Tricolore al Mitsukoshi di Tokyo e te verde macchiato

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Questi giorni, fino al 30, mi trovo a Tokyo.
Ai grandi magazzini del Mitsukoshi, e più precisamente, alla casa madre del Mitsukoshi a Nihonbashi (Mitsukoshi Honten) in questi giorni c’è la grande fiera italiana. La fiera italiana del Mitsukoshi avviene ogni anno in questo periodo ed è un’occasione per molti giapponesi di incontrare italiani… artigiani, cuochi e gente dello spettacolo. La fiera dura 11 giorni in tutto e finisce il 25. Per l’occasione il Mitsukoshi ha ripreso i nostri colori e l’atmosfera è decisamente italica… forse pure troppo a causa di tutte quelle bandierine tricolore in bella mostra.

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008
Notate le bandierine sopra le vetrine e il grande striscione che pubblicizza l’evento.
(cliccate le immagini per ingrandimento)

Ho colto l’occasione per fotografare alcune vetrine al piano terra interamente dedicate ai prodotti italiani.

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008
Mitsukoshi Italia Fair
Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008
Che bambola! Ceramiche di Firenze
Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008
dei disegni di un artista giapponese (che non so cosa c’entri con la fiera italiana)
e degli orologi a parete

Tokyo Mitsukoshi Honten a Nohonbashi - Fiera italiana 2008
Tricolore
Le vetrine sono decisamente ben allestite e sicuramente c’è stato molto lavoro dietro.

Alla fiera italiana del Mitsukoshi si trova di tutto, dalle prelibatezze culinarie ai vini; gioielli, cammeo, vetri veneziani, ceramiche toscane e affreschi di un artista toscano residente in Giappone da diversi anni.

Girando per Tokyo, non molto a dire la verità, ho notato una certa tendenza di offrire il te verde al latte :shock:
Conosciamo il caffè macchiato, giusto? Beh, in Giappone troviamo il te verde macchiato! Ma non solo, pure il te verde con spremuta di arancia… e magari pure altro che non ho ancora notato. Se il te verde al latte non mi ispira per niente, quello con la spremuta di arancia credo possa essere gustoso… uno di questi giorni mi riprometto di provarlo. Oggi ho provato il “Green Tea” cremoso, freddo… non era assai male :smile: Un mio amico ha provato quello con il latte e ha affermato che “nonostante io beva di tutto e senza problemi, questo è proprio una schifezza!

Te verde al latte
Maccha-Latte
La catena di bar si chiama “Caffe Veloce” e ce ne sono tanti sparsi in Giappone.
Questo te verde macchiato mi ha incuriosito ma non intendo provarlo
:twisted:

Te verde al latte
Maccha au lait (Macha al latte)
In questo bar/ristorante ho pranzato oggi. Si trova nella zona di Nihonbashi in una piccola stradina non lontano dal famoso Starbucks. Sempre affollato, il locale è a tre piani, molto tranquillo e rilassante. Lo staff è particolarmente gentile.

Te verde al latte! Non so cosa pensare… l’idea potrebbe anche essere buona in quanto ai giapponesi piace moltissimo il caffè al latte (kafe o re, dal francese “au lait”) sia caldo che freddo, ma non mi convince. Il te verde lo preferisco “liscio” e magari con un piccolo manju di contorno :mrgreen:

Domani sera sarà la volta del famoso monja-yaki (una specie di Okonomi-yaki di Tokyo che agli abitanti di Osaka non piace… proprio perché di Tokyo) . A me personalmente piace, specialmente se accompagnato da una (ma anche due o tre… ma anche quattro) birre ben gelate. Talvolta lo preparo pure a casa mia e i bambini lo amano.
Dopodomani invece la serata a Roppongi, molto probabilmente uno Shabu-shabu con sushi (e le solite birre :mrgreen: )
Che dite, faccio un paio di foto?

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Tra il misogi e il Seijin no hi scelgo di vedere il primo…

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Fine-settimana lungo quest’ultimo in Giappone. Oltre al sabato e domenica, anche il lunedì (14 gennaio) era giorno festivo. Si celebrava il Seijin no hi. E’ la festa per tutti coloro che quest’anno raggiungono i vent’anni di età. Si celebra sempre il secondo lunedì del mese di gennaio (fino al 1999 si celebrava la festa il giorno 15 gennaio). Vent’anni è considerata l’età per diventare adulti ed è anche l’età minima dalla quale uno può legalmente cominciare a fumare, bere e votare alle elezioni. Alcune giurisdizioni organizzano delle cerimonie per i nuovi adulti chiamate seijin shiki in cui si tengono discorsi e piccoli regali vengono offerti. Di solito queste cerimonie sono di mattino e i giovani adulti del luogo vengono invitati. Le donne festeggiano il giorno vestendo un furisode kimono e andando dal parrucchiere il giorno prima per un’acconciatura idonea. Molte affittano il kimono a causa del costo proibitivo e se lo fanno mettere da un “kimono kitsuke” (vestire un kimono da sole non è sempre facile :roll: )
Gli uomini sono più fortunati e si vestono con un semplice abito “da ufficio”… alcuni tra la folla magari vestono un kimono dai colori scuri. Dopo la cerimonia pubblica i giovani si formano in gruppetti e vanno a divertirsi o a bere. Donne non abituate a vestire i zori possono essere viste camminare “a fatica” quando la sera si avvicina :mrgreen:
Ultimamente le cerimonie sono state accorciate e rese più “divertenti” in quanto la partecipazione era drasticamente diminuita negli anni. Giovani disturbavano i discorsi usando il cellulare o facendo scoppiare piccoli petardi. Alcuni ufficiali hanno addirittura aggiunto il Bingo o il karaoke alle cerimonie per attirare maggiormente i giovani. Una località della prefettura di Chiba ha spostato la cerimonia a Disneyland :shock:
Cerimonie per gli adulti esistono da secoli in Giappone. Durante il periodo Edo (1603-1868) i ragazzi diventavano adulti all’età di 15 anni mentre le ragazze lo diventavano verso i 13 anni. E’ solo dal 1876 che il governo giapponese decise che l’età per diventare adulti è venti.

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Per una giovane donna il furisode è l’abito più formale da vestire prima del matrimonio
Il Seijin no hi è quindi una delle poche occasioni

Il 12 gennaio (sabato scorso) un’altra cerimonia interessante si è svolta al tempio Myojin di Kanda a Tokyo. Il Misogi, un rito di purificazione shinto, in cui i partecipanti si versano acqua gelata.

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Come saprò godermi una bella doccia calda e un accappatoio asciutto :mrgreen:

Per completare il post un video trovato su YouTube.com sul rito purificatore di qualche edizione fa.

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Da Shimbashi a Nihonbashi: il Natale sulla Ginza - parte due

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Ci eravamo lasciati che stavo per entrare nella zona di Nihonbashi dopo essere passato per la zona “buia” di Kyobashi.
Com’è stata la vigilia di Natale?
Le prime illuminazioni che si possono vedere arrivando nella zona di Nihonbashi (arrivando da Kyobashi naturalmente) sono quelle del Grande Magazzino di Takashimaya. Una catena di Grandi Magazzini con la casa madre proprio qui a Nihonbashi. Di sicuro uno dei Grandi Magazzini più illustri in Giappone

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Il Takashimaya - Una vetrina - all’entrata - angolo informazioni (visto da fuori :twisted: )

La stazione della metropolitana (linea di Ginza) arriva praticamente all’entrata dei grandi magazzini. Comodissimo per clientela di una certa età che solitamente è anche la clientela tipo dei grandi magazzini.
Di fianco al Takashimaya troviamo un bel “Illy Caffè” :mrgreen:
Aperto qualche anno fa se non erro, ho avuto modo di entrarci diverse volte e godermi dell’ottimo caffè italiano nel cuore di Tokyo. Il locale è veramente grande e sempre pieno di clienti.

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Passando per di qua, il caffè di certo non passa inosservato :shock:

Ultimi passi di “fatica” per arrivare al famoso ponte di Nihonbashi. Mi ricordo come qualche anno fa, lavorando in quella zona, decisi di andare a vedere questo ponte di cui tanto parlano. ricordo in particolar modo lo shock che ho preso nel vedere che sopra il ponte passava un’autostrada. Mi sono fermato e ho fatto dietrofront senza manco arrivare al ponte. Poi con l’abitudine di vedere belle cose rovinate, il ponte l’ho passato per decine e decine di volte.

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decine e decine di candele erano messe ai lati del ponte (purtroppo non ho la foto)

Passati il ponte si vede subito quello che secondo me è il Grande Magazzino più famoso, illustre e “in” del Giappone. La casa madre dei Grandi Magazzini Mitsukoshi. Valgono una visita se siete a Tokyo.

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Questa è la parte nuova, dietro si trova la parte storica del Mitsukoshi

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non manca proprio mai l’Italia in Giappone

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Vetrine al Mitsukoshi di Nihonbashi

Fine della camminata… a questo punto avevo un appuntamento a cena
Non mi resta che augurarvi un buon proseguimento delle festività natalizie. In Giappone oggi (25 dicembre) è un giorno normale… si va a lavorare come se nulla fosse. In pratica il Natale in Giappone inizia verso la metà di ottobre per finire il 24 di dicembre.
Da oggi si pensa allo O-Shogatsu, l’anno nuovo… ma prima ci sono le tradizionali pulizie di casa :evil:

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Merry Christmas World al Mitsukoshi

Sul sito Jappone.com ho aggiunto una galleria fotografica. Clicca qui

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Situazione calda negli ultimi colloqui a sei?

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Ultimamente si legge molto sulle questioni nord-coreane e gli attriti tra questa e il Giappone. Il Giappone persevera nel richiedere chiarezza per quanto riguarda la questione rapimenti e la Corea del Nord continua a sostenere che tale questione è ormai risolta e quindi chiusa. Tokyo chiede il pugno di ferro: lo chiede alle Nazioni Unite e alle trattative di Pechino al tavolo dei sei.
Gli ultimi colloqui a sei di Pechino sembrerebbero aver portato alcuni frutti. Al tavolo delle trattative le sei nazioni (Corea del Nord, Corea del Sud, Giappone, Cina, Russia e Stati Uniti d’America) si è deciso di andare incontro, almeno parzialmente, alle richieste nord-coreane in cambio di azioni atte a terminare il programma militare della dittatura coreana.
I colloqui erano entrati in una fase di stallo un anno prima, quando Pyongyang decise di ritirarsi in segno di protesta per le sanzioni finanziarie imposte allora dagli Stati Uniti.
Il governo giapponese sembra cercare di mantenere buon viso a cattivo gioco per quanto riguarda gli accordi raggiunti. Il discorso sul rifiuto di aiuti o concessioni alla Corea del Nord, a meno che Pyongyang accetti le richieste giapponesi riguardanti la questione dei rapimenti di cittadini nipponici, non cancella il fatto che il governo giapponese è in rottura sin dall’inizio con un importante accordo internazionale.
Tokyo ha continuamente insistito che gli Stati Uniti e le altri parti non debbano assolutamente fare concessioni fino quando Pyongyang riassuma la discussione sui rapimenti. E’ tuttora chiaro che la Corea del Sud e gli Stati Uniti ignorano le suppliche nipponiche e che invece abbiano chiesto al Giappone di sbrigarsela da solo iniziando discussioni bilaterali con la Corea del Nord.
Sul “tradimento americano” i media giapponesi parlano poco ma è ovvio che Abe & Co. hanno sbagliato nel fare i conti su quanto facilmente gli americani possano cambiare strategia nei confronti di Pyongyang.
Lo stallo in Iraq e le recenti sconfitte elettorali al Congresso ha contribuito decisivamente e inevitabilmente a far si che gli americani siano maggiormente disposti a fare delle concessioni, concessioni necessarie per estrarre concessioni nord-coreane… indipendentemente dalle richieste di Tokyo. Successo quanto detto, il Giappone si è ritrovato isolato al tavolo delle trattative di Pechino.
Un altro fattore è e rimane la debole posizione di Tokyo nei confronti della questione dei rapimenti stessi. Si riteneva una questione risolta quando nel 2002 l’allora primo ministro Koizumi persuase Pyongyang a rilasciare cinque rapiti in cambio della promessa di normalizzare relazioni diplomatiche. Shinzo Abe, l’allora segretario capo di gabinetto, insisteva che ci sarebbero altre vittime di rapimenti e anche queste devono essere rilasciate prima che ci possa essere qualsiasi normalizzazione delle relazioni tra i due paesi. E’ doveroso aggiungere che evidenza di altre vittime desiderose di essere rilasciate è molto limitata.
Il buon senso direbbe che se ci fossero dei residui del problema rapimenti, il miglior modo per risolvere il tutto sarebbe attenersi alle promesse fatte da Koizumi e di normalizzare le relazioni diplomatiche.
Abe, supportato dall’ala destra, ha invece insistito che tale promessa deve essere rotta e che sanzioni devono essere imposte per forzare i nord-coreani colpevoli di “cattiva fede” a conformarsi alle richieste di Tokyo.
Questa mossa alquanto inusuale può essere vista come giustificata a causa dei forti sentimenti in Giappone del pubblico sulla questione dei rapimenti. Ma data la scarsa evidenza della “cattiva fede” nordcoreana (in particolar modo sul come Tokyo abbia insistito che le analisi DNA dei resti di una vittima deceduta, secondo Pyongyang, nel 1994 non corrispondano alla vittima) il resto del mondo e perfettamente scusabile per non condividere il fervore giapponese in questa particolare questione.
L’uso che Tokyo fa di questa questione dei rapimenti per prevenire concessioni che invece tutti gli altri sono disposti a dare per ridimensionare il pericolo missilistico e nucleare nord-coreano di qui, ironicamente, il Giappone si è pure autodefinito la vittima principale, renderà inevitabile che le richieste giapponesi saranno ignorate. Tokyo ha sicuramente fatto bella figura in patria ma l’opinione internazionale non sembra essere impressionata.
Niente di tutto ciò sembra sia passato per la mente degli strateghi giapponesi. Sembrerebbe che per loro bastava affermare di avere un problema di rapimenti per far scattare sull’attenti il resto del mondo.

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