti, per non perdere queste ottime occasioni hanno iniziato a fare questo tipo di offerte ai propri passeggeri. Quando questo scandalo uscì allo scoperto si iniziò a chiamarli semplicemente “Izakaya Taxi” 😀
  18. Nenryo Saachaaji – Ovvero “sovrapprezzo del carburante” (Saachaaji: dall’inglese “surcharge”). Si riferisce ai sovrapprezzi adottati a diversi beni di consumo e servizi a causa del forte rialzo del greggio.
  19. Nabakari Kanrishoku – “Manager solo nel nome”, questi manager sono dei dipendenti che fanno molti straordinari ma non vengono pagati per le ore fatte perché sono chiamati appunto “manager”, nonostante non abbiano alcuna mansione amministrativa. Si tratta di un trucco usato da alcune aziende per avere del lavoro “gratuito”. I manager infatti fanno il lavoro extra senza essere pagati perché sta nei loro compiti svolgere certe mansioni. Aziende usano chiamare “manager” coloro che di manageriale non fanno nulla. Un dipendente della Mac Donalds ha fatto causa per le ore non pagate in quanto non ricopriva nessuna autorità amministrativa. La legge prevede che aziende non devono pagare gli straordinari a manager reali che hanno una qualche autorità amministrativa.
  20. Choriiissu – Se siete a Shibuya usate questo termine per salutare le altre persone 😀 Un po’ come il nostro “Ciao”.
  21. Furii Chibetto – Ovvero “Free Tibet” (Tibet libero). Durante le olimpiadi di Pechino… un po come su tutto il nostro pianeta.
  22. Doku-iri gyoza – Gyoza avvelenato, 10 persone furono ricoverate a gennaio a seguito di alcuni gyoza (ravioli cinesi) surgelati importati dalla Cina. Alcuni test rivelarono la presenza di pesticidi creando serio panico tra la gente per i prodotti alimentari cinesi in generale.
  23. Toshitsu Zero – Zero Carboidrati; dal trend iniziato l’anno scorso su prodotti a 0 carboidrati, lo “0” viene usato in modo quasi spopositato sulle etichette di bevande. I maggiori produttori di birra offrono adesso alternative a ZERO carboidrati.
    Nota: meno di 0,5 grammi per 100 millilitri equivale a “zero”.
  24. Anata to wa chigau n desu – Io sono diverso da te; questa frase ha fatto praticamente storia! Parole di Yasuo Fukuda usate contro un giornalista subito dopo le sue dimissioni da primo ministro. Il giornalista si soffermava sulle presunte distanze prese dall’ex-primo ministro verso i problemi del Giappone. A questo punto Fukuda ha tuonato: “Tu dici che sembro distaccato ma io riesco a vedermi in modo obiettivo. Io sono diverso da te!”
  25. Age-age – Ancora slang di Shibuya per definire eccitazione o divertimento.
  26. Yoshi, yoshi, yoooshi! – Si, si, siiiiiii! (oppure “Forza, forza, foooorzaaaa!”) Commentatrice televisiva per le olimpiadi Takeo Utsugi ha perso il controllo quando la squadra nipponica di softball ha vinto la medaglia d’oro. Si è messa a gridare “Si, si, siiiiiii!” prima di perdere completamente il controllo e cadere in lacrime per la gioia. Più tardi, nel rivedere la scena registrata, ha ammesso di essere imbarzzata.

Per la lista completa potete visitare questo sito (in giapponese)

Chi indovina il vincitore? Magari non si trova nella lista che ho preparato ma io voto per: “Anata to wa chigau n desu”.

UPDATE 1 dicembre: Ecco il vincitore! Purtroppo non avevo scelto di elencare il vincitore e il terzo classificato :-(
Ecco la lista completa: http://singo.jiyu.co.jp/
1. “gu~!” La commediante Edo Harumi enfatizza quesa sillaba aggiungendola alla fine di molte parole
2. Arafo – abbreviazione di “Around 40”
3. Ueno’s 413 pitches
4. Izakaya taxi
5. Nabakari Kanrishoku – “Manager solo nel nome”

Guardatevi questo video su Youtube e “watashimo Guuuu”  😀

un finesettimana tra illusionismo e kanji

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Quando il tempo me lo permette amo vedere degli spettacoli o delle manifestazioni assieme alla mia famiglia.
Tempo addietro avevo avuto modo di vedere uno spettacolo di bunraku al Hotel Viale di Osaka (zona di Honmachi). L’albergo ogni tanto organizza degli spettacoli culturali e i posti sono sempre occupati.
Poche settimane fa, il sei settembre poco dopo essere tornato dalle mie vacanze italiane e prima di partire per due settimane per Tokyo, ho avuto modo di ritornare all’ Hotel Viale di Osaka per due spettacoli distinti ma all’interno della stessa manifestazione.
La prima parte era dedicata a comici che si esibivano dal vivo… comici di Osaka e di conseguenza largo uso del nostro amato dialetto. La seconda parte dell’evento invece era dedicato all’illusionismo. Giochi di prestigio da parte di uno staff tutto al femminile… per la gioia dei maschietti presenti in sala (me compreso  😀 )
Il gruppo si chiama Lumiere du Soleil e partecipare ai loro spettacoli di solito costa abbastanza… quindi un colpo di fortuna poterle ammirare… stando alle parole di mia moglie.
Effetti di luce e di suoni accompagnano un po i soliti giochi di prestigio con ragazze segate in due e sparizioni varie.
Partecipazione anche del pubblico con tre bambini invitati sul palco per un gioco di prestigio tutto loro. Il gioco consisteva nel far salire uno di loro sopra di un tavolo per poi togliere le gambe del tavolo stesso mentre gli altri sorreggono il tavolo. Poi anche questi lasciano il tavolo che però rimane miracolosamente sospeso nell’aria :-)

Il bambino sospeso per aria dopo che le due bambine hanno lasciato la presa
(quella a destra è mia figlia)

Dopo lo spettacolo una cena a base di shabu-shabu e di qualche ottima birra che raramente deve mancare  :-)
Come scritto sopra, da poco eravamo tornati dall’Italia e mio figlio si ricordava ancora tante parole imparate. Eravamo per andare via dal ristorante quando mio figlio (sei anni) chiede di andare al bagno. Per andare al bagno passa davanti alla cameriera alla quale dice qualcosa e questa le risponde con un sorriso ed un cenno di aver capito. Dal bagno torna praticamente subito… dubito che abbia fatto qualcosa. Ma arriva anche subito un’altra birra per me! Sbalordito chiedo a mio figlio (parlo solo in giapponese con lui) cosa ha detto alla cameriera. Mi risponde “ancora una” in italiano. La cameriera sembra aver capito a cosa si riferisse e mi aveva prontamente portato “ancora una” birra. in Italia infatti mandavo spesso mio figlio dalla cameriera per ordinare la solita “ultima” birra prima di tornare a casa e gli avevo detto che per italiano si dice “ancora una”… non sapevo che funzionasse anche in Giappone  😀 il problema è che lo aveva fatto senza che gli venisse chiesto di fare.

Il giorno dopo siamo andati al Osaka Municipal Museum of Art di Tennoji dove avevano allestito un’esibizione dedicata alle scritture in kanji. Oltre ai vari sensei anche diversi allievi delle scuole elementari avevano partecipato e alcuni lavori sono stati selezionati per essere esposti nella galleria. C’erano anche i capolavori dei miei figli che frequentano anche un corso extra-scolastico. Sarà stata la sensei (insegnante, maestra) di questo corso che avrà fatto selezionare il lavoro della sua allieva; anche la sensei esponeva i suoi lavori all’interno della stessa manifestazione.

Centinaia e centinaia di opere in esposizione ma pochi visitatori.

Che sia arrivato il momento in cui anch’io mi metta seriamente a studiare i kanji? Magari mi faccio insegnare da mia figlia mentre fa i compiti  😀

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