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benvenuti su JAPPONE.COMgiappone nihon nippon jappone japan
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giappone nihon nippon jappone japanIl Giappone e le prime armi da fuoco

 9 giugno 2004

Nel 1543 un vascello cinese con a bordo tre portoghesi arrivo' a Tanegashima a sud-ovest di Kagoshima. Due di questi portavano armi da fuoco e una volta a terra, per procurarsi del cibo, con un unico colpo uccidero un'anatra. Un gesto senza nessuna particolare conseguenza, se non per l'anatra. Il caso ha voluto che che il feudatario dell'isola Tokitaka fosse terstimone della morte dell'anatra. Decise di dover ad ogni costo venir in possesso di questo strumento magico che sputava fuoco e riusciva ad uccidere da lontano.
amakusa shiro
Oda Nobunaga con un samurai armato in una scena di un film

Tokitaka offrì mille tael (unita' di peso monetario usato, circa 38 grammi) per ciascuna di quelle due armi. Una cifra incalcolabile e la sua offerta fu accettata.
L'idea era di armare i suoi samurai con la nuova arma e per questo chiamo' immediatamente Kimbei Yatsuita, mastro forgiatore. Quando Yatsuita arrivo' gli venne ordinato di dimenticare le spade e di dedicare tutte le sue energie nel produrre repliche dei appena-acquistati strumenti di morte assordanti e sputafuoco.
Yatsuita si mise al lavoro ma non importa quanto tempo ci mettesse e quante volte ci tentava, non riuscì a replicare con successo i meccanismi dell'arma.
Diversi mesi dopo, in disperazione, Yatsuita stava considerando il suicidio con una delle sue stesse spade per scusarsi del fallimento con il suo padrone quando una nave portoghese si avvicinava al porto di Tanegashima. La nave tasportava armi e Yatsuita si chiese se l'artigiano alle armi potesse aiutarlo.
Alla richiesta d'aiuto l'armiere seguì il forgiere per vedere i tentativi fatti. Si accorse subito degli errori ma prima di dare istruzioni decise di parlarne prima con il proprio capitano, un certo Mendez Pinto.
Il capitano Pinto trovo' subito un modo per avvantaggiarsi della situazione e ordino' il suo armiere di spiegare gli errori al forgiere di spade. In cambio, il capitano e non l'armiere, ricevette come ricompensa la figlia diciasettenne del forgiere. Si dice che fosse di bella presenza ma chissa' come era veramente a quel tempo. Quello che si sa e' che salpo' con il capitano e non fece piu' ritorno.
I residenti dell'isola consideravano la sua unione "volontaria" con il barbaro portoghese un sacrificio che meritava il massimo rispetto.
Nel frattempo suo padre riuscì a produrre 10 armi perfettamente funzionanti nel suo primo anno di lavoro. I giapponesi cominciarono una corsa per armarsi con qualcosa di diverso delle spade o lance. Sei anni dopo l'importazione della prima arma da fuoco, Nobunaga Oda fece un ordine di ben 500 esemplari.
Il fatto che i giapponesi riuscivano a produrre armi da fuoco superiori era parzialmente da attribuire al fatto che in quel tempo il Giasppone non era affatto una nazione tecnologicamente arretrata. Acciaio e rame era buono se non migliore di qualsiasi prodotto in Europa. Il rame costava di meno, tanto che nel diciasettesimo secolo il Giappone esportava rame in diversi paesi. Per 200 anni il Giappone e' stato il maggior esportatore al mondo di armi come spade. Nel 1483, il Giappone ha esportato in Cina la bellezza di ben 66.000 spade.
Un fattore determinante era che queste spade giapponesi erano piu' affilate di qualsiasi altre.
Talvolta, i maestri forgiatori testavano la loro opera su tronchi di ciliegio per poi incidere i risultati sulla spada. In alcune occasioni il forgiatore aveva davanti a se diversi condannati a morte sui quali testare la lama... anche in questo caso i risultati venivano incisi sulla spada: "questa lama ha trapassato 2 torsi e mezzo...".
Non solo le armi da fuoco giapponesi arrivarono alla qualita' di quelle europee ma ci fu anche una serie di migliorie come il calibro maggiore per avere piu' efficacia, un dispositivo che permetteva l'uso dell'arma anche quando pioveva (un difetto fatale per questo tipo d'arma) e custodie impermeabili per l'arma e la polvere da sparo.
Trentadue anni dopo l'arrivo delle prime armi da fuoco, una battaglia decisiva ebbe luogo a Nagashino tra le forze di Oda e Takeda. Era il 1575.
Oda ha portato con se 38.000 uomini di cui 10.000 erano armati con armi da fuoco. Oda sistemo' tre linee da 1000 uomini ciascuna. Quando la prima linea ebbe sparato, questa dietreggiava e la seconda linea si preparava a far fuoco, passando poi alla terza linea.
Dopo la battaglia di Nagashino, motivi pre riarmo con armi da fuoco crescevano. Verso la fine del sedicesimo secolo, le armi da fuoco erano piu' comuni in Giappone che in qualsiasi altro paese.
L'arte per la produzione di queste armi raggiungeva livelli tali che queste potevano essere usate per generazioni. Quando il Giappone riammise l'uso di armi da fuoco, queste vennero spolverate e convertite in armi a percussione. Funzionavano ancora a meraviglia. E nel 1904, quando l'impero ando' in guerra contro la Russia, queste armi vennero convertite per la seconda volta, questa volta in fucili. E ancora una volta funzionarono molto bene, nonostante si facesse uso di polvere da sparo piu' potente.
Il primo periodo in cui vennero usate le armi da fuoco ando' dal 1543 al 1637 con la ribellione di Shimabara, ultima volta dove vennero usate su larga scala. Gia' nel 1607 lo shogun Tokugawa ordino' a tutti i costruttori di armi da fuoco di richiedere licenze governative per ogni arma che vorranno produrre. Da questo momento la produzione annuale di armi da fuoco ebbe dei alti e bassi. Da qualche centinaio alle 2.500 negli anni 1660. Ma anche 2.500 armi annue non e' un numero alto se si considera che all'inizio dello shogunato Tokugawa (1603), la classe guerriera contava almeno 2 milioni (in Inghilterra, tale figura contava solo 30.000).
Dopo il 1668 l'amministrazione di Edo non ordino' piu' alcuna arma da fuoco e nel 1725 anche ricerche e sviluppo fu terminato completamente. Il periodo delle armi da fuoco e' passato alla storia, almeno fino all'arrivo delle "navi nere" nel 1853.
Uno dei motivi per abbandonare le armi da fuoco era l'opposizione della classe dei samurai. In una battaglia, un contadino (heimin) con un'arma da fuoco era uguale o superiore ad un samurai con una spada, e per l'elite guerriera era un affronto intollerabile.
Un secondo motivo era che la spada era considerata l'anima del samurai e portava con se un valore simbolico che l'arma da fuoco non aveva.
Un terzo motivo era che le armi da fuoco facevano parte della cultura occidentale verso la quale i giapponesi cominciavano a sentirsi contro.
Una quarta ragione era che i giapponesi non si sentivano tirati in ballo in una corsa per armi superiori contro potenziali nemici stranieri. Il Giappone era una isolata catena di isole difficile da invadere. Come forti combattenti coraggiosi, i giapponesi credevano di poter difendere il loro paese con armi convenzionali: spade e lance.
Nel 1853 il commodore Perry consiglio' l'amministrazione shogunale di preparare una difesa costiera migliore se volevano evitare che altre navi da guerra (intendeva quelle russe, francesi e di Gran Bretagna) entrassero nella baia fino al cuore di Edo (odierna Tokyo).
I giapponesi decisero di seguire il consiglio e la corsa ad armarsi ricomincio' nuovamente.
Nel 1877 la ribellione Satsuma comandata da Takamori Saigo dimostro' di essere l'ultima uscita della spada.
Lo shogunato era caduto e l'imperatore regnava. Il governo Meiji, per diminuire il rischio di future insurrezioni, rese illegale portare spade da parte della classe samurai.
Fu una battaglia dispari: uomini di Saigo con spade e frecce contro le forze imperiali armate con armi da fuoco.
La fine si vede quando Saigo e i suoi piu' stretti colleghi commisero seppuku sul monte Shiroyama.
Con la guerra russo-giapponese del 1904-05, il Giappone aveva raggiunto parita' con le forze occidentali per quanto riguarda armamenti a fuoco. E nel 1941 sui mari navigava la nave da guerra piu' grande mai costruita: la Yamato.

Tratto parzialmente da "Strange but true - Stories from Japan" di Jack Seward.

 

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