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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanConsiderazioni americane alla vigilia della resa giapponese.

Ci si chiede spesso se gli americani abbiano o meno manipolato la storia o se abbiano intenzionalmente evitato di indagare profondamente su alcuni aspetti di presunti crimini giapponesi. Tra questi aspetti spicca la figura di Hirohito. Al giorno d'oggi si e' a conoscenza del suo attivo ruolo nel governare il Giappone dalla meta' degli anni 30 in poi. Alla fine della guerra il contrario si e' detto ma quali possono essere stati i motivi per nascondere delle verita' cosi importanti? I motivi apparentemente furono molti e tra questi la figura del generale Fellers gioca un ruolo decisamente decisivo.
Nessuno influenzo' maggiormente il Generale MacArthur di Bonner F. Fellers, generale e capo della sezione per operazioni di guerra psicologica. Colpire la morale dei giapponesi fu uno degli obiettivi non solo durante la guerra ma anche dopo la resa. Persone atte a tali studi accompagneranno MacArthur fino a Tokyo dove continueranno con i loro consigli.
Fellers era uno studioso della psiche giapponese e durante il 1935-37 (ancora capitano) pubblico i suoi studi con il titolo "The Psychology of the Japanese Soldier". Questo giusto per introdurre la persona che si cela dietro il generale Fellers. Aveva predetto con 4 anni d'anticipo una guerra con il Giappone e aveva addirittura ipotizzato attacchi "kamikaze" nel caso in qui il Giappone dovesse entrare in difficolta. La lealta e disciplina militare nipponica lo affascinava. Piu' tardi affermera' di aver amato il giappone a partire dagli anni '20.
Come regola base, specialisti agli ordini di MacArthur osservarono l'importanza di non provocare il nemico nipponico colpendo il loro imperatore. Motivo era che il nemico vedeva l'imperatore come una divinita, capo spirituale e che in caso d'attacco i giapponesi avrebbero lottato ancora piu duramente.
O.S.S (Office of Strategic Services), MacArthur e altre agenzie concordavano che l'imperatore era un punto chiave non solo per la fine della guerra ma anche per un cambiamento postbellico. Il compito, espresso da Fellers e il suo staff, era di dividere l'imperatore e i suoi sudditi dai militaristi e far credere alla gente che egli era manovrato dal circolo militare.
I propagandisti occidentali, in altre parole, erano pronti a dare una nuova immagine ad un imperatore, lontano dalle politiche imperiali che il Giappone ha condotto in suo nome, sotto la sua autorita e con la sua attiva cooperazione per quasi un ventennio.
Con questo cerco di sottolineare che gli Stati Uniti nel luglio del 1944, oltre un anno prima della resa giapponese, stavano mettendo le basi per manipolare la storia e riscrivendola a proprio piacimento nel momento in cui occuperanno un Giappone vinto.
Ad un certo punto Fellers ammise che Hirohito, imperatore e capo di stato, non puo' scappare dalle proprie responsabilita ed essere considerato come istigatore alla guerra del Pacifico (Fellers: "Basic Military Plan for Psychological Warfare Against Japan" 12 aprile). A conclusione del suo "Answer to Japan" comunque si espresse diversamente. L'imperatore non sara' solo figura indispensabile per un cessare delle ostilita' e una resa effettiva ma anche come modello spirituale di un governo postbellico tendente alla pace, governo composto prevalentemente da gente di una certa eta' proveniente da elite conservatrice e membri di famiglie nobili che controllavano il Paese prima dell'ascesa militare.
Dopo un anno e milioni di morti queste considerazioni serviranno a giustificare i piani di MacArthur non solo di mantenere il trono ma anche Hirohito.
In particolare le osservazioni di Fellers erano:
Una resa totale e incondizionata e' assolutamente necessaria per la pace in Oriente. Soltanto con un totale disastro militare e il successivo caos i giapponesi potranno essere disillusi dal loro fanatico indottrinamento come razza superiore destinati a governare l'Asia. Soltanto la sconfitta e gravi perdite vorranno provare ai giapponesi che la macchina militare non e' invincibile e che questa li ha portati nel disastro piu' totale. [...]
La massa capira' che i militaristi hanno manipolato il loro sacro imperatore, hanno offeso il "figlio del cielo". Coloro che ingannarono l'imperatore non potranno piu' esistere in Giappone. E' a questo punto che l'elemento tollerante e conservativo, che ha continuato ad esistere, rispuntera' e sara' abbastanza forte per governare il Paese. Con sanzione imperiale per la pace, questa sara' accettabile per tutti. In questo modo sara' possibile arrivare ad una fine della guerra prima di una necessita' di devastare completamente il suolo nipponico. [...]
Togliere dal trono o impiccare l'imperatore causera' una tremenda e violenta reazione in tutti i giapponesi. Impiccagione di Hirohito significhera' per loro come per noi la crocifissione di Cristo. Tutti combatteranno fino alla morte. La posizione dei militaristi verrebbe fortificata e la guerra sarebbe prolungata. Le nostre perdite aumenteranno di piu' di quanto sarebbe necessario.
Ci sono quelli tra di noi che auspicano un completo macello, uno sterminio di tutta la razza. La guerra asiatica ha causato talmente tanta sofferenza e la morte di gente che nessun destino giapponese fa paura. Ma se le forze armate saranno disarmate e distrutte, i militaristi tolti di mezzo e la gente provera' orrore per la guerra sarebbe auspicabile evitare lo sterminio. Maggiore sara' il numero di civili uccisi inutilmente, maggiore sara' l'amarezza per i sopravissuti. Vorra' causare squilibrio mentale per la nostra gioventu' impegnata nello sterminio. [...]
Anni di bagno nel sangue possono essere evitati se noi conosciamo bene il nostro amico e lo trattiamo con intelligenza. Quando il Giappone sara' completamente sconfitto la giustizia americana dovra' essere la via e la luce.
Un esercito indipendente e responsabile solo all'imperatore sara' sempre una minaccia per la pace. Ma il mito che l'imperatore tiene sulla gente e la forza della fede scintoista non deve per forza essere pericolosa.
[...]
L'imperatore deve essere circondato da leaders civili liberali. L'esercito deve essere limitato ad una forza di polizia interna.
Una volta che i gangster militaristi saranno morti, una volta che le forze armate saranno distrutte e un governo liberale sara' formato sotto l'imperatore, i giapponesi -piu' tristi, di meno, e piu' saggi- potranno incominciare un riorientamento delle loro vite.

Pare abbastanza chiaro che gli americani avevano le idee chiare sul da farsi. Per assicurare un buon "lavoro" in Giappone rimaneva comunque necessario mantenere non solo il trono ma anche Hirohito. Questo rimane comunque solo uno dei motivi per cui gli americani ci tenevano a mantenere Hirohito al suo posto.


 

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