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Curiosita'
Fotografi della Japan Film Corporation accompagnarono un gruppo d'indagine accademico durante le investigazioni. Le preziose foto furono prese dalle forze di occupazione e restituite solamente nel 1967 e 1973.

Link utili sul tema
- indagini delle forze di
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- indagini giapponesi

- museo virtuale della
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giappone nihon nippon jappone japan Prime impressioni e...

Era chiara l'esultanza degli americani per il successo ottenuto dopo 4 lunghi anni di guerra ma vi furono coloro che riuscirono a vedere oltre. L'ammiraglio Leathy riteneva che l'arma fosse disumana in quanto usata su persone ormai gia' sconfitte e pronte alla resa. "Gli americani hanno adottato uno standard etico comune ai barbari...".
Lo stesso Stimson rimase sconcertato e mostro' a Truman una foto che illustrava graficamente la distruzione di Hiroshima.
La foto non lo scompose e una seconda bomba doveva essere usata. Nessun incontro per discutere la neccessita' di una seconda bomba o tentativo di verificare se la prima bomba, o l'entrata in guerra dei russi abbia o meno accellerato l'intenzione di arrendersi da parte dei giapponesi. Se vi furono delle perplessita' morali da parte di coloro che contavano, eccetto Stimson, queste non furono espresse al presidente, e lui, di certo non ne aveva. Era pronto a sganciarne due, tre o di piu' se cio' significava salvare vite americane.(1)
Intanto i preparativi per la seconda missione continuavano.
Sedici milioni di volantini furono preparati per essere lanciati sulle citta' giapponesi. Fino a questo momento, i volantini di propaganda sono stati poco efficaci ma questi si presentavano in modo molto diverso ed ebbero un effetto indelebile sulla morale pubblica. In questo nuovo volantino l'America affermava di essere in possesso di un esplosivo talmente forte che per trasportare l'equivalente sarebbero necessari 2.000 bombardieri B-29. La nuova arma e' gia' stata usata e se i giapponesi avevano ancora qualche dubbio si esortava loro di chiedere informazioni su cosa e' successo a Hiroshima. Il volantino continuava nel chiedere alla popolazione di inoltrare una petizione per terminare questa inutile guerra. Si richiedeva di prendere misure per cessare resistenza militare... in caso contrario la bomba e altre armi superiori verranno usate per terminare la guerra con la forza. L'ultima frase incitava la popolazione di evaquare le citta' immediatamente.
Gia' prima del volantinaggio, quotidiani giapponesi avvertivano che un "nuovo tipo" di bomba e' stata sganciata su Hiroshima. Il Nippon Times affermava che il nemico era intenzionato a uccidere e ferire il numero piu' alto possibile di innocenti a causa del suo desiderio di terminare la guerra.

parco della pace
A-dome inizio ottobre 1945
photo by Shigeo Hayashi


a-dome
Come si presentava prima del 6 agosto 1945

Valutare un bombardamento atomico

Subito dopo il bombardamento, l'esercito giapponese inizio' investigazioni assieme a ricercatori di diverse universita'. L' 8 agosto 1945 un gruppo d'indagine del quartier generale imperiale fu' spedito a Hiroshima. Un gruppo dell'esercito imperiale guidato dal capo della Intelligence Arisue Seizo e il dottor Nishina Yoshio, capo del programma nucleare giapponese (Institute of Physical and Chemical Research "Riken") confermo' che l'arma usata non poteva che essere una bomba atomica. Il dottor Nishina era di sicuro uno dei personaggi piu' competenti in materia in quanto egli stesso portava avanti un programma nucleare atto alla produzione di armi atomiche.(2) Nishina ebbe modo di studiare in Europa sotto gli insegnamenti di Lord Rutherford e Niels Bohr. Ironicamente il progetto nucleare giapponese fu terminato perche' impraticabile, un mese prima il bombardamento di Hiroshima (3). Lo storico e sudioso John W. Dower descrive questo programma nucleare giapponese come "gracile e alquanto patetico" a causa delle scarse risorse di materie prime, finanziamenti e personale.(4)
Il progetto nucleare giapponese raramente fu menzionato nel dopoguerra dagli occidentali e meno ancora dai giapponesi stessi che altrimenti si vedevano compromessa la leadership in cause anti-nucleari che le spettava in quanto unica vittima di bombardamento atomico. Poco o nulla si dice sui piani di Tokyo di usare armi nucleari per terminare il conflitto in Cina. Al tribunale di Tokyo, il progetto nucleare giapponese rientrava in una causa molto piu' ampia chiamata "intraprendere guerra agressiva". L'ultima cosa che si voleva al processo era una difesa incentrata sulle atrocita' dei bombardamenti atomici di Hiroshimsa e Nagasaki.(5)
Successivamente altri gruppi d'indagine entrarono nella citta' per studiare la situazione. I risultati ottenuti dai gruppi giapponesi furono consegnati spontaneamente al quartier generale del generale MacArthur a Yokohama il 3 settembre, il giorno successivo alla cerimonia della resa. Il giorno dopo, il generale Thomas F. Farrell del "Progetto Manhattan" arrivo' in Giappone per condurre le proprie ricerche sulle radiazioni residue.(6)
Il presidente Truman annuncio' via radio il 7 agosto mattina al mondo intero che una bomba atomica e' stata sganciata su Hiroshima. Lo stesso giorno il quartier generale imperiale ammetteva semplicemente che la citta' di Hiroshima ha avuto dei danni significativi. Ai giapponesi non fu detto che si trattava di una bomba atomica fino alla fine della guerra, il 15 agosto.

La mancanza di comunicazioni da Hiroshima faceva nascere dei sospetti e da Tokyo, il 6 agosto, fu mandato un aereo di ricognizione per verificare cio' che era successo. Mancavano oltre 100 miglia quando il pilota poteva vedere chiaramente la nuvola di polvere sopra una citta' in fiamme.
Il marchese Kido informo' immediatamente l'imperatore che Hiroshima e' stata colpita da qualche arma segreta. "Sotto queste circostanze dobbiamo piegarci all'inevitabile, qualunque cosa accada a me, noi dobbiamo mettere fine a questa guerra il piu' presto possibile" rispose l'imperatore senza riuscire a nascondere l'angoscia.(7)
Per il ministro agli esteri Togo, questa nuova arma dava l'opportunità ai leader militari di salvare la faccia. Puntando il dito a questa nuova e potente arma potevano comunque affermare l'intenzione di voler sacrificare la propria vita ma per la sopravivenza del paese erano costretti a terminare la guerra. I militari invece non sembravano propensi a seguire tale via.

Prime impressioni  degne di nota, se non per meriti scientifici, quelle del maresciallo Shunroku Hata (commandante del distretto militare occidentale con sede a Hiroshima) sono alquanto particolari. Il giorno 8 di agosto invia il suo rapporto riguardante la devastazione avvenuta in cui si legge: "le ustioni sofferte da coloro che vestivano vestiti bianchi sono leggere mentre coloro che si trovavano al riparo hanno avuto ustioni relativamente leggere. La cosa più importante è che la bomba è esplosa intorno alle 08:00, quando molte famiglie usano il fuoco per preparare la colazione. Questa probabilmente la causa per il diffondere delle fiamme e le ustioni segnalate."
Il generale Arisue, arrivato a Hiroshima prima del dottor Nishina, nota su come la città è rasa al suolo. "L'ufficiale di servizio avanzava verso di noi e aveva il viso ustionato solo da una parte. Ci ha detto che ogni cosa esposta è soggetta a bruciature mentre qualunque cosa coperta anche solo leggermente può evitare ustioni. Non si può quindi affermare che non ci siano contromisure." Il rapporto del generale arrivava a tre conclusioni base: (1) una bomba speciale è stata usata; (2) ustioni possono essere evitate nel coprire il corpo (3) voci corrono che una bomba dello stesso tipo verrà sganciata su Tokyo il 12 agosto. (8)

Alla fine della guerra le indagini ebbero un periodo di sospensione ma ripresero verso la fine del mese e inizio settembre.
Dall'universita' imperiale di Tokyo, il gruppo d'indagine (tra cui il professor Masao Tsuzuki) arrivo' a Hiroshima il 30 agosto. Il 3 settembre fu presentato un documento che per la prima volta era volto a spiegare le conseguenze e punti da seguire in ambito terapeutico e di cura.
Il 14 settembre uno speciale comitato per investigazioni sui danni della bomba atomica fu istituito all'interno del concilio di ricerca scientifica giapponese. Veniva diviso in 9 gruppi rappresentando diverse aree accademiche. Il governo americano trovo' subito conveniente cooperare con il governo giapponese per studiare i risultati delle ricerche partite subito dopo il bombardamento. Questa commissione arrivo' a Hiroshima a ottobre ma non pubblico' tutti i risultati dei loro studi. La pubblicazione dei risultati fu proibita subito e anche in futuro dal quartier generale delle forze alleate (GHQ). Fino al trattato di pace di San Francisco del 1951, le attivita' di ricerca riguardanti il bombardamento atomico venivano ristrette.
Il primo rapporto consegnato ai quartieri generali di Tokyo era del 10 agosto. Il gruppo d'indagine del quartier generale imperiale assieme al gruppo d'indagine dell'universita' di Kyoto e ai gruppi dell'esercito e della marina tennero una conferenza per scambiarsi le informazioni. Insieme confermavano che si trattava di una bomba atomica e discussero sulle possibili misure da prendere. Dal rapporto si legge: "Abbiamo riscontrato che l'arma usata era una bomba atomica."
Il punto nell'aria dove e' esplosa la bomba si chiama "epicentro". Abbastanza presto dopo l'esplosione, gruppi di ricerca militari e universitari riuscirono ad identificare approssimativamente questo epicentro. Il gruppo d'indagine della base navale di Kure riportava il 8 agosto che l'epicentro si trovava 850 metri sopra la parte sud del santuario di Gokoku. Si pensa che tale risultato sia da attribuire a ispezione visiva. Lo stesso giorno la divisione di addestramento navale piazzo' l'ipocentro a 300 metri ad ovest della intersezione di Kamiya-cho. Il gruppo d'indagine del battaglione antiaereo di Moto-ujina stimo' che l'esplosione ebbe luogo a circa 550 metri di altezza. Il gruppo d'indagine dei quartier generali imperiali ipotizzava che l'epicentro era ad un'altezza di 550 metri, 300 metri a sud del santuario di Gokoku.
Due rapporti scientifici del 1945 stimavano l'epicentro e l'ipocentro. Ambedue misuravano le ombre lasciate dai raggi di calore sulle lanterne in pietra e sugli edifici. Da queste ombre si poteva risalire all'origine dei raggi. L'intersezione delle linee disegnate su una mappa dimostravano che l'esplosione avvenne approssimamente 580 metri sopra l'ospedale di Shima.
Le ricerche continuarono e oggigiorno la stima piu' plausibile indica l'ipocentro all'altitudine di 580 metri da dove, al giorno d'oggi, c'e' il parcheggio di Ote-machi, piattaforma numero 3, nella parte sud dell'ospedale "Shima", 5-24 Ote-machi 1-chome.
La bomba distrusse la maggiorparte della citta' e tolse la vita a migliaia e migliaia di persone. La morte di molti non possono essere confermate in quanto solo resti irriconoscibili rimasero. La collezione del museo della pace contiene 18.000 articoli. Tra questi alcuni effetti personali offerti dalle famiglie nonche' oggetti che mostrano gli effetti della bomba. Ancora oggi famiglie delle vittime continuano a donare oggetti nella speranza di riuscire a spiegare le proprie sofferenze e aiutare a prevenire ulteriori disastri simili. Questi oggetti parlano da soli e chiunque li veda li puo' sentire.

 

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Note:
(1) da - The Rising Sun - The decline and fall of the japanese empire di John Toland - pag.798
(2) da - Inside GHQ - The Allied Occupation of Japan and its Legacy di Takemae Eiji - pag.42
(3) da - The Shadow Warriors of Nakano di Stephen C. Mercado pag. 167
(4) da - Japan in War and Peace Selected Essays di John W. Dower - pag. 57
(5) da - Judgment at Tokyo di Tim Maga - pag. 52 - Il tribunale militare internazionale per l'estremo oriente (IMTFE - International Military Tribunal for the Far East) era a conoscenza di un progetto nucleare giapponese ma preferì includere tale progetto in un contesto piu' vasto chiamato semplicemente "guerra d'agressione". Sorvolare o sminuire l'importanza del progetto nucleare giapponese serviva a sorvolare e sminuire l'importanza di Hiroshima e Nagasaki.
(6) Takemae Eiji - pag. 428
(7) da John Toland - pag.789
(8) da - Behind Japan's Surrender di Lester Brooks pag.168-169

hiroshima 6 - continua

 

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