Ritorno
in scena per la giovane compagnia teatrale nella raffigurazione
della creazione della Costituzione giapponese.
20 luglio 2003
Dalla sua nascita nel 1947, la Costituzione nipponica e'
sempre stata un bersaglio di tentativi di revisione, principalmente
perche' compilata da americani piuttosto che dai giapponesi.
Persino il Partito Liberal-Democratico ha tra le sue mete
(dalla sua nascita nel 1955) una Costituzione "propria".
Nonostante oggi abbia 56 anni, stessa eta' della precedente
Costituzione Meiji quando finalmente vide la sua fine, e
rimane intatta, la pressione per una revisione sembra essere
sempre piu' forte che mai.
Alla luce degli ultimi avvenimenti una troupe teatrale di
Tokyo ritorna sul palco questo autunno nel rappresentare
come la Costituzione fu concepita e scritta.
Il ritorno alle scene di "A string of pearls"
coincide con un momento critico per la sicurezza nazionale
e la pressione per una revisione o "reinterpretazione"
dell'articolo 9 e' attuale quanto mai.
"Credo che dobbiamo ritornare in scena se guardiamo
agli eventi dell'ultimo anno e su come il Giappone si muove
nel combattere il terrorismo" dice Akio Fukushima,
presidente e produttore della compagnia teatrale.
"A string of pearls" ci mostra 25 civili del "General
Headquarters of the Allied Forces" lavorare per la
bozza della Costituzione in soli 9 giorni. Stando ad un
libro di John W. Dower, il gruppo di lavoro contava 24 membri
(16 ufficiali e 8 civili) tra cui 4 donne e non una.
La troupe inizio' le messe in scena nel 1998 ma smise l'anno
scorso per ragioni economiche. Questa volta la performance
avverra' in diverse citta' a novembre e dicembre a partire
dalla citta' di Sendai.
La storia ci viene trasmessa tramite gli occhi di Beate
Sirota Gordon, nata a Vienna e andata in Giappone con i
suoi genitori da piccola, che all'eta' di 22 anni scrisse
la sezione riguardante i diritti della donna. Ad eccezione
di altri due, lei era l'unica con una genuina conoscenza
ed esperienza in Giappone. Lei era la piu' giovane e unica
donna dei 25 membri. E' bene ricordare che la Costituzione
giapponese appariva nel 1947 quella che garantiva maggior
diritti per la donna a livello mondiale. Nonostante cio',
purtroppo, la realta' e' leggermente diversa in quanto e'
difficile cancellare secoli di tradizioni in una societa'
maschilista che vede la donna come "essere inferiore".
Adesso 79-enne, la Gordon e' stata da poco a Tokyo su invito
della compagnia teatrale e ha parlato delle sue esperienze
per quanto riguarda la stesura della Costituzione. Come
membro del comitato di stesura, la Gordon ha delle riserve
su un'eventuale revisione della Costituzione.
"Credo sia un errore chiedere una revisione solo ed
esclusivamente perche' fu imposta dalle forze di occupazione
(leggasi America). Il Giappone ha una lunga tradizione sull'importazione
di buone cose dall'estero e adottarle come se fossero proprie.
Finche' queste sono buone non dovrebbero esserci problemi,
giusto?" esclama la Gordon davanti a circa 300 persone
accorse in una sala a Shinjuku.
Sulla questione di sicurezza nazionale la Gordon afferma
che il Giappone dovrebbe mantenere lo spirito di rinuncia
alla guerra in quanto questo sembra essere l'unico modo
per vivere in pace in un mondo con la piaga della guerra.
"I giapponesi hanno un'ottima esperienza nel cancellare
il militarismo e cambiarlo in democrazia e realizzare diritti
per la donna. Il Giappone puo' servire al meglio per i conflitti
di oggi nell'essere da esempio di pace", continua la
Gordon.
"Se nuovi diritti devono essere protetti, questi devono
essere protetti da altre leggi come quelle del codice civile
perche' cambiamenti nella costituzione sono pericolosi in
quanto una volta iniziati si rischia di cambiare tutto"
aggiunge ancora la Gordon.
La Gordon continua nel ricordare di come le donne fossero
subordinate nella societa' giapponese durante la sua permanenza
a Tokyo nell'eta inclusa tra i 5 e 15 anni. Adesso lei vive
a New York.
Beate Sirota respinge con fermezza le accuse di arroganza
da parte degli alleati nell'imporre una Costituzione. "In
nessun momento ho mai pensato di voler insegnare qualcosa
ai giapponesi nell'aiutare a scrivere la Costituzione."
Lei e tutti gli altri pensavano di scrivere la meno opressiva
Costituzione che la maggioranza dei giapponesi desideravano
ma che non potevano ricevere dai propri leaders. Nel caso
particolare della Sirota, questi pensieri si basavano su
un'identificazione con le donne giapponesi e con personale
conoscenza della loro oppressione legale.
"A strings of pearls" e' stato scritto da James
Miki che gia' aveva scritto un serial televisivo riguardante
il rifiuto da parte delle forze di occupazione sulla nuova
versione della Costituzione scritta dai giapponesi. La nuova
versione della Costituzione come scritta da alcuni giapponesi
era di fatto una leggera presa in giro in quanto poco o
nulla era veramente cambiato da quella che aveva portato
il Giappone a distruggere ogni dignita' dei propri cittadini.
Diritti del cittadino venivano garantiti finche' non entravano
in contrasto con altre leggi, leggi create dall'elite a
regola d'arte. Praticamente come prima! Leggi come quella
sulla prevenzione della pace aveva fatto si che ogni diritto
democratico (anche se presente nella Costituzione) fu soffocato
e persino "pensare" poteva portare alla pena capitale.
Il governo giapponese, di fatto, fu incapace di riscrivere
una Costituzione che rispettasse la dischiarazione di Postdam.
L'inflessibilita' di Matsumoto e del Primo Ministro Shidehara
(che avendo accesso a MacArthur poteva anche chiedere cosa
avesse in mente per la nuova Costituzione) su alcuni punti
fondamentali per la salvaguardia dei diritti del cittadino
e per la questione dell'imperatore (il comitato "Matsumoto"
decise di cambiare una sola parola nelle clausole; da "sacro
e inviolabile" si passo' a "supremo e inviolabile")
fu la causa per cui gli alleati si videro costretti nell'impegnarsi
in questo difficile compito. Si consiglia la lettura di
"Embracing Defeat" di John W. Dower per maggiori
informazioni riguardante la versione giapponese per una
"nuova" Costituzione e su come era concepita dai
leader giapponesi. Coloro che guardano con diffidenza alla
costituzione "imposta" avranno da ricredersi.
La stesura del GHQ era top-secret per i 25 membri e questi
mantennero assoluto silenzio anche molto tempo dopo la fine
dell'occupazione del 1952.
La Gordon afferma che non ebbe aperto bocca sul suo ruolo
nella stesura della Costituzione fino al 1994 nemmeno con
i suoi amici piu' intimi per paura che conservativi giapponesi
avrebbero chiesto una revisione sulla base della sua giovane
eta'. Paure piu' che fondate se pensiamo che lo stesso Shigeru
Yoshida (primo ministro nel dopoguerra e addirittura "quasi"
candidato al premio Nobel per la pace) sperava in una revisione
non appena gli alleati avrebbero lasciato il suolo nipponico.
Nel 1995 la Gordon scrisse un'autobiografia in giapponese
intitolata "1945 Nen no Kurismasu" (che venne
tradotto in inglese nel 1997 con il titolo "The only
woman in the room").
Miki usa questo libro e altri documenti nello scrivere la
sceneggiatura di "A String of Pearls".
Spunti:
The Japan Times - 17 luglio 2003
Embracing Defeat - di John W. Dower
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